Reggio di Calabria: Anassilaos, 21 marzo Giornata Mondiale della Poesia

(187) In occasione della Giornata Mondiale della Poesia, istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale Unesco nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo seguente,

 

che viene celebrata il 21 marzo 2015, la Sezione Poesia dell’Associazione Culturale Anassilaos, con Pina De Felice e Lilly Arcudi, insieme a tutti gli amici poeti  dei Lunedì della Poesia, esprime la propria gratitudine a tutti gli artigiani della parola – così possono essere definiti i poeti-  del mondo, ovunque essi si trovino ad operare e rivolge un pensiero commosso a tutti i poeti reggini scomparsi che continuano a vivere nella memoria grata degli amici e dei lettori attraverso la loro opera che ha contribuito alla crescita umana, civile, culturale e sociale della nostra Comunità. La poesia, di cui ogni ventuno marzo, nel giorno dell’equinozio, che segna l’avvento della primavera, si celebra la Giornata Mondiale è l’unico strumento – prosegue la nota di Anassilaos – che avvicina popoli diversi per razza, per lingua, per cultura e per religione e quindi costituisce il luogo privilegiato per promuovere il dialogo tra i popoli e l’interculturalità che consente di riconoscersi legati a comuni valori, pur nella diversità, anzi nel rispetto della diversità, che arricchisce e favorisce, grazie agli strumenti messi a disposizione dai moderni mezzi di comunicazione, la reciproca conoscenza per riaffermare, ancora una volta, significato, il bisogno, la necessità  della pace. La sezione poesia di Anassilaos e i Poeti del Lunedì, nei loro settimanali appuntamenti e negli incontri dedicati alla poesia, hanno avuto modo, analizzando e studiando poeti appartenenti alla più diverse latitudini temporali e linguistiche, dai poeti greci a quelli latini, dai poeti cinesi a quelli indiani, dai poeti arabi agli europei, fino alle Americhe, che al di là delle differenze, scontate, esiste un comune vedere, una sostanziale unità di intenti che nasce dalla ricerca e dal  possesso comune di un’arte poetica, che sembra quasi prefigurare una sorta di ideale repubblica dello spirito e della poesia che, al presente, deve poter stringere tutti i poeti nel mondo in una unica e comune battaglia a favore della pace e del dialogo interculturale.  

 

 

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Reggio di Calabria: Anassilaos, sabato 21 “La rivoluzione astronomica e Galileo nella cultura barocca)

(181) Congiuntamente con il Centro Calabrese di Studi filosofici e sociali, nell’ambito degli incontri dedicati alle radici dell’Europa, l’Associazione Culturale Anassilaos propone un incontro sul tema "La rivoluzione astronomica e Galileo nella cultura barocca"

che si terrà sabato 21 marzo alle ore 17,30 presso la Sala di San Giorgio al Corso con l’intervento della Prof.ssa Vincenzina Mazzuca, Presidente del Centro Calabrese di Studi filosofici e sociali. L’incontro giunge a conclusione delle celebrazioni per il 450° anniversario della nascita del grande scienziato (1564-1642) la cui attività di ricerca ha dato un contributo di eccezionale valore allo sviluppo della scienza e la cui figura, per le ben note vicissitudini con la Chiesa del tempo, è divenuta sinonimo della libera ricerca che si scontra con l’ottusità del potere costituito sia laico che religioso. Come tutti gli stereotipi anche questo merita ulteriori approfondimenti e precisazioni che tengano conto della complessità degli intrecci e delle relazioni che investivano la società del Seicento, secolo di scoperte rivoluzionarie che modificavano il ruolo dell’uomo nell’universo, non più centro privilegiato del mondo, al pari del pianeta Terra nell’ormai superato sistema tolemaico, ma parte del mondo. Di tale rivoluzione Galileo Galilei fu uno degli indiscussi  protagonisti ma la sua opera, scientifica ma anche letteraria, deve essere inserita in quella cultura barocca ricca di quei fermenti innovativi ma anche di quelle dolorose contraddizioni che contraddistinsero i primi decenni del Seicento e una società aperta alle novità ma anche pronta a chiudersi tragicamente in se stessa  come dimostra, proprio nell’anno 1600, la tragica fine di Giordano Bruno. 

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Reggio di Calabria: Domenica delle “Resistenti” al Museo Archeologico, Francesca Prestia, canta e racconta storie di donne resistenti e Rosangela Pesenti racconta la storia dell’UDI

(180) Alle ore 16.30 la cantastorie Francesca Prestia, la grande interprete della cultura popolare calabrese, dedicherà i suoi canti alle “Resistenti” di Calabria, le donne che per amore della propria terra lottano per la giustizia e la libertà.

 

Importante sua composizione è “La Ballata di Lea”, brano scritto per non dimenticare la tragica vicenda di Lea Garofalo, testimone di giustizia atrocemente uccisa. Dal settembre 2012 Francesca Prestia è referente provinciale per il M.I.U.R. sul progetto sperimentale “Dedicato a Lea e a tutte le donne calabresi”, promuovendo su tutto il territorio regionale e nazionale la cultura della Legalità e delle Pari Opportunità. www.francescaprestia.it

 

Alle ore 17.30 conferenza sul tema “UDI: una storia da raccontare”. Dalla Resistenza all’esistenza. L’esperienza dell’UDI per un vocabolario della cittadinanza” con Rosangela Pesenti del coordinamento nazionale UDI, counsellor e analista transazionale, formatrice sui temi del ciclo di vita, del disagio, della gestione nonviolenta dei conflitti, della differenza e identità di genere, della storia politica delle donne con particolare attenzione ai temi cruciali del Novecento. Rosangela Pesenti, classe 1953, è entrata giovanissima nel movimento femminista, nell’Udi dal 1978, di cui è stata in vari ruoli una dirigente nazionale e ancora attualmente nel Coordinamento nazionale, fonda il Gruppo Sconfinate con la Scuola politica Giacche Lilla. Firma le pubblicazioni Trasloco (Supernova, Venezia; 1998) Velia Sacchi…e io crescevo (Supernova, Venezia; 2001) e Racconti di case, il linguaggio dell’abitare nella relazione tra generi e generazioni (Junior, 2013). www.rosangelapesenti.it

UDI – Unione Donne in Italia di Reggio Calabria

udireggiocalabriawordpress.com — fb: udi reggio calabria — udireggiocalabria@libero.it

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Reggio di Calabria: Le Muse, domenica 22 i giovani ragazzi dell’orchestra giovanile “Ragone” di Laureana di Borrello e Maurizio Managò si raccontano

(179) A “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria ritorna il tradizionale appuntamento settimanale, per un incontro volto a raccontare tutto ciò che è Calabria positiva, segno di una politica culturale valida e di rinnovamento.

