L’appello della Uil Temp di Reggio Calabria: ”Gli Enti territoriali rispondano all’Avviso pubblico della Regione per l’utilizzo dei lavoratori in mobilità”

(129) ''Gli Enti beneficiari dell'avviso pubblico della Regione Calabria per l'utilizzo dei lavoratori percettori di mobilità in deroga si attivino subito per avviare i contratti. Non partecipare al bando sarebbe un'ennesima occasione persa per lo sviluppo del nostro territorio''.

 

E' l'accorato appello rivolto dal Segretario Provinciale della Uil Temp di Reggio Calabria Stefano Princi (nella foto) nei confronti degli Uffici Statali periferici presenti sul territorio. ''Vista l'imminente scadenza del bando – spiega Princi – si rende necessario un tempestivo intervento da parte degli Enti beneficiari. L'avviso pubblico della Regione Calabria sarebbe una grande opportunità per contribuire ad un ulteriore sostegno al reddito per i lavoratori in mobilità ed andrebbe a rappresentare inoltre un'occasione per gli Enti di avviare o rinforzare servizi pubblici di indubbia valenza sociale. Due obiettivi fondamentali specialmente considerando la situazione di grave crisi che attraversa il mondo del lavoro in Calabria, nel settore privato come in quello pubblico. Peraltro – prosegue Princi – l'intera operazione sarebbe quasi a costo zero per gli Enti beneficiari, visto che il bando andrebbe a gravare solamente sul Fondo di rotazione di cui alla legge n. 183/87 del Programma Ordinario Convergenza (POC) Calabria, per un importo complessivo di  377 mila euro, di cui 317 mila euro derivanti dalla riprogrammazione del Por Calabria Fers''. L'esigenza di sollecitare gli Enti beneficiari per la partecipazione all'Avviso pubblico della Regione Calabria era già stata segnalata il mese scorso, precisamente il 12 marzo, per mezzo di una lettera inviata dal Segretario Provinciale Stefano Princi al Prefetto di Reggio Calabria Claudio Sammartino. Nella lettera Princi chiedeva ''la convocazione di un incontro con i responsabili degli Uffici Statali periferici presenti sul territorio al fine di coinvolgerli nell'utilizzo dei lavoratori percettori di mobilità in deroga''. Richiesta per il momento rimasta inascoltata. ''Mi appello al buon senso di tutti gli Enti beneficiari del bando – conclude Princi – affinchè si attivino immediatamente per dare la possibilità ai lavoratori in mobilità di tornare all'interno del ciclo produttivo garantendo in questo modo un sostegno al loro reddito ed un miglioramento dei servizi pubblici per i cittadini''. Il Segretario Provinciale Uil Temp Reggio Calabria, Stefano Princi.

 

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Disponibili sul sito www.inps.it gli F24 per i contributi artigiani e commercianti

(128) di Giuseppe Tedesco*. L’Inps informa che accedendo via Internet al Cassetto Previdenziale degli Artigiani e dei Commercianti, si troveranno, nella sezione Posizione assicurativa – Dati del modello F24, il prospetto e i  modelli F24 precompilati per il versamento dei contributi dovuti per l’anno 2014 da artigiani e commercianti.

 

In seguito sarà resa disponibile anche la lettera in formato PDF nella sezione Comunicazione bidirezionale – Modelli F24. Contestualmente sarà inviata una email di alert agli iscritti e ai loro delegati di cui risulta l’indirizzo di posta elettronica. Si ricorda che per accedere al Cassetto Previdenziale è necessario dotarsi di PIN rilasciato dall’Istituto. E’ comunque possibile delegare una persona di propria fiducia, o una associazione di categoria, per accedere al Cassetto e per presentare eventuali domande relative alla propria posizione. La delega può essere effettuata tramite il Cassetto Previdenziale degli artigiani e commercianti, accedendo alla funzionalità “gestione deleghe”. *Responsabile della Comunicazione.

 

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Reggio di Calabria: tre splendidi concerti di musica sacra per la Settimana Santa. Organizzati dalle Associazioni Ancadic e Organiamoci con la partecipazione di talenti musicali reggini

(238) di Rosa Iadevaia. Cominciato Domenica delle Palme nella Basilica Cattedrale di Reggio Calabria, il ciclo dei Concerti della Settimana Santa ha suggerito al numeroso ed attento pubblico profondi spunti di riflessione spirituale in preparazione alla Santa Pasqua, attraverso l'esecuzione ed il confronto di due importanti composizioni di musica sacra:

 

il Requiem di G. Faurè e la Messa da Requiem di G. Verdi. Ricca ed articolata, la prima serata ha proposto inizialmente tre brani organistici (F. Mendelssohn, C. Franck e C. Tournemire ) che, pur dalle caratteristiche musicali  tanto diverse, hanno permesso di evidenziare la bellezza sonora e la varietà timbrica dell'organo sinfonico unitamente alla maestria tecnico-interpretativa di Alberto Brigandì, giovane musicista reggino di grande talento, organista presso la Chiesa di St. Joseph's Highgate a Londra. Nella seconda parte della serata sono stati eseguiti, di G. Faurè, Cantique de Jean Racine e Requiem dal Coro Polifonico “S. Paolo” diretto da Carmen Cantarella con la partecipazione del soprano Mina Calabrò e del baritono Demetrio Marino, accompagnati all'organo da Alberto Orio. Lo stile musicale pacato, solenne e dolce, rivelando l'esperienza religiosa maturata da G. Faurè, affascina e coinvolge gli ascoltatori. Questi, dall'elegante e commovente interpretazione degli artisti, percepiscono chiaramente come anche i temi più drammatici dell'esistenza umana, se vengono affrontati con fede, non fanno paura. Le altre due serate hanno proposto un' inedita trascrizione cameristica per organo a 4 mani e Soprano della Messa da Requiem di G. Verdi che Alberto Brigandì ha ideato lo scorso anno in occasione del bicentenario della nascita del musicista di Busseto. Ascoltando la trascrizione, in cui sapientemente sono stati scelti particolari registri ad imitazione dei timbri delle voci soliste, del coro e degli strumenti dell'orchestra, il M° Brigandì non ha fatto assolutamente notare la mancanza dell'orchestra sinfonica, anzi ha fatto “cantare” gli organi delle Chiese di S. Maria del Loreto e di S. Giorgio al Corso (nella foto). La possente, calda ed emozionante voce di Marily Santoro ha incantato il pubblico che  conclude questo straordinario percorso di preghiera, viaggio simbolico da un mondo ,immaginato buio e lontano, verso entità di luce senza fine, consapevole che alla fine della vita terrena ci aspetta l'abbraccio ed il perdono amorevole di Dio Padre.

 

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Calcio a 5, serie A, playoff scudetto: Pro Reggina–Città di Montesilvano 1-2

(145) di Daniela Gangemi*. Pro Reggina–Città di Montesilvano: 1-2. Pro Reggina: 27 Cacciola, 12 Pugliese, 7 Napoli,  3 Romeo, 9 Mezzatesta, 11 Politi, 6 Vadalà, 21 Assumma, 22 Macrì A., 23 Macrì M., 16 Onesto, 30 Mendolia. All.: Tramontana.

 

Città di Montesilvano: 23 Ghanfili, 4 Colatriani, 5 Burgaya Cornet, 6 Di Pietro, 7 Guidotti, 9 D’Ambrosio, 10 D’ Incecco, 12 Borges Da Silva, 14 Iturriaga Perez, 17 Contestabile, 20 Bellucci, 29 Troiano. All.: Salvatore. Arbitri: Fabio De Pasquale di Marsala e Tullio Graziano di Palermo. Crono: Fabrizio Schirripa di Reggio Calabria. Marcatori: 3’22’’ pt  Mezzatesta (PR) (nella foto), 11’01’’ pt Borges Da Silva (M); 7’14’’ st Perez (M). Ammoniti: Mezzatesta (PR) e Da Silva (M). Tanto cuore e carattere non sono bastati alla Pro Reggina per superare il Montesilvano. Grande prestazione per le calabresi che dopo un primo tempo equilibrato, avrebbero meritato nel finale di agguantare il pareggio. La sconfitta, però, non ha sminuito l’impegno e l’intensità messi dalle calabresi al cospetto di un avversario forte, con ottime individualità, ma incapace di concretizzare le tante occasioni avute. Una squadra quella calabrese che nonostante sia composta da elementi giovani, ha saputo contenere le abruzzesi, soffrire nei momenti di maggiore intensità, rimanere compatta, chiudere gli spazi e  cercare poi, di ripartire in contropiede. La partita. Nell’incoraggiante prova delle calabresi sono evidenti i margini per migliorare. Cacciola, Mezzatesta, Politi, Napoli, Romeo, Alessia Macrì, hanno partecipato con vigore alla prestazione della Pro Reggina pensata e diretta da Enzo Tramontana. Da registrare la crescita del gruppo capace di centrare i play off e dimostrare nella gara con le abruzzesi di poter giocare alla pari con tutti, giovandosi della sicurezza tra i pali di Cacciola e della corsa, tecnica e precisione di Mezzatesta. Sugli scudi con le altre è emersa la giovane Alessia Macrì, appena esordiente. Il Montesilvano ha provato ad attaccare nel primo tempo, facendo girare bene palla e provando la conclusione dalla distanza. Triangolazioni, passaggi rapidi e improvvise accelerazioni hanno consentito alle abruzzesi di rendersi pericolose al tiro con Perez e Da Silva. Quest’ultima poi, ha siglato la rete del vantaggio, trovando l’angolo basso alla sinistra della porta difesa con grande tempestività e capacità reattiva da Cacciola. Costante la pressione del Montesilvano, pronto a raddoppiare sul portatore di palla avversario, per costruire poi, in velocità per la finalizzazione delle proprie giocatrici. La Pro Reggina, ha contenuto, provando la giocata vincente in contropiede. Un’azione che puntualmente ha portato al pareggio con Mezzatesta, lesta ad insaccare sul passaggio di Politi.  Nella ripresa, la Pro Reggina è partita con un maggiore piglio e ha sfiorato il gol, nelle prime fasi di gioco. Il Montesilvano ha insistito, ma ha trovato pochi spazi per manovrare, costretto a ripiegare sulle  veloci ripartenze avversarie. Nel finale le abruzzesi hanno spinto alla ricerca della rete della vittoria. La Pro Reggina ci ha creduto sino alla fine, ma il Montesilvano ha trovato la rete della vittoria con Perez. Per le calabresi, l’occasione per il pari è sui piedi di Romeo, che sfuggita alle avversarie, ha concluso di poco a lato della porta difesa da Ghanfili. Al termine le squadre stanche si sono allungate, limitandosi a presidiare le rispettive aree. Il tecnico Tramontana. Elevate per la Pro Reggina che ha dimostrato tutto il proprio valore, come ha evidenziato Enzo Tramontana: “Le ragazze sono state eccezionali. Hanno lottato sino alla fine contro un avversario forte. Sono soddisfatto della prova della squadra. Adesso pensiamo alla gara di ritorno. Domenica metteremo il massimo impegno e determinazione per ribaltare il risultato. Abbiamo dato dimostrazione ancora una volta, del carattere e dei valori che hanno contraddistinto la squadra. Poter essere tra le dodici squadre più forti d’Italia ci ha gratificato molto ed ci ha spinto a dare sempre di più. Abbiamo superato grandi difficoltà, credendo con forte volontà nei nostri mezzi. La Pro Reggina deve essere un orgoglio per l’intera Calabria, per quanto conquistato nel passato e per i successi che continua ad ottenere”. *Responsabile Comunicazione e Ufficio Strampa Pro Reggina '97.

