




Novara-Reggina: 1-1. Novara (4-3-3): Bardi; Perticone, Lisuzzo, Ludi (c), Crescenzi; Marianini (dal 71° Ghiringhelli), Buzzegoli (dall’85° Parravicini), Fernandes (dal 75° Lazzari); Gonzalez, Seferovic, Pesce. In panchina: Kosicky, Motta, Rubino, Farago All.: Aglietti. Reggina (3-4-2-1): Baiocco; Adejo, Ely, Di Bari; Antonazzo, Hetemaj, Colucci, Barillà (c); Bombagi (dal 56° Di Michele), Campagnacci (dal 71° Rizzato); Gerardi (dal 65° Comi). In panchina: Facchin, Bergamelli, D’Alessandro, Armellino. All.: Dionigi. Arbitro: Velotto di Grosseto. Assistenti: Manzini e Santuari. Quarto uomo: Saia. Marcatori: Pesce al 39° ed Antonazzo al 91°. Ammoniti: Hetemaj al 26°, Crescenzi all’85°, Pesce all’85° ed Ely al 94°. Espulsi: Colucci e Lisuzzo al 68° Corner: 4-0. Recupero: 0’ (p.t.) e 5’ (s.t.).
Note. Fuori per infortunio ancora Lucioni e Fischnaller, ai due si aggiunge anche il centrale difensivo Freddi. Dionigi si piega ancora alla volontà altrui e Foti non convoca Sarno per scelta economico-societaria (la pusillanime sceneggiata della versione “tecnica” la lasciamo ai poveri di dignità). La Reggina, quindi, ancora una volta, non schiera l’ “11” migliore ma il meno peggio. L’allenatore pro-forma in panchina, a cui sono state tarpate le ali per “questione di principio”, responsabile anche di un “suicidio” tecnico, si arrampica ancora sugli specchi per giustificare l’ingiustificabile. Contento lui, scontenti noi. Pazienza, se i risultati continueranno a non arrivare non può prendersela con nessuno se non con se stesso. La formazione che oggi schiera a Novara, per esempio, appare quantomeno “strana”: fuori Di Michele e Rizzato e dentro Campagnacci (?) e Barillà sulla sinistra. Cambia anche modulo tattico, sulla carta: dall’imposto 5-3-2, al quasi autonomo 3-4-3 fino all’odierno 3-4-2-1 con Bombagi e Campagnacci dietro l’unica punta Gerardi. Vedremo. O ci stupisce con una vittoria (anche casuale) oppure si conferma mediocre anche nell’elocubrazione tattica. Dal canto suo, invece, il Novara arriva alla gara forte di 8 vittorie nelle ultime 11 giornate della gestione Aglietti. Cronaca e commento. Primo tempo. Al 2° minuto subito in attacco la Reggina. Gerardi scatta sulla destra, entra in area e crossa verso Campagnacci. Il passaggio è leggermente arretrato e Campagnacci non può concludere. Al 3° ancora Campagnacci, d’interno destro da fuori area, manda alto sulla traversa. La gara appare particolarmente “attenta” per entrambe la formazioni in campo. La Reggina pare esserci. Al 9°, forse casualmente, il Novara arriva al tiro. Fernandes crossa quasi dalla linea di fondo, Adejo devia ed è bravo Baiocco a tornare sui suoi passi (aspettandosi un cross in area) ed a bloccare in tuffo sul primo palo. Al 14° prima, vera, occasione da gol per i padroni di casa. Palla sulla destra per Gonzales (da Fernandes) che, dimenticato da Barillà, prova ad appoggiare di sinistro sul palo più lontano. E’ attento Baiocco a deviare il tiro con la palla che, per fortuna, passa tra le gambe di Adejo che non tocca rischiando l’autogol. Il pallone termina la sua corsa in corner. Al 19° pericoloso ancora il Novara. Pesce carica il sinistro da fuori area, Baiocco para in 3 tempi. Primi 20 minuti senza particolari emozioni: Novara più vivace, Reggina più attenta. Al 24° ancora Gonzalez, approfittando di un liscio di Barillà, dal limite, prova il sinistro ma è stoppato da un difensore amaranto. Il Novara, pian piano, conquista metri fino al giungere al controllo del gioco con la Reggina chiusa nella propria trequarti. Da segnalare la disastrosa prova, sin qui (siamo al 32°), di Barillà chiamato a fare il gioco di Rizzato ma in evidente difficoltà: tanto in fase difensiva quanto in quella offensiva. Il fatto che il cronista (Nucera, n.d.r.) non faccia altro che ricordarci che Barillà e Campagnacci si parlino da inizio gara su chi e come fermare Gonzalez la dice lunga. Chi è il