Lamezia Terme (CZ), Zumpano (CS) e Roma: presentazione di “Onora la madre” di Angela Iantosca

Come è cambiato il ruolo della donna nella ’ndrangheta dai primi del Novecento a oggi? È davvero solo vittima? Da questa domanda prende le mosse il libro che mette in luce come le donne, sempre più, tirano i fili della ’ndrangheta, sostituendo gli uomini in caso di loro assenza, educando i figli ai valori cardine dell’associazione.

 

Quello che si compie è un viaggio in quella Calabria sconosciuta che si declina al femminile, attraverso i documenti, i riti, le tradizioni, la fede, le parole dei pm, degli storici, della gente, per arrivare ad affermare che la donna, da sempre, è asse portante di una delle organizzazioni criminali più potenti al mondo. Il libro, in tutte le librerie dall’8 maggio, è edito da Rubbettino e introdotto dalla prefazione del Professor Enzo Ciconte (Scrittore, docente presso l’Università Roma Tre e l’Università de L’Aquila, già Consulente della Commissione Parlamentare antimafia). Il 21 giugno, alle ore 21,30, il libro sarà presentato al “Trame Festival”. L’appuntamento è presso Palazzo Nicotera, a Lamezia Terme. Con l’autrice Don Giacomo Panizza. Coordina il giornalista Giancarlo Manfredi. Il 23 giugno, dalle ore 18, presso il centro storico di Zumpano (Cs). Con l’autrice Maria Lucente, Salvatore Magarò, consigliere regionale. Modera la giornalista del Tg3 Rai Maria Vittoria Morano. Il 30 giugno, dalle ore 18, presso Villa Mercede (Zona San Lorenzo, vicino il Verano), presentazione del libro all’interno del “Roma Fringe Festival”. Con l’autrice i protagonisti dello spettacolo teatrale su Peppino Impastato “Dietro i tuoi passi”. *L’autrice. Angela Iantosca è nata a Latina nel luglio del 1978, si è laureata in Scienze Umanistiche presso l’Università La Sapienza, con una tesi in Storia Romana, con la cattedra del professor Giardina. Vive a Roma. Dal 2003 svolge attività di giornalista per diverse testate nazionali: F (Cairo editore), Più Sani più Belli (Ed. Master), Occhio alla Spesa (Ed. Master), Sos Tata (Ed. Master), Acqua&Sapone (Ed. Medium), Agenzia Radiofonica Italia Stampa, Crime news Radio/Tv. Modera ed organizza incontri sulla legalità. È stata redattrice del quotidiano “Pubblico” di Luca Telese. Onora la madre è il suo primo libro.

 

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Reggina: Foti, fatti non pugnette! Ed intanto ritorna Gianluca Atzori

Risvegliatici dopo un incubo durato un’intera stagione (quella conclusa un mese addietro a cui, se ci ripensiamo, provoca in noi un naturale rigurgito), dopo aver persino corso il serissimo rischio (ad una manciata di secondi dallo scadere dell’ultimo minuto di recupero dell’ultima giornata) di ritrovarci catapultati (per la prima volta della storia amaranto) nei play-out per evitare l’inferno della Lega Pro, il presidente-direttore-allenatore, fiutando l’affare (l’ennesimo grazie all’azienda Reggina) si è lanciato a capofitto nel clima centenario.

 

Defenestrato qualche tempo addietro il Direttore Marketing Marco Tolentino (cosa non si fa per i figli), succeduto al predecessore Paolo Frascati, magari dopo aver loro carpito il portafoglio-clienti ed idee annesse, il miglior modo per chiudere con il recente passato ed aprire all’economicamente fruttuoso futuro è stato senza dubbio l'indire una conferenza stampa mettendo su uno “one man show” di tutto rispetto. Tra un “simpatico ed importante”, un “difficoltà oggettive”, “ci appartiene” o “non ci appartiene” e qualche “eh” di troppo, lo slogan di quest’anno è (toccatevi pure i gioielli di famiglia) “Vogliamo vincere”. Peccato che lo slogan coniato per l’occasione-centenario sia molto simile, troppo diremmo, a quel “Sono qui per vincere” di novelliniana memoria prologo alla sciagurata stagione 2009/2010 (la prima dopo la retrocessione, per intenderci). In effetti, pur non essendo affatto scaramantici, leggendo la cronaca della conferenza, motu proprio, anche la nostra destra si è poggiata là dove non batte il sole. Il pensiero è andato indietro nel tempo: a quella nefasta stagione cioè, in cui, per gran parte del campionato, è stato corso il rischio di trasformarsi in novelli Cagnotto ed esibirci in un doppio tuffo carpato e roteato all’indietro dalla A alla Lega Pro in appena 2 stagioni. Nel corso della suddetta conferenza, dopo aver ammaliato da par suo la Stampa presente e, quindi, di conseguenza, i tifosi che in diretta streaming la seguivano o di cui ne hanno letto le cronache, il presidente-direttore-allenatore si è lasciato andare ad una piccola divagazione. Parlando del business-centenario, infatti, ha sentenziato “Qualcuno dice che il centenario non ci appartiene” e via dicendo. Ordunque, non sappiamo se qualcuno tra i colleghi abbia detto o scritto qualcosa del genere. Di certo sappiamo, però, che in più occasioni lo abbiamo scritto noi de "Il Reggino" spiegando anche le motivazioni di tale affermazione così bene ripresa dal presidente-direttore-allenatore (per esempio, nell’ultimo nostro Editoriale del 19 maggio scorso: http://www.ilreggino.news/index.php?option=com_content&view=article&id=6567:reggina-la-fine-di-un-incubo&catid=1:editoriale&Itemid=7). E’ necessario perché non è il centenario del presidente-direttore-allenatore o basta quanto scritto in quell’occasione? Aggiungiamo solo che, essendo oggi lui il presidente pro-tempore, in qualche modo ci sta che se ne appropri facendo finta che non abbia mai dichiarato in passato che “L’A.S. Reggina 1914 non esiste più” e che, dal 1986, “Esiste solo la Reggina Calcio S.p.A.”. Si sa, l’immaginato business derivante da marketing e merchandising, con annessi eventi sicuramente di pregevole fattura e/o importanza, farebbe gola a chiunque. Figuriamoci ad uno scaltro e furbo come Pasquale “Lillo” Foti ed alla regina (con una sola “g”) delle sue aziende familiari, radice solida di quei rami (d’azienda, appunto) che si riuniscono sotto la sigla “LG3”. Chiuso il discorso conferenza-proclama, andiamo a vedere cos’è successo sul fronte mercato in questo mesetto scarso dopo la fine del campionato che, secondo noi e non solo, ci ha propinato la Reggina più scarsa della storia recente amaranto (probabilmente la più scarsa di sempre da quanto è targata Reggina Calcio 1986 S.p.A.). Il primo capitolo da chiudere era, ovviamente, quello relativo all’allenatore. Ringraziato e licenziato Bepi Pillon (senza il cui arrivo in corsa crediamo difficilmente la Reggina avrebbe evitato la Lega Pro), ed accantonato Davide Dionigi (con ancora un altro anno di contratto), la Reggina si è trovata dinnanzi a molte opzioni che qui non riportiamo per evitarvi noia (i colleghi, in questo mese, si sono divertiti tra il vero, il verosimile, il possibile e l’impossibile). Fatto sta che, come spesso è accaduto nella zona sud della Città, la parola “ritorno” ha assunto un certo fascino. Tanti, tantissimi, sono gli esempi di giocatori, allenatori, ex giocatori tornati come allenatori e come responsabili di qualche settore a “casa Reggina”. E’ proprio di ieri la notizia, mai tralasciata a dire il vero visto che il suo nome è stato sempre presente nelle cronache, che la Reggina avrebbe scelto di (ri)affidare la panchina e la squadra del centenario a Gianluca Atzori. Ex ostico difensore amaranto nella stagione 1996/1997, già tornato come allenatore nella stagione 2010/2011, il tecnico di Collepardo (FR) – ma residente a Ravenna – non ha mai nascosto il desiderio e la volontà di tornare a Reggio “per concludere un discorso iniziato 3 anni e non ancora concluso come avrei voluto” (ci disse in una recente telefonata). Sia chiaro, la firma ancora non è stata apposta ma s’è vero com’è vero che tra domani e lunedì Atzori sarà a Reggio per incontrare il presidente Foti allora potremmo presumere che l’accordo sia fatto in linea di massima e che ad esso vadano ancora aggiunti dei dettagli. Diciamo che non crediamo ci possano essere problemi di natura economica (Atzori sa benissimo ch’è impossibile gli venga proposta la stessa cifra guadagnata a Genova o a La Spezia) e che, immaginiamo, l’incontro verterà su argomenti simili a quelli che hanno impedito il rinnovo nel giugno del 2011 (ingerenze tecniche, per esempio, da parte del direttore-senza-portafoglio Simone Giacchetta). Ovviamente, circa il nome di Atzori, la tifoseria si è immediatamente divisa. Qualcuno, con motivazioni anche condivisibili sotto certi aspetti, sostenendo che è vero che la sua Reggina arrivò ad un soffio dalla finale play-off ma lo fece con una signora squadra e che, quindi, fu un mezzo fallimento. Qualcun altro, ancora condivisibile, sostenendo che il suo calcio non fu bello a vedersi. Qualcun altro ancora avrebbe preferito un tecnico “vincente” e non uno che, fatto bene a Reggio, veniva dall’esonero a Catania e, dopo Reggio, ha collezionato altri due esoneri a Genova sponda Sampdoria ed a La Spezia (3 esoneri in 4 stagioni, per essere chiari). A priori tutti hanno e abbiamo ragione sostenendo ognuno le proprie tesi. Più o meno condite da simpatie o antipatie personali, abbiamo il dovere però di aspettare i fatti. Ed i fatti, tradotti in numeri, dicono che, comunque, Atzori, a Reggio, è stato colui il quale: 1) ha ottenuto il miglior posizionamento finale (6° posto) nelle ultime 4 stagioni di B (12° nella stagione 2009/2010, 10° in quella 2011/2012 e 17° nell’ultima 2012/2013); 2) ha ottenuto, sempre nelle ultime 4 stagioni di B, il maggior numero di punti conquistati (61): 54 nella stagione 2009/2010; 55 nella stagione 2011/2012 e 49 (51 senza la penalizzazione) nella stagione 2012/2013; 3) è stato l’unico allenatore, dopo l’addio di Mazzarri nel 2007, ad aver iniziato e terminato la stagione senza esoneri e richiami: 2007/2008 Ficcadenti, Ulivieri ed Orlandi; 2008/2009 Orlandi, Pillon ed ancora Orlandi; 2009/2010 Novellino, Iaconi e Breda; 2011/2012 Breda, Gregucci ed ancora Breda; 2012/2012 Dionigi e Pillon. Diciamo, allora, che almeno questi 3 punti sono a suo favore. Che ci piacciano o no, queste sono verità. Certo, è assolutamente assodato che non è matematico che Gianluca Atzori faccia altrettanto bene rispetto a tre stagioni addietro o, meglio, si migliori. Ovviamente molto dipenderà da lui il sapersi ripetere ed, eventualmente, migliorarsi ma le stesse responsabilità sue le avrà la Società che sarà tenuta a consegnargli una ventina di giocatori di tutto rispetto. S’è vero com’è vero che il Lillo-pensiero quest’anno recita “Vogliamo vincere” allora… Certo, bisogna capire se l’intenzione è di vincere il campionato e tornare in A o, più semplicemente, vista l’imbarazzante “qualità” espressa dall’ultima Reggina con annessa Lega Pro a qualche centimetro, il proclama va aggiustato frapponendo, tra il “vogliamo” ed il “vincere” altre due paroline: “tornare a”. Questo non è dato saperlo, anche perché, memore del passato, il presidente si è guardato bene dal manifestare l’obiettivo che ha in mente. Meglio così! Dicevamo degli animi contrapposti dei tifosi alla notizia del ritorno di Atzori. Molte le critiche, soprattutto da parte di quelli che avevano preso per oro colato le parole presidenziali durante il one-man-show (dimenticandosi troppo frettolosamente le tante parole gettate al vento, dichiarate e poi smentite, dallo stesso presidente negli ultimi anni, "il lupo perde il pelo…"). Di certo, però, quelle parole e la successiva campagna abbonamenti aperta solo per una settimana un risultato abbastanza lusinghiero l’avevano prodotto: 3017 tessere di abbonamento sottoscritte. Diciamo nulla di particolarmente notevole considerato che 3000 è, circa, lo zoccolo duro dei tifosi amaranto che, sempre e comunque, avrebbero sottoscritto l’abbonamento. Un test più impegnativo, infatti, lo si avrà dopo l’ufficialità del ritorno di Atzori e, soprattutto, dopo gli acquisti e le cessioni nel mercato che, ufficialmente, si aprirà il prossimo 1 luglio. E’ evidente che, a parte il citato zoccolo duro, gli altri tifosi vorranno legittimamente attendere per vedere che Reggina sarà. Almeno sulla carta atteso che i nomi non fanno (sempre) i risultati ma, come avvenuto con Novellino allenatore, possono regalare anche bruttissime sorprese. Staremo a vedere. Chiaramente, tutti i tifosi – noi compresi – avremmo voluto che l'allestimento di una squadra che "vuole vincere" fosse iniziato con un allenatore dal pedigree più importante per, poi, proseguire con giocatori altrettanto validi. Ma, fino a quando le casse societarie vedranno gli introiti dissolversi nel vento piuttosto che rimanere lì ed essere reinviestiti, allora difficilmente potremo ambiere a cotanto obiettivo. La Stampa avrebbe potuto influire sulla scelta della Società? Onestamente non crediamo. Non conosciamo, infatti, colleghi che possano "consigliare" il presidente sulle scelta da adottare. E, comunque, fin quando le testate che essi rappresentano sono foraggiate con pagine di redazionali e/o pubblicità dei vari rami dell'azienda Reggina, ci pare improbabile che, da esse, giungano critiche e/o rimbrotti. E poi, scusate, come ogni categoria professionale, anche in quella di chi scrive ci sono varie tipologie di intendere le cose e, quindi, di agire: c'è quella filosocietaria, c'è quella contro "a prescindere", c'è quella che aspetta al varco, c'è quella che si contraddice, c'è quella che si lascia cullare dal vento e c'è anche quella equilibrata ed equidistante. Nulla di strano, sia chiaro: è fisiologico. Tornando a noi, per esempio, potrebbe succedere, per esempio, che lo stesso Atzori, “scelto come allenatore del centenario”, il centenario stesso (sabato 11 gennaio 2014) non lo festeggi se i risultati non gli daranno ragione. Chi può esser certo dei futuri successi o insuccessi? Gianluca lo sa, Reggio ed i Reggini vogliono tornare in A magari al culmine di una stagione ben giocata, lottata e sudata. Tempo fa lo stesso Atzori ci disse che la Reggina da lui allenata fece bene perché “aveva fame”e fors’anche perché, quella stagione lì, nessuno gli chiese di vincere il campionato ma solo di valorizzare i giovani. Non “dovendo” necessariamente ottenere un obiettivo così importante, forse, è più facile giocare magari bene. Vedremo. Una cosa è certa e, da parte nostra, sebbene non ne ravvisiamo il bisogno, ve la promettiamo: Atzori, al quale ci lega un ottimo rapporto fatto di confronti e mai di cene, set e pettegolezzi, sarà comunque giudicato con imparzialità in base a quello che saprà fare dimostrando fatti concreti. I tifosi, adesso più che mai, vogliono fatti e non pugnette! Sono stanchi, delusi, vessati, si sentono traditi e vituperati nel loro affetto sportivo e nella loro fede calcistica più grande. Anche noi, e Gianluca lo sa, abbiamo a cuore una sola cosa: la Reggina intesa come “essenza” e nessun suo rappresentante pro-tempore. Adesso, però, le responsabilità passano al presidente-direttore-allenatore che, dando seguito alle chiacchiere, ha il dovere di allestire una squadra di tutto rispetto per affrontare la prossima B. Non pensi, il presidente, ai soli festeggiamenti per il centenario. Certo, sarà un evento storico che ognuno di noi vivrà solo per questa volta nella vita ma al business, questa volta, il presidente, abbini il successo sportivo ma magari dando priorità al secondo. Solo così Reggio si riapproprierà della sua Reggina. Se così non fosse, ahinoi, il “Granillo” languirà ancora! Forza Reggina! Ad maiora!