 

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Calcio a 5, serie A, playoff scudetto: cresce l’attesa per la gara di domani Pro Reggina-Città di Montesilvano

(144) di Daniela Gangemi*. Cresce l’attesa per la partita di andata dei play off, in cui la Pro Reggina ’97 affronterà Città di Montesilvano. Un percorso in crescita per la Pro Reggina, che al termine della stagione regolare ha totalizzato 47 punti, ottenendo la quarta posizione in classifica nel girone C del campionato nazionale di calcio a 5 femminile.

 

In tutto la squadra calabrese ha concretizzato 15 vittorie, 9 sconfitte e 2 pareggi. Numeri che hanno consentito alla Pro Reggina, già campione d’Italia nel campionato 2011–2012, di entrare anche quest’anno tra le migliori 12 squadre italiane e disputare i play off scudetto. Più agevole l’iter che ha contraddistinto Città di Montesilvano, che ha ottenuto la seconda posizione in classifica nel girone B, con 22 vittorie e 4 pareggi, giunta dietro la Lazio del pallone d’oro Lucileia. Mercoledì (ore 16:00) al PalaBotteghelle, dunque, sarà importante l’apporto di tifosi chiamati a sostenere la squadra nel delicato impegno: “I nostri tifosi hanno costituito una parte fondamentale per i nostri successi – ha dichiarato Federica Mezzatesta. Ci hanno sempre sostenuto con calore e affetto”. La giovane laterale, ha materializzato nella stagione regolare 34 reti: “Sono certa che anche per questa prima gara dei play off , il pubblico sarà numeroso. Siamo cariche e fortemente motivate. Abbiamo voglia di lottare insieme ai nostri tifosi per raggiungere un altro successo. Abbiamo lavorato intensamente, limando ogni possibile soluzioni tattica, per essere precisi ed efficaci. L’approccio come sempre sarà fondamentale. Dovremmo mettere grande  grinta e cattiveria agonistica per imporre sin dalle prime fasi il nostro gioco e chiudere gli spazi alle nostre avversarie”. Ludovica Politi ha invitato i tifosi a stare accanto alla squadra: “Il loro calore sarà come sempre importante per motivarci nei momenti di difficoltà e gioire per i nostri successi. Sono convinta che  domani il pubblico non farà mancare il proprio contributo, arrivando da ogni parte numerosi per sostenerci in questo primo impegno dei play off”. Sulla partita, Ludovica ha aggiunto: “Siamo orgogliose di rappresentare la Pro Reggina, l’unica squadra calabrese che ha conquistato nello stesso anno lo scudetto e la Supercoppa. Poter indossare questa maglia  è un onore e vogliamo dimostrarlo in ogni partita, dando sempre il massimo, per regalare altre soddisfazioni ai nostri tifosi”. *Responsabile Comunicazione e Ufficio Strampa Pro Reggina '97.

 

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Regione Calabria: i comunicati stampa del 22 aprile 2014

(495) Cultura, Caligiuri: “Santa Severina è l’esempio della Calabria che vogliamo”. L’Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, commentando il successo del Comune di Santa Severina al concorso “Il borgo dei borghi” indetto dalla trasmissione della Rai “Kilimangiaro”, dove la cittadina calabrese ha conseguito la terza posizione nazionale,

 

ha dichiarato che “Santa Severina è l’esempio della Calabria che vogliamo: quella che attraverso la cultura crea economia e costruisce un modello di sviluppo”. “Il caso di Santa Severina – ha proseguito Caligiuri -, oggi agli onori positivi della cronaca grazie all’opera del suo attuale Sindaco Diodato Scalfaro, è la dimostrazione di come lo sviluppo debba essere sostenuto dal basso. Negli ultimi anni, ci sono stati importanti investimenti pubblici che hanno portato alla ristrutturazione del cuore pulsante di tutto il borgo che è il castello, così come della piazza, della cattedrale, delle due chiese sovrapposte di Santa Filomena e di Santa Maria del Pozzo e poi recentemente, in questa legislatura regionale, del museo diocesano. Ma tutti questi investimenti sarebbero rimasti vani se non ci fosse un’energia locale che ha portato a realizzare luoghi di accoglienza, ristorazione di qualità, occasioni di incontro nazionali e internazionali”. L’Assessore ha poi sostenuto che “con Altomonte, Taverna e Gerace, Santa Severina è la dimostrazione evidente di come si possa fare crescere l’economia attraverso l’intelligente uso del patrimonio culturale, coinvolgendo i cittadini e i privati e avendo una visione dello sviluppo che vada al di là dei confini comunali”. “Questi risultati non si possono realizzare se non c’è una chiara consapevolezza e un ampio coinvolgimento locale in grado di promuovere e valorizzare gli investimenti pubblici, diffusi in tutta la regione da decenni ma che solo in pochi luoghi sono riusciti a creare reale sviluppo. Non a caso, proprio a Santa Severina, sorse ai primi del Novecento la rivista “Siberene”, venne in visita il grande linguista tedesco Gerald Rohlfs, svolse studi Paolo Orsi, si verificò la solenne visita del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, vengono ancora pubblicati i “Quaderni siberenensi” e diversi studiosi hanno compiuto e compiono importanti ricerche come Francesco Le Pera,  Salvatore Pancari e Ulderico Nisticò, che molto si è speso in questi ultimi anni per il rilancio di questa perla della cultura calabrese. Così come va evidenziata – ha concluso Caligiuri – la sensibilità di amministratori e cittadini che nel corso degli anni hanno limitato quegli scempi edilizi che caratterizzano tanti centri storici calabresi ed italiani”. g.m. (496) Presentati i bandi del PSR per la programmazione 2014-2020. Trematerra: “Dodicimila aziende interessate, risorse per 35 milioni di euro”. L’assessore all’agricoltura Michele Trematerra – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta regionale – ha presentato in conferenza stampa a Catanzaro, presso palazzo Alemanni, i primi bandi relativi alla programmazione 2014/2020 del Piano di sviluppo rurale che rientrano nell’Asse II, “Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale”. In tutto risorse per 31 milioni di euro (35 considerati gli impegni). All’incontro con i giornalisti erano inoltre presenti il Dirigente Generale del dipartimento agricoltura Giuseppe Zimbalatti e l’Autorità di Gestione del Psr Alessandro Zanfino. Le misure interessate sono la 211 (Indennità compensative degli svantaggi naturali a favore degli agricoltori delle zone montane), la 212 (Indennità compensative degli svantaggi naturali a favore degli agricoltori delle zone caratterizzate da svantaggi naturali, diverse dalle zone montane), la 214 (Pagamenti agro – ambientali: Agricoltura e zootecnia biologica; Buone condizioni agronomiche ed ambientali; Salvaguardia della biodiversità animale; Cura e mantenimento del paesaggio rurale; Conversione colturale da seminativi a pascolo, prato pascolo, prato; Sostegno di colture a perdere finalizzate alla protezione degli habitat faunistici) ed ancora la 215 (Benessere degli animali), la 221 (Primo imboschimento di terreni agricoli) e la 223 (Primo imboschimento di superfici non agricole) del PSR Calabria. I bandi, pur facendo capo al regolamento comunitario della precedente programmazione, e quindi in attesa che vangano presentati ed approvati i nuovi programmi di sviluppo rurale, graveranno sulle risorse del PSR 2014/2020. Sono circa dodicimila le aziende interessate alla pubblicazione di questi nuovi bandi che riguardano il comparto olivicolo, quello agrumicolo, la zootecnia, il settore dei cereali e quello forestale. Le scadenze delle domande di impegno sono fissate al 15 maggio e al 9 giugno prossimi. “Per l’annualità 2014 – ha evidenziato l’assessore Trematerra – sono stati stanziati ben 31 milioni di euro, mentre l’impegno reale consisterà in oltre 35 milioni. Per  quanto riguarda invece la Misura 214, l’impegno, di 20 milioni di euro per il 2014, si protrarrà nei quattro anni successivi. Mi preme sottolineare – ha aggiunto l’Assessore – la rapidità del Dipartimento Agricoltura nel pubblicare questi primi bandi della nuova programmazione. Innanzitutto perché diamo prova del fatto di essere già pienamente operativi per quanto riguarda la programmazione 2014/2020, e nel caso specifico delle misure a superficie interessate, rientriamo perfettamente nei tempi stabiliti dal regolamento comunitario e diamo quindi alle aziende agricole e forestali calabresi la possibilità di non perdere l’annualità 2014”. Trematerra ha infine evidenziato il recupero del gap rispetto agli anni passati. “Siamo passati dal 7% di spesa al 70% di oggi, con impegni giuridicamente vincolati pari al 99% delle somme”. Il Dirigente generale Zimbalatti ha precisato che “è necessario dare continuità nell'erogazione dei contributi per sostenere concretamente il sistema agricolo in un momento di particolare difficoltà economica come quello attuale”. Alessandro Zanfino, Autorità di Gestione del Psr, dopo aver illustrato tutti i dettagli tecnici dei bandi ha evidenziato che "si tratta della prime azioni nella fase di transizione dal Programma di sviluppo rurale 2007-2013 alla nuova programmazione 2014-2020. Abbiamo lavorato intensamente per rendere più agevole il passaggio”. m.c.

