Riceviamo e pubblichiamo.
"Personalmente non sento il bisogno di assumere alcun difensore d'ufficio poiché non c'è davvero nulla da nascondere, piuttosto ritengo opportuno rispedire al mittente eventuali provocazioni o qualsiasi tipo di argomentazioni che tendano, seppur invano, di gettare ombre o discredito sull'operato dell'attuale CdA di Sogas che ho l'onore di presiedere. In questi pochi mesi, da quanto ci siamo insediati, dopo aver attentamente esaminato le carte e fatta un'analisi a 360° su quanto abbiamo ereditato, le parole chiave che abbiamo scelto sono state: "rigore e pulizia". In modo rigoroso abbiamo inteso mettere ordine a dei conti che fino ad allora non tornavano affatto. Canoni di locasione o di esercizio mai riscossi nè pretesi da nessuno nel totale disinteresse rispetto al reale interesse dello scalo aeroportuale. Sprechi di denaro e stipendi decisamente esagerati distribuiti a pioggia come fossero caramelle. La storia di Sogas è piena zeppa di questi esempi e, purtroppo, il bilancio dell'aeroporto che abbiamo ereditato lo denuncia in modo impietoso. Pochi i controlli e molte le "disattenzioni".
Naturalmente, mi rendo conto che quando si toccano in questo modo simili interessi e tali argomenti, quando si cerca di ripristinare la normalità laddove ci si è abituati a "bazzicar male" è naturale che ogni provvedimento che abbiamo inteso assumere possa generale qualche scontento di troppo. Ma la Società di Gestione dell'Aeroporto "Tito Minniti", almeno secondo noi del nuovo CdA, non ha il compito di garantire "rendite e posizioni personali" nè stipendi da super manager a tizio o caio solo perchè amico del potente di turno. Non si può pensare di poter mantenere le retribuzioni record percepite da ben otto dirigenti Sogas con tanto di indennità ad personam. Quello che, invece, chiediamo alla classe politica regionale e provinciale, nonché alla deputazione nazionale, è di aiutarci ad arginare questi fenomeni del passato, a non fare pressioni nè tentare di ostacolare questo cambiamento e questo risanamento che abbiamo messo in atto. Dateci fiducia e lasciateci lavorare lasciando fuori dall'aeroporto le beghe della politica. Fatelo per il bene del nostro aeroporto. Se così non sarà, il danno lo farete solo ai reggini in primis ed a tutta l'utenza dello scalo dell'Aeroporto dello Stretto. Simili attacchi che riceviamo a mezzo stampa non ci impressionano nè ci stupiscono. Anzi, in un certo senso, li comprendiamo. Sono il segno evidente che stiamo operando bene e che qualcosa sta cambiando. Continua, infatti. il lavoro di "pulizia" già avviato dal nuovo CdA Sogas S.p.A.. Ultimamente si è dato corso alle operazioni di verifica delle "pesanti" buste paga che ricevono i dipendenti e si è avuto modo di accertare che ben 21 dipendenti ricevevano per 14 mensilità (sigh!) l'indennità di "maneggio denaro" e che tutti ricevevano il "premio produzione". Le due indennità avevano un costo lordo per la Società, oltre gli oneri accessori di legge, da un minimo di 95,00 ad un massimo di 145,00 euro mensili per l'indennità di "maneggio denaro" e da un minimo di 110,00 ad un massimo di 155,00 euro mensili per il "premio produzione" che, atteso le enormi perdite dichiarate dalla Società nel corso degli anni, non hanno ragione di esistere. Le due indennità sono contrattualmente previste, ma vanno erogate solo al personale che si occupa della "cassa" (la prima) che in Sogas S.p.A., stante la particolare attività sociale, è in numero di una sola unità mentre il "premio produzione", come per legge, è erogabile solo dopo aver effettuato con le Organizzazioni Sindacali di categoria una contrattazione di secondo livello. Orbene, in SDogas, detta contrattazione non è stata mai effettuata e qualcuno ricorda che un provvedimento del 1993 ha consentito ai dipendenti di fruire di detta indennità. Il risparmio, compreso gli oneri accessori a carico della Società, si aggira intorno ai 250.000 euro. Non ci sembra risultato da poco. Così come ci sprona ad andare avanti in questa direzione l'aumentoi di ben 20.000 passeggeri limitatamente al periodo in cui abbiamo assunto la guida del nuovo CdA in riferimento alle passate annualità. Risultati che, dati alla mano, sono davanti agli occhi di tutti e che è difficile non tenere in debita considerazione. A meno che tali pressioni mediatiche in realtà non celino, preparino il terreno o facciano da apripista ad altri ben più autorevoli interventi tesi, magari, a creare un allarmismo o un disimpegno "interessato da parte della politica nei confronti di un aeroporto e di un managemente che ha solo a cuore le sorti dell'aeroporto stesso".