difensore-centrocampista tra i due? E’ evidente come Nino sia in grossa difficoltà. Al 39° il Novara passa in vantaggio. L’azione inizia da un calcio di punizione dalla trequarti sinistra calciata da Burzegoli. Palla in area con Adejo a respingere di testa spedendo il pallone verso il fondo. Sulla palla si piomba Fernandes che mette ancora al centro mentre si nota Adejo gesticolare contro qualcosa/qualcuno. Il cross è respinto ma la palla torna ancora sui piede di Fernandes che ritenta sperando in migliori fortune. Così è! Il più lesto, infatti, stavolta, è Pesce che, in girata di sinistro, indirizza in porta con il pallone che, leggermente deviato da un difensore, termina la sua corsa in rete (foto 1). Al 43° contropiede fulmineo del Novara con palla da sinistra al centro per Gonzalez. Interviene Colucci ad appoggiare all’indietro verso Baiocco costretto ad uscire sui piedi dello stesso mancino di Aglietti. Dionigi, in panca, è agitato e pensieroso: chissà con chi ce l’ha oppure se ce l’ha anche con se stesso e con i cambi (controproducente quello di Barillà al posto di Rizzato, limitante quello di Campagnacci piuttosto che Di Michele) che ha apportato al “Piola” di Novara. Fatto sta che se all’assodata mancanza di qualità della squadra e all’auto-castrazione subita rinunciando a Sarno si aggiungono anche stravolgimenti dei settori nevralgici della formazione, allora, non si può cavare un ragno dal buco. La confusione regna sovrana ed è il caos. E si vede. E’ notorio che troppi galli in un pollaio generano parapiglia e confusione. Allora si decida una volta per tutte chi deve dare ordini: se dev’essere Foti Dionigi non ha senso di esistere; se dev’essere Dionigi (ipotesi remotissima) allora Foti non deve mettere fuori rosa Sarno. Giacchetta, onestamente, non lo prendiamo in considerazioni giacché, agendo “senza portafoglio”, crediamo abbia poco peso. Forse, e diciamo forse, è arrivato il tempo che Foti (non potendosi esonerare) esoneri sia l’uno che l’altro: un’altra bella doppietta, insomma, dopo Novellino-Martino e Iaconi-Rosati non sarebbe affatto male. Secondo tempo. La Reggina inizia la ripresa di buona lena con Barillà più esterno offensivo che difensore. Ovviamente, sullo 0-1 che si vorrebbe fare se non cercare di attaccare? Ci chiediamo Rizzato, Di Michele e Comi che stanno facendo ancora in panca? E, soprattutto, che diavolo ha per la testa Dionigi (oltre all’harakiri odierno)? Certo è che se, nel futuro prossimo, Dionigi li fa entrare vorrebbe dire che, ancora una volta, ammetterebbe, di fatto, i suoi costosi (in termini di punti persi) pacchiani errori tattici (e fors’anche tecnici). Potrebbero salvarlo, però, eventuali gol di Campagnacci e/o Gerardi ed una prova superba di Barillà. Dei primi due non c’è nemmeno l’ombra e del terzo stiamo assistendo ad una prova a dir poco insufficiente. A 52° il Novara va vicinissimo al raddoppio in tre occasioni ravvicinate. Prima Seferovic colpisce il palo alla destra di Baiocco. Subito dopo, Gonzalez ha sul sinistro la palla del match ma, sulla traiettoria, fortunatamente, c’è Barillà che respinge a porta vuota e, ancora, Pesce calcia a giro di sinistro con Baiocco che blocca in tuffo alla propria destra. Al 56° primo cambio della partita con Dionigi che sconfessa se stesso e le sue scelte al 33%: esce Bombagi (ovviamente non può togliere Campagnacci, essendo in svantaggio) ed entra Di Michele. Al 58° Seferovic ci prova da fuori area. Il suo sinistro è fuori d’un soffio alla sinistra di Baiocco. Il Novara legittima il vantaggio (meritato) mentre la Reggina, dal canto suo, legittima lo svantaggio (ampiamente meritato). Del resto una squadra che in un’ora di gioco non conquista nemmeno un corner vuol dire semplicemente che non ha attaccato. Infatti, l’unico tiro verso la porta di Bardi risale al 3° minuto (Campagnacci alto). E una squadra che non attacca difficilmente va in gol. E, ancora, una squadra che