INPS: lavoratori domestici, entro il 10 gennaio il pagamento del 4° trimestre 2013

(8) di Giuseppe Tedesco. Venerdì 10 gennaio 2014 è l’ultimo giorno utile per pagare i contributi dovuti per il personale domestico, relativi al periodo ottobre-dicembre 2013.

 

Le fasce di retribuzione su cui calcolare i contributi dovuti per l’anno 2013 sono state determinate sulla base della variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo, calcolata dall’Istat nella misura del 3%. Inoltre, sulla contribuzione dovuta per i rapporti di lavoro domestico, a partire dal 1° gennaio 2013, hanno effetto alcune delle novità introdotte dalla legge 28 giugno 2012, n. 92 (legge di riforma del mercato del lavoro), che ha sostituito l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria (DS) con l’assicurazione sociale per l’impiego (ASpI). Si ricorda infine che l’articolo 2, comma 28, della legge 92/2012, ha previsto che ai rapporti di lavoro a tempo determinato – compresi quelli di lavoro domestico – venga applicato un contributo addizionale a carico del datore di lavoro, pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (retribuzione convenzionale). Ciò ha pertanto determinato (vedi circolare n. 25 dell’8 febbraio 2013) due diverse tabelle contributive, una per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, senza contributo addizionale, e l’altra, per i rapporti di lavoro a tempo determinato, comprensiva del contributo addizionale, riportate di seguito.

Modalità di pagamento. Per quanto riguarda il pagamento, esso può essere effettuato, a scelta, con uno dei seguenti mezzi: online sul sito Internet www.inps.it, utilizzando la carta di credito attraverso il “Portale dei Pagamenti”, al quale si accede tramite la sezione dei Servizi OnLine nella homepage del sito; utilizzando il bollettino MAV – Pagamento mediante avviso – inviato dall’Inps o generato attraverso il sito Internet www.inps.it, accedendo al Portale dei pagamenti – Lavoratori domestici – Entra nel servizio, pagabile senza commissione presso le banche oppure presso gli uffici postali, con addebito della commissione; chiamando il Contact Center – numero gratuito 803164 per le chiamate da rete fissa e 06164164 da telefono cellulare secondo la tariffazione stabilita dal proprio gestore – e utilizzando la carta di credito; rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche” – Il pagamento è disponibile, senza necessità di supporto cartaceo: presso le tabaccherie che espongono il logo “Servizi Inps”; presso gli sportelli bancari di Unicredit Spa; tramite il sito Internet del gruppo Unicredit Spa per i clienti titolari del servizio di Banca online; presso tutti gli sportelli di Poste Italiane, con le modalità previste per il circuito Reti Amiche. Si ricorda che, qualunque sia la modalità scelta, utilizzando il codice fiscale del datore di lavoro e il codice rapporto di lavoro, è proposto l’importo complessivo per il trimestre in scadenza, calcolato in base ai dati comunicati all’assunzione o successivamente variati con l’apposita comunicazione. I dati esposti (ore lavorate, retribuzione, settimane) e il conseguente importo, calcolato automaticamente, possono sempre essere modificati: dichiarando i dati da sostituire all’operatore, se il pagamento avviene tramite Reti Amiche o Contact Center; utilizzando la procedura a disposizione sul sito Internet per pagamenti online o per generare un nuovo MAV stampabile. Soltanto nel caso di rapporti di lavoro a carattere temporaneo, occasionale e di breve durata, è possibile utilizzare la modalità di pagamento tramite i buoni lavoro (voucher).

 

 

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Edilizia scolastica, è alto il rischio in Calabria. La mappa delle criticità nel dossier di Legambiente

(9) Un’emergenza permanente sul fronte dell’edilizia scolastica. Un fenomeno strutturale che coinvolge l’Italia intera, ma che vede il Sud e in particolare la Calabria in una situazione ancora più drammatica.

 

È quanto emerge da Ecosistema scuola 2013, il rapporto annuale di Legambiente sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 94 capoluoghi di provincia. La mappa delle criticità nazionali evidenzia un forte ritardo sulla messa in sicurezza degli edifici: strutture site in aree ad alto rischio sismico e idrogeologico, necessità di interventi di manutenzione urgente, assenza di certificati di agibilità e di prevenzione incendi. E come spesso accade il Sud respira a fatica. Una fotografia dai toni chiaroscuri che mostra quanto sia urgente intervenire in questo settore. Nella classifica delle città capoluogo, i centri calabresi figurano nella parte bassa della graduatoria: Catanzaro 74º, Crotone 85º, Reggio Calabria 78º (le altre province non hanno risposto alla ricerca).  Nonostante il 23,3% degli edifici sia stato costruito tra il 1991 e il 2012 e l’età media degli edifici sia più bassa rispetto a quella nazionale, in Calabria c’è una maggiore necessità di interventi di manutenzione urgente (40,8% contro il 37,6%), segno da un lato di condizioni di partenza peggiori, ma forse anche della necessità di maggiori controlli e qualità sul nuovo che viene costruito. In una regione con il 75,5% degli edifici in aree a rischio sismico, sono soltanto il 20% quelli in cui è stata effettuata la verifica di vulnerabilità sismica. Nessun edificio è stato costruito secondo criteri antisismici e criteri di bioedilizia. E ancora: nonostante gli investimenti sulla manutenzione siano nella media nazionale, solo il 20,4% degli stabili è in possesso del certificato di collaudo statico e il 5% del certificato di prevenzione incendi. Preoccupante la situazione del capoluogo regionale: a Catanzaro nessun edificio scolastico è in possesso del certificato di agibilità e di certificazione igienico-sanitaria. Crotone e Reggio Calabria pur dichiarando di aver edifici scolastici in possesso di tali certificati non hanno fornito indicazioni sul numero. Completano il quadro la carenza di servizi di trasporto e di piste ciclabili, di progetti educativi, di piani di sicurezza e prevenzione, di sistemi di raccolta differenziata nelle mense scolastiche, mentre sono pochi (solo il 6,5%) gli edifici che utilizzano fonti rinnovabili. Inoltre, sono decisamente insufficienti i monitoraggi ambientali rispetto al rischio amianto ed elettromagnetico, fonti di inquinamento che mettono a repentaglio la salute degli studenti e dei docenti. È utile sottolineare che l’ambiente scolastico influenza decisamente la qualità dell’apprendimento. Secondo un recente rapporto dell’Ocse (Pisa), in diverse aree della Penisola e in particolar modo nel Mezzogiorno le competenze scolastiche degli studenti risultano scarse, paragonabili a quelle dei coetanei dell’Est Europa. “La questione degli edifici scolastici deve diventare una priorità nell’agenda politica nazionale e regionale – dichiara Salvatore Cozza del settore Scuola e Formazione di Legambiente Calabria – in primo luogo per tutelare la salute degli studenti, ma anche e soprattutto per migliorare la qualità dell’apprendimento scolastico, che risente fortemente delle carenze strutturali degli impianti e dei servizi.” “Inoltre, troppo poca attenzione – continua il prof. Cozza – viene riservata all’opportunità data dallo sviluppo delle rinnovabili e del risparmio energetico ed idrico, nonostante le enormi potenzialità insite nella nostra Regione. Tali interventi potrebbero  ridurre i costi di gestione degli edifici e migliorarne sostanzialmente la qualità, oltre che innescare processi virtuosi con importanti ricadute anche occupazionali sul territorio.” “I giovani sono una risorsa preziosa, che la Calabria deve valorizzare con interventi concreti e con una politica attenta e lungimirante”.

 

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Regione Calabria: i comunicati stampa dell’8 gennaio 2014

(10) Sull’esclusione degli autori meridionali dai programmi scolastici l’assessore Caligiuri scrive al ministero dell'istruzione. L’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta – ha commentato l’invio alla Ministra Maria Grazia Carrozza dell'ordine del giorno votato all'unanimità dal Consiglio Regionale della Calabria e presentato come primo firmatario dal capogruppo Gianpaolo Chiappetta.

 

“Nel deliberato dell'assemblea calabrese – ha spiegato l’assessore alla cultura – si sottolinea che non è stato esplicitamente citato un pezzo di cultura essenziale per la storia del nostro Paese ed è stato chiesto di inoltrare al Ministro formale richiesta per integrare le indicazioni relative all'insegnamento della letteratura italiana sul riordino dei Licei esplicitamente anche con autori del Sud d'Italia e con autrici di tutte le regioni italiane che hanno dato lustro al nostro Paese. La Ministra Carrozza – ha aggiunto Caligiuri – è stata quindi invitata a colmare esplicitamente questa lacuna. Pertanto, non considerare autori come Quasimodo, Sciascia, Alvaro, Calogero, Scotellaro nei programmi di studio delle scuole superiori – ha infine evidenziato Caligiuri – sembra continuare a scavare il solco tra due Italie divise di fatto anche nell'istruzione”. p.g.