 

Domenica 22 marzo alle ore 18, infatti, presso la Sala D’Arte di via San Giuseppe 19 si terrà la manifestazione “Il forte messaggio sociale dei Giovani di Laureana di Borrello”. L’occasione dichiara Giuseppe Livoti – presidente Muse è data dalla pubblicazione del libro “Orchestra Giovanile Ragone” di Laureana di Borrello che, dopo 7 anni dalla nascita, veicola un messaggio di una gioventù che riscatta la nostra terra da tutto ciò che quotidianamente di negativo veicolano i mass media. Una serata in cui verrà ricordato il percorso pedagogico – formativo della loro ascesa,  sviluppo di un contesto sociale di grande esempio. Verrà inoltre ricordato, vista la presenza importante alla conversazione dell’assessore provinciale alla cultura e legalità Eduardo Lamberti Castronuovo, il legame tra le bande musicali ed il maestro Muti nel 2006,  sin dalla prima conoscenza di questi giovani che su iniziativa del dott. Scerra furono affidati ai due musicisti Maurizio Managò e Gaetano Pisano. L’assessore Lamberti definì tale occasione "…un elemento che favorisce la cultura, il progresso e si rende merito alle nostre nobili tradizioni. Questa è la potenza della musica.” Muti dopo averli sentiti suonare al Teatro “F.Cilea” durante le prove dell’orchestra “Cherubini” li invitò a Ravenna per l’inaugurazione del Festival in un evento intitolato “Omaggio alle Bande d’Italia”. E successivamente il 31 luglio 2012 più di mille giovani musicisti calabresi, furono dallo stesso diretti nella Piazza D’Armi della Scuola Allievi Carabinieri “Fava-Garofalo”. Dunque un incontro alle Muse, in cui ci saranno testimonianze dirette, sensazioni di una crescita e di una popolarità che lo stesso direttore dell’Orchestra “Ragone”, Maurizio Managò racconterà al pubblico. “La Musica non solo forma, ma salva” ricorda Muti. Cultura e legalità saranno le linee guida della manifestazione volta non solo a fare memoria ma a riflettere sul ruolo che la Calabria dovrebbe avere nel tempo attuale.

 

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Calcio, Eccellenza: Bocale, a tu per tu con Gabriele Di Fiore

(124) Arrivato a Bocale nel mercato di riparazione, l’attaccante Gabriele Di Fiore sta dimostrando il proprio attaccamento ai colori biancorossi. Di Fiore ha già realizzato tre reti superando il colleghi reparto Bugatti e Cissè che poi hanno lasciato il Bocale.

 

D: Da qualche mese a Bocale, come si trova Gabriele? A Bocale mi trovo veramente bene. Sono stato accolto nei migliori dei modi, stare qui è come stare a casa, questa è una grande famiglia. Società, staff e i miei compagni di squadra non mi fanno mancare nulla. D: Gabriele come valuta fin qui il proprio campionato? Credo di star facendo bene. Dopo un inizio difficile per via del mio infortunio rimediato a Castelvetro, penso di star contribuendo alla salvezza del Bocale. Se proprio devo trovare una pecca al mio campionato, devo essere più cattivo sotto porta. D: Domenica potrebbe arrivare la tanta agognata salvezza, come avete lavorato in settimana? Col Brancaleone sarà la partita dell’anno. Non possiamo permetterci di sbagliare. Dopo l’ottimo pareggio a Scalea, siamo nelle condizione di poter raggiungere la salvezza diretta. Anche nelle scorse settimane abbiamo dimostrato sul campo che il Bocale non merita questa posizione. A prescindere dalla gara che andremo a disputare, ogni settimana ci alleniamo nel migliore nei modi per arrivare al meglio alla gara successiva. D: Il tuo pensiero su mister Lo Gatto. Grazie Lo Gatto. Non posso fare altro che ringraziare il mister per i tanti consigli che in settimana dispensa. Lo ritengo uno dei migliori tecnici in circolazione, non lascia nulla al caso e cura ogni minimo particolare. Spero di ringraziarlo sul campo segnando domenica il gol salvezza. * Responsabile Comunicazione Bocale Calcio.

 

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SEM aderisce alla manifestazione della Fiom del 28 marzo

(65) La gestione della crisi, elevata a metodo permanente di governo nei Paesi europei, ha prodotto un disastro sociale ed economico che non ha precedenti nella storia di questo dopoguerra.

 

In Italia i governi che si sono succeduti in questi anni hanno “brillato” – si fa per dire – per il loro totale asservimento alla regola del rigore imposta dai trattati europei e dalla nuova governance comunitaria. Tale asservimento è diventato viepiù pedante con il governo Renzi, che, in pochi mesi, nell’assenza di un’opposizione politica e sociale degna di questo nome, è riuscito ad assestare, per conto della Troika, colpi durissimi allo stato sociale, ai diritti dei lavoratori e dei precari, alla stessa democrazia. In questo quadro, sempre più drammatico, la costruzione di una “coalizione sociale” che si contrapponga alla deriva neoliberista ed autoritaria nel nostro Paese, proponendo al tempo stesso soluzioni alternative alla crisi in atto, costituisce un passo in avanti significativo. Sinistra EuroMediterranea, che con altri soggetti politici, movimenti, singoli cittadini, sta dando il suo contributo alla costruzione in Italia di una “Casa comune della sinistra e dei democratici”, auspica che l’iniziativa della Fiom possa concretamente incrociarsi con il tentativo in corso di dare nuova rappresentanza politica al mondo del lavoro e del precariato, ai giovani, ai ceti più colpiti dalla crisi e dalla sua infausta gestione. Con questo spirito aderiamo alla manifestazione del 28 marzo a Roma, sperando che sia solo l’inizio di una nuova stagione di protagonismo della sinistra politica e sociale in italia.

 

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Calabria: Enoteca regionale, Pacenza “Reagire alle dimissioni di Mungari Cotruzzolà e De Biase”

(64) «Credo che tutto il mondo politico e istituzionale crotonese debba reagire, in qualche modo, davanti alle dimissioni presentate Gregorio Mungari Cotruzzolà e Salvatore De Biase

 

dai rispettivi incarichi di presidente e consigliere del consiglio d'amministrazione dell'Enoteca regionale». Così l’ex consigliere regionale Salvatore Pacenza dopo aver appreso della lettera di dimissioni inviata dai due esponenti del cda della "Casa dei Vini di Calabria" al presidente giunta regionale Mario Oliverio, al presidente del consiglio regionale Antonio Scalzo e al direttore generale del dipartimento Agricoltura della Regione Calabria Carmelo Salvino. «Come sottolineato da Cotruzzolà e de Biase – spiega Pacenza – c’è innanzitutto un’ingerenza del Dipartimento al ramo che, attraverso una missiva inviata al consiglio d’amministrazione, ha invitato “a "sospendere tutti gli adempimenti inerenti l'allestimento e l'inaugurazione delle sedi di Cirò e Lamezia, della Casa dei vini di Calabria, in particolare spese per arredi e materiali, al fine di consentire alla nuova Amministrazione di prendere cognizione e decisioni in merito alle attività svolte e alla disposizione di quelle future". A tal proposito va ricordato che la "Casa dei vini di Calabria" è un'associazione di diritto privato e, come tale, risponde ai suoi 46 soci. Così come segnalato dai due componenti del cda, al Dipartimento, viene affidata la sola "cura delle attività propedeutiche per la costituzione dell'Enoteca regionale, redigendo lo schema di atto costitutivo, di statuto, del regolamento di attuazione e del logo caratteristico". Ma al di là dell’aspetto tecnico-burocratico che sta interessando questa vicenda, c’è poi anche un movente politico dietro il blocco delle attività dell’Enoteca regionale. Non dimentichiamo che l’attuale presidente Oliverio, proprio mentre si stava procedendo in Regione a consumare tutti i passaggi per istituzionalizzare la "Casa dei vini di Calabria", si affrettò ad avviare un’iniziativa del tutto similare a Cosenza. Non è che il presidente Oliverio, oggi che ricopre la massima carica istituzionale Calabrese, intenderà delegittimare altri territori per “incoronare” la sua beneamata Cosenza? Sarebbe gravissimo, oltre che per lo sperpero di risorse, anche per segnale stantio che tale atteggiamento politico connoterebbe. Invito per tanto chi di competenza a valutare quanto dichiarato nelle loro lunga e dettagliata missiva da Cotruzzolà e De Biase per scongiurare che, il lavoro di anni, vada perso per inutili campanilismi e logiche di appartenenza politica».  

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Regione Calabria: i comunicati stampa del 19 marzo 2015

(146) È stata consegnata oggi al presidente della Regione Mario  Oliverio una petizione popolare per l'istituzione a Nicotera di un servizio di emergenza territoriale 118.

