Reggina: una vittoria tonificante

Una vittoria tonificante, si spera pure possa essere rigenerante. Per una Reggina ancora sulle gambe e mentalmente frenata dal brutto avvio di stagione. Quanto sia servito a livello psicologico il successo sulla Salernitana lo scopriremo già a partire dalla prossima partita, quella di venerdi sera con l’Empoli, almeno nell’approccio al match e nel comportamento della squadra in campo. Intanto torna utile a migliorare una classifica ancora precaria, con la speranza che si riesca a trovare quella continuità di risultati utile a tirarci fuori dalle sabbie mobili della graduatoria.

Lo abbiamo detto tutti, non è stata una Reggina brillante, anzi, nei primi trenta minuti tutt’altro. Ancora incapace a creare situazioni pericolose con una certa continuità e poco efficace in fase offensiva dove il solo Cacia, è stato servito poco e male. Questo camuffato 3-4-3, al momento, ha dato più segnali positivi in difesa ed in mezzo al campo, piuttosto che in zona gol, ma è già un buon passo in avanti rispetto al nulla di qualche settimana fa. Impossibile negare che comunque, il complesso, ha mostrato segnali di ripresa per esempio nella circolazione della palla, nel movimento degli uomini senza la stessa e nella copertura degli spazi. Anche a Lecce si meritava decisamente di più, anche il pari avrebbe fatto gridare allo scandalo, è arrivata addirittura una sconfitta. Contro la Salernitana si è giocato in maniera più accorta, più contratti nella primissima parte, ma finalmente cinici nelle poche occasioni da gol che si sono create. Continua a mantenere, e fa bene, il profilo basso mister Iaconi, lui che conosce benissimo la categoria e le insidie che nasconde. Le esperienze tra l’altro recenti vissute da società e squadra con il fallimento momentaneo dei tanti proclami fatti, spinge ad una maggiore cautela. Si vive alla giornata, a piccoli passi e magari senza neppure guardare la classifica. Diamo adesso qualche numero della giornata che si è giocata e che riguarda la Reggina ed i suoi protagonisti. Per Cascione, dopo tre anni di militanza con la maglia amaranto, è il suo primo gol, pensate in serie B non segnava dal 19.12.2006. Prima rete con la Reggina anche per Buscè (nella foto con Cacia), 25 quelle in totale nella sua lunga carriera. Quella con la Salernitana è stata la partita numero 660 della Reggina in serie B, 750 i punti totalizzati, con 209 vittorie, 258 pareggi e 193 sconfitte. Brienza, sabato scorso, ha toccato quota 60 presenze con la Reggina, per Cacia, invece sono state 100 le partite in cadetteria.

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Calcio a 5: la V^ giornata in breve

Il doppio confronto previsto per la quinta giornata di campionato che vedeva di fronte il C.S. Giovanile e lo SportFive Putignano opposte alle due calabresi Licogest Vibo e Cadi Reggio Calabria, termina in  pareggio. La Cadi Reggio Calabria conquista un punto d’oro nei minuti finali, quando coach Emo decide di optare per il portiere di movimento. Scelta più che azzeccata infatti i reggini giungono al pareggio a pochi minuti dal termine grazie alla rete di Marcianò.

La Cadi subisce la rete dei pugliesi ad inizio secondo tempo, l’autore è Zerbini che sfrutta l’unico errore difensivo dei reggini. Conquistato il pareggio, la Cadi sfiora anche la vittoria, ma la sirena che decreta il triplice fischio finale ferma Durante lanciato a rete. Non è andata bene alla Licogest Vibo che regala i tre punti al forte Putignano. Vibonesi in partita fino al minuto 19, quando in 35 secondi i calabresi subiscono ben tre reti. Nel secondo tempo reazione di Nelsinho e compagni che non riescono a ribaltare il risultato anzi subiscono ancora gli attacchi dei pugliesi per il definitivo 2 a 5. Per la sesta giornata di campionato, al Pala Botteghelle di Reggio Calabria, andrà in scena l’attesissimo derby tra Cadi e Licogest, il primo in serie A.

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XXV Mediterranean Cup: Reggio applaude, Malta vince

Successo di pubblico nella seconda giornata della XXV Mediterranean Cup di vela che, nelle acque antistanti il lungomare di Reggio Calabria, sta regalando un suggestivo spettacolo di sport e natura. In una domenica di sole, che ha annoverato persino qualche bagnante, protagonisti di questa penultima prova dell’evento, che da un quarto di secolo è il fiore all’occhiello del Circolo Velico Reggio, sono stati i reggini sugli “spalti” e Malta sul campo di regata. Le sette gare in programma oggi sono iniziate in ritardo rispetto al previsto per l’assenza di vento nella mattinata.

I centoquattro velisti hanno preso il via alle ore 12, finalmente con una buona condizione di regata (vento da Nord a 7,5 nodi), per tagliare il traguardo alle 16. La rappresentativa maltese, guidata dal presidente federale Anna Rossi e dal vice Peter Dimech, si è messa in evidenza con il quindicenne Tommas Zammit Tabona. Il giovane Laser 4.7 ha riportato tre vittorie nelle tre prove di oggi balzando, così, in testa alla classifica generale davanti a Marco Traversa (GDV LNI Monopoli) e ad Ella Fleri Soler (Malta). Nella categoria Optimist juniores è stato ancora Giacomo Ferrari a dominare la classifica, con 8 punti, davanti al palermitano Mass Attina (Canottieri Marsala) ed al maltese Edward Fleri Soler. Reggino, infine, il primato nella categoria cadetti della Optimist con Ugo Pace (Circolo Velico Reggio) primo, con 8 punti, davanti al messinese Vincenzo Cassi (Tennis e vela Messina) ed al giovane agrigentino Ugo Zanardi (Punta Piccola San Leone, Agrigento). Domani giornata conclusiva della manifestazione con partenza alle ore 11. Nel tardo pomeriggio, al Lido Comunale reggino, la cerimonia di premiazione.
CLASSIFICHE GENERALI
Optimist cadetti:
1) Ugo Pace (Circolo Velico Reggio) punti 8; 2) Vincenzo Cassi (Circolo tennis e vela Messina) 17; 3) Ugo Zanardi (Punta Piccola Agrigento) 20; 4) Thomas Bonello Ghio (Malta) 20; 5) Sofia Kotsoni (Naok Grecia) 28; 6) Alfredo Amato (Circolo Nautico Augusta) 30; 7) Mattia Ricci (Circolo Nautico Pescara) 30; 8) Spyros Triantos (Naok Grecia) 36; 9) Renato Di Gangi (Punta Piccola Agrigento) 43; 10) Fabio Scattareggia (NIC Catania) 51.
Optimist juniores: 1) Giacomo Ferrari (GDV LNI Ostia) punti 8; 2) Mass Attina (Canottieri Marsala) 14; 3) Edward Fleri Soler (Malta) 15; 4) Simone Rotili (GDV LNI Napoli) 38; 5) Francesca Noè (Tennis e vela Messina) 42; 6) Fabio Asaro (Punta Piccola Agrigento) 42; 7) Oliviero Bianchi (GDV LNI Ostia) 48; 8) Francesco Genna (Canottieri Marsala) 57; 9) Luigi Tribulato (Nic Catania) 57; 10) Paolo Lachi (GDV LNI Pescara) 60.
Laser 4.7: 1) Tommas Zammit Tabona (Malta) punti 7; 2) Marco Traversa (GDV LNI Monopoli) 9; 3) Ella Fleri Soler (Malta) 17; 4) Samuele Tarantino (Circolo Velico Reggio) 18; 5) Sacha Ruffo (Circolo Velico Reggio) 22; 6) Francesco Ielo (Circolo Velico Reggio) 27; 7) Giovanni Giordano (Circolo Velico Reggio) 29; 8) Bruno Barreca (Circolo Nautico Reggio) 33; 9) Carlo Delfino (Velica Pasquale Chilà) 46; 10) Demetrio Morabito (Circolo Velico Reggio) 51.

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Il cordoglio dei Giornalisti dell’UCSI Calabria per la scomparsa della mistica di Paravati

E’ morta Fortunata Evolo (nella foto), al secolo Natuzza. “E il dolore è grande per tutti noi – commenta il presidente dell’Ucsi Calabria, Carlo Parisi, dopo aver appreso la notizia della scomparsa della mistica – pur nella consapevolezza che Natuzza ci lascia in dono una preziosa eredità: quella fede incrollabile in Dio e nella Madonna, di cui è stata umile testimone per tutta la vita”.

Un’umiltà vera, ma piena di forza che ha saputo dare conforto a migliaia di persone e che “ho avuto il privilegio di constatare personalmente – racconta Parisi – nei numerosi incontri avuti con Natuzza: posso testimoniare, come già hanno fatto e continuano a fare i suoi tanti figli sparsi nel mondo, che nella semplicità dei suoi gesti e delle sue parole si è sempre palesata una risposta. O meglio la risposta che ognuno cercava, rivolgendosi a lei”. Alla mistica di Paravati, scomparsa all’età di 85 anni, lo stesso Parisi aveva consegnato ad honorem la tessera numero 1 dell’Unione Stampa Cattolica della Calabria il 7 giugno del 2008, alla presenza degli arcivescovi Salvatore Nunnari e Luigi Renzo, conferendole anche un Premio, l’Affabulatore d’oro (nella foto), “per le sue straordinarie doti di comunicatrice di verità”. Una scelta non casuale, quella della sede della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime di Paravati, la Fondazione di Natuzza, per ospitare l’occasione che ha segnato la ripresa del cammino dell’Ucsi Calabria, dopo oltre 10 anni di assenza. Così come non è casuale la volontà di intitolare a Natuzza Evolo la stessa sezione calabrese dell’Unione Stampa Cattolica. All’immenso cordoglio per la scomparsa di Natuzza partecipano, naturalmente, tutti i giornalisti calabresi dell’Ucsi, che si stringono attorno a padre Michele Cordiano, vicepresidente dell’Ucsi Calabria e padre spirituale della mistica, alla famiglia ed a tutta la comunità della Fondazione di Paravati, guidata da don Pasquale Barone. “Ora sta a noi – conclude Parisi – completare il progetto di Natuzza per la realizzazione di quella grande casa per alleviare le necessità di giovani, anziani, e di quanti altri si troveranno nel bisogno, e una grande chiesa che si chiamerà Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”. Un progetto affidato in sogno dalla Madonna a Natuzza nel lontano 1944, che sta diventando, pian piano, realtà, ma che necessita ancora del contributo di tutti.

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Reggina Salernitana 3-1: interviste post gara

La Reggina torna alla vittoria dopo 4 sconfitte consecutive e ad oltre un mese dall’ultima vittoria casalinga contro il Piacenza datata 28 settembre. La gara di martedì scorso a Lecce, persa ma giocando in modo certamente migliore rispetto a quanto succedeva sotto la precedente gestione tecnica, doveva necessariamente trovare riscontro con una vittoria. E vittoria è stata nonostante la gara con la Salernitana non si possa definire certamente bella, ma l’estetica la lasciamo ad altri e noi preferiamo vincere anche al termine di una gara non “griffata”. Il primo ad entrare in sala stampa è l’allenatore amaranto Iaconi. Pacato, tranquillo, sereno, inizia a rispondere alle domande dei cronisti.

