Elezioni regionali 2014: Devona (Oliverio Presidente) “Incomprensibile la decisione dell’Università Magna Graecia di far spostare 60 studenti crotonesi a Catanzaro”

(1305) “Ho ascoltato e compreso le ragioni dei 60 studenti che per due anni hanno frequentato il corso di Scienze infermieristiche a Crotone e che, per non meglio specificate motivazioni, dal primo ottobre scorso (data d’inizio dell’Anno accademico) sono stati richiamati dall’Università Magna Greacia di Catanzaro a recarsi nel capoluogo di regione per completare il loro percorso”.

 

Giancarlo Devona, candidato al consiglio regionale della Calabria per la lista “Oliverio Presidente” nella circoscrizione “Centro”, si schiera al fianco dei 60 studenti crotonesi che, grazie ad una convenzione stilata due anni fa tra l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro e l’Asp di Crotone, hanno avuto la possibilità di frequentare il corso di Scienze infermieristiche nella città di loro residenza. “A causa del trasferimento dei corsi a Catanzaro – spiega Devona – questi 60 studenti stanno vivendo non poche vicissitudini, sia a livello familiare, che personale. Tra l’altro non si comprende come l’Università Magna Graecia abbia potuto intraprendere unilateralmente tale decisione senza nemmeno comunicarla all’Azienda sanitaria di Crotone (cofirmataria della suddetta convenzione). È necessario sospendere tale provvedimento – prosegue Devona – in attesa che si possa giungere ad un nuovo accordo tra le parti. Crotone e la sua Azienda sanitaria non possono perdere in questo momento il corso distaccato di Scienze infermieristiche che, nel frattempo, sta offrendo a decine di giovani un’opportunità importante di lavoro. In queste ore – conclude Devona – mi metterò in contato col candidato a presidente della Regione per il centrosinistra Mario Oliverio perché prenda in esame, assieme alle tante altre emergenze in atto sul territorio pitagorico, la vicenda di questa 60 studenti crotonesi durante la sua venuta di questo giovedì a Crotone”.   

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Elezioni regionali 2014: Giordano (PD) ” “La Calabria riparta da digitale e innovazione. Sostegno ai giovani e alle imprese tramite sburocratizzazione e Agenda Digitale”

(1301) “La Calabria deve ripartire dall’innovazione, dal digitale e dai talenti della sua regione: solo così possiamo dare un futuro ai tanti giovani che si formano nelle nostre università”. E’ quanto ha affermato ieri Giuseppe Giordano, candidato alla carica di consigliere regionale nelle liste del Pd a sostegno di Mario Oliverio.

 

“I recenti successi delle startup calabresi – ha spiegato Giordano – ci indicano chiaramente qual è la via da percorrere: abbiamo un bacino di talenti incredibile, che si formano nelle nostre università e che provano a fare impresa restando in Calabria. Noi dobbiamo fare in modo di aiutarli, di sostenerli e di creare un ecosistema digitale che trovi nella Regione una sponda e non un avversario”. Il consigliere regionale, però, non si ferma solo alle startup: “Il mio è un progetto – prosegue Giordano – che si muove in direzione di una vera e propria Regione digitale, che attui i dettami dell’Agenda Digitale e che veda i cittadini non come un problema, ma come una risorsa. Insieme a loro si può e si deve iniziare a lavorare su temi importanti quale la sburocratizzazione, l’efficacia dei servizi per le imprese e la creazione di Sportelli Unici grazie ai quali prenotare servizi con un click. Si pensi solo a quanto i cittadini apprezzerebbero servizi come il fascicolo sanitario elettronico, o una scuola realmente digitale e connessa che spieghi agli studenti quali sono le reali possibilità dell’essere connessi e in contatto con tutto il mondo, integrando la didattica tradizionale con le nuove tecnologie, o ancora la possibilità di prenotare esami o documenti direttamente dal proprio computer o smartphone”. “In Calabria – conclude Giordano – resta ancora tanto da fare: vi sono ancora ora paesi senza una connessione Adsl e il nostro territorio è tra i più colpiti dal digital divide, come ci ricordano anche i più recenti studi della Commissione Europea. Occorre dare nuovo slancio, creando una vera e propria Agenda digitale calabrese da concertare con i cittadini, e individuare le priorità per dare la possibilità ai nostri giovani di restare in Calabria puntando sull’economia del futuro, quella digitale”.

 

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Elezioni regionali 2014: D’Ascola (NCD) “Azioni mirate per ridurre disagio sociale e ripristinare forme di assistenza”

(1300) "Ritengo indispensabili delle azioni mirate per ridurre il disagio sociale e ripristinare forme di assistenza adeguate, migliorando la qualità della vita dei soggetti che vivono situazioni di disagio sociale". A dichiararlo è Nico D'Ascola, candidato del Nuovo Centrodestra alle elezioni regionali in Calabria.

 

“Un settore in cui purtroppo, i tagli lineari a cui siamo stati abituati in questi ultimi anni sul versante della riduzione della presenza dello Stato sociale, hanno determinato un gravissimo disagio sociale, ma soprattutto situazioni obiettivamente gravi nei confronti di persone che uno Stato civile dovrebbe certamente assistere. In tempi di bisogno economico, commenta D'Ascola, di gravi difficoltà finanziarie dello Stato, dobbiamo fare non tagli lineari, ma una riduzione della spesa che sia selettiva, ossia che individui le situazioni di massimo disagio come inderogabili. Non si può pensare che le persone possano soffrire una riduzione degli spazi di assistenza di cui hanno bisogno, in mancanza  tra l’altro della capacità di possibili alternative. Uno Stato civile – ha concluso il candidato di NCD – deve garantire i livelli di assistenza, con percorsi atti a ripristinare  l’equità, la giustizia sociale e lo sviluppo sostenibile".

 

 

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Elezioni regionali 2014: il senatore Nico D’Ascola (Alternativa Popolare) sul caso Cucchi “E’ una vicenda che si è conclusa sostanzialmente con un nulla di fatto e l’impossibilità di accertare le responsabilità”

(1299) Nico D’Ascola, candidato a presidente della Regione Calabria per Alternativa Popolare, il raggruppamento che vede insieme Ncd e Udc alle prossime elezioni regionali, è intervenuto sul caso Cucchi: “A parte le considerazioni oggettive e soprattutto, il massimo rispetto nei confronti della persona deceduta, della famiglia che vuole la verità – ha dichiarato il senatore – su questa vicenda si inseriscono delle valutazioni che in punto di diritto risultano poco credibili.