 

Sottoscritta da circa 3mila cittadini del territorio interessato che, oltre Nicotera, ricomprende Limbadi, Joppolo, Rombiolo e San Calogero, per una popolazione di più di  20mila residenti, presenza raddoppiata in estate, la petizione è stata portata al presidente Oliverio da Enzo Comerci, coordinatore del " Comitato pro 118" e Gian Maria Lebrino  che ne è componente. I delegati del comitato hanno sottolineato la necessità  di avere un servizio per le emergenze presente in un comprensorio che dista oltre 30 km dagli ospedali più vicini, quelli di Vibo Valentia e Tropea, con  soccorsi che impiegano più di 40 minuti per arrivare, tempo da considerare anche  nel ritorno verso i nosocomi. Un servizio, dunque, quello richiesto nella petizione, indispensabile ed urgente, anche vista l'orografia del territorio. "Condividiamo le ragioni che hanno spinto tanti cittadini a richiedere ciò che rappresenta una giusta tutela del proprio diritto  alla salute" ha detto il presidente Oliverio che ha chiesto al dirigente generale del Dipartimento Tutela della Salute Bruno Zito, presente all'incontro, di contattare il direttore dell'ASP di Vibo Valentia al fine di  attivare le procedure necessarie all'istituzione del servizio. I rappresentanti del "Comitato pro 118", hanno per questo voluto ringraziare il presidente della Regione, rimarcando la disponibilità e l'impegno mostrati. mdv.

 

 

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Roma: il relatore, sen. D’Ascola ha illustrato il testo proposto dalla Commissione circa il DDL Anticorruzione

(145) La prima parte del provvedimento, che riguarda i reati contro la pubblica amministrazione, inasprisce le pene principali e accessorie per i reati di corruzione, indebita induzione e peculato.

 