 

 

 

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Reggio di Calabria: Orlandino Greco, Presidente del Consiglio Provinciale di Cosenza, presenta il suo libro “Il Sud in cammino verso l’Europa Mediterranea delle comunità e della solidarietà. La terza via per costruire l’Italia”

(13) di Emilia Condarelli. “Il Sud in cammino verso l'Europa Mediterranea delle comunità e della solidarietà. La terza via per costruire l'Italia” è il titolo del libro scritto da Orlandino Greco,

 

presidente del Consiglio provinciale di Cosenza che sarà presentato domani mattina (giovedì 9 gennaio), con inizio alle ore 10,30, nella sala consiliare della Provincia di Reggio Calabria. La tavola rotonda, promossa dal presidente del consiglio provinciale reggino Antonio Eroi, sarà moderata dalla giornalista Emilia Condarelli e vedrà la partecipazione, tra gli altri,dei consiglieri provinciali Demetrio Cara e Michele Marcianò, e del presidente del movimento “Liberi di Ricominciare”, Paolo Ferrara. Si tratta di un interessante momento di confronto che come racconta lo stesso Orlandino Greco nel suo scritto prende le mosse dall'esperienza politico-amministrativo maturata e dal desiderio di imprimere un segno positivo al futuro della nostra regione:  “Dalle esperienze di sindaco e presidente del Consiglio provinciale ho percepito quanto sia grande la forza di una comunità che prende coscienza delle proprie potenzialità.  Cambiare il destino di una comunità che chiede aiuto è un desiderio, un bisogno alimentato dall’istinto, dalla fame di conoscenza e dal profondo rispetto per il valore della persona all’interno di una società in movimento. Queste stesse pagine sono al tempo stesso il desiderio, l’istinto e l’ambizione di conoscenza di chi vuole ascoltare le più svariate voci, parlando a sé stesso di ciò che ascolta, per arrivare a cambiare il destino di una terra. La mia terra”.

 

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Scioglimento dei Comuni per mafia, una legge da rivedere. Le proposte di Cuzzola (Dialogo Civile)

(5) di Enzo Cuzzola*. ‘’È una legge che merita di essere rivista perché non risolve i problemi. Cioè sciogliere i Comuni significa quasi mettersi contro la popolazione che lo avverte come un sacrificio alle proprie scelte.

 

Un provvedimento ablatorio e ablativo delle proprie scelte, e questo secondo me va evitato. Bisogna tornare ai vecchi sistemi, cioè il controllo sulla legittimità degli atti. Bisogna mettere una Commissione che esamini gli atti, che sia il vecchio Coreco o la Prefettura poco importa, ma probabilmente bisognerebbe estendere il controllo anche nel merito degli atti. Io non do colpa allo stato, ma al legislatore che dovrebbe riadattare la legge alla realtà, che nel frattempo è cambiata’’. (Prefetto Piscitelli su legge scioglimento comuni, conferenza stampa di saluto alla città di Reggio Calabria). Anche il Procuratore Cafiero De Rhao ha sollevato serie critiche e dubbi circa la validità e la efficacia della attuale normativa, sugli scioglimenti dei comuni per mafia. Non siamo d'accordo con la soluzione prospettata dal Prefetto. Non abbiamo bisogno di una ulteriore ingerenza delle Prefetture negli enti locali, né di una ulteriore forma di sospensione della democrazia. Ci mancherebbe che le Prefetture entrino nel merito degli atti. Esistono già i sistemi di controllo che vanno implementati. Come esistono le misure per evitare che la criminalità organizzata tenti di infiltrarsi, leggasi codice antimafia e norme anticorruzione. Intanto le Prefetture dovrebbero meglio organizzarsi per rendere funzionale ed efficiente il sistema di certificazione antimafia. Altra cosa sarebbe una Commissione di verifica e monitoraggio che affianchi gli enti locali a rischio, ovviamente disciplinando correttamente la "dichiarazione" di rischio, evitando che diventi una ulteriore arma di lotta politica da parte delle opposizioni, che perdendo sempre le elezioni tifano per gli scioglimenti, fermo restando la pronuncia di decadenza, per quegli amministratori individuati responsabili, da sostituire facendo scorrere le graduatorie degli eletti, sia per evitare inutili costi per le elezioni, sia per non compromettere la stabilità amministrativa, sia per non penalizzare le persone perbene, sia per togliere l'arma "ricattatoria" alle opposizioni. Allora bisogna passare dalle parole ai fatti, ecco perché, di seguito lancio la mia proposta di rivisitazione della norma, aperta ovviamente a tutti gli emendamenti migliorativi che dovessero pervenire, da sottoporre al Ministro Alfano, affinché provveda a far  varare al Governo apposito disegno di legge. A mio avviso, ma ripeto ogni ulteriore proposta è ben accetta, bisognerebbe rivedere l’impianto normativo nei seguenti punti. Proposta per l’accesso. La proposta per l’accesso spetterà sempre alla locale Prefettura e sarà decretata dal Ministero dell’Interno, sentita, entro un termine prestabilito, la Conferenza Unificata Stato, Regioni , Enti locali. Commissione d’accesso. Nominata dal Ministro, sarà composta da tre soggetti in rappresentanza del Ministero ed integrata da due membri, da nominare entro un termine prestabilito, designati uno dall’Ente locale interessato, fra soggetti estranei al Consiglio, uno dall’Anci regionale. Scioglimento. Lo scioglimento sarà decretato dal Ministero dell’Interno, sentita , entro un termine prestabilito, la Conferenza Unificata Stato, Regioni , Enti locali. Conseguenze. Le conseguenze, oltre tutte quelle altre previste per legge, saranno la pronuncia di decadenza degli amministratori responsabili, la loro sostituzione con i primi dei non eletti nelle rispettive liste di appartenenza, la nomina di una apposita Commissione di verifica degli atti e della gestione, al cui parere va sottoposto ogni atto, appunto di indirizzo o di gestione che sia. Naturalmente, per il momento, è solo un canovaccio di discussione, sul quale confrontarsi tutti per stendere una proposta completa e definitiva. *Fondatore Associazione Dialogo Civile e già dirigente settore Finanze del Comune di Reggio Calabria.

 

 

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Candidoni (RC) venerdì 10 convegno su “La Green-economy – Nuova frontiera per l’ambiente – il virtuoso esempio di Candidoni con la Fattoria della Piana”

(11) Il 2014 si annuncia come l’anno della green-economy. E’ l’obiettivo lanciato all’intera Unione, dal Commissario europeo all’ambiente Janez Potocnik con lo scopo di orientare l’economia verso il benessere sociale, la riduzione dei rischi ambientali e l’uso razionale delle risorse.

 

Un comparto nel quale l’Italia può svolgere un ruolo importante, facendo leva sullo sviluppo e la diffusione di alcune positive esperienze già attive in Italia. Una di queste è rappresentata dalla Fattoria della Piana, di Candidoni, in provincia di Reggio Calabria, impianto di allevamento e di produzione casearea diventato uno degli esempi nazionali più virtuosi nella produzione di energia elettrica da biogas. E saranno proprio la green-economy e l’impianto di Candidoni, i temi sui quali venerdì 10 gennaio, a partire dalle ore 10,30 presso l’aula consiliare del Comune di Candidoni, si confronteranno esperti, amministratori e rappresentanti istituzionali, nel convegno “La Green-economy – Nuova frontiera per l’ambiente – il virtuoso esempio di Candidoni con la Fattoria della Piana”, patrocinato dal Consiglio regionale della Calabria, dal Comune di Candidoni, con la collaborazione dell’Associazione culturale “Giuseppe Reale” di Reggio Calabria e la Società cooperativa “Fattoria della Piana”. Coordinerà i lavori l’on. Giovanni Nucera, Segretario Questore del Consiglio regionale della Calabria. Dopo i saluti dell’avv. Vincenzo Cavallaro, Sindaco di Candidoni ed Emanuele Oliveri, presidente del Comitato dei Sindaci “Città degli ulivi”, e le introduzioni dell’ing. Massimo Vinci Energy manager dell’associazione “Giuseppe Reale”, relazioneranno: il dr. Carmelo Basile della società cooperativa “Fattoria della Piana”, l’avv. Drusiana Foti, Manager Infinity green, nonché docente presso l’Università Magna Grecia di Catanzaro, il prof. Alberto De Capua, docente di tecnologia dell’architettura, Prorettore delegato per l’orientamento presso l’Università degli studi “Mediterranea” di Reggio Calabria ed il dr. Pasquale Monea, direttore generale dell’assessorato “Attività produttive” della Regione Calabria. Concluderà l’incontro l’Assessore regionale all’Ambiente della Regione Calabria, on. Francesco Pugliano. All’interno della Fattoria della Piana, cooperative impegnata nella raccolta e nella trasformazione del latte proveniente dalle numerose fattorie collegate, è attiva la più grande centrale agro energetica del Centro-Sud Italia. g.n.

 

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L’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte erogherà contributi finalizzati ad incentivare il turismo scolastico e il turismo sociale nel territorio del Parco

(5) di Chiara Parisi*. L’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte, in forza di una recente determinazione, erogherà per l’anno 2014 contributi finalizzati ad incentivare il turismo scolastico e il turismo sociale nel territorio del Parco.

 

Il contributo include la possibilità di impiegare accompagnatori esperti, le “Guide ufficiali del Parco ”(il cui elenco è disponibile sul sito ufficiale dell’Ente), guide turistiche, animatori culturali e maestri di sci; vengono inoltre coperte le spese per il noleggio di autobus con autista, l’ingresso a strutture didattiche, museali e sportive, le spese di vitto ed alloggio sostenute presso strutture alberghiere e di ristorazione ubicate dentro il territorio del Parco Nazionale. “L’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte – afferma il Presidente Giuseppe Bombino – intende sviluppare ed affermare un modello di relazioni sociali e di educazione ambientale che riconsideri i valori di un rapporto equilibrato con la natura e l’ambiente, promuovendo il Turismo scolastico e sociale rivolto ad anziani e/o diversamente abili, attraverso il coinvolgimento del mondo della scuola, delle associazioni e delle cooperative. Un rapporto – continua Bombino – nel quale interagiscono patrimonio naturalistico, storia, cultura e tradizioni. Il bando favorisce “l’apertura” dei confini del Parco; oltre al turismo scolastico e associazionistico regionale, ci attendiamo – conclude Bombino – numerose presenze da istituti scolastici della Regione Sicilia e da associazioni di volontariato provenienti da regioni contermini”. Il bando è visionabile sul sito web dell’Ente Parco nell’area “Albo on-line” – sezione “Avvisi e bandi” da dove è possibile scaricare anche il modello della domanda di contributo. Per informazioni contattare il “Servizio 1 – Ufficio Amministrativo e di Promozione” al numero 0965/743060 int.15. Email: chiara.parisi@parcoaspromonte.gov.it. *Ufficio Stampa Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte.

