Il 31 marzo a Cinquefrondi la Coppa Calabria di volley maschile

Ieri a Cinquefrondi è stata presentata la “Final Four Coppa Calabria Maschile” di pallavolo, che si disputerà mercoledì 31 marzo nel nuovissimo Palazzetto dello Sport. La Pubbliemme Pizzo, il Cosenza Pallavolo, la Radio Azzurra Belvedere e i padroni di casa della Golem Software, si contenderanno, nell’arco del pomeriggio (inizio ore 15,30) l’ambizioso trofeo giunto alla sua 19esima edizione. Alla presentazione, moderata dal vicepresidente della “5frondi”, Pino Massara, erano presenti l’assessore provinciale allo sport, Attilio Tucci, il presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò, il presidente regionale della Fipav, Carmelo Sestito, il sindaco di Cinquefrondi, Alfredo Roselli, ed il presidente della “5frondi”, Mario Ceruso. Tra gli ospiti anche il presidente provinciale del Coni, Giovanni Filocamo ed il presidente provinciale della Fipav, Giuseppe Cormaci (nella foto).

Cinquefrondi, negli ultimi anni, ha adottato il volley come sport cittadino, promuovendolo a tutti, ai ragazzi, soprattutto, ed arrivando a costituire ben sei squadre agonistiche tra maschili e femminili. Tutto ciò ha creato entusiasmo ed orgoglio tra la gente che ha visto balzare il nome del proprio paese agli onori della cronaca sportiva. Il sindaco Roselli ha voluto, innanzitutto, ringraziare Tucci e la Giunta Morabito, determinanti per il completamento della nuova struttura sportiva provinciale. “Un impianto – ha detto – prezioso per società e dirigenti cinquefrondesi impegnati da anni a coinvolgere positivamente i ragazzi della Piana”. Anche il presidente della “5frondi”, Ceruso, lanciando un appello rivolto agli imprenditori locali per sostenere le società sportive, ha evidenziato come tutto ciò abbia una “doppia valenza: economica e sociale, che aiuterebbe la nostra comunità a crescere meglio”. Il coinvolgimento di più soggetti (amministrazioni pubbliche, enti, federazioni e società) per la promozione dello sport è stato il tema centrale dell’intervento di Mimmo Praticò. “Non mi stancherò mai di ripetere – ha detto il presidente del Coni Calabria –  che oggi giorno lo sport rimane come l’unica attività sociale che può educare i nostri ragazzi al gioco di squadra ed al rispetto delle regole e dell’avversario”. Escludendo il lavoro fin qui fatto dalla Provincia reggina che “si è sempre dimostrata in simbiosi con lo sport”, Praticò ha però lamentato, nei dieci anni di presidenza, una quasi totale assenza delle istituzioni, purtroppo, vicine soltanto in periodi elettorali”. Il presidente della Fipav Calabria, Sestito, non ha potuto astenersi dal fare i complimenti ad una cittadina che contribuisce a far risultare la provincia di Reggio Calabria al primo posto regionale per attività e promozione del volley. L’assessore Tucci, che, in qualità di medico, ha sottolineato quali benefici porta la pratica dello sport a tutte le età, ha, infine, completato gli elogi ai cinquefrondesi che “alla valenza dello sport ci credono veramente”. “Hanno compreso – ha detto – il valore aggiunto che potrebbe dare dal punto di vista economico. Per questo invito le periferie ad “allenarsi” alla cultura dello sport: per poter diventare, in futuro, protagoniste ed ospitare grandi eventi di richiamo turistico”.

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Reggina: i figli del Sant’Agata decidono ad Ancona

altaltE’ stata la vittoria del Sant’Agata, firmata dal cuore e dalla voglia di battersi, firmata soprattutto dai due prodotti cresciuti al centro sportivo Barillà (nel fotomontaggio, MastroNino meglio di Mastronunzio) e Missiroli (nella foto). Il primo ancora a rete dopo il gol, purtroppo inutile, realizzato con il Lecce il secondo, decisivo così come lo era stato in occasione della doppietta messa a segno in casa contro la Triestina. I tre punti, pesantissimi, arrivano quindi da due reggini purosangue, probabilmente da quei calciatori che più degli altri hanno avvertito il momento di enorme difficoltà e meglio degli altri sanno quanto sia importante e fondamentale che la Reggina riesca a mantenere la categoria. Barillà, per l’assenza di Vigiani, confermato sulla corsia di destra ha dato prova di grande generosità e soprattutto dimostrato la sua solita puntualità sotto porta.