Sono previsti obblighi di riparazione e attenuanti in caso di collaborazione utile alle indagini. In un'ottica di prevenzione, è previsto lo scambio di informazione tra autorità anticorruzione, procure e tribunali amministrativi regionali. La seconda parte del provvedimento riguarda i delitti di falsa comunicazione sociale. E' prevista un'area di non punibilità per fatti di lieve entità riguardanti società non quotate. L'attuale disegno di legge si compone sostanzialmente di due parti. La prima parte riguarda i reati contro la Pubblica amministrazione e tutta una serie di disposizioni connesse al trattamento punitivo in materia di delitti dei pubblici ufficiali contro lo Pubblica amministrazione. La seconda parte è incentrata sui delitti di false comunicazioni sociali. Per quanto riguarda la prima categoria di delitti, si prevede un inasprimento sanzionatorio generalizzato, che riguarda cioè non soltanto le pene principali ma anche quelle accessorie. In particolare, si interviene sul delitto di corruzione per l'esercizio delle funzioni di corruzione per atto contrario ai doveri dell'ufficio, di corruzione in atti giudiziari, di indebita induzione e di peculato. Da questo punto di vista si è allargato l'inasprimento del trattamento sanzionatorio in virtù della necessità di armonizzare e riequilibrare detto trattamento all'interno delle figure che compongono i delitti dei pubblici ufficiali contro la Pubblica amministrazione in quanto l'inasprimento sanzionatorio, prevalentemente incentrato sull'articolo 319 del codice penale (corruzione per atto contrario ai doveri di un pubblico ufficiale) ha determinato la necessità di un più generale coordinamento sanzionatorio volto, per l'appunto, ad armonizzare l'inasprimento sanzionatorio tra le figure che compongono l'intera categoria. Tanto per dare facile esemplificazione al problema, una volta inasprito il trattamento sanzionatorio sul versante dell'articolo 319, è sembrato necessario prevedere una pena ancora più aspra per il più grave – per me lo meno per come ritenuto dalla Commissione – delitto di corruzione in atti giudiziari. Si è detto che l'inasprimento sanzionatorio non si giustifica in relazione all'obiettivo di una prevenzione generale ossia all'obiettivo che si individua nel presunto decremento di fatti concernenti i delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione in corrispondenza dell'incremento sanzionatorio. Sul punto deve essere chiaro che se pure non si trova una regola scientifica volta ad individuare una chiara relazione tra l'incremento sanzionatorio e la dissuasione nel commettere delitti di questo genere, è però indubbiamente vero che la giustificazione di questo trattamento sanzionatorio più aspro si individua sul versante, potremmo dire classico, della retribuzione. Infatti, più cresce nella società la disapprovazione per tali delitti, più si registra la natura plurioffensiva di tali fatti di reato. È notorio come i delitti contro la pubblica amministrazione abbiano degli effetti lesivi nei confronti, per esempio, dell'economia nazionale, dell'immagine internazionale dell'Italia, dalla quale ovviamente discendono anche conseguenze in campo economico. Più si registra tale natura offensiva, più si giustifica un incremento sanzionatorio con riferimento agli aspetti classici di un sistema penale che si regge sul principio retributivo, ossia al crescere del danno si giustifica un accrescimento dell'intervento sanzionatorio. Devo poi dire che non ci sono soltanto misure di natura repressiva, ma anche volte a incentivare il versante preventivo. Si inseriscono in questo filone legislativo gli obblighi di informazione funzionali a determinare un coordinamento tra l'Autorità internazionale anticorruzione, la procura della Repubblica e i tribunali amministrativi regionali, i quali ovviamente hanno il polso di situazioni disfunzionali che possono e debbono, per la convinzione della Commissione, essere riferite a quell'Autorità, che poi ha il compito di coordinare l'intervento preventivo in materia di anticorruzione. Con la giustificata finalità di conoscere una maggior quota di fatti concernenti i reati contro la pubblica amministrazione, si prevede l'attenuante della collaborazione nel contesto di una disposizione che utilmente grava l'accento sull'avverbio "efficacemente", volto a sottolineare che l'attenuante è riconosciuta soltanto a soggetti che abbiano reso una collaborazione che abbia dato un risultato utile per le indagini. Sul piano patrimoniale, l'articolo 322-ter prevede la sanzione patrimoniale con una pluralità di funzioni, delle quali in maniera più dettagliata si potrà riferire in occasione delle fasi del dibattito e della votazione in Aula. Si prevede, ad esempio, la riparazione del danno che corrisponde a una entità pari a quanto indebitamente ricevuto, ma da pagarsi a vantaggio dell'amministrazione di appartenenza; in tale disposizione si intravede non soltanto una sanzione per la infedeltà del pubblico ufficiale e per il danno cagionato all'amministrazione di appartenenza, ma soprattutto una sorta di funzione ulteriormente dissuasiva. Si sottolinea cioè il fatto che, qualsivoglia possa essere l'abilità adoperata nell'occultare il provento e il profitto di tali reati, comunque quel vantaggio ingiusto sarà sanzionato da un obbligo di riparazione che corrisponde esattamente alla somma indebitamente ricevuta. Gli incrementi sanzionatori nell'ambito del disegno di legge, per effetto di emendamenti da attribuirsi al Governo, non riguardano soltanto il versante che potremmo definire originario del disegno di legge n. 19, ossia i delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione, ma si prevedono anche norme, come l'articolo 416-bis (associazione di stampo mafioso), rispetto alle quali si è inteso intervenire con sanzioni – e qui l'avverbio ha un significato – ulteriormente aggravatrici di un trattamento sanzionatorio già cospicuo. Qui, tuttavia, l'argomento giustificativo, nel senso ovviamente di spiegare il perché di questa decisione approvata dalla Commissione, sta nell'ulteriormente crescente gravità del fenomeno associativo per come per l'appunto controllato da recenti e – potremmo dire – incessanti fatti di cronaca. Vi è poi il versante delle false comunicazioni sociali. Sul punto c'è una chiara connessione tra i delitti contro la pubblica amministrazione e i delitti di false comunicazioni sociali, soprattutto allorquando essi si connettono alla possibilità di creare quel nero poi funzionale al pagamento delle tangenti. La disciplina si rende comunque necessaria, quanto alla sua modificazione, per tutta una serie di obiezioni che sono già state fatte proprie dalla Corte costituzionale con quella nota sentenza dell'anno 2004, con la quale è vero che è stata salvata la costituzionalità delle ipotesi di cui agli articoli 2621 e 2622 per come riformulate dalla riforma del 2002, ma è anche vero che con quella sentenza furono evidenziati tutti quegli aspetti che hanno fatto di queste due norme penali incriminatrici delle fattispecie che potremmo definire blindate, usando questo participio passato per evidenziare la rarefazione quanto al campo di applicazione di norme costruite funzionalmente ad un'applicazione rarissima, tanto ricche erano quelle disposizioni di componenti volte, per l'appunto, a rendere scarsamente applicative quelle due disposizioni. Insomma, quali sono state le scelte di fondo del disegno di legge per un verso, della Commissione, nella fase lunga della elaborazione di un testo evidentemente complesso e difficile, e soprattutto le scelte del Governo? C'è da dire infatti, che se è vera l'accusa di blindatura (potrei ripetere questo termine) rivolta alle due disposizioni nate con la riforma dell'anno 2002, è anche vero d'altra parte che sul piano degli interessi contrapposti, soprattutto in un momento di gravi difficoltà economiche e finanziarie per il Paese, si poneva la necessità di una tutela delle società e quindi della ripresa economica, volte, per l'appunto, a determinare una riduzione del rischio di interventi penalistici in settori che, salvi casi comprovati di falsificazioni, dovevano ritenersi protetti. Si trattava quindi di un gioco delicato di equilibri, nella necessità di rispettare sul punto il relatore, che è anche autore di un testo sul delitto di cui all'articolo 2621 e su quello complementare di cui all'articolo 2622, che ha insistito reiteratamente nel corso dei lavori in Commissione sul fatto che i delitti di falso hanno una struttura unitaria e il falso in bilancio non è altro che una ipotesi particolare di manifestazione dei reati di falso. Insomma, noi dovevamo concepire, pur rispettosi di queste esigenze, la ricostruzione di una speciale, particolare ipotesi di falso che fosse però, ciò nonostante, concepita in un contesto unitario, razionale e coordinato rispetto alla sua disciplina generale. La Commissione crede di poter presentare all'attenzione e all'autorità dell'Assemblea un testo che si fa carico di questi problemi e che ovviamente è costruito nelle forme dei reati cosiddetti propri, ossia dei reati che sono previsti nel senso di ipotizzare l'autorità tipica soggettiva in capo a determinati soggetti particolarmente qualificati. Questo è nella storia dei delitti di falso in bilancio, questo è quello che è avvenuto dinanzi alla Commissione ed è chiaro che, a prescindere dalla previsione di un autore proprio, tipico, la norma di cui all'articolo 110 del codice penale, che disciplina il concorso di più persone nel reato, rende applicabile queste norme a chiunque sia stato, ciò nonostante, concorrente nel fatto proprio e tipico del soggetto espressamente evocato dalla disposizione legislativa. Per dire qualcosa di molto sintetico sulla struttura della norma, riferendomi all'articolo 2621, ma le stesse cose si potrebbero dire con riferimento all'articolo 2622, si caratterizza per una componente di dolo specifico, caratteristica di reati che, a prescindere da una struttura di pericolo, sono comunque eventualmente funzionali ad offendere interessi patrimoniali.Tanto che c'è un dolo specifico: «al fine di conseguire per sé o per altri un giusto profitto». Esso si caratterizza col fatto che le informazioni e le comunicazioni sociali non possono essere qualsivoglia informazioni, ma soltanto quelle tipicamente previste dalla legge. Questo nel rispetto di quel principio di tassatività e di determinatezza che contrassegna il volto costituzionale dell'illecito penale. La norma è poi costruita nella doppia forma dell'azione o dell'omissione perfettamente equivalente: «espongono ovvero omettono». E cosa devono esporre ovvero omettere di esporre? Dice la legge: «fatti materiali rilevanti». Questa espressione del legislatore potrebbe sembrare enfatica e caratterizzata, sostanzialmente, da superfetazioni. Si potrebbe dire che il fatto è inevitabilmente materiale, e forse questa obiezione potrebbe meritare una contro obiezione.Ma si dice: «rilevanti», e il relatore si permette di dare una sua interpretazione funzionale, essendo il termine "rilevanti" volto a garantire il profilo di offensività. Sappiamo che l'offesa si costruisce in relazione al danno, come anche al pericolo. Quindi, un fatto materiale è rilevante allorquando non è un fatto inidoneo ad offendere l'interesse giuridicamente protetto, ancorché formalmente corrispondente al tipo. In ciò permettendosi il relatore di evocare una questione storica, tradizionale, che fa parte della esperienza di ogni penalista: il problema, trattato reiteratamente anche dalla Corte costituzionale, della necessaria offensività delle condotte di rilevanza penalistica, da determinarsi anche in presenza di una loro apparente corrispondenza al tipo. Quindi, il legislatore, attraverso questa formula vuole sottolineare che i fatti inoffensivi, le valutazioni, i fatti che non sono in grado neanche di innescare la categoria del pericolo, sono fatti che si pongono al di fuori dell'ambito della punibilità. La Commissione (ma anche il Governo, prima della Commissione) ha pensato ad una circostanza attenuante: il fatto di lieve entità punito con una pena che va da uno a tre anni di reclusione, al contrario della ipotesi tipica, punita con una pena che va da uno a cinque anni di reclusione. Questa scelta legislativa non è una scelta casuale. Essa gioca un ruolo specifico (potremmo definirlo insostituibile), perché lega il delitto di cui all'articolo 2621 al problema della tenuità del fatto e, quindi, a quella causa di non punibilità. Io qui uso un termine atecnico, generalizzante, sotto il quale, storicamente, si pongono tutta una serie di fenomeni caratterizzati dalla non punibilità, ma nettamente diversificati l'uno dall'altro.La causa di non punibilità è prevista, per come noi sappiamo (e anche questa sarà una questione che verrà trattata in Aula), ed è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica proprio ieri. La ammissibilità di tale causa di non punibilità è prevista, sostanzialmente, solo per i delitti puniti con una pena compresa fino ai cinque anni di reclusione.Pertanto, la previsione sanzionatoria e l'effetto diretto di quell'articolo 2621-ter – del quale il relatore non ha ancora detto, ma del quale parlerà immediatamente – prevede, in una maniera che potremmo dire "speciale" (e uso quest'aggettivo per sottolineare la connessione della causa di non punibilità della tenuità del fatto con la specifica materia delle false comunicazioni sociali), tutte le volte in cui questo fatto di false comunicazioni sociali sia caratterizzato dalle componenti storiche della tenuità del fatto, una valutazione che guardi però in maniera prevalente al danno che sia stato arrecato. Abbiamo quindi una disciplina complessa: l'articolo 2621, nella sua dimensione che potremmo dire generalista; la circostanza attenuante della lieve entità, per com'è prevista nell'articolo 2621-bis; la previsione ulteriore che sono di lieve entità tutti quei fatti che ricadano nell'ambito delle società di cui al comma 2 dell'articolo 1 del regio decreto n. 267 del 1942, la cosiddetta legge fallimentare, tutte le volte in cui quindi quelle società ricadano entro i limiti quantitativi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2 dell'articolo 1 del regio decreto in questione; e poi, questa speciale ipotesi di tenuità del fatto, tutte le volte in cui per l'appunto, trattandosi dell'articolo 2621 – quindi di società non ammesse ad un mercato regolamentato: questa è la discriminazione e la linea di separazione tra gli articoli 2621 e 2622 – questo fatto appaia particolarmente tenue, con quella speciale previsione di tenuità che impone al giudice una particolare e più attenta valutazione, con riferimento alle componenti del danno che già caratterizzano per l'appunto quella speciale tenuità di cui all'articolo 131-bis del nostro codice penale. Lo ribadisco: quest'ultima è una norma non ancora entrata in vigore, ma vigente nel nostro ordinamento giuridico, perché pubblicata nella Gazzetta Ufficiale di ieri.Con riferimento all'articolo 2622, perché, allorquando mi sono permesso di illustrare la struttura del fatto di reato di cui all'articolo 2621, ho detto che essa è sostanzialmente sovrapponibile a quella di cui all'articolo 2622. Pertanto, se illustrassi questa seconda struttura del fatto, altro non farei che ripetere quanto ho già avuto modo di dire con riferimento alla figura del 2621. Ho detto però, che l'elemento differenziale è quello storico: insomma, fintanto che si tratta di società non quotate, con titoli non diffusi e non ammesse ad un mercato regolamentato italiano o dell'Unione europea, ovvero alle situazioni ritenute equivalenti dal secondo comma dell'articolo 2622, si tratta di fatti che possono essere sussunti nello schema dell'articolo 2621. Quando invece questi fatti riguardano le ben più gravi vicende che si connettono alle società le quali operano all'interno di mercati regolamentati, ovvero che si trovano in quelle quattro situazioni ritenute equivalenti da quella che noi riteniamo sarà la futura legge penale, quindi dal capoverso dell'articolo 2622, allora non v'è dubbio che il fatto sia di maggiore gravità. Infatti, non soltanto la pena come indice maggiore del disvalore è superiore, perché qui arriviamo ad un massimo edittale di otto anni, ma le ipotesi previste dagli articoli 2621-bis e 2622-ter – sulle quali, convinto di averne lungamente riferito, non intendo attardarmi ulteriormente – non sono nemmeno applicabili per l'appunto al delitto di cui all'articolo 2622.L'articolo 2621 si caratterizza, come abbiamo visto, per un'area di non punibilità, che sta nel 2621‑ter, e per un'attenuante che rende il reato di molto limitata gravità e che riguarda i fatti di lieve entità, come ad esempio i fatti che avvengano nel contesto di società che non sono sottoponibili né al concordato preventivo, né al fallimento. Insomma, a noi è sembrato razionale che, se queste società non possono essere assoggettate a procedure concorsuali, ovviamente meritassero un trattamento di favore anche sul complementare e correlativo versante del trattamento penalistico, trattandosi quindi di un trattamento certamente differenziato rispetto a quello di natura fallimentare, ma che pur sempre deve tener conto delle valutazioni favorevoli che il legislatore, con la riforma del diritto fallimentare, ha ritenuto di dedicare a queste società. Ciononostante, questi trattamenti di favore non sono previsti e alcuni addirittura non potevano essere previsti. Non si può ritenere strutturalmente un fatto di lieve entità o un fatto non punibile per la tenuità dell'offesa un fatto che avvenga nel contesto di società che hanno dimensioni e, sostanzialmente, struttura e funzioni delle società che sono ammesse al mercato regolamentare. Con questa ultima e forse ripetitiva considerazione, credo di aver assolto ad un obbligo, sia pur sintetico, di informazione, ritenendomi ovviamente a disposizione dell'Aula per dare tutte le ulteriori e successive informazioni che eventualmente verranno ritenute necessarie.