 

Lo Stato avrebbe dovuto in qualche modo funzionare quale posizione di garanzia nell’evitare quello che poi, si è verificato. La Corte D’Appello ha dichiarato che non c’erano prove sufficienti ad affermare il giudizio di responsabilità, un’affermazione che deve essere rispettata. Dobbiamo, pertanto, aspettare la sentenza di assoluzione per valutare le ragioni della Corte D’Appello di Roma nel giungere ad una conclusione, comunque da rispettare, ma che ha sollevato obiezioni da parte della famiglia e dell’opinione pubblica che giustamente aspetta una risposta in termini di certezza”. Sull’iter processuale, Nico D’Ascola ha evidenziato: “La vicenda si è conclusa sostanzialmente con un nulla di fatto e l’impossibilità di accertare le responsabilità. Un caso che merita la riapertura delle indagini. Tuttavia  in questo contesto che non può essere solo argomentativo, in maniera tale da dare sfogo alle diverse esigenze, perchè deve essere un contesto regolato dal diritto, c’è da fare tutta una serie di osservazioni. Intanto, visto che c’è una sentenza di assoluzione in appello e un già previsto grado di ricorso per Cassazione, c’è da osservare che le nuove indagini ammesso che giungano all’ammissione di nuovi elementi probatori, certamente non sarebbero utilizzabili davanti al ricorso per Cassazione. La Corte di Cassazione non potrebbe essere investita dall’esistenza di nuovi elementi di prova a carico dei soggetti assolti dalla Corte d’Appello di Roma, perché il giudizio di Cassazione è un giudizio di legittimità. Potrebbe la Corte di Cassazione muoversi nell’ambito delle valutazioni degli elementi acquisiti dal giudice di primo grado e oggetto della sentenza della Corte d’Appello, non potrebbe oggettivamente in alcuna considerazione, non per difetto di volontà, quanto per la struttura del giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, ammettere elementi nuovi che fossero acquisti nel corso di indagini scaturite dopo la sentenza di assoluzione in Corte d’Appello. Se la Corte di Cassazione annullasse con rinvio la sentenza di assoluzione, sia pure con qualche forzatura, si potrebbe chiedere la riapertura del dibattimento e consentire che nel giudizio di rinvio, entrino prove eventualmente acquisite. Se queste prove riguardassero la responsabilità di altri, ossia intendendosi per altri soggetti diversi da quelli già giudicati, si darebbe luogo ad un altro giudizio. Nel caso in cui l’acquisizione di elementi di prova riguardasse soggetti già giudicati e definitivamente assolti, nel caso in cui la Corte di Cassazione rigettasse i motivi di ricorso eventualmente proposti dalla pubblica accusa, ovvero dalle parti civili, è chiaro che una sentenza definitiva di assoluzione nei confronti dei soggetti già giudicati determinerebbe la preclusione, rispetto all’intervento anche successivo di nuovi elementi di prova. Nel nostro sistema processuale la revisione è possibile soltanto nei confronti di sentenze penali di condanna, mai nei confronti di sentenze penali di assoluzione”. 

 

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Regione Calabria: i comunicati stampa del 4 novembre 2014

(1294) L’Assessore Trematerra ha reso noto che l’Arcea ha liquidato oltre 100 milioni di euro a favore di 106 mila beneficiari come anticipo sulla domanda Unica dell’anno 2014. L’Assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra ha reso noto che l’Arcea ha liquidato oltre 100 milioni di euro a favore di 106 mila beneficiari come anticipo sulla domanda Unica dell’anno 2014.

 

Tale pagamento – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – giunge al termine di un delicatissimo e complicato iter istruttorio, che ha visto la soluzione di migliaia di fattispecie bloccanti che rischiavano di inibire la corretta erogazione delle risorse. Infatti Arcea ha inteso concludere l’istruttoria di quella che è stata denominata “Operazione Bonifica”, riuscendo così ad includere nel pagamento 4.019 beneficiari che risultavano bloccati nell’ambito dell’indagine. L’assessore Trematerra ha evidenziato come “questo pagamento precede di pochissimi giorni un ulteriore pagamento che sarà effettuato nei prossimi giorni a favore di tutte le imprese che alla data dello scorso 23 ottobre non avevano ultimato l’iter per la certificazione antimafia. Ci tengo ad evidenziare come nei prossimi giorni, il prossimo 15 novembre, riceveremo un significativo trasferimento di fondi comunitari, circa 160 milioni di euro, che ci consentirà di pagare tutti i saldi della Domanda Unica e tutti gli antici e saldi delle misure a superficie del Psr. Voglio evidenziare – ha proseguito Trematerra – l’importanza di questo aspetto: la Regione Calabria paga i suoi agricoltori entro l’anno in cui maturano il diritto, avendo colmato tutti i ritardi che si registravano nei precedenti anni. Voglio ricordare che al mio insediamento, nel 2010, erano ancora inevase le annualità del 2007. Oggi la nostra agenzia Arcea, nel ripensare la sua organizzazione e nel prendersi in carico ulteriori attività complesse, quali i controlli di condizionalità, si ripromette una sempre maggiore vicinanza con gli operatori per meglio comprendere le necessità ed fabbisogni. Tutto ciò si innesta nel nuovo modello relazionale che il Dipartimento che ho guidata in questi ultimi quattro anni e mezzo ha sperimentato, anche con la scrittura del nuovo PSR 2014-2020, per il quale solamente rapportandosi con gli operatori e con i territori si possono dare risposte concrete e, soprattutto, utili all’intero comparto”. g.m.

 

 

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Elezioni regionali 2014: Battaglia (PD) interviene sulla questione rifiuti

(1290) “Dobbiamo trasformare il concetto stesso di rifiuto affinché non sia un problema, ma diventi una risorsa. Bisogna costruire una politica che abbia rispetto dell’ambiente e dia centralità all’avvio di progetti che possano portare alla creazione di nuovi posti di lavoro, implementando e rafforzamento il settore.

 

Questo porterà ricadute occupazionali importanti per l’intera Calabria. Abbiamo registrato un netto rifiuto alla centrale a carbone – dichiara Battaglia – il prossimo 9 novembre a Saline si svolgerà una manifestazione alla presenza del Ministro Lanzetta, e creeremo con i rappresentanti delle associazioni ambientaliste un forte presidio per ricostituire un’aria di sviluppo che possa avere una vocazione turistica e non essere ulteriormente deturpata. Un concetto importante – evidenzia il candidato del Partito Democratico – riguarda lo smaltimento dei rifiuti. E’ necessario capire come si possano trattare in maniera operosa. Abbiamo le discariche di Sambatello, Polistena e Siderno che potrebbero funzionare per trasformare il rifiuto in una risorsa e non avere il problema delle discariche che scoppiano. La Regione ha avviato una gara d’appalto per le navi che devono portare via i rifiuti. Potremmo invece, costruire un circolo virtuoso nella provincia di Reggio Calabria. Questo potrebbe portare occupazione e tradursi in fatti positivi e non problematiche che si abbattono sui comuni e sulla collettività, in termini di tassazione e di vivibilità dei centri abitati. Una difficoltà scottante a cui la nuova amministrazione regionale sarà chiamata a rispondere”.