Che gara è stata? Abbiamo sofferto moltissimo, soprattutto nel primo tempo dove abbiamo avuto un’interpretazione tattica non giusta. Abbiamo sofferto ma, con il passare del tempo, siamo riusciti ad esprimerci sempre meglio sino a disputare un buon secondo tempo in cui non abbiamo concesso nulla all’avversario se non allo scadere per  l’ennesima prodezza di un avversario (chiaro il riferimento ai due gran goals di Baclet nella gara di martedì scorso a Lecce, n.d.r.).
La squadra ha giocato secondo le sue aspettative? Abbiamo fatto qualcosa di tutto quello che voglio. La cosa importante era uscire dal tunnel dovuto alle quattro sconfitte consecutive e ci siamo riusciti al termine di una gara che avevo definito difficile e difficile è stata.
Ha trovato un seguito dopo la buona prova di Lecce? La partita di stasera, come detto, era per certi versi molto più difficile. Le grandi squadre come il Lecce appunto (da stasera è primo in classifica con l’Ancona, n.d.r.), giocano e lasciano giocare ed è per questo che il nostro gioco in Puglia è stato più piacevole a vedersi. Contro la Salernitana, ultima in classifica e dopo il 4 a 1 rifilato al Crotone, non potevamo certo immaginare che ci lasciassero gli stessi spazi. Stasera c’è una parte di demerito nostro, ma loro sono venuti a giocarsi la gara.
In cosa ha sbagliato la Reggina? Abbiamo perso molti palloni. Siamo stati lenti e macchinosi per le difficoltà del momento. Cacia è stato servito poco e male. Nel secondo tempo, invece, abbiamo giocato meglio, più sciolti e meno appesantiti. Fare goal certamente aiuta e la squadra, se riesce a giocare serena, dimostra tutta la qualità di cui è fornita.
Cosa serve ancora? Abbiamo una squadra ancora troppo “lunga” davanti (non è forse un caso che l’intera linea a 3 in attacco è stata sostituita nel corso della gara, n.d.r.). Il risultato è corroborante per la fiducia in noi stessi da ritrovare con grande spirito di sacrificio.
L’esclusione di Volpi significa qualcosa che va oltre il turnover di stasera? No. E’ stata una scelta temporanea e considero Volpi un patrimonio della squadra e della Società. E’ un periodo molto difficile per lui (ha “perso” il “suo” Novellino accusando il colpo, n.d.r.).
Sull’episodio che ha visto protagonista Pagano? Ha sbagliato il mio giocatore, senza alcun dubbio. Gliel’ho detto a fine primo tempo in campo e poi nello spogliatoio. Bisogna possedere professionalità e non si può pensare di ricevere sempre e solo applausi. Il pubblico ha sempre ragione, giocavamo male e con i suoi fischi ci ha aiutato.
E adesso? Non ho visto ancora la classifica, ma credo che per risalirla occorre vincere molto e di seguito, pareggiare ogni tanto e perdere poco. Non abbiamo fatto ancora nulla, ma se non avessimo vinto dove saremmo a quest’ora?
I due allenatori si alternano, esce Ivo Iaconi ed entra Marco Cari.
Prendere un goal in contropiede fuori casa non è certamente il massimo per una squadra ultima in classifica? Certo che non lo è. E’ stato un peccato giocare un primo tempo così. Sapevamo che saremmo venuti ad affrontare un squadra che ci avrebbe creato delle difficoltà dimostrando di essere la Reggina magari, per ora, un po’ in difficoltà. Avevamo preparato la partita per cercare di riuscire ad allargare la difesa a 3 della Reggina e tenere basso Buscè. E’ palese che non ci siamo riusciti.
Cosa non ha funzionato? Dopo il secondo goal ci siamo sgonfiati. Dobbiamo trovare le giuste motivazioni, non è facile in un ambiente come il nostro che si aspettava di certo un campionato molto diverso da quello che stiamo disputando.
Il primo giocatore che entra in sala stampa è il difensore amaranto Andrea Costa.
La difesa a 3 funziona meglio di quella ostentatamente proposta dal precedente allenatore? Il risultato di stasera dice questo. A dire la verità io “nasco” giocando in una difesa a 3 e non a 4. Ad inizio partita abbiamo giocato contratti ma poi abbiamo concesso molto molto poco.
Può essere stata la partita in cui vi siete sbloccati? Non so se questa possa essere stata la gara della svolta, ma so che avevamo bisogno di vincere perché ci serviva soprattutto moralmente.
Cos’è cambiato? A livello tattico è cambiato tanto. Abbiamo giocatori adatti per questo tipo di gioco e come idee il nuovo allenatore ha portato ed apportato novità e modifiche importanti.
Esce Costa ed entra Biagio Pagano, protagonista di un diverbio a distanza con il pubblico.
Pace fatta con il pubblico per quanto si è visto a fine primo tempo? Si, certo. Sono venuto qui apposta per precisare che sono stato un coglione. Chiedo scusa a tutti perché quel gesto non fa parte del mio modo di essere. E’ stato solo un gesto istintivo e dettato dal nervosismo anche perché non riuscivamo a sbloccare la partita. Noi siamo professionisti e dobbiamo scendere in campo e pensare solo a giocare senza pensare al pubblico che applaude o fischia.
Sa chi l’ha preceduta con un gesto simile (era la prima stagione di A amaranto, quella 1999/2000)? Baronio. E dopo quel gesto ebbe grande fortuna anche altrove. Allora spero di ripercorrere la sua carriera. A parte la battuta, chiedo scusa ancora a tutti per il mio gesto.
Cosa le chiede il nuovo mister, atteso che con il precedente non riusciva a trovare spazi e veniva sostituito addirittura a metà primo tempo? Fino alla trequarti devo fare uno o due tocchi, dopo devo far uscire le mie qualità fuori. Penso che la partita di oggi sia il prosieguo di quanto fatto a Lecce, ancora non siamo a posto fisicamente ma credo che siamo sulla strada buona.
Come giudichi la tua partita anche alla luce dei due assist (per Buscè e Cascione, n.d.r.)? Positiva, ma credo che fosse importante per tutta la squadra vincere stasera. Per quanto riguarda il goal di Emmanuel, diciamo che è uno schema giacché anche quando giocavamo insieme a Rimini successe un episodio analogo.
Ecco in sala stampa l’autore del secondo goal amaranto Cascione.
Oggi centrale difensivo in una difesa a 3, a Lecce invece a centrocampo. In effetti sono due ruoli completamente diversi e per me è stata anche la prima volta che giocavo da centrale in una difesa a 3 e non a 4. E’ ovvio che preferisco il mio ruolo di centrocampista, ma se è necessario e mi viene chiesto allora mi metto al servizio del mister e della squadra.
Dal punto di vista personale, cos’è cambiato con l’avvicendamento dei due allenatori? Di sicuro adesso sento molta più fiducia nei miei confronti rispetto ad una settimana fa. Sto ritrovando la condizione fisica e, se anche quella mentale va bene, si riesce prima nell’intento.
E’ il tuo primo goal in maglia amaranto in 3 anni che sei qui. Si, è il primo. Avevo tanta rabbia dentro di me, soprattutto per come sono andate le cose l’anno scorso. Non riesco a farmi una ragione di come e perché sono stato utilizzato pochissimo lo scorso anno, non me lo spiego proprio. Ma ormai è passato, l’importante è non mollare e farsi trovare pronto quando serve.

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XXV Mediterranean Cup: tre italiani al comando dopo la I^ giornata

Si tinge subito d’azzurro la XXV Mediterranean Cup di vela che, stamani, ha preso il via nelle acque antistanti il lungomare di Reggio Calabria. Ben 104 giovani regatanti italiani, maltesi e greci si sono dati battaglia nella prima giornata di gara della manifestazione organizzata dal Circolo Velico Reggio del presidente Carlo Colella. Le sette gare in programma oggi, riservate agli “under 14” su imbarcazioni Optimist e Laser 4.7, hanno preso il via a mezzogiorno per concludersi alle 15.58, anche per via delle numerose false partenze. Ottime le condizioni di regata (vento a 14 nodi), nonostante la nuvolosità, in tutte le gare in programma, che hanno avuto una durata di circa 55 minuti ciascuna.

Nella categoria Optimist cadetti, il reggino Ugo Pace (nella foto), del Circolo Velico Reggio, ha dominato entrambe le prove in programma balzando al comando della classifica con appena due punti (nella vela vince chi totalizza il minor numero di punti assegnati in base all’ordine d’arrivo), davanti al messinese Vincenzo Cassi ed al maltese Thomas Bonello Ghio. Il romano Giacomo Ferrari (GDV LNI Ostia) con 4 punti guida, invece, la classifica degli Optimist juniores davanti al palermitano Mass Attina (Società Canottieri Marsala) ed al maltese Edward Fleri Soler. Infine, nella categoria Laser 4.7, il pugliese Marco Traversa (GDV LNI Monopoli) con 3 punti precede il reggino Giovanni Giordano (Circolo Velico Reggio) e la maltese Ella Fleri Soler. Domani, alle ore 11, il via alla seconda giornata di gara. Le previsioni meteo sono favorevoli sia per gli atleti che per il pubblico che potrà, così, assiepare il lungomare dello Stretto per assistere ad un’altra giornata di entusiasmante spettacolo.
CLASSIFICHE PRIMA GIORNATA
Optimist cadetti:
1) Ugo Pace (Circolo Velico Reggio) punti 2; 2) Vincenzo Cassi (Circolo tennis e vela Messina) 6; 3) Thomas Bonello Ghio (Malta) 6; 4) Ugo Zunardi (Circolo Nautico Punta Piccola) 13; 5) Davide Lavafila (Circolo tennis e vela Messina) 13; 6)m Alfredo Amato (Circolo Nautico Augusta) 15; 7) Mattia Ricci (Circolo Nautico Pescara) 16; 8) Sofia Kotsoni (N.A.O.K. Grecia); 9) Matilde Novelli (GDV LNI Napoli) 22; 10) Spyros Triantos (N.A.O.K. Grecia) 23.
Optimist juniores: 1) Giacomo Ferrari (GDV LNI Ostia) punti 4; 2) Mass Attina (Società Canottieri Marsala Mondello) 8; 3) Edward Fleri Soler (Malta) 9; 4) Giorgio Ferrari (Circolo tennis e vela Messina) 19; 5) Francesca Noè (idem) 21; 6) Simone Rotili (GDV LNI Napoli) 28; 7) Fabio Asaro (Circolo Nautico Punta Piccola Agrigento) 33; 8) Francesco Campagna (idem) 36; 9) Filippo Gallucci (Circolo Nautico Augusta) 37; 10) Matteo De Crescenzo (GDV LNI Napoli) 39.
Laser 4.7: 1) Marco Traversa (GDV LNI Monopoli) 3; 2) Giovanni Giordano (Circolo Velico Reggio) 13; 3) Ella Freli Soler (Malta) 13; 4) Francesco Ielo (Circolo Velico Reggio) 14; 5) Tommas Zammit Tabona (Malta) 17; 6) Sacha Ruffo (Circolo Velico Reggio) 18; 7) Demetrio Morabito (idem) 23; 8) Samuele Tarantino (idem) 24; 9) Carlo Delfino (Associazione Velica Pasquale Chilà) 28; 10) Bruno Barreca (Circolo Nautico Reggio) 36.

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Reggina Salernitana 3-1: tabellino e cronaca

Reggina-Salernitana: 3-1. Reggina (3-4-3): Cassano; Lanzaro (c), Cascione e Costa; Buscè, Carmona, Morosini e Rizzato; Pagano (dal 77° Missiroli), Brienza (dall’89° Capelli) e Cacia (dal 63° Bonazzoli). In panchina: Marino, Adejo, Bonazzoli, Barillà, Viola A., Capelli e Missiroli. All.: Iaconi. Salernitana: (4-3-1-2): Polito; Bastrini, Fusco (c), Stendardo e Galasso; Carcuro (dal 67° Millesi), Jadid e Soligo; Cozza (dal 50° Statella); Fava e Caputo (dal 60° Ferraro). In panchina: Iuliano, Pestrin, Ferraro, Statella, Russo, Millesi e Machado. All.: Cari. Arbitro: Giannoccaro di Lecce. Assistenti: Bernardoni (Modena) e Masotti (Bologna). Quarto uomo: Paparazzo (Catanzaro). Marcatori: Buscè al 32°, Cascione al 54°, Missiroli all’89° e Jadid al 93°. Ammoniti: Rizzato al 24° e Jadid al 26° per comportamento non regolamentare. Corner: 6 a 6. Tiri in porta: 3 a 5. Tiri fuori: 1 a 4. Fuorigioco: 1 a 2. Falli fatti: 15 a 11. Recupero: 1 (p.t.) 4 (s.t.). Spettatori paganti: 1053 per un incasso di € 9.156,00. Abbonati: 5184 per una quota di € 40.263,67. Spettatori totali: 6237 per un incasso complessivo di € 49.419,67.

