Calcio, serie B Eurobet, VII^ giornata: Reggina-Carpi 0-1

(374) Reggina-Carpi: 0-1. Reggina (3-4-3): BenassiAdejoLucioniIpsa; Da Silva, Strasser, Dall’Oglio (dal 56° Colucci), Foglio (dall'81° Caballero); Fischnaller, Di Michele (c), Cocco (dal 72° Gerardi). In panchina: Zandrini, Di Lorenzo, De Rose, Rigoni, Sainz Maza, Falco. All.: Atzori. Carpi (4-4-2): Kovacsik; Letizia, Romagnoli, Pesoli, Poli; Pasciuti (dal 57° Lollo), Porcari, MemushajGagliolo; Inglese (dal 66° Sgrigna), Cani (dal 74° Dalla Rocca). In panchina: Nocchi, Bertoni, De VitisMbakogu, Di Gaudio, Liviero. All.: Vecchi. Arbitro: Saia. Assistenti: Citro e Zivelli. Quarto uomo: Rocca. Marcatore: Memushaj al 93°. Ammoniti: Di Michele al 19° Lucioni al 49° e Porcari al 50°. Corner: 7-4. Recupero: 1' (p.t.) e 4' (s.t.). 

Cronaca e commento. Primo Tempo.  In un assoltato e desolato "Granillo", Atzori presenta la settima formazione diversa della stagione: a restare fuori, oggi, è Colucci mentre ritorna dal primo minuto Strasser. 20" è il Carpi è già in area reggina: Inglese, con un tiro-cross, impegna Benassi in presa a terra. Al 3° tiro di Pasciuti, debole, Benassi para. Reggina imprecisa anche nei passaggi da scuola calcio. Al 6° minuto Carpi vicino al gol: lancio in verticale di Inglese per Gagliolo che, superato Ipsa, si presenta indisturbato al limite dell'area: il suo destro è debole e centrale e Benassi è fortunato e pra. I fischi del pubblico si fanno sempre più insistenti: la Reggina da oratorio ha già collezionato, in appena 6 minuti di gioco, errori su errori ed una nitida occasione da gol subita. Pessima Reggina e Carpi che dà l'impressione di poter passare in vantaggio da qui a poco. La saga degli errori non sambra aver fine ed i fischi accompagnano ogni azione dei padroni di casa che si conclude con un passaggio sbagliao. All'11° la Reggina reclama un rigore: Di Michele s'incunea in area da sinistra, Romagnoli allarga il braccio sinistro ed ostacola il capitano amaranto che si lascia cadere. Saia lascia proseguire. Di Michele, in questa fase di gioco, fa il buono ed il cattivo tempo: da un lato inventa lanci e passaggi smarcanti e dall'altro ne sbaglia qualcuno gravemente (non da lui). La gara scorre su ritmi accettabili ma si vedono chiaramente i limiti tecnici di entrambe le squadre che non producono nulla di che. Al 32°, finalmente, la Reggina fa vedere che c'è: Dall'Oglio, dalla distanza, prova a sorprendere l'ex Kovacsik con un fendente diretto a fil di palo: il portiere ospite, però, è bravo a distendersi alla propria destra ed a deviare in corner. La Reggina continua la sua vendemmia di grossolani strafalcioni tecnici collezionando errori su errori: al momento il Carpi, fortunatamente, non ne approfitta anche e soprattutto per i suoi limiti. Al 40° la più clamorosa delle occasioni per passare in vantaggio la spreca la Reggina: Di Michele fa sedere un avversario in area di rigore defilato a detra, passaggio all'indietro per Fischnaller che crossa a centro area dove c'è Cocco. Il "20" amaranto si coordina cercando una conclusione spettacolare, Kovacsik esce ma non raggiunge il pallone che, toccato di esterno destro da Cocco, attraversa tutto lo specchio della porta finendo sul fondo. Incredibile! E sono 2 i gol divorati clamorosamente da Cocco: il primo contro il Novara sabato scorso ed il secondo pochi istanti fa. Al 42° doppia occasione ancora per la Reggina: prima Di Michele calcia di poco alto sulla traversa e poi Da Silva, ricevendo un cross da sinistra di Foglio, colpisce di controbalzo il pallone che sbatte sulla traversa e ritorna in campo (il tutto con la porta completamente sguarnita grazie all'uscita a vuoto di Kovacsik). Come dire: a porta vuota è certamente più difficile colpire uno dei tre legni piuttosto che metterla in rete. Il primo tempo si chiude qui: una Reggina che ha iniziato malissimo e che, sul finire, ha divorato due nitide palle gol. Secondo tempo. La ripresa inizia a ritmi bassissimi. Al 55° ancora una ghiottissima occasione per gli amaranto, la terza, ancora una volta clamorosamente gettata alle ortiche. Di Michele manovra e serve Foglio che crossa basso. Da destra arriva Da Silva che, in solitaria, ad un metro dalla linea di porta, manda incredibilmente sul fondo un'opportunità ancora più facile da sfruttare di quella capitatagli sul finire del primo tempo. Al 56° Atzori effettua il primo cambio: fuori Dall'Oglio e dentro Colucci,. Al 57° lo segue Vecchi: fuori Pasciuti e dentro Lollo. Le tre occasioni sprecate dalla Reggina fanno la differenza e mantengolo il risultato ancorato sullo 0-0. Ma che errori: e se, in un certo qual modo, pur essendo clamorosi, si possono tollerare quelli di un Da Silva esterno di destra (che si il quarto in difesa o a centrocampo), appare inconcepibile quello dell'attaccante puro