 

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Elezioni regionali 2014: giovedì 6 la presentazione della lista de L’Altra Calabria

(1291) Giovedì 6 novembre alle ore 10, a Reggio in via Filippini 25, si terrà la presentazione della lista per il collegio Calabria Sud de “L’Altra Calabria” in corsa alle prossime elezioni regionali.

 

A partecipare saranno il candidato presidente Domenico Gattuso, i candidati della circoscrizione elettorale reggini, militanti e simpatizzanti. L’evento sarà occasione per far conoscere l’impegno civile e le competenze professionali dei candidati attraverso le loro biografie e i loro curriculum. E per trattare questioni politiche reggine e calabresi che verranno affrontate anche in successive iniziative come quella del “tour” di venerdì 5 che ne toccherà alcune come Atam, Omeca ed Aeroporto.

 

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Lamezia Terme (CZ): il Governo accoglie la richiesta dell’amministrazione, sbloccati i 30 milioni per riqualificare Savutano

(1292) Il Governo ha accolto la richiesta avanzata dell'amministrazione di sbloccare i fondi per la riqualificazione degli immobili aterp del quartiere savutano di Lamezia Terme. I 30 milioni di euro assegnati a Lamezia grazie al progetto SARA, presentato dal Comune in occasione del bando nazionale per il piano città, rischiavano di rimanere bloccati a causa dei vincoli europei del patto di stabilità.

 

Ora grazie alla richiesta del Comune i fondi sono sbloccati. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM sblocca Italia) del 28 ottobre scorso ha riguardato in tutta Italia solo 128 comuni e tra questi Lamezia e Brindisi sono le due città che hanno ottenuto lo sblocco dei finanziamenti più rilevanti (in Calabria solo due comuni sono stati ammessi dal decreto Lamezia e Paterno Calabro). “In questi anni- ha dichiarato il sindaco Gianni Speranza-abbiamo progettato molto, per rinnovare e riqualificare la città, ottenendo significativi finanziamenti nazionali ed europei. Siamo la città che ha speso e rendicontato di più per i PISU e che ha lavorato in questi anni per non perdere neanche un euro di quelli conquistati. Grazie alla nostra tenacia e al nostro impegno il piano città ed il progetto SARA andranno avanti: più di settanta appartamenti mai ultimati, una decina di casermoni iniziati dall'aterp e mai completati lasciati in stato di abbandono da tantissimi anni, in uno dei quartieri della città, savutano, in forte sviluppo ed espansione, potranno ora essere ristrutturati e terminati riqualificando così un'intera area della nostra città e dando anche una risposta ai bisogni abitativi dei lametini”.

 

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Elezioni regionali 2014: Gattuso (L’Altra Calabria) “Svendita di Stato per le O.Me.Ca. Politiche industriali a perdere”

(1293) “Impietosa, devastante, cattiva perfino nei modi e nelle dichiarazioni pubbliche, improntata all’ideologia liberista che continua a imperversare, la politica renzo-berlusconiana sta spingendo la Calabria nel baratro.

 

E rattrista osservare un ceto politico lontano dai problemi di questa regione, spesso impreparato, impegnato in diatribe di potere, in lotte interne per il dominio elettorale, incapace di arginare la deriva in atto. In Calabria stanno saltando interi comparti produttivi e si registra un impoverimento costante dell’economia e dei servizi. Renzi procede come una ruspa, arrogante fino all’inverosimile: attacco alla costituzione, modifica delle regole del gioco in salsa fascista per cancellare le opposizioni, attacco pesante ai diritti dei lavoratori; si sta ormai arrivando perfino a negare il diritto di sciopero. La disoccupazione, il malessere sociale, la crisi economica si accentuano. E la risposta che viene data è quella delle manganellate contro i lavoratori in piazza. Si stanno esasperando gli animi. In un contesto socio-economico calabrese drammatico come quello rappresentato dai dati Istat e dall’ultimo rapporto Svimez, ma già noto alla popolazione che vive il dramma sulla propria pelle, si affacciano nuove nubi pericolose. I grandi enti in Calabria la fanno da padroni: Anas, Fs, Eni, Finmeccanica ed altri ancora perseguono i loro fini lugubri senza alcuna resistenza; la politica è assente, manca di autorevolezza o è strabica. E arriva la svendita delle Omeca: il manager di Stato Moretti (quello che si lamentava qualche mese fa del taglio dello stipendio da 850.000 annui con la revisione della spesa pubblica), dopo aver realizzato la divisione dell’Italia nel campo dei trasporti ferroviari e aver distrutto il sistema dei trasporti regionali in nome dell’efficientismo e della privatizzazione (ma con sostanziosi contributi pubblici a carico anche delle popolazioni meridionali), con l’avallo di politicanti meschini, ora si accinge a replicare le proprie strategie su Finmeccanica. Val la pena di ricordare che questo signore è il nuovo amministratore delegato di Finmeccanica e che si ritrova a gestire la prima azienda industriale di Stato. E tra i suoi primi provvedimenti annuncia pubblicamente l’intento di alienare il comparto industriale AndsaldoBreda a due gruppi internazionali: la giapponese Hitachi e una cordata cinese non ben definita (Cnr-Insigma). Il progetto si va delineando: svendere due gioielli dell’industria manifatturiera italiana: Ansaldo Breda che fabbrica metropolitane di altissima qualità e Ansaldo Sts, leader mondiale degli impianti di segnalamento e controllo ferroviario. Le preoccupazioni dei lavoratori sono più che legittime; in genere alla svendita seguono ristrutturazioni e tagli; si profila poi un ulteriore rischio: il trasferimento del know how tecnologico ed ingegneristico in Cina, con la scusa che da quella parti i costi di produzione (ovvero i salari degli operai) sono molto più bassi. Occorre mobilitarsi per evitare il disastro che si staglia all’orizzonte e difendere lo stabilimento quale efficiente polo produttivo del Meridione e la professionalità delle maestranze. Nei mesi scorsi abbiamo proposto un progetto di rilancio del comparto produttivo ferroviario in stretta relazione con il potenziamento del sistema e dei servizi ferroviari della nostra Regione. Il nostro è un progetto alternativo, di sviluppo e di crescita economica e sociale, l’opposto di quello prefigurato da Moretti; e se Moretti va in quella direzione evidentemente sa di avere la copertura politica, di Renzi in primo luogo e del suo Pd. E’ tempo che anche i politici calabresi si sveglino. Non ci interessano i giochi di potere che dovrebbero condurre alla poltrona di sotto-segretario ai Trasporti il senatore D’Ascola per premiarlo del suo esporsi in favore delle larghe intese in Calabria (ricorderete che lo stesso ruolo era toccato a Gentile che poi dovette declinare per le note infelici vicende de L’Ora della Calabria). Quel ruolo potrebbe, peraltro, essere ricoperto da personalità che, in quell’ ambito, hanno competenze di settore acclarate. Chiedo perciò l’immediata apertura di un tavolo di discussione tecnico-politico in Calabria. Come anche chiedo la contestuale presa di posizione a difesa delle Omeca e dei lavoratori calabresi e di questa proposta da parte del neo-sindaco di Reggio e delle altre istituzioni. A noi interessa il futuro dei lavoratori e della nostra regione, sul serio. Per questo giorno 5 con il tour già programmato, “L’Altra Calabria” farà una prima tappa allo stabilimento delle Omeca, poi all’Atam, a seguire all’aeroporto e infine in piazza accanto ai lavoratori Fiom”. 