La cronaca. Al 6° è la Salernitana a tirare per prima in porta (si fa per dire!) con Jadid che calcia altissimo. Al 12° Cascione stende Fava, Cozza su punizione alto da 35 metri e passa. Al 15° è invece Fusco ad atterrare Cacia, Pagano imita Jadid e calcia alto. A metà primo tempo Buscè esce benissimo dalla propria zona difensiva, serve Brienza in verticale che avanza e serve Pagano a destra che sbaglia il cross. Il pubblico lo fischia e Pagano reagisce portandosi l’indice destro al naso invitando lo stesso a stare zitto. Al 30° la prima vera occasione da goal ed è dei campani. Soligo calcia a colpo sicuro appena entrato in area ma Cassano fa un miracolo. Al 32° la Reggina passa in vantaggio. Scatta il contropiede amaranto, Pagano conquista palla a centrocampo (“sostenuto” dai fischi del pubblico appena tocca il pallone), in diagonale serve Buscè (nella foto di Pasquale Garreffa) dal lato opposto ed il cursore amaranto entra in area e batte Polito. Pagano reagisce ancora a zittire il pubblico, ma stavolta lo interrompe Costa. Al 38° calcio piazzato di Carcuro, colpo di testa in area di Jadid e palla non molto alla destra di Cassano. Il primo tempo finisce con una scena da libro “Cuore”. Iaconi dice qualcosa a Pagano, Lanzaro (capitano) lo abbraccia e lo porta sotto la tribuna che lo aveva fischiato. Pagano si porta una mano sul petto e l’altra in cielo e chiede scusa con evidenti cenni del capo. Gesto che il pubblico apprezza ed applaude il proprio calciatore. La prima occasione della ripresa coincide con il raddoppio amaranto. Corner da sinistra calciato proprio da Pagano, dalle retrovie arriva Cascione (nella foto) che di testa in tuffo insacca. Replica la Salernitana al 62° con Soligo che dal limite impegna severamente ancora Cassano che devia in corner. Al 64° una delle poche occasioni in cui si vede Brienza. Riceve palla sulla trequarti, si accentra invece che dare a destra a Buscè o al centro a Bonazzoli e calcia “a giro” ma Polito blocca. Al 77° Stendardo ci prova al volo ma il pallone termina molto alto sulla traversa. All’80° Jadid, da fuori area, calcia centralmente e Cassano para. All’89° Millesi sciupa una buona occasione ma Lanzaro gli “stoppa” il tiro e Cassano para a terra. All’88° arriva il terzo goal amaranto. Missiroli (nella foto) approfitta di un’indecisione difensiva, penetra in area e batte polito. La partita si chiude al 93° con il goal della bandiera per la Salernitana. Con la testa e le gambe già nello spogliatoio, la Reggina consente a Jadid, da oltre 30 metri, di calciare e di battere Cassano forse un po’ troppo distratto.

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Serie B ’09/’10: risultati, marcatori e classifica dopo la XII^ giornata

 

SERIE B 2009/2010

Risultati e marcatori della XII^ giornata

Albinoleffe – Gallipoli

Sala (A) Foglio (A)

2-0

Ancona – Cesena

0-0

Cittadella – Padova

Pesoli (C) Italiano (P)

1-1

Crotone – Piacenza

Morleo (C)

1-0

Frosinone – Sassuolo

Zampagna (S) Salvetti (S) rig. Martinetti (S)

0-3

Grosseto – Ascoli

Bernacci (A) Vitiello (G) Pinilla (G)

2-1

Lecce – Empoli

Vives (L)

1-0

Mantova – Brescia

 

Modena – Vicenza

Tamburini (M)

1-0

Reggina – Salernitana

Buscè (R) Cascione (R) Missiroli (R) Jadid (S)

3-1

Triestina – Torino

Testini (Tr) Sedivec (Tr)

2-0

CLASSIFICA dopo l’XI^ giornata

Ancona

23

Vicenza

16

Lecce

23

Brescia*

16

Cesena

21

Triestina

16

Frosinone

21

Ascoli

14

Sassuolo

20

Albinoleffe

13

Torino

20

Reggina

12

Padova

19

Gallipoli

12

Modena

19

Crotone (-2)

10

Empoli

18

Piacenza

9

Grosseto

17

Mantova*

8

Cittadella

16

Salernitana

5

 

* una partita in meno

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Lecce Reggina commentata dai tifosi

In italiano si dice sfortuna, o “sfiga” secondo il gergo più comune, chiamatela come vi pare. In dialetto reggino invece è invece la "cutra", che non è la sfortuna che si verifica di tanto in tanto, ma una sorta di maledizione, qualcosa di “strano e misterioso” che ti perseguita e ti condiziona la vita, o semplicemente ti fa perdere una partita. Ed è, di fatto, quello che è accaduto alla Reggina a Lecce martedì sera. Una Reggina ritrovata sotto il profilo del gioco, con la guida Iaconi, perde sotto i colpi di un francese sconosciuto, tale Baclet, che s'inventa due tiri “della domenica” (pur essendo di martedì sera) e fa sprofondare la Reggina in zona play-out.

Ma, lasciando perdere la sfortuna (ognuno è libero di credere se esiste o no o se è il caso della Reggina) quello che più preoccupa sono le continue amnesie difensive dei due centrali amaranto, a Lecce schierati con un linea difensiva “a tre”, Santos e Valdez. Il primo continua a commettere falli inutili a metà campo, il secondo sembra essere con la testa altrove, forse col pensiero alla serie A. Ed é principalmente su questo argomento che si sono concentrate le opinioni dei tifosi intervenuti telefonicamente alla diretta di “talk sport” su Touring 104. Un radioascoltatore sembrava aver trovato la giusta tensione dopo le ultime deludenti uscite, spegnendo il televisore sul due a uno per la Reggina, per la troppa emozione che la partita suscitava in lui. Non si sarebbe mai aspettato,ascoltando le sue parole, un risultato capovolto a favore dei salentini. Delusione enorme e critiche pesanti nei confronti del centrale uruguaiano (Valdez) che, secondo il nostro tifoso radioascoltatore, è poco intelligente perché non si riesce a capire l'utilità di certe entrate a metà campo. Nel corso della trasmissione si susseguono le telefonate, come accade ormai da tempo dopo una sconfitta. Grazie a Nino, nostro fedele ascoltatore, il discorso vira sull'andamento societario degli ultimi anni. Secondo lui, il presidente Foti ha peccato di presunzione, acquistando calciatori a "uno" per poi cercare di rivenderli a "due". Logico andamento di una Società calcistica che si trasforma in azienda se non fosse che non tutte le ciambelle riescono col buco – continua Nino – e, per questo, ne stiamo pagando le conseguenze. L'esonero del DS Martino potrebbe essere ricondotto a questo. L'ormai ex DS voleva forse cambiare qualcosa? I tifosi al telefono sono tanti, cosi come sono tanti gli sms. In molti ci hanno chiesto se c’è la possibilità di prendere Franceschini, ex calciatore amaranto attualmente senza contratto; in tanti hanno sottolineato le parole a fine gara del neo tecnico Iaconi, che parla di scarsa condizione fisica dei suoi atleti. C’è chi, però, come Paolo, riesce a sorridere dopo una cocente sconfitta, scherzando sull'ingresso in campo di Baclet. Ma finalmente, e questo è giusto sottolinearlo, le telefonate dai toni pessimistici delle prime uscite stagionali, si traformano in toni ottimistici. Un altro radiscoltatore di nome Nino, si ricrede su Pagano considerato da lui stesso un calciatore non adatto alla categoria, ha però visto in lui a Lecce grandi miglioramenti. Non cambiano però le opinioni su Volpi, unico responsabile della sconfitta di Lecce, colpevole secondo Nino, di rallentare troppo la manovra. Camilleri potrebbe essere il rinforzo giusto in difesa.

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Reggina psicologicamente “devastata”

altA Lecce arriva la quarta sconfitta consecutiva, la sesta in undici partite giocate. Cambia il tecnico, cambia il modulo, cambiano gli uomini, l’unica cosa a restare intatta è il risultato finale di ogni gara. Anche in terra salentina gli amaranto hanno lasciato l’intera posta, nel contesto di una partita decisamente diversa, però, rispetto a tutte le precedenti. Mister Iaconi, al suo debutto in panca, ha rivoltato come un calzino formazione e modulo, tornando al 3-5-2 che diventava uno spregiudicato 3-4-3 in fase offensiva.

E l’interpretazione per quasi tutto lo svolgimento della gara era stata perfetta. Non a caso la Reggina era riuscita per ben due volte a passare in vantaggio, a proposito primo gol stagionale per Bonazzoli anche se su calcio di rigore, poi il crollo nel finale. Inspiegabile, immotivato. Un dominio assoluto per tutta la seconda parte dell’incontro con i padroni di casa alle corde, supremazia territoriale netta, tanto da far pensare a come piccoli accorgimenti avevano di fatto trasformato gli amaranto dalla gestione Novellino a quella di Iaconi. Rizzato imprendibile sulla fascia, Cascione (nella foto di Pasquale Garreffa) padrone assoluto della metà campo, Lanzaro ritrovato in difesa, Bonazzoli finalmente reattivo. Tutto questo fino a dieci minuti dalla conclusione, poi il clamoroso crollo. L’inserimento di Baclet per il Lecce è risultato devastante. Due conclusioni dalla lunga distanza hanno trafitto l’estremo difensore Cassano che, in entrambe le circostanze non sembra avere grosse responsabilità. Di sicuro, però, questa è una squadra che ad ogni affondo dell’avversario prende gol, non è un caso che dopo undici giornate le reti incassate sono state diciotto. La ciliegina sulla torta l’inutile fallo commesso a metà campo da Valdez, giocatore ormai da tempo assente e con la testa altrove, è fin troppo evidente. Ci chiediamo come, dopo le esclusioni eccellenti di Volpi e Buscè, si sia mantenuto Valdez nello schieramento titolare. Sarà un caso, forse non lo è, la Reggina conduceva sul Lecce fino a quando hanno tenuto dal punto di vista atletico gli uomini che Iaconi aveva schierato sin dal primo minuto. Alla fine anche un pareggio avrebbe fatto gridare alla beffa per come si è sviluppata la partita, gli amaranto, invece, hanno perso ancora una volta. Segnali significativi e pericolosi che indicano un momento adesso, troppo lungo, decisamente sfavorevole e preoccupante. Quello che è stato tutti lo conosciamo bene, ma se riesci a perdere anche quanto meriti di vincere vuol dire che la stagione ti sta lanciando messaggi forti e di grande pericolo. Con la Salernitana, sabato pomeriggio, è scontro diretto in fondo alla classifica e le due squadre si presentano a questo confronto con stati d’animo differenti. I granata hanno vinto la loro prima partita con il Crotone, la Reggina si presenta psicologicamente devastata.

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Lecce Reggina: interviste post gara

La Reggina di mister Iaconi (nella foto di Ketty D'Atena) gioca molto meglio che fino a qualche giorno addietro, ma ottiene lo stesso risultato che troppo spesso abbiamo registrato e che ha caratterizzato negativamente la gestione Novellino. Due volte in vantaggio, due volte raggiunta, fino addirittura a prendere l’ennesimo goal in “zona Cesarini”. La gara, però, nonostante la sconfitta, induce ad essere un po’ più ottimisti che venerdì sera. Ha ragione il mister “In primis pensiamo a tirarci fuori dalla zona retrocessione”.

