“L’Amministrazione Comunale sta notificando in questi giorni, a tutti i dipendenti comunali, una lettera a firma del Sindaco e del Segretario Generale, mettendoli in mora per la restituzione e l’eventuale recupero di somme “indebitamente percepite dai lavoratori”, con riferimento alla PEO (Progressione Economica Orizzontale). La missiva trae origine da uno dei tanti punti di criticità messi in rilievo dalla Relazione Ministeriale, stilata dagli Ispettori del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, in occasione delle operazioni di controllo e verifica amministrativo/contabile effettuati nel periodo compreso tra il 14 giugno 2011 e l’8 luglio 2011, resa il 19.08.2011.
Sic et sempliciter, ossia senza un minimo di chiarezza al riguardo, ciò potrebbe far intendere ai cittadini di Reggio, che aspettano, con ansia e preoccupazione, le definitive decisioni del Ministero sul futuro della città, che la causa del dissesto sia da ascrivere anche ai dipendenti del Comune, in un ottica che tutto l’impianto amministrativo, nessuno escluso abbia scialacquato il pubblico denaro. Le cose non stanno affatto così, e ci sembra, piuttosto, che uno degli obiettivi di tali missive ai lavoratori, sia un maldestro tentativo di confondere i reali problemi e nascondere le vere e individuali responsabilità. A questo punto, occorre spiegare l’Istituto della PEO: trattasi di istituto previsto e riconosciuto dal CCNL e recepito, secondo i dettami legislativi, nella Contrattazione decentrata, firmate e sottoscritte dall’Amministrazione Comunale e dalle OO.SS. e la RSU. Si evidenzia, inoltre, che i criteri seguiti nell’applicazione di tale istituto sono in perfetta linea con quelli seguiti e applicati in tutti i Comuni d’Italia. Dato atto della legittimità dell’Istituto, passiamo alla analisi del punto di criticità mosso dagli Ispettori Ministeriali in merito alla PEO erogata al personale dipendente: le contestazioni relative alla PEO, riguardano, in particolare, il sistema di distribuzione “ effettuato a pioggia”, ossia in presunta assenza di un criterio meritocratico. Tale circostanza non risulta veritiera. Premesso che: 1) E’ l’amministrazione che effettua la quantificazione del fondo delle risorse decentrate per le politiche di sviluppo delle risorse e per la produttività ai sensi delle CCNL 1999 e 2004; 2) E’ sempre l’amministrazione che distribuisce le schede di valutazione del Personale accluse al Contratto Decentrato Integrativo per l’attribuzione dell’indennità PEO; 3) E’ compito dei dirigenti che acquisiscono le schede, valutare ciascun dipendente con l’attribuzione del relativo punteggio, destinando con appositi atti le risorse economiche agli aventi diritto. Pertanto, ciascun dipendente è stato regolarmente oggetto di valutazione, e, in applicazione dei criteri e parametri preventivamente stabiliti, ha avuto accesso alla PEO, sulla base della valutazione positiva ottenuta e dei punteggi assegnati, tenuto conto dell’opera prestata e dei vantaggi conseguiti dall’Amministrazione. Si vuole osservare, per mero tuziorismo, che i dipendenti del Comune di Reggio Calabria svolgono lavoro suppletivo, in quanto la dotazione organica è inferiore al richiesto in relazione alle proporzioni territoriali dell’Ente. Per quanto attiene, poi, il punto di criticità consistente nell’applicazione retroattiva di tale Istituto, occorre precisare che su tali ritardi il dipendente è assolutamente incolpevole, in quanto essi sono da ascrivere a cause esclusivamente dipendenti dall’Amministrazione Comunale: il ritardo, davvero ingiustificabile, infatti, è attribuibile al ritardo nella redazione e approvazione dei Contratti Decentrati, che, di conseguenza si ripercuote nella necessità di applicazione retroattiva degli Istituti da essi recepiti, come, appunto, la PEO ( si pensi che la contrattazione è attualmente ferma all’anno 2010). Ciò significa, in sostanza, che l’applicazione degli istituti economici ed dei relativi benefici ( tra cui la PEO), non viene mai effettuata nell’anno di riferimento, bensì, necessariamente, con effetto retroattivo. Si osserva, tuttavia, che ciò risulta comunque legittimo, infatti la stessa ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni), con vari pareri ne dichiara l’assoluta legittimità. In definitiva, e per farla breve, i dipendenti del Comune di Reggio Calabria hanno percepito solo e soltanto somme a loro stessi destinate, costituite e quantificate dall’Amministrazione, verificate dai revisori dell’Ente e deliberate dalla Giunta comunale. Si osserva, infine, che, qualora mai, fatto ritenuto altamente improbabile, se non impossibile, il sistema di distribuzione venisse riconosciuto illegittimo, dopo il ricorso al Giudice competente, le somme, ad esso relative, andrebbero, sempre ed esclusivamente, a confluire nuovamente nel Fondo del Personale, e allo stesso personale dipendente redistribuite, seppure in forme diverse. Insomma nessuna economia e nessun recupero che vada ad incidere sulla parte attiva del Bilancio, così come da Consuntivo 2010, approvato dal Consiglio Comunale, soltanto nel giugno 2012, che ha visto l’esposizione debitoria dell’Ente scendere da € 140.000.000,00 a 118.000.000,00, mettendo in parte attiva i 22.000.000,00 di euro della PEO e delle altre indennità. La RSU in considerazione di quanto illustrato, dichiara di volere attivare ogni iniziativa possibile, nelle forme consentite dalla legge a tutela ed a garanzia dei lavoratori, e contestualmente invita le Organizzazioni Sindacali Territoriali, ad attivarsi tempestivamente, anche, in sede giudiziale, per asssicurare il rispetto degli accordi contrattuali sottoscritti dalle Parti”. La RSU del Comune di Reggio Calabria.