Uno dei pochi centrocampisti con un grande senso della posizione ed abile negli inserimenti, lui che aveva platealmente esultato dopo il gol con il Lecce, quello del vantaggio, all’indirizzo del tecnico Breda che, invece, nella circostanza, non lo aveva scelto nell’undici titolare. Una bella rivincita e la dimostrazione di meritare maggiore attenzione. Missiroli ha realizzato un gran gol. Era stato l’unico dei tre uomini offensivi a rimanere in campo e più di Cacia e Brienza aveva corso e tanto durante i novanta e passa minuti di gara. Ha trovato forza e lucidità a tempo quasi scaduto per mettere dentro una rete bellissima per preparazione e tecnica, ma soprattutto un gol pesante, di quelli che potrebbero segnare una svolta. A Simone, verso il quale si nutre grande stima e si riconoscono enormi qualità, si chiede maggiore continuità di rendimento, forse questo al momento il limite che gli sta impedendo di esplodere in maniera definitiva. Insomma Reggina trascinata da due reggini, nella giornata in cui tutti si pensava arrivasse l’ennesimo stop della stagione, ed invece si conquistano tre punti che portano ad alimentare nuove speranze.

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La T. B. Liomatic Viola sconfitta a Bisceglie

altaltAMBROSIA BISCEGLIE – LIOMATIC VIOLA RC 83-74 (dts). Parziali: 18-19/ 33-39/ 50-51/ 67-67. BISCEGLIE: Torboli 2, Filloy 3, Novatti 5, Storchi 15, Polselli 2, Gambarota, Di Pierro, Maino 16, Mainoldi 21, GAllerini 19. All. Ciracì. VIOLA: Grasso, Manzotti 4, Roselli 6, Niccolai 20, Negri 19, Di Lembo 6, Scozzaro, Yasakov, Dalla Vecchia 5, Dip 14. All. Bianchi. ARBITRI: Vassallo e Melchionda di Livorno. La Liomatic torna da Bisceglie con una sconfitta maturata dopo un tempo supplementare e dopo un incontro giocato con grande carattere dagli uomini di coach Bianchi che vengono superati al fotofinish dalla seconda in classifica. I neroarancio approcciano il match nel modo giusto ed infatti  partono forti e con al giusta coincetrazione. Negri è ispirato ed il rientrante Niccolai fa capire che le due giornate di riposo gli hanno fatto bene ed infatti l’ex Montecatini comincia a bucare con una certa continuità il canestro dei padroni di casa mentre Claudio Negri non dà punti di riferimento alla difesa del Bisceglie incapace di trovare risposte alle iniziative del numero quattordici neroarancio.

La Viola, dopo un primo quarto di studio, si stacca nel secondo periodo arrivando anche alla doppia cifra di vantaggio dopo una serie di canestri pesanti. I pugliesi provano la reazione e si affidano a Mainoldi e Novatti che provano a tamponare il gap che si è formato fra le due protagoniste. Il primo tempo si chiude con la Viola in vantaggio di sei punti. La ripresa si apre con lo stesso tema: ad ogni tentativo di rimonta dei pugliesi, i reggini rispondono in maniera efficace questa volta grazie ad alcune delle giocate sottocanestro di Marcelo Dip. A questo punto, si sveglia Gallerini che mette a segno una serie di canestri che riportano il Bisceglie sotto di uno in chiusura della terza frazione. La partita si equilibra e le due squadre si rispondono colpo su colpo. Si arriva a cinque minuti dalla fine con il punteggio di 61 a 58 per l’Ambrosia dopo l’ennesimo canestro da fuori del giocatore di casa che consegna l’inerzia dell’incontro alla sua squadra. La Viola si rimbocca le maniche e si affida a Niccolai che segna la tripla del controsorpasso a circa due minuti dalla fine. Negri suggella il più tre e costringe al time-out coach Ciracì. Il Bisceglie esce bene e Storchi impatta nuovamente la gara sul 69 pari. E con questo punteggio terminano i primi quaranta minuti dopo che Dip sbaglia la tripla della possibile vittoria. Tempi supplementari dunque per una gara combattuta fra due squadre di alto livello. Nell’overtime esce fuori tutta la forza fisica del Bisceglie che spezza in due la partita e vola verso l’ennesima vittoria casalinga della sua stagione. La Viola archivia questa sconfitta e si mangia ancora le mani per non aver difendere il vantaggio anche se Roselli e compagni sembrano in progresso rispetto a qualche settimana fa.