E’ proprio il neo tecnico amaranto a fare per primo l’ingresso in sala stampa.
Mister, stasera c’erano tutti i presupposti per far bene?
“Si, in effetti è così. E’ colpa nostra se siamo usciti sconfitti dal “Via del Mare”. Come nella fase finale del primo tempo abbiamo smesso di giocare ridando fiducia al Lecce che fino ad allora aveva fatto ben poco. Devo ammettere che questa, per come si era messa la partita, era un’occasione forse irripetibile e da sfruttare diversamente, ma credo che siamo sulla strada giusta.”
I goals subiti?
“Abbiamo delle evidenti responsabilità sui goals presi, ma dobbiamo anche dare merito al nostro avversario che ci ha creduto fino alla fine. Sono certo che da questa situazione difficile ne usciremo anche noi così come ne è uscito il Lecce dopo un inizio difficile.”
In soli tre giorni su cosa ha lavorato?
“Sulla lentezza che ho sempre visto in questa squadra, sulla determinazione, sull’organizzazione di squadra. Troppo poco tempo a disposizione per vedere alcun frutto.”
Abbiamo visto qualcosa in più.
“La squadra c’è, non siamo certo al meglio e gli infortuni, i crampi, lo testimoniano. Dobbiamo lavorare per migliorare la condizione e, con questo, non voglio certamente colpevolizzare in alcun modo chi mi ha preceduto.”
La classifica?
Siamo lì, quasi ultimi possiamo dire. Ma ci tireremo fuori, ne sono certo. La partita di sabato prossimo con la Salernitana, per certi versi, può dirsi molto più difficile di questa di stasera.
Il gioco sulla fascia destra?
“Certamente molto meglio con Buscè che con il ragazzino (Adejo, n.d.r.), ma ho pensato che per qualche giocatore (Volpi e Buscè su tutti, sostituiti in campo da Cascione e Adejo appunto, e ritenuti molto vicini a Novellino, n.d.r.) fossero stati giorni molto difficili ed ho ritenuto di non caricarli ulteriormente di altri pesi.”
Esce Iaconi ed entra De Canio, indimenticato ex amaranto.
Che partita è stata?
“Obiettivamente la Reggina ha giocato un’ottima partita e secondo me non merita la classifica che ha. Avevo detto ai miei ragazzi di cercare di mettere gli amaranto in difficoltà, di tenerli lontani dalla nostra area. Dopo essere passati in svantaggio due volte abbiamo trovato due goal straordinari ed abbiamo vinto. Ultimamente ci succede di giocare bene, ci crediamo di più, lottiamo di più e siamo più determinati.”
La Reggina?
“Ovviamente mi fa piacere aver vinto, ma la Reggina non meritava di perdere. Anche in qualche altra occasione precedente, con Novellino in panchina, la Reggina non aveva meritato la sconfitta. Capita, però, che quando i risultati non vengono i giocatori si innervosiscono e diventa ancor più difficile ritrovare il gioco. Mi auguro che i vostri ragazzi escano presto da questa situazione, il campionato è lungo, la classifica è corta e ci sono tutte le possibilità per riuscirci. Oltretutto per Ivo (Iaconi, n.d.r.) questa che gli è stata data è l’occasione della vita. Mai aveva allenato in B una squadra del blasone, dell’importanza della Reggina e credo che non fallirà.”
La tua esperienza a Reggio (campionato 2002/2003 con salvezza ottenuta dopo lo spareggio con l’Atalanta, n.d.r.)?
“Sono ovviamente molto legato, e lo sarò per sempre, a Reggio ed ai Reggini. In quel periodo mi sono divertito, sono stato benissimo ed i tifosi mi hanno sempre manifestato affetto e stima. Ed è proprio ricambiando affetto e stima che mi auguro che la Reggina venga fuori prima possibile dalla zona della classifica che occupa. Ho ancora oggi un rapporto splendido con molti reggini e, seppur non posso dire di essere il primo tifoso della vostra squadra, vi garantisco che lo sono quasi. Fatemi un favore, portate a Reggio i miei saluti più affettuosi per tutti.”

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Serie B ’09/’10: risultati e classifica dopo i recuperi della IX^ giornata

 

SERIE B 2009/2010

RISULTATI e MARCATORI dei recuperi della IX^ giornata del girone d’andata

Ancona – Piacenza

Schiattarella (A) Mastronunzio (A) rig. Nainggolan (P)

2-1

Brescia – Gallipoli

Sosa (G)

0-1

Empoli – Triestina

Eder (E) Agazzi (T)

1-1

Lecce – Reggina

Bonazzoli (R) Marilungo (L) Pagano (R) Baclet (L) Baclet (L)

3-2

CLASSIFICA aggiornata alla XI^ giornata del girono d’andata

Ancona

22

Cittadella

15

Frosinone

21

Grosseto

14

Torino

20

Ascoli

14

Cesena

20

Triestina

13

Lecce

20

Gallipoli

12

Padova

18

Albinoleffe

10

Empoli

18

Piacenza

9

Sassuolo

17

Reggina

9

Vicenza

16

Mantova

8

Brescia

16

Crotone (-2)

7

Modena

16

Salernitana

5

 

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Lecce Reggina 3-2: tabellino e cronaca

Lecce-Reggina: 3-2. Lecce (4-4-2): Rosati; Vives, Schiavi, Terranova e Giuliatto (Baclet dal 74°); Angelo, Edinho, Giacomazzi e Defendi; Marilungo e Corvia (Mesbah dal 67°). In panchina: Petrachi, Fabiano, Belleri, Mesbah, Bergougnoux, Lepore e Baclet. All.: De Canio. Reggina (3-4-3): Cassano; Lanzaro (c), Valdez e Santos (Costa dal 78°); Adejo (Buscè dal 60°), Cascione (Volpi dal 72°), Morosini e Rizzato; Pagano, Brienza e Bonazzoli. In panchina: Marino, Volpi, Buscé, Viola A., Costa, Missiroli e Cacia. All.: Iaconi. Arbitro: Pinzani di Empoli. Assistenti: Passeri e Dobosz. Quarto uomo: Citro. Marcatori: Bonazzoli al 25° (rig.) Marilungo al 45°, Pagano al 73°, Baclet all’82° ed al 90°. Ammoniti: Santos, Terranova, Adejo, Valdez, Angelo ed ancora Valdez per gioco falloso. Espulso: Valdez all’85° per doppia ammonizione. Corner: 3 a 1 Recupero: 2 (p.t.) 5 (s.t.).

La cronaca. Al 6° il primo tentativo è leccese. Defendi da fuori area, Valdez respinge. Risponde all’8° la Reggina con Rizzato che, di destro, manda sull’esterno della rete. Succede poco o nulla per un lungo tratto della gara fino al minuto 25. Morosini riceve in verticale da Brienza ed entra in area sulla sinistra del fronte d’attacco reggino, su di lui interviene Schiavi secondo Pinzani in maniera fallosa ed indica il dischetto. Bonazzoli (nella foto di Pasquale Garreffa) esorcizza il suo particolare periodo presentandosi alla battuta. Tira alla destra di Rosati e realizza il suo primo goal in questo campionato. Al 35° è il Lecce a portarsi in avanti ed a tentare la conclusione con Angelo dalla lunga distanza. Cassano è attento e devia in corner. Al 38° risponde la Reggina con Bonazzoli fermato da Terranova con un intervento da “ultimo uomo” non punito come da regolamento ma solo con il giallo per il difensore giallorosso. Sul relativo calcio di punizione, Brienza va vicinissimo al raddoppio calciando alla sinistra del portiere e con la palla che finisce di un nulla sul fondo con Rosati immobile. Al 45° il Lecce pareggia. Marilungo (già due goals sabato scorso contro il Gallipoli) riceve un crossa da sinistra quasi “a campanile” da parte di Vives, si coordina e di destro al volo batte Cassano in diagonale. Finisce il primo tempo con il risultato di parità ristabilito. La prima occasione della ripresa è leccese ed accade al 50°. Edinho batte a rete, da destra, in diagonale, e ancora una volta è bravo Cassano a distendersi ed a respingere. Che occasione per la Reggina al 57°. Bonazzoli riceve da Brienza, crossa basso al centro dell’area sul quale Rosati si protende a terra e devia. Sul pallone si avventa Rizzato che batte a rete a colpo sicuro ma colpisce in volto Terranova che, di fatto, respinge salvando la propria porta. Altra occasione amaranto al 61°. L’appena entrato Buscè crossa da destra al centro dell’area dove c’è Bonazzoli che arriva con un attimo di ritardo e, in scivolata, colpisce Rosati che, cercando di divincolarsi, aggancia lo stesso giocatore amaranto, nel frattempo rialzatosi, e lo stende. L’arbitro non interviene e, probabilmente, fa bene perché il primo fallo sarebbe stato certamente del nostro Emiliano. La Reggina passa meritatamente in vantaggio al 73° al termine di un’azione corale. Rizzato ha il pallone sulla linea di fondo alla sinistra della porta difesa da Rosati, rasoterra al centro dell’area per Pagano che al volo di sinistro manda il pallone ad insaccarsi passando sotto le gambe dello stesso Rosati. Il Lecce non offende e subisce il possesso palla amaranto, ma pareggia con Baclet all’82°. Il giocatore francese è bravo nel cercare e trovare la stoccata dal limite dell’area. All’88° è ancora Baclet ad impensierire Cassano con un tiro in diagonale da sinistra. La beffa arriva al 90° con ancora il colored francese. Riceve da un compagno spalle alla porta, si gira e calcia di prima intenzione. Il pallone s’insacca senza che Cassano possa intervenire. Il commento. La partita, di fatto, inizia con 20 minuti e passa di ritardo per un clamoroso black-out allo stadio di Via del Mare dopo meno di 90 secondi di gioco. Tante le novità nella Reggina di Ivo Iaconi. Innanzitutto nel modulo adottato, dal ripetitivo ed osteggiato 4-4-2 di Novellino al 3-4-3 del neo allenatore. Sul terreno di gioco, poi, a centrocampo fuori Volpi e Buscè (uomini molto vicini a Novellino e fortemente voluti a Reggio dallo stesso allenatore irpino) ed al loro posto dentro Cascione ed Adejo ed in attacco Bonazzoli è preferito all’ex Cacia. La manovra amaranto appare più fluida, scorrevole ed ariosa. Gli uomini in campo, probabilmente, hanno voglia di dimostrare che non sono poi così tanto scarsi da meritare il quart’ultimo posto in classifica. O forse, più semplicemente, vogliono dimostrare che i rapporti con Novellino erano tutt’altro che sereni e che il loro rendimento era proporzionale all’armonia nello spogliatoio ed in campo. Sulla panchina di casa siede l’ex De Canio, autore di un ottimo campionato a Reggio nella stagione 2002/2003 conclusosi con il vittorioso spareggio con l’Atalanta allorquando Bonazzoli segnò il goal decisivo per la salvezza amaranto. Non è un “fulmine” la Reggina, ma corre certamente molto di più che con Novellino alla sua guida. Appare più concentrata, più attenta, più motivata, più vogliosa di far bene fors’anche perché, adesso, è messa in condizioni più agevoli di lavorare. Primi minuti di gara senza particolari sussulti, un tiro da una parte e dall’altra senza particolari pretese. L’equilibrio si rompe al 25° quando alla Reggina viene assegnato il primo penalty della stagione. Sul dischetto non va Brienza, già più volte in passato designato, ma Bonazzoli. “Romanticamente” ci piace pensare che Franco lasci ad Emiliano la possibilità di andare sul dischetto dandogli la possibilità di superare con un goal il particolare periodo che l’attaccante reggino sta attraversando tanto sul fronte personale quanto su quello professionale (sappiamo che per un attaccante il goal è “vita”). La Reggina controlla la gara, ma presta il fianco alla reazione leccese. Nulla di che, s’intende, ma gli uomini di De Canio “chiudono” la Reggina nella sua trequarti e, alla lunga, vengono premiati. Sta per scoccare il 45° quando, da destra, Vives mette uno strano cross al centro dell’area. La difesa amaranto sale, ma Santos tarda un po’ e consente a Marilungo di essere in posizione regolare e di ricevere il pallone che, coordinandosi, calcia in diagonale e s’infila alla destra di Cassano. Iaconi in panchina non si agita, ma parla spesso con i suoi. Ha una squadra prima da recuperare sotto il punto di vista psicologico e, poi, da plasmare quanto più possibile a sua immagine e somiglianza. La Reggina è ordinata, svolge il compito assegnatole dal suo nuovo allenatore. Tutti danno una mano in maniera volenterosa. Forse, se dovessimo cercare un neo, potrebbe essere rappresentato da Adejo. Non gioca male il nazionale nigeriano, ma spessissimo è assente dalle azioni amaranto facendosi notare nel primo tempo solo per l’ammonizione ricevuta. Di questo se ne accorge anche Iaconi che, dopo 15 minuti nella ripresa, lo sostituisce con Buscè. Gioca molto meglio la Reggina del Lecce nella ripresa. Tiene palla con un fitto fraseggio a centrocampo e cerca la via delle rete utilizzando soprattutto la fascia destra dove agisce un “fresco” Buscè. Il goal del meritatissimo vantaggio amaranto viene, però da sinistra. E’ Pagano (tante, troppe volte, schierato e fatto uscire da Novellino prim’ancora della fine del primo tempo se non addirittura nella prima metà dello stesso) a realizzare il suo secondo goal stagionale dopo quello decisivo nell’unica vittoria casalinga della Reggina contro il Piacenza giust’appunto un mese fa. Quando si pensa che il Lecce faccia da “spalla” alla Reggina, senza mai offendere e senza alcun tiro in porta nella ripresa a fronte di una Reggina realmente padrona del campo con il suffragio, stavolta e non come a Modena dopo condusse la gara ma perse, ecco che il neo entrato Baclet estrae dal cilindro un colpo di magia. Di sinistro rasoterra, da fuori area, batte Cassano e riporta la gara sul binario di parità. E’ “la dura legge del goal” quella che punisce la Reggina ed il suo esordiente allenatore Iaconi. Immeritato il pareggio leccese, ma così è! Se è vero che “dura lex sed lex” allora non può non arrivare addirittura il goal del vantaggio leccese con ancora Baclet. Bella davvero la sua rete così come descritta nella cronaca della gara. La Reggina non gioca affatto male, dimostra progressi, ma perde ancora. Iaconi avrà molto da lavorare. Moltissimo. Come lui stesso ha ammonito, la prima cosa da fare è tirarsi fuori dalla zona retrocessione. Il Lecce è terzo in classifica, la Reggina è ancora laggiù.