 

 

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I club Rotary del territorio hanno donato un pulmino alla Kleos

(4) Il Rotary Club Reggio Calabria Nord, in sinergia con i club Rotary di Reggio Calabria, Reggio Calabria Sud, Soverato, Melito Porto Salvo, Nicotera e con il contributo della Fondazione Rotary ha donato all’associazione sportiva Kleos un pulmino.

 

Presenti all’affollata manifestazione anche il Governatore del Rotary, arch. Maria Rita Acciardi e il PDG Ing. Francesco Socievole. Grazie a questo progetto, la Prima Squadra di Pallacanestro Su Carrozzina della Regione Calabria, ancora ai suoi primi passi, ha a disposizione un mezzo proprio, per recarsi a giocare le partite fuori casa. Emozionante il momento della consegna delle chiavi: il Presidente, ing. Giuseppe Muritano, affiancato dal Governatore, dal Past Governor e dai 5 Presidenti dei club partecipanti consegna le chiavi a Domenico Cogliandro, Presidente della Kleos e a Roberta, in carrozzina, capitano della squadra. Presenti alla manifestazione anche il Sindaco di Motta San Giovanni, ing. Paolo Laganà, il Presidente del Coni Calabria Mimmo Praticò, Il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Calabria Tito Messineo, il General Manager della Viola Sergio Zumbo. Tutta la manifestazione si è svolta presso il “Pianeta Viola” alla presenza di giocatori di oggi così come di vecchie glorie del basket reggino. Emblematico il Pulmino avvolto in un nastro giallo blu (colori del Rotary) parcheggiato nella zona antistante la Viola. Il Presidente Muritano si è dichiarato felice del risultato raggiunto: “un progetto che incide concretamente sui problemi della disabilità e lo fa sul nostro territorio”. Piacevole è stato l’ascolto del Coro del Vinci, introdotto dalla Preside Giusi Princi e abilmente diretto dalla Prof. Lisa Fiore. Divertente e straordinario è stato l’incontro amichevole tra la Kleos e il CUS Catania conclusosi con la meritata vittoria della Kleos (22-20). Infine, il Presidente Muritano ha ringraziato tutti e invitato al buffet gentilmente offerto da vari sponsor reggini e conclusosi con un divertente taglio della torta. Questa intensa mattinata ha dimostrato come facendo squadra e lavorando si può contribuire alla realizzazione di obiettivi importanti quali permettere a una squadra di basket di disabili di poter disputare un campionato di basket. Lo stesso pulmino dotato di accesso ai disabili permetterà, infatti, di poter giocare le trasferte. E’ stato realizzato un piccolo sogno.

 

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Pallavolo, serie C Regionale, XV^ giornata: Lu.Ca. Volley RC-LC Provolley KR 3-0

(8) Il rientro dalla sosta Natalizia è più che positivo per i giovanissimi ragazzi reggini della Lu.Ca. Volley RC. Infatti la compagine della Lu.Ca. Volley, totalmente composta da ragazzi Under 19, vince 3-0 (25-21 25-21 25-19) contro LC Provolley Crotone.

 

Partita importantissima quella vinta dai ragazzi allenati dai mister Pavone e Flaviano, che conquistano così la terza vittoria nel campionato regionale di Serie C maschile. Si è assistito ad una bella partita, molto ricca dal punto di vista agonistico, ma anche da quello tecnico tattico. Dominata da Remo e compagni che non hanno mai abbassato la concentrazione e non hanno mai perso di vista l’obiettivo fondamentale, i 3 punti e riuscire a mettere un poco di distacco proprio dal Crotone che occupa la penultima posizione in classifica. Formazione tipo per la Lu.Ca. Volley che schiera Foti in regia, Malara opposto, Remo e Laganà attaccanti in posto 4, Morale e Nocera al centro con Saraceno libero. A disposizione del mister c’erano Sgro, Crucitti e Bellieni. Ottima la prova dell’intera squadra, che è riuscita a mettere in campo tutti quegli accorgimenti tecnici provati durante le sedute di allenamento, dimostrando tanta grinta e voglia di vincere. Su tutti da segnalare la prestazione di Domenico Laganà (classe ’95), autore di ben 18 punti, e di Leandro Malara (classe ’96), autore di 12 punti; ben serviti da Fiorenzo Foti (’95). Questa partita ha permesso ai ragazzi di acquisire fiducia nei propri mezzi e quindi gli permette di poter lavorare al meglio in vista del prossimo impegno, Domenica 12 Gennaio dovranno affrontare in trasferta la Spes Praia Volley, in una partita impegnativa, ma non dal risultato scontato. Ufficio Stampa Luck A.S.D. Volley Reggio Calabria.

 

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Pallacanestro: la Vis inizia il 2014 con un successo, Marsala piegato 70-63

(7) di Federico Strati*. Vis Reggio Calabria-Nuova Pallacanestro Metaenergia Marsala: 70-63 (17-19, 21-5, 15-24, 17-15). Vis Reggio Calabria: Vozza 15 (0/1, 1/1), D. Costa 15 (3/7, 2/2), Tramontana 8 (4/10, 0/1), Grasso 18 (2/3, 3/6), Barrile, Carnazza 3 (1/7 da tre), Costa R. 11 (3/7, 1/5) N.E.: Ielo, Cedro. Allenatore: D’Arrigo. Tiri Liberi: 22/25. Rimbalzi: 28 19+9 (Grasso 9). Assist: 16 (Carnazza, R. Costa 4).

 

Nuova Pallacanestro Metaenergia Marsala: Fazio 4 (2/2, 0/1), Baseggio, Bagnasco 5 (0/4, 1/2), De Lise 18 (8/11, 0/1), Petrosino 5 (1/4, 1/4), Giacalone 14 (3/5, 1/3), Del Vecchio 10 (3/5, 0/2), Bartolo Morana 5 (1/1), D'Amico 2 (1/6) N.E.: Messina. Allenatore: Cardillo. Tiri Liberi: 16/19. Rimbalzi: 25 17+8 (Petrosino 7). Assist: 7 (Fazio, Petrosino, Del Vecchio 2). Arbitri: Micino di Cosenza e Nocera di Catanzaro. Vittoria doveva essere e vittoria è stata. La Vis Reggio Calabria ha la meglio sulla Metaenergia Marsala e torna a riassaporare il gusto dolce dei due punti dopo un digiuno di ben cinque turni. Il successo dei bianco/amaranto di coach D’Arrigo nel complesso è parso più che meritato. A parte un inizio contratto in cui i siciliani hanno messo la testa avanti (4-10), sono stati Grasso e compagni a condurre le danze per tutto il resto dell’incontro, raggiungendo anche un vantaggio massimo di 16 lunghezze (40-24) all’inizio del terzo quarto. Da li in poi, però, la Vis non ha saputo gestire il margine, consentendo ai lilibetani di portarsi a meno uno (57-56) a cinque minuti dalla fine. Nell’incandescente finale, però, i reggini hanno dimostrato maggiore freddezza rispetto agli avversari. Ottime fra le fila dei locali le prove di capitan Grasso (18 punti), dei fratelli Costa (15 punti per Dario, 11 per Riccardo) e del play Vozza, glaciale dalla lunetta nei momenti cruciali. Ma anche Tramontana, Carnazza e Barrile hanno fornito il loro solito contributo, specie in chiave difensiva. Con questa vittoria la Vis aggancia Cosenza al quinto posto della classifica e può guardare con maggiore serenità alla doppia trasferta consecutiva (Catanzaro e Mazara) che il calendario le propone. *Ufficio Stampa Vis.   