 

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Elezioni regionali 2014: il senatore Nico D’Ascola (Alternativa Popolare) è intervenuto sulla disoccupazione giovanile “E’ un problema drammatico che richiede immediati interventi”

(1296) Dai dati emersi dal Rapporto Swimez sull’economia del Mezzogiorno per il 2014, la Calabria si conferma la Regione più povera d'Italia con un Pil pro capite che nel 2013 si è fermato a 15.989 euro. Nico D'Ascola, candidato a presidente della Regione Calabria per Alternativa Popolare, il raggruppamento che vede insieme Ncd e Udc alle prossime elezioni regionali interviene sull’argomento:

 

“Sono dati  dimostrativi di una realtà che si percepisce andando in giro per le strade e conoscendo la società. Il problema più drammatico è quello della disoccupazione giovanile, ma anche correlativamente della emigrazione intellettuale che determinerà il vero impoverimento della Calabria. Da questo punto di vista non si può attendere. Le difficoltà riguardano il mantenimento di un contesto sociale accettabile, perché la povertà quando diventa drammatica, può determinare rischi di natura diversa e fortemente preoccupanti rispetto a quelli che non sono già i gravi problemi dell’economia”. Sulle possibili soluzioni, D’Ascola evidenzia: “Bisogna sottolineare che nessuno ha la bacchetta magica, soprattutto chi dovrà intervenire dopo tanti anni di  trascuratezza rispetto a tali problemi. Credo che vadano attivate le risorse già disponibili, quali ad esempio l’incentivazione dell’agricoltura. Il comparto dell’agricoltura può costituire una delle leve da utilizzare per risolvere i problemi. Contestualmente ho sempre visto nello sviluppo dei mestieri, delle attività artigianali, uno sblocco alternativo al posto fisso nella pubblica amministrazione, ossia alle scelte deplorevoli che ci hanno portato ad una condizione di esubero di spesa pubblica con una redditività estremamente bassa e con soluzioni non più praticabili. Ciò che afferma il premier Renzi  costituisce la constatazione di una realtà che avevamo già percepito ed evidenziato ancora prima, imponeva di scaricare sulle attività private quello che prima era sostanzialmente assistenzialismo e un lavoro dipendente dalla pubblica amministrazione, dalle caratteristiche conosciute, rendeva poco, non richiedeva nulla, un patto scellerato tra lo Stato e i privati, era sostanzialmente una redistribuzione del reddito del tutto parassitaria”. Sulle strutture che potrebbero essere utilizzare per la formazione, Nico D’Ascola argomenta: “Una storica istituzione come il C.I.A.P.I, un centro di avviamento delle attività professionali, una struttura di grandi dimensioni, dotata di attrezzature che nel corso degli anni sono state danneggiate e disperse, è impensabile che sia stata abbondonata. Si tratta di una vera sottrazione di bene pubblici, rispetto a quella che era la dotazione del C.I.AP.I allorquando è stato costituito, si constaterebbe non solo la dilapidazione delle risorse economiche, ma anche la chiusura di una struttura che potrebbe essere una fonte di attività lavorativa, attraverso l’insegnamento di mestieri e di attività. Tutto questo insieme al comparto dell’agricoltura potrebbe essere una delle leve da azionare in tempi ragionevolmente brevi, sfruttando le strutture già esistenti, ovviamente attrezzandole e facendole  amministrare  a soggetti capaci. Dobbiamo riscoprire quello che avveniva negli anni ’60. Dare competenze a  soggetti veramente capaci e non a fiduciari di determinati contesti politici. Soggetti responsabili che amino il lavoro, l’insegnamento, la formazione dei giovani  per dare loro una prospettiva di lavoro seria”.

 

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Elezioni regionali 2014: il senatore Nico D’Ascola (Alternativa Popolare) sul porto di Gioia Tauro “E’ necessario realizzare le infrastrutture che mancano per implementare l’attività dello scalo”

(1297) “Non c’è sviluppo economico senza i commerci”. E’ quanto affermato da Nico D’Ascola, candidato a presidente della Regione Calabria per Alternativa Popolare, il raggruppamento che vede insieme Ncd e Udc alle prossime elezioni regionali. “In questi anni il porto di Gioia Tauro è stato maltrattato in maniera indecorosa.

 

Uno scalo che potrebbe dare benessere non solo alla Calabria, ma a tutta l’Italia se assumesse le dimensioni che potrebbe avere, se una certa politica che ha favorito i porti del nord Europa, soprattutto quelli tedeschi e olandesi, fosse controbilanciata da un’iniziativa che si radicasse nel centro del Mediterraneo. Per incentivare l’attività del porto di Gioia Tauro è necessario realizzare le infrastrutture che mancano, così si  potrebbe ottenere un doppio risultato. Da un lato rafforzare le infrastrutture con l’alta velocità, con i treni che arrivano sino al porto e trasferiscono immediatamente le merci con un risparmio di circa 12 giorni di navigazione, dall’altro un risparmio di tempi ed economico. Si darebbe luogo a quello che può costituire un modello di sviluppo della Calabria, i commerci su scala addirittura mondiale, basti pensare alle rotte che vengono dai Paesi in via di industrializzazione con un tasso enorme di crescita. I Paesi dell’Oriente, come Cina e Corea, sono economie fiorenti che devono portare i loro manufatti verso i Paesi industrializzati in grave crisi, dunque uno sviluppo commerciale, ma anche la possibilità di implementare il turismo. Se non ci sono le strade, se mancano le ferrovie, gli aeroporti  a prezzi ragionevoli al contrario di quelli che attualmente si praticano, tutto diventa una chimera. La pre condizione per lo sviluppo economico sono le infrastrutture. Parlare di industrializzazione è difficile, non solo per i costi, ma anche perché il modello industriale è declinante dappertutto. E’ necessario guardare ad un modello di economia che si fondi su commerci, turismo, servizi, agricoltura, il recupero delle tradizioni, dei mestieri e delle capacità individuali dei soggetti. Questo è un modello di sviluppo credibile, non costosissimo, che si reggerebbe sulla realizzazione di infrastrutture, facendo decollare la società, anziché pensare ad uno Stato o un ente territoriale che dall’alto debba risolvere i problemi della gente”.