 

 

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Reggio di Calabria: domani conferenza stampa della professoressa Consuelo Nava sul “Progetto per una Città (in)differente”

(065) di Luca Assumma*. Domani mercoledì 23 aprile alle ore 10:30 presso l'aula magna di Giurisprudenza dell’università “Mediterranea” in Palazzo Sarlo (via Tommaso Campanella), la professoressa Consuelo Nava incontrerà gli organi di stampa per illustrare analisi e proposta relative al “Progetto per una Città (in)Differente"

 

in vista delle prossime amministrative per la città di Reggio Calabria. *Ufficio Stampa.

 

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Reggio di Calabria: giovedi al Teatro Cilea la prima reggina di ”Sacro et profano” dell’artista calabrese Mimmo Cavallaro

(233) di Stefano Perri. Si chiama ''Sacro et profano'' il nuovo progetto dell'artista della canzone calabrese Mimmo Cavallaro. Un doppio album che reinterpreta 31 canti tradizionali dal forte contenuto poetico e dal sound raffinato e moderno pur senza tradire l’ancestrale linguaggio originario.

 

Cavallaro presenterà l'album con Francesco Loccisano e Andrea Simonetta, giovedì prossimo, 24 aprile, alle ore 21.30, al Teatro Cilea di Reggio Calabria, durante una serata ad ingresso gratuito. L'evento, realizzato con il patrocinio della Provincia di Reggio Calabria e del Comune di Reggio Calabria, è curato grazie alla collaborazione di Calabria Sona, di Cni Music e dell'Associazione Incontriamoci Sempre. L'artista sarà disponibile per un incontro di presentazione riservato alla stampa, moderato dal giornalista Stefano Perri, che si terrà sempre giovedì 24 aprile, alle ore 17:00, nel foyer del Teatro Cilea.Mimmo Cavallaro è uno tra i più autorevoli interpreti della tradizione musicale calabrese. Nato e vissuto nell’area culturale di cui è portavoce, ha da sempre lavorato per approfondire aspetti e dettagli della cultura popolare della sua terra che, salvo alcune rare pubblicazioni, ad oggi risulta tramandata quasi esclusivamente per via orale. Cavallaro ha condotto la sua ricerca attraverso “indagini sul campo”, registrando le voci degli ultimi testimoni diretti di quella realtà musicale e analizzando, con le stesse modalità di un musicologo, la varietà dei connotati stilistici che caratterizzano i diversi luoghi della Calabria. Da puro interprete della tradizione popolare, Cavallaro ha cominciato dapprima a rielaborare linee melodiche e liriche pubblicando, nel 2009, l’album "Sona battenti", prodotto con Taranta Power ed Eugenio Bennato. In seguito, ormai assimilato il linguaggio stilistico su cui ha indagato, ha fondato i Taranproject con i quali ha realizzato gli album "Hjuri di hjumari" nel 2011, "Rolica" nel 2012, e "Sonu" nel 2013, tre lavori di grande pregio prodotti assieme alla Compagnia Nuove Indye, casa discografica che ne ha consacrato il ruolo di principale cantautore popolare della Calabria. Il percorso artistico ed umano di Mimmo Cavallaro non tarda ad arrivare al pubblico calabrese che ne viene inevitabilmente conquistato. La forza ipnotica e coinvolgente dei ritmi antichi rivive nella veste innovativa con cui i brani vengono elaborati e arrangiati. Spontaneamente nasce un movimento di folk revival con importanti connotati di carattere sociale che vede protagonisti musicisti, gruppi di musica popolare, liutai e scuole di strumenti e di balli tradizionali. Nascono festival, associazioni culturali e il mercato della musica calabrese si riorganizza e si rigenera attorno a questo fenomeno. Cavallaro viene riconosciuto quale principale fautore del movimento, i nuovi gruppi emergenti scelgono il suo approccio stilistico come punto di riferimento, la “sua” musica calabrese (inizialmente relegata all'ambito locale) si affaccia credibilmente alla scena nazionale interessando media, piazze ed eventi di rilievo. Nel 2014, Mimmo Cavallaro decide di utilizzare il materiale raccolto negli anni e realizzare un nuovo progetto artistico che racchiude in sé i brani più significativi della sua ricerca, dividendoli in due categorie: quelli di carattere sacro (canti del Natale e canti Pasquali) e quelli di matrice laica (canzoni di amore, spartenza, sdegno ed episodi di vita quotidiana legati al mondo del lavoro). Ed è da questi presupposti che nasce l'ultima perla artistica di Cavallaro,''Sacro et profano'', che sarà presentato giovedi 24 aprile al Teatro ''Francesco Cilea'' di Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: “I Bronzi di Riace. Nostos. Il ritorno”. mercoledì 30 l’inaugurazione della mostra aperta dall’1 maggio al 31 luglio 2014

(231 232) di Vincenzo Cianci*. Giorno 30 aprile alle ore 18:00, presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, verrà inaugurata la preannunciata mostra "I Bronzi di Riace. Nostos. Il ritorno", realizzata con l'esposizione di opere pittoriche di grandi maestri contemporanei che hanno omaggiato il rientro delle statue bronzee secondo la propria personale interpretazione.

 

Dal 1 maggio al 31 luglio, presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, è aperta la preannunciata mostra realizzata con l'esposizione di opere pittoriche di grandi maestri contemporanei che hanno omaggiato il rientro delle statue bronzee secondo la propria personale interpretazione. Sono esposte le opere di: Bruno Barla, Andrea Branzi, Giuliana Cunéaz, Riccardo Dalisi, Marco Dezzi Bardeschi, Josè Ignacio González, Ugo La Pietra, Alessandro Mendini, Franco Purini, Denis Santachiara, Marcello Sèstito, Nik Spatari, Liu Tiefei e Wang Jianzhong. *Ufficio per la Comunicazione – Ufficio Stampa.

 

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Acri (CS): MACA, aperte le iscrizioni per la III^ edizione del concorso “Young at Art, We Art Calabria”

(229) Young at Art è un progetto espositivo itinerante di promozione artistico-territoriale ideato dall’associazione culturale Oesum Led Icima, in collaborazione con il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) e l’associazione culturale Young at Art, con l’intento di promuovere l’immagine della Calabria attraverso i suoi giovani talenti artistici.

 

La prima edizione, tenutasi nel 2012, a cui hanno preso parte gli artisti Walter Carnì, Giuseppe Lo Schiavo, Armando Sdao, Valentina Trifoglio, Giuseppe Vecchio Barbieri e il duo {movimentomilc} – formato da Michele Tarzia e Vincenzo Vecchio –, ha inteso premiare la scelta di chi ha deciso di continuare a operare entro i confini regionali, nonostante le difficoltà che ciò comporta e, per questo motivo, il concorso attraverso cui sono stati selezionati i partecipanti era destinato ai soli artisti Under 35 residenti in Calabria. A partire dall’edizione 2013, il MACA ha voluto rinnovare la riflessione sull’arte come espressione di un territorio puntando lo sguardo non solo su chi ha scelto di restare, ma anche sui giovani talenti migranti, con la convinzione che in un’opera d’arte siano sempre e comunque presenti la storia e le radici di chi l’ha realizzata. Da qui il sottotitolo della seconda edizione: Home is Where the Art is (La casa è dov’è l’arte), dove la parola Art si va a sostituire ad Heart (cuore), sottolineando l’aspetto vitale e passionale della creatività artistica. L’edizione 2013 ha visto protagonisti 12 artisti: Anna Capolupo, Maurizio Cariati, Salvatore Colloridi, Marco Colonna, Giovanni Fava, Giuseppe Guerrisi, Salvatore Insana, Giulio Manglaviti, Domenico Mendicino, Mirella Nania, Gregorio Paone e Giusy Pirrotta. La nuova edizione, pur mantenendo la struttura delle prime due e rivolgendosi ancora agli artisti Under 35 nati in Calabria intende porsi come un primo punto di arrivo, sintetizzando le tre edizioni all’interno di un catalogo che riprenderà il significativo titolo dell’episodio 2014 del progetto: We Art Calabria. Il concorso Young at Art, preliminare a ogni edizione del progetto, è finalizzato alla realizzazione di un’esposizione collettiva itinerante, a cura di Massimo Garofalo e Andrea Rodi, in cui vengono presentate e promosse le opere degli artisti vincitori, che si sviluppa lungo l’intero arco dell’anno. L’edizione 2014 si svilupperà attraverso tre tappe, di cui: una al MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), nel mese di luglio 2014; una a Cosenza, nel mese di settembre, in un importante spazio espositivo ancora da confermare; e l’ultima a Torino, all’inizio del mese di novembre, nell’ambito della manifestazione Paratissima, il più importante evento collaterale della fiera d’arte contemporanea Artissima. Le iscrizioni per l’edizione 2014 del progetto si sono aperte venerdì 18 aprile alle ore 8 e si chiuderanno alla mezzanotte tra l’ 1 e il 2 giugno. Non verranno accettate candidature che giungeranno successivamente alla data di chiusura. Per partecipare, ogni artista dovrà inviare 5 immagini di opere (in formato jpeg e possibilmente di dimensioni non superiori ai 200 KB ciascuna), o 3 video, oltre a un curriculum artistico in cui siano indicati la data e il luogo di nascita, al seguente indirizzo e-mail: info@youngatart2014.com; http://youngatart2014.com; www.museomaca.it; info@museomaca.it; tel. 0119422568; twitter: @museomaca. (Nella foto in alto l'opera "I stay here" di Giuseppe Lo Schiavo presentata al concorso nel 2012 e, nella foto in basso, l'opera "Vita nova" di Mirella Nania presentata al concorso nel 2013).

