Regione Calabria: coronavirus, il bollettino di oggi 14 aprile 2020
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Le persone domiciliate o residenti in Calabria che rientrano da altre regioni o dall’estero, dovranno comunicare la propria presenza al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale del proprio territorio compilando il modulo al sito emergenzacovid.regione.calabria.it e dovranno dimostrare che il proprio rientro è giustificato da valide motivazioni.

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(59) La Direzione Aziendale del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria comunica che in data odierna Continue reading “G.O.M. di Reggio Calabria: coronavirus, il bollettino di oggi 11 aprile” →
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(13) Sono 80 i ragazzi ad aver superato le selezioni interregionali delle Olimpiadi Italiane di Astronomia; tra questi 13 reggini che, a buon Continue reading “Preparazione a distanza per le Olimpiadi di Astronomia. Lezioni digitali per i 13 finalisti reggini con gli esperti del Planetarium Pythagoras” →
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(84) Anche in tempi di coronavirus, non si ferma l’azione di repressione e difesa del territorio dai reati ambientali. I Carabinieri Forestali di Continue reading “San Roberto (RC): un’area di proprietà comunale, sottoposta ad ogni tipo di vincolo ambientale, trasformata abusivamente in pista da moto cross. Una persona denunciata” →
(80) Venerdì pomeriggio, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio, coordinato dal Reparto Carabinieri Parco Nazionale Continue reading “San Giorgio Morgeto (RC): sorpreso a tagliare e trafugare legna all’interno del Parco Nazionale d’Aspromonte, i Carabinieri Forestali deferiscono un 61enne all’A.G.” →
(10) A seguito dell’emergenza Covid, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria ha disposto che le lauree in programma possano avvenire Continue reading “Reggio di Calabria: Università Mediterranea, oggi e domani trasmesse in streaming le sedute di laurea del DIIES” →
(22) E’ quanto afferma il “Comitato 14 luglio”, che raggruppa Associazioni, Movimenti e Partiti della destra reggina, che dal 2011 si adopera Continue reading “Reggio di Calabria: 50° anniversario della Rivolta: la destra reggina insorge. Comitato 14 Luglio: “Il Comitato fatto dal Comune dimentica i veri protagonisti e coloro che in tutti questi anni ne hanno tenuto vivo il ricordo e tramandato i valori”” →
(1) In conseguenza di ataviche carenze strutturali nel campo organizzativo, strutturale e tecnologico del comparto Sanità, le istituzioni che governano la Regione Calabria non possono permettersi di giocare questa battaglia in difesa (solo contenimento attraverso la quarantena parziale e la gestione ospedaliera dei casi), ma devono contrattaccare al fine di prevenire la diffusione capillare del contagio.
Per scongiurare il pericolo incombente dei numeri “lombardi” (ma anche “emiliani”, “veneti” e, prossimamente, “piemontesi”, “toscani” e “marchigiani”), purtroppo spiegabili con la carenza qualitativa e quantitativa di DPI (mascherine ffp3 biohazard, tute ed occhiali protettivi, camici impermeabili in tessuto-non tessuto, visiere di barriera, saturimetri, guanti in vinile/nitrile, gel idroalcolici igienizzanti) a disposizione di medici, infermieri, oss e conseguente elevata presenza di operatori sanitari e parasanitari infetti asintomatici, con gli ospedali ignari amplificatori del virus, con una strategia di lockdown (quarantena per la popolazione) non completa ed adeguata al contesto, con l’indisciplina e la strafottenza di parte dei cittadini ed, infine, con la totale mancanza di protocolli di gestione dei casi domiciliari dei pazienti con scarsa sintomatologia oppure con quadri clinici iniziali.
La regione Calabria non deve essere conservativa e passiva, ma sfruttare l’enorme possibilità offerta dall’insegnamento dai gravi errori commessi all’inizio di questa pandemia partendo dalla semplice considerazione che il virus cammina sulle gambe degli asintomatici e, soprattutto, su quelle degli operatori sanitari asintomatici come dimostrato dagli oltre 3.500 (con 15 decessi) casi registrati finora tra medici ed infermieri mandati a combattere in trincea a mani nude.
