Reggio Calabria: arrestato per spaccio il proprietario del “Re Ruggero”

Nella serata di ieri i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Reggio Calabria hanno tratto in arresto Abate Antonio (nella foto), di anni 46, reggino, incensurato, titolare del Ristorante “Re Ruggero” sito nell’omonima via in pieno centro. Durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nel centro cittadino, i militari, che già nei precedenti fine settimana avevano notato un via vai insolito nei pressi del ristorante, verso le 23.30, insospettiti da un cliente che, insolitamente era entrato da solo ed uscito dopo pochi istanti, lo hanno  fermato, identificato perquisito e trovato in possesso di un involucro di alluminio contenente 4 grammi di marijuana.

Immediatamente si procedeva ad effettuare una perquisizione all’interno del locale dove il titolare, alla vista dei militari,  si recava immediatamente dietro al bancone con l’intento di disfarsi di qualcosa prelevandolo dal medesimo bancone e gettandolo nel cestino della spazzatura, venendo tuttavia notato e bloccato dai carabinieri in borghese. Il materiale di cui l’Abate aveva tentato di disfarsi corrispondeva ad otto dosi di cocaina  e due involucri di carta stagnola contenenti quattro grammi ciascuno di marijuana (nella foto) confezionati con il medesimo materiale e nelle medesime modalità di quello rinvenuto al cliente fermato poco prima dagli operanti. L’Abate, immediatamente fermato e perquisito, veniva trovato in possesso di più 700 euro in banconote di vario taglio. I carabinieri estendevano il controllo anche all’autovettura del soggetto rinvenendo all’interno ulteriori cinque dosi preconfezionate di cocaina. Presso l’abitazione venivano sequestrati altri 13 grammi di marijuana e 3250 euro in contanti ritenuti provento di spaccio.  Per il ristoratore sono scattate le manette con l’accusa di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il medesimo è stato tradotto presso il carcere di Reggio Calabria a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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FED CUP: 3 a 0 e le italiane sono Campionesse del Mondo

Vince ancora la Pennetta (nella foto) e consente all’Italia di bissare il successo in Fed Cup, la Coppa Davis al femminile, dopo quello del 2006. Due dei tre punti decisivi per la vittoria sono i suoi. Evidentemente per un accordo tra le due nazionali, qualora si fosse chiusa la partita, in caso di vittoria della Pennetta con il risultato sul 3 a 0, è stato cancellato il quarto singolare tra la Schiavone e la Glatch e si è passati direttamente all’ininfluente doppio tra le coppie Errani-Vinci e Huber-King (finito anch’esso con la vittoria azzurra per 4/6 6/3 11/9 chiudendo la "due giorni" con un netto e chiaro 4 a 0 finale, n.d.r.).

Il cielo è plumbeo e si teme l’arrivo della pioggia, ma tiene anche in virtù del vento che soffia costantemente.  La Pennetta vince il primo game, sul servizio USA, e si porta dapprima sul 2 a 0 (vincendo il secondo gioco a zero) e poi sul 3 a 1. La Oudin recupera grazie ad un calo dell’italiana e si porta sul 3 a 4. Primo momento clou dell’incontro. Sul 4 a 3 per lei e sul 30/40 a favore della statunitense, la Pennetta risponde al momento difficile con un ace e poi va sul 5 a 3. Quanto carattere questa bella donzella! La Oudin vince il gioco successivo e va sul 4 a 5. La Pennetta serve per il set. Va sul 15/0 con uno splendido smash, con un ace “sporco” passa a 30 ma la Oudin reagisce con una gran palla ed un errore procurato. Sul 30 pari una palla della Pennetta su ferma sul nastro e la Oudin chiude e si porta sul 5 pari per un passante della Pennetta che termina fuori. L’italiana inzia l’undicesimo game con un gran palla difficile da giocare in determinate condizioni psicologiche (era a due passi dal set) e definibile quasi come “palla della disperazione”. La Pennetta va sul 6 a 5 grazie ad un doppio fallo al termine di un game combattuto con errori gratuiti da entrambe le parti e palline fuori di un niente. Sul 40/30 la Pennetta ha il primo set point che sfrutta al meglio grazie ad una risposta sbagliata. 7 a 5 e si passa al secondo e decisivo set. Inizia il set con il secondo momento delicato per l’azzurra. Lei al servizio sul 15/30, 1 a 0 per gli States e serve ancora un ace. Ai vantaggi riesce a pareggiare il conto portandosi sull’1 a 1. Terzo game caratterizzato da un gesto da poco fair play di una signora tra il pubblico. Sul 30/0 per gli USA, un urlo gratuito fa sbagliare l’americana che si imbestialisce ed innervosisce. Ne approfitta la Pennetta con una prova di forza che vince il game rubando il servizio e portandosi sul 2 a 1. L’italiana va sul 3 a 1 vincenzo il gioco a 0. L’americana comincia a cedere e, sul proprio servizio, va sullo 0/40 fino a perdere e finire sul 4 a 1 a suo svantaggio. La strada è ormai spianata verso la conquista della seconda Fed Cup della storia del tennis femminile italico. Se ne accorgono anche le nubi che, dopo giorni, tornano a lasciare intravedere l’azzurro quasi a voler accompagnare l’italiana sino al successo. Complice un calo di concentrazione e due eccellenti colpi della coriacea americana, quest’ultima ruba il servizio alla Pennetta e si porta sul 2 a 4. Nel successivo game, con il servizio a stelle e striscie, la Pennetta si porta sul 40/0 in proprio favore sino a raggiungere il 5 a 2 dove servirà per il set, per il match e per l’intera Fed Cup. Parte male, però, iniziando con un doppio fallo. Recupera, va sul 30/15, grazie a due errori USA, e poi sul 40/15. Due match ball. Il primo dei due finisce a rete. Il secondo è quello vincente: la Pennetta chiude un rovescio a due mani perfetto e lo stadio scoppia in una festa infinita cantando all’unisono le note altissime di “’O sordato n’ammurato”.

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FED CUP: conferenza stampa del presidente ITF Francesco Ricci Bitti

Un’ora prima del match decisivo per l’assegnazione della Fed Cup, la giornata, al villaggio tennistico reggino, si apre con la conferenza stampa del presidente della Federazione Internazionale del Tennis, Francesco Ricci Britti (nella foto mentre consegna la Fed Cup al capitano azzurro Corrado Barazzutti), che si sottopone alle domande di rito dei cronisti.  Un suo bilancio dell’evento. “Il grande sforzo delle tre entità interessate, la Regione Calabria e le due Federazioni, internazionale (ITF -International Tennis Federation) e nazionale (FIT – Federazione Italiana Tennis), è stato davvero enorme ma ha dato un eccellente risultato per il quale sono molto soddisfatto. E’ mio dovere ringraziare tutti per il successo ottenuto in questa circostanza.”

E’ giusto dire che “siamo i più forti” mancando le Williams? “Assolutamente si, chi vince è sempre il più forte. L’assenza delle due sorelle non inficia il giudizio e sbaglia chi pensa che sarà una vittoria facile per le italiane. Non bisogna togliere alcun merito alle ragazze che hanno giocato e vinto ed a quelle che giocheranno e vinceranno. Lo sport di squadra è soprattutto coesione, amicizia e legame tra chi compone la squadra stessa.” Qualche giorno fa manifestava le sue perplessità sulla scelta di Reggio Calabria quale prima sede italiana nella storia ad ospitare una finale di Fed Cup, quali erano i suoi dubbi? “Due fondamentalmente. L’abitudine e l’attitudine di questa sede ad organizzare una manifestazione del genere ed il giocare all’aperto alla fine dell’anno. Tutto è andato per il verso giusto e sapremo apprezzare gli sforzi fatti.” L’Italia nella classifica ITF? “L’Italia non è messa poi così tanto male. E’ importante avere un grande giocatore, in sostanza è meglio avere un grande giocatore che cinque buoni giocatori. Ci si può aspettare certamente di più, ma dobbiamo lavorare molto. Le ragazze sono molto più avanti dei colleghi uomini. L’Italia è sicuramente tra i primi cinque Paesi del Mondo.” Cosa pensa del tennis a livello mondiale? “Il tennis è uno sport ciclico. Negli anni ’90 comandava la Svezia, adesso la Spagna. Gli USA hanno una buona base ma ancora sono indietro.” La Pennetta si è un po’ lamentata dell’eccessiva vicinanza del Master di Bali e della finale della Fed Cup, visto che nel 2010 le cose si ripeteranno cosa pensa di fare? “Il Master era frutto di un accordo della ITF con la WTA e, nel contempo, non potevamo spostare la Fed Cup. Mi auguro che per il futuro si riesca a fare di meglio.”

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FED CUP: 2 a 0 e palla al centro

Finalmente l'attesa è finita e si gioca. Si parte con la numero 10 al Mondo contro la numero 102, sulla carta non c’è storia. Non solo sulla carta. Ci impiega poco più di un’ora di gioco la Pennetta (nella foto), n. 11 nella classifica mondiale, a battere l’americana Glatch nel primo match di questa prima giornata della Finale della Fed Cup 2009. Una partita pressoché senza storia e dominata dal primo all’ultimo palleggio. Il tempo di prendere le misure all’avversaria, e la Pennetta ha manifestato tutta la sua superiorità. Inizio primo set equilibrato fino al break sull’ 1 a 1 allorquando ha strappato il servizio alla Glatch portandosi sul 2 a 1. Break che ha dato il “la” alla vittoria del set giunta dopo averlo mantenuto e nuovamente vinto un altro break point proprio sul 4  a 3. Il secondo set è stato senza storia ed il punteggio finale lo dimostra. Al termine grandi abbracci tra tutto il team azzurro ed ovazione del pubblico reggino che per tutto l’incontro ha tifato incessantemente sostenendo la tennista pugliese.

