Villa San Giovanni (RC): Kiwanis, domani sera “Grande concerto dell’Immacolata”

Prosegue l'attività di service del Kiwanis Club "Fata Morgana – Città di Villa San Giovanni". Dopo il successo ottenuto col progetto "K for K – Kiwi for Kiwanis" che ha consentito la raccolta di quasi 4.000 euro a favore del progetto Eliminate e dei services locali in occasione della "Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza" del 20 novembre scorso, nonchè dell'iniziativa "Il Kiwanis entra nelle scuole – Key Leaders" che ha visto protagonisti gli allievi dell'Istituto "L. Nostro", adesso i soci del club "Fata Morgana – Città di Villa San Giovanni" sono pronti per il "Grande concerto dell'Immacolata" di sabato 8 dicembre.

Un concerto di beneficenza patrocinato dal Comune di Villa San Giovanni e che vedrà protagonisti i giovani musicisti dell'Orchestra Giovanile di Laureana di Borrello reduci da notevoli successi e riconoscimenti in tutta Italia. L'orchestra, diretta dal maestro Maurizio Managò, dalle ore 19,00 di domani presso il Duomo di Villa San Giovanni, si cimenterà nell'esecuzione di brani classici, di brani natalizi e di brani tratti da importanti colonne sonore approvati dal Consiglio pastorale. Il concerto dal titolo “Armonie dal mondo” prevede l’esecuzione di famose melodie di Piovani, Gounod, Erickson, Morricone e tanti altri; il ricavato delle offerte libere raccolte dai membri dei soci del club Kiwanis durante la serata saranno in parte devolute al progetto internazionale Eliminate che punta a combattere il Tetano materno e neonatale (TMN) ed in parte ai services locali volti alla beneficenza per le famiglie indigenti con bambini. "Si tratta di una iniziativa culturale ed al contempo di service che il club Fata Morgana – Città di Villa San Giovanni e l’amministrazione comunale vogliono offrire alla città" – sostiene il presidente del club Rosario Previtera – "Ci vogliamo avvalere della grande professionalità e della eccezionale disponibilità del maestro Managò e dei giovani dell'ormai famosa Orchestra giovanile di Laureana di Borrello, con la quale condividiamo obiettivi di inclusione sociale e di valorizzazione dei talenti giovanili e confidiamo ancora una volta nella grande generosità dei cittadini i quali ci aiuteranno a sostenere anche nel periodo natalizio le famiglie più bisognose".

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Reggio di Calabria: “Adotta una Pigotta”, ritorna la Campagna di UNICEF che ogni anno salva la vita di milioni di bambini, a sostegno di Vogliamo Zero!

di Roberta Catizzone*. In occasione delle festività natalizie, il Comitato Provinciale per l’Unicef di Reggio Calabria promuove l’iniziativa ‘Adotta una Pigotta’ in collaborazione con il Comune di Reggio Calabria. ’evento si terrà nelle giornate di sabato 8 e domenica 9 Dicembre presso i locali della Galleria di Palazzo San Giorgio (ingresso dal Corso Garibaldi, di fronte al Teatro Cilea), dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. I volontari del comitato reggino allestiranno una mostra con le Pigotte realizzate da scuole e associazioni, offrendole al pubblico per finanziare la campagna ‘Vogliamo zero mortalità infantile’ di UNICEF Italia.

La Pigotta è la bambola dell’Unicef che aiuta a salvare la vita di milioni di bambini nel mondo; ma è anche un progetto educativo che, negli ultimi anni, ha visto impegnate centinaia di classi delle scuole primarie in tutta la provincia reggina. I bambini hanno potuto così partecipare al ‘cerchio di solidarietà’ che unisce chi ha realizzato la Pigotta, chi l’ha adottata e il bambino che, grazie alla Pigotta Unicef, verrà inserito in un programma di lotta alla mortalità infantile. Ogni Pigotta, infatti, rappresenta un bambino in attesa di un aiuto che può salvargli la vita. Con la sua adozione, l'UNICEF può garantire a un bambino in Africa una serie di interventi salvavita che prevedono la somministrazione di vaccinazioni contro le principali malattie killer per l'Infanzia, la somministrazione di vitamina A contro la cecità, terapie per la reidratazione, sale iodato, la fornitura di antibiotici in presenza di infezioni, nonché zanzariere per prevenire la malaria e assistenza alle madri durante la gravidanza e il parto. Oltre che dalle scuole il progetto è stato anche supportato da tante associazioni ed enti della provincia; quest’anno, tra gli altri, ha aderito al progetto Pigotta anche la Sezione Femminile della Casa Circondariale di Reggio Calabria. La mostra, nella Galleria di Palazzo San Giorgio, si ripeterà anche il fine settimana successivo, 15 e 16 dicembre, con le medesime modalità. Contribuire alle spese di una Pigotta ‘nel nostro mondo’, con tutta la crisi in corso, è ancora un gesto ‘da niente’: questo ‘niente’, in un paese che ne ha bisogno, equivale ad una ‘vita risparmiata e strappata alla morte’ in troppo giovane età. Il Comitato Provinciale per l’Unicef di Reggio Calabria invita tutti a partecipare all’evento adottando una Pigotta, perché “ogni Pigotta adottata è una vita salvata”. *Ufficio Stampa Comitato Provinciale Unicef Reggio Calabria.

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Caulonia (RC): domani, al Blu Tango Temporary Restaurant, il jazz di Vito Romeo per inaugurare il locale in versione natalizia

di Maria Teresa D'Agostino. Saranno le note jazz di Vito Romeo a inaugurare il nuovissimo “Blu Tango” Temporary Restaurant, domani, 8 dicembre, alle 20, nelle sale dell’Hotel Helios, sul lungomare di Caulonia. Il giovane pianista, travolgente nella sua espressione musicale in chiave jazz, allieterà la serata d’apertura dell’ormai storico locale stagionale nella sua versione natalizia. Un mese di apertura seguendo la collaudata formula del temporary restaurant partita negli ultimi anni dagli Usa e poi diffusa anche in Gran Bretagna e nel resto d’Europa.

Un’offerta di ristorazione “a tempo” e per questo con una marcia in più, ossia la possibilità di innovare giorno per giorno menù, accoglienza e intrattenimento. «Il menù seguirà la filosofia del locale, quindi, pur rimanendo legati alla tradizione, intendiamo proporre una cucina dinamica – spiegano Barbara e Fausto, titolari del “Blu Tango” – La proposta sarà diversa di settimana in settimana. L’internazionalità del temporary restaurant ci ha spinto a ricercare sapori esotici, come il curry, il sesamo e altre spezie particolari, che interagiscano bene con i nostri piatti tipici, dando origine a pietanze gustose e uniche. Il “Blu Tango” negli anni ci ha dato grandi soddisfazioni. Abbiamo perciò pensato che riproporre l’esperienza estiva durante il periodo natalizio, potrebbe essere un gesto di gratitudine verso la nostra terra e tutti coloro che hanno dimostrato di apprezzare il nostro impegno e la nostra passione». Quindi la garanzia di un team di professionisti nel settore da oltre trent’anni, ottimo cibo, una location accogliente e, per l’apertura, la musica jazz di Vito Romeo. Il musicista calabrese in questo periodo è pure impegnato nello spettacolo teatrale “La storia di Slavoj Slavik”, su testi di Mario La Cava, con l’attore Enzo dé Liguoro e il cantante Paolo Sofia. Per la serata al “Blu Tango” si esibirà nel suo vasto repertorio dalla musica classica al jazz. Per info e prenotazioni: Barbara +39 340 3772849, Fausto +39 342 3931775.

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“Reggio Calabria Film Fest”: “Quel che resta”, Malacrinò “Film storico e capace di riportare l’uomo del presente in quella fetta di passato dimenticato da tutti e che porta il peso del terremoto del 1908”

di Vincenzo Malacrinò*. Storico e capace di riportare l’uomo del presente in quella fetta di passato dimenticato da tutti e che porta il peso del terremoto del 1908. Questo è stato ed è il film “Quel che resta” proiettato nei giorni scorsi al Teatro Comunale “F. Cilea” di Reggio Calabria. Con questo film è stato evidenziato il dramma “terremoto” sconosciuto alle nuove generazioni e vivo nel ricordo di chi, un tempo, era bambino: gli anziani di oggi che, ancora con le lacrime agli occhi, ricordano l’evento che sconvolse Reggio Calabria e Messina. Il terremoto del 28 dicembre 1908 ha segnato la storia, così come la mente e il cuore di molti gettando l’uomo nello sconforto e nel baratro ossia in un angolo di terra attraversato dal “fiume” delle macerie.