 

 

 

 

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Alcolismo giovanile, anche il Coni Calabria in campo contro questa piaga sociale

«Esiste un dato allarmante che deve far riflettere tutti». Con queste parole il presidente del Coni Mimmo Praticò pone sotto i riflettori la piaga sociale dell’alcolismo giovanile che purtroppo cresce in maniera esponenziale. «I giovani ritrovano nell’alcol un momentaneo stato di ebbrezza che li esclude temporaneamente dai problemi personali e dalla situazione di disagio generale che questa generazione vive.

 

La società moderna – dice il Presidente – non è in grado di dare le risposte che i giovani, sbagliando, ricercano attraverso alternative e nocive strade. Ultime analisi statistiche evidenziano che la fascia di età più a rischio per l'abuso di alcolici è quella che va dai 12 ai 17 anni, ovvero il momento maggiormente critico della crescita, in cui le ragazze e i ragazzi iniziano ad interrogarsi sul proprio posto nel mondo. È in questa fase che la società deve fornire punti di riferimento agli adolescenti, facilitando la risposta alle molte domande che si pongono. Lo sport in particolare è il terreno fertile affinché essi possano crescere e trasformarsi in adulti nel rispetto delle regole e mantenendo saldi, davanti ai propri occhi, i valori che lo sport riesce a trasmettere». Leggendo le notizie degli ultimi mesi, si nota che le nuove generazioni hanno una visione distorta della realtà; i motivi di questo distacco sono rintracciabili in una moltitudine di fattori: scarso dialogo in famiglia, pochi momenti di aggregazione sociale, rapporto asettico con l’istituzione scolastica e incremento delle nuove tecnologie che paradossalmente isolano i ragazzi. «Credo – continua Praticò – che il Coni, anche nelle sue articolazioni territoriali, abbia l’obbligo morale di fare qualcosa. Dobbiamo veicolare il messaggio che lo sport non è solo attività fisica ma anche, e io direi soprattutto, momento di condivisione. I ragazzi e le ragazze devono capire che impegnare alcune ore del loro pomeriggio inseguendo un pallone, in palestra, in acqua o in sella a un cavallo – solo per fare alcuni esempi – è tempo impiegato bene, è tempo speso nel migliore dei modi. I risultati ricadranno non solo sulla loro salute fisica ma anche sul loro benessere mentale. Ecco, dobbiamo far capire questo ai giovani. Un concetto che non deve essere sponsorizzato solo dal Coni, ma portato avanti anche dalle scuole, dalle famiglie, dalle istituzioni con gli assessorati competenti e anche da tutti i soggetti sociali che operano con i giovani. Penso ad esempio alle associazioni cattoliche o ai gruppi teatrali. Lo sport deve accogliere i giovani, deve farli sentire protetti e al contempo donare loro quelle gioie che ricercano in altro; può allontanarli non solo dall’abuso di alcol, ma anche da altri pericoli molto gravi come l’uso di sostanze stupefacenti». Ad avviso di Mimmo Praticò, «il passo primario che ognuno di noi può fare è quello di parlare con i più giovani e capire da dove derivi il disagio che li spinge a bere eccessivamente. Successivamente noi adulti dobbiamo far capire quali sono i danni gravissimi che l’alcol e le droghe provocano,  anche perché la stragrande maggioranza non ne conosce assolutamente le conseguenze. Nonostante i divieti normativi che riguardano la vendita degli alcolici, i ricoveri in ospedale per elevati tassi alcolemici sono numerosissimi. Prevenire – conclude il presidente del Coni Calabria – resta l’arma vincente». a.c./Labecom.

 

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Reggio di Calabria: “Nuovi Orizzonti per il Sud” plaude alla normina di Tilde Minasi quale Segretario della Commissione Regionale Antindrangheta

L'Associazione Culturale "Nuovi Orizzonti per il Sud", a mezzo del suo Presidente Roberto Ieraci. plaude alla nomina dell'On. Tilde Minasi come nuovo Segretario della Commissione Regionale Antindrangheta. Un incarico che premia l'impegno svolto sul territorio in questi anni dalla Minasi per il sociale, le politiche giovanili e la valorizzazione della figura della donna.

 

E' importante che le Istituzioni – afferma il Presidente Ieraci – siano vicini ai cittadini per tutelarli e difenderli. I giovani devono essere salvaguardati e valorizzati come risorsa fondamentale per il nostro futuro. E' necessario una sinergia fra tutto il territorio con azioni concrete. La cultura mafiosa può essere sconfitta attraverso la cultura del sapere. Bisogna cooperare con le scuole perche la scuola è stata da sempre la prima palestra di vita, affinchè i giovani vengano educati alla cultura della legalità e dei valori.