La prima delle due giocatrici ad arrivare in sala stampa per la tradizionale conferenza post partita è la 20enne statunitense Alexa Glatch. Cosa non ha funzionato in partita rispetto a come l’aveva preparata? “Mi è venuto a mancare, soprattutto, sul servizio, la prima palla che è il mio colpo migliore, e venendomi a mancare quasi totalmente allora mi sono trovata spiazzata.” A parte ciò che le è mancato, cosa riconosce alla sua avversaria? “Flavia ha giocato benissimo, mi ha tenuta fuori dal campo, molto lontana dalla linea di fondo non dandomi così la possibilità di giocare come preferisco.”
Il tempo di una doccia e la vincente del primo match si presenta alla stampa. Come hai fatto a perderci 6/1 6/1 al Roland Garros? “Venivo da un infortunio piuttosto serio e quindi è successo anche questo.” Il tuo approccio alla partita? “Ero molto emozionata, vi dico che quasi quasi scoppiavo a piangere subito dopo l’inno nazionale.” La tua avversaria? “Sapevo che se avessi sbagliato posizione in campo, lei avrebbe potuto farmi molto male nonostante la differenza di posizione in classifica tra di noi.  Era necessario anticiparla e prendere in mano il match non dandole possibilità e spazio”. Cosa pensi di due impegni così tanto importanti come il Master di Bali e la finale di Fed Cup così tanto ravvicinati tra loro?“ E’ un peccato che siano stati programmati così tanto vicini tra di loro. Non partecipando al primo puoi perdere punti e posizioni nel ranking mondiale. Credo che dovrebbero essere un po’ più attenti nell’organizzare gli impegni a dare a noi tutte le stesse opportunità.” Hai sentito pressione attorno a te? “L’ho sentita nei giorni passati. Qui tutti ci danno già per campionesse ma io penso che abbiamo vinto solo il primo match e che ne dobbiamo vincere altri due.” Dopo l’inizio equilibrato hai giocato molto più tranquilla. “Ho giocato rilassata sul 6/3 3/1, ma ho imparato che il tennis può riservare delle sorprese e sono comunque rimasta concentrata.” Come ha influito su di te l’essere stata la prima italiana della storia ad entrare tra le prime 10 del Mondo? “E’ stato, ovviamente, un traguardo molto importante. Il mio sogno sin da quando ho iniziato da ragazzina e, se allora me lo avessero detto dove sarei arrivata, non ci avrei mai creduto.” Sei la n. 11 al mondo, sei la n. 1 in Italia, con Francesca (Schiavone, n.d.r.) come vivete questo dualismo? “Nel team queste cose non entrano, non ci sono star. Io e Francesca siamo sullo stesso piano.” Com’è il terreno di gioco? “E’ molto buono, è bellissimo. Secondo me ha troppa terra ma, in fondo, era quello che avevamo chiesto anche se pensavo che dopo una settimana di allenamenti un po’ la terra andasse via. La palla rimbalza maluccio, a dire il vero, ma questo accade sia per noi che per loro.”
Finisce qui la conferenza nel mentre la Schiavone (nella foto) (numero 16 del mondo) ha iniziato il suo match contro la Melanie Oudin, numero 42 della classifica mondiale e numero 1 degli States. Partenza annichilente dell’italiana che si porta sul 5 a 1 prima che Giove Pluvio dicesse la sua ed interrompesse la partita. Non parte benissimo la numero 16  che va sotto nel primo set addirittura per 4-2. Ma, proprio quando tutto sembrava ormai deciso, ecco arrivare l’alleato che non ti aspetti: un forte acquazzone si è abbattuto sul “Polimeni” costringendo gli organizzatori a sospendere la gara per circa un’ora e quaranta. Il tempo necessario alla Schiavone di mettere ordine in testa ed alla Oudin di perdere lo smalto iniziale. Alla ripresa del match, infatti, l’italiana riesce subito a conquistare un break e limare le distanze. Arriva anche il 4-4 e qui la Oudin, dopo aver vinto il nono game, ha la possibilità, sul 30-0 di piazzare il break e conquistare il set. Nulla da fare. La Schiavone tira fuori dal cilindro i suoi colpi migliori e per l’americana la partita è tutta in salita. Si arriva al tie-break e qui l’esperienza della tennista milanese arriva prorompente: 7-2 e tanti saluti al primo set. Il secondo è una pura formalità: la Oudin toglie il servizio alla Schiavone, che lo riconquista subito dopo. Da qui in poi è pura sinfonia azzurra: cinque games conquistati di seguito e la biondina della Georgia deve arrendersi. Di fatto, sospeso l’incontro sul 2 a 4, la Schiavone rifila un secco 6/2 6/2 all’americana e chiude come meglio non poteva un match iniziato male. Adesso l’attenzione è puntata alla giornata di domani quando la Pennetta affronterà proprio la Oudin per il match che potrebbe già consegnare alle italiane la seconda FedCup della storia.

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Empoli Reggina 2-0: tabellino e cronaca

Empoli-Reggina: 2-0. Empoli (4-3-1-2): Bassi; Vinci, Angella, Kokoszka e Tosto; Mariani, Musacci e Valdifiori (dall’81° Gulan);  Vannucch; Saudati (dall’84° antonazzo) e Coralli (dal 66° Eder). In pancina: Dossena, Cupi, Pasquato e Fabbrini. All.: Campilongo. Reggina (3-4-3): Cassano; Lanzaro, Cascione e Costa; Buscè (dall’84° Viola A.), Carmona, Morisini e Rizzato (dal 50° Barillà); Brienza, Bonazzoli e Pagano (dal 69° Missiroli). In panchina: Marino, Valdez, Capelli ed Adejo. All.: Iaconi. Arbitro: Tommasi di Bassano del Grappa. Guardalinee: Iori e Padovan. Marcatori: Marianini al 40° e Capelli al 61°. Ammoniti: Lanzaro, Buscè, Angella e Costa per gioco scorretto; Marianini e Barillà per comportamento non regolamentare. Espulsi: Antonazzo e Costa per gioco scorretto. Tiri in porta: 9-4. Tiri fuori: 10-1. Fuorigioco: 0-3. Corner: 4-6. Recupero: 0 (p.t.) e 4 (s.t.).

La cronaca. Inizia la partita ed è subito la Reggina a farsi pericolosa con Pagano. Al 3° la punta amaranto prova la percussione ma Bassi è tempestivo nell’uscita ed al 7° è lo stesso portiere empolese a deviare in angolo una sua conclusione da fuori area. Al 18° è ancora Pagano che, raccogliendo un pallone servitogli da Brienza, manda di poco fuori. E qui la Reggina si spegne e sale in cattedra l’Empoli. E’ di Musacci, al 22°, la prima conclusione empolese con il pallone che sorvola la traversa. Ci prova Kokoszka, su cornere di Vannucchi, ma il pallone termina fuori. Al 33° Cassano è bravo a respingere un tiro di Vannucchi. Al 40° l’Empoli passa. Marianini riceve da Musacci e capitalizza come meglio non può mandando di testa la palla nell’angolo basso alla sinistra di Cassano mentre Rizzato (nella foto) è ancora lì con il braccio alzato a segnalare un improbabile posizione di fuorigioco invece che marcare come si deve l’autore del goal. La partita diventa un monologo empolese che trova conferme anche nel secondo tempo. Al 61° arriva il raddoppio. Coralli con una spelndida conclusione, da destra, spedisce il pallone in porta nonostante sembrasse più un cross che una conclusione a rete. Grandi, comunque, le responsabilità di Cassano colpevolmente fuori dai pali. Il resto della gara è un vero e proprio calvario per la Reggina che ripiomba nella crisi più buia. Eder, subentrato allo stesso Coralli), colpisce la traversa ma l’occasione propizia, almeno per accorciare le distanze, arriva nel recupero. Antonazzo (da poco entrato al posto di Saudati) atterra Cascione. Rigore giusto ed espulsione per fallo da ultimo uomo. Sul dischetto va Brienza ma calcia centrale e lento. Per Bassi è un gioco da ragazzi neutralizzare e, subito, rinviare la palla in avanti per Eder che viene atterrato da Costa che rimedia anch’egli l’espulsione. Brutta Reggina, bruttissima. Il problema non è la mentalità o l’aspetto psicologico che dir si voglia. Qui è questione di uomini. E, di questo passo, anche la salvezza comincia ad assumere le sembianze di chimera.

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Reggina: un tunnel senza via d’uscita

Adesso si, giunti alla giornata numero tredici del campionato di serie B, è lecito e legittimo tracciare un primo bilancio e dichiarare ufficialmente che gli obiettivi della Reggina sono radicalmente cambiati rispetto all’inizio della stagione. Fino a qualche giorno fa, in maniera sottaciuta, quella sottile speranza di potersi nuovamente agganciare al treno play off era ancora esistente, dopo l’ennesimo scivolone proprio no, e senza mezzi termini affermiamo che questa squadra, così come la si vede oggi, avrà serie difficoltà anche a raggiungere la permanenza.Una delusione totale, una amarezza profonda.