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L’Audax cede in casa ad Acireale

altHELIANTIDE REGGIO CALABRIA – ACIREALE 73-81. Parziali: 19-23/ 36-39/ 56-59. HELIANTIDE: Grassitelli 9, Meduri 11, Loughlimi 15, Laganà, Camerini 12, Colonello 22, Corlito 2, Manca, Barreca 2. Pace. All. Melara. ACIREALE: Vitale 3, Russo 8, Casiraghi 8, Di Dio 23, Giuffrida, Marzo 4, Santoro 3, Paolontonio11, VAzzana 21, Signorelli. All. Foti. ARBITRI: Tammaro di Salerno e Marzullo di Avellino. Sesta sconfitta consecutiva per l’Heliantide che cade in casa sotto i colpi dello scatenato Acireale. La formazione di coach Melara non riesce ad uscire dalla crisi e si arrende alla fine dopo un incontro tutto sommato equilibrato. Ma, nell’ultimo periodo, il team biancoblù viene trafitto dal grande ex dell’incontro.

E’ infatti il giovane Pietro Vazzana  a decidere le sorti del derby calabro-siculo grazie ad una raffica di punti nei momenti decisivi. il prodotto delle giovanili della Viola si dà un grosso dispiacere ai suoi ex compagni che, adesso, vedono avvicinarsi lo spettro dei play-out. La sfida del PalaCAlafiore ha visto i siciliani provare a scappare ma l’Audax ha sempre risposto bene grazie ai canestri di Colonello e Loughlimi ma, come detto, i reggini si sono spenti nell’ultimo quarto anche perché ancora una volta lo staff tecnico ha ruotato sostanzialmente solo sette uomini, tutti arrivati con il fiatone al rush finale. Adesso la situazione si complica perché Meduri e compagni sono attesi da una serie di sfide difficile che potrebbero ricacciare sempre più in basso una compagine partita con ben altre ambizioni. La prima domenica prossima a Pianopoli con cui si darà vita ad un derby calabrese dalla posta in palio molto alta.

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Ancona Reggina 1-2: interviste post gara

La Reggina piace e vince. Finalmente con la mentalità giusta, gli uomini di Breda giocano ad Ancona una partita ineccepibile sotto ogni punti di vista. Coriacea, mai arrendevole, reattiva, presente, attenta, tutto il contrario rispetto a quella molte volte (troppe volte) già vista quest’anno. Era ora, come abbiamo detto. Un piccolo passo è fatto verso la salvezza. Ovviamente non basta, i risultati altrui non ci consentono di gioire più di tanto ma, il risultato degli amaranto, ci consente di affrontare decisamente meglio, in primis, la gara con il Torino domenica prossima all’ora dei “maccheroni di casa”. Dicevamo che ha giocato bene la Reggina. Concentrata sin dal primo minuto, ha dimostrato di volere queste vittoria con tutte le sue forze. Ha voluto dimostrare di non essere “finita”. Ha tirato fuori il carattere necessario, quello da combattente con il coltello tra i denti che fin troppo spesso ha lasciato spazio al suo alter ego arrendevole e rinunciatario oltre il consentito. E’ questo lo spirito giusto, quello da tutti quanti agognato. Società, tifosi, stampa e chiunque altri abbia a cuore le sorti della Reggina, non chiedevano altro che il mettere in campo gli attributi e dimostrare che, fallito l’obiettivo promozione, non può e non deve fallire l’obiettivo minimo (viste come sono andate le cose). Reggio e la Reggina non possono e non devono scendere oltre un certo limite, la B gli sta stretta figuriamoci cosa c’è più giù. Ottimisti per indole, realisti perché “costretti”, non possiamo non pensare che la salvezza e la successiva nuova programmazione siano possibili, anzi doverosamente auspicabili.