 

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Reggio di Calabria: presentata da Nucera la proposta di legge recante “Norme per la tutela e la valorizzazione della capra aspromontana”

“Non può un settore come quello agricolo, che in Calabria rappresenta il 60% del Pil, continuare a vivere con provvedimenti ed atti deliberativi, o con bandi. C’è bisogno di interventi organici, programmatori, che possano essere accompagnati da certezze e riferimenti sul piano del diritto”. Queste le parole con le quali il Segretario Questore del Consiglio regionale on. Giovanni Nucera ha accompagnato la presentazione della sua proposta di legge recante “Norme per la tutela e la valorizzazione della capra aspromontana”.

 

La proposta dell’on. Nucera è stata il tema della tavola rotonda organizzata assieme alla Coldiretti di Reggio Calabria, l’Associazione culturale “Nuovi Sentieri” e l’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Reggio Calabria. Un incontro che ha cercato di mettere a fuoco criticità e potenzialità della zootecnia calabrese ed aspromontana in particolare. Giuseppe Napolitano  direttore Coldiretti di Reggio Calabria ha esortato politica ed associazioni di categoria “a fare squadra, per le risposte che i nostri allevatori ed i nostri imprenditori agricoli si aspettano, per favorire nuove iniziative imprenditoriali, sostenere la produzione e la commercializzazione e la vendita dei prodotti, per daqre futuro ai territori ed offrire – ha concluso – lavoro ai nostri giovani”. Nel portare il saluto dell’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Reggio Calabria, il dr. Rocco Racco si è soffermato sui guasti ambientali e sanitari provocati dall’importazione di zootecnie estranee alla Calabria, ed ha illustrato le iniziative in itinere per dotare il mercato professionale di figure di veterinario complete, “che lavorano a fianco dell’allevatore e non ne sono la controparte”. L’agronoma Enza Aricò ha sostenuto la necessità di valorizzare il comparto, “soprattutto in Calabria regione dalle enormi potenzialità economiche ed imprenditoriali”. Ma è stato il prof. Floro De Nardo, consigliere nazionale dell’Associazione RARE (Associazione italiana razze autoctone a rischio di estinzione) a fornire il quadro complessivo dei caprini di Calabria, “seconda regione d’Italia, dopo la Sardegna, per numero di capi”, che secondo i dati del 2011 sono circa 155.739 divisi tra  “Nicastrese”, “Rustica di Calabria”, e “Capra dell’Aspromonte”, indicando l’esatta denominazione di questa razza.  “Dal 2003 – ha informato De Nardo – la Calabria ha redatto lo standard di razza della capra d’Aspromonte, per la quale è attivo un “registro Anagrafico”, “volto principalmente – ha affermato – alla conservazione ed alla valorizzazione della razza”. Tra le criticità indicate da De Nardo, la caseificazione, “punto debole del nostro territorio”, ha affermato, ricordando la presenza di un  pacchetto igiene e da altri regolamenti riguardanti la sicurezza alimentare”. Il direttore provinciale di Coldiretti Francesco Saccà evidenziando le criticità del settore ha affermato che solo attraverso leggi adeguate è possibile introdurre soluzioni adeguate “per difendere – ha detto – un patrimonio inestimabile del nostro territorio”. Sui dati statistici ed i dati sanitari inerenti la zootecnica caprina in Calabria si è soffermato il dr. Luca Racinaro, Consigliere nazionale dell’Ordine dei Medici veterinari che nell’illustrare il potenziale sviluppo del settore zootecnico, e le Misure del PSR cui fare riferimento, ha definito gli allevatori “operatori dispensatori di salute pubblica”, aggiungendo che le Regioni oggi non possono fare a meno di strumenti importanti come l’istituto per l’incremento zootecnico e l’osservatorio per la zootecnia. La dr.ssa Ornella Falcioni, revisore dei conti dell’ordine dei Medici veterinari della Provincia di Reggio Calabria,  si è soffermata sulle interessanti prospettive del comparto caprino calabrese, dal punto di vista socio economico, “con un potenziale economico che si aggira – ha spiegato –  rispetto alle scelte di sola produzione del latte o di attività casearie ad essa collegate,  dai 4 ai 6 mln di euro annui”. A seguire il presidente dell’Ordine regionale degli Agronomi della Calabria, Stefano Poeta che ha dedicato una riflessione all’impalcatura generale dei PSR, “che secondo la  filosofia dell’Europa non possono prescindere dal reddito. Ecco perché oggi non dobbiamo parlare più di  agricoltori, ma di imprenditori agricoli”. Poeta ha quindi aggiunto che  la legge di tutela della capra dell’Aspromonte proposta dall’on. Giovanni Nucera  “si incastona perfettamente in un contesto importante come il nostro caratterizzato da antiche tradizioni, cultura, e rappresente di per sé una interessante occasione di attrazione turistica”. Chiudendo il ciclo di relazioni, il Presidente regionale della Coldiretti della Calabria Pietro Molinaro ha esortato ad un maggiore interesse ed a nuove politiche per l’agricoltura. “Non è un problema di risorse – ha affermato – ma di politiche che vadano a sostegno delle risorse e delle strategie che intendiamo darci, una burocrazia più efficiente”. Insomma, un invito a cambiare ritmo ed individuare gli obiettivi, lanciando bandi monotematici, per  invertire la tendenza delle risorse non spese, “perché finora utilizzate con un metodo sbagliato”. Nuove indicazioni sulle opportunità offerte dai bandi regionali sono venute dal prof. Giuseppe Zimbalatti, Direttore generale del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria”.  “Siamo a fine programmazione  –  ha esordito Zimbalatti  che però ha indicato tre progetti riguardati la capra dell’Aspromonte. “Azioni – ha affermato – che ci consentiranno di mettere in campo delle risorse per l’accesso di giovani imprenditori agricoli, il finanziamento per la vendita diretta e l’ammodernamento degli impianti di trasformazione. Un terzo bando riguarda la ricerca e coinvolge Università ed aziende agricole”. Nel chiudere la tavola rotonda l’on. Giovanni Nucera, proponente il testo di legge, fermo in Commissione, ha affermato la necessità di riaprire il dibattito in Calabria, “e questa legge è nata proprio per stimolare il governo regionale che è chiamato a dare risposte alle tante domande che sono state poste oggi.  E’ anche questo un modo – ha aggiunto – per sensibilizzare la politica. La politica che mi appartiene nel ruolo in cui mi trovo e che necessariamente deve interrogarsi sul perché questa Calabria, nonostante le tante buone intenzioni, non sia mai riuscita a dare una risposta esaustiva, o almeno sufficiente ai problemi. L’argomento di questa legge non è di poco conto – ha sottolineato l’on. Giovanni Nucera –  E’ invece importantissimo. E’ un settore monotematico, ma è importante per tutta la filiera che in esso si nasconde”. Nel rilevare che lo spopolamento delle montagne calabresi sta mettendo sotto pressione le aree dei nostri litorali, l’on. Nucera  si è soffermato sulla necessità, insita nel progetto di legge, “di tornare all’antica tradizione dell’uso  e dell’abitare i territori montani, non solo per la sopravvivenza ed il benessere socio-economico delle famiglie, ma anche e soprattutto per garantire quella coltivazione dei terreni che significa sostanzialmente garantire anche dal punto di vista idrogeologico i nostri territori”. “Oggi – ha concluso Nucera – siamo chiamati ad una assunzione di responsabilità. Questa è una legge apertissima alla quale chiunque potrà fornire elementi di modernità. Per questo la offro alla valutazione della Calabria, e prima ancora che del Consiglio regionale, la offro alla valutazione degli imprenditori, delle aziende agricole, delle Università ed a quanti fanno ricerca. Voglio che diventi la legge di tutti perché possa essere integrata, recuperata, vissuta, meglio approfondita, e perché la Regione Calabria, attraverso la sua ampia approvazione, porti un ulteriore contributo all’assessorato regionale ed alle sue politiche”. g.n.   

 

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Reggio di Calabria: pallacanestro, tempo di bilanci per il settore giovanile della Viola

di Maria Carmela Vazzana*. Giunti alla fine di un’altra intensa stagione è tempo di bilanci per il Settore giovanile della Viola Reggio Calabria. Si tirano dunque le somme dopo un ciclo iniziato tre anni fa, quando, Giancesare Muscolino, affidandosi a Pasquale Iracà, decise di restituire vigore e lustro a un importante e prestigioso vivaio, in passato vero punto di forza della società reggina.

 