Questo narra il film. La storia vera dell’uomo sommerso dal peso di aver perso tutto e tutti e persino il suo stesso cuore. Calato e compresso nelle mille difficoltà ha voluto essere fautore del proprio futuro iniziando a costruire le baracche. A vivere dentro una nuova storia che a tratti appariva sogno ed incubo contemporaneamente. Pochezza e niente appartenevano all’uomo di quel tempo così come i soprusi cui i più deboli erano costretti ad accettare quasi con “normalità” e silenzio. Tragici anni di storia rappresentati brillantemente in una pellicola che sintetizza e storicizza il tempo passato vissuto da chi ha dato al “dopo” la continuità fino ai giorni nostri. Senza chi non si fosse fermato per costruire le baracche; senza chi non avesse avuto il coraggio di affermare la propria determinazione a restare in questa terra, oggi, forse, molti reggini non sarebbero stati protagonisti di questo tempo. La voglia e la determinazione di cambiare le cose, nonostante tutto, infatti, vengono infatti rappresentati nel film. Dalla disperazione e dalla desolazione completa e totale che si legge nelle diverse scene è nata la forza ed il coraggio per gettare i pilastri di un nuovo presente. Lì, sulla scena c’erano tutti: il povero ed il ricco, il furbo e lo sciocco, i veri consiglieri del cuore e chi serpeggiava tragedie contro chi già viveva il dramma presente. “Quel che resta” non ha tralasciato niente di ciò che ha avvolto il sentimento dell’uomo e prima di tutto il coraggio di vivere la sofferenza con grande dignità, lontano da quello che poteva essere l’umano sconforto che pur conviveva con la voglia di andare avanti. Una forza corale, condivisa tra chi, al pari, viveva il dramma. Una forza che a volte portava l’uomo a fare scelte obbligate come quella di un matrimonio “combinato” ma anche una forza capace di esprimere la reazione interiore che vinceva sempre perché premiato dalla semplicità del cuore e dalla bontà delle proprie azioni. Reggio era questo: sintesi di mille esperienze, di tante azioni e di molteplici emozioni. Reggio era il luogo in cui nessuno aveva la certezza del dopo anche perché andava costruito; ma era anche il luogo del coraggio e della determinazione forse indotta dalla impossibilità di reagire che, contestualmente obbligava l’uomo ad andare avanti. Ed è stato anche il luogo in cui nel dramma si è innescato il dramma. Stavolta della “spagnola”. Questo l’altro spunto storico bene intessuto nel film. Ad una popolazione già schiacciata dalle macerie ed incapace di reagire si proponeva un’altra grande sfida: vincere la grande epidemia che ha tagliato vite come fossero covoni di grano. Purtroppo all’appello non mancava nessuno. La “Spagnola” non conosceva età. Nella tragedia, dunque, la tragedia; ma questa è la storia. Anche in questo, il film mostra come Reggio ha saputo reagire. “Quel che resta” non tralascia la lezione finale volta all’uomo presente che ben può conoscere le leggi della fisica ma incapace di stabilire la data di un evento sismico. L’uomo che progetta il proprio presente e che intende costruire il proprio futuro, e si faceva riferimento al ponte sullo stretto, deve ben conoscere il passato crudo e nudo, ossia la storia geologica e sismica che classifica la Calabria, dal punto di vista del rischio sismico, come area rossa. Toccante la narrazione finale di quell’ingegnere, conscio della storia passata, che decide, con coraggio e nel presente, di lasciare un segno forte a “quel che resta” del passato. Da Calabrese sento di ringraziare il regista Laslo Barbo così come i produttori Film Commission Calabria, produzione straordinaria Srl e provincia di Reggio Calabria nonché gli attori Giacomo Battaglia, Gigi Miseferi, Giancarlo Giannini, Franco Nero, Luca Lionello, Rosa Pianeta e tutti gli altri perché sono riusciti a rappresentare oggi, in modo forte, diretto e senza mezze misure la storia passata. Il terremoto non è stato uno scherzo e proprio per questo è giusto che non vada dimenticato. Loro in poco tempo sono riusciti a “ricostruire” la storia con immagini, parole e musiche tra l’altro molto appropriate e realizzate dal calabrese Sandro Scialpi. Questo è il presente. Una melodia che porta le note del passato. Il mio augurio è che i contenuti storici ed umani nonché culturali ed emotivi possano giungere nelle case degli italiani. *Dottore di Ricerca e Giornalista.

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Reggio di Calabria: per l’Aeroporto dello Stretto positivi segnali di ripresa, Porcino: “A novembre diecimila passeggeri in più rispetto al 2011”. Volotea, nel periodo festivo si vola tutti i giorni da Reggio a Venezia

Positivi segnali di ripresa per il traffico passeggeri dell’Aeroporto dello Stretto. Buoni risultati che seguono, a dire il vero, la leggera flessione negativa del mese di ottobre (-10%) in linea con il riepilogo di Assaeroporti attestatosi al -4,7% su scala nazionale. Nel solo mese di novembre, secondo la stessa Società di Gestione, sono ben 46.986 i passeggeri che hanno scelto di viaggiare dall’Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti”. Un dato significativo se confrontato ai 37.938 passeggeri del novembre 2011 e, soprattutto, se consideriamo la crisi economica che spinge verso il basso il traffico di passeggeri. A Reggio Calabria, invece, sono quasi diecimila le persone in più che hanno scelto l’Aeroporto dello Stretto.

Il che rappresenta un più che lusinghiero +23,85% aumento di passeggeri. Certamente – dichiara il Presidente Sogas Carlo Alberto Porcino – la coincidenza della avvenuta chiusura temporanea dello scalo di Fontanarossa avrà pure giovato a questo incremento di passeggeri. Noi dal canto nostro, come Aeroporto dello Stretto, con i mezzi di cui disponiamo ce l’abbiamo messa tutta per informare i passeggeri di Messina e provincia sulla offerta e sui servizi che offriamo alla clientela. La nostra scommessa – prosegue Porcino – sarà vinta se questa importante clientela messinese continuerà a scegliere la comodità e la vicinanza territoriale dell’Aeroporto dello Stretto. Molto c’è ancora da fare. Infatti se guardiamo l’attuale offerta dei voli e delle destinazioni esistenti sicuramente anche noi  di Sogas – ammette Porcino – riteniamo che le stesse meriterebbero di essere maggiori e ben più variegate. Stiamo incalzando molte compagnie invitandole ad investire sul nostro scalo indipendentemente da qualsivoglia forma di incentivo economico. I fattori che spingono una compagnia aerea ad operare presso uno scalo sono infatti molteplici. Il lavoro che stiamo facendo volto al superamento delle limitazioni tecniche applicate allo scalo da Enac va appunto nella direzione di creare tutte le condizioni affinché tutte le compagnie aeree non abbiano più scuse da accampare ed inizino ad operare da Reggio Calabria. L’Aeroporto dello Stretto ha dimostrato in questi mesi che ha una clientela che risponde bene alle novità, che ha voglia di volare. Proprio per questo accogliamo con particolare favore la scelta di Volotea che – come peraltro comunicato dalla stessa compagnia low cost (riportato a seguire, n.d.r.) –  a partire dal 20 dicembre fino al 6 gennaio 2013 aumenterà l’offerta dei collegamenti disponibili dallo scalo calabrese, in direzione di Venezia: partire sarà quindi ancora più facile, comodo e conveniente per tutti coloro che vogliono approfittare del break invernale per decollare alla scoperta di una destinazione affascinante e suggestiva, come Venezia o per raggiungere facilmente rinomate località sciistiche del Paese come Cortina o le Dolomiti. Nel dettaglio, da Reggio Calabria verso Venezia sono previsti voli quotidiani dal 20 dicembre al 6 gennaio, ad eccezione del 25, 28, 30 e 31 dicembre e del 2 gennaio, quando non sarà effettuato alcun collegamento. Volotea, la compagnia aerea low-costche collega le città di medie e piccole dimensioni, ha deciso di augurare a suo modo Buon Natale! a tutti i viaggiatori reggini. A partire dal 20 dicembrefino al 6 gennaio 2013 verrà infatti aumentata l’offerta dei collegamenti disponibili dallo scalo calabrese, in direzione di Venezia: partire sarà quindi ancora più facile, comodo e conveniente per tutti coloro che vogliono approfittare del break invernaleper decollare alla scopertadi una destinazione affascinante e suggestiva, come Venezia. Con questa iniziativa Volotea dimostra ancora una volta di prestare particolare attenzione alle esigenze dei propri passeggeri, che potranno così pianificare trasferte e spostamenti, usufruendo di un parco voli ancora più ampio e con tariffe alla portata di tutti. Il calendario con i voli aggiuntivi è già disponibile sul sitowww.volotea.com, presso le agenzie di viaggio o contattando il call center Volotea al numero 199.208.717. Nel dettaglio, da Reggio Calabria verso Venezia sono previsti voli quotidiani dal 20 dicembre al 6 gennaio, ad eccezione del 25, 28, 30 e 31 dicembre e del 2 gennaio, quando non sarà effettuato alcun collegamento.