 

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Reggina Calcio SpA 1986, 100 volte vergogna!!! La Reggina affida la prima squadra al duo Gagliardi-Zanin e sul mercato l’obiettivo diventa Praticò

(1) Lo ammettiamo, candidamente e senza timore alcuno: l’azionista di maggioranza, stavolta, ci ha sorpresi (ma non troppo). Eravamo qui, intenti a dire la nostra sulla mancata celebrazione del Centenario della “nostra” Reggina

 

quand’ecco che arriva la notizia di un ennesimo colpo di coda made in Reggina Calcio SpA 1986: Gianluca Atzori, tecnico già richiamato in panchina a sostituire colui che gli era succeduto dopo la risoluzione (consensuale? forse) del contratto – Fabrizio Castori – dopo 5 gare in cui ha ottenuto un solo punto, è stato esonerato (risoluzione o meno che fosse nella prima occasione, di fatto è stato allontanato per la seconda volta nella stessa stagione) e la squadra affidata a Franco Gagliardi (si, ancora lui) con compiti di vigilanza e supervisione sul tecnico della Primavera Diego Zanin (promosso in prima squadra ma sembrerebbe ancora senza patentino) coadiuvato da Giovanni Saffioti e Stefano Grilli. Non da ultimo, dopo la notoria richiesta da parte di Atzori di “allontanamento” dalle vicinanze della prima squadra del DS Giacchetta (e conseguenti dimissioni dell’accompagnatore Carrozza, uomo legatissimo al DS e fino ad allora sua impersonificazione in panchina), ovviamente quest’ultimo ha riconquistato il proprio posto riappropriandosi così delle competenze e delle attribuzioni concessegli dalla Società. Perché “sorpresi ma non troppo”? Perché chi conosce la Reggina intesa come Società non poteva non sapere, o quantomeno presumere, che le richieste di Atzori (5/6 nuovi arrivi con tanto di lista stilata con nomi e cognomi), ribadite dopo l’ennesima sconfitta di Terni, non sarebbero mai e poi mai state esaudite. In primis perché le casse della Reggina sono esauste [(ci sarebbe da chiedersi dove sono finiti i quattrini atteso che è sotto gli occhi di tutti che, nella sua storia recente – negli ultimi 27 anni e passa, per intenderci -, le entrate sono sempre state maggiori delle uscite e, quando il sottoscritto lo ha chiesto in una trasmissione televisiva, nel gennaio del 2012, tra lo stupore generale gli è stato risposto che stava facendo illazioni salvo poi, qualche mese dopo, uscire la notizia di un’inchiesta della Procura di Milano circa presunte fatture false, presunte distrazioni di fondi e presunte esportazioni di denaro all’estero a carico dell’allora presidente – ora “semplicemente” azionista di maggioranza – Pasquale Lillo Foti e del procuratore Tullio Tinti) leggansi: http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/Il%20Quotidiano%20della%20Calabria/351269/Nuova-tegola-sulla-Reggina-Giro-di-fatture-inguaia-Foti.html, http://ilquotidianoweb.it/news/cronache/714035/Frodi-nel-mondo-del-calcio-.html, http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/714037/La-prima-inchiesta-riguardante-la-Reggina.html, http://www.ildispaccio.it/quadrante-amaranto/13465-reggina-false-fatture-all-estero-foti-inibito-per-due-anni-multa-salatissima-al-club, http://www.corrieredellacalabria.it/stories/reggio_e_area_dello_stretto/15701_frodi_nel_calcio_coinvolte_reggina_crotone_e_cosenza/ se dal "presunto" si passerà al "certo" allora il nostro dubbio era lecito, altrimenti la storia dirà che abbiamo detto eresie dimostrandoci di aver torto noi e ragione altri)] e, poi, perché, oggettivamente, con 14 punti raccolti nel girone d’andata (frutto di 3 sole vittorie, 5 pareggi e 13 sconfitte), essendo la quota salvezza fissata a 50 punti, come si potrebbe mai pensare di conquistarne 36 (due volte e mezza in più di quelli già ottenuti) solo nelle 21 gare del girone di ritorno? Una domanda sola ci poniamo: che presidente è colui il quale, se necessario, non mette mani al proprio portafoglio basandosi solo su quello della Società? In fin dei conti, se tanto mi da tanto e s’è vero com’è vero che il presidente ci ha guadagnato – legittimamente fino a prova contraria, sia chiaro – in questa sua pluriennale esperienza, perché non mettere mano nelle proprie tasche sostenendo che le casse della Reggina sono praticamente vuote? La seconda affermazione non nega la prima, quindi… Forse molti non ricorderanno Franco Gagliardi. E’ un cosentino, baffuto e simpatico da molti anni alla corte della Reggina. L’apice della sua carriera in amaranto lo raggiunse nella stagione 1995/1996 allorquando, esonerato Giuliano Zoratti, Foti gli affidò la direzione della prima squadra per le ultime 4 gare di campionato. Il risultato? Eccezionale: 4 vittorie su 4, 1-0 contro il Pescara (già salvo), 0-2 a Pistoia (con gli arancioni già retrocessi), 2-0 alla Lucchese di Bolchi (già salva e con Gagliardi dietro la panchina per non vedere il rigore calciato da Aglietti per il definitivo 2-0) e 1-3 a Reggio Emilia (con i granata di Ancelotti già promossi in A ed intenti a festeggiare, stesse condizioni come a Torino il 13 giugno 1999 per intenderci). Diciamo quindi che, Gagliardi, statisticamente, è il miglior allenatore che la Reggina abbia mai avuto nella sua centenaria storia (migliore di Maestrelli, Scala, Bolchi – 6 partite, imbattuto sì ma con 3 vittorie e 3 pareggi, nella stagione della prima promozione in A – Colomba e Mazzarri) forte del suo 100% in quanto a partite giocate/vittorie. A completare, però, l’amalgama di quella Reggina che fu e che, da tempo, non è più – oltre, ovviamente, al dottore Iacopino ed al DS Martino – manca colui ch’è diventato oggi il vero obiettivo del mercato amaranto: Mimmo Praticò. Attualmente al terzo mandato quadriennale di Presidente del CONI Regionale, all’epoca fu fondamentale con il suo apporto per il conseguimento di determinati obiettivi. (Ri)preso Gagliardi si tenterà l’assalto a Praticò? E vabbè, sono storie note ed arcinote ed anche queste hanno allontanato i tifosi dallo stadio. Parliamo di centenario? Ok. Che i cento anni di Storia ed il Centenario della Reggina non appartenessero a tale Pasquale Foti detto "Lillo" – se non in quanto presidente o azionista di maggioranza pro-tempore – lo abbiamo detto, ridetto, scritto e riscritto decine di volte tanto che riportare qui i links degli editoriali scritti sarebbe inutile e toglierebbe spazio a quello che, oggi, vogliamo ribadire. Che il presidente, durante il suo demagogico monologo subito dopo la fine della scorsa stagione, avesse tenuto a precisare qualcosa del genere “qualcuno dice che il Centenario non ci appartiene (noi, n.d.r.) ma non merita risposta” (http://www.tuttoreggina.com/tuttoregginalive/tuttoregginalive-il-presidente-foti-in-conferenza-stampa-avoglio-vincerea-15523 e http://www.reggionelpallone.it/component/content/article/24-slide/38086-reggina-live-la-conferenza-di-foti) è arcinoto. E queste sono le prime due (nostre) verità! Che la Reggina abbia toccato il fondo (anzi, è andata ben oltre scavando già abbastanza e continuando indefessamente a farlo) dal punto di vista prettamente calcistico lo abbiamo detto, ridetto, scritto e riscritto decine di volte tanto da preferire il disertare lo stadio ed i conseguenti silenzio e censura delle sue gesta su queste pagine (sarebbe bastato prendere gli articoli degli anni passati, sostituire i nomi dei calciatori di allora con quelli di oggi e sarebbero divenuti attuali). E questa è la terza (nostra) verità! Che la Reggina, di fatto, non esista più ma che si sia trasformata in un'azienda individuale (o familiare, il concetto non cambia) lontanissima parente di quella che ci inorgoglì almeno fino al 2007 lo abbiamo detto, ridetto, scritto e riscritto negli anni. E questa è la (nostra) quarta verità! Che, iniziando dall'estate del 2004, con l'epurazione di Martino e Iacopino, abbia avuto inizio la "fine" della Reggina intesa come società e, di conseguenza, come squadra e, quindi, con i suoi risultati sportivi lo abbiamo detto, ridetto, scritto e riscritto negli anni. La voluta distruzione di quella triade granitica che aveva reso grande la Reggina altro non ha significato che l'inizio della decadenza: estate 2005=fidejussioni farlocche affidate alla San Remo SpA e conseguente denuncia dall'allora presidente del Bologna Gazzoni Frascara; estate 2006=Calciopoli e conseguente penalizzazione di 15 punti (poi ridotta a 11) e relativo processo con relativa prescrizione (si badi, non assoluzione) proprio di questi giorni; estate 2007=fine dell'era Mazzarri ed inizio di quella crisi tecnica che porterà, due anni dopo, alla meritata retrocessione in B con, fin'oggi, almeno due/tre cambi di allenatore a stagione (con l'unica eccezione nella stagione 2010/2011); estate 2012=iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Milano per reati che vanno dal falso in bilancio alla distrazione di fondi passando per fatturazioni false. Per non parlare di altre vicessitudini (calcio-scommesse e similari) in cui figura sempre e comunque il nome della Reggina e che, anche nel recente passato, hanno procurato altre penalizzazioni. E questa è la (nostra) quinta verità! Che siamo vicinissimi, come non mai, alla Lega Pro grazie ad un'organizzazione approssimativa che sembra seguire la regola secondo cui tutti fanno tutto con confusione ed anarchia a regnare sovrane. E questa è (nostra) la sesta verità! Che il Centenario della Storia della Reggina, nata l'11 gennaio del 1914, non sarà celebrato così come dichiarato da tale Lillo Foti ad un giornale familiare è, ormai, cosa nota. E questa è la (nostra) settima verità. Forse, la più grave ed indecente di tutti i cento anni di cultura, passione, amore, tripudi, vittorie e sconfitte che la gloriosa maglia amaranto abbia vissuto. Alla vergogna non c'è fine. Che altre parole potremmo dedicare a questa Società che passerà alla storia come la prima ed unica Società che non avrà celebrato il Centenario della squadra di cui è proprietaria pro-tempore. Gli appassionati di calcio conosceranno, quanto meno per sentito nominare, la Virtus Entella di Chiavari in provincia di Genova che, con tutto il rispetto, ha un passato che nulla ha a che vedere con la Storia della Reggina. Militante nella campionato di Prima Divisione in Lega Pro (con ottime probabilità di prendere il posto proprio della Reggina nella B del prossimo anno), anch'essa festeggia quest'anno i 100 anni di storia. Come? Senza entrare nei dettagli dei festeggiamenti basta già prendere atto della maglia celebrativa con impressi i nomi dei calciatori che nel proprio secolo di vita hanno dato lustro alla squadra ligure. E la Reggina? Nulla, nemmeno la maglia celebrativa presentata in estate. Quella rielaborazione della maglia bianconera che diede i natali alla Storia amaranto. Nulla che lasciasse presagire ad una celebrazione degna di tal nome per un traguardo importante così com'è il secolo di vita. La parola "Centenario" è stata usata ed abusata solo a scopo di marketing: basta guardare il sito ufficiale della Società e basta avere un pò di memoria per ricordare le parole dell'allora presidente Foti allorquando, da buon imbonitore delle masse, l'ha utilizzata per vendere abbonamenti accostandola al proclama "Vogliamo vincere!" I fatti, contano i fatti! Le parole le lasciamo ai ciarlatani, ai populisti, alla stampa compiacente, agli amici degli amici, ai pennivendoli, ai complici, a chi preferisce tenere il sacco piuttosto che non avere argomenti di cui scrivere. I fatti dicono che la pagina più triste della Storia amaranto sta per essere scritta sabato prossimo. Non celebrare il Centenario vuol dire offendere la dignità, la cultura sportiva e sociale, la storia di una Città e di un popolo che ha amato e continua ad amare a dismisura la propria squadra. Dopo aver – è vero e glielo abbiamo sempre riconosciuto – regalato gioie infinite ed indimenticabili ai reggini; dopo aver già più volte portato "alto" il nome della Reggina agli "onori" delle cronache giudiziarie nazionali; dopo tutto questo ecco la ciliegina sulla torta: niente celebrazione del Centenario! Vergogna! Vergogna ed ancora vergogna! Il Centenario non gli appartiene, non gli è mai appartenuto e mai gli apparterrà. Diciamo che ha la fortuna di essere lì in concomitanza dell'evento. Questa è la verità. Il Centenario della Reggina appartiene alla Città di Reggio di Calabria, alla sua gente, agli sportivi ed ai suoi tifosi che disertano lo stadio solo per un motivo: lui! Anche questo diciamo da anni: i tifosi non hanno mai abbandonato il loro amore ma semmai lo seguono da lontano preferendo non sostenerlo più economicamente. Se ci chiedessero di esprimere un desiderio? Subito: va bene la Lega Pro purché senza di lui e senza i suoi discendenti e/o affini! La notizia ufficiale dei non voluti e non previsti festeggiamenti è arrivata qualche giorno fa dalle pagine di un quotidiano messinese ma al Foti molto vicino. Già nei mesi scorsi, però, un seguitissimo blog (Iddusapi) ed una altrettanto qualificato Gruppo Facebook (Area Amaranto), da cui molti colleghi apprendono nozioni tattiche e tecniche, umori e rumors della tifoseria senza, però, mai citarne la fonte, aveva lanciato l'allarme: nessuna notizia, nessun riferimento, niente di niente che lasciasse presagire ad una celebrazione degna di nota del Centenario amaranto. Gli amministratori del blog e del Gruppo sono stati lungimiranti ed hanno avuto ragione da vendere ed è quindi giusto dargliene atto senza arrogarci titoli o meriti non nostri. Non ne siamo certi, pronti ad essere ancora stupidi in negativo, ma forse è proprio questo il punto più fondo della Storia amaranto. In fondo, alle Lega Pro, Prima o Seconda divisione che sia, ci siamo abituati: la nostra Storia nasce da lì. Avremmo visto e vissuto 9 campionati di A se non fossimo prima passati da Nocera, Pagani, Ischia, Agrigento, Caltanissetta, Rende e via dicendo? Probabilmente no! Non è la Lega Pro che ci spaventa, è il comportamento offensivo di taluno che ci indigna. Ecco perché, quando abdicherà, il “Granillo” tornerà a riempirsi in qualunque serie la Reggina disputerà il suo campionato. Prima che ce ne dimentichiamo: SABATO 11 GENNAIO E' IL COMPLEANNO DELLA NOSTRA REGGINA, IL SUO 100°, ED ALLORA FESTEGGIAMOLA NOI, TUTTI INSIEME, URLANDO A GRAN VOCE, AFFINCHE' VENGA UDITA DAI PIU', IL NOSTRO LEGAME A LEI ED A NESSUN ALTRO INDISSOLUBILE NEL TEMPO: NON "NEI NOSTRI CUORI" MA A VOCE ALTA: FORZA REGGINA. Ad maiora, NOSTRA REGGINA! P.S.: riportiamo il testo di un sms inviatoci da un "fratello amaranto": Popolo amaranto avanti! Noi che l'abbiamo sempre amata, noi che l'abbiamo sempre sostenuta, non che ci siamo sempre stati nel bene e nel male, coloriamo, sabato 11 gennaio alle ore 18, l'Arena Ciccio Franco. Armiamoci di sciarpe, striscioni, bandiere, panettoni, petrali, e spumante e festeggiamo questi CENT'ANNI INSIEME. Portate i bambini perché sia una festa, invita un amico, un fratello e ricorda che questa dev'essere sì una catena ma di SAN GIORGIO! AVANTI ULTRAS!!! (Nelle foto in basso i loghi, su maglia e pantaloncini, celebrativi del ventennale della Reggina nella stagione 2006/2007 e la locandina con maglia celebrativa del venticinquennale nella stagione 2011/2012: ecco perchè il Centenario non appartiene a questa Reggina salvo che, per qualcuno, se nel 2011 erano 25 e nel 2014 sono 100, ogni anno solare ne vale 25 societari).