Cocco. Quello occorso al 40° del primo tempo è il secondo in due partite consecutive casalinghe. Inutile appellarsi alla sfortuna in occasioni del genere: se si creano occasioni da gol a iosa e non se ne sfrutta neppure una la responsabilità non è della dea bendata ma della scarsa tecnica in possesso dei calciatori protagonisti. La Reggina, nel frattempo, ricomincia a sbagliare sotto l'orda di fischi del poco pubblico presente. Al 66° Vecchi prova a dare un segnale forte e chiaro: fuori Inglese e dentro Sgrigna. Evidente l'intenzione di voler affondare i colpi provando a far propria la gara. Siamo a metà secondo tempo e l'ultimo quarto di gara non sarà facile per la Reggina considerate le pochissime idee peraltro confuse e disordinate. Responsabilità dell'allenatore-regista nell'insegnare o colpa dei giocatori-attori nell'apprendere? Al 71° il Carpi ci prova seriamente: l'albanese Memushaj calcia da fuori forte e teso con Benassi che prima sembra "stoppare di petto" dopo non aver trattenuto il pallone e poi blocca. Al 72° Atzori cambia: esce un fischiatissimo Cocco ed entra Gerardi. Al 74° Vecchi effettua il suo terzo ed ultimo cambio rivoluzionando completamente l'attacco: dopo Inglese (per Sgrigna) esce anche Cani ed entra Dalla Rocca. I tifosi della Sud invitano i propri giocatori a tirare fuori gli attributi: ma non è questione di dentro o fuori, il problema sono i limiti tecnici di giocatori che dovrebbero mettere in campo le idee del proprio tecnico (ammesso che queste ultime siano valide). Di certo, così non va! Salvo che abbia ragione proprio il tecnico a dire che si dovrà lottare per salvarsi e che, invece, i proclami del presidente ("Voglio vincere") siano solo aria fritta. All'81° ultimo cambio amaranto: esce Foglio ed entra Caballero. Le mosse del mister appaiono praticamente nulle, a meno di 10 minuti (più recupero) dalla fine il gioco espresso appare ancora approssimativo. Colpa del puparo o dei pupi? Di entrambi, certamente. All'84°, sugli sviluppi di un corner per i reggini, il Carpi parte in contropiede con Memushaj che riceve a centrocampo ed avanza. Palla a Sgrigna sulla sinistra e tentativo di sinistro in diagonale che termina sul fondo. Paura e fischi per gli amaranto che, dopo qualche timido progresso dimostrato con Novara e Varese, pare essere tornata ad essere quella di Lanciano e Trapani: brutta, confusonaria e limitata tecnicamente. Non sfruttare tre clamorosissime occasioni da gol, oggi, (Cocco e doppio Da Silva) vuol dire qualità che latita e, quindi, evidenti limiti tecnici. A tre minuti dalla fine la Reggina resta praticamentre in dieci: Fischnaller, colpito da crampi, non ce la fa e, di fatto, pur restando in campo, lascia i suoi in inferiorità numerica. 4 i minuti di recupero. Al 91° il Carpi va vicino al colpaccio: calcio di punizione da sinistra, palla in area e Romagnoli (contrastato da Adejo), da due passi, spedisce altissimo sulla traversa. Al 93° il Carpi va in gol. Memushaj si accentra e di sinistro calcia in maniera non particolarmente pericolosa. Benassi sbaglia al pari di Cocco e Da Silva e si lascia passare il pallone sotto le braccia protese. Se diciamo, anzi, se ripetiamo, che Benassi è colui che, da solo, ha sulla coscienza un gol a Trapani (in secondo di Djuric), il gol a Varese (Pavoletti) e, oggi, quello di Memushaj, sbagliamo? I 6 punti persi nelle ultime due gare (Varese e Carpi) hanno (anche) il suo marchio di fabbrica. Oltre, ovviamente, a quello i Atzori (che crediamo, per quello che abbiamo visto in queste 7 giornate, vicinissimo ad un meritato esonero – sarebbe il quarto in 5 stagioni -) ed a quello di tutti coloro i quali si sono avvicendati fallendo una quantità di occasioni davvero clamorose. Oppure, chissà s'è vera quell'ipotesi – da noi denunciata in un Editoriale – secondo cui i giocatori non hanno gradito le dichiarazioni dell'allenatore post-lanciano? I giocatori che vediamo scendere in campo hanno così tanti limiti tecnici oppure, magari, questi sono un pò accentuati? La "regola" insegna: se una squadra non vince non si cambia la rosa ma, più semplicemente, l'allenatore. Ed allora, tra Atzori che chiede scusa al pubblico ricevendo chiari inviti a tornarsene a Ravenna, non ci resta altro che attendere. Per il "Voglio vincere" e gli "85 punti", anche se 7 giornate sono già trascorse, c'è ancora tempo. Forse… Ed intanto, con 6 punti in 7 gare, la media non è più da playout ma da retrocessione (ed il Lanciano è primo in classifica). Una cosa appare pressoché certa: Aztori potrebbe (e dovrebbe) avere le ore contate: s'è vero che Foti vuole vincere allora la scelta appare obbligata. Dispiace per il fallimento di quest'inizio stagione ma la Reggina viene prima di tutto e tutti! Ad maiora! 



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Author: Maurizio Gangemi