Calcio, serie bwin, XXXIII^ giornata: Reggina-Juve Stabia 2-1

Reggina-Juve Stabia: 2-1. Reggina (3-5-2): Baiocco; Adejo, Ely, Bergamelli; Antonazzo, Hetemaj, Colucci (dal 66° Armellino), Barillà, Rizzato (c); Di Michele (dall’88° Di Bari), Comi (dall’80° Gerardi). In panchina: Facchin, Sarno, Bombagi, D’Alessandro. All.: Pillon. Juve Stabia (4-3-3): Nocchi; Balzaneddu, Martinelli, Scognamiglio (c), Dicuonzo; Mezavilla (dal 46° Jidayi), Doninelli, Improta (dal 46° Agyei); Verdi, Acosty, Zito (dal 66° Cellini). In panchina: Seculin, Suciu, Ogolong, Favetta. All.: Braglia. Arbitro: Giancola di Vasto. Assistenti: Segna di Schio e Lo Cicero di Brescia. Quarto uomo: Abisso di Palermo. Marcatori: Mezavilla al 13°, Di Michele al 39° e Comi al 63°. Ammoniti: Verdi al 31°, Colucci al 45°, Zito al 55°, Di Michele al 77° e Dicuonzo al 77°. Corner: 3-6. Recupero: 0’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Spettatori paganti: 482. Abbonati: 2890. Spettatori totali: 3372. Incasso paganti: € 6.595,00. Quota abbonati: € 11.421,50. Incasso totale: € 18.016,50.

 

Note. Avendo strada facendo (e vicende assistendo, aggiungo) persa la quasi totalità dell’entusiasmo che accompagnava l’attesa per partita (appena finita una non vedevamo l’ora passasse la settimana per ritrovare la nostra Reggina), in verità, avevamo un po’ perso dimestichezza con lo stadio e le sue zone limitrofe. Ecco perché, parcheggiata l’auto nella zona riservata alla Stampa, nel percorrere qualche centinaio di metri da lì ai tornelli, i pensieri in testa hanno cominciato a rincorrersi. Avendo incrociato, si e no, 2/3 persone il primo è stato: “Ma come ci siamo ridotti?” subito mutato in “Ma come ci ha ridotti?”. A seguire, subito dopo: “Ma perché siamo qui e non, comodamente, accomodati sul divano con birrozza a latere?”. Pensando questo (a ragion veduta, se permettete), la sensazione che ci ha pervaso è un mix di scoramento, delusione, amarezza e rimpianto. Un amico tifoso abbiamo incontrato e gli abbiamo confidato i nostri pensieri. La sua replica è stata laconica: “Fin quando ci sarà lui questo sarà lo spettacolo a cui saremo costretti ad assistere”. E, dalle ultime vicende, ci pare proprio che “lui” ci starà ancora per un po’: in primis fino a quando ci sarà un sol centesimo da strappare e, poi, ancora considerata la defenestrazione di Marco Tolentino da Direttore Marketing (avrà saldato o, come nel caso del predecessore Paolo Frascati – ma anche con altri creditori -, ha proposto anche a Marco di segnare i crediti sul ghiaccio?) a favore della figlia maggiore quasi a marcare ancor di più che la Reggina è sua ed è un’azienda familiare (!?!). Fatta questa premessa, siamo qui ed il nostro dovere è di raccontarvi ciò che vediamo mettendoci del nostro (piacente o no, non importa). Reduce dalla netta vittoria al “Del Duca” di Ascoli (0-3 con tripletta di Di Michele), Pillon si ripresenta al “Granillo” dopo 4 anni e passa dalla sua passata esperienza sulla panchina amaranto. Defenestrato, allora, dall’ex DS Martino a beneficio del di lui amico Orlandi (a cui toccò l’ “onore” di accompagnare la Reggina in B dopo 9 campionati su 10 trascorsi in A), Pillon (le cui idee in merito sono state ben chiare sin da subito e confermate di recente) schiera il 3-5-2 così tanto caro alla “casa madre Reggina” ma con scarsissime possibilità che, stavolta, il responsabile dell’area tecnica (direttore sportivo non è!) Simone Giacchetta abbia, oggi, voce in capitolo (oltre a titolo alcuno che, fino a poco tempo fa, si arrogava anche per gentile concessione). Nel settore ospiti una ventina di tifosi stabiesi. Prima dell’inizio delle ostilità osservato un minuto di raccoglimento in memoria del grande Pietro Mennea. Cronaca e commento. Primo tempo. La prima azione offensiva è degli ospiti che conquistano, per gentile concessione di Baiocco (con palla