
Finalmente l'attesa è finita e si gioca. Si parte con la numero 10 al Mondo contro la numero 102, sulla carta non c’è storia. Non solo sulla carta. Ci impiega poco più di un’ora di gioco la Pennetta (nella foto), n. 11 nella classifica mondiale, a battere l’americana Glatch nel primo match di questa prima giornata della Finale della Fed Cup 2009. Una partita pressoché senza storia e dominata dal primo all’ultimo palleggio. Il tempo di prendere le misure all’avversaria, e la Pennetta ha manifestato tutta la sua superiorità. Inizio primo set equilibrato fino al break sull’ 1 a 1 allorquando ha strappato il servizio alla Glatch portandosi sul 2 a 1. Break che ha dato il “la” alla vittoria del set giunta dopo averlo mantenuto e nuovamente vinto un altro break point proprio sul 4 a 3. Il secondo set è stato senza storia ed il punteggio finale lo dimostra. Al termine grandi abbracci tra tutto il team azzurro ed ovazione del pubblico reggino che per tutto l’incontro ha tifato incessantemente sostenendo la tennista pugliese.
La prima delle due giocatrici ad arrivare in sala stampa per la tradizionale conferenza post partita è la 20enne statunitense Alexa Glatch. Cosa non ha funzionato in partita rispetto a come l’aveva preparata? “Mi è venuto a mancare, soprattutto, sul servizio, la prima palla che è il mio colpo migliore, e venendomi a mancare quasi totalmente allora mi sono trovata spiazzata.” A parte ciò che le è mancato, cosa riconosce alla sua avversaria? “Flavia ha giocato benissimo, mi ha tenuta fuori dal campo, molto lontana dalla linea di fondo non dandomi così la possibilità di giocare come preferisco.”
Il tempo di una doccia e la vincente del primo match si presenta alla stampa. Come hai fatto a perderci 6/1 6/1 al Roland Garros? “Venivo da un infortunio piuttosto serio e quindi è successo anche questo.” Il tuo approccio alla partita? “Ero molto emozionata, vi dico che quasi quasi scoppiavo a piangere subito dopo l’inno nazionale.” La tua avversaria? “Sapevo che se avessi sbagliato posizione in campo, lei avrebbe potuto farmi molto male nonostante la differenza di posizione in classifica tra di noi. Era necessario anticiparla e prendere in mano il match non dandole possibilità e spazio”. Cosa pensi di due impegni così tanto importanti come il Master di Bali e la finale di Fed Cup così tanto ravvicinati tra loro?“ E’ un peccato che siano stati programmati così tanto vicini tra di loro. Non partecipando al primo puoi perdere punti e posizioni nel ranking mondiale. Credo che dovrebbero essere un po’ più attenti nell’organizzare gli impegni a dare a noi tutte le stesse opportunità.” Hai sentito pressione attorno a te? “L’ho sentita nei giorni passati. Qui tutti ci danno già per campionesse ma io penso che abbiamo vinto solo il primo match e che ne dobbiamo vincere altri due.” Dopo l’inizio equilibrato hai giocato molto più tranquilla. “Ho giocato rilassata sul 6/3 3/1, ma ho imparato che il tennis può riservare delle sorprese e sono comunque rimasta concentrata.” Come ha influito su di te l’essere stata la prima italiana della storia ad entrare tra le prime 10 del Mondo? “E’ stato, ovviamente, un traguardo molto importante. Il mio sogno sin da quando ho iniziato da ragazzina e, se allora me lo avessero detto dove sarei arrivata, non ci avrei mai creduto.” Sei la n. 11 al mondo, sei la n. 1 in Italia, con Francesca (Schiavone, n.d.r.) come vivete questo dualismo? “Nel team queste cose non entrano, non ci sono star. Io e Francesca siamo sullo stesso piano.” Com’è il terreno di gioco? “E’ molto buono, è bellissimo. Secondo me ha troppa terra ma, in fondo, era quello che avevamo chiesto anche se pensavo che dopo una settimana di allenamenti un po’ la terra andasse via. La palla rimbalza maluccio, a dire il vero, ma questo accade sia per noi che per loro.”
Finisce qui la conferenza nel mentre la Schiavone (nella foto) (numero 16 del mondo) ha iniziato il suo match contro la Melanie Oudin, numero 42 della classifica mondiale e numero 1 degli States. Partenza annichilente dell’italiana che si porta sul 5 a 1 prima che Giove Pluvio dicesse la sua ed interrompesse la partita. Non parte benissimo la numero 16 che va sotto nel primo set addirittura per 4-2. Ma, proprio quando tutto sembrava ormai deciso, ecco arrivare l’alleato che non ti aspetti: un forte acquazzone si è abbattuto sul “Polimeni” costringendo gli organizzatori a sospendere la gara per circa un’ora e quaranta. Il tempo necessario alla Schiavone di mettere ordine in testa ed alla Oudin di perdere lo smalto iniziale. Alla ripresa del match, infatti, l’italiana riesce subito a conquistare un break e limare le distanze. Arriva anche il 4-4 e qui la Oudin, dopo aver vinto il nono game, ha la possibilità, sul 30-0 di piazzare il break e conquistare il set. Nulla da fare. La Schiavone tira fuori dal cilindro i suoi colpi migliori e per l’americana la partita è tutta in salita. Si arriva al tie-break e qui l’esperienza della tennista milanese arriva prorompente: 7-2 e tanti saluti al primo set. Il secondo è una pura formalità: la Oudin toglie il servizio alla Schiavone, che lo riconquista subito dopo. Da qui in poi è pura sinfonia azzurra: cinque games conquistati di seguito e la biondina della Georgia deve arrendersi. Di fatto, sospeso l’incontro sul 2 a 4, la Schiavone rifila un secco 6/2 6/2 all’americana e chiude come meglio non poteva un match iniziato male. Adesso l’attenzione è puntata alla giornata di domani quando la Pennetta affronterà proprio la Oudin per il match che potrebbe già consegnare alle italiane la seconda FedCup della storia.