Calcio, serie bwin, XIII^ giornata: Reggina-Varese 1-1

Reggina-Varese: 1-1. Reggina (3-4-3): Baiocco; Adejo, Ely, Bergamelli; Melara (dall’81° D’Alessandro), Armellino (dal 65° Rizzo), Hetemaj, Barillà; Sarno (dal 73° Fischnaller), Comi, Ceravolo (c). In panchina: Facchin, Lucioni, Viola, Castiglia. All.: Dionigi. Varese (4-4-2): Bastianoni; Fiamozzi, Pucino, Troest, Grillo; Zecchin (c), Kone (dal 69° Tripoli), Gomes (dal 46° Damonte), Nadaeevic; Eusepi (dal 57° Neto Pereira), Ebagua. In panchina: Bressan, Momentè, Lazaar, Carrozzieri. All.: Castori. Arbitro: Manganiello di Pinerolo. Assistenti: Melloni di Modena e Carbone di Napoli. Quarto uomo: Dei Giudici di Latina. Marcatori: Comi al 47° e Neto Pereira al 77°. Ammoniti: Kone all’11°, Ely al 27°, Bergamelli al 39°, Comi al 64°, all’82° Ebagua, Zecchin all’89°, Adejo al 92°, D’Alessandro al 93° e Adejo al 94°. Espulso: Adejo al 94°. Corner: 9-3. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.).

Note. Sembra avere un moto d’orgoglio Dionigi e torna a schierare il tridente d’attacco certamente più foriero di risultati che di brutte figure rispetto al modulo del presidente-direttore-allenatore (3-5-2 o 5-3-2 è uguale, sempre ugualmente improduttivo è). Dionigi, quindi, si ricorda di essere l’allenatore “titolare” e non già una comparsa e si ricorda anche che, se il presidente-direttore-allenatore dovesse perseverare a errare, non potendo esonerare se stesso (per così come sarebbe legittimo e giusto, lo volesse Dio!), esonererebbe proprio il tecnico amaranto che, come spesso accade in questi casi, fungerebbe da capro espiatorio. L’errore più grande e, quindi, contestabile a Dionigi? Subire le decisioni altrui esonerando, di fatto, se stesso, cercare di far necessità virtù con la mediocre qualità messagli a disposizione, confondere se stesso e la squadra e, quindi, ottenere scarsi risultati. Quando “aziendalista” vuol dire “annullarsi”. Rizzo continua, giustamente, a occupare il posto che più gli compete: non al centro del campo ma al centro della panchina (almeno questo Dionigi l’ha capito e ottenuto dall’uno-e-trino Foti). Cronaca e commento. Primo tempo. Al 3° prima palla-gol della gara. E’ Ceravolo, lanciato in profondità, a cercare e trovare la percussione (affiancato da un avversario), entrare in area e battere di sinistro con il pallone che finisce sul fondo non molto distante dal palo. Al 9° ci prova Nadarevic con una conclusione dalla sinistra che termina sulla faccia esterna della rete alla destra di Baiocco. La gara è viva ma frastagliata da errori su entrambi i fronti. Al 14° altra azione amaranto. Ceravolo, palla al piede, da sinistra di accentra finché trova sulla sua strada Comi che gli ruba il pallone e calcia debolmente sul fondo. Ceravolo non gradisce ma i due si spiegano. Al 16° ci prova Ely (oggi diciannovenne), direttamente su punizione, ma il suo tiro dalla grande distanza è sul fondo. Al 18° azione confusa che parte dai piedi di Melara da destra. Palla al centro, un difensore che non spazza via con dovizia, la palla che termina tra i piedi di Ceravolo che calcia di prima intenzione con Bastianoni a deviare in corner. Al 22° ci provano ancora gli amaranto: cross di Melara e colpo di testa di Comi con palla alta sulla traversa (ma deviata): Sul corner seguente ancora Comi di testa con palla abbondantemente alta. Al 29° ghiotta occasione per la squadra di casa. Ceravolo parte in semi-contropiede resistendo alla carica di un avversario, quasi al limite apre a sinistra per Barillà che, in percussione, sfonda e si presenta davanti a Bastianoni. Il centrocampista reggino arriva scoordinato al tiro e la palla sbatte sui piedi del portiere ospite. Il