destinata sul fondo, provando la presa, la palla gli sfugge dalle mani), un corner sui cui sviluppi nulla accade. Al 5° ancora Baiocco in corner. Sul rinvio della difesa Di Michele parte in contropiede ma è solissimo, si arresta e subisce fallo ma Giancola lascia proseguire per il vantaggio con Barillà sul pallone alla ricerca di un improbabile successo sul successivo tiro da lontano (Fiorillo gioca a Livorno e non a Castellammare). La Reggina non riesce ad uscire dalla propria metà campo. Sembra, infatti, la squadra di Braglia ad aver preso le redini dell’incontro nonostante il forte vento contro. All’11° pregevole azione di Di Michele (37 primavere e non sentirle) che, dopo aver rincorso un lancio lunghissimo e fuori misura, addomestica la palla e mette teso al centro dove un difensore anticipa provvidenzialmente Comi. Al 13° la Juve Stabia passa in vantaggio. Sugli sviluppi del quarto corner (a zero) Baiocco esce a vuoto (colpa del vento?) e la palla termina sul destro di Improta posizionato sul vertice sinistro dell’area piccola. Il calciatore stabiese calcia in porta, un compagno (Mezavilla) devia fortuitamente (con il braccio? Volontariamente?) e la palla termina beffardamente in porta accanto al palo opposto al tiro. Tutta la Reggina protesta, forse per un presunto fallo sul portiere in uscita (a farfalle, con tanto di retino) o, più verosimilmente, per una spinta subita da qualche difensore. Giancola non ammette repliche e convalida. Al 18° occasione per la Reggina. Calcio di punizione al limite dell’area da posizione centrale. Calcia Barillà si sinistro, Nocchi respinge sulla testa di Di Michele che indirizza a rete. Sulla traiettoria (si sarebbe conclusa in rete?) interviene Antonazzo e realizza ma il tutto è vanificato dalla bandierina alzata (a ragione) dell’assistente Lo Cicero. Nulla di fatto. La Reggina annaspa e quella con personalità di Ascoli sembra già un lontano ricordo. Pillon sarà pur esperto ma non tanto da riuscire nei miracoli (se la squadra era mediocre con Dionigi, con Pillon non può essersi trasformata in altro). La Juve Stabia, dal canto suo, gioca onestamente e (troppo) spesso è nella metà campo amaranto. La Juve Stabia sa rendersi pericolosa ogni volta che si avvicina all’area amaranto. Sembra giocare in 15 contro 11 considerata la facilità di manovra e di avvicinamento e, di concerto, le difficoltà amaranto. Pillo, in panchina, si sbraccia e urla. Il vento, forse, porta lontane le sue parole considerato il pessimo gioco espresso dai suoi. Chi si era illuso dopo Ascoli, adesso, è servito: la Reggina, di base, è assai mediocre. Mediocrità acuita da Dionigi con le sue scelte cervellotiche tanto da meritare l’esonero (seppur tardivo). Al 39° la Reggina pareggia. Azione manovrata sulla trequarti, palla ad Antonazzo che, in verticale, serve Di Michele solissimo in area sul filo del fuorigioco. L’attaccante stoppa, mette a sedere Nocchi e calcia mettendo in rete la più facile delle occasioni. Il pareggio è meritato ma solo per quanto visto dopo il vantaggio di Mezavilla. Al 41° Di Michele eccede in presunzione allorquando preferisce cercare la soluzione personale, portandosi sulla linea di fondo fino a perdere il pallone, piuttosto che anticipare mettendo al centro per Comi. Ancora Di Michele al 43°. Ancora qualche secondo in più con il pallone tra i piedi e Pillon s’arrabbia. La Reggina vive attimi di difficoltà a cavallo dell’ultimo minuto: prima Zito si beve tutta la fascia destra e crossa, sulla respinta palla ancora a Baldanzeddu che rimette al centro con Acosty che anticipa il diretto marcatore con intervento provvidenziale di un difensore amaranto. Senza recupero, il primo termina con qualche battibecco tra Colucci e Giancola che lo ammonisce. Secondo tempo. La ripresa ha inizio con un doppio cambio per Braglia: escono Mezavilla e Improta (autori, in