 


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Lo Stretto di Messina al centro esatto del Mediterraneo, un gruppo di laureandi in Scienze Politiche dà vita a “Mediterranean Affairs”

(6) Basta racchiudere il Mare Mediterraneo all’interno di un quadrato e tracciare le sue diagonali per notare come l’area dello Stretto di Messina sia precisamente al suo centro.

 

Basta guardare alla storia della sponda calabrese e di quella siciliana per comprendere la centralità della stessa nelle dinamiche politiche, economiche e culturali del “Mare Nostrum” . Proprio in quest’area, un gruppo di giovani laureandi in Scienze Politiche ha dato vita a “Mediterranean Affairs”, un progetto informativo che come obiettivo fornire informazioni e approfondimenti sulle dinamiche politiche, economiche, socio-culturali e storiche internazionali dell’area mediterranea. L’obiettivo di “Mediterranean Affairs”, creato da Giacomo Morabito assieme a Giancarlo e Luca Assumma, Giovanni Gatto, Giuseppe Ielo, Demetrio Labate e Gabriele Quattrocchi è quello di analizzare lo scenario geopolitico dei Paesi che si affacciano sul “Mare nostrum” entrando negli ambiti prettamente politici senza trascurarne altri, ad esempio, come quelli religiosi o energetici. Non soltanto: il discorso sarà ovviamente inquadrato anche in ottica mondiale, guardando a grandi potenze che geopoliticamente si fanno sentire nel nostro mare come gli Stati Uniti, la Cina e la Russia. Insomma, “Mediterranean Affairs” si pone come chiave di lettura dei Paesi e delle aree geografiche che si affacciano sul “Mare nostrum” e non solo. E – perché no? – anche come strumento per contribuire alla rinascita della “mediterraneità” dell’area dello Stretto di Messina.

 

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Reggio di Calabria: Anassilaos, giovedì 9 si ricorderà la Serva di Dio Rosella Staltari a 40 anni dalla morte

(12) Il 4 gennaio del 1974 si spegneva la Serva di Dio Rosella Staltari. Nel 40° anniversario del pio transito la Chiesa di San Giorgio al Corso, la Congregazione Figlie di Maria SS.ma Corredentrice e l’Associazione Culturale Anassilaos dedicano a Rosella un incontro sul tema “Rosella Staltari: un’anima spiccatamente “donna” nella sua vocazione cristiana” che si terrà giovedì 9 gennaio alle ore 19,15 presso la Chiesa di San Giorgio,