 

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Elezioni regionali 2014: il senatore Nico D’Ascola (Alternativa Popolare) è intervenuto sul precariato “Lo Stato deve impegnarsi al massimo per la stabilizzazione dei precari”

(1298) “La politica deve prevedere in tempi rapidi soluzioni praticabili per i precari che confidando in un lavoro, anche se temporaneo, hanno costituito famiglie e devono fare fronte ad impegni finanziari”. Queste le dichiarazioni di Nico D’Ascola, candidato a presidente della Regione Calabria per Alternativa Popolare, il raggruppamento che vede insieme Ncd e Udc alle prossime elezioni regionali.

 

“Lo Stato deve impegnarsi al massimo per la stabilizzazione dei precari. La politica in un settore così nevralgico e difficile che la impegna dal punto di vista finanziario, deve dimostrare una capacità di scegliere e di selezionare. E’ necessario individuare anche all’interno del precariato – ha proseguito D’Ascola – quelle situazioni che possono attendere, rispetto a quelle che sono arrivate ad un punto di rottura tale, da innestare problemi di ordine pubblico. Lo Stato deve interessarsi di queste vicende sul lato dei valori  e della tutela, in quanto sono situazioni che vanno difese e comprese, ma se ne deve fare carico anche dal punto di vista del mantenimento delle condizioni di vita sociale. Dobbiamo evidentemente avere una situazione più chiara del precariato, soprattutto in merito alla risolvibilità, non solo in termini finanziari, ma anche giuridici. L’impegno che la politica dovrebbe assumere è di massima trasparenza. Dobbiamo capire le situazioni che devono essere sanate subito, con un massimo impegno finanziario. Dobbiamo dare risposte concrete alla gente e non come è avvenuto in passato, trovare soluzioni illusorie che disattendono le aspettative e le necessità dei lavoratori”.

 

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Lamezia Terme (CZ): il Sindaco Speranza presenta formale richiesta di accesso agli atti alla regione sul centro TIN e il centro trasfusionale dell’ospedale

(1289) Questa mattina il sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza ha presentato al dipartimento regionale tutela della salute e politiche sociali della Regione Calabria una richiesta formale di accesso agli atti per quanto riguarda il centro di terapia intensiva neonatale ed il centro trasfusionale dell'ospedale della città.

 

La richiesta che fa seguito alle altre iniziative portate avanti dall'amministrazione fino al recente incontro con il Commissario alla sanità Gen. Pezzi, ha l'obiettivo di bloccare qualsiasi iniziativa che possa determinare il ridimensionamento complessivo dell'ospedale lametino. Questa richiesta è stata poi illustrata nel corso della mattinata dal sindaco, agli operatori ed ai medici del centro Tin in occasione dell'incontro che si è svolto in ospedale. “In questi anni è stata seguita una politica miope che ha colpito il diritto alla salute dei cittadini e indebolito la rete dei servizi sanitari del lametino ed in particolare del nostro ospedale. E' quanto ha dichiarato il sindaco Gianni Speranza. L'amministrazione da me presieduta si è sempre battuta in tutti questi anni contro le scelte regionali tese a penalizzare la nostra realtà. Con la richiesta di oggi, che si aggiunge a quella già presentata lo scorso agosto, vogliamo avere tutta la documentazione relativa alle scelte adottate dall'ASP e dalla Regione in questi mesi per far valere meglio le ragioni della nostra comunità”.

 

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Regione Calabria: i comunicati stampa del 3 novembre 2014

(1286) Avviate le procedure per un bando di oltre un milione sugli eventi culturali di qualità. L'assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri informa che sono state avviate le procedure per predisporre un bando di 1 milione e 200 mila euro per eventi culturali da svolgersi nel 2015.

 

"Si tratta – ha spiegato Caligiuri – di somme relative a residui di iniziative già finanziate. Poichè la nuova programmazione  ancora non è operativa in tutta Italia, è importante animare anche il 2015 con eventi culturali di qualità, utilizzando somme specificamente dedicate per promuovere iniziative per mobilitare, cosi come negli anni passati, in tutta le regione crescita economica e culturale". La programmazione culturale regionale ha finanziato con eventi triennali e biennali complessivamente oltre 300 attività che hanno determinato un flusso annuale di oltre un milione di persone, con un investimento complessivo di 21 milioni di euro che per ogni euro pubblico investito ha generato una ricaduta di otto euro sul territorio regionale. "Come ha evidenziato anche la recente ricerca del Censis sul capitale culturale in Calabria presentata a Roma lo scorso ottobre – ha specificato ancora l’esponente della Giunta regionale -, gli eventi culturali sono elementi significativi  per trasformare il patrimonio culturale esistente in fattore di sviluppo economico e civile. Con l'avvio delle procedure – ha concluso Caligiuri – anche nel 2015 potremo avere eventi in Calabria di qualità, che potrebbero rappresentare anche dei fattori di attrazione in vista dell'Expo 2015, per la quale si prevedono circa venti milioni di turisti. Occorre invertire la tendenza per fare in modo che tali flussi possano interessare anche le regioni meridionali, dove si reca solo il 15 per cento del turismo internazionale che riguarda l'Italia". p.g.

 

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Reggio di Calabria: elezioni regionali 2014: lavoro, sviluppo, mobilità, periferie, sanità e non solo. Il 5 novembre “tour” del candidato governatore de“L’Altra Calabria” Domenico Gattuso in siti sensibili e strategici cittadini

(1287) Sul territorio e tra la gente, ascoltando, analizzando e proponendo. È questo il metodo di azione politica che piace a “L’Altra Calabria”. Questo metodo verrà concretizzato anche il 5 novembre, quando il candidato governatore Domenico Gattuso effettuerà un vero e proprio “tour” per Reggio della durata di un’intera giornata.

 

Pienissima l’agenda del docente di Ingegneria dei trasporti all’Università Mediterranea, dei candidati consigliere reggini e dei sostenitori della lista di sinistra che localmente si rifà a “L’altra Europa con Tsipras”: ore 8, cancelli Atam; ore 9, cancelli Omeca; ore 10, Aeroporto dello Stretto; ore 10:30, centro civico Ravagnese; ore 11, piazza stazione Pellaro; ore 16, piazza Italia, incontro con la Fiom; ore 17, tra piazza Italia e sede de “L’altra Calabria” di via Filippini 25, passeggiata; ore 18, Ospedali riuniti; ore 19, centro civico Arghillà; ore 20, piazza della stele di Dante Alighieri a Catona. Questo il lungo ed articolato percorso per la città: tra periferie remote ed abbandonate e siti sensibili e strategici per il futuro di Reggio e di tutto il comprensorio metropolitano. Il tour servirà ad ascoltare le istanze dei cittadini e dei lavoratori che vedono il loro futuro lavorativo messo seriamente in discussione. Alle loro analisi vi saranno  le proposte che da tempo va formulando il professor Gattuso e quelle del Comitato. Si toccheranno le criticità che sono prioritarie nel programma de “L’Altra Calabria”: la difesa del lavoro e delle maestranze, connessa alla mobilità che il professor Gattuso conosce benissimo anche per motivi universitari nelle tappe Omeca – Fiom- Atam; l’accessibilità al territorio reggino, che si incrocia con le prospettive di sviluppo metropolitano e con il rischio di perdita di posti di lavoro all’interno dello scalo, andando all’Aeroporto dello Stretto; le periferie, incontrando la popolazione a Pellaro, Ravagnese, Arghillà e Catona; la sanità, uno dei settori che più tocca le fasce deboli. Altri temi verranno sicuramente fuori e saranno affrontati  sempre con spirito analitico e propositivo.