batti-e-ribatti che ne consegue non produce alcun frutto e la difesa libera. Le due squadre si affrontano apertamente ma, onestamente, lo spettacolo offerto non è dei migliori. La Reggina ha in mano il possesso palla ma, ciononostante, non riesce a cavare un ragno dal buco con il Varese che ha spesso buon gioco in fase difensiva complici gli errori, anche madornali, degli attaccanti amaranto piuttosto fumosi. Al 45° bella verticalizzazione di Sarno per Ceravolo che, entrato in area, si scoordina e calcia di sinistro molto largo nonostante la posizione favorevole. Sarno pare ispirato e, durante l’unico minuto di recupero, prova ancora ad assistere Ceravolo che, però, questa volta, è anticipato nettamente da Fiamozzi. Il primo tempo finisce tra qualche fischio e l’invito dei pochi tifosi in tribuna sud a esortare gli amaranto a giocare “col cuore”. Il possesso palla e l’iniziativa è senza dubbio amaranto ma, latitando la qualità, il risultato finale non può essere che scadente. Dionigi, sempre più, starà pensando a chi glielo ha fatto fare (e menomale che conosceva già il suo presidente-direttore-allenatore tanto da non potersi considerare sorpreso). Secondo tempo. La ripresa di apre non prima di un cambio tra gli ospiti: esce Gomes ed entra Damonte (centrocampista per centrocampista). Al 47°, sugli sviluppi del sesto corner (a zero) battuto da Ceravolo da destra, incertezza di portiere e difensori e Comi è lestissimo a incornare di testa per il suo terzo gol stagionale (capocannoniere amaranto assieme a Ceravolo). Il vantaggio è meritato per quanto prodotto e il modulo schierato oggi si conferma certamente migliore di quello imposto dalla triade presidente-direttore-allenatore. Ferma restando la mediocrità della squadra, s’intende. La gara si vivacizza, si innervosisce e sale la tensione tra i 22 in campo con la quaterna arbitrale che fatica a tenere la situazione sotto controllo. Al 57° secondo cambio varesino: esce Eusepi ed entra Neto Pereira a far coppia d’attacco con Ebagua. Al 59° Neto Pereira riceva palla in area, si porta la palla sul destro e calcia in porta con Adejo a ribattere. L’azione del Varese si fa più inistente con la Reggina chiusa nella propria area tra un’uscita di Baiocco e una chiusura di Adejo. La Reggina soffre con il Varese che produce suo massimo sforzo proteso alla ricerca del pareggio. Al 62° occasione per gli ospiti. Nadarevic crossa in area, Ebagua non ci arriva per un soffio con Baiocco colpevolmente immobile. Episodio importante al 64°. Comi prova a sfondare in area, ricevuta palla tenta di portarsela avanti ma è steso implacabilmente da Fiamozzi (in netto ritardo). L’arbitro Manganiello sbaglia di grosso e piuttosto che assegnare un rigore netto agli amaranto ammonisce Comi per simulazione. Due errori in un’unica azione, quindi, per l’arbitro di Pinerolo: non concede un rigore nettissimo e ammonisce un giocatore amaranto per una simulazione inesistente. Primo cambio amaranto al 65°: esce Armellino ed entra l’”edile” Rizzo. Altro cambio al 69° (terzo e ultimo gli ospiti): esce Kone ed entra Tripoli. Al 71° occasionissima per il raddoppio amaranto. Ceravolo conquista palla in difesa dopo un corner per i varesini, palla a Barillà che scatta in profondità e lancia Sarno. Il trequartista amaranto aspetta rinforzi e serve Rizzo sulla sinistra. L’”edile”, piuttosto che calciare in porta da ottima posizione (forse consapevole dei mezzi limitatissimi a disposizione), mette al centro dove Ceravolo è in ritardo e l’azione sfuma. Al 73° secondo cambio amaranto: esce Sarno ed entra Fischnaller. Al 75° altro rigore negato agli amaranto: corner da destra, palla in area dove Pucino appoggia al