 

con l’intervento di Don Antonio Santoro, Parroco di San Giorgio, Suor  Carla Nostro, Dr.ssa Francesca Messineo e del Dott. Stefano Iorfida. Al termine dell’incontro ci sarà la consegna delle borse di studio “Giovanni Messineo”. Rosella Staltari nasce il 3 maggio 1951 terzogenita, da Antonio e Maria Reale, in località "Cacciagrande", in contrada Antonimina. A distanza di pochi mesi, a causa della terribile alluvione del 1951,  la famiglia, già duramente colpita dalla povertà, è costretta a trasferirisi ad Antonimina. A soli due anni e cinque mesi, perde tragicamente la mamma per una banale caduta. Rimasta orfana, la bambina trova accoglienza presso l'Istituto "Scannapieco" di Locri (RC), dove resta fino all'età di 14 anni. Gli anni della crescita e dell' adolescenza di Rosella sono caratterizzati da sofferenze e privazioni e da una terribile carenza d'affetto. Tutto ciò  incide profondamente nell'animo della ragazza e la rende ipersensibile e probabilmente mina anche la sua salute rendendola precocemente matura. precocemente. All'età di 16 anni scrive: "Ero ancora bambina e mi sembrava d'aver vissuto abbastanza, mi sembrava di esser più grande da non  aver bisogno d'alcuno; ma non mi accorgevo, che il dolore mi accresceva l'età". Conseguita a Locri (RC) la licenza media, Rosella viene trasferita a Reggio Calabria, dove operano le Figlie di Maria SS. Corredentrice, che gestiscono una Casa-Famiglia in cui vengono accolte ragazze assistite da Enti vari perché orfane, bisognose o con situazioni familiari difficili. L'ingresso nel nuovo Istituto, avvenuto in data 15 ottobre 1965, sprona Rosella a recuperare luce, ordine e un deciso orientamento ai genuini valori nascosti nel suo profondo come perle preziose. Lì si troverà accanto un Sacerdote santo, Padre Vittorio Dante Forno, Fondatore della Congregazione religiosa, dal cuore di padre, ed una Direttrice, sig.na Maria Salemi, collaboratrice al Progetto di Fondazione i quali la guideranno sapientemente nel suo cammino ascetico – mistico. Nel nuovo ambiente, gratificante ed accogliente, ben diverso da quello in cui era vissuta precedentemente, Rosella completa il suo Corso di Studi, conseguendo prima il Diploma di Segretaria d'Azienda e successivamente quello di Maestra di Scuola Materna. Rosella non appare diversa dalle altre, svolge la sua vita con le difficoltà comuni alle compagne della sua età, ritiene di avere un carattere difficile e si definisce "selvaggia". Rivela una tempra eccezionale, una capacità di autocontrollo e una instancabile disponibilità al sacrificio. Mantiene una fitta corrispondenza con i Superiori dell'Istituto, poiché ella stessa afferma che a causa del suo "pessimo" carattere non riesce ad esprimersi a voce e ricorre allo scritto per farsi aiutare nella vita spirituale. Rosella fin dalla fanciullezza nutre grande devozione verso la Madonna; ogni ricorrenza mariana è da lei vissuta con visibile e straordinario zelo. Ogni lettera o pagina di diario porta scritto il saluto "Ave Maria" . La sofferenza tempra e purifica il suo spirito e lo dispone verso scalate sempre più ripide e scoscese. Sempre proiettata verso i valori soprannaturali, Rosella matura nel suo cuore il desiderio di abbracciare la vita religiosa. Percorsi i tempi prestabiliti, il 2 luglio 1973, e può finalmente pronunciare i voti. Ella crede fermamente che per seguire Cristo in maniera radicale bisogna spogliarsi di tutti e di tutto. A pochi mesi dalla sua morte, in data 9 ottobre 1973, Ella scrive: "Io però, Gesù, voglio essere Tua e non ti darò pace, finché non mi vedrò accanto a Te". Nell’ultima lettera ai Superiori (24 dicembre 1973) scrive: "Ho bisogno che voi stessi mi guidiate verso la Strada della vera Luce, quella Luce che non ha ombre di nessun genere". Il 4 gennaio 1974, alle ore sette del mattino, Rosella trovata dalla sua consorella immobile nel suo letto, con una statuina della Madonna stretta tra le mani e il Crocifisso della Professione pendente dal collo. In un calendarietto del 1974 aveva scritto: "Luce di fede: cammino di pace incontro a Gesù".

 

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Regione Calabria: i comunicati stampa del 7 gennaio 2014

(8) Mimmo Talarico: interrogazione a risposta scritta (art. 121/Regolamento del Consiglio) al Presidente della Giunta regionale, On. Giuseppe Scopelliti, ad all’Assessore alla Cultura, On. Mario Caligiuri, in ordine allo stato in cui versa l’area archeologica di Sibari.

 

Premesso: che quasi un anno fa, a causa di abbondanti piogge, il fiume Crati è straripato sommergendo il sito archeologico di Sibari, Thuri e Copia; che attualmente l’intera area degli scavi di Sibari è coperta da una massa di fango alluvionale, peraltro già solidificato, perciò non più fruibile da parte di chi volesse visitarla; che in un anno non è stato realizzato alcun intervento che possa mettere al riparo da altre calamità idrogeologiche questo sito e molto poco è stato fatto per ripulirlo dal fango e dai detriti che lo sommergono; che in una situazione di forte precarietà si trova anche l’annesso museo, dove i reperti rischiano seri danneggiamenti a causa delle infiltrazioni d’acqua provenienti dal soffitto; che la Regione Calabria, nonostante le ripetute sollecitazioni di sindaci, associazioni ed intellettuali, per una concreta presa in carico della questione, non ha finora mostrato un tangibile interesse per la stessa, ancorché avesse annunciato, ormai un anno fa, un investimento di oltre venti milioni di euro ed il “completo ripristino” degli scavi entro marzo 2013; che ultimamente, stante l’inerzia delle istituzioni pubbliche, sono partite alcune iniziative, da parte di intellettuali ed importati testate giornalistiche, volte ad a mobilitare l’opinione pubblica sull’argomento ed a raccogliere fondi da destinare alla messa in sicurezza degli scavi e del museo di Sibari; che l’area archeologica di Sibari, tra le più importanti del Mediterraneo, al di là del suo valore turistico, costituisce un simbolo identitario tra i più importanti della nostra regione; per sapere: Quali concrete e tempestive iniziative si intendono assumere per il recupero, la messa in sicurezza e l’opportuna valorizzazione degli scavi di Sibari; Se e quando si potranno realizzare gli investimenti che sarebbero stati fatti rientrare nel piano regionale dei beni culturali, d’intesa con il Ministero della Coesione territoriale, annunciati un anno fa dall’Assessore regionale alla Cultura. (9) L’Assessore Caligiuri ha commentato una ricerca Istat secondo cui la Calabria è ai primi posti nella lettura dei libri digitali. L’Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, commentando la ricerca diffusa nei giorni scorsi dall’Istat su "La produzione e la lettura di libri in Italia", ha sottolineato che “ritrovarsi ad essere fra le prime tre regioni d’Italia nella lettura dei libri digitali, dimostra che in Calabria è in atto una trasformazione culturale profonda. Un segnale di cambiamento e di novità per l'intera societa' calabrese che va guardato con grande interesse e deve rappresentare il presupposto per aumentare ulteriormente anche la lettura dei libri di carta". Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale -, se da un lato il Sud Italia legge meno rispetto soprattutto al Nord, dall’altro ci troviamo di fronte a differenze territoriali che si invertono quanto a e-book scaricati e letti nell’anno appena trascorso. Ai primi posti della classifica nazionale si trovano, infatti, Basilicata, Lazio e Calabria. “Un dato – ha aggiunto Caligiuri – perfettamente coerente con quanto da noi anticipato alla vigilia di Natale sulla vendita in Calabria degli book reader e dei prestiti dei libri digitali nelle biblioteche della nostra regione. Inoltre, se è vero che la tendenza a leggere libri elettronici è più diffusa nelle fasce giovani, significa che i trend di propensione alla lettura  si stanno realmente modificando". L’assessore Caligiuri ha infatti ricordato che nel portale delle biblioteche della regione (www.bibliotechecalabria.it) è rinvenibile una sezione apposita dove scaricare e-book, quotidiani e audiolibri. g.m.

 

 

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Reggio di Calabria: Cuzzola (Dialogo Civile) “Dissesto degli enti locali, un dramma da evitare”

(4) di Enzo Cuzzola*. ll dissesto rappresenta per una comunità territoriale un evento sicuramente nefasto. Perché, a prescindere dagli aumenti di aliquote e tributi, destinati al solo ripiano dell’indebitamento pregresso, non si riesce mai a soddisfare pienamente le pretese dei creditori,

 