 

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Lamezia Terme (CZ): nomina degli scrutatori, il Sindaco Speranza “No alle spartizioni tra partiti e consiglieri”

(1288) Questa mattina nella riunione della commissione elettorale del comune, il sindaco ha riproposto, come già aveva fatto venerdì scorso, di sorteggiare i cittadini da scegliere come scrutatori per le prossime elezioni regionali.

 

La volontà di scegliere gli scrutatori tramite il sorteggio infatti, era già contenuta nel documento votato all'unanimità dal consiglio comunale di Lamezia Terme che lo aveva posto come indirizzo alla commissione elettorale. Nel documento approvato all'unanimità dal consiglio comunale infatti vengono indicati alla commissione elettorale i criteri da seguire per la scelta degli scrutatori: procedere al sorteggio da effettuarsi esclusivamente nell'ambito degli iscritti all'apposito albo, escludere dal sorteggio chi ha già svolta la funzione di scrutatore nelle ultime elezioni, prendere in considerazione tra gli iscritti all'albo degli scrutatori cittadini in stato di svantaggio quali disoccupati o inoccupati verificati dall'ufficio per l'impiego. Per procedere al sorteggio era necessaria l'unanimità dei membri della commissione. La proposta del sindaco per il sorteggio non è stata accolta per la contrarietà dei consiglieri Massimo Cristiano e Mariolina Tropea, registrando invece il consenso del consigliere dott. Nicola Palazzo. Il sindaco ed il consigliere Palazzo si sono impegnati in maniera seria per il sorteggio, posizione condivisa dai consiglieri di maggioranza, perchè in questo momento sarebbe stato assurdo che il Comune di Lamezia avesse scelto gli scrutatori dando un messaggio di spartizione tra i consiglieri e le forze politiche. Sarebbe stato inaccettabile se in città fosse circolata l'idea che solo chi aveva amici e appoggi nel consiglio comunale poteva essere nominato scrutatore. Già nei giorni scorsi, infatti erano circolate email da parte di membri della commissione elettorale per invitare i singoli consiglieri a indicare persone da nominare come scrutatori. Il sindaco ed il consigliere Palazzo, anche sulla base delle ultime due sedute del consiglio comunale,  hanno quindi evitato che si procedesse alle nomine secondo spartizioni. A questo punto gli scrutatori saranno indicati direttamente dalla Prefettura di Catanzaro. 

 

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Regione Calabria: i comunicati stampa del 2 novembre 2014

(1284) La Ragioneria generale della Regione Calabria – si legge in una nota dell'ufficio stampa – ha effettuato nel corso della settimana pagamenti per un totale di 34  milioni di euro euro. Lo rende noto l'assessore al Bilancio e alla Programmazione Nazionale e Comunitaria, Giacomo Mancini.

 

Nel dettaglio così distribuiti: 1,7 milioni di euro per le Borse Lavoro, 18,5 milioni di euro per,Ferrovie e Trenitali, 2,5 milioni  per il Dipartimento Lavori Pubblici, 0,5 milioni di euro per il Dipartimento Ambiente; 1,5 milioni al Dipartimento Attività Produttive; 7,5 milioni per il trasferimento al consiglio regionale; 0,5 milioni  per l'Economato e per Servizi Vari. Infine, circa un 1 milione di euro sono stati destinati al comparto Sanità come previsto dalla L. 210/92. Nessuno di questi pagamenti ha intaccato il plafond del patto di stabilità. "Anche questa settimana – dichiara l'assessore al Bilancio e alla Programmazione Nazionale e Comunitaria Giacomo Mancini – il nostro impegno è stato speso nell'interesse della comunità, delle famiglie e delle imprese". (1285) Cultura, Caligiuri: "Matera 2019 occasione per tutto il sud". "Matera 2019 occasione per tutto il Sud" è il titolo del commento dell'Assessore alla Cultura della Regione Calabria Mario Caligiuri pubblicato oggi sulla "Gazzetta del Mezzogiorno". Caligiuri cosi' ha argomentato: "Caro direttore, ho letto con attenzione il suo bell'editoriale "L'occasione di Matera" del 28 ottobre e mi complimento per avere inquadrato, anche storicamente, l'opportunità della designazione della Capitale europea della Cultura 2019 nell'ambito della crescita complessiva del Mezzogiorno, principale incompiuta dell'unità nazionale. Avere ricordato il ruolo di Alcide De Gasperi per lo sviluppo meridionale e' controcorrente in quest'anno di anniversari che riguardano anche Giorgio Almirante ed Enrico Berlinguer, constatando che proprio dello statista di Trento si e' parlato di meno, eppure per alcuni e' proprio quello che per il Paese ha fatto di più. Mi e' sembrata poi assai lucida la constatazione che la nascita delle regioni e la modifica del titolo V abbiano completato "la congiura contro il decollo del Sud", in quanto pone, a mio modo di vedere, il tema, stematicamente eluso, dell'effettiva efficienza delle istituzioni. Personalmente non so se vadano aboliti o riformati il Senato, le Regioni o le Province, quello che ogni giorno constato e' che con queste regole previste dalla Costituzione la democrazia in Italia non funziona. E il mio non è nè un giudizio politico, ne' moralistico, ne' retorico: e' una semplice valutazione tecnica. E non e' il caso di richiamare che ancora dopo 20 tentativi e 125 giorni il Parlamento non e' riuscito ad eleggere tutti i giudici della Consulta. Quanto poi all'osservazione che tra Nord e Sud il "divario e' stato acuito dall'unità d'Italia", faccio mio da un lato il giudizio di Francesco Saverio Nitti che, pur criticando aspramente la dinastia borbonica, ammetteva il "mediocre benessere" delle popolazioni meridionali perduto poi con l'Unità, e dall'altro condivido le valutazioni di Paolo Malanima e Vittorio Daniele i quali dimostrano che nel 1860 non c'era alcuna sostanziale diversità economica del Mezzogiorno rispetto al resto del Paese. E credo che, a riguardo, sia anche opportuno ricordare il richiamo alla responsabilità di Luigi Sturzo ("il Mezzogiorno salvi il Mezzogiorno") come l'importanza fondamentale dell'istruzione, ribadita da Gaetano Salvemini ("la questione meridionale si può risolvere con un esercito di maestri"), anche se, diversi decenni dopo, in un'ottica più generale e con un impianto squisitamente pedagogico, Raffaele Laporta evidenziava che "non tutte le comunità sono disposte ad essere salvate". Dal mio punto di vista, la questione meridionale più che essere economica, sociale o culturale mi sembra sopratutto di natura politica e mette il luce le evidenti responsabilità delle élite meridionali, passate e presenti. E non si riflette affatto sulla circostanza che la cosiddetta "seconda Repubblica", che sta durando da oltre vent'anni, un periodo equivalente al periodo fascista, non abbia mai espresso un Presidente del Consiglio meridionale. Ne' prima, ne' dopo i cosiddetti interventi straordinari nel Mezzogiorno hanno funzionato, nè quelli "dall'alto" e nè quelli "dal basso", entrambe direzioni che hanno evidenziato spesso l'assenza di una reale visione. Infatti, secondo me, non e' una questione di soldi. Una ricerca della London School of Economics evidenzia che dal 2000 al 2006 nel Sud si siano investiti circa 51 miliardi di euro di fondi europei che hanno determinato un aumento del prodotto interno lordo dell'1.3 per cento. Lo stesso studio dimostra che se questi fondi fossero stati spesi a pioggia, senza bandi, senza assistenza tecnica, senza consulenti, ci sarebbe stata una crescita della ricchezza nelle regioni meridionali del 2.5 per centro, praticamente del doppio. Inoltre, l'economista Paolo Savona. Ministro del Tesoro nel Governo Ciampi, ha spiegato la teoria della "pentola bucata" in base alla quale il problema del Mezzogiorno non è quello di ricevere maggiori risorse ma di mantenere nei rispettivi territori il prodotto interno lordo realizzato. Il caso di Matera, però,  potrebbe rappresentare un'inversione di tendenza. In questa occasione, probabilmente la "rete lucana", ha lavorato non solo per se ma per tutto il Sud: tra gli altri, il sindaco Adduce al Comune, Giampaolo D'andrea al Ministero dei Beni Culturali, Gianni Pittella in Europa. Matera 2019 può e deve essere l'Expo del Sud: un'occasione per mettere in mostra lo straordinario patrimonio culturale del Mezzogiorno, rappresentando un'irripetibile occasioni per le regioni meridionali di fare rete, mettendo insieme le tante, sopite energie, sepolte da una coltre di fatalismo, criminalità e di inefficienza. In base alla  teoria del baricentro, la città lucana scelta quale capitale europea della cultura del 2019 è geometricamente, ma anche simbolicamente, al centro del Sud. Lavoriamo da adesso per un progetto di sviluppo complessivo, finalizzando in modo specifico in vista di questo appuntamento i miliardi dei fondi europei a disposizione delle regioni meridionali per il periodo 2014-2020. Disegniamo insieme una visione di sviluppo, che colleghi il Sud al resto del mondo, avendo presente che l'obiettivo più importante, quello decisivo, dovrebbe essere cogliere questa opportunità per ridare al Mezzogiorno una rappresentanza politica dei suoi interessi anche oggi assente".