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Reggina Calcio S.p.A.: “sono e faccio tutto io” (forse, n.d.r.)

Non sono ancora trascorse 72 ore dal nuovo repulisti in casa amaranto che già si torna in campo. Esonerati Novellino e, prima volta nella storia recente della Reggina Calcio S.p.A., anche il direttore sportivo Martino, la Reggina del nuovo tecnico Iaconi e del “sono e faccio tutto io” (forse, n.d.r.) Lillo Foti (nella foto con Iaconi) sarà tra meno di un paio d’ore di scena a Lecce. Non vogliamo, però, parlare di calcio giocato, di moduli, di giocatori. Stavolta, vogliamo invece andare a vedere, analizzandole, per rifletterci un pò su, le “perle” a cui abbiamo assistito nel corso dell’ultimo lustro della storia amaranto. E’ sotto gli occhi di tutti che qualcosa non quadra, ma non da adesso. Quella che per molti anni era stata una Società solida, modello, lungimirante, capace di ottenere nel 1999 la storica promozione in serie A, di mantenerla, di essere portata ad esempio in tutto il panorama calcistico nazionale, di essere per molti anni l’orgoglio dell’intero meridione, dal 2004 ha cominciato a dare segni di cedimento sotto più di un punto di vista.

Sia ben chiaro, “cedimento” a guardare bene le cose ed a leggerle con attenzione dall’esterno ed in maniera diremmo assolutamente equidistante non vantando amicizie all’interno della s.p.a. o non facendo preparare pranzetti ad hoc per i vari allenatori o, meglio ancora, non essere mai ospiti di nessuno che sia un tesserato amaranto. “Cedimento” per noi, allora, perché se e quando parliamo con “sono e faccio tutto io” (forse, n.d.r.) ci risponderebbe: “sinceramente, eh eh eh, non ci appartiene la parola cedimento… la Reggina è, eh eh eh, una Società solida che ha dei valori simpatici ed importanti…” e via discorrendo. Ma andiamo con ordine.
Perla n. 1. E’ da poco terminata la stagione calcistica 2003/2004, la Reggina salva si appresta a costruire la squadra per il suo quinto anno di serie A e “saltano” le prime teste. In un colpo solo sbattuti fuori Franco Jacopino (42 anni al servizio amaranto, in ogni angolo della penisola universalmente riconosciuto quale grandissimo uomo di sport, gran diplomatico, grande cultura e via dicendo) e Gabriele Martino (il direttore sportivo che, con la sua opera, ha innegabilmente scritto pagine importanti della storia amaranto, promozione in A compresa). Ovviamente ricorderete lo “scalpore”, ma anche lo sdegno, che ne nacque in quei giorni. E così “sono e faccio tutto io” resta solo (forse, n.d.r.) al comando: un generale e nessun soldato se non qualcuno da “esercito della salvezza”.

Perla n. 2. E’ l’estate del 2005 e la Reggina, ancora abilmente e fortunatamente salva ed in procinto di disputare il suo sesto anno di A, si ritrova al centro di una vera e propria bufera economico-finanziaria. Per merito dell’allora presidente del Bologna, tale Gazzoni-Frascara (legittimamente parte in causa perché appena retrocesso in B con la sua squadra), viene fuori infatti che l’iscrizione al successivo campionato di A da parte della Reggina di “sono e faccio tutto io” (forse, n.d.r.) non è regolare. Salta agli onori delle cronache sportive e non solo, che la Società amaranto ha versato il denaro destinato alla fidejussione da versare alla Lega Calcio ad una società finanziaria che non ha titolo, caratteristiche, levatura e quant’altro, per adempiere il ruolo di ciò che gli è stato chiesto. Scoppia un pandemonio: Gazzoni-Frascara chiede l’esclusione della Reggina dal prossimo campionato di A a beneficio del suo Bologna che così sarebbe ripescato nel massimo campionato; la Reggina risponde andando a chiedere contribuiti a Regione, Provincia e Comune per versare quanto dovuto; la Lega concede una deroga alla Società amaranto ed, alla fine, miracolosamente, la squadra di “sono e faccio tutto io” (forse, n.d.r.) si iscrive al campionato tra mille e mille polemiche che durano nel tempo tant’è che, se errore non facciamo, Gazzoni-Frascara ottiene il rinvio a giudizio del suo omologo reggino e la Legge provvederà in futuro a dire chi dei due avrà ragione.
Perla n. 3. E’ l’estate del 2006 e scoppia il caso “Calciopoli” o “Moggiopoli”, chiamatelo come volete. Poteva mai la Reggina starne fuori? No! Certo che no! Era a conoscenza di tutti che tra l’ex direttore generale della Juventus e “sono e faccio tutto io” (forse, n.d.r.) vi fossero eccellenti rapporti tanto personali quanto professionali. Senza entrare nel merito visto che lo farà anche in questo caso la Giustizia ordinaria, la Giustizia sportiva punisce la Società amaranto con 15 punti di penalizzazione poi ridotti ad 11. La Reggina risponde sul campo con il suo più grande campionato di sempre. Realizza 51 punti effettivi e, con 40 ufficiali in classifica, al termine della stagione 2006/2007 si salva ancora ponendo in essere un’impresa che, oggettivamente, sa di “miracolosa”. Lodi, lodi, lodi a tutti unitamente alla cittadinanza onoraria reggina per gli “eroi” amaranto.
Perla n. 4. Inizia l’era del dopo Mazzarri (l’ultimo grande allenatore visto sulla sponda amaranto dello Stretto dopo, secondo noi, Scala, Gustinetti e De Canio). Chiuso un ciclo importantissimo e denso di risultati straordinari dal punto di vista sportivo con il tecnico di San Vincenzo, “sono e faccio tutto io” (forse, n.d.r.) decide che è venuto il momento di affidarsi ad un emergente. Sceglie Massimo Ficcadenti, esonerato nel corso del precedente campionato a Verona, e lo aspetta fino a quasi il giorno prima di andare in ritiro perché rescinda il contratto che lo lega ancora alla Società scaligera. Mamma mia che tragedia! Un allenatore con in testa solo gel e niente idee (tant’è che ci pare, da allora stia allenando all’oratorio sotto casa). “Sono e faccio tutto io”, visti i risultati indecenti ed il gioco (in)espresso, si affida al decano degli allenatori italiani. Quel Renzo Ulivieri che, di fatto, ufficializza il passaggio dalla padella alla brace. Una cosa è certa, ove Ficcadenti aveva fallito (perché fortunatamente alienato in tempo utile) Ulivieri ci stava per riuscire: la retrocessione in B era prossima. “Sono e faccio tutto io” (forse, n.d.r) aguzza l’ingegno e giacché è notorio il suo cortissimo braccio destinato a prendere il portafoglio o a firmare assegni o contratti, scopre che un allenatore “fatto in casa” ce l’ha già. O meglio, qualcuno gli suggerisce di andare a cercare il “tesoro” al Sant’Agata su qualche campo diverso da quello principale. Et voilà, Nevio Orlandi è servito. I giocatori si mettono “la testa a posto” ed alla guida di Orlandi si conquista la salvezza ancora a dir poco “miracolosa”.
Perla n. 5. “Sono e faccio tutto io” (forse, n.d.r.) non trova o non può trovare di meglio sul mercato ed all’ultimo riconferma Orlandi. Parte malissimo il campionato. Cambio di allenatore e dal cilindro spunta tale Bepi Pillon. 4 partite bastano per capire che “non è cosa sua” e squadra di nuovo riaffidata al buon ed onesto Orlandi. I “miracoli” a volte non si ripetono e lo spogliatoio amaranto è una palestra di boxe. Portieri che se le danno di santa ragione, giocatori che mandano a quel paese il tecnico, fazioni tra chi gioca e chi non gioca, fatto sta che la squadra è la peggiore di sempre vista in A. Peggiore ancora di quella della retrocessione dopo lo spareggio con il Verona nel 2002 ed “artefice” delle famigerate 8 sconfitte consecutive con alla guida Colomba. Retrocessione ovvia, scontata, prevedibile e meritata. La prima stellina (per i previsti dieci campionati in A) cade indecorosamente nemmeno fosse la notte di San Lorenzo. Durante la stagione, qualche giorno prima del Santo Natale, ecco che Babbo porta in dono il ritorno del figliol prodigo non andatosene sua sponte ma delegittimato 4 anni prima. Gabriele Martino rientra nei ranghi e, all’interno della Società, scoppia il parapiglia. Ma come mai 4 anni prima non gli rinnova il contratto e, adesso, lo riaccoglie? Che per caso “l’altro gallo nel pollaio” lo impone? Mah! Forse. Il vice-presidente – che durante il campionato 2004/2005 aveva avuto a che dire, e forse più, con Martino in tribuna al Granillo nel suo nuovo ruolo di DS della Lazio – rassegna le dimissioni salvo poi giungere a più miti consigli e ritirarle. La Reggina, come detto, retrocede mestamente ed indecorosamente, Martino non opera né in entrata né in uscita e “sono e faccio tutto io” (forse, n.d.r) dapprima magari pensa che se la vede lui, fallito questo obiettivo coglie la palla al balzo e, per “merito” della retrocessione, elimina tutta l’erba marcia all’interno della “rosa” amaranto.
Perla n. 6. “Sono e faccio tutto io” (forse, n.d.r.) prepara la squadra per il corrente campionato cadetto partendo dall’allenatore: giunge a Reggio Walter Alfredo Novellino. Un curriculum di tutto rispetto, 4 campionati di B vinti, ma anche 2 esoneri recentissimi a Torino. Di certo, comunque, l’entusiasmo tra i tifosi cresce e l’ambiente comincia a ricompattarsi. Un unico dubbio ci attanaglia: come faranno a coesistere Novellino e Martino sapendo bene essere in possesso di caratteri per certi versi molto simili? Cozzeranno di certo, abbiamo pensato! E non ci pare di esserci sbagliati. Fatto sta che uno allena, l’altro lavora nella sua stanza e, presumiamo, se si siano detti due volte “ciao” sarà stato troppo. La squadra? Insieme al tecnico irpino ma residente a Perugia, giungono in riva allo Stretto giocatori certamente di categoria che fanno sì che, in sede di presentazione, il nuovo mister coni lo slogan “sono qui per vincere”. Da quasi subito le cose non vanno come sperate. La squadra piena zeppa di esperienza ma anche di giocatori prossimi al pensionamento, zoppica evidentemente producendo 9 punti in 10 gare. Ah, prima che dimentichiamo. La fase di epurazione continua: prima di partire per il ritiro, viene lasciato a casa l’addetto stampa! La Reggina è l’unica Società di calcio professionistica che non ha un giornalista, un ufficio stampa, un ufficio delegato alla comunicazione, in organico. Indecente? Forse anche qualcosa di più! L’epurazione continua eliminando anche il magazziniere, oseremmo dire, storico. “Questo è troppo”Torniamo a noi dopo l’inciso. Dopo l’ennesima gara persa a Torino (pensa che culo Novellino: esonerato 2 anni di fila dal Torino ed esonerato dalla Reggina dopo la sconfitta a Torino!), al rientro a Reggio il giorno dopo, “sono e faccio tutto io” decide: “via Sansone con tutti i filistei!” O perbacco! Un colpo alla botte ed uno al cerchio. “Via Novellino che ho voluto io e via anche Martino che ha voluto “lui””. E perdindirindina! Ed anche il quinto allenatore in due anni solari è fatto fuori (Iaconi è il sesto). La spiegazione ufficiale di questo nuovo cataclisma: “il progetto iniziale (l’immediato ritorno in serie A, n.d.r.) è fallito per cui via tutti”! Eh no, “caro” “sono e faccio tutto io” (forse, n.d.r.). Se per ciò che concerne l’allenatore il discorso non fa una grinza (lo dicono i risultati ottenuti sul campo), per quanto riguarda il direttore sportivo o dici la verità o t’inventi un’altra scusa plausibile. Se per Novellino, contrattizzato un anno con l’opzione per il secondo, il tutto ci può stare, per Martino, contrattizzato per 5 anni, allora non regge la stessa motivazione. E’ facilmente comprensibile che l’aver contrattizzato il DS per 5 anni, il “progetto” con lui avesse una scadenza ben più ampia e più a lungo raggio. O no? Non è così? Ci pare di ricordare che a Colomba, allora legato alla Reggina per 3 stagioni, fu permesso persino di perdere 8 gare consecutive e di retrocedere ma anche di riportare in A la Reggina dopo un solo anno. O ricordiamo male, signor “sono e faccio tutto io” (forse, n.d.r.)?
5 anni, 5 stagioni calcistiche, 6 “perle”. La parabola societaria, dopo aver raggiunto il vertice, ha iniziato nel 2004 la discesa. O non pare anche a voi? Siamo dei ciarlatani se abbiamo raccontato così la nostra opinione in merito alla “storia” recente della Società di “sono e faccio tutto io” (forse, n.d.r.)? Vigili seguiremo il prosieguo, e scevri da condizionamenti ve ne daremo conto. Noi si!