 

 

 

IL BANDO

ART. 1 – Finalità

Il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), in collaborazione con l’Associazione Culturale Oesum Led Icima e l’Associazione Culturale Young at Art, indice la Terza Edizione del Concorso “Young at Art” finalizzato alla promozione e valorizzazione dell’Arte Contemporanea sul territorio calabrese. Il Concorso prevede l’allestimento di un’esposizione collettiva itinerante che si svilupperà attraverso tre tappe, di cui una al MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), una nella città di Cosenza, e l’ultima a Torino, nel mese di novembre, in concomitanza con la fiera d’arte contemporanea “Artissima”. Il concorso, a tema libero, ha un’unica sezione a cui possono partecipare gli artisti impegnati nelle seguenti discipline: pittura, scultura e installazione, arte fotografica, video arte, performance e arte virtuale. Il Premio è aperto a tutti gli Artisti nati in Calabria non prima dell’1/1/1979.

ART. 2 – Giuria

 

La selezione delle Opere candidate sarà effettuata da prestigiosi nomi del panorama dell’Arte Contemporanea.
Curatori del Concorso: Andrea Rodi – Massimo Garofalo
 
ART. 3 – Modalità di iscrizione
Gli Artisti possono iscriversi via e-mail (info@youngatart2014.com) entro e non oltre domenica 1 giugno 2014, inviando 5 immagini di opere (o 3 video) – corredate dalle relative didascalie (titolo, tecnica, anno e misure) – rappresentative della propria produzione e un breve curriculum artistico in cui siano indicati la data e il luogo di nascita.
 
ART. 4 – Modalità di Selezione e Mostra Collettiva
Le Giuria selezionerà sette artisti, tra quelli partecipanti al concorso, che prenderanno parte con un numero variabile di opere (a discrezione della giuria), selezionate tra quelle inviate dagli artisti stessi, a una prima mostra all’interno degli spazi del MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), che si terrà nei mesi di giugno e luglio 2014, e, successivamente, alle altre due mostre attraverso cui si dipana il progetto “Young at Art”. I nomi dei vincitori verranno comunicati a tutti i partecipanti via e-mail entro il venerdì 6 giugno 2014 e lo, stesso giorno, verranno segnalati sul sito http://youngatart2014.com. L'allestimento e l’organizzazione delle mostre saranno a cura di Andrea Rodi e Massimo Garofalo. Le spese di trasporto (andata al/ritorno dal MACA) e l'assicurazione delle opere saranno a carico e cura dei singoli artisti.
 
ART. 5 – Responsabilità
Il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), l’Associazione Culturale Oesum Led Icima e l’Associzione Culturale Young at Art, pur assicurando la massima cura e custodia delle opere pervenute, declinano ogni responsabilità per eventuali furti, incendi o danni di qualsiasi natura, alle opere o persone, che possano verificarsi durante tutte le fasi della manifestazione. Ogni copertura assicurativa va sottoscritta dall'Artista stesso. Si invitano gli artisti a tenersi aggiornati sugli sviluppi del Concorso, che saranno pubblicati sul sito http://youngatart2014.com. L’organizzazione invierà a tutti i partecipanti le comunicazioni pertinenti e eventuali modifiche che venissero apportate al presente bando. Si raccomanda di fornire un indirizzo e-mail reale, di aggiungere nella propria rubrica la mail info@youngatart2014.com e info@museomaca.it e di consultarla quotidianamente.
 
ART. 6 – Consenso
Le decisioni della Giuria è inappellabile e insindacabile. Gli artisti vincitori del Concorso “Young at Art” hanno facoltà di rinunciare alla possibilità di partecipare alle tre mostre che si svolgeranno lungo il 2014, in tal caso il premio sarà riassegnato secondo la classifica stilata dalla Giuria. Ciascun candidato concede al MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) i diritti di riproduzione delle opere e dei testi rilasciati ai fini della redazione dell’eventuale catalogo cartaceo, del catalogo digitale, dell’archivio delle adesioni e della pubblicizzazione delle opere sul sito web del concorso e delle altre forme di comunicazione e attività dell'organizzatore. Ciascun candidato autorizza espressamente il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), nonché i loro diretti delegati, a trattare i dati personali trasmessi ai sensi della legge 675/96 ('legge sulla Privacy') e successive modifiche D.lgs. 196/2003 (Codice Privacy), anche ai fini dell’inserimento in banche dati gestite dalle persone suddette. La partecipazione al Concorso implica la conoscenza e la totale accettazione del presente Regolamento.
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Reggio di Calabria: Kiwanis Club, progetto “Una Gomma per cancellare il Tetano della Madre e del Nascituro”. Il 27 aprile concerto di beneficenza dei Kalavria

(228) Il Kiwanis Club Reggio Calabria ed i Kalavria (foto in basso) organizzano un nuovo ed eccezionale evento benefico presso il Teatro Politeama Siracusa a Reggio Calabria.

 

Continua così una collaborazione ormai collaudata, all'insegna della cultura musicale e della beneficenza, che vedrà impegnati i Kalavria durante il loro Live Tour 2014 a promuovere il  progetto del Kiwanis DISM "Una Gomma per cancellare il TMN". La partecipazione ai loro concerti, oltre che avere una connotazione musicale-folcloristica di alti livelli, avrà quindi una chiara matrice filantropica. Infatti, il ricavato del concerto del prossimo 27 aprile 2014 sarà interamente devoluto ai service locali ed alla Campagna ELIMINATE, promossa tra Kiwanis ed UNICEF per salvare i bambini e le loro madri dal Tetano Materno Neonatale, una terribile malattia che senza gli adeguati vaccini non lascerebbe loro alcuna via di salvezza. I biglietti, versando un’offerta di € 15,00, potranno essere richiesti contattando il segretario del Kiwanis Club RC avv. Giuseppe Marino al numero 377/9756197. A sottolineare l'importanza della serata e di questa collaborazione, sarà presente Carlo Turchetti, Governatore del Kiwanis Distretto Italia-San Marino, che ringrazierà personalmente i Kalavria per la loro collaborazione ed il Kiwanis Club Reggio Calabria per le iniziative a sostegno dei più bisognosi. Il Kiwanis Club Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: giovedì 24 al Teatro “F. Cilea” Mimmo Cavallaro presenta il suo “Sacro et profano”

(227) di Maria Teresa D'Agostino. Mimmo Cavallaro è uno tra i più autorevoli interpreti della tradizione musicale calabrese. Nato e vissuto nell’area culturale di cui è portavoce, ha da sempre lavorato per approfondire aspetti e dettagli della cultura popolare della sua terra che, salvo alcune rare pubblicazioni, ad oggi risulta tramandata quasi esclusivamente per via orale.

 

Cavallaro ha condotto la sua ricerca attraverso “indagini sul campo”, registrando le voci degli ultimi testimoni diretti di quella realtà musicale e analizzando, con le stesse modalità di un musicologo, la varietà dei connotati stilistici che caratterizzano i diversi luoghi della Calabria. Da puro interprete della tradizione popolare, Cavallaro ha cominciato dapprima a rielaborare linee melodiche e liriche pubblicando, nel 2009, l’album "Sona battenti", prodotto con Taranta Power ed Eugenio Bennato. In seguito, ormai assimilato il linguaggio stilistico su cui ha indagato, ha fondato i Taranproject con i quali ha realizzato gli album "Hjuri di hjumari" nel 2011, "Rolica" nel 2012, e "Sonu" nel 2013, tre lavori di grande pregio prodotti assieme alla Compagnia Nuove Indye, casa discografica che ne ha consacrato il ruolo di principale cantautore popolare della Calabria. Il percorso artistico ed umano di Mimmo Cavallaro non tarda ad arrivare al pubblico calabrese che ne viene inevitabilmente conquistato. La forza ipnotica e coinvolgente dei ritmi antichi rivive nella veste innovativa con cui i brani vengono elaborati e arrangiati. Spontaneamente nasce un movimento di folk revival con importanti connotati di carattere sociale che vede protagonisti musicisti, gruppi di musica popolare, liutai e scuole di strumenti e di balli tradizionali. Nascono festival, associazioni culturali e il mercato della musica calabrese si riorganizza e si rigenera attorno a questo fenomeno. Cavallaro viene riconosciuto quale principale fautore del movimento, i nuovi gruppi emergenti scelgono il suo approccio stilistico come punto di riferimento, la “sua” musica calabrese (inizialmente relegata all'ambito locale) si affaccia credibilmente alla scena nazionale interessando media, piazze ed eventi di rilievo. Nel 2014, Mimmo Cavallaro decide di utilizzare il materiale raccolto negli anni e realizzare un nuovo progetto artistico che racchiude in sé i brani più significativi della sua ricerca, dividendoli in due categorie: quelli di carattere sacro (canti del Natale e canti Pasquali) e quelli di matrice laica (canzoni di amore, spartenza, sdegno ed episodi di vita quotidiana legati al mondo del lavoro). Un doppio album dal nome "Sacro et profano" che reinterpreta 31 canti tradizionali dal forte contenuto poetico e dal sound raffinato e moderno pur senza tradire l’ancestrale linguaggio originario. Cavallaro presenterà l'album con Francesco Loccisano e Andrea Simonetta, giovedì prossimo, 24 aprile, alle ore 21.30, al Teatro Cilea di Reggio Calabria. Ingresso gratuito.