 

 

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Regione Calabria: i comunicati stampa del 31 ottobre 2014

(1281) Primato della regione nel progetto nazionale sulla lettura "libriamoci". L’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri ha partecipato, questa mattina, al Liceo "Pitagora" di Crotone alla manifestazione “Libriamoci ed ha evidenziato “lo straordinario impegno delle scuole calabresi con docenti e studenti che hanno animato le numerose iniziative, unitamente alle compagnie teatrali e ai tanti lettori che si sono alternati nei tre giorni dell'iniziativa".

 

“La Calabria – ha aggiunto l’esponente della Giunta – in assoluto la prima regione d'Italia nella partecipazione all'iniziativa "Libriamoci", promossa dai Ministeri dell'istruzione e dei beni culturali e dedicata alla lettura ad alta voce nelle scuole. Essendo purtroppo abituati a ben altri primati come i comuni sciolti per mafia, i giornalisti intimiditi e gli amministratori minacciati, guidare una classifica nazionale di promozione della lettura rappresenta un evidente cambio di passo". L’assessore Caligiuri ha, poi, invitato le scuole a inserire sui rispettivi siti internet i materiali video, audio e gli scritti prodotti per l'occasione, trasmettendoli anche al Centro per il Libro del Ministero dei beni culturali che ha coordinato a livello nazionale la manifestazione. p.g. (1282) Caligiuri è intervenuto alla presentazione del Polo tecnico professionale di Crotone. L’assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri è intervenuto, questa mattina, all'Istituto "Pertini-Santoni" di Crotone, alla presentazione, in conferenza stampa promossa dalla dirigente della scuola Rosanna Barbieri, del percorso di studi del Polo tecnico-professionale. "In questi anni la scuola calabrese ha compiuto progressi notevoli – ha dichiarato Caligiuri – anche in direzione del collegamento con il mondo del lavoro". All'iniziativa – informa una comunicato dell’ufficio stampa della Giunta – sono anche intervenuti il presidente del Consorzio "Cultura e Innovazione" di Crotone Alessandro Bianchi, il presidente della banca del Crotonese Ottavio Rizzuto, il direttore regionale dell'ente Confederale Istruzione Professionale e Artigianato Salvatore Colao e il maestro orafo Gerardo Sacco, tutti coinvolti nel Polo di Crotone. Nel suo intervento Caligiuri ha anche ribadito i progressi della scuola calabrese, ricordando che “l'Invalsi ha attestato l'aumento della competenze degli studenti, l'Istat l'aumento del numero dei lettori, il Censis l'utilizzo elevatissimo dei libri elettronici”. Ha poi ricordato i risultati nel collegamento con il lavoro, evidenziando che “l'anno scolastico è stato inaugurato all'Istituto "Severi-Guerrisi" di Gioia Tauro dove per tutto l'anno gli studenti delle quarte e quinte classi faranno lezione per quattro giorni in aula e per due nelle aziende”. Inoltre ha messo in luce l'istituzione dei quattro Istituti Tecnici Superiori di Polistena, Cosenza, Reggio Calabria e Fuscaldo “che – ha spiegato – preparano delle figure professionali altamente ricercate dal mercato”. Si è poi soffermato sull'istituzione dei Poli Tecnico Professionali “che in controtendenza con quanto è avvenuto in Italia, sono stati tutti orientati nel settore del turismo, con annessa filiera dell'agroalimentare”. I Poli, alla cui costituzione hanno partecipato, oltre alle scuole collegate con il turismo e l'agricoltura, anche imprese private e centri di formazione professionale, rappresentano un percorso di studi alternativo al diploma. “La Regione – ha specificato ancora l’esponente della Giunta –  ha inteso compiere una scelta di qualità, sollecitando la presentazione di iniziative significative, tanto che in occasione del primo bando emanato sono stati bocciati tutti i progetti presentati”. L’assessore Caligiuri si ha anche parlato delle potenzialità economiche della provincia di Crotone e di come queste possano essere sviluppate attraverso operatori professionali qualificati soprattutto nei settori del turismo, dell'agricoltura e dei beni culturali.  A tale riguardo ha citato l'investimento sulla valorizzazione dell'antica Kroton e le eccellenze vinicole ed agroalimentari, oltre alle risorse energetiche che possono ancora rappresentare un'occasione di sviluppo se non vengono condizionate da inquinamenti sia ambientali che criminali. Infine, ha espresso apprezzamento per il riconoscimento alle scuole veliche di Crotone “che  attraverso la loro attività – ha evidenziato – sono riuscite a fare scegliere la città di Pitagora quale sede di eventi sportivi internazionali che rappresentati delle oggettive opportunità di sviluppo, mettendo in evidenza le potenzialità dell'economia del mare”. p.g. (1283) La Regione offre consulenza a chi vuole investire in Calabria. A partire da dicembre 2011, due anni di scarsissima attività del nucleo Via-Vas-Aia, organo tecnico esterno al Dipartimento regionale all'ambiente, prima per motivi giudiziari che ne hanno sospeso i lavori, poi per vincoli della spending review sul contenimento della spesa, hanno prodotto – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta – gravi ritardi nella istruttoria e nella valutazione di tantissimi progetti pubblici e privati. Da novembre 2013, la situazione si è ulteriormente aggravata, per le dimissioni della maggioranza dei componenti, determinando un arretrato di circa 300 progetti in attesa di valutazione, con possibili compromissioni e/o perdite di finanziamenti. Per dare soluzione a tale gravissima criticità, è stata istituita una struttura tecnica di valutazione interna all'amministrazione regionale, ai sensi del regolamento approvato dalla Giunta regionale con delibera n° 381 del 31/10/2013, di attuazione della Legge regionale 39/2012. Tale struttura, insediatasi nel maggio 2014, sta lavorando, esclusivamente ed a tempo pieno, per recuperare i gravi ritardi, accumulati sui tantissimi progetti in attesa di valutazione ambientale. Alla funzione di “censore” dei diversi progetti, in merito all'impatto con l'ambiente, la Regione intende affidare alla struttura tecnica di valutazione anche quella di consulenza tecnico-ambientale, per ogni proposta d’investimento sul territorio regionale. Valutare, cioè, preventivamente, le idee progettuali, al fine di accompagnare i soggetti proponenti sulla fattibilità degli interventi, individuando eventuali lacune, per agevolarne il percorso e le procedure. Per tali finalità, la struttura dedicherà un pomeriggio della settimana (con un crono-programma che sarà visibile, sul sito dipartimentale, alla voce Commissioni-Nucleo S.T.V., ad esaminare le proposte di quanti manifesteranno la volontà di investire in Calabria creando sviluppo ed occupazione. p.g.