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Calcio a 5: pareggio casalingo per la Cadi

Finisce in parità l’incontro tra la Cadi Reggio (nella foto di Mimmo Notaro)ed il Gragnano. Le due neopromosse di questo campionato di A2 hanno dato vita ad un incontro bello a metà. Nel senso che nella prima parte si è visto bel gioco e gol, mentre nella seconda parte tanta confusione e nessuna rete. E’ successo tutto nei primi minuti con il vantaggio di Marcianò al secondo e la replica immediata di Serginho per gli ospiti.

Poi tante occasioni importanti dall’una e dall’altra parte con entrambi i portieri sugli scudi. Molta confusione, invece nei secondi venti minuti dove, addirittura, la squadra di Emo ha rischiato anche di soccombere. Quindi un pari, seppur in casa, da accettare di buon grado anche per aver comunque mosso la classifica, portando Durante e soci a quota quattro. Adesso si spera di poter recuperare al meglio tutti gli uomini a disposizione, visto che in queste prime quattro giornate di campionato, non si è avuta la possibilità di schierare tutti i giocatori che compongono l’organico.

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Reggina: presentato alla Stampa Ivo Iaconi

L’appuntamento è a mezzogiorno di questa domenica autunnale e finalmente un pò assolata. Presso la sala riservata alle conferenze del Centro Sportivo Sant’Agata, è prevista la presentazione alla Stampa del neo tecnico amaranto Ivo Iaconi. C’è, ovviamente, il presidente Foti in tenuta informale e “domenicale” come lo stesso commenta, c’è la sua signora Gabriella, il vice presidente Remo con un sorriso a 32 denti, qualche suo diretto collaboratore e l’immancabile signora Porcino. Puntualissimi Foti e Iaconi (nella foto) entrano in una sala stampa affollatissima di colleghi e fotoreporter. Gli onori di casa li fa Foti che invita i giornalisti a chiacchierare con il nuovo mister salvo poi liberarlo e fermarsi lui ad intrattenersi ed a rispondere alle domande personalmente.

Abruzzese di Teramo, nato 53 anni fa, Iaconi lasciò il calcio giocato, dopo la retrocessione dalla C2 al CND del suo Giulianova di cui fu capitano e dove giocò negli ultimi 10 anni. Per due stagioni allenò la Sambenedettese in Serie C1, dove suo fratello Andrea era il direttore sportivo. Nel 1994 ricominciò dal CND alla guida del Taranto. Vinse il campionato, ma l'anno dopo (stagione '95-'96) in serie C2 non ebbe fortuna e fu esonerato. Nonostante il licenziamento, la stagione successiva saltò in C1 al Trapani, ma retrocesse. Le stagioni poco positive, dovute all'inesperienza, contribuirono alla sua crescita professionale e infatti iniziò a collezionare promozioni. Con la Fermana (C1) si salvò il primo anno, al secondo arrivò primo traghettando la società marchigiana per la prima volta in Serie B. Il successo, bello ed inaspettato, ebbe un epilogo amaro: nei cadetti la squadra retrocesse e passò al Catania, in C1, ma venne esonerato dopo sette gare. Dopo un anno di riflessione venne ingaggiato dal Pescara dove era ancora direttore sportivo il fratello Andrea. In due anni riportò la squadra in serie B, ma nei cadetti la sorte gli fu avversa: dopo una metà stagione di buon livello, la situazione precipitò e Iaconi venne esonerato. A febbraio del 2005 guidò il Pisa (C1) per pochi mesi. A giugno 2005, dopo qualche riluttanza iniziale, accettò la panchina del Frosinone. La squadra ciociara, reduce da una stagione di C1 culminata con l'eliminazione nella semifinale play-off contro il Mantova, puntava al salto in serie B. Il primo posto andò al Napoli di Edy Reja ed ai play-off Iaconi conquistò la storica promozione fra i cadetti. Nella stagione 2006-2007, Iaconi è riconfermato in Serie B alla guida del Frosinone. Con la squadra frusinate Iaconi affronta un campionato di altissimo livello con squadre eccellenti (Juventus, Napoli, Genoa, Bologna, Brescia etc.) concludendo il campionato con un'ottima salvezza a 50 punti, conseguita con un turno d'anticipo grazie alla vittoria per 2-0 sull'Albinoleffe. Nel giugno del 2007 ha firmato un contratto con la società neo-retrocessa dalla A dell'Ascoli. Dopo questa stagione, in cui si piazza all'ottavo posto in classifica in Serie B ottenendo 62 punti con la squadra marchigiana e sfiorando i play-off, nel luglio del 2008 firma un contratto per la stagione 2008-2009 con la Cremonese, società di Prima Divisione, ma viene esonerato dopo la 16° giornata di andata. Fin qui la carriera del sig. Iaconi, inizia il botta e risposta con i giornalisti.”

Mister, è qui per cercare di centrare ancora l’obiettivo della promozione o…?

“Con la Società non abbiamo parlato per nulla di A. Credo che si debba fare un passo alla volta e prima è necessario che ci tiriamo fuori dalla situazione di classifica in cui siamo. Fatto questo vedremo il da farsi anche se mi pare assurdo parlare di promozione in A in queste condizioni. E’ una situazione molto difficile e bisogna prenderne atto e se un allenatore molto bravo come Novellino non è riuscito ad invertire la tendenza dei risultati allora questa squadra ha dei problemi abbastanza evidenti e che necessitano prima di ogni altra cosa di essere risolti.”

Come ha visto la squadra?

“Mi ha colpito soprattutto la lentezza nella manovra ed è una cosa che non mi piace affatto. Il problema non è solo fisico ma anche psicologico. Dobbiamo lavorare molto insomma.”

Cambierà qualcosa a Lecce (martedì sera è previsto il recupero della IX^ giornata, n.d.r.)?

“Assolutamente si, altrimenti che sarei qui a fare?”

Quando ha avuto il primo contatto con il presidente Foti?

(Il mister cerca con lo sguardo il presidente che gli sta accanto, ma non lo trova ed allora risponde autonomamente). “Ieri mattina telefonicamente e poi ci siamo incontrati a Milano.”

Visto l’organico che ha a disposizione, cosa crede si possa fare?

“Certamente molto di più di quello che gli ho visto fare finora.”

Quanto conta l’impatto iniziale, quello tra lei e la squadra s’intende?

“Molto, moltissimo. Il cambio dell’allenatore porta certamente delle novità e non è facile cambiare le cose in qualche giorno. Mi chiedete in quanto tempo si vedrà qualcosa di nuovo? Diciamo in un mesetto. Io pretendo maggiore attenzione, maggiore consapevolezza, maggiore professionalità e maggiore personalità. Tutte cose queste che evidentemente la classifica dice che non ci sono state in quantità necessaria. La squadra è giù di morale, silenziosa. Sono certamente momenti difficili aggravati, per giunta, dalla consapevolezza dell’assunzione di responsabilità da parte loro e dal legame con il mio predecessore di cui ne ha determinato l’esonero. Con l’impegno di tutti, però, ricreando lo spirito di gruppo si può risalire la china. Forse questa squadra è stata sopravvalutata, forse non ha i valori per la promozione diretta in A, ma certamente non è nemmeno da Prima Divisione.” 

La Reggina segna poco e subisce molti goal, dipende solo dalla velocità con cui si esprime?

“Certo che si. Se si attacca lentamente allora l’avversario ha il tempo e la possibilità di rientrare e sistemarsi al meglio. Se si difende lentamente allora l’avversario, più veloce, ha la possibilità di anticipare e concludere.”

Sotto la sua guida che Reggina vedremo?

“La Reggina vera, quella che ho conosciuto negli anni di A ed anche prima, ha delle sue particolari prerogative: lotta, agonismo, furore, grinta e soprattutto umiltà. La Società, e di conseguenza anche la squadra, ha forse, in questo momento, perso qualcuna delle sue qualità che in passato l’hanno resa grande. Mi trovo in una grande Società che mi dà una grande opportunità, ho il dovere di cercare di non sbagliare.”

Che campionato di B è questo? Anomalo?

“Credo che sia scaduto di livello, certamente difficile e dove regna un grande equilibrio. Non direi anomalo, anomalo lo era quando c’erano Juventus, Napoli, Genoa e Bologna.”

Cosa pensava della Reggina osservandola, fino a ieri, da fuori?

“Penso che la Società ha costruito una grande squadra destinata alla promozione in A, ha preso un allenatore altrettanto grande che la B l’ha vinta tante volte. I problemi possono essere stati moltissimi e, di certo, sentirò a breve Walter Novellino. Ma ripeto, la cosa più importante adesso è tirarsi fuori dalla zona retrocessione, lasciare il quart’ultimo posto e ricominciare a vincere” (la vittoria manca addirittura dal 28 settembre dopo il 2 a 1 al Piacenza, n.d.r.). “Guardate, per esempio, il nostro prossimo avversario. Il Lecce ha avuto la sua crisi ad inizio campionato è l’ha superata brillantemente, ecco il suo esempio dev’essere da insegnamento per noi tutti.”

Cosa chiederà ai suoi uomini?

“Voglio una Reggina che sappia far tutto: attaccare, difendere, gestire la gara senza alcuna forma di timore o di paura nei confronti di nessuno degli avversari che andremo ad affrontare. Sono qui per lavorare con l’organico che mi ha messo a disposizione la Società e con il nuovo Direttore Sportivo”. (A tal proposito si vocifera di un imminente arrivo di Gianni Rosati, n.d.r.).

Come pensa di cambiare il trend negativo della squadra?

“Semplice, facendo l’allenatore. Cercherò di migliorare i giocatori sotto l’aspetto tecnico, tattico e soprattutto psicologico. Cercherò di costruire un gruppo, cosa che apparentemente manca e cercherò di evitare gli errori sinora commessi.”