 

 

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Calcio a 5, serie A, playoff scudetto: mercoledì 23 Pro Reggina-Montesilvano

(143) di Daniela Gangemi*. Terminata la stagione regolare, la Pro Reggina ’97 sarà impegnata per la prima gara dei play off scudetto contro Città di Montesilvano, mercoledì (ore 16:00) al Palabotteghelle. “Ci aspettiamo una gara combattuta – ha dichiarato Enzo Tramontana -. Conosciamo il valore del nostro avversario.

 

Metteremo il massimo impegno ed attenzione per ottenere un risultato positivo. Abbiamo lavorato con massima dedizione per preparare la gara nei minimi dettagli. Le ragazze hanno messo grande spirito di abnegazione e massima concentrazione negli allenamenti. Abbiamo cercato di ricaricare le energie nervose e di  migliorare i meccanismi, per trovare le soluzioni più adatte. L’applicazione tattica e le capacità tecniche dei singoli, ci hanno consentito di affrontare ogni avversario con sicurezza e determinazione”. Il tecnico ha evidenziato poi, la soddisfazione per il traguardo raggiunto dalla società reggina: “Siamo felici di  disputare i play off, ma vogliamo continuare ad alimentare le nostre aspirazioni. La squadra, nonostante la poca esperienza ha mostrato tenacia e personalità, non arrendendosi di fronte alle difficoltà, ma continuando a lottare con grande sacrificio. Le ragazze sono cresciute molto, acquisendo maggiore consapevolezza nei propri mezzi e intensificando le prestazioni con efficacia e concretezza”. Sabato scorso, intanto, la Pro Reggina ha sostenuto un’amichevole contro la Lazio, dell’ex Siclari, Presto e Violi. La partita, terminata 7 a 2 per la Lazio, si è disputata nel campo comunale di Brancaleone, in provincia di Reggio Calabria. Per entrambe le squadre, si è trattato di un test utile per provare schemi e soluzioni di gioco, in vista dei rispettivi impegni nei play off. Per le calabresi ha segnato 2 reti Mezzatesta, mentre le laziali hanno centrato la vittoria con 5 reti di Lucileia, 1 Blanco e 1 Siclari. Sulla partita, Enzo Tramontana, ha aggiunto: “E’ stata una buona prova. Siamo riusciti a tenere testa alla Lazio sino alla fine, provando anche qualche giocata in contropiede. La squadra ha mostrato dinamicità al cospetto di un avversario compatto e con ottime individualità. La gara è stata intensa. Le ragazze hanno fatto bene, anche con le più giovani che ho voluto premiare per l’impegno e l’attaccamento profusi nel corso della stagione”. Subito dopo, le due squadre hanno partecipato ad una cerimonia che si è tenuta a Staiti, paese del basso ionio calabrese, di cui è originaria Marcella Violi, dove sono state accolte dal sindaco Antonio Domenico Principato che ha voluto rendere omaggio alla propria concittadina per i successi conquistati in ambito sportivo. *Responsabile Comunicazione e Ufficio Strampa Pro Reggina '97.

 

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Reggio di Calabria: Cuzzola “Le coglionette di Renzi”

(127) Riceviamo e pubblichiamo da Enzo Cuzzola*. Sono fra i primi a salutare positivamente la prima vera manovra (dell’ultimo ventennio) tendente alla redistribuzione del reddito, come saluto positivamente la politica di contenimento delle alte retribuzioni.

 

Ma pur possedendo studi economici limitati, ho difficoltà a credere nella validità complessiva della manovra. Mi spiego. Senza una politica di tassazione delle alte rendite, attraverso la introduzione di una patrimoniale e di una imposizione sul reddito molto elevata (almeno il 70%), ovviamente per quei redditi complessivi che nell’anno superano il milione, non si realizzerà una vera redistribuzione, ormai unica possibilità per il rilancio della crescita. Crescita, inoltre, che dovrà essere favorita attraverso l’intervento statale nel mercato. Infatti non è più concepibile, che in nome del principio di libera concorrenza, si lascino i prezzi, soprattutto nel settore dei servizi (energia, carburanti, trasporti, assicurazioni, banche, ecc.) al solo controllo del “management”, pubblico o privato che sia. Quel “management” autoreferenziale ed auto protetto che, attraverso il controllo di giornali e televisioni, ormai controlla ed influenza anche la pubblica opinione. Quel “management” che governa le multinazionali col solo fine di garantirsi alti profitti ed alte rendite (povero Einaudi, si rigirerà nella tomba). Ecco cosa intendo dire quanto ripeto che, secondo me, l’unica via, ormai, per salvare i paesi occidentali da una crisi disastrosa (i nostri nipoti si mangeranno l’un l’altro, se non saranno mangiati prima dai paesi del terzo mondo) è quella della economia sociale. Una economia cioè basata su una forte redistribuzione del reddito e su un concreto controllo statale del mercato. Certamente tutto questo contrasta con l’attuale pensiero economico occidentale, contrasta con la stessa filosofia dell’Unione Europea e della sua politica monetaria. Ma chi se ne frega. Certamente gli Accademici, attualmente di moda, diranno che queste sono teorie impossibili, e ci mancherebbe, ma non sono credibili finché continueranno a far parte di questo sistema perverso di governo manageriale, sedendo negli stessi consigli di amministrazione. Renzi  continuerà nella sua politica “palliativa” (di coglionetta diremmo in Calabria). Ma la Chiesa? Ecco la Chiesa. Dopo i ripetuti input di Papa Francesco, dopo la meditazioni per la Via Crucis di Monsignor Bregantini, non può più stare a guardare. Prenda posizione, educando verso una economia sociale (della qual e peraltro è intriso il Vangelo, almeno che non abbia mai compreso, fra gli altri, l’episodio di Zaccheo) sia i religiosi, sia i laici. *Fondatore Associazione Dialogo Civile e già dirigente settore Finanze del Comune di Reggio Calabria.

 

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Regione Calabria: i comunicati stampa del 21 aprile 2014

(494) Cultura, costituito dalla Regione Calabria il comitato scientifico internazionale sui 500 anni della nascita del cardinale Guglielmo Sirleto. "Guglielmo Sirleto e' stato un protagonista della Chiesa nel Cinquecento e quindi della storia universale".

 

Con queste parole – informa una nota dell'ufficio stampa della Giunta – l'Assessore alla Cultura Mario Caligiuri ha comunicato la costituzione del Comitato scientifico internazionale per celebrare i 500 anni dalla nascita di Guglielmo Sirleto da parte della Regione Calabria. Nato nel 1514 a Guardavalle, Sirleto, venne nominato cardinale nel 1565 e per  la sua cultura (tra l'altro, conosceva alla perfezione il greco e l'ebraico), venne nominato custode della Biblioteca Apostolica Vaticana, dove oggi sono custoditi i suoi manoscritti e la sua corrispondenza. San Carlo Borromeo fu suo allievo. Vescovo di San Marco e di Squillace, fece parte della Congregazione dell'Indice, dove esaminò i testi in contrasto con la Tradizione. Durante l'anno verranno avviate una serie di iniziative, a cominciare dal Salone del Libro di Torino del prossimo maggio dove la figura del principe della Chiesa verrà illustrata sotto vari aspetti. Le celebrazioni e l'istituzione del comitato sono state avviate con una delibera della Giunta Regionale del febbraio scorso. Il Comitato ha come Presidente Benedetto Clausi, Professore associato di Letteratura cristiana antica dell'Università della Calabria. Gli altri componenti sono: Bernard Ardura (Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche), Santo Lucà (Professore Ordinario di Paleografia greca dell'Università di Roma Tor Vergata); Giorgio Leone (Storico dell’Arte e Direttore della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini di Roma); Pietro De Leo (Professore emerito di storia medioevale dell’Università della Calabria, medaglia d'oro per la cultura della Repubblica Italiana); Ulderico Nisticò (Già docente di Italiano, Latino e Greco, dirigente scolastico incaricato del Liceo Coreutico Musicale di Satriano, Storico); Vincenzo Bertolone (Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace); Angelo Comito (Parroco, Docente di Sociologia dell'Università per Stranieri di Reggio Calabria); Domenico Teti (Avvocato, Professore, Primo Notaro del Tribunale della Sacra Rota Romana); Elisa Vermiglio (Docente di Storia Medievale dell'Università per Stranieri di Reggio Calabria). L'Assessore Caligiuri provvederà ad insediare il Comitato.

 

 

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Regione Calabria: i comunicati stampa del 19 aprile 2014

(490) Regione: in settimana effettuati pagamenti per circa 102 milioni di euro. La Ragioneria Generale della Regione Calabria ha effettuato nel corso della settimana pagamenti per un totale di circa 102 milioni di euro. Lo rende noto l’assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione nazionale e comunitaria Giacomo Mancini.