non va in gol difficilmente vince. Elementare, Dionigi, no? Giocasse al “Granillo”, il tifosi della Sud intonerebbero il noto coro “E facci un gol, e Lillo Foti facci un gol”. Al 65° secondo cambio e Dionigi si sconfessa al 66%: esce Gerardi ed entra Comi. Al momento, il tecnico pro-tempore amaranto ammette che, scegliendo e stilando la formazione, ha sbagliato 2 volte su 3: lasciati fuori Rizzato, Di Michele e Comi, al momento, ha già fatto entrare gli ultimi due. Se completa il tutto facendo entrare anche Rizzato allora è masochista. Al 68° altro match-ball per il Novara. Lanciato in verticale, Seferovic si presenta solissimo davanti a Baiocco. Palla sul sinistro con tentativo di tiro a giro sul palo lontano. Baiocco è bravissimo a respingere (foto 2). Qualche istante dopo, come conseguenza ad un fallo di Hetemaj, nasce un parapiglia che vede Colucci e Lisuzzo assoluti protagonisti in negativo. Velotto non ha dubbi ed espelle entrambi. Al 71° arriva la certificazione che Dionigi, oggi (e non solo) ha sbagliato tutto: esce Campagnacci ed entra Rizzato. Nel contempo, Aglietti effettua la sua prima sostituzione: esce Marianini ed entra Ghiringhelli. Come paventato, Dionigi ha sconfessato se stesso e, quindi, fossimo noi a presiedere la Reggina, oggi, più che in ogni altra occasione precedente, merita assolutamente l’esonero. Ma come, lasci fuori Rizzato, Di Michele e Comi dall’ “11” iniziale a favore di Barillà, Campagnacci e Gerardi e, poi, li fai entrare a partita in corso? Non ha le idee chiare, il mister. Ha sprecato 3 cambi sol perché ha “sognato” un'altra formazione da schierare titolare. Ma per favore… Esonero subito! Al 78° il primo (leggasi primo) tiro nello specchio della porta avversaria da parte della Reggina. Calcio di punizione dalla trequarti sinistra, palla a centro area e Comi gira al valo. Bardi respinge. All’80° ennesimo match-ball, il più clamoroso, per i padroni di casa. Lazzari entra in area sulla destra, lo affronta un disastroso Barillà, Lazzari rientra e Barillà lo stende. E’ rigore e nessuno, Velotto compreso, ha dubbi. Sul pallone va il mancino Gonzalez. Calcia spiazzando Baiocco ma a dare altri 10 minuti di speranza ad una Reggina disperata ci pensa il palo che respinge il tiro (foto 3). Al 86° è la Reggina a rischiare il pareggio. E’ Rizzato, sugli sviluppi di un calcio di punizione, a battere di sinistro da fuori area. Il pallone, con Bardi battuto, sbatte sulla traversa ed esce (foto 4). Sempre all’86° ultimo cambio per Aglietti: esce Buzzegoli ed entra Parravicini. La Reggina, adesso, è all’arrembaggio. Tutti avanti appassionatamente (senza idee ma sperando nel caso). All’89° altra occasione per gli ospiti. Calcio di punizione poco fuori dell’area di rigore. Sulla palla Di Michele e Barillà. A calciare, però. È Di Michele che manda il pallone a sfiorare il palo alla destra di Bardi rimasto spettatore inerme (foto 5). Ci sono dubbi che Dionigi ha sbagliato formazione iniziale? Ci sono dubbi che si è sconfessato con i cambi? Ci sono dubbi che la Reggina ha giocato meglio dopo i cambi stessi? La risposta è “no” a tutte e tre le domande. 5 i minuti di recupero. Al 91° la Reggina pareggia. Cross di Barillà da sinistra, pallone rasoterra a centro area, Antonazzo è il meglio piazzato e, di sinistro, batte Bardi (foto 6). Meritato il gol amaranto, ma solo dal 56° in poi. Allorquando, cioè, Dionigi è rinsavito ed è tornato sui suoi (o altrui) passi. Velotto chiude le ostilità al 95° e la Reggina esulta. Esultare? E perché mai? Per il pareggio raggiunto nel recupero, ok. Ma per l’aver giocato ad handicap per 56 minuti cosa sarebbe necessario fare? Esonerare Dionigi! 31 punti in 29 partite è una perfetta media da retrocessione, o no? L’obiettivo principe amaranto, quello cioè di riuscire a trovare 5 squadre più scarse, quest’anno potrebbe non essere così tanto facile da raggiungere. E quindi… Ad maiora! (Foto fonte www.sky.it).