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Regione Calabria: Nucera (La Sinistra) “Eliminiamo i danni della Riforma Fornero: favoriamo il pensionamento di chi ne ha diritto e creiamo nuove opportunità di lavoro per i giovani calabresi”

(144) “Con la Riforma delle pensioni voluta dalla Fornero nel 2011 a partire dal 2012, abbiamo avuto la sostanziale abolizione delle pensioni di anzianità e la rimodulazione delle pensioni di vecchiaia fissando a 66 anni per le donne e 67 per gli uomini l’età minima

 

per uscire dal mondo del lavoro. Il ministro Poletti assicura che attraverso un intervento del Parlamento si rimedierà nelle prossime settimane alle storture che questa riforma ha creato, passando ad  un  sistema flessibile in cui l’uscita anticipata comporterà una riduzione della pensione, e quella posticipata invece una maggiore entrata per il pensionato. In attesa della nuova normativa, al fine di arginare i difetti della Riforma delle pensioni della Fornero e di creare nuovi posti di lavoro per i giovani, vogliamo proporre un intervento in favore dei dipendenti a tempo indeterminato della Regione Calabria. Con la Legge Regionale 34 del 2010, valida per gli anni 2011-2013, si era proposto un meccanismo di scivolo fino alla pensione che consisteva nell’accompagnare il dipendente regionale fino al raggiungimento dell’età pensionabile prevista dalla legge con un’indennità supplementare, pari a sette mensilità della retribuzione lorda risultante dalla media degli ultimi dodici mesi di servizio, per ciascuno degli anni necessari al raggiungimento dei limiti di età previsti dalla normativa. L’indennità veniva erogata in base alla richiesta diretta del lavoratore, comportando inoltre l’immediata risoluzione del rapporto di lavoro. L’approvazione della Riforma delle pensioni della Fornero ha fatto sì che i dipendenti pronti a utilizzare lo scivolo nel 2012, abbiano perso l’opportunità di tale finestra di uscita. Per consentire a tutti di godere del medesimo diritto e arginare fattori discriminativi generati dalla miopia dell’ultima Riforma, si chiede, sulla base della Legge Regionale 34, che venga fatta una nuova legge sullo scivolamento rimodulando semplicemente i criteri di accompagnamento, fino al raggiungimento dell’età pensionabile prevista dalla legge, così da permettere finalmente l’uscita dall’amministrazione di chi, di fatto, aveva toccato con mano la possibilità del pensionamento – e con loro garantire la stessa opportunità per il triennio 2015-2017 a chi ne avesse i requisiti. Sui posti lasciati liberi chiediamo che vengano attivati i concorsi. Il nostro intento è anche quello di favorire una riorganizzazione degli uffici con l’inserimento di personale giovane, motivato, in grado di far fare il salto di qualità all’Amministrazione senza un sostanziale aggravio per le casse regionali. * On.le Giovanni Nucera Consigliere regionale Capogruppo de La Sinistra.

 

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Calabria: sanità pubblica, MDC “Lo smantellamento un preciso disegno”

(143) "Stiamo assistendo da qualche tempo a movimenti inquietanti nel mondo della sanità regionale pubblica e privata da anni tra l’altro feudo dei potentati politici locali.

 

La sanità regionale soffre da anni questa incurabile patologia, serbatoio di voti prima, vedi anche le ultime assunzioni preelettorali, luogo di faide per i posti di primariato e dirigenza poi. Il cocktail con tali ingredienti è imploso, nomine clientelari, assenza di meritocrazia, appalti milionari a cooperative con manager spesso già con esperienze fallimentari. In sintesi questo è il quadro, il futuro? Servizi scadenti e sempre meno disponibili, liste di attesa lunghissime, strutture fatiscenti, l’emigrazione sanitaria in forte aumento. E in questo quadro abbastanza chiaro che si innestano le operazioni in atto nella sanità privata cosentina? Fallimenti, passaggi di proprietà, commissariamenti, concordati preventivi, in un contesto che si fronteggiano politici, imprenditori, faccendieri di comprovata immoralità. L’obiettivo? Alla fine di questo caos primordiale probabilmente uscirà uno o due poli sanitari privati che monopolizzeranno i servizi per la nostra salute nel futuro. Noi tra l‘altro membri del consiglio nazionale consumatori ed utenti presso il MEF, alla luce delle continue denunce di semplici cittadini per disservizi legati al servizio sanitario abbiamo il dovere di richiamare al senso di responsabilità tutti coloro che in questa filiera agiscono, invitando le autorità preposte ad approfondire alcune circostanze oscure, dimostrando tra l’altro di non essere conniventi o organici con questo progetto finalizzato a privatizzare l’intero settore". Movimento difesa del Cittadino.