 

L’importo di 79 milioni di euro viene liquidato su disposizione del dipartimento Sanità per trasferimenti a funzionari delegati. Per il dipartimenti Lavori Pubblici e Ambiente vengono pagati in totale 6.300.000 euro a valere sul Por Fesr 2007/2013. Due milioni di euro vengono invece liquidati per il dipartimento Trasporti a favore delle società consortili che si occupano di Trasporto pubblico. Circa cinque milioni di euro vengono pagati per il dipartimento Cultura e destinati alle università calabresi quale annualità 2014 del Fondo regionale per il diritto allo studio. Nel dettaglio, all’Ardis di Catanzaro vengono assegnati 1.161.600 euro; all’Università Mediterranea di Reggio Calabria 1.306.000 euro; 2.371.000 al Centro residenziale dell’Unical e 60.000 euro all’università per stranieri Dante Alighieri di Reggio Calabria. La Ragioneria della Regione ha poi effettuato pagamenti per un totale di 1.700.000 euro del Por Fesr 2007/2013 per il dipartimento Attività Produttive, 1.700.000 euro sono stati liquidati su impulso del dipartimento Protezione Civile e 400.000 euro del dipartimento Bilancio, vengono erogati quali contributi per i mutui contratti da enti pubblici. Con il pagamento di 400.000 euro disposto dal dipartimento Programmazione proseguono le anticipazioni a vantaggio degli enti beneficiari dei Progetti Integrati di Sviluppo locale: 62.000 euro al Comune di Bonifati; 93.000 euro al Comune di Cardeto; 86.000 euro al Comune di Panettieri; 70.000 euro al Comune di Sellia Marina; 80.000 al Comune di Placanica. Circa 5 milioni di euro vengono erogati a Comuni ed Enti calabresi, si tratta di contributi previsti dalla legge 15/2008 (Misure di contrasto alla crisi economica). Nel dettaglio: 217.184 al Comune di Acri; 1.600 al Comune di Bisignano; 6.400 euro al Comune di Castrovillari; 2.880 al Comune di Gerace; 31.680 al Comune di Longobucco; 1.600 euro a Montalto Uffugo; 1.440 a Pedace; 2.880 a Samo; 552.960 al Comune di San Giovanni in Fiore; 4.320 euro al Comune di San Roberto; 2.880 a Savelli; 2.880 euro al Comune di Serra Pedace; 111.496 alla Provincia di Vibo Valentia; 2.880 al Comune di Albi; 33.120 euro al Comune di Africo; 1.440 al Comune di Aprigliano; 1.440 euro al Comune di Bagaladi; 8.640 euro a Cardeto; 1.600 euro a Castrolibero; 1.600 euro a Cervicati; 1.440 a Cittanova; 3.200 euro a Cropani; 12.800 a Guardia Piemontese; 1.440 al Comune di Magisano; 1.600 euro a Martirano Lombardo; 15.840 a Platì; 56.160 a Reggio Calabria; 4.320 a Santo Stefano in Aspromonte; 2.880 euro a Scilla; 8.640 euro a Spezzano Sila; 1.440 Spezzano Piccolo; 1.440 a Taverna; 40.000 euro al Parco Nazionale del Pollino e 47.500 alla società cooperativa Tutela dell’Aspromonte. “Continueremo fino all’ultimo giorno di questa legislatura – ha detto l’assessore Mancini – ad impegnarci per garantire risposte puntuali e concrete alle esigenze delle famiglie, dei lavoratori e degli enti locali della Calabria”. (491) Nasce il Distretto Agroalimentare di Qualità della Piana di Gioia Tauro e dell’area dello Stretto. Soddisfatti il Presidente Scopelliti e l’Assessore Trematerra. Soddisfazione è stata espressa dal Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti e dall’Assessore all’Agricoltura, Foreste e Forestazione Michele Trematerra per la conclusione dell’iter di riconoscimento del “Distretto Agroalimentare di qualità dell’areale della Piana di Gioia Tauro e dell’area dello Stretto”, deliberato nel corso dell’ultima seduta della Giunta regionale. “Con questo importante tassello – ha dichiarato il Presidente Scopelliti – si completa un quadro strategico di governance che interessa le tre più importanti aree agroalimentari della nostra regione, il distretto di qualità di Gioia Tauro e area dello Stretto, che si aggiunge a quelli di Sibari e Lamezia. Prendiamo atto con orgoglio – ha concluso Scopelliti – che con la creazione del “Distretto di qualità della Piana”, si è messo in evidenza un modello di collaborazione e sinergia tra enti e strutture regionali, organizzazioni di produttori ortofrutticole e olivicole”. “Sono compiaciuto per i tempi brevissimi con cui si è giunti alla nascita del Distretto di qualità della Piana di Gioia Tauro e dell’area dello Stretto – ha aggiunto l’Assessore Trematerra – Un ringraziamento particolare va al presidente della seconda commissione consiliare Candeloro Imbalzano, che ha condiviso la nostra idea fin dall’inizio. Siamo consapevoli – ha continuato l’esponente della Giunta regionale – che la funzionalità delle organizzazioni distrettuali vada supportata con specifiche azioni di sostegno e sviluppo, che abbiamo previsto nella programmazione 2014-2020, che contiamo di approvare entro giugno”. A tal riguardo, il Dipartimento Agricoltura ha affinato ed applicato in maniera coerente la fonte giuridica derivata dal Decreto Legislativo 228/2001, ripresa successivamente da strumenti legislativi normativi messi a punto dalle Regioni, inclusa la Calabria. Infatti, con la Legge Regionale n. 21 del 13 ottobre 2004, Istituzione dei distretti rurali e agroalimentari di qualità – Istituzione del distretto agroalimentare di qualità di Sibari, il legislatore ha recepito la normativa nazionale che  all’ art. 5 indica le modalità per l’istituzione dei Distretti Rurali. Grande collaborazione alla riuscita del progetto è stata fornita dal soggetto capofila del comitato promotore, il Gal Batir che, assieme alle amministrazioni comunali del territorio e ad altri soggetti interessati, ha avviato un programma per l’identificazione e l’istituzione di un Distretto Agroalimentare di Qualità della Piana di Gioia Tauro e dell’Area dello Stretto, capace anche di mettere a sistema e far confluire tutte le azioni e gli studi sin qui condotti per lo sviluppo locale. Notevole contributo alla identificazione delle peculiarità dell’area e alla programmazione di sviluppo è stata fornita dagli atti del tavolo tecnico per la risoluzione delle problematiche dell’agrumicoltura e olivicoltura della Piana di Gioia Tauro, fortemente voluto dalla Giunta regionale ed istituito con DGR 786 del 20/12/2012. “Il Distretto Agroalimentare di Qualità, – ha concluso Trematerra – vuole aderire all’obiettivo di fondo del recupero del sistema agro-economico tradizionale, quale fattore di sviluppo sostenibile del territorio, relazionandosi così con i percorsi intrapresi nell’area e con le finalità del piano di sviluppo locale elaborato, nella consapevolezza che la Piana di Gioia Tauro possiede tra le più importanti potenzialità di crescita ed evoluzione innovativa del sistema agroalimentare regionale”. m.c. (492) Calabria, Caligiuri: “Corso per i disturbi dell'apprendimento per una scuola che includa". "Una scuola di qualità deve anche includere e tenere conto dei diritti di tutti". E' quanto ha dichiarato l'Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri nel comunicare l'avvio del Corso di Formazione per "Tutor rivolto a studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento". Organizzate dalla Sezione Provinciale dell'Associazione Italiana Dislessia di Cosenza e finanziate dall'Assessorato alla Cultura della Regione Calabria, le lezioni del corso inizieranno venerdì 23 maggio 2014. Saranno 40 gli operatori provenienti da tutta la Calabria per un'azione di formazione di personale qualificato in grado di operare con studenti con diffcoltà speci?che di apprendimento, promuovere la loro autonomia ed il conseguimento degli obiettivi proposti dalla scuola. I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA), sono una tematica di grande attualità per il mondo della scuola, vista anche la recente normativa che pone responsabilità di docenti e dirigenti per rilevare quanto più precocemente possibile il disturbo. Nel 2012 in Calabria sono stati diagnosticati 570 casi, a fronte dei circa 9.000 che sono pari al 3% della popolazione scolastica potenzialmente interessati dai disturbi specifici dell'apprendimento in base alle ricerche di settore. I dati regionali esprimono quindi che circa 8.500 studenti calabresi non sono diagnosticati, non avendo quindi garantito il diritto ad apprendere secondo specifiche modalità. Caligiuri ha ricordato l'emanazione della Legge Regionale 10/2012 e le altre iniziative del settore, compreso il protocollo d'intesa con i Lions, ed ha ritenuto importante l'avvio di questa prima iniziativa per formare figure professionali che assicurino agli studenti in difficoltà un adeguato percorso formativo. (493) "I "Vattienti" di Nocera Terinese è candidato a diventare patrimonio mondiale dell'umanità". E' quanto ha dichiarato l'Assessore alla Cultura Mario Caligiuri partecipando questa mattina alla secolare cerimonia che si svolge nel comune calabrese in occasione dei Riti del Sabato Santo, richiamando le tradizioni medioevali dei flagellanti. La Regione Calabria, di concerto con il Ministero dei Beni Culturali, ha avviato le pratiche nel 2013 per inserire il rito dei "Vattienti" di Nocera Terinese nel Registro delle buone pratiche delle "Passioni di Cristo in Europa". La candidatura verrà formalizzata nel 2015, una volta ultimate le necessarie procedure istruttorie. Nel 1962 questa usanza celebrata nel comune calabrese ebbe un rilievo internazionale attraverso il film di Gualtiero Jacopetti "Mondo cane" che riportava consuetudini e costumi insoliti di tutto il mondo. Sono oltre 90 complessivamente i flagellanti, un numero crescente e composto prevalentemente da giovani, che percorreranno le vie cittadine fino a stasera, davanti a migliaia di persone provenienti da tutta l'Italia e quest'anno anche dalla Francia. La processione della Madonna Addolorata, guidata da don Sergio Gigliotti, si e' avviata questa mattina alle 8.30 e proseguirà fino alle 17 per rientrare nella Chiesa della Santissima Annunziata. Come si ricorderà, la Calabria ha ottenuto il primo riconoscimento come patrimonio culturale dell'umanità da parte dell'Unesco lo scorso dicembre con la processione della "Varia" di Palmi nell'ambito della Rete italiana delle macchine a spalla. Un riconoscimento di alto valore in quanto e' stato individuato per la prima volta un bene seriale e immateriale. Altre candidature per l'Unesco sulle quali la Regione Calabria sta lavorando sono la Sila, il Codex Purpureus Rossanensis, il Codice Romano Carratelli, le minoranze linguistiche calabresi e l'abete bianco di Alessandria del Carretto.