spesso rappresentati da imprese ed artigiani locali, che in tale evenienza rischiano seriamente anche la loro stabilità occupazionale, compromettendo irrimediabilmente l’economia e l’occupazione locali, già seriamente compromesse dalla spaventosa crisi che si sta attraversando. Infatti le procedure di dissesto in corso, malgrado lo stanziamento di 100 milioni di euro, a favore delle stesse, disposto dal decreto legge 35/2013, stentano a chiudersi e probabilmente non si chiuderanno mai, dato che l’articolo 31, comma 15 della Legge 289/2002, ha abrogato la possibilità di far ricorso al mutuo per finanziare la massa passiva del dissesto. In effetti, attualmente, il mutuo può coprire solo debiti di parte capitale o anche debiti di parte corrente, solo però se sorti antecedentemente alla riforma costituzionale del 2001. Il Consiglio di Stato è intervenuto sulla questione, con riferimento al comune di Paola, con l’ordinanza n. 1152/2013 emessa dalla V Sezione il 27 marzo 2013, affermando che il dissesto è un evento di carattere eccezionale e drammatico nella vita dell’Ente comunale, perché cede parte della sua autonomia allo Stato Centrale che penetra nell’Ente con una Commissione Straordinaria di Liquidazione, che gestirà tutte le passività, inoltre il Comune perde la propria capacità di autodeterminazione nelle normali scelte amministrative ed è obbligato, per i cinque anni successivi alla dichiarazione, a predisporre delibere, non revocabili, di aumento massimo di tutte le aliquote/tributi e tasse, inoltre vi è l’obbligo di riduzione drastica del personale in eccedenza, il divieto di nuove assunzioni, il congelamento dei crediti e delle procedure esecutive e dei pignoramenti, il blocco assoluto dell’accensione di nuovi mutui o finanziamenti e il taglio dei servizi indispensabili (mense scolastiche, scuolabus, interventi sociali, etc.). Prosegue poi il Consiglio di Stato indicando all’Ente la via da seguire: evitare in ogni modo la dichiarazione di dissesto attraverso il ricorso ai mezzi legali predisposti dal Legislatore. Allora perché fare fallire un ente locale, espressione esponenziale della collettività. In questo particolare momento, la norma, nata con il decreto legge 174/2012, sul riequilibrio finanziario pluriennale, ha rivelato tutta la propria utilità, dimostrata dal crescente utilizzo che gli enti ne fanno. Ben farebbe allora il Legislatore a puntare sulla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, sopra citata, in luogo dell’obbligo al dissesto, guidato da Corte dei conti. Il dissesto cosiddetto guidato è stato introdotto dal comma 2, dell’articolo 6, del decreto legislativo 149/2011. Detta norma prevede che, qualora dalle pronunce delle sezioni regionali di controllo della Corte dei conti  emergano  comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria, violazioni degli  obiettivi  della finanza pubblica allargata e irregolarità contabili o squilibri  strutturali del bilancio dell'ente locale in grado di provocarne il dissesto finanziario e lo stesso ente non abbia adottato, entro il termine assegnato dalla  Corte dei conti, le necessarie misure correttive previste la competente sezione  regionale,accertato l'inadempimento, trasmette gli atti al Prefetto e alla  Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica.  Ove  sia  accertato,  entro  trenta  giorni  dalla predetta trasmissione, da parte della  competente  sezione  regionale  della Corte dei conti, il perdurare dell'inadempimento da parte  dell'ente  locale delle citate misure correttive e la  sussistenza  delle  condizioni  di  cui all'articolo 244 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 267del 2000, il Prefetto  assegna  al  Consiglio,  con  lettera  notificata  ai singoli consiglieri,  un  termine  non  superiore  a  venti  giorni  per  la deliberazione del dissesto. Stante, allora, che la via della adozione del piano pluriennale di riequilibrio appare la più  percorribile, anche se sicuramente la più onerosa  (nel profilo dell’impegno gestionale per la amministrazione attuale e le future, dato che é comune esperienza infatti che le amministrazioni, con il ricorso alla ordinaria procedura di dissesto, finiscono per essere sgravate da tutta una serie di azioni tendenti al risanamento, continuando nella loro azione scarsamente produttiva, mentre con la procedura di riequilibrio sentirebbero il fiato sul collo della amministrazione e dei cittadini), sarebbe utile che il Legislatore provvedesse alla modifica della procedura del dissesto guidato. Dato quindi, che la Calabria è la Regione che ha, da sempre, registrato il più alto numero di dissesti, come è la Regione a più alto rischio attuale di dissesto negli enti locali, lanciamo un appello a tutti i Parlamentari Calabresi, di qualunque forza politica, affinché affrontino la problematica. In luogo del dissesto guidato, si potrebbe infatti introdurre, con opportuna modifica dell’articolo 6 sopra citato, l’obbligo della procedura decennale di riequilibrio. In sostanza, all’emergere di  comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria, violazioni degli  obiettivi  della finanza pubblica allargata e irregolarità contabili o squilibri  strutturali del bilancio dell'ente locale in grado di provocarne il dissesto finanziario, Corte Conti provvede a diffidare gli enti ad adottare un piano di riequilibrio. Sanzionando l’omessa adozione nei termini assegnati con lo scioglimento del Consiglio comunale e la nomina del commissario ad acta, così come avviene per la omessa approvazione dei bilanci. Tuttavia, dato che con la modifica, si vuole salvare le amministrazioni e non gli amministratori, questi ultimi, quando ritenuti responsabili del dissesto, andrebbero adeguatamente sanzionati pecuniariamente, mai con la ineleggibilità, sanzione questa troppo strumentalizzata dalle opposizioni che spesso tifano a favore del dissesto,senza farsi scrupolo dei danni che provocano. *Fondatore Associazione Dialogo Civile e già dirigente settore Finanze del Comune di Reggio Calabria.

 

 

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Siderno (RC): giovedì 9 “Ai confini del Sud – Percorsi alternativi”, Dentro l’anima della musica di confine

(10) di Maria Teresa D'Agostino. Dopo i tre concerti a S. Ilario dello Jonio, Locri e Gerace, “Ai confini del Sud – Percorsi alternativi” di Massimo Cusato propone l’incontro musicale sul tema “Dentro l’anima della musica di confine”.

 

Protagonisti Domenico Sisto, Francesco Loccisano, Margarida Guerreiro, Mujura con le loro esperienze, le loro storie, la loro musica. Per raccontare e ascoltare suoni dai “confini del Sud”. Dal progetto musicale rock di Domenico Sisto e Omerthà Music Clan, alla chitarra battente di Francesco Loccisano, fino al fado portoghese di Margarida Guerreiro e la canzone d’autore di Mujura. L’evento è previsto per giovedì 9 gennaio, alle 18.30, nella sala Calliope della libreria Mondadori di Siderno e vedrà, inoltre, la partecipazione di Giuseppe Raffa, Presidente della Provincia di Reggio Calabria, ente che sostiene la storica rassegna con il patrocinio, del consigliere provinciale Pasquale Brizzi e del direttore artistico Massimo Cusato. La degustazione di vini a cura dell’Ais-delegazione Locride, con Pierfrancesco Multari ed Emanuela Alvaro, concluderà la serata. Ufficio Stampa.

 

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Pallacanestro: serie C Regionale Calabria, la Scuola di Basket Viola piega in rimonta la favorita Bim Bum Basket Rende

(6) di Maria Carmela Vazzana*. Scuola di Basket Viola-Bim Bum Basket: 89-86 (15-22, 38-47, 57-67). Scuola di Basket Viola: Di Dio Busà 2, Russo 17, Antonicelli 8, De Stefano n.e., Latella 16, Frazzetto 2, Sindoni 4, Scalone 1, Luzza 10, Lupusor 23, Osmatescu, Brilli 6. Coach: Pasquale Iracà. Ass. coach: F. Barilla e L. Smorto.

 

Bim Bum Basket: De Marco 9, Pate A. 33, Federico 6, Cuconato, Zoccali 9, Mazzuca 2, Reda ne, Pate M. 13, Perna 2, Tenuta ne, Barshchevskyy 12, Piro. Coach: Pierpaolo Carbone. Arbitri: Loccisano e Caputo. Inizia con il botto il 2014 della Scuola di Basket Viola. Nel recupero della 9^ e ultima giornata del girone di andata del Campionato di C regionale, che si è disputato il 4 gennaio al PalaMazzetto, i violini conquistano, in rimonta, lo scontro diretto contro la più accreditata Bim Bum Basket Rende sotto gli occhi compiaciuti del Presidente Muscolino che a margine dell’incontro ha manifestato tutta la sua soddisfazione a giocatori e staff per la bella prestazione. Agli ospiti non sono bastati i 33 punti di un Tonino Pate presente su tutti i palloni mentre i neroarancio hanno sfruttato pienamente un Lupusor in più nel motore, apparso fuori ritmo partita nelle battute iniziali ma determinante nel finale. I giovanissimi violini di coach Iracà sono così riusciti a ribaltare una situazione che sembrava compromessa (+16 il massimo vantaggio della Bim Bum nel terzo quarto), fornendo una bella prova di maturità. L’avvio è subito molto veloce e senza un attimo di tregua, le due squadre corrono tanto e non risparmiano energie: ne viene fuori un primo quarto gradevole ed equilibrato con i ragazzi di Pierpaolo Carbone che allungano di 7 sul finire del tempino. Il vantaggio ospite prosegue anche ad avvio secondo quarto ma solo per poco perché i violini riescono a recuperare qualche lunghezza ma commettono qualche imprecisione di troppo che fa sfumare, in diverse occasioni, la possibilità di completare la rincorsa e così i silani ringraziano e in un amen prendono il largo chiudendo il primo tempo sul + 9. Al rientro dall’intervallo lungo, con un Tonino Pate fuori categoria e gli esperti Marco Pate e De Marco sempre sugli scudi, gli ospiti sembrano controllare agevolmente la gara e al 30’ sono avanti di dieci. Il periodo conclusivo è un concentrato di emozioni: quando ormai la gara sembra aver preso la strada di Cosenza, i padroni di casa, con una difesa più arcigna, la disposizione a zona degli ultimi 5 minuti e il pressing, riaprono completamente il match in un crescendo rossiniano. I biancorossi segnano soltanto 19 punti a fronte dei 32 dei reggini che ottengono una clamorosa vittoria che ha il sapore dell’impresa (al suono della sirena il tabellone recita 89-86 ). Con questo successo la Scuola di Basket Viola si porta a 14 punti in classifica (con una partita da recuperare a fine gennaio con il Botteghelle), stacca la Bim Bum Basket e aggancia il Pollino al terzo posto. Molto soddisfatto tutto l’ambiente neroarancio per i risultati ed il gioco di questi ragazzi che rappresentano la vera sorpresa del campionato. Sabato 11 gennaio, alle ore 19.00, la Viola ospiterà Rosarno, una gara apparentemente facile ma che non bisogna sottovalutare per continuare a volare alto. Dichiarazioni post gara degli ormai “veterani” (classe 1996), gioiesi doc Ciccio Russo e Domenico Latella (33 punti in due): Ciccio Russo: “Contro la Bim Bum è stata una bella partita; anche quando eravamo sotto abbiamo continuato a crederci e dato il massimo, non abbiamo mai mollato siamo stati sempre lì, concentrati e determinati a vincere la partita, e per il modo in cui  abbiamo vinto sono convinto che possiamo  giocarcela con tutti. Sono abbastanza contento della mia prestazione ma un grazie va specialmente ai miei compagni di squadra, quelli “vecchi” e quelli “nuovi” della foresteria con i quali mi trovo molto bene e che mi permettono di migliorare durante gli allenamenti e ovviamente ai coach che ci fanno crescere giorno dopo giorno. Questa è una vittoria di tutto il gruppo. Sono molto felice di questo 3° posto: spero che riusciremo a mantenere questo entusiasmo e questa voglia di vincere sempre per arrivare al nostro obiettivo e raggiungere il massimo delle nostre possibilità, perché ognuno di noi ha un sogno ed è per questo che facciamo grandi sacrifici ogni giorno”. Domenico Latella: “Contro la Bim Bum abbiamo lasciato troppo l'iniziativa all'avversario nei primi due quarti e non abbiamo difeso per come avremmo potuto, dal terzo quarto in poi siamo stati più attenti ed aggressivi e più concreti in attacco. All’inizio del campionato ho risentito della mancanza di quelli che l'anno scorso hanno assieme a me rappresentato la squadra in C2 e nell'under 17. In seguito sono riuscito ad apprezzare in pieno l'apporto dei nuovi, anche se ho dovuto assumermi qualche responsabilità in più. Faccio tanti sacrifici per allenarmi viaggiando durante la settimana assieme a Ciccio ma voglio impegnarmi ed essere ancora più presente perché possiamo fare grandi cose insieme. Ho avuto il piacere di poter giocare di nuovo con il mio caro amico Ion, compagno di tante precedenti battaglie. Ritengo di aver dato un valido contributo ai lusinghieri risultati raggiunti fino ad ora, anche se non sono completamente soddisfatto, posso dare certamente di più. L'obiettivo deve essere quello di toglierci qualche altra soddisfazione nel campionato di C regionale ma soprattutto arrivare il più in alto possibile con l’Under 19”. *Ufficio Stampa Scuola di Basket Viola Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: il Presidente del Consiglio Provinciale Eroi premia Lidia Coppola giunta al traguardo dei 100 anni di vita