Preso atto con il passare del tempo che quella corazzata dipinta dai più, e mettiamoci dentro anche noi, corazzata non lo è, ci saremmo quanto meno aspettati maggiore dignità nei comportamenti ed un atteggiamento decisamente più combattivo da parte di tutti. L’impeto con l’arrivo di Iaconi in panchina una illusione durata molto poco, altro che moduli e disposizioni tattiche, qui siamo di fronte ad una squadra sena carattere con zero personalità ed incapace di reagire alla prima difficoltà. Fosse solo un problema mentale, la Reggina lo avrebbe già risolto, i tre punti con la Salernitana sarebbero stati un ottimo viatico per un gruppo sempre in affanno. Ed invece no, ad Empoli gli amaranto, dopo i primi trenta minuti accettabili, hanno mostrato il volto di sempre. E cioè quello di una squadra che si scioglie davanti al primo gol preso e che non riesce in nessun modo a creare pericoli agli avversari. Far circolare bene il pallone, rimane una giocata fine a se stessa se non riesci ad arrivare mai ad una conclusione degna di nota. In quelle rare circostanze in cui questo avviene, si cicca clamorosamente così come ha fatto Pagano, capace di fallire un gol ad un metro dalla porta. I problemi sono cronici, Rizzato che dorme sul taglio di Marianini come spesso gli è accaduto in questo campionato, Cassano costantemente fuori dai pali consente a qualunque avversario di trovare sempre la giocata ed il gol spettacolare, Buscè che alterna prestazioni buone ad altre inguardabili, Bonazzoli è lì in attesa di qualcosa o qualcuno a sbattere contro difese che hanno sempre vita facile nel contrapporsi e poi Brienza, l’elemento che avrebbe dovuto fare la differenza in questo contesto di assoluta mediocrità. Il suo calcio di rigore, battuto e fallito, fotografa lo stato attuale della Reggina. Un mix di superficialità, scarsa determinazione e pochissimo carattere. Siamo sfiduciati, abbiamo cercato di sostenere la causa fino a quando ci è stato possibile e forse di più, adesso abbiamo davvero superato il limite. Questa Reggina è un vero disastro sotto tutti i punti di vista. Iaconi (nella foto) pensa si debba lavorare sul carattere, può provarci, anzi ha il dovere di farlo, ma la personalità è una cosa che si ha dentro e pur impegnandoci non riusciamo ad individuare alcun calciatore della Reggina con questa peculiarità.

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Calcio a 5: derby calcettistico

Derby calcettistico di Calabria alle porte per Cadi (nella foto Lo Gatto) e Licogest che oggi pomeriggio al PalaBotteghelle (il match avrà inizio alle ore 16) si ritroveranno di fronte come consuetudine negli ultimi anni. Le due squadre, infatti, oramai dal lontano 2005 stanno camminando di pari passo nella varie categorie di militanza. Prima la C regionale, quindi per tre stagioni la B, ora l’ancora più prestigiosa serie A\2 e chissà in prospettiva come potrà andare a finire da qui a qualche tempo per due società che senza dubbio rappresentano l’eccellenza del futsal calabro. Si ricomincia dal Botteghelle, dunque, e come al solito si annuncia una dura battaglia, prettamente sportiva si intende. In quanto a spettacolo, stesso discorso.

Si conoscono tutti, dirigenti, mister, Emo e Molluso, quest’ultimo vecchia bandiera del calcio a 5 reggino tra l’altro allenato ai tempi in cui scendeva in campo per una paio di stagioni proprio da coach Emo, agli atleti domani in campo. I vari Nelson, Soso, Alemao, sono tutti elementi che hanno calcato il glorioso parquet reggino ai tempi della massima serie e poi i reggini Alampi e Richichi. Insomma, questa Licogest sotto la maglia rossoblù nasconde un cuore amaranto. Ma veniamo alle cose di casa Cadi. Mister Emo ed il suo staff tecnico, composto da coach Angelo Princi e dal preparatore atletico Riccardo Rositani, non hanno tralasciato alcun particolare durante la settimana per preparare al meglio questo derby. Ieri, nel primo pomeriggio (14.30), è stata effettuata la rifinitura. Capitolo infortuni: niente da fare anche per questa settimana per Ricardo Lovatel. L’infiammazione agli adduttori persiste, anche se gli esami svolti dall’atleta nei giorni scorsi non hanno evidenziato niente di particolare. Lovatel, però, continua ad accusare dolore sotto sforzo e pertanto in vista della gara di domani il mister non potrà contare sulla sua preziosa opera. Al suo posto è pronto Simone Martino.
GIOVANILI. Un fine settimana pieno di impegni per il settore giovanile amaranto. L’under 21, che mercoledì scorso ha pareggiato per 0-0 con la Fata Morgana nel secondo impegno di Coppa Italia guadagnandosi così l’accesso alla seconda fase che la vedrà opposta ad una squadra siciliana (andata 11 novembre, ritorno il 25), sarà impegnata domenica mattina ad Acireale per cercare di dare continuità al successo interno di domenica scorsa a spese del Siracusa. Ma domenica è anche il giorno dell’esordio ufficiale della selezione Juniores che nel primo turno del campionato regionale, girone F, sarà impegnata sul campo della Gallinese.

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Celebrazioni della Festa dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate

Nella giornata di domenica 8 novembre 2009 si svolgeranno a Reggio Calabria le manifestazioni per la celebrazione della Festa dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate. L’8 novembre è infatti per la Regione Calabria e per la Città di Reggio Calabria la giornata conclusiva di diverse iniziative legate all’evento: il 4 novembre presso la Chiesa di San Giorgio è stata celebrata la Santa Messa in onore ai caduti e le celebrazioni solenni sono proseguite con la cerimonia militare solenne di deposizione di corone di alloro presso il Monumento ai Caduti in Via Matteotti.

Nei giorni scorsi invece in 21 Scuole della Provincia sono stati tenuti incontri tra rappresentanti delle Forze Armate e gli studenti: l’obiettivo è stato quello di illustrare il significato della ricorrenza e soprattutto fornire agli studenti il racconto e l’esperienza di militari che hanno partecipato direttamente a missioni internazionali di pace che costituiscono appunto il tema a cui è dedicata la celebrazione di quest’anno. Gli eventi inizieranno con la Cerimonia di Alzabandiera presso l’Arena “Ciccio Franco” alla presenza delle Autorità cittadine e del Comandante Legione Carabinieri coordinatore di tutti gli eventi in ambito regione e con una Compagnia in armi di militari dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che renderà gli onori alla Bandiera nella splendi,a e suggestiva cornice dell’Arena e del Lungomare Falcomatà.
A seguire si terrà un concerto della Banda della Brigata “Aosta” dell’Esercito che eseguirà marce militari e brani patriottici. Alle ore 11.00, in Piazza Indipendenza verranno proposti al pubblico alcuni atti dimostrativi: la Guardia di Finanza proporrà una dimostrazione da parte di un’unità cinofila del Comando Provinciale di Reggio Calabria, specializzata nella ricerca di stupefacenti; l’Esercito proporrà una dimostrazione di atto tattico ovvero quella che in gergo tecnico viene definita una Reazione Automatica Immediata da parte di un plotone in caso di minaccia armata. Alle ore 12,00 presso l’Arena “Ciccio Franco” la squadra agonistica di paracadutismo del 1^Reggimento Carabinieri “Tuscania” proporrà alla cittadinanza lo spettacolo suggestivo di un lancio di paracadutisti con tecnica di caduta libera con paracadute a profilo alare con arrivo nel piazzale dell’Arena. Lungo Corso Garibaldi, dalle ore 10 alle 18,00, le Forze Armate allestiranno degli Stands propagandistici ove forniranno indicazioni e informazioni sull’attività svolta da ciascuna Forza Armata: sarà prevista la proiezione di filmati illustrativi e descrittivi. In piazza Duomo, dalle ore 10 alle 18,00, verranno esposti mezzi speciali in uso alle Forze Armate: natanti, mezzi blindati impiegati in teatri di operazioni, unità cinofile, robot per la rimozione di ordigni esplosivi e mezzi impiegati dalle Forze Armate nel controllo del territorio. Presso il Teatro “Cilea”, dalle ore 10 alle 18.00, i cittadini potranno visitare una Mostra Fotografica del Fotoreporter Alessandro Digaetano sul tema delle “missioni internazionali”; con altre esperienze dell’Aeronautica e dei Carabinieri. Alle ore 16,00, in Piazza Camagna la Banda della Brigata “Aosta” eseguirà un concerto classico. Le celebrazioni si concluderanno con la cerimonia dell’Ammainabandiera alle ore 17,00 presso l’Arena “Ciccio Franco” con reparti in armi schierati. Le manifestazioni sono organizzate dal Ministero Difesa che ha inteso individuare una città per ogni Regione in cui organizzare le celebrazioni: per la Calabria è stato prescelto appunto Reggio. Ampia e sentita è stata la partecipazione di tutti gli Enti Locali: Regione e Provincia hanno accolto con grande interesse tale evento, il Comune di Reggio Calabria unitamente al Comando della Legione Carabinieri “Calabria” ha svolto un ruolo fondamentale nell’organizzazione e nella pianificazione delle manifestazioni, sentite per la città come momento importante e unico. Il Teatro Cilea, il Corso Garibaldi, il Lungomare Falcomatà e l’Arena dello Stretto forniranno una cornice suggestiva e insostituibile alle manifestazioni.