 

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Lamezia Terme (Cz): Forza Nuova e Cantiere Laboratorio, sabato 21 aperitivo elettorale “Turismo, risorsa economica per la città”

(142) Forza Nuova e l’associazione culturale Cantiere Laboratorio organizzano per sabato 21 marzo alle ore 18:30 presso il Caffè letterario del Bar del Popolo su via Eroi dei Sapri a Lamezia, un aperitivo elettorale dal titolo: “Turismo, risorsa economica per la città”,

 

interverrà l’Avv. Armando Chirumbolo candidato a sindaco di Lamezia. L’evento che sarà aperto a tutti i cittadini sarà occasione per spiegare come questo strategico settore possa finalmente fungere da autentico volano economico per Lamezia col quale ottenere crescita, sviluppo ed occupazione. Punto fermo del programma politico che da qui a poco sarà presentato alla città da parte del nostro candidato sindaco, vuole concretamente rompere con la consuetudine di un triste passato amministrativo per Lamezia nel quale tutte le nostre bellezze naturali non sono mai state effettivamente sfruttate, pur essendo sempre puntuale argomento da campagna elettorale dei tradizionali partiti. Forza Nuova insieme col contributo di quel mondo dell’associazionismo politico e culturale come appunto Cantiere Laboratorio vicino a noi e con tutte le altre forze che compongono la nostra coalizione, è intenzionata a mettere in atto politiche che vadano nella direzione di attrarre grosse quote di flussi turistici con tutto un indotto collegato nell’intero tessuto sociale ed economico cittadino, fornendo linfa vitale all’intero territorio attraverso la valorizzazione delle nostre ricchezze naturali e paesaggistiche, metodologie di comunicazione e propaganda, adottando politiche fiscali che favoriscano insediamenti turistici e quindi possibilità concreta di offrire lavoro ai soli cittadini lametini. Una città dunque quella pensata da noi baricentro della regione e modello ricettivo del settore, asset strategico in stretta connessione con l’altro dell’agricoltura per dare finalmente una giusta identità sociale ed economica alla nostra Lamezia Terme. Forza Nuova Lamezia Terme ed Ass. Culturale Cantiere Laboratorio.

 

 

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Reggio di Calabria: “Leggere per … ballare”, domattina al Cilea “Il Piccolo Principe”

(177) La Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza – FNASD – in collaborazione con la Fondazione Nazionale della Danza, ha ideato ‘Leggere per … ballare’,

il progetto culturale che ha come oggetto la messa in scena di uno spettacolo di danza ispirato ad un testo di letteratura condiviso con il mondo della scuola. Utilizzare la danza come strumento di comunicazione tra culture, far emergere il valore formativo del luogo ‘teatro’, valorizzare il concetto di arte e diffondere la cultura della danza. Questi gli obiettivi primari del progetto culturale ‘Leggere per … ballare’ condivisi dall’associazione ‘Progetto SuDanza’. Giovedì 19 marzo, presso il teatro ‘Cilea’ di Reggio Calabria, l’Associazione ‘Progetto SuDanza’ in collaborazione con FNASD e Fondazione Nazionale della Danza presenta ‘Il Piccolo Principe’ di Antoine De Saint-Exuery con la regia di Arturo Cannistrà, la coordinazione artistica di Domenico Crea, Presidente dell’associazione ‘SuDanza’ e della educational performer Grace Cundari e la coordinazione tecnica di Bruno Crea. ‘Leggere per … ballare’ intende far interagire le scuole di danza con il mondo della scuola istituzionale. Filo conduttore del progetto, un testo di letteratura per ragazzi che sarà approfondito dalla scuola attraverso un lavoro interdisciplinare. ‘Leggere per … ballare’ è oggetto di un protocollo di intesa col M.I.U.R. (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e con AGISscuola, ha il patrocinio del Ministero delle Pari Opportunità e della Gioventù ed ha ottenuto la Tessera d’Argento del Club Leggere Tutti. Le scuole di danza che parteciperanno al progetto sono “Formazione Danza Arabesque” di Pasqualina Iacopino, “Centro Studi Danza M.A.D.” di Alessia Pizzichemi, “Centro Studi Musical The Sparkling Diamonds” di Eugenia Chindemi e Katia Crucitti.

 

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Reggio di Calabria: Planetarium provinciale Pythagoras, venerdì 20 “L’eclissi di Sole saluta la Primavera”

(176) Il 20 marzo prossimo di verificherà una eclissi di Sole totale nella fascia dell’Atlantico Settentrionale, le Isole Fær Øer, le Isole Svalbard;

 

alla nostra latitudine sarà parziale, con una magnitudine: 0,517 (per magnitudine si intende la frazione del diametro del disco solare coperta dalla Luna nella fase centrale dell’Eclissi), la copertura della nostra Stella si aggirerà attorno al 42%. Il fenomeno a Reggio Calabria avrà inizio alle ore 9.24 con altezza del Sole di 36.8°. Il massimo oscuramento sarà alle ore 10.30 con una altezza del Sole di 45.9°. La fine dell’eclissi si avrà alle ore 11.39 quando il Sole, prossimo al passaggio al meridiano, raggiungerà una altezza di 51.2°. Una eclissi di Sole pur se parziale è sempre un fenomeno affascinante, questa eclissi, poi, coincide con l’equinozio di primavera. La primavera astronomica ha inizio alle ore 22.45 di Tempo Universale, ore 23.45 ora solare dell’Europa centrale. I due eventi non hanno nessuna correlazione astronomica se non una speciale coincidenza. Il Planetarium provinciale Pythagoras di Reggio Calabria li celebra entrambi offrendo al pubblico la possibilità di osservare dalle ore 9.00 l’eclissi dal piazzale antistante il Planetario, dove saranno posizionati gli strumenti, ed alle ore 21.00 di partecipare alla conferenza del dott. Fabrizio Mazzucconi, astronomo dell’Osservatorio di Arcetri Firenze, sul tema: “Il Cielo dei Naviganti”. Ci corre l’obbligo di ricordare che non bisogna osservare il Sole a occhio nudo o con strumenti artigianali perché si rischiano danni permanenti alla vista. Ci auguriamo che le condizioni meteorologiche diano in maniera adeguata il benvenuto alla primavera ma in caso di cattivo tempo, non perdiamoci d’animo, l’appuntamento è rimandato al 12 agosto 2026 quando il fenomeno si verificherà, alle nostre latitudini, in maniera quasi identica. Ci scusiamo se le informazioni non sono dettagliate, cercheremo di essere più precisi tra una decina di anni. Nel frattempo vi aspettiamo per festeggiare, comunque, l’arrivo della primavera.