collaborazione, del gol del vantaggio) ed entrano Jidayi e Agyei. La ripresa si propone a ritmi decisamente più bassi rispetto a quelli delle fasi iniziali della gara. La Reggina pare essersi seduta mentre la Juve Stabia continua costantemente ad attaccare e, soprattutto, a mantenere ben saldo il pallino del gioco. Al 55° Zito, complice un grossolano errore in tempistica di Adejo, si ritrova libero in area. Su di lui si avventa Ely e Zito stramazza al suolo non prima di aver saltato in alto. Giusta l’ammonizione per simulazione da parte di Giancola. Il gioco, adesso, si fa duro ed i falli si moltiplicano. A bordo campo, intanto, da inizio ripresa, Pillon sta facendo scaldare Sarno, Armellino e D’Alessandro. Al 63° la Reggina passa in vantaggio. Corner da sinistra calciato da Barillà. In area c’è Comi, altri 4 amaranto e ben 8 stabiesi (compreso il portiere). La palla termina proprio sulla testa di Comi che, piuttosto tranquillamente e senza ostacolo alcuno, indirizza la palla sul palo più lontano dove Nocchi non può assolutamente arrivarci. Al 66° cambio per gli amaranto: esce Colucci ed entra Armellino. Risponde la Juve Stabia con il suo ultimo cambio: esce Zito ed entra Cellini. Al 69° i ragazzi della Sud espongono uno striscione molto eloquente (con tanto di cori annessi): “Giacchetta incompetente” sono le due uniche parole scritte a caratteri cubitali. Lo scriviamo da tempo, come dissentire? Ribadiamo che, dal prossimo 1 luglio, non vorremmo sia più tra i quadri amaranto. Il presidente-direttore-allenatore è consigliato e, oltretutto, invogliato dal risparmiare un altro stipendio. Detto questo, adesso, la Reggina legittima il vantaggio giocando con attenzione ed amministrando. Sia ben chiaro, sempre di squadra mediocre si tratta (il nostro convincimento non cambia). Ciò ch’è cambiato è il “manico” (Dionigi, che delusione) e il veto alle intromissioni ricorrenti e controproducenti del destinatario dello striscione. All’80° secondo e penultimo cambio amaranto: esce l’autore del secondo gol Comi ed entra Gerardi. La Reggina, dopo aver recuperato per la tredicesima volta stagionale il risultato, si trova, adesso, a 8 minuti più recupero dal termine, vicina, molto vicina, alla seconda vittoria consecutiva in attesa della trasferta di giovedì sera a Varese. All’85° pericolo per gli amaranto. Palla persa sulla propria trequarti da Di Michele, Cellini viene innescato in verticale e si ritrova solo, ma defilato, in area di rigore. Fortunatamente lo stabiese calcia largo e la palla termina sul fondo. All’86° la Juve Stabia pareggia. Anzi, no! Cellini, ancora lui, è sul dischetto di rigore e trafigge Baiocco incolpevole. Tardivamente, però, Giancola alza il braccio ed annulla nonostante tutta la panchina ospite sia in campo a festeggiare. Dire perché Giancola ha annullato è impresa improba: di certo ha visto una fallo (o un fuorigioco visto che Lo Cicero ha la bandierina alzata?). All’88° ultimo cambio amaranto: Pillon si cautela ed entra Di Bari al posto di Di Michele. La Reggina, adesso, soffre (troppo). La Juve Stabia assedia la Reggina. 4 i minuti di recupero. Pillon si sbraccia in panchina. Minuti concitati da qui sino al termine. I tifosi nella Sud espongono un altro striscione: “Nonostante tutto onore a te Dionigi” accompagnato al coro “Uno di noi”. La secondo vittoria consecutiva è ormai vicinissima. Anzi, è cosa fatta al triplice fischio finale emesso da Giancola. Reggina 2, Juve Stabia 1. La classifica, adesso, recita: Lanciano e Reggina 38, Ascoli 37, Spezia 36, Vicenza 34, Pro Vercelli 28 e Grosseto 23. Da quart’ultima a 5 squadre dietro è un buon salto in avanti. Con Pillon e senza Dionigi e Giacchetta in mezzo ai piedi, per carattere, personalità e determinazione pare un’altra Reggina. Avanti così! Ad maiora!

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Author: Maurizio Gangemi