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Palmi: arresto per tentata estorsione

Prima tenta le vie legali, seppur attraverso false dichiarazioni rese nel processo istruito innanzi al Tribunale Civile di Palmi in una causa che lo vede contrapposto agli eredi Fiorillo in relazione alla proprietà di taluni beni immobili appartenuti in vita all’Avvocato G. Fiorillo di Palmi, e poi passa alle vie di fatto per ottenere ciò che la legge, almeno allo stato, non gli ha riconosciuto quale diritto.

E’ così che Speranza Giovanni (classe 1936), pensionato, originario di Palmi, deluso dall’esito del giudizio civile sui bei immobili contesi, ha ritenuto di doversi in qualche modo “farsi giustizia” da sé; da qui una serie di minacce nei confronti di Fiorillo Giancarlo, comproprietario dei beni immobili lasciatigli in eredità dal padre siti in località Petrosa di Palmi; inoltre, dalle parole si è passati ai fatti consistiti in una serie di incendi appiccati al fabbricato interessato dai lavori ed alle sue pertinenze in un’escalation che ha portato alla completa distruzione del manufatto in questione, con l’ulteriore implicita intimazione al Fiorillo di rinunciare al proprio diritto di proprietà consistente nell’asportazione del cartello affisso in occasione dell’inizio di esecuzione dei lavori e nel  taglio dell’allaccio alla conduttura idrica. Non ultimi i messaggi trasversali inviati al Fiorillo finanche attraverso gli operai della ditta esecutrice dei lavori di ristrutturazione. A porre fine alla vicenda sono stati i Carabinieri della Sezione di PG presso la Procura della Repubblica di Palmi che, attraverso la capillare ricostruzione degli eventi, hanno consentito alla Procura della Repubblica di avanzare una richiesta di misura cautelare nei confronti dello Speranza. La tesi del PM è stata accolta dal GIP che ha applicato a Speranza Giovanni la misura della custodia cautelare in carcere per i delitti di tentata estorsione continuata e minacce. Speranza veniva tratto in arresto dai militari della Compagnia Carabinieri di Palmi nelle prime ore della mattinata odierna e condotto presso il carcere di Palmi a disposizione dell’A.G..

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FED CUP: conferenza stampa della nazionale italiana

Questo pomeriggio tradizionale appuntamento con la stampa per la nazionale di tennis giunta alla vigilia del sorteggio di domani a Palazzo “Campanella” e a meno di 48 ore dall’esordio in campo per la Fed Cup (nella foto) 2009. Presenti e disponibili a rispondere alle domande dei reporter le quattro tenniste azzurre (Roberta Vinci, Sara Errani, Flavia Pennetta e Francesca Schiavone) ed il loro capitano Corrado Barazzutti (nella foto).

Pennetta, lei di recente ha rilasciato delle dichiarazioni in cui affermava che non fosse corretto disputare due grandi eventi tennistici femminili a distanza di così poco tempo, perché? “Perché preferisco rinunciare e perdere magari un montepremi più alto, ma giocare per il mio Paese.”
Schiavone, il campo su cui giocherete sabato e domenica corrisponde alle vostre esigenze? “Abbiamo chiesto un campo di terra battuta lento perché credo che non abbiamo la forza per tenere testa alle statunitensi su un campo veloce. Il terreno dove ci stiamo allenando mi sembra piuttosto buono.”
Pennetta, le sue condizioni fisiche come sono? “Mi sono ripresa ed adesso sto bene, credo di poter giocare un buon tennis.”
Schiavone, e lei? “Mi sento in ottima forma. Sono contentissima di chiudere il mio anno tennistico qui con la finale di Fed Cup. Sto giocando bene e sono soddisfatta di aver vinto un set contro Flavia (Pennetta, n.d.r.) durante le partite di allenamento”.
Barazzutti, l’assenza delle sorelle Williams può avvantaggiare la sua squadra? “Onestamente non m’importa un granché che non ci siano Venus e Serena Williams. Gli USA sono arrivati a questa finale con le giocatrici che ci troveremo di fronte sabato e domenica (Vania King, Alexa Glatch, Liezel Huber e Melanie Oudin, n.d.r.) e non con le due sorelle assenti. Quello che sappiamo è che soprattutto le mie ragazze dovranno essere molto concentrate.”
Pennetta, lei che ne pensa a tal proposito? “Ha perfettamente ragione il nostro capitano. Il fatto che le Williams non ci siano non deve rilassarci. Gli USA hanno delle giocatrici giovani e brave e se sono qui come noi un motivo ci sarà, no?”
Barazzutti, ha deciso quali saranno le due singolariste? “Si, certo. Ma non lo dico!”
Pennetta, la sua non perfetta forma del passato l’ha condizionata? “Nonostante non sia stata in piena forma, non hai mai rinunciato ai tornei ed alle sfide che dovevo sostenere, Roland Garros compreso.”
Vinci, un suo pronostico? “Preferisco vincere 3 a 0 e chiudere la pratica.”
Pennetta, lei è diventata famosa non solo per le gesta tennistiche che l’hanno portata ad essere le n. 10 del mondo, ma anche per le apparizioni in tv , una su tutte l’intervista alle Iene. L’ha cambiata questa cosa? “Onestamente credo che l’abbiate vissuta più voi questa cosa che io. Quando sono arrivata al n. 10 della classifica mondiale ero negli USA e non mi sono accorta di nulla. Invece l’ho sentita molto di più appena rientrata a Brindisi dove hanno organizzato una festa in mio onore.
Barazzutti, avere in nazionale due giocatrici del Sud (la Vinci è di Taranto e la Pennetta, appunto, di Brindisi, n.d.r.) significa che, a parte le infrastrutture un po’ carenti, anche al Sud ci sono dei talenti. “Non è questione di infrastrutture, diciamo che è un ottimo periodo per la Puglia tennistica.”
Barazzutti, il capitano della nazionale USA (Mary Joe Fernandez, n.d.r.) ha detto che ha sostituito le sorelle Williams in maniera più che dignitosa. Chi temete della squadra avversaria? “Ripeto quello che ho detto prima. Le ragazze statunitensi sono esattamente coloro che hanno conquistato la finale per cui dobbiamo stare concentratissimi e pensare solo a loro e non a chi ci poteva essere e non c’è.”
La “due giorni” della finale della Fed Cup si preannuncia spettacolare sotto ogni punto di vista. Le nazionali di Italia e USA sono giunte a questa finale al termine di un percorso iniziato esattamente 9 mesi addietro, il 7 e 8 febbraio scorso, allorquando batterono al primo turno rispettivamente la Francia per 5 a 0 e l’Argentina per 3 a 2. Il 25 e 26 aprile le semifinali con l’Italia che sconfisse la Russa (vincente al primo turno contro la Cina per 5 a 0) per 4 a 1 e gli USA che batterono la Repubblica Ceca (al primo turno vittoriosa sulla Spagna per 4 a 1) con ancora il punteggio di 3 a 2. Statisticamente, quindi, meglio il cammino dell’Italia di Barazzutti che arriva a questa finale avendo vinto 9 incontri su 10 rispetto agli USA che di incontri ne hanno vinti 6 e persi 4. Sarà un grande spettacolo, quindi, e Reggio saprà di certo rispondere “presente” a questo grande evento. Sono previsti pullman e carovane provenienti da ogni dove, scopriremo sabato se sulle tribune del maestoso impianto messo su in pochi giorni al Circolo del Tennis “Rocco Polimeni” ci sarà anche una rappresentanza americana.

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San Procopio: assessore arrestato per detenzione illegale di arma

La scorsa notte i carabinieri della compagnia di Palmi, impiegati in una capillare azione di controllo straordinario del territorio (protrattasi sino alla tarda mattinata odierna), nel corso della quale sono state fermate ed identificate numerose persone e mezzi, perquisite abitazioni e luoghi frequentati da pregiudicati, hanno arrestato a San Procopio Scutellà Rocco (nella foto) – classe ‘81-  per il reato di detenzione abusiva arma clandestina.

L’arma, abilmente occultata all’interno del Circolo privato AICS, ubicato nella centrale via Roma gestito dallo Scutellà, è una pistola semi automatica in calibro 7,65 (nella foto) con matricola abrasa, perfettamente oleata e funzionante, completa di serbatoio e 7 cartucce dello stesso calibro. Lo Scutellà, che riveste anche la carica di Assessore ai Lavori Pubblici al Comune di San Procopio,  veniva tratto in arresto e messo a disposizione dell’ Autorità Giudiziaria dovrà rispondere di ricettazione e detenzione illegale di arma clandestina e munizioni.