 

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Forza Nuova in difesa dei disabili

(63) "La naturale vocazione forzanovista per la difesa dei più deboli; i caratteri della nostra azione politica e della nostra concezione dello Stato che si fondano sui princìpi e i valori della tradizione cristiana,

 

antitetici a qualunque ipotesi eugenetica, inquadrati nel contesto di una crisi economica e morale, con tutta evidenza di natura strutturale, che colpisce maggiormente proprio chi è privo di difese, ci hanno permesso in questi anni di venire a contatto con molte situazioni concrete, nel vastissimo arcipelago della disabilità, che richiedevano un nostro intervento: storie di ordinaria discriminazione, dove la nostra idea della società vorrebbe trovare solo doverosi privilegi, storie di burocratica indifferenza e di tagli alla spesa che uccidono, storie di lobby che ostacolano la libertà di cura, vicende nascoste in cui la necessaria eroica presenza della famiglia richiederebbe la condivisione attiva, da uno Stato degno di questo nome. Abbiamo fatto quello che potevamo, con lo spirito che ci contraddistingue in ogni battaglia, ma, adesso, riteniamo sia giunto il momento di fare di più: prende dunque il via ufficialmente, da oggi, il Dipartimento disabilità di Forza Nuova, il cui responsabile nazionale, Daniele Brogi, genitore impegnato da tempo sul campo, è già al lavoro da alcune settimane con l’aiuto di Giuseppe Provenzale, vicesegretario nazionale del Movimento. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, è necessario ampliare la rete di famiglie e singoli interessati dalle problematiche del settore, e di sostegno anche legale; molte, come nel caso di Martina Ciaccio, che abbiamo trattato alcuni giorni fa su queste pagine, sono le situazioni che necessitano di competenze legali per essere risolte, oltre che medico specialistico. Per questo, abbiamo già attivato una mail a cui rivolgersi – forzanuovaperladisabilita@gmail.com – e una pagina FaceBook – Forza Nuova Disabilità -, aspettiamo i vostri contribuiti e le vostre adesioni".

 

 

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Tennis: ancora qualche giorno di attesa e poi la IX^ edizione del Torneo Città di Catona “Memorial Alfonso Ciprioti”

(121) Ancora pochi giorni e sui campi dello Sport Village di Catona ritorneranno i match del torneo di tennis Città di Catona “Memorial Alfonso Ciprioti”.

 

Da qualche settimana, infatti, la macchina organizzativa si è messa in moto per dar vita alla IX edizione della kermesse. Si tratta di un appuntamento sportivo ormai consolidato e scritto sull'agenda di molti appassionati della nobile disciplina i quali, di gara in gara, si affronteranno per un torneo che, sin dal 2007, la struttura polivalente a nord di Reggio, presieduta da Francesco Violante, ha voluto realizzare in memoria di Alfonso Ciprioti, ex assessore comunale e consigliere provinciale prematuramente scomparso. Il "Città di Catona" targato 2015 prenderà il via martedì 24 marzo per concludersi il 2 aprile: lo staff promotore dell'evento, sotto l'abile guida di Marco Bonforte e come da consuetudine, si sta impegnando alacremente per garantire l’ottima riuscita della competizione che apre, di fatto, il calendario sportivo del circolo catonese  richiamando, per questo rendez vous primaverile, numerosi atleti. 
Anche per la IX edizione, infatti, si attende il successo degli anni passati durante i quali si è registrato un alto numero di adesioni, alla luce, inoltre, della sua configurazione quale torneo nazionale di 4° categoria maschile che si svolge sotto l’egida della Fit (Federazione Nazionale Tennis).
Saranno giorni in cui la terra rossa dello “Sport Village”, quindi, sarà animata da una serie di incontri che sicuramente richiameranno tennisti provenienti da diverse realtà della Calabria ed anche extra regione nonché i sostenitori di uno sport che, soprattutto negli ultimi tempi, è fortemente ritornato in auge. 
“Riproponiamo un momento di sana competizione e socializzazione che vuole ricordare la figura di Alfonso attraverso il tennis, sport che lui amava, così come amava frequentare il nostro circolo sia per le attività fisiche che ricreative. Il Città di Catona – dichiara Francesco Violante – però, rientra anche nel prosieguo di un percorso che abbiamo avviato ormai da tempo ed improntato alla promozione della pratica sportiva quale strumento adatto a veicolare messaggi positivi soprattutto per le giovani generazioni. L'unica novità della formula 2015 rispetto alle altre edizioni – conclude il presidente dello Sport Village – è che il vincitore ed il finalista riceveranno in premio un fine settimana in una località della nostra bellissima regione ed un orologio da polso". Per tutte le informazioni relative al torneo ed alle iscrizioni basta contattare la segreteria dello “Sport Village” al numero 0965/038748 o collegarsi al sito www.sportvillagecatona.it 

 

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Calabria: Colombo (Forza Nuova) “Aspettando lo sblocco del turn-over cosa fare con i medici in attesa di stabilizzazione?”

(60) "Aspettando quel  tanto provvidenziale quanto indispensabile sblocco del turn-over nel settore sanità in Calabria

 

che andrebbe a dare, attraverso nuove assunzioni più ossigeno negli ospedali calabresi in affanno per carenza di medici ed infermieri scongiurando cosi chiusura e ridimensionamenti di vari reparti, chiedo al neo Commissario alla Sanità al Dott. Massimo Scura cosa intende fare per quei medici in servizio presso le guardie mediche che sono ormai in attesa di essere stabilizzati da diversi anni. Dal momento che quello che possiamo definire “nodo gordiano” di tutto il settore sanità è il risparmio, proprio in quest’ottica la stabilizzazione negli organici delle Asp di questi medici già convenzionati farebbero risparmiare un bel po’ di soldi, contribuendo cosi in maniera significativa a tener aperti anche h24 ambulatori di guardia medica, sia nelle principali città calabresi e sia nei piccoli centri di provincia, andando cosi a snellire le  lunghe file ai pronto soccorso dei nostri ospedali, che spesso, vista la carenza di personale, vanno ad implodere per via di un fisiologico congestionamento. Ricordo che l’assunzione di un medico  convenzionato già inserito nelle graduatorie costa all’Azienda e quindi al servizio sanitario regionale dieci volte meno rispetto ad un medico neo assunto. L’odioso Piano di Rientro negli ultimi anni ha portato solo tagli di servizi e prestazioni, smantellamento di ospedali e ridimensionamenti di reparti, tutto questo operato nell’ottica del risparmio e mi chiedo il perché con lo sblocco del turn-over  non si possa già procedere con una soluzione interna che porterebbe sicuri vantaggi economici e di prestazione a tutto il sistema, andando a rendere operativi tutte quegli ambulatori di guardia medica sull’intero territorio calabrese. Su questo Chiedo la massima attenzione sia da parte del Commissario alla Sanità Dott. Scura e sia al Governatore della Regione On. Mario Oliverio, il quale in quest’ultimo periodo pare mostri la sua attenzione alla sanità con progetti di legge volti alla creazione di un’unica azienda regionale ,con obiettivi tesi all’effettivo risparmio e funzionamento del sistema sanitario tutto da vagliare e verificare, mentre con questo provvedimento da noi di Forza Nuova suggerito, dopo lo sblocco del turn-over si potrebbe ottenere un risultato indirizzato al potenziamento di questi presidi sanitari storici e di stretto collegamento con l’utenza, andando anche ad applicare la legge  cosi come è avvenuto in altre regioni d’Italia". * Igor Colombo, Portavoce regionale Forza Nuova-Calabria.

 

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Reggio di Calabria: al “Siracusa” protagonista l’Orchestra filarmonica giovanile “Cilea”

(173) L’orchestra filarmonica giovanile “Cilea” strega il teatro Siracusa. Per il quarto appuntamento inserito nel cartellone teatrale “Officina dell’arte", compagnia teatrale del maestro Peppe Piromalli, domenica sera, protagonista l’orchestra “Cilea”.