Abbiamo chiesto al presidente di dimettersi, di lasciare la Società in mano a chi, forse, ha adesso maggiori stimoli, maggiori forze e maggiori certezze. Non cambia il nostro pensiero sulle cause che hanno portato a questo campionato stranissimo, ma, adesso, dobbiamo raggiungere tutti insieme l’agognato obiettivo e rimanderemo a fine torneo il tirar le somme. Non siamo mai stati teneri con Foti, continueremo a non esserlo perché, secondo noi, ha delle gravi responsabilità sull’andamento della Reggina in questa B. Non lo saremo, ma, adesso, vogliamo prima d’ogni altra cosa non veder svanire un “capitale” (non ce ne frega nulla di quello economico), un patrimonio che è di un’intera Città e, quindi, anche nostra. Abbiamo sempre detto (chiunque, se ne ha la forza, può provare a smentirci) che noi non siamo per nessuno dei singoli che compongono la Reggina. Presidenti, allenatori, direttori sportivi, giocatori, magazzinieri etc. lo sono pro-tempore. La Reggina, invece, pro-tempore non è ed è, quindi, una parte, una faccia, della Reggio migliore che non vuole cedere. Quello che intendiamo dire, in sostanza, è che consideriamo la Reggina nella sua essenza, nel suo significato sociale e sportivo, in tutto quello che rappresenta. Ecco perché non avrà mai né un nome né un volto, ma sarà sempre La Reggina di Reggio. In sala stampa c’è un cauto sorriso e si avverte. Nessun tipo di esaltazione per la vittoria, ma solo la consapevolezza che si è vinto e che, almeno per stasera, si è dimostrato che, ancora, qualcosa in corpo c’è da dare e, soprattutto, lo si vuol dare. Il primo tra i protagonisti in campo è un ex molto speciale, Simone Rizzato (nella foto). Capitano ad Ancona per tre anni (due in C1 ed uno in B), ha ricevuto cori, applausi e striscioni da parte dei suoi ex tifosi. Stasera ha fatto il suo dovere di professionista, giocando una gara esemplare sulla fascia sinistra servendo infiniti cross per i suoi compagni al centro dell’area. Bella partita su un campo difficile. “Una grande partita, direi. E contro un’ottima squadra apparentemente impossibile dal battere nel suo stadio. Abbiamo dimostrato che non siamo finiti e siamo stati molto bravi tutti.” Gran primo tempo. “Si, come spesso è successo diamo il meglio di noi stessi nei primi 45 minuti di gioco. Poi capita che, magari, prendiamo un goal e ci lasciamo andare. Questa sera, però, incassato il goal del pareggio, non abbiamo ceduto un solo centimetro ed, anzi, abbiamo vinto con un goal nel recupero.” Tanto affetto qui attorno a te. “Ad Ancona ho casa e ci tornerò spesso. Qui ho vissuto tre anni importantissimi e calcisticamente splendidi. L’Ancona è una grande squadra, l’avevamo vista contro il Torino ed aveva giocato una gara bellissima.“ A proposito del Torino, domenica al “Granillo” arrivano proprio i granata. “Adesso ci riposiamo un po’ e poi inizieremo a lavorare per tornare a vincere anche in casa.” Gianni Rosati (nella foto) è il “DS ombra”, come l’abbiamo definito. Oltremodo silenzioso, sino quasi a dubitare che ci sia, dopo il fallimento del “suo” progetto Iaconi, arriva anch’egli in sala stampa (della serie “se si vince ci sono, se si perde probabilmente no!”). Gli amaranto, stasera, sono stati tutti all’altezza della situazione per quest’importante e fortemente voluta vittoria. “Sono marchigiano, abbiamo vinto sia ad Ascoli che, stasera, qui ad Ancona (che c’entra con la domanda, n.d.r.). E’ stata la vittoria del gruppo. Siamo andati in vantaggio, poi la solita cacata (bon soir finesse, degna “spalla” del segretario Calveri di cui si può leggere nel “pezzo” riguardante il tabellino e la cronaca, n.d.r), ma, infine, abbiamo vinto con merito. Le altre squadra nostre dirette concorrenti hanno fatto risultato ed è stato importante vincere stasera. E domenica sotto con il Torino.” E’ questa la strada giusta? “Sicuramente si!” Ecco Breda (nella foto mentre da indicazioni a Missiroli) a cui, come detto apertamente non più tardi di ieri durante la trasmissione sportiva di Telereggio “La Tribuna del Lunedì”, abbiamo espresso la nostra solidarietà per il momento difficile e per l’accoramento con cui si è fatto carico della “causa amaranto”: davvero ogni oltre previsione il suo “attaccamento alla maglia”. Vittoria importante, sarebbe stato un peccato non vincere. “Mi è piaciuto molto il primo tempo anche se, a dire il vero, nonostante la grande partita giocata, per come si erano messe le cose, siamo andati vicinissimi a non vincerla. Ci siamo mangiati dei goal, ma abbiamo vinto contro una squadra che, in casa, aveva sin qui fatto 11 vittorie e 4 pareggi senza mai perdere.” Stasera è venuto fuori lo spirito di gruppo. Tutti, insomma, volevano questa vittoria. “E’ vero, è la vittoria del gruppo. L’unico errore che non dobbiamo commettere e quello, adesso, di sederci. Siamo sempre laggiù in classifica.” I cambi che ha fatto? “La mia squadra spende molte energie e, giustamente, occorre far respirare un po’ chi gioca più spesso.” Tutti insieme si può raggiungere qualsiasi risultato? “Certo che si. Dobbiamo fare meno chiacchiere e più fatti. Meno parole e più lavoro. Dobbiamo solo pensare a lavorare sodo, e basta!” L’espulsione di Cacia avvenuta, per fortuna, quand’era già uscito per Pagano. “Ha sbagliato di certo il mio giocatore. Comunque, anche quando si ha ragione si deve mettere tutto da parte per il bene della squadra e stare più attenti. Mi sono incazzato molto con i miei ragazzi anche per delle ammonizioni evitabilissime.” Domenica prossima affronteremo il Torino con lo stesso spirito? “Con lo stesso ed anche con qualcosa in più.” Da mister a mister, da Breda a Salvioni. Vittoria meritata quella della Reggina? “Si, soprattutto per quello che hanno fatto nel primo tempo. Tutto sommato è giusto che sia finita così anche se la gara stava per terminare in parità.” Il suo Ancona è sembrato sotto-tono. “Finora abbiamo speso tanto, forse è normale che un calo, prima o poi, si accusi.” Missiroli ha fatto un gran goal ma è stato favorito da una dormita dei suoi difensori. “Forse si, ma è stato molto bravo comunque lui. Ha fatto un gran goal. Complimenti.” Cosa vi è mancato? “Credo nulla di particolare. Come detto è stata molto brava la Reggina specialmente nel primo tempo e grazie un po’ anche ai nostri errori.” I suoi attaccanti hanno ricevuto pochi palloni secondo lei? “Direi meglio che loro sono stati molto bravi a chiudere gli spazi rispetto a noi ad aprirli.” Avete accusato stanchezza? “Si, ma direi più di testa che di gambe.” Dopo il primo stop casalingo stagionale di questa sera vi aspettano due trasferte consecutive. “Dobbiamo fare il contrario di quello che abbiamo fatto finora in campionato e dobbiamo iniziare a fare bene anche lontano da casa.” La Reggina? “Ha giocato una gran partita, forse anche merito dei nostri errori. E’ in una situazione di classifica non facile ma, costretta a vincere il campionato, psicologicamente non è facile riprendersi sapere di avere quest’obbligo e poi ritrovarsi laggiù. Ma son convinto che ne uscirà perché ha un potenziale tecnico di assoluta qualità.”