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(segue) Sponsor: dal fattore sportivo alla strategia aziendale

STAGIONE 1987/88

                                                                              

Società

Jersey Sponsor

1

Ascoli

Micromax

2

Avellino

Dyal

3

Cesena

Orogel

4

Como

Mita

5

Empoli

Sammontana

6

Fiorentina

Crodino

7

Inter

Misura

8

Juventus

Ariston

9

Milan

Mediolanum

10

Napoli

Buitoni

11

Pescara

Cassa Risparmio Pescara e L’Aquila

12

Pisa

Saeco

13

Roma

Barilla

14

Sampdoria

Phonola

15

Torino

Sweda

16

Verona

Ricoh

 

 

STAGIONE 1997/98

 

Società

Jersey Sponsor

1

Atalanta

Somet Telai Tessili

2

Bari

GIO.BI. Trasporti

3

Bologna

Granarolo

4

Brescia

Ristora

5

Empoli

Sammontana

6

Fiorentina

GiG Nintendo

7

Inter

Pirelli

8

Juventus

Sony Minidisc

9

Lazio

Cirio

10

Lecce

Banca del Salento

11

Milan

Opel

12

Napoli

Polenghi

13

Parma

Parmalat

14

Piacenza

15

Roma

Ina Assitalia

16

Sampdoria

Daewoo

17

Udinese

Atreyu International

18

Vicenza

Pal Zileri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

STAGIONE 2007/08

 

Società

Jersey Sponsor

1

Atalanta

Sit-In Sport/ Daihatsu

2

Cagliari

Tiscali/Sky

3

Catania

Energia Siciliana/Cesame

4

Empoli

Navigare/Computer Gross

5

Fiorentina

Toyota

6

Genoa

Eurobet

7

Inter

Pirelli

8

Juventus

New Holland

9

Lazio

So. Spe*

10

Livorno

Gruppo CARIGE Banca e Assicurazioni

11

Milan

Bwin

12

Napoli

Lete

13

Palermo

Pramac Group

14

Parma

Kome/Il Granchio

15

Reggina

Gicos

16

Roma

Wind

17

Sampdoria

Erg

18

Siena

Banca Monte dei Paschi di Siena

19

Torino

Reale Mutua/Beretta

20

Udinese

Gaudì

 

STAGIONE 2008/09 – valori stimati

 

Società

Jersey Sponsor

Valore in EURO

Sponsor Tecnico

1

Atalanta

Sit-In Sport/ Daihatsu*

800mila/500mila

Erreà

2

Bologna

in trattativa

Macron

3

Cagliari

Fiscali/SKY*

1,2mln/600mila

Macron

4

Catania

Energia Siciliana/Provincia di Catania*

800mila/200mila

Legea

5

Chievo

Banca Popolare di Verona

650mila

Lotto

6

Fiorentina

Toyota

4,5mln

Lotto

7

Genoa

Eurobet

1mln

Asics

8

Inter

Pirelli

7mln

Nike

9

Juventus

New Holland

11mln

Nike

10

Lazio

Groupama (derby)

 

Puma

11

Lecce

Salento d’amare/Lachifarma*

900mila

Asics

12

Milan

Bwin

10mln

Adidas

13

Napoli

Lete

5,5mln

Diadora

14

Palermo

BetShop (ultime gare)

Lotto

15

Reggina

Gicos/Regione Calabria*

700mila/300mila

Onze

16

Roma

Wind

6mln

Kappa

17

Sampdoria

Erg/Airone***

3mln/650mila***

Kappa

18

Siena

Montepaschi

7,1mln

Umbro

19

Torino

Minolta**/Reale Mutua*

-/1,65mln

Kappa

20

Udinese

Lotto**

Lotto

VALORE ECONOMICO COMPLESSIVO

64,15 mln

 

* Secondo sponsor di maglia

** Sponsor  in cessione temporanea (prima giornata di campionato);

*** Sponsor per le gare di Tim Cup e di Uefa Cup;

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Sponsor di maglia: dal fattore sportivo alla strategia aziendale (continua nello sport)

Quando Maurizio, amico prima e direttore de “ilreggino.news” dopo, mi ha richiesto di approfondire sul suo nuovo periodico online argomenti che potessero trattare lo sport in un modo “differente” rispetto ai tradizionali concetti tecnici-sportivi che, peraltro, con professionalità vengono curati anche in questo nuovo strumento di informazione da illustrissimi giornalisti, mi è sembrato necessario sottoporre al lettore l’opportunità di osservare fenomeni sportivi dal punto di vista della comunicazione e del marketing che avessero anche dei riscontri sul territorio di riferimento. In un panorama di media, strumenti di comunicazione e strategie di marketing sempre più aggressive e sempre meno “above the line”, lo sport si sta velocemente ricavando un suo spazio come vero e proprio media autonomo.

Lo sport è, difatti, lo “spazio” di comunicazione che meglio riesce a rappresentare, trasmettere e, quindi, associare al brand valori, sensazioni ed emozioni. E’ questo che le Aziende ed anche gli Enti hanno bisogno di inserire nelle loro moderne strategie di marketing e comunicazione.
Solo lo spettacolo sportivo riesce a mettere davanti al monitor di un’abitazione, seduti sugli stessi seggiolini del Granillo o semplicemente a passeggiare sul Corso Garibaldi il bambino di 6 anni ed il bisnonno che di anni ne ha solo 99. Nessun altro argomento di discussione è in grado di coinvolgere la maggiorparte delle persone che si trovino a parlarne con una probabilità così alta di riscontrare una “pseudo-competenza” sull’argomento in tutti.
Questo è lo sport: un fenomeno che ha la dimensione del fenomeno sociale, tanto da esser ormai stabilmente inserito dalle Amministrazioni Pubbliche nel novero delle politiche sociali e dalle Aziende nel proprio Bilancio come voce di Responsabilità Sociale. Ma questo, forse, è anche troppo per la nostra città.
Ma vi starete domandando cosa c'entri con “Il Reggino” e con Reggio Calabria tutto ciò. Eppure, qualcosa da ricondurre al nostro territorio ci sarà pure, se è vero come è vero che la Regione Calabria investe sostanziali somme nella nazionale di calcio per promuovere il proprio territorio sia a bordo campo in occasione delle gare che attraverso spot con un attore-calciatore in qualità di calabrese doc quale Gennaro Gattuso. Se, invece, volessimo essere come la denominazione di questo strumento di informazione “Reggini” potremmo ricordare che sono solo di pochi giorni fa le notizie che IPAC (azienda di Cittanova che opera nel settore dell’acciaio) e LIOMATIC (azienda perugina specializzata nella distruzione di food and beverage) appaiono sulle maglie di alcuni club storici della città quali, rispettivamente, la Reggina Calcio e la Viola.
Motivazioni di riconoscimento sul territorio al fine di incrementare la vendita dei propri prodotti o entrare in contatto con ambienti politici ed istituzionali potrebbero essere solo alcune delle possibili motivazioni di tali scelte strategiche. Ma questo non ci è dovuto sapere.  
La Reggina per le prime giornate di campionato in Serie B Tim non ha avuto alcun jersey sponsor ma, solo da poche giornate, ha scelto di offrire la propria maglia ad alcune aziende interessate ad essere visibili sulla stessa legando il proprio brand con quello del club amaranto. Tale scelta, causerà una minore ricordabilità ma offrirà a molti di fregiarsi di un’opportunità unica di essere sulla maglia del club della propria provincia che per molti anni di è “battuta” sui campi del più bello e difficile campionato del mondo. La Viola Basket, invece, si propone nuovamente come una realtà sportiva con ambizioni di alto livello e la scelta della Liomatic di legarsi alla società reggina probabilmente è un chiaro segnale di accreditamento sul territorio finalizzato alla diffusione dei propri distributori in città.
Proprio in tale ottica ho scelto di approfondire il contesto nazionale e mondiale delle “jersey sponsorship” in modo da provare interpretare le altre motivazioni economiche, sociali e di immagine che sottostanno alle scelte delle aziende che preferiscono questo ad altri mezzi di comunicazione. Nel caso della sponsorizzazione della maglia, acquisire la qualifica di “Jersey Sponsor” significa soprattutto creare e/o utilizzare il plus-valore emozionale del team o del sistema sportivo di riferimento a favore della marca o dell’azienda, avvalendosi del concetto secondo il quale lo sport è per sua natura generatore di emozioni e valori.
A livello europeo, nel martedì di Champions League appena trascorso non può non essere balzato agli occhi anche dei meno attenti che il Real Madrid non ha giocato con la solita camicetta blanca in cui è sempre presente BWIN. Infatti, come peraltro già accaduto in occasione della splendida impresa del Bernabeu in cui il Milan, in quell’occasione scese in campo con una “nuova scritta” sulla maglia (Bwin.com) e nella gara di ieri, invece, i blancos hanno indossato una maglia con un prodotto della Bwin, appunto, Bwin.com, il loro sito. Tale cambio si è reso obbligatorio a causa del regolamento UEFA che vieta a due squadre di scendere in campo con lo stesso sponsor sulle divise e che una, quella in trasferta, deve cambiare il proprio brand con quello di un prodotto della azienda partner. Questo ci fa capire come se ancora ce ne dovesse esser bisogno che la maglia non è solo un gadget che da bimbi tutti vogliamo ma anche uno strumento di comunicazione eccezionale.
A livello nazionale, invece, pochi tifosi, probabilmente, sono a conoscenza che sia la compagine rossonera di Milano che quella bianconera della Juventus di Torino allo scadere della stagione agonistica 2009/2010 vedranno cambiare i brands sulle maglie dei loro beniamini.
I professionisti del settore, probabilmente ben informati, ipotizzano che il colosso emiratino Emirates, durante il ritiro invernale del Milan negli Emirati Arabi Uniti sveli il contenuto economico e temporale dell’accordo ed a seguire anche il club di Torino percorrerà la stessa strada.
Dal 1999 ad oggi il valore delle sponsorship di maglia dei primi 6 campionati europei di calcio si è praticamente raddoppiato. Un incremento notevolissimo grazie anche all’entrata di nuovi attori nel mondo del calcio a partire dalle societa’ di betting on line e alle multinazionali che operano nel mondo dell’energia. La maglia delle squadre di calcio, dunque, è sempre più oggetto di attenzioni da parte di grandi aziende e brand famosi, per il potere evocativo e mediatico rappresentato dal fenomeno calcistico. Le sponsorizzazioni sportive e quelle calcistiche in particolare, rappresentano, sia un importante strumento di comunicazione aziendale, sia di marketing mix, ovvero, l’insieme dei fattori utilizzati per posizionare al meglio il prodotto sul mercato. La jersey sponsorship è stata per lungo tempo ancorata al fattore sportivo o fattore S, inteso come improgrammabilità ed aleatorietà del risultato sportivo.
L’efficacia di una simile sponsorizzazione era, in passato, esclusivamente riconducibile alla visibilità sulle maglie, ottenuta per effetto di momenti storico – sportivi rilevanti per il club/sponsee, in termini di vittorie e/o per la presenza di grandi campioni.
Oggi, invece, si è passati a vere e proprie strategie aziendali, sempre più svincolate dal risultato sportivo, che mirano, all’aumento della ricordabilità spontanea dello sponsee, misurato dal ROI, allo sviluppo di attività di contatto collaterali alla sponsorizzazione [Eventi/Tournè in Paesi “obiettivo” per lo sponsee], ed infine, all’acquisizione di diritti specifici, legati alla titolazione dello stadio, del centro allenamento o altro.
Le aziende decidono di legare la loro brand image alle società di calcio che ritengono essere, strategicamente, ottimi veicoli commerciali. Il Jersey sponsor utilizza il seguito a livello mediatico dei loro fan-base di cui i team di calcio e/o l’intero sistema godono, al fine di centrare il target group desiderato. Ma l’esposizione di sponsor sulle maglie non è rimessa alle scelte di marketing delle società di calcio, essendo regolata, per le competizioni nazionali, dalla Lega Calcio Professionisti (Serie A), con il “Regolamento delle divise da giuoco”. Il Regolamento, in particolare, stabilisce che la pubblicità dello sponsor è consentita nella parte frontale della maglia e la superficie occupata non può essere superiore ai 250 cmq. Non è possibile, inoltre, per i team esporre lo sponsor su maniche, retro e colletto della maglia da giuoco oltre ai pantaloncini e calzettoni, mentre le società possono utilizzare sponsor diversi per ogni gara e a più società è consentito di utilizzare il medesimo sponsor.
Dunque, sponsorizzare una maglia di calcio significa soprattutto creare e/o utilizzare il plus – valore emozionale del team o del sistema calcio a favore della marca o dell’azienda, avvalendosi del concetto secondo il quale lo sport è per sua natura generatore di emozioni e valori.