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Reggio di Calabria: il resoconto del convegno “Da Saline Joniche a Doha, la stessa sfida: No al carbone”

All’indomani della presentazione del ricorso contro il DPCM che autorizza la centrale di Saline Ioniche, il fronte ambientalista si compatta a Reggio Calabria e lancia la sfida delle rinnovabili per mettere definitivamente da parte l’opzione carbone. Ieri in riva allo Stretto – ma con lo sguardo a Doha, dove i governi mondiali ragionano in questi giorni di cambiamenti climatici e fonti energetiche – le associazioni ambientaliste hanno discusso di strategia energetica nazionale e riduzione delle emissioni di CO2, di vecchi e nuovi impianti, di rischi per la salute e alternative occupazionali, di scenari globali e scelte locali.

In una cornice di pubblico delle grandi occasioni, da Palazzo Campanella – sede del Consiglio regionale della Calabria – si è sollevato ancora una volta un secco e corale ‘no’ al progetto di realizzazione di una centrale a carbone nell’Area Grecanica reggina, ben rappresentata dall’associazionismo e dai coltivatori del bergamotto (presente in sala anche la Coldiretti). Particolarmente importante è stata la presa di posizione di Giuseppe Scopelliti, governatore di centrodestra, che ha ribadito in una lettera inviata agli organizzatori il secco no alla centrale di Saline che “resta inquinante anche con le nuove tecnologie”. Contro il decreto governativo sulla valutazione d'impatto ambientale  anche la Regione Calabria ha presentato ricorso così come le associazioni dei coltivatori del bergamotto, i comuni della zona e così come si appresta a fare il Coordinamento Associazioni Area Grecanica. “È una battaglia di coerenza e di civiltà che porteremo avanti fino in fondo – ha dichiarato il consigliere regionale Giovanni Nucera, intervenendo in rappresentanza della Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria – una battaglia che per una volta ci vede uniti, al di là delle ideologie, per il futuro di un territorio che ha subito in passato scelte scellerate e irreversibili”. Anche la Provincia di Reggio Calabria ha sancito con l’assessore Eduardo Lamberti Castronuovo una “chiara ed esplicita posizione di contrarietà”, concretizzata con il concorso di idee per il waterfront di Saline Ioniche, i cui risultati sono stati illustrati da Mariano Fortebuono. “Cresce una ribellione a una chiara logica coloniale e a una scelta incompatibile con le esigenze del territorio – ha detto Nuccio Barillà, membro della segreteria nazionale di Legambiente, nell’introdurre l’incontro – cresce il desiderio di una via diversa per il rilancio dell’area, una via che sta prendendo corpo e si basa sulla vocazione turistica del territorio, l’alternativa energetica compresa quella del solare termodinamico e la concreta realtà dell’eccellenza del bergamotto. Il Ministro Clini non può parlare una lingua a Doha, esaltando i risultati su risparmio energetico e rinnovabili e una in Italia autorizzando il carbone”. “L’Italia frena la spinta dei paesi emergenti, che vorrebbero utilizzare senza vincoli le proprie scorte carbonifere, ma poi autorizza nuove centrali sul proprio territorio. È questa una doppia contraddizione – ha rafforzato il concetto Gaetano Benedetto, Direttore Politiche Ambientali WWF Italia – innanzitutto perché va contro la logica della riduzione delle emissioni che il governo italiano sostiene nel corso dei vertici internazionali, ma anche e soprattutto perché i numeri dicono che il Paese non ha bisogno di nuovi impianti, per giunta a carbone, materia prima di cui saremmo importatori. Meglio addirittura lasciare i territori così come sono piuttosto che inquinarli”. “Solo le fonti rinnovabili possono consentire all’Italia di ridurre la dipendenza energetica dall’estero – ha ribadito Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – dunque non solo non servono nuove centrali, ma è preferibile chiudere impianti come quelli di Vado Ligure e Rossano piuttosto che pensare a una riconversione al carbone. La battaglia si vince coniugando la questione ambientale a quella occupazionale: la scelta delle rinnovabili dà una risposta concreta, pulita e nettamente più redditizia in termini di quantità e qualità, alle richieste di energia e posti di lavoro”. “Quella della centrale a carbone di Saline è una questione che riguarda direttamente i cittadini dell’intera Calabria e della Sicilia – ha dichiarato Alessandro Giannì, Direttore Campagne Greenpeace Italia snocciolando dati impressionanti  sugli effetti sanitari del carbone – e questi ci dicono che le percentuali di malattie crescono nelle zone esposte alle emissioni di impianti di questo tipo. E le morti attese riguardano un’area che ha un raggio di ben 200 chilometri”. Dopo l'intervento di Paolo Catanoso, rappresentante del Coordinamento delle Associazioni dell'Area Grecanica No Carbone e di Ugo Sergi  in rappresentanza delle Associazioni di produttori  della stessa area, è partita la batteria degli interventi di cui sono stati protagonisti, tra gli altri, rappresentanti di Italia Nostra, sindaci del comprensorio direttamente interessato, tecnici ed esperti. In un messaggio, Danilo Selvaggi, direttore generale LIPU, ha sottolineato come Saline sia uno dei posti più importanti d'Europa per la migrazione degli uccelli. “Quest'area chiamerebbe amministratori e persone di buona volontà ad un programma di risanamento, ad una grande bonifica che schiuda un futuro migliore. Non una centrale a carbone”. Messaggi video e contributi di adesione sono giunti anche da parte dei coordinamenti di Vado Ligure e Porto Tolle, dalle associazioni nazionali Slow Food, FAI, Kronos e dal Coordinamento delle Associazioni, movimenti e partiti politici del Canton dei Grigioni che in opposizione all'investimento della società svizzera Repower a Saline e a favore dell'energia pulita hanno promosso un referendum e la candidatura della società al premio internazionale “vergogna”. Gli Uffici Stampa WWF Italia, Greenpeace, Legambientee LIPU.

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Roma: Foti (Pdl) “Auspico ritorno in campo di Berlusconi”

"Quando l’Italia della Seconda Repubblica ha avuto bisogno in passato di una nuova leadership politica, Berlusconi c’era. Quando l’Italia in piena Crisi Globale ha avuto necessità di un Governo di larghe intese e quindi di un gesto alto e nobile di responsabilità, Berlusconi c’era. Ora che l’Italia ha bisogno di salvarsi e non sprofondare nella crisi più profonda, ora che c’è di nuovo bisogno di qualcuno che difenda gli interessi degli italiani e che lo faccia con autonomia e vigore, ora che l’Italia deve ripartire con una leadership forte e autorevole, Berlusconi c’è".

A dichiararlo è l’on. Nino Foti, deputato e componente della direzione nazionale PDL. "Personalmente – sottolinea l’On. Nino Foti – auspico un ritorno in campo del Presidente Berlusconi. La sua estromissione anticipata in questa legislatura è stata ingiusta, tanto più se consideriamo che chi gli è subentrato ci consegna ora un Paese in condizioni peggiori di un anno fa. Se a ciò aggiungiamo i gravi errori commessi da questo Esecutivo, come ad esempio la vicenda degli esodati o l’incomprensibile Riforma del Lavoro, che ho avuto modo di seguire da vicino in qualità di Capogruppo Pdl in Commissione Lavoro, risulta evidente come sia necessario riallacciare le fila del lavoro svolto precedentemente. Non posso dunque – conclude l’On. Foti – che accogliere favorevolmente la prospettiva che il principale artefice di tanti successi per il nostro Paese torni in campo".