proprio portiere Bastianoni con il braccio destro. Inutili le proteste di Comi con Manganiello che si conferma inadeguato. Al 77° il Varese pareggia. La difesa amaranto si conferma scadente e, sul cross di Tripoli da destra (nato da una punizione battuta furbescamente da Facchin), prima Bergamelli (che liscia e mette fuori tempo il compagno di reparto) e poi Adejo (spiazzato dal liscio di cui sopra) vanno a farfalle consentendo a Neto Pereira la più facile delle opportunità. Il brasiliano non sbaglia e insacca alle spalle dell’incolpevole Baiocco. Ecco l’ennesima dimostrazione di mediocrità: un cross senza particolari pretese viene trasformato in assist dal clamoroso liscio di un difensore e dall’impreparazione di un altro. All’81° ultimo cambio per Dionigi: esce Melara ed entra D’Alessandro. Mediocrità a parte, onestamente, stando così le cose, il risultato non lo sta decidendo la scarsa qualità dell’organico di Dionigi ma i due rigori negati (il primo nettissimo, il secondo quantomeno dubbio) da un arbitro, Manganiello, assolutamente incapace. Il ritmo della gara sembra essersi placato dopo il pareggio di Neto Pereira. La Reggina fatica, adesso, a riconquistare il controllo della partita. Forse perché non ne ha le capacità e la qualità sufficienti. Fossimo in Dionigi, penseremmo a non perdere piuttosto che a rischiare. I 4 minuti di recupero si caratterizzano, ancora, per la dimostrazione di inadeguatezza dell’arbitro Manganiello capace di innervosire la gara con 3 ammonizioni (due ad Adejo, ovviamente espulso). Al triplice fischio finale, in campo, scoppia il finimondo. Dalle immagini sembra essere Ebagua la causa di tutto ciò evidentemente per ciò che avrebbe detto. Trascorrono diversi minuti prima che le due squadre rientrino negli spogliatoi. Sul terreno di gioco si vedono il presidente-direttore-allenatore che accusa Manganiello per le decisioni prese e tutto ciò che ne è scaturito; il dirigente Milanese che fatica a tenere a bada i propri giocatori; Ebagua che continua a inveire contro i giocatori amaranto che rispondono per le rime; Barillà con il labbro inferiore (o il naso) insanguinato che accusa lo stesso Ebagua. Altra immagine di questa gara è quella del capitano varesino Facchin che si porta vicino al settore ospite e lancia la maglia verso i suoi tifosi che, clamorosamente, non le accettano e gliele rilanciano in campo. Insomma, una brutta partita finita in maniera pessima. Una Reggina che si conferma mediocre e un arbitro ancora più scarso della squadra di Dionigi. Di positivo c’è solo una cosa: la certezza che il 3-4-3 è il modulo migliore attuabile e che il 3-5-2 significa spegnere anche quel barlume di speranze per evitare la Lega Pro. Da segnalare, infine, l’intervento del presidente-direttore-allenatore ai microfoni di Sky. Dopo aver accusato, legittimamente sottolineiamo, Manganiello per la sua nefasta direzione di gara, regala ai telespettatori una chicca degna di nota e di lui: “Mi sembra di essere ritornato a situazioni che a Reggio non si sono mai verificate”. Ora, concedendo al presidente-direttore-allenatore il beneficio delle dichiarazioni a caldo nell’enfasi causata dagli accadimenti e, quindi, delle possibili ma non auspicabili frasi non-sense pronunciate, umilmente ci domandiamo: come si fa a essere tornati a (rivivere, verbo sottinteso dal Foti) situazioni mai successe prima? La parola composta ri-torno presuppone, appunto, un ri-vivere un qualunque avvenimento già accaduto. Ma, se “non si sono mai verificate”, che ri-torno è? Ma ci faccia il piacere (direbbe sconsolato il Principe De Curtiis)… Ad miora!

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Author: Maurizio Gangemi