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XXV Mediterranean Cup: vince il marsalese Massimo Attinà

Chiude i battenti la XXV edizione della Mediterranean Cup: ad aggiudicarsela, quest’anno, è stato Massimo Attinà del circolo Canottieri Marsala, che ha gareggiato nella classe Optimist juniores. Accanto a lui, sul podio dei vincitori, sono saliti, per la classe Optimist cadetti, il reggino Ugo Pace del Circolo Velico Reggio (nella foto con il presidente del Circolo Carlo Colella) e, per la classe Laser 4.7, il maltese Tommas Zammit Tabona.

Ma a vincere, sopra tutti, è stato il Circolo Velico Reggio, guidato dal presidente Carlo Colella, che, ancora una volta, ha saputo regalare alla città una manifestazione entusiasmante, incassando un duplice risultato: successo di pubblico, sempre numeroso nella tre giorni in riva allo Stretto, e di federazioni sportive, che hanno vissuto l’edizione 2009 con un vigore straordinario e nessun risparmio di energie. “Fare regate a Reggio Calabria – ha sottolineato, durante la premiazione, il presidente della federazione maltese, Anna Rossi – è un piacere che si rinnova continuamente: il campo di regata è unico, difficile e affascinate. Sarà una gioia partecipare alla prossima edizione”. Ritorna a casa soddisfatta, non troppo per il risultato, ma per “l’ottimo servizio di assistenza e posa del campo di regata” ad opera dello staff del Circolo Velico Reggio, anche la delegazione greca.
CLASSIFICHE FINALI
Optimist cadetti:
1) Ugo Pace (Circolo Velico Reggio) punti 6; 2) Ugo Zanardi (Punta Piccola Agrigento) 13; 3) Vincenzo Cassi (Circolo tennis e vela Messina 18; 4) Thomas Bonello Ghio (Malta) 20; 5) Mattia Ricci (Circolo Nautico Pescara) 26; 6) Sofia Kotsoni (Naok Grecia) 33; 7) Spyros Triantos (Naok Grecia); 8) Davide Lavafila (Tennis e vela Messina) 36; 9) Alfredo Amato (Circolo Nautico Augusta) 36; 10) Renato Di Gangi (Punta Piccola Agrigento) 48.
Optimist juniores: 1) Massimo Attinà (Canottieri Marsala) 20; 2) Giacomo Ferrari (GDV LNI Ostia) punti 26; 3) Edward Fleri Soler (Malta) 27; 4) Fabio Asaro (Punta Piccola Agrigento) 55; 5) Simone Rotili (GDV LNI Napoli) 60; 6) Francesca Noè (Tennis e vela Messina) 76; 7) Paolo Lachi (GDV LNI Pescara) 79; 8) Francesco Genna (Canottieri Marsala) 79; 9) Nicola Radano (GDV LNI Napoli) 80; 10) Oliviero Bianchi (GDV LNI Ostia) 85.
Laser 4.7: 1) Tommas Zammit Tabona (Malta) punti 11; 2) Marco Traversa (GDV LNI Monopoli) 16; 3) Samuele Tarantino (Circolo Velico Reggio) 22; 4) Ella Fleri Soler (Malta) 29; 5) Sacha Ruffo (Circolo Velico Reggio) 31; 6) Francesco Ielo (Circolo Velico Reggio) 37; 7) Giovanni Giordano (Circolo Velico Reggio) 43; 8) Bruno Barreca (Circolo Nautico Reggio) 48; 9) Carlo Delfino (Velica Pasquale Chilà) 46; 10) Demetrio Morabito (Circolo Velico Reggio) 51.

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Reggina Salernitana 3-1: i commenti dei tifosi

Buona la prima, cosi ci verrebbe da dire, per l'esordio vincente al Granillo del neo tecnico Iaconi. Una Reggina bruttina nel primo tempo, ma cinica a concretizzare al massimo le palle goals avute. Una vittoria che da ossigeno e che, allo stesso tempo, calma un pò l'ira dei tifosi amaranto, delusi dall'avvio di stagione. Morale della favola, gli sfoghi telefonici dei tifosi nel corso della trasmissione di Touring 104 “Talk Sport”, tardano ad arrivare, ma non per questo mancano.

I primi due interventi, però, giungono dal Nord. Il nostro caro fedele ascoltatore dottor Bandiera che chiama dalla lontana Treviso, esordisce con una battuta, "Ma doveva arrivare un pizzico di freddo per far risvegliare la Reggina"? Mettendo da parte la facile ironia, il radioascoltatore trevigiano è contento della prova dei ragazzi e si augura un filotto di vittorie per raggiungere al più presto la zona play off, sperando poi nel mercato di gennaio. Le telefonate “nordiste” continuano con Demetrio che ci ascolta da Milano. Dice: "Sono dispiaciuto per l'ennesimo goal preso, ma sono contento perche finalmente segnamo in contropiede. La Salernitana comunque è una squadraccia ed ha facilitato di molto il compito della Reggina. Infine concludo dicendo che il Torino, se attaccato, dimostra tutti i suoi limiti e da il peggio di sè". Angelo invece chiama da Reggio ed inizia la sua discussione criticando Cassano. "Secondo me se avessimo avuto un altro portiere, avremmo avuto qualche punto in più in classifica. Lasciando stare la Reggina, ho visto l'anticipo Cittadella-Padova ed i calciatori correvano a mille. Questo mi preoccupa perché noi abbiamo un centrocampo lentissimo e se svessimo giocato contro una di queste due squadre avremmo perso sicuro". Giuseppe chiama da Reggio e ci ascolta sempre, in particolare nel dopo partita. Le sue parole: "Mi piace Iaconi, è un buon tecnico, mi piace anche come si pone nelle interviste post gara. La Società ha fatto bene a cambiare, il progetto di Novellino è fallito e lui si e' sempre dimostrato presuntuoso nelle scelte, in particolare nello schierare sempre il solito modulo". “Talk Sport” del post gara di Reggina-Salernitana non è soltanto interventi dei tifosi, ma due sorprese telefoniche hanno arricchito il pomeriggio radiofonico. Prima Ivan Franceschini, indimenticato difensore amaranto, attualmente senza contratto, ma reggino d'adozione per aver sposato una bellezza nostra concittadina. "Mi farebbe molto piacere tornare a giocare a Reggio" esordisce cosi Ivan (ma giusto ieri si è accasato a Cesena, n.d.r.). "Mi sto allenando presso la scuola calcio di Ciccio Cozza, ma per adesso non ho avuto contatti con la Società di Foti. In estate sono stato vicino al Cesena (appunto, n.d.r.), ma, anche in serie A, al Chievo, salvo poi non concretizzarsi niente. Speravo di restare a Torino, dove ho fatto bene, ma sono rimasto a piedi e questo mi dispiace molto". Dopo Franceschini, la trasmissione chiude in bellezza  raggiungendo telefonicamente Ciccio Cozza, altro grande ex amaranto. Ciccio spende parole bellissime verso il popolo della Reggina. "Ho tanto rispetto verso questo grande pubblico. Un pubblico cosi non è facile da trovare in Italia". Cozza parla anche del match contro la Reggina: "Abbiamo fatto un buon primo tempo, poi il valore della Reggina è uscito fuori ed ha fatto tre goal. Spero che la Reggina possa uscire fuori da questa situazione e lottare fino all'ultimo per la Serie A. Il popolo di Reggio si merita la massima serie".