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Riordino Province, la senatrice Bianchi (Pdl) invita i sindaci del Crotonese alla mobilitazione. Promosso venerdì un incontro a Crotone nella sala consiliare

"Il ruolo e la partecipazione attiva delle Amministrazioni comunali della provincia di Crotone, con i sindaci in prima linea, sono assolutamente fondamentali per proseguire una battaglia sacrosanta in difesa della Provincia e per scongiurare l'isolamento delle comunità crotonesi". È l'appello alla mobilitazione della senatrice Dorina Bianchi in una lettera inviata ai 27 primi cittadini del Crotonese in prossimità della discussione al Senato del decreto sul riordino delle Province prevista per il prossimo 7 dicembre.

"Il confronto e la votazione sul provvedimento – scrive nella missiva la parlamentare del Pdl -, saranno un banco di prova fondamentale, da un lato, per motivare dissenso convinto verso un decreto iniquo e, dall'altro, per rimarcare, in assoluta condivisione con quanto sostenuto più volte anche dal presidente Stano Zurlo, la necessità di un processo politico, ancor prima che costituzionale, di riassetto delle istituzioni territoriali dello Stato. Al contrario, la scelta del decreto intrapresa dal Governo Monti è un evidente pugno in faccia alla sovranità popolare e alle autonomie locali. I numerosi emendamenti da me presentati – precisa ancora Dorina Bianchi – hanno come obiettivo la difesa del territorio e dei suoi cittadini, la presenza dei presídi di sicurezza e di utilità sociale, il mantenimento della Provincia di Crotone". "Nelle scorse settimane – continua la parlamentare del Pdl – ho più volte espresso l'assoluta necessità di avviare, fuori e dentro il Parlamento, azioni e iniziative per produrre un cambio di rotta ad un'attività del Governo spesso ragionieristica e frettolosa, in contrasto con le aspettative e i bisogni espressi dalla comunità crotonese". "In questo quadro, in sintonia con il presidente Anci Calabria, Peppino Vallone – conclude Dorina Bianchi -, si ritiene opportuno un confronto con tutti i sindaci del territorio per domani, venerdì 7 dicembre alle ore 11,30, nella sala consiliare del Comune di Crotone".

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Reggio di Calabria: venerdì 7 la costituzione dell’Associazione ex Studenti del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci”

di Giuseppe Naim*. Venerdì 7 dicembre alle ore 16.00, con una cerimonia pubblica presso l’aula gradinata del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria, si terrà l’assemblea costitutiva dell’Associazione ex Studenti del Liceo. In tale data verrà sottoscritto l'atto costitutivo e approvato lo Statuto della neonata associazione che raggruppa gli ex studenti, finalizzata alla creazione di una rete importante che possa divenire un punto di riferimento per tutta la comunità scolastica, passata, presente e futura, del Liceo cittadino, una delle scuole storiche della città e una delle eccellenze calabresi, recentemente classificato ai primissimi posti d’Italia secondo una ricerca redatta dalla Fondazione Agnelli.

Nell'occasione sarà data una testimonianza di come è stata vissuta l'esperienza del nostro Liceo da alcuni ex alunni, tra i quali Pina Novello, professore ordinario e già vicepreside della facoltà di ingegneria al Politecnico di Torino, diplomatasi negli anni ‘60, dal prof. Luigi Caminiti, diplomato negli anni ‘70 e dal prof. Fortunato Praticò, diplomato negli anni ‘80 ed attualmente docente di ruolo al “Vinci”. Presiederà l'incontro la dirigente prof.ssa Giuseppina Princi, che ha sostenuto molto l’avvio di questa iniziativa che rappresenta uno strumento ulteriore di crescita e network professionale per gli studenti del noto liceo cittadino. Sono invitati tutti gli ex studenti, i quali potranno compilare la scheda di iscrizione nel sito web del Liceo. *Componente Consiglio d’Istituto e presidente Comitato Genitori Scuole.

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Reggio di Calabria: il “Reggio Calabria Film Fest” rende omaggio a Enzo Mirigliani

di Daniela Gangemi*. La terza giornata del “Reggio Calabria Film Fest”, si è conclusa con l’omaggio ad Enzo Mirigliani (nella foto con la figlia Patrizia), storico patron di Miss Italia, a poco più di un anno dalla sua scomparsa. Mirigliani, originario di Santa Caterina dello Jonio, entrò a far parte dell’organizzazione di Miss Italia nel 1956, quattro anni dopo assunse la direzione, proseguendo il lavoro di Dino Villani. Nella sua lunga carriera, ha ricevuto numerosi premi per l’attività svolta, tra questi il premio speciale al Gran Premio Internazionale dello Spettacolo.

Nel 1991 fondò Miss Italia nel Mondo, concorso dedicato alle ragazze straniere con origini italiane, e nel 2010 lasciò la direzione alla figlia Patrizia che ha proseguito l’opera attenta del padre. Sul palco del Teatro “F. Cilea”, insieme alla conduttrice Rosaria Cannavò e al direttore artistico del Festival, Bruno Di Marino, erano presenti Patrizia Mirigliani, Stefania Bivone, Miss Italia 2011, Gloria Bellicchi, Miss Italia 1998, Claudia Romeo, Miss Calabria 2012, Toni Licordari, ex caporedattore della Gazzetta del sud, Simone De Maria, regista del docufilm dedicato ad Enzo Mirigliani “Storia di un ragazzo calabrese”, presentato in anteprima al “Roma Film Fest” e che sarà proiettato domani mattina, nell’Auditorium Calipari del Consiglio Regionale. Patrizia Mirigliani ha ricordato il legame che legava il padre alla sua terra di origine: “Mio padre era un uomo del sud. Aveva un grande senso della famiglia, dell’onore, del rispetto. Era emigrato giovanissimo dalla sua città natale, Santa Caterina dello Ionio, con l’idea chiara di realizzare i suoi sogni. La sua storia può essere un simbolo per tutti i giovani che con tenacia ed impegno vogliono realizzare i loro desideri”. Sul proseguimento dell’attività del concorso, Patrizia Mirigliani ha aggiunto: “Per me è una grande responsabilità. E’ contemporaneamente un onore e un onore. Cerco di portare avanti il lavoro di mio padre e i suoi insegnamenti, condividendo le emozioni, le aspettative, le ambizioni, che accompagnano le ragazze”.  Simone Di Maria, ha spiegato come è nata l’idea di realizzare un docufilm su Enzo Mirigliani: “Il nipote di Enzo, Nicola, figlio di Patrizia, ha voluto tributare un omaggio al nonno, con la realizzazione di un cortometraggio che ripercorresse le tappe più significative della sua vita, raccontando il lato privato, l’attaccamento alla famiglia,affinchè dal ritratto tracciato, trasparisse la sua semplicità”. Tonio Licordari ha ricordato l’edizione di Miss Italia, che si svolse al Lido comunale nel 1974, tappa voluta fortemente da Enzo Mirigliani, per lasciare un segno nella sua terra.  La serata, si è aperta con la sfilata degli abiti d’epoca della Camera regionale della Moda, dal titolo “La bellezza si veste di cinema”  ed un omaggio a Sofia Loren con la proiezione di uno spezzone tratto dal film “La ciociara”. Michele Geria direttore organizzativo del “Reggio Calabria Film Fest”, ha consegnato un riconoscimento ad Antonio Fata, presidente della Camera regionale della Moda, Giuseppe Emilio Abbruzzese, vicepresidente della Camera regionale della Moda, Alessandra Giulivo, delegata cultura, comunicazione ed eventi della Camera regionale della Moda e Claudia Ferrise, direttore responsabile fashion design della Camera regionale della Moda. Antonio Fata ha evidenziato: “La Camera regionale della Moda è nata nel 2007, per un’idea mia e del presidente onorario Santo Versace, per promuovere e sostenere attraverso eventi nazionali e all’estero, il talento dei giovani calabresi. Abbiamo voluto coniugare la moda al cinema. La serata è stata conclusa dal concerto di Federico Zampaglione, cantante e regista di origine reggina, fondatore del gruppo dei Tiromancino che ha eseguito alcuni brani del suo repertorio. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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Reggio di Calabria: “Piria” premiato per la vittoria al concorso per cortometraggi “Italia – Svizzera: la storia dal 1861 al 2011″

di Angela Panzera*. Questo pomeriggio, presso Villa Zerbi a Reggio Calabria, l’organizzazione del Reggio Calabria Film Fest ha premiato l’istituto tecnico economico “Raffaele Piria” di Reggio Calabria per il brillante risultato ottenuto recentemente in Svizzera. In particolare gli studenti della IV B hanno vinto il primo posto al concorso per cortometraggi  “Italia – Svizzera: la storia dal 1861 al 2011’, edizione 2012”. L’opera si chiama “La melodia della memoria” ed è stata realizzata da Chiara Belgio, Francesco Bilardi, Emanuela Falzia, Giorgia Panzera, Carmelo Calabrò, Maria Nadia Gandolfo Alessandro Sorgonà.