(3) di Emilia Condarelli. Doppio riconoscimento per la centenaria Lidia Coppola. Classe 1914, reggina doc, maestra elementare fino alla pensione, ha dedicato la propria vita al prossima prestando opera di volontariato in diverse associazioni, tra cui l'Unitalsi e espletando servizio nella Croce Rossa come infermiera sin dalla Seconda Guerra Mondiale.

 

A tributarle l'onorificenza, nel giorno del suo centesimo compleanno, il presidente del Consiglio provinciale Antonio Eroi, che, come si legge nelle motivazioni ha inteso sottolinearne “il fulgido esempio di rigore morale e dedizione al prossimo” che Lidia Coppola “ha offerto quale insegnante e crocerossina per numerose generazioni di giovani reggini”. Nel consegnare la targa celebrativa, il presidente Eroi ha ribadito l'importanza di valorizzare il ruolo degli anziani “memoria storica e patrimonio collettivo di ogni società saggia, che dalla consapevolezza del proprio passato intende edificare un futuro migliore”. Il secondo riconoscimento è arrivato dall'Associazione Cult 3.0, il cui consiglio direttivo ha deliberato di nominare la maestra Lidia Coppola socia onoraria del sodalizio, in virtù dei suoi alti meriti in ambito educativo e sociale”.

 

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Reggio di Calabria: Planetario provinciale Pythagoras, lunedì 6 “Il lungo viaggio dei Re Magi”

(9) Si conclude il 6 gennaio il programma che il Planetario provinciale Pythagoras ha dedicato alle festività natalizie. “Sotto le stelle di Natale”, l’iniziativa delle festività 2013-2014, che, nel giorno dell’Epifania, porterà il consueto omaggio alla Parrocchia del Santissimo Salvatore, nel cui territorio ricade la struttura.

 

Una tradizione consolidata che va avanti dal 2004, anno di inaugurazione del Planetario. La serata avrà inizio alle ore 19.30 con la conferenza della Prof.ssa Angela Misiano dal titolo: “Il lungo viaggio dei Re Magi”. Attorno alle figure dei Re Magi, sin dai tempi più lontani, si sono diffuse storie e leggende che, ancora oggi, continuano ad affascinare. Questi re stranieri che venivano dal lontano Oriente, colpiscono l'immaginazione dei bambini che, impazienti, attendono il giorno dell'Epifania per collocare finalmente le statuine dei tre saggi nel presepe. Arrivano con animali sconosciuti, indossano abiti di foggia inconsueta, portano doni misteriosi, hanno la pelle scura. Non conosciamo con precisione la loro storia eppure sono presenze familiari e rassicuranti che ci riportano all'infanzia. Ed allora chi erano i Magi? Sono realmente esistiti? E che evento è stato, se c’è stato, che li ha guidati alla capanna di Betlemme? La prof.ssa Misiano cercherà di dare risposte a queste domande. Dai doni dei Re Magi a Gesù, proviene la tradizione di portare dolci e giocattoli ai bambini: questa tradizione si incrocia con la leggenda della Befana ed allora questa tradizione verrà rispettata perché il programma prevede la premiazione di tre giovani studenti che si sono distinti nelle varie fasi delle Olimpiadi di Astronomia fino a rappresentare l’Italia alla fase internazionale. Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha inteso valorizzare l'eccellenza scolastica per migliorare il livello di apprendimento nelle diverse discipline di studio e garantire a tutti gli studenti pari opportunità di sviluppo delle capacità individuali. Il riconoscimento delle eccellenze avviene attraverso iniziative di confronto e di competizioni, nazionali e internazionali. L’Astronomia rientra tra le competizioni riconosciute dal MIUR e la Società Astronomica Italiana è l’Ente Esterno accreditato dallo stesso MIUR ad organizzare le Olimpiadi di Astronomia. In questo contesto, il Planetario provinciale Pythagoras è stato individuato come polo interregionale per lo svolgimento di questa competizione. Questo si configura come un riconoscimento alla qualità dell’offerta formativa espletata dal Planetario. Le attività del “Pitagora”, in sinergia con la Sezione Calabria della SAIt, hanno come obiettivo quello di dimostrare che l’Astronomia è il veicolo emozionale privilegiato per evidenziare che la Scienza è cultura. L’Astronomia, infatti, rappresenta il primo momento di riflessione scientifica, è la più antica forma organizzata di conoscenza e tra tutte le discipline scientifiche è senza dubbio quella che più profondamente ha influenzato e condizionato il pensiero e la struttura della società moderna. In questa regione, poi, dal denso spessore di storia, l’Astronomia assume significati del tutto particolari. L’Astronomia, infatti, tra le discipline che si sviluppano nella Magna Grecia, ha un posto preminente. In Calabria che affonda le sue radici nei popoli antichi che hanno costruito il sapere astronomico, questa scienza è il testimone di un iter culturale iniziato millenni fa. Sempre più la cultura assume la dimensione di modalità dell'esistenza quotidiana e del tempo libero e l'educazione scientifica può svilupparsi, in forme inedite, attraverso il dialogo, lo scambio di esperienze e di conoscenze, in processi creativi che coinvolgono scienziati, educatori e cittadini. Per questo le potenzialità di questo centro di cultura e di educazione scientifica non si esauriscono nel rapporto con la scuola, per la quale rappresenta un prezioso valore aggiunto, ma si riversa in più direzioni. Desideriamo che la funzione primaria del Planetario sia quella di dare ai giovani, soprattutto, le ali per volare. Ed in questi dieci anni di attività le ali abbiamo cercato di darli a tutti giovani che si sono avvicinati alle nostre attività. Giovani eccellenti che ci hanno rappresentato nelle varie competizioni nazionali ed internazionali delle Olimpiadi Astronomia e che oggi vogliamo premiare. Crediamo, senza presunzione, di svolgere con attenzione ed amore il nostro lavoro; continueremo ad adoperarci con ogni mezzo confidando in una politica colta e lungimirante che valorizzi quanto di meglio di serietà di impegno, nonostante tutto, è presente nella nostra Calabria.

 

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Reggio di Calabria: Accademia del Tempo Libero, sabato 11 convegno su “Bronzi di Riace, bentornati a casa”

(7) di Federica Morabito. “Bronzi di Riace Bentornati a casa”, il titolo del convegno organizzato dall’“Accademia del Tempo Libero” di Reggio Calabria.

 

Un incontro voluto per approfondire tutti gli aspetti relativi ai due guerrieri bronzei che sono tornati all’interno di Palazzo Piacentini, da poco ristrutturato, dopo un periodo di 3 anni, durante i quali sono stati sottoposti ad un’attenta opera di restauro. Storia, restauro, prospettive economiche e turistiche alcuni dei temi che verranno affrontati nel corso della tavola rotonda che si svolgerà sabato 11 gennaio 2014, presso l’Auditorium Zanotti Bianco (ex Cipresseto di via Melacrino), alle ore 17. Relatori: Cosimo Giorgio Schepis, Responsabile del restauro dei Bronzi, Soprintendenza BBAA della Calabria; Giacomo Oliva, Funzionario Soprintendenza BBAA della Calabria; Domenico Siclari, Docente Università per Stranieri Reggio Calabria; Vittorio Caminiti, Consigliere nazionale Federalberghi; Francesco Arillotta, Storico. Modera Federica Morabito. Intermezzi musicali: Marinella Rodà – voce; Alessandro Calacaramo – chitarra.

 

 

 

 

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