L’obiettivo qual è?
“Come detto, quello di tirarci fuori dalla posizione di classifica in cui ci troviamo. Sono in una delle poche Società che fa calcio sul serio e che, sono certo, tornerà a farlo.”

Benvenuto a Reggio mister e buon lavoro.

Iaconi lascia la sala stampa e adesso tocca a Foti rispondere ai cronisti, non prima di una premessa.

“Avendo ascoltato parlare Iaconi, mi conforta l’impressione che ho avuto di lui sin dal primo approccio, adesso servono i fatti ma sono certo che abbiamo imboccato la strada giusta. Attraverso il lavoro, l’impegno, il sacrificio, dobbiamo riprendere la strada sulla quale ci siamo smarriti.

Presidente, dopo l’”era Mazzarri” questo è il terzo anno in cui con gli allenatori non abbiamo molta fortuna. (Sono 6 gli allenatori presi e sostituiti in poco più di 2 anni solari: Ficcadenti, Ulivieri ed Orlandi durante la stagione 2007/2008 ed ancora Orlandi, Pillon e nuovamente Orlandi nella stagione 2008/2009, fino ad arrivare a Novellino e, adesso, Iaconi in quella 2009/2010, n.d.r.).

“Ha ragione. E’ una considerazione che ho fatto anch’io anche perché per la Società ha significato, e significa, un notevole esborso dal punto di vista economico”.

Nei 23 anni di Reggina sotto la sua gestione (prima come amministratore delegato con alla guida Pino Benedetto e poi come presidente, n.d.r.), mai si era assistito all’”esonero” del Direttore Sportivo. A cosa dobbiamo questa “prima”?

“Negli ultimi tempi ho dichiarato che ritenevo responsabili della situazione che stiamo vivendo in primis me stesso con una percentuale del 34%, e poi tanto Novellino quanto Martino al 33% ciascuno. Ritengo che tutte le scelte che sono state fatte e che ho condiviso ed approvato mettendo la mia firma su tutte queste facessero parte di un progetto che, alla lunga, ha dimostrato di non stare in piedi. Di fronte all’evidenza dei risultati ottenuti e sotto gli occhi di tutti, di fronte ad una squadra che non mi ha aiutato, il progetto fatto si è rivelato fallimentare per cui dovevo prendere una decisione e così ho fatto.

Cosa le ha fatto prendere questa decisione drastica solo dopo Torino? La squadra, in effetti, ha espresso lo stesso tipo di gioco imbarazzante già da molto tempo prima.

“Ho lanciato dei chiari segnali a squadra e tecnico, parlando e quasi sussurrando, sin da subito dopo la gara di Frosinone. Da allora le mie attenzioni si sono fatte sempre più intense sino ad arrivare all’epilogo di venerdì sera e di cui stiamo parlando. Alla Reggina di queste 10 gare riconosco il sacrificio e l’impegno nella prima giornata durante la gara vinta a Cesena e la velocità e lo spirito di reazione contro il Piacenza. Ma, altrettanto, le riconosco i notevolissimi limiti nell’esprimersi nelle restanti 8 gare di campionato.”

Presidente, quando i risultati non vengono in primis paga l’allenatore, in questo caso ha pagato anche il Direttore Sportivo, ed i giocatori?

“Paga anche la Società, aggiungo io. Premesso questo, ho l’obbligo ed il dovere di sostenere la squadra, fermo restando che non gli concedo alcun alibi.”

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Reggio Calabria: Waterfront

È stata siglata a Londra, nella sede dell’ambasciata italiana, la firma del contratto per l’affidamento della progettazione del Waterfront di Reggio Calabria. Presenti alla cerimonia, svoltasi il 5 febbraio scorso, il sindaco Giuseppe Scopelliti e gli architetti Zaha Hadid e Patrick Schumacher vincitori del concorso internazionale di progettazione indetto nel 2006 dall’amministrazione comunale. 

1 CONCETTO ARCHITETTONICO 
1.a Introduzione 
Lo scopo del nostro progetto è di realizzare due edifici simbolo che caratterizzino inequivocabilmente la città di Reggio Calabria come capitale culturale e futuro punto di confluenza tecnico-economico del bacino del mediterraneo.  Il progetto sfrutta le potenzialità uniche della localizzazione, lungo il braccio di mare che separa l’Italia continentale dalla Sicilia. Perfettamente visibili dalla costa opposta, landmark unici nel paesaggio, i due edifici saranno segnali inconfondibili per l’orientamento dal mare e da terra. 
2 MASTERPLAN DI COLLEGAMENTO 
2.a Localizzazione del Centro Polifunzionale 
il Centro Polifunzionale trae la sua forza dalla posizione, al centro di un sistema di circolazione estremamente complesso. Sebbene dislocato al di là della barriera ferroviaria, questo edificio è chiamato a realizzare un’importante continuità urbana con la città. Collegato alla Stazione ferroviaria, mediante sottopasso, il Centro Polifunzionale si attesta direttamente sul centro cittadino mediante un percorso aereo che lo collega direttamente alla Villa Comunale. Questo percorso sopraelevato di grande valore architettonico, studiato per abbattere ogni barriera architettonica e raggiungere comodamente il fronte mare offrendo viste appaganti sul paesaggio, raccoglie possibili visitatori lungo il percorso mediante risalite che lo collegano, oltre che alla piazza centrale del parco della villa, al marciapiedi in prossimità della Stazione.  Il centro Polifunzionale sarà inoltre un’importante stazione per le navette di collegamento veloce via mare. Secondo le previsioni del masterplan l’edificio si attesta su una darsena artificiale scavata per accogliere i motoscafi. Questo bacino artificiale, su cui si aprono le logge laterali degli auditorium, offre una straordinaria scenografia alla grande piazza coperta, luogo pubblico per eccellenza alla confluenza di tutti i collegamenti con la città, con la passeggiata e con i nuovi distretti turistico ricettivi a sud dell’impianto. La viabilità di piano, alle spalle del Centro Polifunzionale, è stata attentamente separata dai percorsi pedonali attraverso morbide articolazioni del landscape artificiale che confluisce verso la piazza centrale. La strada a bassa velocità avrà comunque un carattere panoramico e sarà integrata con i percorsi delle navette ecologiche.  Allo scopo di non interrompere il flusso pedonale dal lungomare verso i nuovi distretti turistico ricettivi, il piano terra dell’Edificio Polifunzionale è articolato in tre edifici diversi; in modo da suddividere il percorso pedonale che si sfrangia in una serie di strade pubbliche parzialmente coperte. La morfologia del terreno artificiale, integrata alla darsena di attracco dei motoscafi e alle tre emergenze architettoniche del Centro, innescano una dinamica di percorsi diversi che consentono di attraversare il grande spazio pubblico in modo sempre diverso. In questo modo l’architettura si rivela di volta in volta in modo imprevisto offrendo scorci panoramici inaspettati. 
2.b Localizzazione del Museo del Mediterraneo 
Il Museo del Mediterraneo è situato sul punto più esposto dell’area d’intervento; più in alto rispetto al distretto turistico ricettivo, nel punto più in vista del bacino del porto attuale.  Monumento alla grandiosità della cultura mediterranea e simbolo di Reggio Calabria, Il Museo del Mediterraneo si rivolge alla città offrendo i suoi fronti più belli al mare: verso la Sicilia ad ovest, e verso l’ingresso al porto turistico, sul lato nord- est. Ad ovest, il segnale unico dell’ingresso alla città dal mare, ad est e nord-est uno sfondo straordinario per tutto il bacino del porto. Questa posizione è ideale anche per tutte le vedute verso il porto dalla parte alta della città e perfettamente visibile anche all’ingresso in città da nord, sia dall’autostrada e che dalla ferrovia. La localizzazione del Museo, al confine con il porto turistico, garantisce la conclusione ideale della passeggiata urbana. Questa, attraverso il distretto turistico ricettivo nord in continuità con il lungomare attuale, si raccoglie sulle piazze pubbliche al di sotto del grande atrio d’ingresso e protette dai volumi del Museo. Questo sistema di piazze è un luogo ideale per lo svolgimento di attività all’aperto più o meno legate all’attività del museo, per eventi di vario genere e rappresentazioni. Questa scelta architettonica vuole garantire la migliore connessione tra il nuovo distretto ricettivo nord, la spiaggia in continuità urbana con la città, il lido comunale e gli alberghi attualmente in costruzione sul lungomare. Allo stesso tempo, però, consente di conservare il carattere e la scala urbana dell’attuale quartiere dei pescatori con una serie di locali, ristoranti ed attrezzature per il tempo libero di supporto alla spiaggia. Un altro aspetto importante di questa localizzazione risiede nella possibilità di salvaguardare il più possibile il carattere naturale della spiaggia intervenendo con strutture adeguate (attrezzature leggere per la balneazione, piccoli locali per il ristoro e un villaggio turistico alla confluenza delle fiumare).
3 MUSEO DEL MEDITERRANEO 
3.a Concetto architettonico e distribuzione 
La forma del museo del Mediterraneo è vagamente ispirata a quella di una stella marina. In particolare per la regolarità stereometrica dei raggi che si articolano a partire dal corpo centrale. Dal punto di vista distributivo questa caratteristica formale porta una serie di vantaggi. La pianta del livello 0.00(+5.00slm), ad esempio, tende ad attrarre lo spazio esterno in una serie di anse che, rivolte di volta in volta alla passeggiata, al distretto turistico e al porto, raccolgono naturalmente il flusso dei visitatori e della moltitudine della passeggiata accogliendolo in grandi piazze aperte al riparo del volume del museo. Questa peculiarità della forma, per la sua simmetria radiale, pur offrendo le caratteristiche di un organismo complesso, sempre diverso e in grado di offrire paesaggi interni nuovi e sorprendenti, garantisce una continua possibilità di orientamento, sia all’esterno che all’interno. Il percorso museale, in particolare, ne è particolarmente avvantaggiato, consentendo di organizzare un circuito espositivo chiaro ed esaustivo e in grado di raggiungere i diversi padiglioni e le funzioni accessorie in modo intuitivo. Un altro aspetto fondamentale dell’architettura del Museo del Mediterraneo è dato dal sistema di aperture a corte interne. Queste aperture coniche realizzate in cemento armato sono tracciate in modo organico sul poligono generativo della forma a stella e costituiscono un sistema strutturale fondamentale, riducendo le luci libere degli ampi spazi interni. Le corti interne portano la luce naturale dall’esterno illuminando le diverse aree funzionali che distribuite radialmente intorno ad esse. Allo stesso tempo queste aperture interne sono spazi per esposizioni all’aperto e importanti camini per il raffrescamento e la ventilazione naturale dell’edificio. 
3.b Laboratori per il Restauro 
I Laboratori per il Restauro sono stati organizzati in modo da essere parte integrante del museo e allo stesso tempo del tutto indipendenti. Ai Laboratori si accede dall’ingresso principale del museo attraverso il passaggio lungo la suggestiva ala per l’esposizione delle opere del laboratorio, oppure direttamente da fuori, tramite un accesso indipendente e comune all’archivio, situato nella grande piazza a sud. Da qui si accede ad una hall interna, in prossimità della corte sud. La parte specializzata dei laboratori è organizzata su due livelli, in parte intorno all’atrio sud da cui prendono luce e in parte affacciati sull’atrio dell’ala per le esposizioni del Laboratorio. 
3.c Archivio 
L’ingresso alla parte pubblica dell’archivio avviene dal livello 0.00(+5.00slm), in corrispondenza della hall centrale dei Laboratori di Restauro. Da qui si sale al primo livello, a quota +3.80(+8.80slm), dove si trovano le sale di consultazione pubbliche, mentre la parte inferiore è dedicata alla conservazione. 
3.d Acquario 
L’acquario è pensato come un ambiente indipendente rispetto al museo. Situato nel braccio più esterno, in corrispondenza della piazza a sud del museo, l’acquario rappresenta un’attrattiva di sicuro effetto sui visitatori, garantendo la costante presenza di pubblico e la migliore vitalità della piazza d’ingresso.  Il percorso dell’acquario parte dal livello 0.00 (+5.00slm) e sale a quota +3.80(+8.80slm), dove si congiunge con il percorso di collegamento con il museo. Da qui inizia la parte didattica dell’esposizione attraverso una successione di sale per la comunicazione, per le ricostruzioni multimediali, e per le vasche minori. Al temine di questo primo anello espositivo si scende di nuovo al piano terra e si inizia il percorso delle vasche che si conclude in prossimità del negozio/bookshop e della caffetteria. 
3.e Biblioteca 
La biblioteca è stata organizzata intorno alla grande corte ovest per le esposizioni all’aperto. La biblioteca si articola su due livelli: il piano terra, accessibile indipendentemente dalla Piazza nord, in prossimità dello shop e il livello intermedio a quota +4.50(+9.50slm). 
4 EDIFICIO POLIFUNZIONALE 
4.a Concetto architettonico e distribuzione 
Il centro polifunzionale è un complesso che si compone di tre edifici diversi articolati intorno ad una piazza centrale parzialmente coperta. L’idea alla base del progetto è quella di rendere questo edificio il più permeabile possibile rispetto al flusso della passeggiata. Il piano terra dell’edificio vuole essere una naturale estensione dello spazio pubblico del lungomare, in grado da adattarsi al mutare delle condizioni di utilizzo tra il giorno e la sera. 
4.b Collegamento in quota 
Al Centro Polifunzionale si può arrivare in diversi modi come già evidenziato nel paragrafo 2.1. Per chi arriva direttamente dalla Villa Comunale, tramite il ponte di collegamento sopra i binari, si offrono due possibilità: proseguire il percorso della passerella fino all livello 0.00 (+4.00slm), sbarcando al centro della piazza centrale coperta, oppure entrare in quota, all’interno dell’edificio nord, in corrispondenza del primo livello. 
4.c Edificio Nord 
Da questo ingresso a quota +4.32 (+8.32slm) si accede direttamente alla galleria commerciale attraverso la quale si può raggiungere livello inferiore tramite scala o rampa per disabili. Al primo livello si trovano la Palestra e i Laboratori per l’Artigianato. La galleria commerciale prosegue al livello inferiore terminando in uno spazio centrale comune al grande cinema da 2000mq. L’ingresso al cinema avviene dal lato ovest, vi si arriva percorrendo il fianco del grande spazio coperto, parallelamente alla loggia vetrata che si affaccia sulla darsena interna. Il foyer del cinema è aperto sul lato ovest per offrire una vista suggestiva sulla costa opposta. 
4.d Edificio Sud 
L’edificio sud del complesso ospita i tre auditorium. La disposizione di questi è tale che in caso di eventi eccezionali, mediante l’avvolgimento delle serrande di separazione, sia possibile aprire i fronti interni mettendo in comunicazione le tre sale. In questa particolare configurazione, l’edificio sud diventa un unico auditorium di grande capienza. Lo spazio centrale unificato offre caratteristiche uniche, per l’articolazione della copertura e per le aperture a nord e a sud che consentono viste sul mare, sulla darsena interna e sui volumi dell’edificio contrapposto. L’auditorium più grande dell’edificio sud condivide con il cinema l’affaccio sulla piazza coperta. Il gioco di affacci diversi sugli spazi interni consente ai visitatori di partecipare all’attività frenetica, e alla vitalità di tutto il complesso. 