Quest’ultimo studente nel corto è stato sia interprete, ma anche e soprattutto pianista. Gli studenti sono stati guidati dalla docente  Licia Amodeo con il ordinamento del dirigente scolastico, professore Francesco Barillà.  La melodia della Memoria ha quindi vinto il prestigioso concorso imponendosi su 87 scuole partecipanti con quasi 1000 voti. Questo riconoscimento è stato ottenuto per la seconda volta consecutiva dall’i.t.e. “Piria”. Alla cerimonia di premiazione hanno partecipato, oltre agli studenti  e ai docenti, anche Giuseppe Agliano, delegato della Presidenza della Regione Calabria, e Carlo Coletta, presidente del circolo  svizzero “Magna Graecia” di Reggio Calabria. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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Reggio di Calabria: “Reggio Calabria Film Fest”, conferenza stampa di presentazione della giornata

di Daniela Gangemi*. Si è svolta, presso Villa “Zerbi”, la conferenza stampa di presentazione degli eventi della giornata del “Reggio Calabria Film Fest”. All’incontro sono intervenuti Michele Geria e Bruno Di Marino, direttore organizzativo  e direttore artistico del “Reggio Calabria Film Fest”, Giuseppe Agliano, delegato della Regione Calabria ai rapporti con la Fondazione “Calabria Film Commission”, l’avv. Pasquale Gallo, consulente legale della Fondazione “Calabria Film Commission”, Giuseppe Emilio Bruzzese, vicepresidente della Camera regionale della Moda, Alessandro Giulivo, delegata cultura, comunicazione ed eventi, Camera regionale della Moda, Elena Fonga, attrice e Claudia Romeo, Miss Calabria 2012.

Nel tracciare un primo bilancio della manifestazione Michele Geria ha evidenziato: “Il lavoro compiuto in questi mesi, con impegno e professionalità, ci ha consentito di ottenere ottimi risultati. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno portato avanti, con serietà e dedizione, le attività legate alla realizzazione dell’evento. La sinergia che si è creata, ha permesso di mettere a punto, nei dettagli, la manifestazione”. Giuseppe Agliano ha presentato l’omaggio ad Enzo Mirigliani: “Stasera – ha dichiarato il delegato – tributeremo un omaggio ad  Enzo Mirigliani,un grande professionista, che ha dato lustro alla Calabria, esportandone il nome in tutto il mondo. Domani mattina, inoltre, nell’Auditorium Calipari del Consiglio Regionale, sarà proiettato il film dedicato al compianto patron di Miss Italia, “Storia di un ragazzo calabrese”, già presentato in anteprima nazionale a Roma.Alla serata, saranno presenti la figlia Patrizia e due Miss Italia, Stefania Bivone e Gloria Bellicchi”. Sugli sforzi compiuti dalla Fondazione “Calabria Film Commission, Agliano”, ha aggiunto: “Il presidente Curti, ha evidenziato il ruolo ed il lavoro portato avanti in questi anni dalla Film Commission. La Fondazione si è aggiudicata nell’agosto scorso uno dei sette grandi eventi banditi dall’assessorato alla cultura della Regione Calabria  e rientrante nei Fondi FESR”. Giuseppe Bruzzese, vicepresidente della Camera regionale della Moda,ha voluto lanciare un messaggio: “Questa sera presenteremo due eventi importanti, ci sarà un omaggio a Sofia Loren ed una sfilata di costumi d’epoca intitolata “L’Arte del costume nel Cinema”. Come Camera regionale della Moda, siamo contenti di poter partecipare a questo evento e dare il nostro contributo, dando vita ad un connubio tra moda e cinema. Spero che anche in futuro, si possano realizzare altre collaborazioni, che ci consentano di diffondere la cultura e l’immagine della Calabria, con il coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti”. L’avv. Pasquale Gallo, ha posto l’accento sull’impegno portato avanti dalla Fondazione: “Stiamo lavorando, impiegando i fondi a disposizione, per realizzare produzioni che siano cofinanziate dalla Fondazione, ma che soprattutto valorizzino il territorio e le eccellenze calabresi. Il nostro intento è di implementare l’imprenditorialità delle imprese, legate al cinema, creando prodotti di qualità, che siano cofinanziati”. Bruno Di Marino, direttore artistico, ha ricordato altri eventi legati alla manifestazione: “Questa sera, sempre al Teatro “Cilea”, si svolgerà il concerto di Federico Zampaglione, cantante reggino, fondatore del gruppo dei Tiromancino. Nel pomeriggio, inoltre, sarà proiettato il film, di cui lo stesso ha curato la regia, “Nero Bifamiliare”. A Villa “Zerbi”, invece è prevista  la proiezione dei documentari legati al Premio Vittorio De Seta, che sarà consegnato domani dalla nipote del regista siciliano, Vera Dragone,  e ci sarà la mostra “Lo sguardo espanso”  in collaborazione con la Fondazione Guglielmo di Catanzaro”. Nell’ambito del Premio Vittorio De Seta,ieri, sono stati proiettati tre documentari. “Di mestiere faccio il paesologo” di Andrea D’Ambrosio: Franco Arminio vive e lavora nell’Irpinia d’oriente. Si è inventato una nuova forma di letteratura e di disciplina: “la paesologia”, una disciplina indispensabile, ma inesistente. Il film è un viaggio nella vita e nel mondo di Arminio, un collage di incontri dello scrittore nei paesi dell’Irpinia e della Lucania, a cui si aggiungono le sue riflessioni e i suoi pensieri sui piccoli paesi.”Scorie in libertà” di Gianfranco Pannone: a Borgo Sabotino, nei pressi di Latina, nel 1963, in pieno boom economico, fu costruita una centrale nucleare su progetto inglese, ora chiusa. Pannone si preoccupa di indagare sulle tante scorie, materiali e morali, che sono rimaste nel territorio intorno alla centrale nucleare e che non scompariranno a breve termine. “La nave dolce” (fuori concorso) di Daniele Vicari: il 7 agosto 1991 la nave Vlora, di ritorno da Cuba, arriva al porto di Durazzo, nella stiva diecimila tonnellate di zucchero. Sono in corso le operazioni di scarico quando una folla enorme di migliaia di persone assale improvvisamente il mercantile, costringendo il capitano Halim Malaqi a fare rotta verso l’Italia. Il programma di oggi, invece, prevede le seguenti proiezioni: “Il santo nero” di Antonio Bellia: Francis e Mirelle, due giovani africani arrivati sulle coste siciliane in fuga dal Congo, si sono stabiliti ad Agrigento, frontiera liquida del mediterraneo. Seguiamo i due giovani protagonisti attraverso un racconto drammatico e sensuale, che mette in risalto, partendo dall’esperienza personale, i temi universali dell’integrazione e dei diritti dell’Uomo. ”Senza trucco – Le donne del vino naturale” di Giulia Graglia: quattro produttrici di vino naturale raccontano la propria vita e il proprio lavoro di madri, contadine e imprenditrici, ognuna ripresa in una stagione diversa e in un differente periodo dei lavori annuali in vigna o in cantina. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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Reggio di Calabria: terza giornata del “Reggio Calabria Film Fest”, gli studenti incontrano il Sostituto Procuratore Crisafulli e la giornalista Iatì

di Angela Panzera*. Terza giornata del Reggio Calabria Film Fest. Continuano le proiezioni al teatro “Cilea” di riservate agli studenti delle scuole superiori. Questa mattina infatti, gli studenti dell’i.t.e. “Piria” e dell’i.t.i.s. “Panella” hanno assistito alla proiezione de La siciliana ribelle. Il film, realizzato nel 2009 con la regia di Marco Amenta e l’interpretazione di Veronica D’Agostino, narra la storia realmente accaduta di Rita Atria: la prima testimone di giustizia del nostro Paese. La protagonista è figlia di Don Vito, boss di Partanna, ucciso dalla mafia nel 1985.