 

 

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Rapporto Svimez: Perna e Pandolfi (SEM) “Lo Stato torni ad assumere nel Mezzogiorno”

(1276) “L’Italia si ricorda dell’esistenza del Sud una volta l’anno quando il rapporto Svimez rende noti i dati del divario crescente con il resto del paese. Quest’anno si denuncia il fatto che nel Mezzogiorno si fanno meno figli che nel resto del paese a causa della crisi. Una volta, fino agli anni ’70 del secolo scorso, si denunciava il fatto che i meridionali facevano troppi figli e per quello erano poveri.

 

Tutti si strappano le vesti, si indignano per la tremenda condizione giovanile, per la scandalosa assenza di occasioni di lavoro degno di questo nome, ma alla fine niente cambia. Siamo stufi di questi pianti da coccodrillo, pensiamo ad una risposta immediata ed urgente per dare un po’ di ossigeno alle nuove generazioni. Questa risposta non può che essere: la Pubblica Amministrazione deve tornare ad assumere nel Mezzogiorno, come nel resto del paese. In questi ultimi 6 anni si sono persi oltre 400.000 posti di lavoro nella P.A. in Italia, di cui 180.000 nel Mezzogiorno. Mancano medici, insegnanti, assistenti sociali, ecc. perché il tourn over è fermo da troppo tempo. Nell’immediato questa è la sola risposta possibile al dramma della disoccupazione di massa che colpisce i giovani del nostro Sud. E’ da folli pensare che la questione possa essere affrontata con vecchie ricette liberiste (meno tasse alle imprese = più crescita) come sta facendo il governo Renzi. D’altronde, come dimostrano i recentissimi dati sulla competizione industriale forniti dalla Commissione europea, la crisi ha incentivato il fenomeno delle delocalizzazioni produttive verso est (In Italia -20% di aziende manifatturiere e -25% di prodotto), con conseguente perdita di posti di lavoro. E non saranno misure palliative, su questo versante, a far recuperare al Paese il terreno perduto. Men che meno al Mezzogiorno, che, con ogni evidenza, non può essere messo in competizione con la Serbia e gli altri paesi dell’ex blocco socialista”. Tonino Perna (Assessore al Comune di Messina, Presidente Sem) e Luigi Pandolfi (Portavoce Sem Calabria).

 

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Lamezia Terme (CZ): Speranza “Per la nomina degli scrutatori no alle spartizioni si al sorteggio”

(1277) Anche per le elezioni regionali del prossimo 23 novembre, è necessario procedere alla scelta degli scrutatori delle sezioni elettorali della città di Lamezia Terme tramite il sorteggio. Il sindaco Gianni Speranza, lo ha affermato all'inizio del consiglio comunale di ieri 29 ottobre.

 

Ha ribadito la volontà dell’amministrazione di procedere alla nomina degli scrutatori con il metodo del sorteggio integrato dalla controllo dello stato di inoccupazione o disoccupazione presso l'ufficio per l'impiego, già utilizzato alle elezioni europee del maggio scorso. “Il nostro comune – ha dichiarato Speranza- è stato tra quei pochi a nominare gli scrutatori con il metodo del sorteggio, scegliendo tra i cittadini inoccupati e disoccupati iscritti negli appositi albi e che non hanno già fatto gli scrutatori nelle ultime  consultazioni elettorali. Vogliamo continuare su questa strada anche per la scelta degli scrutatori per le prossime elezioni regionali. Come avvenuto per le elezioni europee, auspico che la commissione elettorale, composta dai consiglieri comunali di tutti i partiti, continui con questa scelta. Mandiamo un messaggio preciso ai nostri cittadini di rottura con le vecchie logiche delle spartizioni e diamo un segnale di imparzialità, equità e trasparenza. La scelta del sorteggio – ha concluso Speranza – è un gesto importante che tutto il consiglio comunale deve offrire alla città”.

 

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