Risulta conseguenziale impostare la strategia regionale per contrastare il virus strutturandola su tre pilastri:
L’approvvigionamento dei DPI e delle maschere contenitive può e deve avvenire attraverso accordi con produttori nazionali o internazionali, ma anche attraverso lo sfruttamento della produzione autoctona con stampanti 3D (attraverso file scaricati da piattaforme open source), mentre ulteriori iniziative a corredo devono essere la calendarizzazione di massivi interventi istituzionali di igienizzazione e sanificazione ambientale, l’estensivo utilizzo dei droni per un più capillare controllo del territorio e, qualora necessario, l’intervento dell’esercito a presidio dei varchi in entrata ed uscita (con aree di pre-filtraggio) di ogni comune.
Ma anche trasparenza della catena di comando nei confronti dei cittadini (aggiornamenti particolareggiati su piccoli focolai, chiusure, regole, ordinanze e delibere almeno una volta al giorno tramite sms/video e la gestione di un sito dedicato con una mappa interattiva a cui riferirsi al fine di conoscere la diffusione del virus sul nostro territorio in tempo reale) e pieno utilizzo della tecnologia sviluppando una app che, attraverso database e geolocalizzazione, tracci in tempo reale i movimenti delle persone positive e possa avvertire chi è entrato in contatto con loro, il tutto in modo del tutto anonimo per ottemperare alla vigente normativa sulla privacy.
Una strategia d’attacco, basata sulla prevenzione e sull’anticipo. Così vinceremo. (Dott. Fabio Foti, microbiologo e virologo clinico, direttore sanitario Poliambulatorio La Feluca).

PRODOTTI SOTTOPOSTI A SEQUESTRO
Circa 60.000 prodotti appartenenti alle categorie merceologiche medicinali, strumenti e apparecchi medicali, disinfettanti e prodotti per l’igiene, di cui: 5.000 intercettati in dogana; 55.000 sequestrati in fase di commercializzazione, sia al dettaglio che all’ingrosso.
TERRITORI MAGGIORMENTE COINVOLTI
I sequestri hanno interessato l’intero territorio nazionale, con prevalenza in Lombardia, Piemonte, Campania e Puglia, e sono stati il frutto di attività investigative caratterizzate, anche, dal costante monitoraggio del web.
PRINCIPALI OPERAZIONI DI SERVIZIO
Il Gruppo Pronto Impiego di Torino, con il contributo di altri Reparti del Corpo in molte regioni italiane, ha sequestrato circa 8.000 mascherine filtranti, segnalando alla Procura della Repubblica 36 persone fisiche e 16 società per i reati di frode in commercio (515 c.p.) e di false indicazioni qualitative e di origine (517 c.p.).
Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano ha sequestrato alcune centinaia di mascherine protettive e prodotti disinfettanti per l’igiene personale per la fattispecie di “manovre speculative su merci” prevista dall’art. 501-bis c.p. Le indagini hanno individuato nove soggetti, nazionali ed esteri, attivi in Italia, che hanno innalzato i prezzi dei predetti beni dal 100 al 400% rispetto al valore di mercato antecedente alla crisi sanitaria in atto.
Nella provincia di Napoli, i Finanzieri hanno individuato una parafarmacia in cui sono state sottoposte a sequestro 10 mila mascherine protettive poste in vendita con una percentuale di ricarico che raggiungeva oltre il 6.000% rispetto al prezzo di acquisto (l’esercente aveva acquistato maxi confezioni di mascherine per poi rivenderle, dopo averle riconfezionate, in singole bustine trasparenti).
Nella provincia di Bari, le Fiamme Gialle hanno sequestrato oltre 30.000 prodotti (mascherine protettive, gel e salviette per le mani), posti in commercio con modalità fraudolente e truffaldine, per un valore di mercato di circa 220.000 euro, all’esito di oltre 30 perquisizioni effettuate in ben 22 Comuni delle province di Bari e BAT presso sedi di imprese, i cui titolari, non solo italiani, sono stati denunciati per truffa aggravata, manovre speculative su merci e frode nell’esercizio del commercio. In particolare, le imprese destinatarie dei sequestri avevano messo in vendita gel e salviette igienizzanti per le mani presentandoli – con scritte e simboli ingannevoli sulle confezioni nonché con messaggi pubblicitari – come prodotti con azione disinfettante e, comunque, a prezzi decisamente più alti rispetto a quelli praticati prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria in Italia per il Covid-19.