Disperata per la scomparsa del padre, Rita ha deciso di vendicarne la morte e l'onore. Scoperto il mandante dell'efferato omicidio e trattenuta a stento dal fratello maggiore, Rita rimanda per sei anni la rappresaglia contro Don Salvo, il boss che ha ordinato l’omicidio del padre. Sei anni in cui osserverà e annoterà sui suoi diari ogni movimento dell'uomo e dei suoi scagnozzi. Ma la morte improvvisa del fratello, pugnalato barbaramente, la scopre sola e vulnerabile. Minacciata dagli uomini di Don Salvo si reca a Palermo per denunciarli tutti al procuratore antimafia, Paolo Borsellino. Braccata dai mafiosi e protetta dallo stato, Rita smetterà di essere un'adolescente spensierata e scoprirà la differenza tra vendetta e giustizia. Il Procuratore antimafia diventa per lei una figura paterna, la prende sotto la sua protezione e la sostiene nel suo percorso. L’uccisione di Falcone prima, e quella di Borsellino poi, rappresentano per lei un profondo momento di abbandono e sconforto. Rita è sola, non ce la fa più a sopportare questo enorme peso e decide di togliersi la vita. Rita Atria muore suicida a Roma il 26 luglio del 1992, sette giorni dopo la Strage di Via D’Amelio. Subito dopo la proiezione è avvenuto il dibattito, moderato dall’avocato e criminologo Agostino Siviglia, con Antonella Crisafulli, sostituto procuratore di Reggio Calabria, e Manuela Iatì (nella foto), giornalista e scrittrice. Il pm Crisafulli ha spiegato agli studenti la differenza che intercorre tra la figura del testimone e del collaboratore di giustizia. “Prima della legge del 2001 queste due figure non erano distinte. Con la nuova norma le differenze esistono e sono notevoli. Il testimone di giustizia- ha affermato il sostituto è colui che denuncia all’autorità giudiziaria fatti illeciti, di cui è venuto a conoscenza, senza però esserne l’autore o il complice. Il collaboratore, ossia colui che viene chiamato comunemente pentito, denuncia alla magistratura, o alla polizia giudiziaria, fatti illeciti riconducibili alla sua diretta responsabilità. Il testimone è incolpevole; per questo credo che la scelta di divenire tale sia un duplice atto di coraggio”. Il sostituto Crisafulli ha fornito agli studenti alcune vicende processuali legate alle figure di Maria Concetta Cacciola, Lea Garofalo e Carmela Iuculano. “Sono tre storie molte diverse fra loro. Tre storie di tre diverse testimoni di giustizia. Maria Concetta Cacciola aveva trentun anni, viveva a Rosarno, era sposata e aveva tre figli. Il 20 agosto del 2011 si suicida ingerendo acido muriatico. Aveva iniziato a collaborare con la giustizia perché non ce la faceva più a vivere in quel contesto mafioso. Osteggiata dalla sua famiglia di origine per la scelta, lontano dai figli, un giorno decide di togliersi la vita. Lea Garofalo invece, chiede aiuto allo Stato perché non intende più vivere quella vita datagli dal marito, presunto boss, e con la figlia Denise viene inserita nel programma di protezione. La ‘ndrangheta la trova e la uccide. Carmela Iuculano invece, decide di affidarsi allo Stato per amore dei figli. I suoi figli infatti, le chiedono di andare via dalla Sicilia perché non intendono più essere additati come mafiosi. Lei e i figli sono ancora sotto protezione. Ciò che accomuna queste tre vicende è la solitudine. Nei primi due casi l’abbandono, l’emarginazione, hanno influito nella vita, e nella morte, delle due testimoni. Concetta ha fatto proprio come Rita. Si è tolta la vita perché rimasta sola. Nel percorso del testimone di giustizia non è solo il magistrato ad accompagnarlo, ci deve essere anche la società. Non è il magistrato che insegue il testimone, o il collaboratore, ma piuttosto è lui che deve farsi trovare. È un travaglio per entrambi. Un giudice decide di sposare questo progetto dopo aver fatto gli appositi riscontri. Non basta denunciare, si deve anche indagare e questo riguarda soprattutto i pentiti. Collaborare con la giustizia non vuol dire assicurare l’impunità, ma è un nuovo percorso di vita che prima deve avvenire dentro di sé”. Anche la giornalista Iatì ha fornito agli studenti il racconto di alcune vicende incentrate sulla figura dei testimoni di giustizia e ha raccontato la vicenda di Anna Maria Scarfò. “Anna Maria – ha affermato la giornalista – è una ragazza originaria di San Martino di Taurianova. All’età di 13 anni ha iniziato a subire violenze sessuali e persecuzioni varie da una serie di soggetti. Quando fu invitata a portare con sé anche la sorella Concetta , per farla partecipare a quegli squallidi incontri forzati, non ce l’ha fatta più e ha rotto il muro del silenzio. Ha denunciato anni di violenze. Chi ha abusato di lei è già stato condannato, ma attualmente è in corso un processo anche nei confronti di altri soggetti che per anni l’anno minacciata poiché aveva osato denunciare i crimini subiti. Anna Maria è stata soprannominata malanova che in dialetto calabrese è un’ingiuria pesante. Al posto di essere aiutata dai suoi compaesani è stata maltrattata e minacciata perché aveva avuto il coraggio di denunciare le violenze subite per anni. Anna Maria è stata costretta a lasciare la sua terra. Ragazzi non siamo noi che dobbiamo andare via, sono i mafiosi che devono lasciare la nostra terra. La Calabria  è nostra, è vostra, non è la loro. Quando subite dei torti avete il diritto e il dovere di denunciare. Non potete consegnare agli altri il vostro futuro. La vicenda di Anna Maria Scarfò impone alla società una riflessione ben precisa. Si devono fare delle scelte. Non bisogna sempre andare a chiedere favori a qualcuno per ottenere ciò che ci spetta. Da soli dovete conquistarvi i vostri spazi. Chiedere favori- ha concluso infine Manuela Iatì- vuol dire autorizzare gli altri ad impossessarsi della vostra vita. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.  

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Reggio di Calabria: mercoledì 19 la presentazione ufficiale del nuovo dipartimento New Deal denominato “Academy of Advanced Scientific Studies”

Con il presente comunicato siamo lieti di annunciare la presentazione ufficiale del nuovo dipartimento New Deal denominato “Academy of Advanced Scientific Studies” guidato da Francesco Strati. La presentazione ufficiale avverrà giorno 19 dicembre 2012 alle ore 18:00 presso la sede dell’Associazione New Deal sita in via Filippini 71. Durante la presentazione saranno affrontati tutti i temi concernenti l’AASS la sua mission, la sua filosofia, le sue attività e gli strumenti attraverso i quali esse si concretizzeranno. Verrà cristallizzato il messaggio contenuto nel Manifesto, si presenteranno i gruppi di ricerca e il Journal.

Seguirà la prima attività ufficiale dell’AASS che consisterà in un colloquium su una delle opere più importanti del XX° Secolo: La Teoria Generale di John Maynard Keynes. L’Academy of Advanced Scientific Studies promuove l’Arte nel suo senso più ampio e si prefigge l’arduo compito di contribuire al risorgimento culturale italiano, attraverso vari strumenti quali: i colloquia: incontri didattici per una piccola platea, trattando i temi più disparati, dalla musica alla matematica, dalla pittura alla fisica, mantenendo sempre l’impronta divulgativa che li contraddistingue; i seminari: incontri didattici per una grande platea, simili ai colloquia, differenziandosi prevalentemente per il tecnicismo adottato; i corsi: essi saranno a numero chiuso, avranno l’obiettivo di approfondire e far comprendere le varie tematiche affrontate da studenti nel corso della vita universitaria. Per informazioni: Sito web www.aass.it; Mail a info@aass.it; Gruppo Facebook https://www.facebook.com/groups/aassrc/. Il Presidente, Salvatore Palermo.