 

 

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Regione Calabria: Pacenza “Lesi i diritti dei giornalisti de L’Ora della Calabria”

(489) “Condivido e quindi appoggio la presa di posizione espressa quest’oggi dal presidente dell’Ordine dei giornalisti Giuseppe Soluri in merito alla sospensione delle pubblicazioni per il quotidiano L'Ora della Calabria decise, in via repentina ed unilaterale, dal liquidatore della società editrice”.

 

Così il presidente della III Commissione Salvatore Pacenza sullo stop in edicola fatto registrare quest’oggi dal quotidiano L’Ora della Calabria. “Con tale decisione – scrive l’onorevole Pacenza – è stato impedito ai giornalisti dell’Ora della Calabria di attivare quelle iniziative sindacali previste dalla legge rispetto alle eventuali inadempienze della società editrice e, nel contempo, di salvaguardare quindi la propria autonomia professionale. Trattandosi poi di organo di stampa, con tale provvedimento è stata leso, in maniera palese ed esecrabile, l’esercizio della libertà all’informazione garantito costituzionalmente, laddove il liquidatore ha fra l’altro decretato anche l’oscuramento del sito web appartenente alla testata. È necessario per tanto garantire alla redazione la dovuta autonomia da editori che, sempre più spesso, mettono in discussione il lavoro certosino e impeccabile svolto da decine di professionisti. Questa è l’ennesima brutta pagina scritta nella storia del giornalismo calabrese che, spero, nelle prossime ore possa trovare una risoluzione diversa. L’Ora della Calabria – conclude Pacenza – merita un investitore serio e coraggioso che presti il proprio fianco a questo giornale con l’unico scopo di garantire la crescita civile ed intellettuale di questa bella, ma purtroppo sfortunata regione dai diritti negati”.        

 

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Vicenda L’Ora della Calabria: l’Associazione Giornalisti Reggini ed Il Reggino esprimono solidarietà e vicinanza ai colleghi

(126) L’Associazione Giornalisti Reggini esprime solidarietà e vicinanza ai colleghi de L’Ora della Calabria per quanto accaduto in queste ore e sottolinea l’importanza di tutelare e garantire la libertà di stampa in ogni sua espressione consapevole che la pluralità dell’informazione è sinonimo di una società libera e democratica.

 

L’Associazione Giornalisti Reggini è pronta a supportare i colleghi in ogni iniziativa utile a salvaguardare i livelli occupazionali.

"Il Reggino" ed il suo Direttore (VicePresidente dell'Associazione Giornalisti Reggini) si uniscono alla voce dell'Associazione esprimendo il proprio rammarico per l'incresciosa e deplorevole vicenda i cui sviluppi i colleghi stanno ingiustamente subendo. Appare sempre più evidente che, a queste latitudini, Costituzione e Leggi hanno assunto una valenza del tutto simbolica. 

 

 

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Sette anni con il Premio Letterario Tropea

(226) di Francesco Barritta*. Mancano ormai poco più di due settimane alla presentazione della terna dei finalisti del “Premio Tropea”, prevista per il 4 maggio. In attesa di conoscere i libri protagonisti delle serate finali del premio, fissate per il 26 e 27 luglio, è interessante ripercorrere le tappe fondamentali di questa manifestazione che, anno dopo anno, riesce a conquistare sempre maggiori consensi contribuendo alla crescita culturale della regione.

 

In sette anni migliaia di libri, in versione cartacea e digitale, sono stati distribuiti tra i primi cittadini della regione e i membri della giuria popolare, coinvolgendo la stampa, le istituzioni, le scuole e innescando la “cultura della lettura” in Calabria. Tutto ha inizio il 17 maggio 2007, quando viene presentata al pubblico l’associazione culturale “Accademia degli Affaticati”, promotrice del “Premio letterario nazionale Tropea – Una regione per leggere”. La manifestazione presenta sin dalla nascita una formula innovativa: una giuria tecnico-scientifica viene chiamata a premiare tre autori con le relative pubblicazioni, inviate a tutti i 409 sindaci dei comuni calabresi, incaricati  ad esprimere le loro preferenze unitamente ai membri della giuria popolare ed ai soci fondatori dell’Accademia. È l’inizio di una storia che quest’anno giunge al suo ottavo capitolo. I Edizione (2007) – Il premio nasce nel nome di Saviano. Il “Premio Tropea” si propone come una scommessa e il successo viene ottenuto già dalla prima edizione. Al teatro “La Pace” sfilano sul palcoscenico gli autori finalisti in concorso, ad eccezione di Carlo Fruttero e del suo Donne informate dei fatti (Mondadori), raccontato al suo posto da Tullio Barni, docente dell’Università della Magna Grecia. Roberto Saviano con Gomorra (Feltrinelli) è il vincitore della prima edizione. Il suo libro, rimasto in testa alle classifiche di vendita nazionale per tantissimo tempo, si impone su quello di Mariolina Venezia, seconda classificata con Mille anni che sto qui (Einaudi), che dopo pochi giorni dalla kermesse tropeana andrà a vincere il prestigioso Premio “Campiello”. II Edizione (2008) – Con Carofiglio il premio si tinge di giallo. Il “Premio Tropea” si sposta tra gli antichissimi vicoli della cittadina tirrenica, in Largo Pasquale Galluppi (dedicato al famoso filosofo tropeano), luogo ricco di storia e di fascino. E lì, nel cuore di Tropea, racchiuso tra palazzi nobiliari, che il pubblico attento trasforma come per incanto il premio letterario in un salotto letterario. Dopo l’alternarsi di autorevoli ed illustri ospiti, nella serata del 6 luglio le giurie decretano il vincitore, scelto tra i tre finalisti in concorso: a risultare vincitore è Gianrico Carofiglio con Ragionevoli dubbi (Sellerio), davanti a Domenico Starnone con Prima esecuzione (Feltrinelli) e Ornela Vorpsi con La mano che non mordi (Einaudi). III Edizione (2009) – Carmine Abate “propheta in patria sua”. Sono i primi giorni di luglio ad ospitare le serate finali del premio letterario nazionale. A contendersi la palma del vincitore tre emozionantissime opere ed altrettanti scrittori affermati:  Carmine Abate con Gli anni veloci (Mondadori), Mario Desiati con Il paese delle spose infelici (Mondadori) e Paolo Di Stefano con Nel cuore che ti cerca (Rizzoli). Ad aggiudicarsi lo scalino più alto sul podio del “Premio Tropea” è proprio Abate, il professore originario di Scarfizzi (Kr), con Gli anni veloci, che riconferma a Tropea il successo popolare della sua scrittura diretta e immediata, quella di una penna che affonda l’apice nella tradizione arbëreshë. IV Edizione (2010) – Signorini a sorpresa preferito a Giménez Bartlett e Lerner. In calde serate di metà luglio il pittoresco Largo Galluppi si riempie ancora una volta di bella gente al richiamo irresistibile di libri e personaggi importanti.  È l’edizione che vede il primo testo straniero, tradotto, finalista al “Premio Tropea”. Dal 2010, infatti, il regolamento del premio si apre al mercato internazionale per meglio aderire ai gusti dei lettori. E così, Il Silenzio dei chiostri di Alicia Giménez Bartlett (Sellerio) divide la scena con gli altri due finalisti, il conosciutissimo giornalista scrittore Gad Lerner con Scintille(Feltrinelli), e il giovanissimo Mattia Signorini con La sinfonia del tempo breve (Salani), che vince il premio a sorpresa. Signorini propone al pubblico un racconto immaginario in cui l’onirico ed il fiabesco si fondono in una fitta rete di avventure, che si sviluppano attraverso un linguaggio quasi infantile. V Edizione (2011) – La Di Pietrantonio incoronata sotto le stelle, tra i riflessi del porto. Il premio letterario si svolge per la prima volta nella bellissima cornice del teatro all’aperto del porto di Tropea, che offre una vista suggestiva e caratteristica della rupe, in grado di rapire il pubblico che la ammira facendolo sentire immerso in un acquerello dipinto da un grande paesaggista. A provare l’ebbrezza della vittoria del “Premio Tropea” è l’abruzzese Donatella Di Pietroantonio con lo stile intimista di Mia madre è un fiume (Elliot). Il libro vincitore si impone su I Traditori (Einaudi) di Giancarlo De Cataldo, romanzo storico-narrativo per antonomasia, e su La Nota Segreta (Longanesi) di Marta Morazzoni, romanzo di genere costruito ed ispirato da avvenimenti realmente accaduti. VI Edizione (2012) – Gangemi vince un premio che sa guardare al futuro. Il 2012 è un anno di grandi novità, ad iniziare dalla nuova forma di distribuzione delle opere in gara: gli e-book dei tre libri finalisti raggiungono per la prima volta i giurati popolari e i 409 sindaci della Calabria attraverso la distribuzione offerta da una piattaforma, partner del “Premio Tropea”, per la distribuzione dei contenuti editoriali digitali. Il premio, in evoluzione organizzativa, viene inglobato all’interno del “Tropea Festival – Leggere & Scrivere”, un progetto regionale a cura del Sistema Bibliotecario Vibonese, dell’Accademia degli Affaticati di Tropea, dei comuni di Tropea, Vibo Valentia, Serra San Bruno, Soriano Calabro e della provincia di Vibo Valentia. Ad aggiudicarsi la vittoria, nel mese di dicembre, è lo scrittore calabrese Mimmo Gangemi con La Signora di Ellis Island (Einaudi), candidato a diventare un classico della letteratura meridionale di tutti i tempi. A seguire sul podio dei vincitori la scrittrice Benedetta Cibrario con Lo Scornuso (Feltrinelli), e Alessio Torino con Tetano (Minimum Fax). VII Edizione (2013) – Teti conquista i lettori calabresi. Le serate dell’8, 9 e 10 novembre, presso i saloni del Museo Diocesano, rappresentano l’apice di una settimana culturale ricca di ospiti e di appuntamenti, articolati all’interno della seconda edizione del “Tropea Festival – Leggere & Scrivere”. A vincere la settima edizione del Premio letterario Nazionale “Città di Tropea” è il noto accademico Vito Teti con Il patriota e la maestra (Quodlibet).  Teti, docente di Antropologia Culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università della Calabria, ha avuto la meglio sugli altri due finalisti in concorso, Benedetta Palmieri con I Funeracconti (Feltrinelli), ed Edoardo Albinati con Vita e morte di un ingegnere (Mondadori). (Testi a cura di Caterina Sorbilli, fotografie di Salvatore Libertino). *Ufficio Stampa Premio Tropea.