 

Due bacchette di indiscutibile bravura, quella dei maestri Dario Siclari e Francesco Pepè, hanno guidato per due ore, 110 giovani elementi impegnati in una partitura variegata tra brani classici e contemporanei. Il travolgente concerto “Non solo classica” ha inoltre regalato al pubblico delle grandi occasioni momenti caratterizzati da un approccio totalmente inedito al modo di suonare in termini della ricerca di ritmo, delle idee tecniche e, soprattutto, delle idee espressive. “È stata una serata molto affascinante – commenta il maestro Peppe Piromalli – Sembrava di guardare la musica da una prospettiva diversa, nuova e completa. Il team Officina è entusiasta nell’aver portato su uno dei palchi più importanti della città, questi giovani talenti  che, per qualche ora, ci hanno donato arte e profondità espressiva e tecnica. Ogni professionista con il suo strumento, ha trasformato il concerto in un’esibizione memorabile, limpida, delicatamente e intensamente bella, generosa, vera”. Presente e passato si fondono pur distinguendosi così come le melodie sempre ispirate e negli intensi percorsi armonici si uniscono riscaldate dai soavi suoni dei violini: tutto questo grazie alla bravura impeccabile di musicisti che, nel tempo, sono diventati un arricchimento culturale del nostro territorio e una preziosa risorsa sulla quale investire. Tanto talento, grande tecnica e notevole espressività per circa due ore di concerto, esibizione che ha entusiasmato la platea accorsa anche dalla dirimpettaia Messina. Un altro grande successo dunque, fa brillare la rassegna della compagnia teatrale Officina dell’Arte alla quale va il merito di aver portato al teatro “Siracusa” iniziative culturali di livello grazie alle quali la seconda massima culla dell’arte sta diventando un importante punto di riferimento per la città. A dimostrazione di ciò, il pubblico presente che, sino ad oggi, non ha voluto perdere un solo appuntamento della stagione teatrale targata Officina. (Photo Gianni Siclari).

 

 

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Reggio di Calabria: Planetario Pythagoras, martedì 17 “Scilla e Cariddi: la realtà dei miti e i fenomeni naturali nell’Area dello Stretto”

(172) Nell’ambito del corso del Ciclo di incontri: “Astronomia… non solo astronomia 2015”, martedì 17 Marzo ore 21.00 al Planetario provinciale Pythagoras di Reggio Calabria, si terrà una conferenza su: “Scilla e Cariddi: la realtà dei miti e i fenomeni naturali nell’Area dello Stretto”,

 

relaziona il Dott. Angelo Vazzana (Museo di Biologia Marina di Reggio Calabria), con intervento della Prof.ssa Francesca Carla Neri (Ass. Anassilaos – RC). Il Dott. Vazzana, Direttore Scientifico del Museo di Biologia Marina e Paleontologia di Reggio Calabria relaziona “sui Fenomeni Naturali nell’ Area dello Stretto” come si manifestano attualmente collegandoli alle fonti storico-letterarie e come questi venivano rappresentati. L’intervento della Prof.ssa Francesca Carla Neri approfondirà quest’ultimo aspetto considerando criticamente il contesto ambientale rappresentativo nelle principali opere e fonti letterarie. Seguirà nella presentazione proposta dal relatore, un escursus sui Fenomeni Naturali nell’Area dello Stretto iniziando dalle figure mitologiche di Skylla e Xàrybdis descritte nel poema omerico dell’Odissea nel XII c. versi 85 – 105 e che rappresentavano i pericoli connessi alla navigazione in epoca storica e all’attraversamento marino nell’ Area dello Stretto. Pericoli che in passato venivano rappresentati come mostri marini e che oggi invece sono degli ambienti con eccellenze di Biodiversità unica in ambito Mediterraneo. Così gli scogli emergenti in antichità, a fronte della Rupe di Scilla, dove si infrangevano le imbarcazioni a vela quadrata e senza timone, come vengono narrati e vissuti da Odisseo/Ulisse, nel mito raffigurati come un mostro marino a sei lunghi colli con teste canine o come ninfa trasformata in serpente marino (pistrice); oggi questi alti scogli, sotto il livello marino sempre a Scilla, sono un ambiente rigoglioso di vita con le sue foreste di Gorgonie e Coralli colorati. Ieri pericolo mortale, oggi esplosione di vita marina e unico paesaggio sommerso. Come pure le forti correnti marine alternate nell’Area dello Stretto che costituivano il pericolo che rendeva le imbarcazioni non più governabili, veniva raffigurato nel mostro Xàrybdis o Cariddi che inghiottiva (faceva scorrere velocemente producendo dei gorghi) le acque e conseguente esponeva verso il mostro di Skylla. Oggi il peculiare idrodinamismo del’Area dello Stretto (correnti marine denominate Montante e Scendente a seconda del senso di scorrimento) non ingoiano naviganti, ma trasportano e fanno emergere uniche diversità biologiche con le freddi acque limpide delle profondità cariche di larve, plancton e di fauna abissale che poi si diffonde verso gli ambienti sommersi e pelagici più superficiali andando a colonizzare le foreste di gorgonie e coralli o di ritrovare sulla Spiaggia degli Abissi di Pezzo – Cannitello tutta la particolare fauna abissale dell’ Area dello Stretto. Verrà citata l’iconografia storica dei miti correlata agli attuali contesti o indicatori ambientali. Altri fenomeni naturali, che si verificano in quest’Area, che saranno trattati sono: la Fata Morgana, la Lupa, le Sirene, il Ponte. A seguire una breve rappresentazione del Cielo al Planetario a cura degli Esperti.

 

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Acri (Cs): gli 8 vincitori del concorso Young at Art 2015 del MACA

(171) L'8 marzo scorso è giunto a conclusione il concorso preliminare attraverso il quale, ogni anno, vengono selezionati gli artisti che prendono parte al progetto espositivo itinerante Young at Art, indetto dal MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) e dall'associazione culturale Oesum Led Icima.

 

Giunto quest’anno alla sua quarta edizione, l’obiettivo del progetto è quello di promuovere i giovani talenti più interessanti provenienti dalla vivace scena artistica calabrese. Alla abituale sezione dedicata ai talenti Under 35, della quale, quest’anno, fanno parte sei artisti, è stata affiancata, per la prima volta, una sezione Over 35, composta da due membri, per un totale di otto artisti nati in Calabria che prenderanno parte al progetto che si estenderà per tutto il 2015, nell’intento di ampliare e variegare ulteriormente la sua proposta artistica, rinnovando la scommessa a favore della scena contemporanea regionale, con la convinzione che l’espressione creativa non sia un linguaggio che si deteriora sorpassati i 35 anni di età. Da qui il titolo scelto per la nuova edizione – Over/Under –, che, oltre a richiamare l’attenzione sulle due sezioni, rimanda al contempo a una terminologia derivata dal mondo delle scommesse: perché puntare sull’arte contemporanea e sui suoi rappresentanti più giovani e acerbi è un rischio; una scommessa che un museo strettamente legato al suo territorio, quale il MACA, non può esimersi dal fare, mettendosi ogni anno in gioco, trasformandosi da contenitore statico, in promotore attivo dei talenti che di quello stesso territorio sono i prodotti più vivi e rappresentativi. Tra le quasi 100 candidature giunte in meno di 50 giorni di concorso, sono stati selezionati 6 artisti per la sezione Under 35 e 2 per quella Over 35. UNDER 35: Beatrice Basile (scultura), Gaetano Crivaro (video), Francesca Dattilo (Fotografia), G Loois (street art), Luciana Mazzeo (fotografia), Riccardo Melito (scultura). OVER 35: Andrea Gallo (pittura), Luca Valotta (pittura).Gli 8 artisti prenderanno parte con le loro opere alla prima tappa espositiva della quarta edizione del progetto Young at Art, che si terrà al MACA di Acri (Cs), a partire da sabato 18 aprile e, successivamente, ad almeno altre due mostre sul territorio nazionale, tra cui quella di inizio novembre, a Torino, nell’ambito della manifestazione Paratissima, che richiama a sé un pubblico stimato tra le 80.000 e le 100.000 unità. (Nella foto "La cacciata" di Andrea Gallo).

 

MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)
Piazza G. Falcone, 1 – 87041, Acri (Cs)

www.museomaca.it | www.youngatart2015.com

info@museomaca.it | info@youngatart2015.com

t. 011 9422568 | c. 347 7975704

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