E proprio per illustrare i progressi fatti in quest’arco di tempo, giovedì 13 giugno a conclusione di un pomeriggio di divertimento durante il quale i più piccoli assieme ai loro genitori hanno festeggiato la chiusura dell’attività, si è svolta presso il Pianeta Viola una conferenza, alla presenza della stampa , degli istruttori e dei dirigenti del settore giovanile. Al tavolo dei relatori, il General Manager Sergio Zumbo, il Dirigente Responsabile Bruno Calarco, il Dirigente ed ex atleta neroarancio, Rocco Famà e il Responsabile Tecnico Pasquale Iracà moderati dall’addetto stampa della Scuola Basket Viola, Maria Carmela Vazzana. E’ toccato a Bruno Calarco fare gli onori di casa e dopo aver salutato i presenti, ha tenuto particolarmente a ringraziare tutti coloro che in questi anni si sono spesi per far sì che l’attività ottenesse dei risultati importanti, perché è chiaro che “una struttura così corposa necessita di tante persone sia sul campo sia fuori dal campo”. Subito dopo la palla è passata a coach Iracà. “Questa conferenza – ha esordito Pasquale Iracà – era stata concordata con Gaetano Condello (augurandogli che quanto prima possa risolvere i problemi personali) per fare il punto della situazione dopo tre anni, per capire dove si vuole andare ma anche per dare valore al lavoro svolto, perché spesso e volentieri passa quasi inosservato che il Centro è frequentato da oltre 200 ragazzi con tutte le loro famiglie, e che rappresenta un grosso indotto per quanto riguarda la società ‘madre’. La grande festa che avete visto con i nostri bambini e i loro genitori che si divertono assieme sul campo è solo un piccolo esempio di quello che il Settore giovanile Viola offre ai propri tesserati. Nasce tutto tre anni fa dalla volontà del Presidente Muscolino di porre la sua attenzione e investire sul Settore giovanile, il 1^ anno abbiamo cercato di buttare le basi, adesso stiamo raccogliendo i primi frutti con risultati importanti in ambito sportivo ma non solo, soprattutto a livello di coinvolgimento del territorio che è la cosa più importante e alla quale mirava la società in primis. Adesso abbiamo una struttura consolidata che penso non esista in Calabria e forse nemmeno in tutto il Meridione, con ben 18 tra istruttori ed allenatori qualificati, senza i quali il lavoro giornaliero non sarebbe possibile  e decine di dirigenti. Per me è importante fare un’analisi per vedere da dove siamo partiti, a che punto siamo oggi e dove si potrà arrivare domani, ma il futuro ovviamente passa dalle scelte, dagli obiettivi e quindi dalle risorse che la società vorrà mettere in campo. Nei prossimi giorni mi auguro di poter discutere e pianificare il percorso futuro con il Presidente per ripartire assieme verso nuovi ed ambiziosi traguardi, sapendo di poter contare su quanto è stato già fatto d’importante e definito in questo primo ciclo. Quest’anno abbiamo raggiunto importanti ed insperati traguardi con la partecipazione dell’under 19  e dell’under 17 alle fasi interzonali, cosa che non succedeva da molto tempo, ma soprattutto siamo riusciti a misurarci alla pari con società più blasonate. Di pari passo la società ha riattivato la foresteria, dove oltre la prima squadra hanno alloggiato quattro ragazzi giovani, l’abbiamo fatto per provare a misurarci con questo tipo di esperienza, per capire quale sforzo necessita un tale investimento sia di risorse economiche che umane. Spesso mi son sentito dire che tutto questo per la Viola è una cosa risaputa e scontata ma non è così, innanzitutto perché i tempi sono cambiati, non ci sono più le risorse economiche di 15 anni fa e poi questa è una società nuova che ha il merito  di averci  riportati a giocare un campionato semi professionistico ma non è la stessa società di un tempo. Dico questo perché sento troppo spesso affermare che i titoli regionali si vincono facilmente ma non è così, anzi più il livello si abbassa più è facile che ci siano tante altre società che possono concorrere alla vittoria finale. Noi vogliamo elevare la qualità ci siamo riusciti puntando molto sul minibasket, siamo una delle poche società che abbiamo scelto di avere sul campo due istruttori qualificati per gruppo, quindi un impegno notevole per innalzare la qualità del lavoro sui ragazzi. Abbiamo anche promosso l’attività nelle scuole coinvolgendo più di 2000 studenti delle istituti reggini e questo ha riportato la Viola sul territorio con grande successo, tornando a essere  il riferimento per l’intera Regione. Adesso ci aspetta il compito più arduo di provare ancora a elevare la qualità, mediante il reclutamento di altri giocatori dall’esterno, alzando il livello del nostro staff, questo passa attraverso un discorso già avviato e del quale abbiamo discusso con coach Ponticiello, di una maggiore sinergia e coinvolgimento con la prima squadra, condividendo alcune scelte iniziali. Abbiamo dei ragazzi che possono fare al caso della prima squadra, ad es. Ion Lupusor (finalmente cittadino Italiano e quindi eleggibile per la Nazionale) ma non solo, io sono molto contento dei progressi fatti da Ion ma accanto a lui ci sono tanti altri da Pandolfi a Latella e questo per la società è un traguardo importante; non è tanto il risparmio economico, che comunque ci sarà, ma immaginate quale effetto possa avere  un ragazzo reggino cresciuto all’interno del vivaio che possa mettere piede in campo con la prima squadra da protagonista, a livello di coinvolgimento del territorio. Quanti ragazzi penseranno: è uno di noi!!! Quest’anno abbiamo preso parte a tutti i campionati giovanili dal minibasket all’under 19 con 12 gruppi ed abbiamo partecipato a tanti tornei fuori dai confini calabresi. La prossima settimana, ad esempio, saremo impegnati al famoso torneo internazionale “Minibasket in Piazza” in quel di Matera con i piccoli della categoria aquilotti. Con i due gruppi più grandi (under 19 e under 17) oltre a vincere i rispettivi titoli regionali abbiamo partecipato, ben figurando, ai campionati di DNC nazionale e C regionale, proprio per accrescere le occasioni di confronto purtroppo scarne a livello regionale dalle nostre parti.Si è chiuso dunque un primo ciclo del quale bisogna essere molto soddisfatti ed i miei ringraziamenti vanno sicuramente agli istruttori (sono le fondamenta di ogni settore giovanile, la loro competenza e professionalità ha permesso di raggiungere determinati obiettivi), ai dirigenti (in primis a Bruno Calarco e a tutta la sua squadra), a Cristina Morante per il prezioso lavoro dietro le quinte, a Pasquale Favano ormai un’istituzione per il Centro ma soprattutto alla società che ci ha dato l’opportunità di lavorare con serenità in questi anni mettendoci nelle condizioni di ricreare una struttura così importante. Adesso ci sono le condizioni per programmare un altro passo in avanti”. La presenza di Rocco Famà al primo anno da Dirigente, è stata molto positiva e rientra nella più ampia scelta societaria di far riavvicinare al mondo Viola personaggi che ne hanno scritto la storia del passato e che possono provare a restituire qualcosa della loro splendida esperienza ai ragazzi che oggi indossano la casacca neroarancio. Queste le sue parole: ”Sono entrato quest’anno però non ho difficoltà a dire che il lavoro svolto finora mi sembra è eccellente per quella che può essere la mia esperienza. All’inizio ero perplesso perché non capivo bene quale poteva essere il mio ruolo avendo fatto solo il giocatore, io ritengo che il processo di crescita di una società stia in questi due fattori: il lavoro che svolge lo staff tecnico supportato dal lavoro dello staff dirigenziale. I dirigenti del Settore giovanile operano in maniera assolutamente volontaria, ciò che ci lega all’ambiente Viola e ci porta a impegnare il nostro tempo al servizio dei ragazzi è solo passione per questo sport e anche il desiderio di vedere rinascere questo Centro che trasuda pallacanestro, compatibilmente con qualche buon talento. Mi fa piacere che questo stia già accadendo grazie al lavoro di questi anni”. L’ultimo intervento, infine, è stato di Sergio Zumbo: “ Vorrei partire con dei miei personali apprezzamenti, ma di tutta la società, nei confronti di chi s’impegna affinché la struttura vada avanti nella maniera migliore possibile; quest’anno ho avuto il piacere di vedere tante facce nuove e giovani, spero che proseguiranno nel loro percorso con la Viola ottenendo tante soddisfazioni. All’inizio ho pensato che poter richiamare persone che già avevano fatto parte della Viola, perché quel periodo è stato una scuola di vita per tutti noi, fosse la strada da percorrere. E’ impensabile per una società, anche dal punto di vista economico, non avere un settore giovanile florido. In questi anni c’è stata un’escalation perché si veniva da un periodo in cui il fattore qualità era stato messo da parte, abbiamo cercato quindi di alzare il livello chiamando anche qualche ragazzo da fuori, si dovrà adesso discutere se sarà un’esperienza da ripetere e magari da incrementare. Gli obiettivi sono stati raggiunti, c’è un po’ di rammarico per non aver avuto la possibilità di disputare il Campionato under 19 di Eccellenza e secondo me questo rifiuto da parte della Fip ci ha penalizzati. La cosa più importante comunque – ha concluso Zumbo-  è che si parli di Viola in giro, è chiaro che adesso che si è chiusa una parentesi, la società dovrà stilare un altro piano programmatico per definire nuovi traguardi e creare altri margini di miglioramento e con la concessione del Centro, che dovrebbe arrivare a breve, la cosa si fa interessante”. *Ufficio Stampa Settore Giovanile Viola Reggio Calabria. (Nella foto, in basso, da sinistra: Sergio Zumbo, Pasquale Iracà, Rocco Famà e Bruno Calarco).

 

 

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INPS: cassa integrazione, cala l’ordinaria a maggio 2013 ma aumenta la richiesta di straordinaria

di Giuseppe Tedesco*. Nello scorso mese di maggio sono state autorizzate complessivamente 89,3 milioni di ore di cassa integrazione guadagni (CIG). Rispetto al mese di maggio 2012, nel quale furono autorizzate 105,5 milioni di ore, si registra un calo pari a -15,4%. Il dato complessivo risente soprattutto del calo degli interventi di cassa integrazione in deroga.

 

La diminuzione è determinata, in parte, anche da un’inversione di tendenza degli interventi ordinari (CIGO) che dopo 5 mesi di crescita mensile costante, fanno registrare, rispetto al mese precedente, una diminuzione stagionale (dai 35,7 milioni di ore di aprile 2013 si passa ai 33 milioni di maggio). Rispetto al mese di maggio 2012, quando le ore autorizzate erano state 34,6 milioni, si evidenzia un calo del -4,8%. D’altro segno si presenta l’andamento degli interventi straordinari (CIGS). Le ore di CIGS autorizzate a maggio 2013 (40,0 milioni), fanno registrare un aumento sia rispetto al mese di aprile 2013 (31,9 milioni) sia rispetto al mese di maggio 2012 (36,9 milioni di ore autorizzate, +8,4%). Molto accentuata si presenta la diminuzione degli interventi in deroga (CIGD). Nel mese di maggio le ore autorizzate di CIGD sono state 16,3 milioni, in calo sia rispetto al mese di aprile 2013, quando le ore autorizzate erano state 32,3 milioni, sia nel confronto con il mese di maggio 2012, quando le ore autorizzate erano state 34,0 milioni (-52%). “L’analisi dei dati relativi all’andamento della CIG è influenzato dell’andamento della cassa integrazione in deroga, il cui forte calo è dovuto  sostanzialmente ai noti problemi di finanziamento dello strumento.– commenta il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua – Dal punto di vista dei numeri, il dato relativo alla CIGD finisce per influenzare in maniera sostanziale il dato complessivo della cassa integrazione: se si escludesse  la CIGD ci troveremmo a confrontare i 73 milioni di ore autorizzate fra CIGO e CIGS nel maggio 2013 con i 71,5 milioni di ore autorizzate nel maggio 2012. Il diminuito ricorso alla cassa integrazione ordinaria nel mese di maggio appena trascorso è fortemente e negativamente controbilanciato dalle ancora massicce richieste di cassa integrazione straordinaria”. Prima di passare all’esame dei dati relativi a disoccupazione e mobilità, è opportuno ricordare ancora che da gennaio è cambiata la normativa di riferimento. Rammentando che i dati forniti si riferiscono al mese precedente rispetto a quelli della cassa integrazione, e considerando che dal mese di gennaio 2013 sono entrate in vigore le nuove prestazioni per la disoccupazione involontaria, ASpI e mini ASpI, le domande che si riferiscono a licenziamenti avvenuti entro il 31 dicembre 2012 continuano ad essere classificate come disoccupazione ordinaria, mentre per quelli avvenuti dopo il 31 dicembre 2012 le domande sono classificate come ASpI e mini ASpI. Ciò detto ad aprile 2013 sono state presentate 93.631 domande di ASpI e 18.261 domande di mini ASpI. Nello stesso mese sono state inoltrate 978 domande di disoccupazione (tra ordinaria e speciale edile), 13.690 domande di mobilità e 239 di disoccupazione ordinaria ai lavoratori sospesi, per un totale – considerando anche ASpI e mini ASpI – di 126.799 domande, il 26,4% in più rispetto al mese di aprile 2012 (100.332 domande). Complessivamente, nel primo quadrimestre 2013 sono state presentate 558.340 domande, pari al 24,6% in più rispetto alle 482.494 domande presentate nel corrispondente quadrimestre del 2012. *Responsabile della Comunicazione.                                                                                                                                       

