(485) "Abbiamo provato a crederci oltre ogni logica con l’irrazionalità del tifoso che non si arrende mai. Adesso, però, l’evidenza dei fatti ci impone di guardare in faccia la dura realtà e lavorare per salvare la categoria.
I proclami di Cozza hanno prima fatto sognare, poi fatto sorridere, adesso provocano solo sentimenti di rabbia in chi stenta a capire come, dopo 11 giornate con 7 sconfitte, un allenatore possa ancora liberamente parlare di ambizioni di vertice. La sconfitta di Frattamaggiore ha confermato ancora una volta la grande fragilità di questa squadra che fatica a concretizzare in attacco e commette errori imperdonabili in difesa. Proprio come a Siracusa, il tempo di esultare ha lasciato spazio dopo pochi minuti alla rabbia per il gol dell’immediato pareggio. E, come se non bastasse, la Frattese operaia ha sferrato il colpo del ko in maniera cinica, spietata, da squadra navigata. In settimana, il presidente della Reggina Calcio era tornato alla carica parlando di stadio nuovo (al momento per una squadra fantasma) e, soprattutto, lanciando una bomba ad orologeria sul possibile ritorno all’attività agonistica. Troppo per i tifosi amaranto già provati da anni di delusioni e da un’estate amara. Adesso urge chiarezza da parte di tutte le componenti, i proclami non servono più, è il momenti dei fatti e, nel calcio, i fatti si chiamano risultati, anche se per arrivare a questo obiettivo servisse sacrificare qualche pedina eccellente. Si può aver sbagliato o si può ancora sbagliare, ma non si può più perseverare. Urge chiarezza che mai abbiamo avuto in tanti anni di presidenza da Lillo Foti. Ci dica, una volta per tutte, Foti, quali sono le sue reali intenzioni perché Reggio non può assolutamente sopportare la coesistenza di due realtà calcistiche e, soprattutto, la Reggina è un bene sul quale non si può e non si deve continuare a speculare. Giù le mani dalla passione: e questo vale per tutti, nessuno escluso! * Presidente Associazione Culturale "Leggende Amaranto".