



Ho ritenuto opportuno inserire periodicamente in questo spazio che il caro amico Maurizio Gangemi mi offre sul suo “Il Reggino” (sono stati già pubblicati “Il piede: straordinario prodigio architettonico e biomeccanico”, “Il piede: uno strumento straordinariamente unico ed indispensabile: consigli utili”, “Il piede nel bambino: deambulazione e calzature” ed “Il piede piatto valgo: diagnosi e trattamento”) degli articoli riguardanti patologie ortopediche frutto della mia pratica giornaliera ambulatoriale e chirurgica. Ritengo che questo potrà servire come fonte di informazioni per tutti i pazienti affetti dalle varie patologie e sicuramente rappresentare un valido aiuto per medici di base, pediatri, giovani ortopedici, fisiatri e fisioterapisti. Ritengo opportuno però, prima di iniziare a trattare le varie patologie, di ringraziare da subito i miei “maestri”. Primo fra tutti, in ordine di tempo e di importanza, è il dottor Salvatore Aloisio (nella foto). E’ lui che mi ha fatto “innamorare” dell’ortopedia; è lui che mi ha insegnato le basi cliniche e chirurgiche; è lui che mi ha insegnato il modo di porsi di fronte al malato ed il rispetto per il malato; è lui che mi ha messo il bisturi in mano per la prima volta dicendomi “comincia a operare”; le mani tremavano sicuramente ma sapevo che c’era lui accanto a me e mi sentivo sicuro, mi infondeva fiducia, tranquillità.
Con lui ho iniziato i primi interventi chirurgici ed averlo accanto al tavolo operatorio per me era una sicurezza, non potevo sbagliare perché c’era lui subito pronto a correggermi ancor prima che lo facessi. Lo ammiravo quando operava e cercavo di strappargli tutti i segreti, gli ho voluto bene ed in qualche occasione non mi nascondo ancora nel chiamarlo “papà”. E’ stato per me anche un maestro di vita e sicuramente devo a lui gran parte del mio successo professionale. Tra i miei maestri non posso non ricordare il prof. Luciano Novellino (nella foto), mio direttore fino a qualche anno addietro ed adesso purtroppo scomparso. Mi ricordo chiaramente quando nel 1982 mi chiamò nella sua stanza e mi disse, da napoletano autentico, “a Lorè tu taggi a ‘nteressà delle patologie du piede”. Subito rimasi molto confuso in quanto allora non ritenevo il piede un organo tanto importante. Invece aveva ragione lui, aveva capito con abbondante anticipo, che l’ortopedia si stava suddividendo in tante branche super-specialistiche ed aveva capito che la patologia del piede era una delle branche più importanti. Fu allora che girovagai in Italia ed all’estero per seguire, corsi, seminari e congressi per imparare i segreti del piede, ma la mia formazione di base la devo sicuramente al prof. Giacomo Pisani (a sinistra nella foto) che mi accolse al Alba (Cuneo) dove iniziai le prime esperienze e capii l’importanza del piede e di tutte le sue patologie. Rimasi per parecchio tempo a seguire il reparto, ad assistere agli interventi chirurgici, a seguire le visite del professore: fu un’esperienza bellissima ed indimenticabile e fu allora che mi “innamorai” definitivamente del piede. Fu in quella occasione e nelle mie successive visita al Alba che conobbi il dottor Gigi Milano (a destra nella foto), mio coetaneo, allievo prediletto del professore. Con lui abbiamo avuto modo da allora di confrontarci nelle nostre continue frequentazioni, scambiandoci consigli, aggiornandoci sulle nuove metodiche chirurgiche. E’ per la nostra amicizia e per la stima profonda che ho in lui che ho voluto mi dedicasse la presentazione del mio libro “Manuale pratico illustrato delle patologie del piede e della caviglia”. I successi della mia attività professionale non posso non condividerli con il mio più stretto collaboratore il dottor Michele Marrara (a sinistra nella foto), che è stato ed è tuttora un valido aiuto nella mia attività chirurgica. Per ulteriori informazioni www.dottorelorenzo.com.