 

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Cosenza: Russo (Pdl) “Biasi ha ragione, in Calabria Pdl è Partito del capo”

di Mario Russo*. “Condivido in pieno le dichiarazioni del Coordinatore Provinciale di Reggio Roy Biasi (http://www.ilreggino.news/index.php?option=com_content&view=article&id=6777:amministrative-biasi-rilancia-qpartito-lacerato-non-e-vittoriaq&catid=25:a-reggio-di-calabria-provincia&Itemid=24) e credo che le stesse dovrebbero servire da stimolo per l'apertura di un serio e approfondito dibattito all'interno del PDL calabrese.

 

Non bastano le trionfalistiche affermazioni del Coordinatore Regionale a nascondere le evidenti difficoltà in cui il Partito si dibatte da tempo. A Corigliano e Acri hanno vinto la credibilità di due galantuomini  e di persone radicate nel tessuto delle loro città, Gerace e Tenuta, che guidando delle liste civiche hanno ottenuto due importantissimi successi. Un Partito ben radicato e che abbia il termometro dei territori, avrebbe dovuto contribuire a questi significativi successi e non schierarsi con proprie liste contro questi candidati, raccogliendo magri bottini elettorali e difatti rimanendo fuori dai Consigli Comunali di queste due importanti realtà territoriali. È forse questo l'en plein di cui parla Scopelliti? Non sarà forse il doppio (triplo) incarico del coordinatore stesso, occupato, con le incompatibilità del caso, anche nel gravoso ruolo di Presidente della Regione, a determinare questa cattiva gestione del Partito che ha allontanato elettori e militanti? È ora che il Partito calabrese, anche sulla scia di ciò che sta accadendo a livello nazionale, avvii un dibattito serio al proprio interno, si faccia garante delle esigenze di tutti i territori non solo di quelli centrali, ma anche di quelli periferici, spesso bistrattati da alcune scelte di politiche regionali. È fondamentale recuperare il rapporto con i militanti, valorizzare le periferie, avviare un concreto e sereno dibattito e dismettere quello che è stato finora: un Partito del capo, senza confronto dove le sporadiche adunate si riducono ad inconcludenti passerelle col risultato che l'elettorato calabrese si allontana, si sente tradito, non vede più un riferimento nel PDL. Credo pertanto che vada fatta una riflessione seria sulla guida di questo Partito, e mi rivolgo anche ai vertici nazionali, in quanto le sorti del PDL in Calabria non possono gravare interamente sul Presidente della Regione che dovrebbe essere invece impegnato ad affrontare annosi problemi quali ad esempio la spesa dei fondi comunitari, che di fatto hanno portato al commissariamento della stessa Regione, già commissariata per l'emergenza rifiuti con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, turisti compresi, o quelli relativi alla Sanità, nota ai calabresi per lo spettro dell'emigrazione, alle vertenze dei trasporti, ai precari, agli LSU e LPU. Ed è anche su questi temi che un Partito come il nostro potrebbe e dovrebbe offrire un contributo importante all'intera classe politica regionale, cosa che sarà possibile solo con un Partito vivo e vitale che metta al centro il confronto e la discussione. *Capogruppo PDL Provincia di Cosenza e Componente Coordinamento Regionale PDL.

 

 

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Reggio di Calabria: Kiwanis, lunedì 17 conferenza stampa per presentare il service “The Eraser Project – Una gomma per cancellare il tetano

di Annamaria Reggio*. Il Kiwanis Distretto Italia-San Marino e la Divisione Calabria 2 presentano il service distrettuale “The Eraser Project – Una gomma per cancellare il tetano”. Il progetto contribuisce alla raccolta fondi per “Eliminate”, promossa su scala mondiale dal Kiwanis International per  sconfiggere il tetano materno e neonatale, ancora causa di morte in alcuni Paesi del mondo.

 

Nell’incontro con i giornalisti, che si terrà Lunedì 17 Giugno p.v., alle ore 12:00, presso la Sala Biblioteca del Palazzo storico della Provincia di Reggio Calabria, saranno illustrati lo stato d’avanzamento dell’ “Eraser Project” e, più in generale, i risultati raggiunti dai Club Kiwanis nelle attività di fundraising per il Progetto “Eliminate”, che proiettano la Divisione Calabria 2 fra le prime del Distretto Italia-San Marino. Per tale occasione, sarà presente il Governatore del Kiwanis Distretto Italia-San Marino, Roberto Garzulli. Alla conferenza-stampa interverranno anche il Luogotenente Governatore della Divisione Calabria 2, Natale Praticò ed i Chairman dell’”Eraser project”, Danila Scalise e Antonio Rotella. Saranno, inoltre, presenti le Autorità kiwaniane della Divisione Calabria 2 e i Presidenti dei Club Reggio Calabria, Città dello Stretto, Villa San Giovanni, Reghion 2007, Magna Grecia “L.Giugno”, Città del Mediterraneo, Fata Morgana Città di V.S.G., Juppiter e dei Kiwanis Junior Reggio Calabria e Villa San Giovanni. Parte, dunqe, da Reggio Calabria l’importante raccolta fondi che sarà estesa su scala nazionale. *Addetta Stampa Kiwanis Distretto Italia-San Marino e Divisione Calabria 2.

 

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Cosenza: il libro inchiesta “Chi è Stato?” da oggi disponibile in ebook per i tipi di Teomedia

Il libro “Chi è Stato? – un racconto-inchiesta sulla strada Statale 106 Ionica calabrese” di Fabio Pugliese, autopubblicato dall’autore in edizione cartacea nello scorso febbraio 2013, da oggi potrà essere acquistato anche in formato ebook, grazie alla nuova edizione curata dalla casa editrice digitale Teomedia.

 

A rendere nota la notizia la redazione di Teomedia e lo stesso autore, Fabio Pugliese. Disponibile sulle maggiori piattaforme di distribuzione italiane e internazionali – nonché da link diretto sul sito ufficiale www.chiestato.it –  il nuovo formato consentirà a quanti lo desiderano di leggerne i contenuti attraverso i propri device: ereader, tablet, smartphone e pc. Acquisendo tutti i vantaggi del nuovo formato ebook, “Chi è Stato?” diventerà accessibile in maniera immediata e soprattutto capillare, valicando tutte le barriere della distribuzione tradizionale e consentendo a chiunque lo voglia di confrontarsi con gli importanti contenuti che esso veicola. Perché ciò che avviene attorno alla Ss106, non riguarda solo la Calabria e i calabresi, bensì l’Italia intera. Nell’annunciare la notizia, Fabio Pugliese che dichiara la propria “soddisfazione per aver dato al primo libro che parla della famigerata ‘strada della morte’ una versione digitale anche in considerazione del fatto che, ad oggi, le maggiori vendite del libro si registrano fuori dalla regione Calabria e, quindi, con evidenti disagi per gli acquirenti. Tramite l’ebook, invece, molte persone interessate al libro potranno acquistarlo on-line da tutta Italia (ed anche dall’estero), con una straordinaria facilità. A mio giudizio – conclude l’autore – la maggiore accessibilità del libro è importantissima: una sempre maggiore consapevolezza, infatti, può aiutarci a superare un problema centrale per la nostra amata Calabria ed anche per l’intero Paese”. Scheda dell’opera. Un saggio mascherato da romanzo. Ma soprattutto un urlo di rabbia. Chi è stato? è un racconto “biografico” di un personaggio strano, feroce, che negli anni ha agito da serial killer e su cui si sono sprecati fiumi di inchiostro e di sangue: la Strada Statale 106 Ionica, tristemente nota come “strada della morte”, la seconda più importante via di comunicazione tra il profondo Sud e il resto d’Italia. Il racconto di Fabrizio (protagonista del libro) rappresenta un’inchiesta dettagliata che descrive ogni aspetto di questo controverso tracciato viario: lo stato dei lavori di ammodernamento, le centinaia di vittime degli ultimi quindici anni e il dolore dei familiari; le relazioni tra questa strada e il mancato sviluppo della regione Calabria e i costi sociali derivanti dalle migliaia di incidenti; le ingerenze della criminalità organizzata, gli sprechi politici, le proteste dei cittadini e tanto altro ancora. Un libro che è dunque la storia di una strada che diventa quasi metafora di un’intera regione in bilico tra cielo e mare, tra vita e morte, tra sogno e incubo, tra disperazione e speranza. E su tutto imperversa una domanda, sconvolgente nelle sua immediatezza: chi è stato? Prefazione: Mons. Domenico Graziani (Arcivescovo di Crotone-Santa Severina). Introduzione: Piero Sansonetti (direttore di “Calabria Ora”). Contributi: Mario Oliverio (Presidente Provincia di Cosenza). Postfazione: Eugenio Bennato. L’autore. Fabio Pugliese è nato a Cariati nel 1980. Vive e lavora Calopezzati, in provincia di Cosenza. Ha sempre avuto una grande passione per la letteratura e soprattutto la poesia, per la quale si è aggiudicato diversi premi nazionali ed internazionali. Chi è stato? è la sua prima pubblicazione, curata in prima persona dall’autore nel formato cartaceo, e ora disponibile in ebook per le edizioni Teomedia.