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“Sud altrove”, l’emigrazione giovanile calabrese come nessuno l’ha mai raccontata. E’ online il trailer del documentario “Sud altrove” di LiberaReggio LAB

In occasione della due giorni di U’ Web organizzata da LiberaReggioLAB, è stato proiettato in anteprima il trailer del documentario “Sud Altrove” sull’attuale emigrazione dal Sud, realizzato dalla stessa associazione con il cofinanziamento dell’Agenzia Nazionale per i Giovani. Il trailer è ora disponibile sul web a questo indirizzo (http://youtu.be/RI17SMo84WQ); nelle prossime settimane, il documentario sarà presentato per intero in Calabria e in diverse città d’Italia – sarà possibile informarsi sulle date delle proiezioni attraverso il sito terrearse.it e la pagina facebook “Progetto Sud altrove”.

Il documentario è solo un aspetto di un progetto di ampio respiro, articolato inoltre in una ricerca sull’emigrazione effettuata tramite un sondaggio online e nella pubblicazione di un libro comprensivo dei risultati del progetto. L’associazione, composta di giovani calabresi direttamente o indirettamente coinvolti nell’esperienza emigratoria, si sta impegnando in questo progetto nell’intento di riportare alla ribalta, in modo nuovo, il dibattito pubblico sul tema dell’emigrazione giovanile dal Sud, che ha oggi raggiunto gli stessi livelli preoccupanti degli anni ’50. Sud altrove è un progetto cofinanziato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani nell’ambito del programma Youth in action dell’Unione Europea. Associazione LiberaReggio LAB, liberareggio@gmail.com.

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Villa San Giovanni (RC): appicca il fuoco all’abitazione della ex che dorme, arrestato dai Carabinieri

I Carabinieri di Villa San Giovanni, hanno tratto in arresto Manduci Antonino cl. 86. pregiudicato, in esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria. L’arrestato dovrà rispondere dei reati di danneggiamento seguito da incendio, danneggiamento seguito da pericolo di incendio e maltrattamenti in famiglia ai danni della ex convivente. Il provvedimento scaturisce da un’attività investigativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia villese.

Le indagini sono state avviate a seguito di un grave episodio verificatosi la notte del 24 ottobre scorso a Campo Calabro a seguito di un incendio che aveva riguardato un’abitazione sita nella via principale. L’autore del reato, infatti, dopo aver dato alle fiamme un automezzo parcheggiato sulla pubblica via, aveva tentato di appiccare il fuoco al portone dell’abitazione antistante, dove risiede il gruppo familiare della ex convivente. Le indagini di quello che sembrava l’ennesimo atto vandalico di ignoto piromane, hanno preso subito una precisa direzione. Gli investigatori, infatti, hanno rivolto le loro attenzioni nei riguardi dell’ex convivente della giovane donna che intanto si era trasferita dalla madre in quell’abitazione. Nell’abitazione vive anche la nonna della ragazza. Le attività hanno consentito di raccogliere inconfutabili elementi di colpevolezza a carico del Manduci. E’ emerso un quadro familiare caratterizzato da continue e ripetute violenze e minacce subite dalla giovane taciute per evitare ulteriori e più gravi ritorsioni. Sono tuttora in corso ulteriori approfondimenti al fine di evidenziare ulteriori fattispecie di reati eventualmente commessi anche in considerazione della giovane età dei soggetti coinvolti. Il Manduci, già noto alle forze dell’ordine cittadine, è stato rintracciato dai carabinieri e tradotto presso casa circondariale di Reggio Calabria così come disposto dall’Autorità Giudiziaria. Gravi i reati contestati: danneggiamento seguito da incendio e maltrattamenti in famiglia con condotte reiterate di molestia, violenza e minaccia.

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Reggio di Calabria: coltivava cannabis indica in casa dove aveva realizzato un laboratorio artigianale con lampade e fertilizzanti, arrestato dai Carabinieri

I Carabinieri di Reggio Calabria, nell’ambito di un articolato servizio di controllo del territorio ed al termine di una info-investigativa, hanno tratto in arresto I.D., reggino, classe 53, con precedenti specifici in materia di stupefacenti, con l’accusa di detenzione e coltivazione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari nel corso di una perquisizione effettuata presso l’abitazione di I.D., si sono trovati di fronte ad un vero e proprio orto botanico, insospettiti dal forte e pregnante odore hanno approfondito.

Il predetto coltivava con grande cura le sue piante con sistema idroponico ed areoponico, fornendogli il nutrimento necessario con fertilizzanti e concimi e accelerando il processo di crescita con un sofisticato impianto di illuminazione/riscaldamento, la temperatura veniva garantita da un misuratore analogico di temperatura e l’areazione con apposito condizionatore.  alcune lampade, unico inconveniente e che le piante in questione erano cannabis indica e non semplici piante ornamentali. Al termine della perquisizione sono state rinvenute complessivamente n.16 piante già in efflorescenza di altezza variabile da 20 a 110 centimetri. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e il soggetto è stato tratto in arresto con l’accusa di coltivazione illegale di cannabis e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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Roghudi Nuovo (RC): Borghi Solidali, domani seminario teatrale

Ritorna l'appuntamento con i seminari teatrali promossi dall'Agenzia dei Borghi Solidali. Domani, 6 dicembre 2012, dalle 15.30 alle 17.30, presso lo Spaziofiera di Roghudi Nuovo, in provincia di Reggio Calabria, si terrà l'appuntamento con la rappresentazione dell'opera "L'Orso di Anton Cechov". Si tratta del secondo incontro, con partecipazione gratuita, condotto dagli attori Maria Milasi ed Americo Melchionda teso a far avvicinare sempre di pià le persone al mondo del teatro.

Si aspetta il pubblico delle grandi occasioni anche in seguito al successo riscontrato lo scroso 20 novembre, quando sono state molte le presenze registrate in occasione del seminario ispirato all'opera Cecè di Luigi Pirandello messa in scena dalla compagnia teatrale Officine Ioniche delle Arti. Oltre quaranta partecipanti si sono cimentati nella recitazione teatrale imparando i rudimenti dell'arte. Tra gli obiettivi dell'attività, l'importanza terapeutica e didattica del teatro. Destinatari principali dell'azione sono stati infatti gli utenti dell'associazione Piccola Opera, delle cooperative Rinascita e Marta e della comunità Cereso, insieme ad appassionati di tutte le età. Il gruppo, guidato dagli attori professionisti, è riuscito a creare un bel clima di lavoro, di integrazione, divertimento ed emozionalità. "E' stata una giornata intensa, ricca di sensazioni positive. I partecipanti, seppur attori amatoriali, hanno colto a pieno il senso ed i significati del fare teatro" ha commentato Maria Milasi, attrice e docente del seminario. Appuntamento quindi, come da programma, al secondo incontro. Per info www.borghisolidali.it.

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Reggio di Calabria: seconda serata al “Reggio Calabria Film Fest”

di Angela Panzera*. Seconda serata al “Cilea” del "Reggio Calabria Film Fest". La kermesse ha visto salire sul palco del teatro reggino Vera Dragone, nipote del noto regista e documentarista Vittorio De Seta, i registi Hedy Krissane e Massimo Scaglione, gli attori Franco Neri, Silvia Squizzato, Elena Fonga ed Hassani Shapi. La prima ad intervenire è stata Vera Dragone che in questa manifestazione ricopre anche il ruolo di presidente di giuria del premio intitolato alla memoria di Vittorio De Seta che verrà assegnato al termine dei quattro giorni. “Devo ammettere – ha affermato la Dragone – che ho dei seri problemi con le votazioni delle opere. Mi piacciono tutte.

