Calcio, serie D: ASD Reggio Calabria, La Camera (Leggende Amaranto) “Non sparate (solo) sul pianista!”

(418) Quattro sconfitte in cinque giornate non danno alibi a nessuno. Altro che propositi di vittoria, qui siamo al “si salvi chi può” (a meno di  repentine e durature inversioni di rotta).

 

Vengono a galla tutte le difficoltà di una categoria che nessuno in questa Società conosce e che richiede un approccio evidentemente diverso da quello che si è dato. Innanzitutto, le squadre che hanno vinto negli ultimi anni sono state allenate (guarda caso) dallo stesso allenatore, Vincenzo Feola, che ha vinto sia sulla panchina del Savoia che su quella dell’Akragas per poi spiccare il volo verso campionati di più alto livello direte voi: macché, Feola sta sempre lì in serie D e quest’anno proverà a fare il salto di categoria col Pomigliano (girone H). Cozza ce la sta mettendo tutta, non ci sono dubbi, ma non può considerarsi certo un allenatore di categoria, uno di quelli che nascono e muoiono in serie D, che hanno il loro DNA proprio in questo campionato. Il mister ha rinnegato finanche il suo credo calcistico, passando ad un più equilibrato 3-5-2 che ha prodotto effetti positivi (la squadra si è resa più volte pericolosa), ma Arena e Zampaglione si sono sfiancati risultando poi poco lucidi sotto porta e la squadra ha comunque subito alla lunga la forza dell’avversario. Inoltre, soffriamo maledettamente la pressione sui nostri portatori di palla in fase di impostazione: lo avevano capito Roccella e Leonfortese e non è stata di meno la Cavese. Cozza le sue scelte di uomini, escludendo Dentice, D’Angelo e Condomitti, e di modulo le ha fatte, ma i risultati gli hanno dato ancora una volta torto. La Società gli ha ribadito piena fiducia ma Praticò e soci stanno pagando errori in parte dovuti all’inesperienza ed in parte all’handicap di dover fare tutto bene e in fretta, oltre ai disagi ormai risaputi della mancanza di strutture per allenarsi. Il peccato originale resta quello di aver scelto l’allenatore per poi ingaggiare Martino come direttore generale, quando, fin dal primo giorno, si era sbandierato il contrario. E poi, una rosa fatta da giocatori che vanno e vengono e abbandoni eccellenti, come nel caso di Crocetti, allenatosi a lungo con gli amaranto per poi accasarsi a Siracusa. Infine, la squadra. Dopo le prime due gare condite da incoraggianti prestazioni c’è stato il buio.Forse la scelta di Cozza di schierare Riva e De Bode nella gara contro la Sarnese, dopo che gli stessi erano giunti in città appena due giorni prima, ha creato qualche mugugno nello spogliatoio da parte di chi dal primo agosto ha tirato la carretta. Ciò, però, non giustifica un atteggiamento nelle partite contro Roccella e Leonfortese a tratti indisponente, privo di mordente e cattiveria agonistica. Il pubblico che ha dato fiducia alla nuova A.S.D. Reggio Calabria ha finito la dose di pazienza e chiede un’immediata inversione di rotta. Il calendario aiuta non poco, visto che al “Granillo” (forse a porte chiuse) arriverà la juniores del Lamezia (salvo sorprese dell’ultima ora). Le risposte devono arrivare subito e dovranno essere convincenti. Le devono tutti, nessuno escluso!* Presidente Associazione Culturale "Leggende Amaranto".

 

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Author: Maurizio Gangemi