 

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Roma: Saline Joniche (RC), D. Scilipoti “Presentata un’interrogazione contro la centrale a carbone”

“Ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente per chiedere la revoca delle autorizzazioni per la costruzione della centrale a carbone di Saline Joniche poiché ritengo che nel 2013 sia assurdo continuare a parlare di carbone come fonte energetica”. Lo afferma  il Sen. Domenico Scilipoti del Pdl.

 

“Mentre in tutto il mondo si parla di eco sostenibilità e della necessità di individuare  fonti energetiche alternative – conclude Scilipoti – è ridicolo sostenere che sul territorio calabrese  sia necessaria una centrale a carbone, si pensi piuttosto alla tutela ambientale e paesaggistica della Calabria e alla tutela della salute pubblica, che verrebbe messa seriamente a rischio dalla realizzazione della centrale”. Ufficio Stampa.

 

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Reggio di Calabria: uniti al fianco degli animali! Nasce il Coordinamento Reggino per i randagi. Venerdí 21 giugno a Piazza Italia dalle ore 10.30

di Roberta Catizzone*. Stanche dell’emergenziale situazione legata al fenomeno del randagismo, appesantita ulteriormente dalla grave crisi economica che attanaglia la città di Reggio Calabria, diverse realtà animaliste – associazioni e privati cittadini sensibili al tema – si sono incontrate nel pomeriggio di mercoledì

 

al c.s.o.a. "Angelina Cartella", per rispondere all’appello di "Dacci una Zampa ONLUS", associazione attiva ormai da tempo sul territorio a favore dei tantissimi cani randagi che ha organizzato, per venerdì 21 giugno p.v. alle ore 10,30, un sit-in animalista in Piazza Italia. Il neo costituito CooRR – Coordinamento Reggino per i Randagi – sarà presente  davanti a Palazzo San Giorgio, con striscioni e leggi alla mano, con l’obiettivo di incontrare i commissari e consegnare loro un documento condiviso, con richieste concrete e necessarie all’avvio di un percorso di risoluzione dei moltissimi problemi da affrontare per salvare i randagi della città. Questa manifestazione si è resa necessaria a causa dell’indifferenza di palazzo San Giorgio riguardo la problematica: le associazioni animaliste Dacci una Zampa e Animalisti Italiani hanno infatti già da tempo inviato ai commissari richieste di incontro senza ricevere risposte. La situazione a questo punto è divenuta intollerabile e andrà sempre più a peggiorare, in vista delle nuove nascite sul territorio e del caldo incalzante, e le istituzioni non possono più pensare di lasciare tutto questo lavoro sulle spalle dei volontari, che in questi anni hanno supplito totalmente all’assenza del ruolo statale che, non solo non ha rispettato le sue stesse leggi e il suo dovere lavandosi le mani dietro un mero “non abbiamo soldi”, ma ha favorito anche speculazioni e scarsissimi controlli, agevolando il proliferare delle zoo-mafie. Vogliamo delle risposte certe e trasparenti e le vogliamo adesso!!! *CooRR – Coordinamento Reggino per i Randagi.

 

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Reggio di Calabria: venerdì 14 incontro pubblico “Costruiamo un progetto per la mobilità ciclistica a Reggio Calabria” organizzato dall’Associazione “BiciReggio”

L'Associazione "BiciReggio" organizza l'incontro pubblico "Costruiamo un progetto per la mobilità ciclistica a Reggio Calabria". L'incontro si terrà venerdì 14 giugno, alle ore 18, presso la sala convegni di Confindustria (via Torrione 69). Nel corso dell'incontro saranno affrontate diverse tematiche relative alle due ruote, tra cui: vantaggi della bici; tecnologie di biciclette; infrastrutture per la bici; intermodalità ciclabile; bike-sharing; un progetto per la città di Reggio Calabria.

 

E' possibile seguire le attività dell'associazione sui facebook (www.facebook.com/bicireggio), twitter (twitter.com/bicireggio) e sul blog (www.bicireggio.altervista.org).

 

 

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Reggio di Calabria: Di Bernardo a “Touring Basket”

Ospite della popolare trasmissione radiofonica “Touring Basket”, il direttore generale della Redel Vis, Luigi Di Bernardo, ha fornito qualche gustosa anticipazione sul futuro della sua società. Un futuro imperniato su un progetto ambizioso e innovativo per la città, che punta nel breve volgere di pochi anni a trasformare il sodalizio reggino guidato dal presidente Demetrio Barreca in una delle massime realtà sportive del meridione.

 

A partire dal 1 luglio la Redel si è assicurata la gestione del Botteghelle per i prossimi 12 anni. Proprio lo storico palazzetto reggino rappresenterà indiscutibilmente il fulcro del nuovo progetto. “Contavamo di iniziare la ristrutturazione del Botteghelle a maggio – ha detto Di Bernardo. L’iter burocratico è stato particolarmente lungo, ma ormai siamo agli sgoccioli. Tutto è pronto per l’inizio dei lavori. Apporteremo le modifiche necessarie ad ampliare l’impianto e renderlo fruibile al maggior numero di squadre. Creeremo degli uffici, realizzeremo un bar, aumenteremo i bagni. Questa è solo la prima fase: le modifiche successive le sveleremo nel corso di una conferenza stampa a luglio”. Incalzato dai conduttori, Di Bernardo fornisce ulteriori dettagli: “La nuova società del presidente Demetrio Barreca si chiamerà Polisportiva Redel Vis. Abbiamo già chiuso un accordo con una società di volley femminile che vanta 150 ragazze fra i 5 e i 18 anni e stiamo anche pensando di affiliare società di altre discipline sportive. Il nostro intento è quello di vivere il Botteghelle e farlo vivere al massimo”. Il dg reggino non ha dubbi sul fatto che il binomio polisportiva/palazzetto darà i suoi frutti a breve scadenza: “Avremo finalmente la possibilità di costruire i nostri under in casa, senza doverli andare a prendere fuori. E lo faremo grazie al lavoro di istruttori qualificati in grado di dare garanzie ai genitori che vorranno iscrivere i loro figli alla polisportiva”. Radio mercato impazza. I conduttori “stuzzicano” il direttore facendo alcuni nomi, ma Di Bernardo in versione Lawal si piazza sotto il tabellone e stoppa tutto e tutti: “Al momento ci stiamo dedicando esclusivamente alla polisportiva. Fare nomi adesso è prematuro. L’unica certezza, peraltro già ufficializzata, è la conferma di coach D’Arrigo. Ripartire la lui mi è sembrato doveroso visto il feeling instauratosi nel corso del biennio precedente. La squadra da allestire dipende dal budget a disposizione: abbiamo già messo a segno quattro colpi a livello di sponsorizzazioni; se ne troveremo altre non ci porremo limiti nella costruzione del roster”. La trasmissione finisce. Di Bernardo incassa i complimenti del trio Mafrici/Granata/Vetere (quest’ultimo lo ha definito addirittura “magnetico”) e lascia gli studi di Radio Touring con la consapevolezza che il bello deve ancora arrivare. Ufficio Stampa Redel Vis.

 

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CONI Calabria, prende forma la nuova struttura: costituiti i Dipartimenti regionali

Comincia a produrre i suoi effetti, anche sotto il profilo organizzativo, l’azione programmatica messa a punto dal governo regionale dello sport per il nuovo quadriennio olimpico. Su proposta del presidente Mimmo Praticò, la Giunta del Coni calabrese ha dato il via libera alla costituzione dei Dipartimenti, le aree di competenza in cui viene suddivisa l’azione del Comitato.

 

I nuovi organismi sono chiamati a svolgere il delicato compito di raccordo fra l’attività del Comitato stesso e i vari enti e organi periferici presenti sul territorio. Per lo sport calabrese, come sottolineato dal presidente Praticò, si tratta di un passaggio particolarmente importante «dettato dalla necessità di attivare delle strutture che attraverso un ampio coinvolgimento dei componenti del Coni Calabria, riescano a fornire un supporto specifico all’attività del Comitato regionale. Questa del resto è l’unica strada per offrire a tutti i soggetti e a tutte le realtà che operano nel mondo dello sport, un quadro di servizi di assoluta qualità. Da questo punto di vista – prosegue il presidente del Coni – ritengo che in questa fase sia indispensabile il contributo in termini di idee, proposte e interventi integrativi, che sono certo tutti i componenti della giunta regionale sapranno dare». L’assegnazione delle deleghe segna di fatto l’avvio della nuova fase voluta da Praticò nel prosieguo della sua attività al vertice dello sport calabrese. «Un impegno – ribadisce il presidente del Coni – che proprio attraverso le nuove articolazioni dipartimentali che abbiamo attivato, si muoverà guardando unicamente al bene dello sport, tralasciando quindi qualsiasi forma di personalismo. Ciascuna di queste strutture agirà costantemente in stretta sinergia con il Comitato Regionale, seguendo delle precise fasi operative i cui risultati saranno attentamente esaminati e definiti dalla Giunta». Grande spazio nella relazione del presidente Praticò anche al rapporto, sul fronte della comunicazione e del confronto istituzionale, che il Coni Calabria deve avere con gli enti locali. «Il buon esito del lavoro svolto dai dirigenti sportivi – evidenzia Praticò – dipende in larga parte proprio da questo collegamento, che deve essere improntato al rispetto dei ruoli, alla trasparenza e alla massima collaborazione reciproca e costruttiva». Ecco nel dettaglio le nomine per i vari dipartimenti così come sono state formalizzate al termine della riunione di Giunta. La delega al Dipartimento per i Rapporti con enti, istituzioni, Regione, Province e Comuni, è stata trattenuta direttamente dal Presidente in collaborazione con i componenti di Giunta. Il Dipartimento per i Rapporti con l’Ufficio Scolastico Regionale, attività della Scuola Regionale dello Sport, rapporti con Università, medicina sportiva e prevenzione, è stato assegnato a Demetrio Albino in collaborazione con Pino Tropeano. Il Dipartimento Rapporti con i Comitati Regionali delle Federazioni sportive nazionali è andato a Roberto Cardona; quello ai Rapporti con i Comitati Regionali delle Discipline sportive associate, a Santo Cogliandro; i Rapporti con i Comitati degli Enti di promozione sportiva saranno tenuti da Pino Tropeano. Il Dipartimento Rapporti con i Comitati Regionali delle Associazioni Benemerite è stato assegnato a Franco Pellicanò; il Dipartimento Marketing, Comunicazione, Attività sportive legate al Turismo, a Vincenzo Perri; il Dipartimento Promozione dello sport giovanile e attività sociali, a Saverio Neri; il Dipartimento Monitoraggio bandi pubblici regionali, nazionali e comunitari, è stato attribuito a Fabio Colella; per l’Impiantistica sportiva, competenza al Presidente con la collaborazione di tutti i componenti di Giunta. Considerata la specifica funzione in materia di tutela e promozione dello sport per i diversamente abili, che esiste in capo al Comitato italiano paralimpico, presieduto dal componente di giunta Fortunato Messineo, si è ritenuto di non costituire uno specifico dipartimento. l.d./Labecom.