 

 

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Reggio di Calabria: processo “Alta Tensione”, lettera aperta dell’ing. Demetrio Cento “Il sistema giudiziario è all’affannata ricerca di rappresentanti dell’ormai nota zona grigia”

(124) Riceviamo e pubblichiamo. "Accecato dalla volontà di sostenere il tema dell’infanzia, che per oltre venti anni, è stato l’argomento principale del mio tempo libero e di cui mi sono occupato e a cui ho dedicato, con passione prima, e con competenza poi, ho continuato a proporre azioni positive e concertate nelle sedi istituzionali, insieme ai tanti attori di un processo lecito di crescita,

 

di confronto per fornire il mio contributo ad un tema importante per inseguire la crescita qualitativa dei servizi e delle proposte da garantire ai bambini di questa città. Ma in questo percorso sociale sono imbattuto in una vicenda giudiziaria, che definire grottesca é certamente limitativo rispetto alla realtà occorsa, che mi ha visto in attesa per ben 40 mesi trascorsi in religioso silenzio, senza annotazioni sulla prospettazione dei fatti raccontati, senza commenti su decine di articoli di stampa relativi alla mia persona in una gogna mediatica senza precedenti. Ho atteso comunque sereno, da imputato a piede libero, la sentenza di primo grado del processo “Alta Tensione”, attendevo che i soggetti deputati legittimassero la mia incolpevolezza, prima di esprimere la mie personali considerazioni, ma così non è stato. Ero affrancato dalla convinzione che il giudizio finale, si dovesse maturare attraverso tutti i riscontri emersi nel dibattimento, i dati fattuali e quelli probatori, i testi dell’accusa, ma anche quelli della difesa. Ho atteso tutto questo tempo nel convincimento che la giustizia si esprimesse esclusivamente sulle risultanze emerse nel corso del processo, e che le eventuali responsabilità penali fossero acclarate, oltre ogni legittimo dubbio, sulla base di ciò che fosse risultato nel dibattimento e non da ciò che si è raccontato, da ciò che si è documentato e si dimostrato e non in base a ciò che si è solo ipotizzato; ho atteso tre lunghi anni nell’augurio di trovarmi al cospetto di una sentenza di giustizia e non di giustizialismo. Ma alla fine la sentenza è stata emessa, e non ho ritrovato nulla di quanto attendevo, se non l’impressione della necessità di un sistema giudiziario all’affannata ricerca di rappresentanti della ormai nota “zona grigia”, che possano divenire facili surrogati di ciò che non appare o forse non si è in grado di colpire. Ed invece nel silenzio della mia condanna ho avuto l’impressione che si sia celato “l’opinionismo del giudizio”, il “potere della conoscenza” di un metodo giudiziario che caratterizza a volte la magistratura; un modello di applicazione del codice di procedura penale, che consente di legittimare ogni condanna, pur non ritrovando in essa alcuna certezza oltre ogni ragionevole dubbio, così come sostiene il nostro sistema giudiziario. E allora, quando questo accade, vi è il rischio che le condanne diventino una pura e semplice “opinione” e non una “decisione giusta”, che in quanto tale dovrebbe essere assunta a garanzia del principio di equità e di congruenza della ricostruzione storica dei fatti, rispetto alle prove legittimamente acquisite. La condanna dovrebbe giungere quando risulta provata, oltre ogni ragionevole dubbio la colpevolezza; in ogni altro caso dovrebbe essere consequenziale il proscioglimento, dato che la colpevolezza e non  l’innocenza dovrebbe essere il tema del processo. E allora da questa esperienza ho tratto un consiglio da rivolgere agli altri, a chi soprattutto svolge una qualunque attività in questo territorio, perché conosca cosa può succedere, in una città come la nostra, in un’aula di giustizia, quando un cittadino qualsiasi comprende che aver messo a disposizione, rispettando le regole e le modalità delle leggi vigenti le proprie competenze e professionalità, a sostegno della programmazione di azioni positive delle stesse Istituzioni, diventa un problema. E occorre sapere che in una città come la nostra, quando metti a disposizione le tue competenze, il tuo tempo, le tue risorse e lo fai in maniera gratuita, volontaria, allora tutto questo diventa non solo un problema, ma per quanto sostenuto dalla sentenza di primo grado, diventa addirittura un reato, ma non un reato amministrativo, non un reato qualunque, ma diventa uno dei più grevi reati che possono essere imputati ad un soggetto: il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. E allora è utile conoscere che in un contesto come quello di Reggio Calabria, si corre il rischio di fomentare ipotesi relative ad un patto scellerato di ‘ndrangheta, per il solo fatto di scendere in campo e mettersi in gioco; per il solo fatto di esporsi pubblicamente ad una visione probabilmente anche politica della vicenda; per il solo fatto di mantenere un rapporto e un amicizia, con un soggetto che, pur non essendo mai stato coinvolto in procedimenti di ‘ndrangheta possa, per rapporti familiari, essere associato e ricondotto ad un’appartenenza di ‘ndrangheta; per il solo fatto di avere affidato delle forniture ad un impresa, regolarmente operante nel territorio cittadino, senza avergli fatto lo screening familiare, pur se quella stessa impresa forniva regolarmente anche speciali corpi di polizia e tante altre Istituzioni Pubbliche ed organismi privati. E ancora è opportuno che noi tutti cittadini, di questa città sempre più triste, ci poniamo qualche domanda, su quale sia il sottile filo e la linea di demarcazione tra il giusto sospetto da mantenere e la verità dei fatti; su quanto sia necessario selezionare i nostri fornitori, non sulla base dei normali criteri qualitativi, ma in base ai loro eventuali collegamenti con soggetti che possono gravitare in sistemi criminali. Dovremmo chiederci tutti quanti come potremmo difenderci da quei rapporti che potendo celare pseudo appartenenze mafiose, rischiano di coinvolgerci a nostra insaputa. E cosa dovremmo richiedere ad un nostro fornitore, per essere certi che nessuna circostanza possa ricondurlo mai all’ipotesi di appartenenza o di aggregazione ad una cosca mafiosa? E come dovremmo tutelarci, non conoscendo personalmente i soggetti che possono gravitare attorno gli stessi fornitori, forse richiedendo il certificato del casellario giudiziario di tutti i soggetti che, anche lontanamente, potrebbero entrare in contatto con il nostro fornitore, o indagando sulle relazioni e sui rapporti che mantiene con altri eventuali fornitori, e cosi via? E allora i reati degli altri soggetti, quando esistono, possono diventare i nostri reati, e a nulla vale se la nostra condotta dimostra altro; non importa se non abbiamo mai partecipato consapevolmente a rafforzare questi soggetti, non importa se il nostro comportamento è stato indirizzato in un’altra direzione, non importa se non conosciamo neanche gli altri soggetti, e se addirittura non conosciamo nulla del loro percorso di vita e giudiziario, e non importa neanche tutto quello che è stato documentato e comprovato in una sorta di inversione dell’onere della prova, perché qualunque sia il nostro comportamento, per i giudicanti potrebbe diventare conseguenza di un patto di ‘ndrangheta. Ma nulla importa di tutto questo; dopo la sentenza ognuno dei giudicanti tornerà alla propria famiglia; sono certo che oltre ogni ragionevole dubbio, penseranno di aver fatto sino in fondo il loro dovere, di avere con coscienza espresso un giudizio di colpevolezza esente da ogni pregiudizio e basato sulla certezza di avere condannato un sicuro colpevole. Ma se tutto ciò non avverrà, se tutto ciò non sarà nella loro mente, o se tutto ciò nel tempo sarà smentito da altri giudicanti, chi risponderà alla propria coscienza, chi risponderà al potere dei giusti? E’ vero, ci sono tre gradi di giudizio poiché la possibilità di commettere un errore giudiziario, è insita nello stesso sistema, ma dovrebbe essere sempre individuata la vera motivazione che ha innescato l’errore, per diversificarla nettamente da quella che, invece, potrebbe essere solo la diretta conseguenza dell’applicazione inesatta di un modello giudiziario predefinito. Non è possibile la consequenziale applicazione di un “giudizio” di colpevolezza, quale mera conversione di una semplice ”opinione” di colpevolezza; occorre una “decisione giusta”. E’ una valutazione che rimetto a tutti voi, a voi che acclarate un giudizio di colpevolezza, a voi comuni cittadini che giudicate senza conoscere gli atti processuali, a voi organi di stampa che a volte invece che cronisti siete narratori di una sola parte, non esercitando la funzione di storici del presente e dimenticandovi che se volete giungere alla verità, di regola, dovreste ascoltare le “due campane” e non credere a nessuno delle due; ma è anche una valutazione che rimetto a chi, dopo di voi, dovrà confermare o smentire quello che è stato già acclarato, nella speranza che ciò non avvenga su una semplice “opinione” ma su un “giudizio” maturato nel rispetto dei canoni e delle procedure del codice penale a cui, ogni magistrato, a suo tempo ha prestato certamente giuramento. Aspetterò le motivazioni della sentenza di primo grado e dovrò purtroppo attendere ancora altro tempo, ci vorranno altri gradi di giudizio, affinché la mia “non colpevolezza” possa finalmente essere legittimata oltre ogni ragionevole dubbio". Ing. Demetrio Cento.

 

 

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