Scegliere il lavoro di un artista, piuttosto che di un altro, non vuol dire penalizzare ma piuttosto premiare chi ha dato qualcosa in più, chi ha trasmesso più emozioni. Mio nonno è stato una persona molto presente nella mia vita ed è stato un punto di riferimento per la mia carriera di attrice. Tutta la mia curiosità sul fantastico mondo del cinema è nato con lui. Da piccola parlavo tanto con lui. Dal cinema, all’arte,alla poesia, cucina, libri, aveva sempre qualcosa da insegnarmi.  Intendo ringraziare l’organizzazione de festival perché ha scelto di puntare su un genere, quello dei documentari, che nel nostro mondo si vede poco. Dare visibilità a questa parte di cinema vuol dire apprezzare la vera essenza di quest’arte”. Durante l’incontro con Vera Dragone è stato proiettato un lungo spezzone de  I dimenticati, cortometraggio del 1959 diretto da Vittorio De Seta. Si tratta di un documentario ambientato ad Alessandria del Carretto, piccolo paese della provincia di Cosenza. Il regista ha raccontato di aver avuto l'idea di creare questo documentario dopo aver appreso dell'esistenza in Calabria di paesi senza strada alla fine degli anni '50, notizia che lo colpì molto. Quando si trovò ad Alessandria del Carretto gli fu raccontata l'esistenza della "Festa dell'abete", che filmò e integrò all'interno del cortometraggio. Per questo motivo nel 2009 la comunità di Alessandria del Carretto ha assegnato a Vittorio De Seta la chiave e la cittadinanza onoraria del comune. Subito dopo è stato presentato al pubblico presente in sala Aspromonte di Hedy Krissane con Franco Neri e Silvia Squizzato. il film uscirà nelle sale il prossimo 31 gennaio. La pellicola narra la storia di Torquato Boatti (Franco Neri), imprenditore del Nord con una vita familiare poco felice, in procinto di concludere un affare clamoroso. Torquato ha un compratore per il mobilificio ereditato dal padre, disposto a sborsare più del valore effettivo, ed una proprietà da acquistare ad un terzo del suo valore. Per mettere a segno il colpaccio di una vita occorre però anche la firma di suo fratello Marco (Andrea De Rosa), peccato che i due non si frequentino da una decina di anni. A Torquato non resta che mettersi sulle tracce del fratello. La musica porta Marco e la sua band a mille chilometri da casa per una tournée la cui prima tappa è in l’Aspromonte. Torquato lo seguirà. Un litigio, una firma negata e la sparizione di Marco spingono Torquato a cercare il fratello nell’entroterra calabrese, al suo fianco Aldo, una guardia forestale interpretata da Pier Maria Cecchini. L'attraversata on the road dell'intera Calabria si trasforma per lui in un'occasione per riflettere sul senso della vita e sui rapporti umani. “Abbiamo girato  un film che è anche 90 minuti di spot della Calabria- ha affermato il regista-; 90 minuti che mostrano il volto bello e pulito di questa affascinante terra”. Sul palco del “Cilea” è stato presente un attore speciale: Faruk, un bellissimo pastore tedesco che il cinema ha “preso in prestito”. Faruk infatti, accompagna Franco Neri nelle ricerche del fratello, su e giù per l’Aspromonte. “Non ho mai camminato tanto in vita mia- ha dichiarato il comico calabro-piemontese. Mi hanno fatto percorrere mezza Calabria a piedi. Speravo sempre che ad un certo punto venisse  a prendermi un elicottero; ma questo non accedeva mai. Sempre a piedi, su e giù per i monti. Fra Polsi e San Luca. Quello che ricorderò sempre con piacere- ha concluso infine Franco Neri- è l’ospitalità dei calabresi.  In ogni posto scelto per le riprese c’era sempre qualche signora che ci preparava panini  e prelibatezze varie. I calabresi ci hano sostenuto moralmente durante tutto il film”. Infine è stata la volta di Massimo Scaglione, regista de “La moglie del Sarto”. La pellicola vede Maria Grazia Cucinotta nel ruolo di Rosetta; una donna bellissima che si è trasferita dalle Eolie a Fiumefreddo Brutio, nella Sila cosentina, dopo aver sposato Edmondo, che con il suo talento ha messo in piedi una sartoria per soli uomini. Quando Edmondo muore, a Roberta e alla bella figlia Sofia (Marta Gastini), lasciate sole da amici e familiari alle prese con le difficoltà di tutti i giorni, tocca prendere in mano le redini dell'atelier attirando una girandola di voci e pettegolezzi su quale sia la professione che entrambe svolgono con i clienti, rigorosamente sempre di sesso maschile, che continuano a ricevere. Dopo qualche tempo, per placare le malelingue, l'amica Adelina (Aurora Quattrocchi) propone a Sofia di sposare Salvatore (Alessio Vassallo), un giovane artista di strada, ma il matrimonio non sortisce alcun benefico effetto e il disastro per la sartoria sembra essere dietro l'angolo. “La pellicola – ha dichiarato il regista – uscirà nelle sale italiane nella prossima primavera. Le mie origini sono silane e nonostante io voglia sempre in qualche modo allontanarmi dalla Calabria alla fine non ci riesco e ritorno sempre qui a girare le mie opere. È un cordone che non si spezza e non intendo spezzare.  Per La moglie del sarto anch’io mi sono comportato come un sarto; ho infatti, cucito più storie insieme per poi arrivare alla sceneggiatura finale. Girerò prossimamente ancora in Calabria”. Ma con chi girerà Scaglione in Calabria? La risposta ce la dà proprio Hassani Shapi, attore di origini keniote, che pur non volendo rivelare nulla sul progetto ha confermato al pubblico che presto verrà a trovarci per realizzare un film. Hassani Shapi è presente al Reggio Calabri Film Fest in ben due pellicole ossia Senza arte e né parte, di Giovanni Albanese, e in Lezioni di cioccolato 2 di Alessio Maria Federici. “Lavoro fra il Regno Unito e l’Italia- ha dichiarato Shapi- e in questi due paesi conduco due vite molto diverse. In Gran Bretagna i registi mi scelgono per interpretare ruoli da cattivo come il terrorista, il killer e il pazzo assassino; in Italia invece ho rivestito  sempre  ruoli comici. A Londra faccio paura mentre a Roma mi prendono in giro. È bello stare in questi due mondi”. Ad Hassani Shapi l’organizzazione del Reggio Calabria Film Fest ha conferito il premio “Mediterraneo”. Subito dopo l’incontro con attori e registi è stato proiettato il film "Lezioni di cioccolato 2". *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest. 

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Reggio di Calabria: “Reggio Calabria Film Fest”, proiettao il film “Senza arte nè parte” e i documentario concorrenti al Premio Vittorio De Seta

di Daniela Gangemi*. E’ stato proiettato nel pomeriggio al Teatro “F. Cilea”, il film “Senza arte nè parte” di Giovanni Albanese (nella foto). Tra gli attori della pellicola girata nel 2011, Hassan Shapi, Donatella Finocchiaro, Vincenzo Salemme e Giuseppe Battiston. Il film, ambientato in Puglia, ha ricevuto due candidature ai Nastri D’Argento, per la migliore commedia e migliore attore non protagonista, Giuseppe Battiston. Nella trama, i protagonisti, cercano di imbrogliare un impresario arrogante e senza scrupoli e dei facoltosi collezionisti, falsificando opere d’arte di un’artista contemporaneo, ma perdono tutto, dopo il fallimento definitivo dell’azienda in cui lavorano.

Intanto, prosegue a Villa “Zerbi”, la proiezione dei documentari che rientrano nell’ambito del Premio “Vittorio De Seta”. Tra i nove documentari che saranno esaminati dalla giuria, presieduta da Vera Dragone, sarà scelto il migliore lavoro, che verrà premiato venerdì, nel corso della serata conclusiva del “Reggio Calabria Film Fest”. Il Premio curato da Piergiorgio Scuteri, Novella Spanò e Stefano Perrella, è cominciato martedì con la proiezione di “Ferrhotel” di Mariangela Barbanente, e “In attesa dell’avvento”, di Arturo Lavorato e Felice D’Agostino. Oggi, invece sono stati proiettati altri tre documentari: “Di mestiere faccio il paesologo” di Andrea D’Ambrosio, “Scorie in libertà ” di Gianfranco Pannone e “La nave dolce” di Daniele Vicari. Domani pomeriggio, si proseguirà con la visione del “Santo nero” di Antonio Bellia e “Senza trucco” di Giulia Graglia. Nel documentario “Ferrhotel”, la storia è ambientata  a Bari, a due passi dalla stazione centrale. Un piccolo albergo dismesso, un viavai ininterrotto di persone che entrano ed escono. Sono ragazzi e ragazze somali, in tasca un permesso di soggiorno e nel loro paese una guerra che sembra non finire mai.  Nell’altro documentario,  proiettato nella prima giornata del Festival, “In attesa dell’avvento” , l’Unità d’Italia e le sue celebrazioni, 1861, colgono in questo difficile 2011 con un’enfasi che cozza forte contro gli irrisolti della storia italiana. Giocando con questa banalità della storia fatta a date, incuneiamo in questo binomio celebrativo il 1971 della rivolta a Reggio Calabria. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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