 

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Reggio di Calabria: Planetario provinciale Pythagoras, venerdì 14 conferenza pubblica del dott. Cosimo Calabrò su “Gli occhi: lo strumento con cui osserviamo il cielo”

L'Astronomia, la più antica Scienza del mondo, è così vecchia che non sappiamo quando ebbe inizio. L'interesse dell'uomo nei confronti del cielo stellato è iniziato molto prima di quanto si potrebbe immaginare. Per i nostri antichissimi progenitori alzare gli occhi verso le stelle era un fatto perfettamente spontaneo: essi erano completamente integrati nell’ambiente e la notte, allora, era perfettamente buia.

 

Ed ovviamente lo strumento utilizzato era l’occhio. Lo specchio di questo telescopio, la pupilla, ha un diametro che oscilla da 1,5 mm a 8 mm, insignificante rispetto alle dimensioni dei telescopi con cui l’uomo oggi studia il cielo. Eppure con questi 8 mm l’uomo ha posto le basi per la conoscenza dell’Universo. Il dott. Cosimo Calabrò, oculista e già Presidente della Provincia di Reggio Calabria, a cui si deve il grande merito di aver deliberato la costruzione del Planetario provinciale, Venerdì 14 giugno ore 21,00 al Planetario provinciale Pythagoras di Reggio Calabria tratterà l’argomento: “L’occhio il primo strumento con cu l’Uomo ha guardato il Cielo”.

 

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Sarà presentato venerdì 14, nel corso di una tavola rotonda, il Progetto di Legge proposto dall’on. Giovanni Nucera recante “Norme per la tutela e la valorizzazione della capra aspromontana”

L’incontro è fissato per le ore 16.00 presso la Sala “Giuditta Levato” del Consiglio regionale. Molti gli interventi in programma che metteranno a fuoco l’attuale stato della zootecnia calabrese ed aspromontana in particolare. Aprirà gli interventi, coordinati dal giornalista Giorgio Neri, il dr. Giuseppe Napolitano  direttore Coldiretti di Reggio Calabria.

 

Sono previsti gli interventi di saluto del dr. Pietro Molinaro, Presidente Coldiretti Calabria, del dr. Rocco Racco, Presidente dell’Ordine dei Medici veterinari della provincia di Reggio Calabria, del dr. Francesco Saccà, Presidente provinciale Coldiretti di Reggio Calabria, dell’agronoma dr.ssa Enza Aricò e del prof. Giuseppe Zimbalatti direttore del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria. Intererrà  l’assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra. In programma le relazioni, del cav. Florio De Nardo, Consigliere nazionale dell’Associazione RARE (Associazione Italiana Razze Autoctone a Rischio di Estinzione), del dr. Luca Racinaro, consigliere dell’Ordine dei medici veterinari, della dr.ssa Ornella Falcioni, Revisore dei Conti dell’Ordine dei medici veterinari  del dr. Stefano Poeta, Presidente dell’Ordine regionale degli Agronomi. Concluderà i lavori l’on. Giovanni Nucera Segretario Questore del Consiglio regionale della Calabria. La proposta di legge che sarà presentata domani è destinata a valorizzare, diffondere e consolidare la presenza della capra aspromontana in Calabria, la commercializzazione della carne e dei suoi derivati. “Lo scopo di questa legge – ha spiegato l’on. Giovanni Nucera – è quello di indirizzare questo importante settore economico verso la valorizzazione degli antichi prodotti. E’ inutile, infatti – prosegue l’on. Giovanni Nucera – sviluppare attività che puntino alla quantità, secondo parametri industriali e di capacità distributiva e commerciale che non sono perseguibili nella nostra regione. Occorre, invece, differenziarsi, valorizzando le produzioni tipiche  del nostro territorio, come nel case della carne e dei derivati della capra aspromontana”. g.n.

 

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“Bollino Etico mafiaNO” – Prima Affiliazione nel cuore commerciale della Città di Reggio Calabria

Il Consorzio Solidarietà Cristiana, comunica che oggi, giovedì 13 giugno alle ore 16,00 avverrà la prima affiliazione al Progetto “Bollino Etico mafiaNO” da parte di una della realtà aderenti al Consorzio: la Cooperativa1931. L’Amministrazione Provinciale, in prima linea impegnata nel progetto, sarà presente con il Presidente del Consiglio Antonio Eroi, ad attestare l’importanza di portare sul territorio, con azioni concrete, il bollino “mafiaNO”.

 

Nel “cuore commerciale“ di Reggio Calabria, all’altezza della Banca d’Italia, nello storico esercizio commerciale “Lopez 1931” si inizierà a diffondere concretamente la volontà e l’impegno per la creazione di una nuova coscienza popolare civile, in grado di dare vita al cambiamento. In rappresentanza del Consorzio Solidarietà Cristiana, operante presso il Centro Cristiano del Mediterraneo, centro d’aggregazione sociale sorgente su un terreno confiscato alla mafia, interverrà il Presidente Tony Moscato, a sostegno dell’iniziativa da parte dell’intero Consorzio, da anni impegnato nelle azioni di aiuto e sostegno verso gli ultimi a fianco delle Istituzioni, per la legalità ed i diritti. Nel corso dell’incontro interverrà inoltre il Delegato del Consorzio al Programma “Legalità e Antipovertà”, Renato Raffa. Quali testimonial del Progetto e del bollino Etico, ideato dallo scrittore ed autore calabrese Nino Spirlì assieme all'Associazione Mammalucco di Taurianova, saranno presenti gli attori della Fiction RIS Roma Marco Basile (“Lupo”) e Gilles Rocca, a significare che si può e si deve promuovere con forza ed impegno a tutti i livelli di cittadinanza la lotta alla mafia e la vicinanza alle Istituzioni ed alla realtà socio-economiche che ogni giorno decidono di intraprendere percorsi rispettosi dei diritti umani e della Legge. Hanno già aderito al Progetto: Regione Calabria; Provincia di Reggio Calabria;Comune di Palmi;Comune di Rosarno; Comune di San Procopio. L’Ufficio Comunicazione e Promozione Consorzio Solidarietà Cristiana.

 

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Operazione “All inside 3”: arrestate 23 persone appartenenti alla ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca “ASCONE”

Il 13 giugno 2013, nelle province di Reggio Calabria, Milano, Monza e Verona, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un’Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 23 persone (22 in carcere – di cui 7 già detenuti – e 1 agli arresti domiciliari; tra questi: 1 soggetto è latitante dal 28.03.2011 ed 1 soggetto è stato localizzato in Francia), appartenenti alla ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca “ASCONE”,

 