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Reggina: una vittoria tonificante

Una vittoria tonificante, si spera pure possa essere rigenerante. Per una Reggina ancora sulle gambe e mentalmente frenata dal brutto avvio di stagione. Quanto sia servito a livello psicologico il successo sulla Salernitana lo scopriremo già a partire dalla prossima partita, quella di venerdi sera con l’Empoli, almeno nell’approccio al match e nel comportamento della squadra in campo. Intanto torna utile a migliorare una classifica ancora precaria, con la speranza che si riesca a trovare quella continuità di risultati utile a tirarci fuori dalle sabbie mobili della graduatoria.

Lo abbiamo detto tutti, non è stata una Reggina brillante, anzi, nei primi trenta minuti tutt’altro. Ancora incapace a creare situazioni pericolose con una certa continuità e poco efficace in fase offensiva dove il solo Cacia, è stato servito poco e male. Questo camuffato 3-4-3, al momento, ha dato più segnali positivi in difesa ed in mezzo al campo, piuttosto che in zona gol, ma è già un buon passo in avanti rispetto al nulla di qualche settimana fa. Impossibile negare che comunque, il complesso, ha mostrato segnali di ripresa per esempio nella circolazione della palla, nel movimento degli uomini senza la stessa e nella copertura degli spazi. Anche a Lecce si meritava decisamente di più, anche il pari avrebbe fatto gridare allo scandalo, è arrivata addirittura una sconfitta. Contro la Salernitana si è giocato in maniera più accorta, più contratti nella primissima parte, ma finalmente cinici nelle poche occasioni da gol che si sono create. Continua a mantenere, e fa bene, il profilo basso mister Iaconi, lui che conosce benissimo la categoria e le insidie che nasconde. Le esperienze tra l’altro recenti vissute da società e squadra con il fallimento momentaneo dei tanti proclami fatti, spinge ad una maggiore cautela. Si vive alla giornata, a piccoli passi e magari senza neppure guardare la classifica. Diamo adesso qualche numero della giornata che si è giocata e che riguarda la Reggina ed i suoi protagonisti. Per Cascione, dopo tre anni di militanza con la maglia amaranto, è il suo primo gol, pensate in serie B non segnava dal 19.12.2006. Prima rete con la Reggina anche per Buscè (nella foto con Cacia), 25 quelle in totale nella sua lunga carriera. Quella con la Salernitana è stata la partita numero 660 della Reggina in serie B, 750 i punti totalizzati, con 209 vittorie, 258 pareggi e 193 sconfitte. Brienza, sabato scorso, ha toccato quota 60 presenze con la Reggina, per Cacia, invece sono state 100 le partite in cadetteria.

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Calcio a 5: la V^ giornata in breve

Il doppio confronto previsto per la quinta giornata di campionato che vedeva di fronte il C.S. Giovanile e lo SportFive Putignano opposte alle due calabresi Licogest Vibo e Cadi Reggio Calabria, termina in  pareggio. La Cadi Reggio Calabria conquista un punto d’oro nei minuti finali, quando coach Emo decide di optare per il portiere di movimento. Scelta più che azzeccata infatti i reggini giungono al pareggio a pochi minuti dal termine grazie alla rete di Marcianò.

La Cadi subisce la rete dei pugliesi ad inizio secondo tempo, l’autore è Zerbini che sfrutta l’unico errore difensivo dei reggini. Conquistato il pareggio, la Cadi sfiora anche la vittoria, ma la sirena che decreta il triplice fischio finale ferma Durante lanciato a rete. Non è andata bene alla Licogest Vibo che regala i tre punti al forte Putignano. Vibonesi in partita fino al minuto 19, quando in 35 secondi i calabresi subiscono ben tre reti. Nel secondo tempo reazione di Nelsinho e compagni che non riescono a ribaltare il risultato anzi subiscono ancora gli attacchi dei pugliesi per il definitivo 2 a 5. Per la sesta giornata di campionato, al Pala Botteghelle di Reggio Calabria, andrà in scena l’attesissimo derby tra Cadi e Licogest, il primo in serie A.

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XXV Mediterranean Cup: Reggio applaude, Malta vince

Successo di pubblico nella seconda giornata della XXV Mediterranean Cup di vela che, nelle acque antistanti il lungomare di Reggio Calabria, sta regalando un suggestivo spettacolo di sport e natura. In una domenica di sole, che ha annoverato persino qualche bagnante, protagonisti di questa penultima prova dell’evento, che da un quarto di secolo è il fiore all’occhiello del Circolo Velico Reggio, sono stati i reggini sugli “spalti” e Malta sul campo di regata. Le sette gare in programma oggi sono iniziate in ritardo rispetto al previsto per l’assenza di vento nella mattinata.

I centoquattro velisti hanno preso il via alle ore 12, finalmente con una buona condizione di regata (vento da Nord a 7,5 nodi), per tagliare il traguardo alle 16. La rappresentativa maltese, guidata dal presidente federale Anna Rossi e dal vice Peter Dimech, si è messa in evidenza con il quindicenne Tommas Zammit Tabona. Il giovane Laser 4.7 ha riportato tre vittorie nelle tre prove di oggi balzando, così, in testa alla classifica generale davanti a Marco Traversa (GDV LNI Monopoli) e ad Ella Fleri Soler (Malta). Nella categoria Optimist juniores è stato ancora Giacomo Ferrari a dominare la classifica, con 8 punti, davanti al palermitano Mass Attina (Canottieri Marsala) ed al maltese Edward Fleri Soler. Reggino, infine, il primato nella categoria cadetti della Optimist con Ugo Pace (Circolo Velico Reggio) primo, con 8 punti, davanti al messinese Vincenzo Cassi (Tennis e vela Messina) ed al giovane agrigentino Ugo Zanardi (Punta Piccola San Leone, Agrigento). Domani giornata conclusiva della manifestazione con partenza alle ore 11. Nel tardo pomeriggio, al Lido Comunale reggino, la cerimonia di premiazione.
CLASSIFICHE GENERALI
Optimist cadetti:
1) Ugo Pace (Circolo Velico Reggio) punti 8; 2) Vincenzo Cassi (Circolo tennis e vela Messina) 17; 3) Ugo Zanardi (Punta Piccola Agrigento) 20; 4) Thomas Bonello Ghio (Malta) 20; 5) Sofia Kotsoni (Naok Grecia) 28; 6) Alfredo Amato (Circolo Nautico Augusta) 30; 7) Mattia Ricci (Circolo Nautico Pescara) 30; 8) Spyros Triantos (Naok Grecia) 36; 9) Renato Di Gangi (Punta Piccola Agrigento) 43; 10) Fabio Scattareggia (NIC Catania) 51.
Optimist juniores: 1) Giacomo Ferrari (GDV LNI Ostia) punti 8; 2) Mass Attina (Canottieri Marsala) 14; 3) Edward Fleri Soler (Malta) 15; 4) Simone Rotili (GDV LNI Napoli) 38; 5) Francesca Noè (Tennis e vela Messina) 42; 6) Fabio Asaro (Punta Piccola Agrigento) 42; 7) Oliviero Bianchi (GDV LNI Ostia) 48; 8) Francesco Genna (Canottieri Marsala) 57; 9) Luigi Tribulato (Nic Catania) 57; 10) Paolo Lachi (GDV LNI Pescara) 60.
Laser 4.7: 1) Tommas Zammit Tabona (Malta) punti 7; 2) Marco Traversa (GDV LNI Monopoli) 9; 3) Ella Fleri Soler (Malta) 17; 4) Samuele Tarantino (Circolo Velico Reggio) 18; 5) Sacha Ruffo (Circolo Velico Reggio) 22; 6) Francesco Ielo (Circolo Velico Reggio) 27; 7) Giovanni Giordano (Circolo Velico Reggio) 29; 8) Bruno Barreca (Circolo Nautico Reggio) 33; 9) Carlo Delfino (Velica Pasquale Chilà) 46; 10) Demetrio Morabito (Circolo Velico Reggio) 51.

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Il cordoglio dei Giornalisti dell’UCSI Calabria per la scomparsa della mistica di Paravati

E’ morta Fortunata Evolo (nella foto), al secolo Natuzza. “E il dolore è grande per tutti noi – commenta il presidente dell’Ucsi Calabria, Carlo Parisi, dopo aver appreso la notizia della scomparsa della mistica – pur nella consapevolezza che Natuzza ci lascia in dono una preziosa eredità: quella fede incrollabile in Dio e nella Madonna, di cui è stata umile testimone per tutta la vita”.