(Da Archiportale www.archiportale.com)  

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Dopo Torino: le opinioni dei tifosi

Altra partita, altra sconfitta e buonanotte Serie A. Sollevato dall'incarico Novellino, squadra affidata a Iaconi, progetto promozione ridimensionato, cosi come si sono ridimensionati i sogni dei tifosi amaranto intervenuti telefonicamente nel corso della trasmissione talk sport su Touring104.

Tifosi arrabbiati e delusi, convinti, come ci ricorda Santo, di disputare un altro campionato, cosi com'era nelle previsioni della vigilia, con tanto di slogan "Sono qui per vincere". E come sette giorni fa, i telefoni in studio sono roventi. L'argomento non poteva che essere incentrato su Novellino, anche se Barbara, ci invita a non addossare tutte le colpe al tecnico, è arrivato il momento che i calciatori si prendano le proprie responsabilità. Tanti anche gli sms, in particolare, tanti tifosi ci chiedevano informazioni sul futuro del Direttore Sportivo Martino, visto che si era sparsa la voce di un suo possibile licenziamento. Gianni Baccellieri, dai microfoni della diretta, ha risposto, ricordando un dato storico, nove anni di serie A, 5 con Martino e 4 con Foti, la colpa non può essere solo del direttore Martino e se il Presidente Foti lo ha richiamato almeno un motivo ci sarà, e questo motivo potrebbe essere che non si può gestire da solo una Società di Serie A. Su questo argomento, Nino altro radioascoltare, non è d’accordo, e sostiene che Martino dovrebbe farsi da parte, perché è colpevole di non aver fatto nulla al momento per risollevare le sorti della squadra. Insieme a Martino andrebbe licenziato tutto lo staff tecnico. Non e' solamente Novellino a salire sul banco degli imputati però e Mimmo ne ha per tutti, in particolare per Santos, inadatto a giocare in una difesa a quattro, la telefonata del radioascoltatore si chiude con parole di elogio verso Franco Brienza (nella foto), l'unico in grado di accedere la luce e di poter fare la differenza. C'è chi, invece, come l'amico e fedele appassionato della nostra trasmissione, Filippo, parla di Novellino come di un masochista, che si è autolicenziato, colpevole, secondo lui, di essersi fossilizzato su un modulo, il 4-4-2, che ha prodotto solo nove punti i dieci giornate. Facile la risposta che arriva dai nostri studi. E’ dal match di Coppa Italia contro l'Arezzo, ai primi di agosto, che questa squadra non ci entusiasma, una compagine sempre in sofferenza dinanzi agli avversari ed incapace di produrre gioco. Ci conferma tutto questo Demetrio, tifosissimo amaranto che vive al Nord. Secondo la sua opinione, questa squadra dovrebbe giocare col 3-5-2, proprio per dare più copertura al centrocampo e per far sì che calciatori come Santos, Lanzaro o Valdez, possano esprimersi al meglio giocando in una linea difensiva a tre. Più cattivi, in alcune telefonate, i pensieri di qualche tifoso, che parla di un Novellino che è arrivato a Reggio per prenderci in giro, troppo presuntuoso nelle dichiarazioni alla stampa e nello schierare la squadra. Concludiamo infine, citando un sms arrivato nei nostri studi, un messaggio di speranza, che ci ricorda come l'anno scorso, in serie B, la differenza di punti tra i play out e i play off è stata solamente di 14 punti, quindi secondo il nostro inguaribile ottimista radioascoltatore c'è tutto il tempo per recuperare il terreno perso in classifica.

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Serie B ’09/’10: risultati, marcatori e classifica dopo l’XI^ giornata

 

SERIE B 2009/2010

RISULTATI e MARCATORI dell’XI^ giornata

Ancona – Frosinone

Surraco (A) Mazzeo (F) Miramontes (A) De Falco (A)

3-1

Brescia – Albinoleffe

Rupolo (A) Baiocco (B) Caracciolo (B) rig. Caracciolo (B) Caracciolo (B)

4-1

Cesena – Grosseto

Do Prado (C) Carobbio (G) Schelotto (C) D’Alessandro (G)

2-2

Empoli – Ascoli

Vannucchi (E) Eder (E) rig. Barnacci (A) Eder (E) rig. Antenucci (A) Antonazzo (E)

4-2

Gallipoli – Lecce

Corvia (L) Marilungo (L) Marilungo (L)

0-3

Padova – Triestina

0-0

Piacenza – Modena

Anaclerio (P) Troiano (M) Cortellini (M) Troiano (M) Moscardelli (P)

2-3

Salernitana – Crotone

Stendardo (S) Cozza (S) Cozza (S) Pestrin (S) Zito (C)

4-1

Sassuolo – Cittadella

Riccio (S)

1-0

Torino – Reggina

Belinghieri (T) Bianchi (T)

2-0

Vicenza – Mantova

Giavazzi (V) Locatelli (M)

 

 1-1

CLASSIFICA dopo l’XI^ giornata

Frosinone

21

Cittadella

15

Cesena

20

Grosseto

14

Torino

20

Ascoli

14

Ancona*

19

Triestina*

12

Padova

18

Albinoleffe

10

Sassuolo

17

Reggina*

9

Lecce*

17

Piacenza*

9

Empoli*

17

Gallipoli*

9

Brescia*

16

Mantova

8

Modena

16

Crotone (-2)

7

Vicenza

16

Salernitana

5

 * una partita in meno

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Manca solo l’ufficialità: Ivo Iaconi è il nuovo allenatore della Reggina

Di ruolo difensore, esordì in Serie C negli anni '70, con la maglia del Giulianova. Giocò nel ruolo di libero, alto e prestante fisicamente, le sue doti migliori furono il colpo di testa ed il senso tattico. Sfruttando la statura, andava spesso in avanti sui calci piazzati, realizzando parecchie reti. Vestì le maglie della Fermana, del Carpi e del Francavilla, squadra con la quale vinse un torneo di Serie C2. Tornò al Giulianova, all'inizio degli anni '80 diventando una bandiera della squadra giallorossa per dieci anni e indossando per diverse stagioni la fascia di capitano.

Nel 1992 lasciò il calcio giocato, dopo la retrocessione dalla C2 al CND del suo Giulianova. Per due stagioni allenò la Sambenedettese in Serie C1, dove suo fratello Andrea era il direttore sportivo. Nel 1994 ricominciò dal CND alla guida del Taranto. Vinse il campionato, ma l'anno dopo ('95-'96) in serie C2 non ebbe fortuna e fu esonerato. Nonostante il licenziamento, la stagione successiva saltò in C1 al Trapani, ma retrocesse. Le stagioni poco positive, dovute all'inesperienza, contribuirono alla sua crescita professionale e infatti iniziò a collezionare promozioni. Con la Fermana (C1) si salvò il primo anno, al secondo arrivò primo traghettando la società marchigiana per la prima volta in Serie B. Il successo, bello ed inaspettato, ebbe un epilogo amaro: nei cadetti la squadra retrocese e passò al Catania, in C1, ma venne esonerato dopo sette gare. Dopo un anno di riflessione venne ingaggiato dal Pescara dove era direttore sportivo il fratello Andrea. In due anni riportò la squadra in serie B, ma nei cadetti la sorte gli fu avversa: dopo una metà stagione di buon livello, la situazione precipitò e Iaconi venne esonerato. A febbraio del 2005 guidò il Pisa (C1) per pochi mesi. A giugno 2005, dopo qualche riluttanza iniziale, accettò la panchina del Frosinone. La squadra ciociara, reduce da una stagione di C1 culminata con l'eliminazione nella semifinale play-off contro il Mantova, puntava al salto in serie B. Il presidente Maurizio Stirpe lo accontentò in sede di campagna-acquisti prendendo calciatori esperti come Anaclerio, Fialdini, Bellè, Ginestra, Antonioli, Perra ecc.. Il primo posto andò al Napoli di Edy Reja ed ai play-off Iaconi conquistò la storica promozione fra i cadetti per il Frosinone. Nella stagione 2006-2007, Iaconi è riconfermato in Serie B alla guida del Frosinone. Con la squadra frusinate Iaconi affronta un campionato di altissimo livello con squadre eccellenti (Juventus, Napoli, Genoa, Bologna, Brescia etc.) concludendo il campionato con un'ottima salvezza a 50 punti, conseguita con un turno d'anticipo grazie alla vittoria per 2-0 sull'Albinoleffe.Nel giugno del 2007 ha firmato un contratto con la società neo-retrocessa dalla A dell'Ascoli. Dopo questa stagione, in cui si piazza all'ottavo posto in classifica in Serie B ottenendo 62 punti con la squadra marchigiana e sfiorando i play-off, nel luglio del 2008 firma un contratto per la stagione 2008-2009 con la Cremonese, società di Prima Divisione, ma viene esonerato dopo la 16° giornata di andata. Dal 24 ottobre 2009 è l'allenatore della Reggina Calcio, al posto dell'esonerato Walter Alfredo Novellino.

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