operante a Rosarno (RC) e territori limitrofi, responsabili a vario titolo di: associazione di tipo mafioso (art. 416 bis commi 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 c.p.); concorso in favoreggiamento personale aggravato dall’aver agevolato l’attività di un sodalizio di tipo mafioso (artt. 110, 378 c.p. e art. 7 legge 203/91); danneggiamento aggravato dall’aver agevolato l’attività di un sodalizio di tipo mafioso (art. 635 c.p. comma 2 n. 3 e art. 7 legge 203/91); rapina aggravata dall’aver agevolato l’attività di un sodalizio di tipo mafioso (art. 628 c.p. commi 1 e 3 nn. 1 e 3 e art. 7 legge 203/91); concorso in ricettazione aggravata dall’aver agevolato l’attività di un sodalizio di tipo mafioso (artt. 110 e 648 c.p. – art. 7 legge 203/91); concorso in intestazione fittizia di beni aggravata dall’aver agevolato l’attività di un sodalizio di tipo mafioso (art. 12 quinquies legge 356/92 e art. 7 legge 203/91); riciclaggio (art. 648 bis c.p.); fabbricazione, detenzione e porto illegale in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi comuni da sparo e clandestine, detenzione illegale di munizioni per armi comuni da sparo e locazione e comodato di armi, aggravati dall’aver agevolato l’attività di un sodalizio di tipo mafioso (artt. 81 cpv. – 697 c.p. – 1 – 2 – 4 – 7 l. 895/1967 – 22 – 23 co. 2 – 3 – 4 l. 110/1975 – art. 7 legge 203/91); spaccio in concorso di sostanze stupefacenti del tipo cannabis indica, eroina, cocaina (art. 110 c.p. – art. 73 comma 1 bis D.P.R. 09.10.1990 n. 309). L’indagine, avviata nel 2006 a seguito dell’omicidio di SABATINO Domenico  [soggetto organicamente inserito nel sodalizio criminale di ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca “PESCE” radicata nella città di Rosarno (RC)]  rientra in una più ampia attività investigativa sviluppata dai Carabinieri e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria nei confronti delle cosche di ‘ndrangheta operanti nel territorio della città di Rosarno (RC),  che ha già portato all’esecuzione delle operazioni “All Inside 1 e 2” ed al sequestro di numerosi beni per un importo complessivo di oltre 230 milioni di Euro con le operazioni “All Clean 1 e 2”. L’attività investigativa ha fornito uno spaccato degli assetti criminali esistenti a Rosarno, documentando gli equilibri – peraltro precari – tra i soggetti appartenenti alle diverse cosche. In particolare, le acquisizioni investigative hanno evidenziato le dinamiche criminali di due delle più importanti associazioni mafiose imperanti sul territorio di Rosarno con ramificazioni transnazionali, oltre che su tutto il territorio nazionale: i “PESCE” ed i “BELLOCCO”. Si è accertato come i “PESCE” ed i “BELLOCCO” costituiscano tuttora due poli intorno ai quali gravitano altre cosche, ad esse collegate sia da legami di parentela che da cointeressenze affaristiche. È emerso che non si tratta di poli contrapposti, ma ognuno dei due sodalizi costituisce baricentro di interessi di tipo economico e criminale e, anche in presenza di sovrapposizione di interessi, le due articolazioni territoriali della ‘ndrangheta si sono adoperate per evitare che si creassero fratture ed anzi sono intervenute per ricomporre gli attriti creatisi tra le cosche satelliti. È il caso delle vicende che hanno riguardato le cosche “ASCONE” e “SABATINO”, rispettivamente legate ai “BELLOCCO” ed ai “PESCE”. In relazione a ciò, questi ultimi sono stati i principali artefici delle azioni di fuoco subite dagli ASCONE. Nel corso dell’attività investigativa, proprio dal monitoraggio e dal controllo dei componenti della famiglia ASCONE, sono emersi tratti salienti e connotati del sodalizio cui fanno parte ovvero il “gruppo BELLOCCO”, con specifico riferimento alla frangia costituita dagli “ASCONE”. I termini utilizzati, emersi nel corso delle intercettazioni, sono inequivocabili: si parla del “battesimo” di ASCONE Vincenzo; si delineano le figure apicali caratterizzate da capacità decisionale, con specifico riferimento a BELLOCCO Domenico, ASCONE Antonio e ad suoi figli Michele e Vincenzo; vengono indicate le alleanze tra le famiglie (e i relativi legami di parentela e/o di comparatico); vengono circoscritti i territori assoggettati al loro controllo; emerge la spartizione degli interessi economici sul territorio. A proposito del “battesimo” di ASCONE Vincenzo, il detenuto, sottoposto ad intercettazione ambientale in carcere, così ha riferito a proposito del suo rito di affiliazione alla ‘ndrangheta: “a me, a me quando mi hanno battezzato con questo, mi disse: dovete camminare per i fatti vostri, che sei solo che gli zii tuoi non valgono niente, sai come te lo metti nella testa …(parla a basa voce)…. che le persone li conoscono quanto valgono”. I membri della cosca ASCONE si sono mostrati pienamente consapevoli dell’esistenza del sodalizio criminale al quale appartengono e volontariamente hanno mostrato condivisione nell’organizzazione e nell’assegnazione di ruoli e scopi. La reclusione all'interno di un istituto di pena è vista dagli affiliati alla cosca come una obbligatoria esperienza di vita per un mafioso, utile per crescere e maturare; così Rocco FURULI nel corso di un dialogo intercettato: “io dico, io dico, io non dico che io non cresco nella galera, qua e là, ma io dico che se capita, deve capitare per cose giuste, non voglio il male di quegli altri qua e là, e mi raccolgo qualche "garbo" per andare dentro il carcere, si o no, "garbo" non ne raccolgo niente, io dico se a uno gli tocca gli tocca farsela, ma che vai a farti tutto il coso, andando parlando assai ti atteggi di meno, e vedi che nella galera se sono cose che devono finire finiscono, anzi un onore deve essere che va in galera”. Nel corso delle intercettazioni, disposte da questa Direzione Distrettuale Antimafia, sono emersi in maniera chiara accenni e menzioni al rispetto dei ruoli, delle mansioni, dei rituali e delle tradizioni della ‘ndrangheta: “Quandu lu gallu canta si faci Iornu buon giornu Saggiu Cumpagnu”; “Grazie per la bontà che avete e vi do la santa notte saggio compagno e quando il gallo cantera e formata società non e buon giorno ricordatevi che il buon giorno si vede dal mattino no dal canto del gallo lo so che non hai avuto mai l'onore di mess con uno come me Cmq santa notte”; “Quali sono le doti di un picciotto”; “Io battezzo questo Locale, come lo battezzavano i nostri …inc… cavalieri, con spade e spadini, bilance e misurini… in nome di San Michele Arcangelo, alzo gli occhi al cielo e vedo una stella polare ed è battezzato il Locale (ride)… e con parole di omertà”; “Allora stasera formate la società e poi secondo te potevo venire io co quei picciotti!”. A conferire ufficialità e riscontro all’esistenza ed alla natura mafiosa della cosca ASCONE era l’esplosione della faida con la cosca PESCE risalente all’agosto del 2007. Le radici di tale conflitto, tuttavia, andavano individuate negli anni precedenti, allorquando veniva assassinato nel febbraio del 1999 Maurizio CANNIZZARO ed il fratello Domenico, ritenuti vicini al gruppo BELLOCCO-ASCONE. Tali uccisioni scatenarono una lunga serie di eventi sanguinosi, dall’attentato a Cosma PREITI, vicino ai PESCE, all’uccisione di D’AGOSTINO ed al tentato omicidio di GIOVINAZZO Francesco, culminando nell’agguato a SABATINO Domenico e nel tentato omicidio ai danni di Vincenzo ASCONE, sul lungomare di Nicotera. La fase culminante si registrava in occasione dell’omicidio di Domenico SABATINO nell’ottobre del 2006 ed alla risposta sapientemente preparata dai PESCE e concretizzatasi nel momento opportuno, ovvero quando BELLOCCO Giuseppe vero e proprio protettore di Vincenzo ASCONE – suo uomo di fiducia – era stato tratto da poco in arresto e ASCONE aveva pertanto perso chi potesse garantire per la sua vita. La cronologia degli eventi omicidiari ed il “botta e risposta” tra i PESCE e gli ASCONE originatisi – come detto – in occasione dell’uccisione di Maurizio CANNIZZARO, ha permesso di delineare la struttura organizzativa ed il modus operandi degli ASCONE e la loro intima connessione con i BELLOCCO. Le principali attività illecite del sodalizio si sono manifestate nel traffico di sostanze stupefacenti e di armi, con il successivo investimento dei relativi proventi nell’acquisto di mezzi di trasporto, merci ed altri beni mobili ed immobili. Tra le prerogative e le capacità criminali emerse dalle indagini a carico della cosca “ASCONE” si appurava, oltre alla disponibilità di armi e droga, anche una prepotente infiltrazione nel tessuto economico rosarnese, tradottosi soprattutto nell’accaparramento del settore dei trasporti. Sempre nel corso dell’attività coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, i Carabinieri si sono occupati anche delle ricerche del latitante Vincenzo ASCONE, figlio di Antonio ASCONE, che è stato latitante dal luglio del 2005 al 10 agosto del 2007, data in cui veniva tratto in arresto a seguito di un grave agguato mafioso mentre si trovava sul lungomare di Nicotera unitamente al cugino Aldo NASSO. Le investigazioni permettevano di accertare che Vincenzo ASCONE, sia durante la latitanza che dopo il suo arresto, occupava un ruolo di primo piano in seno al braccio armato ed operativo della cosca ASCONE, in particolare nel settore dell’approvvigionamento di armi, munizioni e sostanze stupefacenti. Nel corso delle indagini, peraltro finalizzate alla sua cattura, venivano rinvenuti un bunker e due covi utilizzati dall’ASCONE, nonché documenti falsi ed un consistente numero di armi da guerra, sia occultate sotto terra che nella pronta disponibilità degli affiliati al gruppo criminale, nonché un ingente quantitativo di sostanza stupefacente. Nel corso dell’operazione odierna sono stati impiegati oltre 200 Carabinieri, supportati dai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori, dell’8° Nucleo Elicotteri e del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia. Il Procuratore della Repubblica, Federico Cafiero de Raho, e il Procuratore Aggiunto, Michele Prestipino Giarritta. (Nelle foto in basso diffuse dall'Arma: Ascone Michele, Consiglio Damiano, Fiumara Carmela, Fiumara Vincenzo, Furuli Damiano, Furuli Rocco, Giordano Angelo, Marfea Francesca, Masso Aldo e Scarcella Rocco).

                                                              

 

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Reggio di Calabria: danza, sabato 15 la Real Dance balla sotto le stelle

di Carmelo Regolo. Sabato 15 giugno 2013, la Scuola di Ballo Real Dance propone al pubblico reggino la manifestazione “Danza sotto le stelle” dalle ore 20.15 presso l’Arena “Ciccio Franco” sul lungomare di Reggio Calabria. La Real Dance del presidente Salvatore Melchionna, affiliata alla FIDS (federazione italiana danza sportiva) e all’ASI (associazioni sportive e sociali italiane – già alleanza sportiva italiana) – anche per il 2013 – dedica una serata di spettacolo al pubblico reggino per concludere la stagione 2012-2013.

 

L’evento vedrà protagonisti – sul palco allestito in uno dei più splendidi scenari naturali sullo Stretto – piccoli e grandi talenti che a ritmo di danza calcheranno il palco per allietare il pubblico con coreografie varie e suggestive. Come sempre, numerosi gli ospiti che si alterneranno ai ballerini della Real Dance. Infatti saranno sul palco dell’arena, il piccolo ed intraprendente Pierangelo Gullo che direttamente da Canale 5 ha saputo con la sua simpatia colpire i telespettatori di Italia’s got talent e che presenterà le sue esilaranti esibizioni di canto ed interpretazione. Ospiti anche il team dei parrucchieri reggini del GAR che realizzeranno in diretta pregevoli acconciature, mentre a completare la serata saranno le eleganti creazioni della stilista reggina Caterina Ficara, presidente dell’associazione “Artefici della moda”. Sarà presente tra gli ospiti l’attore Michele Livolsi. L’evento sarà presentato da Gianluca Scopelliti  unitamente a Mariana Melchionna, quest’ultima maestra e coreografa  dell’associazione che da anni porta avanti con amore e passione tanti giovani per farli entrare nel magico mondo del ballo e della danza. Tante sono le soddisfazioni e i risultati conseguiti nel tempo dalla Real Dance,  per ultimo il titolo di Campioni  Italiani 2012  e di Campioni Regionali 2013, dopo il grande successo conseguito nel programma televisivo di Rai Uno “Mattina in famiglia” dove la Real Dance ha rappresentato la Calabria e la nostra città conseguendo il record assoluto di presenze e vittorie nella storia del programma. Interessante e coinvolgente sarà lo spettacolo presentato dalla Real Dance, che chiuderà la manifestazione, con un bellissimo musical tratto da una delle più belle favole Disney che coinvolgerà tutti gli allievi della scuola, dai gruppi di baby dance fino al gruppo adulti, che con il saggio di fine anno andranno in vacanza fino a settembre prossimo quando la Real Dance riaprirà le iscrizioni ai nuovi corsi per tutti coloro che vorranno affacciarsi alla divertente e meravigliosa disciplina del ballo e della danza. Mentre la stagione sportiva continua ancora invece per il gruppo avanzato della scuola che si troverà nel mese di luglio ad affrontare la competizione più importante della danza sportiva in Italia, il più grande festival sportivo al mondo. La squadra, del presidente Salvatore Melchionna che l’anno scorso ha conquistato il titolo, cercherà di riconfermarsi Campione d’Italia ancora una volta, ai campionati italiani di Rimini 2013.

 

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