Un’umiltà vera, ma piena di forza che ha saputo dare conforto a migliaia di persone e che “ho avuto il privilegio di constatare personalmente – racconta Parisi – nei numerosi incontri avuti con Natuzza: posso testimoniare, come già hanno fatto e continuano a fare i suoi tanti figli sparsi nel mondo, che nella semplicità dei suoi gesti e delle sue parole si è sempre palesata una risposta. O meglio la risposta che ognuno cercava, rivolgendosi a lei”. Alla mistica di Paravati, scomparsa all’età di 85 anni, lo stesso Parisi aveva consegnato ad honorem la tessera numero 1 dell’Unione Stampa Cattolica della Calabria il 7 giugno del 2008, alla presenza degli arcivescovi Salvatore Nunnari e Luigi Renzo, conferendole anche un Premio, l’Affabulatore d’oro (nella foto), “per le sue straordinarie doti di comunicatrice di verità”. Una scelta non casuale, quella della sede della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime di Paravati, la Fondazione di Natuzza, per ospitare l’occasione che ha segnato la ripresa del cammino dell’Ucsi Calabria, dopo oltre 10 anni di assenza. Così come non è casuale la volontà di intitolare a Natuzza Evolo la stessa sezione calabrese dell’Unione Stampa Cattolica. All’immenso cordoglio per la scomparsa di Natuzza partecipano, naturalmente, tutti i giornalisti calabresi dell’Ucsi, che si stringono attorno a padre Michele Cordiano, vicepresidente dell’Ucsi Calabria e padre spirituale della mistica, alla famiglia ed a tutta la comunità della Fondazione di Paravati, guidata da don Pasquale Barone. “Ora sta a noi – conclude Parisi – completare il progetto di Natuzza per la realizzazione di quella grande casa per alleviare le necessità di giovani, anziani, e di quanti altri si troveranno nel bisogno, e una grande chiesa che si chiamerà Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”. Un progetto affidato in sogno dalla Madonna a Natuzza nel lontano 1944, che sta diventando, pian piano, realtà, ma che necessita ancora del contributo di tutti.

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Reggina Salernitana 3-1: interviste post gara

La Reggina torna alla vittoria dopo 4 sconfitte consecutive e ad oltre un mese dall’ultima vittoria casalinga contro il Piacenza datata 28 settembre. La gara di martedì scorso a Lecce, persa ma giocando in modo certamente migliore rispetto a quanto succedeva sotto la precedente gestione tecnica, doveva necessariamente trovare riscontro con una vittoria. E vittoria è stata nonostante la gara con la Salernitana non si possa definire certamente bella, ma l’estetica la lasciamo ad altri e noi preferiamo vincere anche al termine di una gara non “griffata”. Il primo ad entrare in sala stampa è l’allenatore amaranto Iaconi. Pacato, tranquillo, sereno, inizia a rispondere alle domande dei cronisti.

Che gara è stata? Abbiamo sofferto moltissimo, soprattutto nel primo tempo dove abbiamo avuto un’interpretazione tattica non giusta. Abbiamo sofferto ma, con il passare del tempo, siamo riusciti ad esprimerci sempre meglio sino a disputare un buon secondo tempo in cui non abbiamo concesso nulla all’avversario se non allo scadere per  l’ennesima prodezza di un avversario (chiaro il riferimento ai due gran goals di Baclet nella gara di martedì scorso a Lecce, n.d.r.).
La squadra ha giocato secondo le sue aspettative? Abbiamo fatto qualcosa di tutto quello che voglio. La cosa importante era uscire dal tunnel dovuto alle quattro sconfitte consecutive e ci siamo riusciti al termine di una gara che avevo definito difficile e difficile è stata.
Ha trovato un seguito dopo la buona prova di Lecce? La partita di stasera, come detto, era per certi versi molto più difficile. Le grandi squadre come il Lecce appunto (da stasera è primo in classifica con l’Ancona, n.d.r.), giocano e lasciano giocare ed è per questo che il nostro gioco in Puglia è stato più piacevole a vedersi. Contro la Salernitana, ultima in classifica e dopo il 4 a 1 rifilato al Crotone, non potevamo certo immaginare che ci lasciassero gli stessi spazi. Stasera c’è una parte di demerito nostro, ma loro sono venuti a giocarsi la gara.
In cosa ha sbagliato la Reggina? Abbiamo perso molti palloni. Siamo stati lenti e macchinosi per le difficoltà del momento. Cacia è stato servito poco e male. Nel secondo tempo, invece, abbiamo giocato meglio, più sciolti e meno appesantiti. Fare goal certamente aiuta e la squadra, se riesce a giocare serena, dimostra tutta la qualità di cui è fornita.
Cosa serve ancora? Abbiamo una squadra ancora troppo “lunga” davanti (non è forse un caso che l’intera linea a 3 in attacco è stata sostituita nel corso della gara, n.d.r.). Il risultato è corroborante per la fiducia in noi stessi da ritrovare con grande spirito di sacrificio.
L’esclusione di Volpi significa qualcosa che va oltre il turnover di stasera? No. E’ stata una scelta temporanea e considero Volpi un patrimonio della squadra e della Società. E’ un periodo molto difficile per lui (ha “perso” il “suo” Novellino accusando il colpo, n.d.r.).
Sull’episodio che ha visto protagonista Pagano? Ha sbagliato il mio giocatore, senza alcun dubbio. Gliel’ho detto a fine primo tempo in campo e poi nello spogliatoio. Bisogna possedere professionalità e non si può pensare di ricevere sempre e solo applausi. Il pubblico ha sempre ragione, giocavamo male e con i suoi fischi ci ha aiutato.
E adesso? Non ho visto ancora la classifica, ma credo che per risalirla occorre vincere molto e di seguito, pareggiare ogni tanto e perdere poco. Non abbiamo fatto ancora nulla, ma se non avessimo vinto dove saremmo a quest’ora?
I due allenatori si alternano, esce Ivo Iaconi ed entra Marco Cari.
Prendere un goal in contropiede fuori casa non è certamente il massimo per una squadra ultima in classifica? Certo che non lo è. E’ stato un peccato giocare un primo tempo così. Sapevamo che saremmo venuti ad affrontare un squadra che ci avrebbe creato delle difficoltà dimostrando di essere la Reggina magari, per ora, un po’ in difficoltà. Avevamo preparato la partita per cercare di riuscire ad allargare la difesa a 3 della Reggina e tenere basso Buscè. E’ palese che non ci siamo riusciti.
Cosa non ha funzionato? Dopo il secondo goal ci siamo sgonfiati. Dobbiamo trovare le giuste motivazioni, non è facile in un ambiente come il nostro che si aspettava di certo un campionato molto diverso da quello che stiamo disputando.
Il primo giocatore che entra in sala stampa è il difensore amaranto Andrea Costa.
La difesa a 3 funziona meglio di quella ostentatamente proposta dal precedente allenatore? Il risultato di stasera dice questo. A dire la verità io “nasco” giocando in una difesa a 3 e non a 4. Ad inizio partita abbiamo giocato contratti ma poi abbiamo concesso molto molto poco.
Può essere stata la partita in cui vi siete sbloccati? Non so se questa possa essere stata la gara della svolta, ma so che avevamo bisogno di vincere perché ci serviva soprattutto moralmente.
Cos’è cambiato? A livello tattico è cambiato tanto. Abbiamo giocatori adatti per questo tipo di gioco e come idee il nuovo allenatore ha portato ed apportato novità e modifiche importanti.
Esce Costa ed entra Biagio Pagano, protagonista di un diverbio a distanza con il pubblico.
Pace fatta con il pubblico per quanto si è visto a fine primo tempo? Si, certo. Sono venuto qui apposta per precisare che sono stato un coglione. Chiedo scusa a tutti perché quel gesto non fa parte del mio modo di essere. E’ stato solo un gesto istintivo e dettato dal nervosismo anche perché non riuscivamo a sbloccare la partita. Noi siamo professionisti e dobbiamo scendere in campo e pensare solo a giocare senza pensare al pubblico che applaude o fischia.
Sa chi l’ha preceduta con un gesto simile (era la prima stagione di A amaranto, quella 1999/2000)? Baronio. E dopo quel gesto ebbe grande fortuna anche altrove. Allora spero di ripercorrere la sua carriera. A parte la battuta, chiedo scusa ancora a tutti per il mio gesto.
Cosa le chiede il nuovo mister, atteso che con il precedente non riusciva a trovare spazi e veniva sostituito addirittura a metà primo tempo? Fino alla trequarti devo fare uno o due tocchi, dopo devo far uscire le mie qualità fuori. Penso che la partita di oggi sia il prosieguo di quanto fatto a Lecce, ancora non siamo a posto fisicamente ma credo che siamo sulla strada buona.
Come giudichi la tua partita anche alla luce dei due assist (per Buscè e Cascione, n.d.r.)? Positiva, ma credo che fosse importante per tutta la squadra vincere stasera. Per quanto riguarda il goal di Emmanuel, diciamo che è uno schema giacché anche quando giocavamo insieme a Rimini successe un episodio analogo.
Ecco in sala stampa l’autore del secondo goal amaranto Cascione.
Oggi centrale difensivo in una difesa a 3, a Lecce invece a centrocampo. In effetti sono due ruoli completamente diversi e per me è stata anche la prima volta che giocavo da centrale in una difesa a 3 e non a 4. E’ ovvio che preferisco il mio ruolo di centrocampista, ma se è necessario e mi viene chiesto allora mi metto al servizio del mister e della squadra.
Dal punto di vista personale, cos’è cambiato con l’avvicendamento dei due allenatori? Di sicuro adesso sento molta più fiducia nei miei confronti rispetto ad una settimana fa. Sto ritrovando la condizione fisica e, se anche quella mentale va bene, si riesce prima nell’intento.
E’ il tuo primo goal in maglia amaranto in 3 anni che sei qui. Si, è il primo. Avevo tanta rabbia dentro di me, soprattutto per come sono andate le cose l’anno scorso. Non riesco a farmi una ragione di come e perché sono stato utilizzato pochissimo lo scorso anno, non me lo spiego proprio. Ma ormai è passato, l’importante è non mollare e farsi trovare pronto quando serve.

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