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Ancona Reggina 1-2: tabellino e cronaca

Ancona – Reggina: 1-2. Ancona (4-4-2): Da Costa; Schiattarella, Cosenza, Cristante e Piccoli; Surraco, Catinali, De Falco e Miramontes (dal 90° Mustacchio); Colacone (dall’87° Gerardi) e Mastronunzio (c). In panchina: Sollitto, Milani, Pisacane, Camillucci, Mustacchio, Mirchev e Gerardi. All.: Salvioni. Reggina (3-5-2): Marino; Adejo, Valdez e Lanzaro (c); Barillà, Carmona, Tedesco (dal 61° Castiglia), Missiroli e Rizzato; Brienza (dall’84° Bonazzoli) e Cacia (dal 79° Pagano). In panchina: Kovacsik, Cascione, Bonazzoli, Santos, Costa, Viola e Pagano. All.: Breda. Arbitro: Velotto di Grosseto. Assistenti: Conca e Chiocca. Quarto uomo: Vallesi. Andata: 3-0 [Mastronunzio (rig.), Miramontes e Colacone)]. Marcatori: Barillà al 14°, Mastronunzio al 31° e Missiroli al 92°. Ammoniti: Mastronunzio al 15°, De Falco al 20°, Valdez,  Miramontes al 42°, Cacia al 79°, Schiattarella all’83° e Gerardi all’88°. Espulso: Cacia al 79°. Corner: 4 Ancona e 5 Reggina. Recupero: 2’ (p.t.) e 5’ (s.t.). Note. Salvioni ripropone la formazione che ha battuto il Torino con Schiattarella e Piccoli a fare i terzini e Catinali accanto a De Falco centrali di centrocampo. Breda, invece, cambia la settima formazione in sette gare della sua gestione. Dopo il 4-4-3 delle due ultime gare interne contro Modena e Lecce (entrambe perse), si ritorna al 3-5-2 con la panchina per Bonazzoli e Pagano. I diffidati, nell’Ancona Milani e Miramontes e nella Reggina Castiglia, Carmona, Barillà, Bonazzoli e Vigiani (assente per infortunio). Gli ex, nell’Ancona Cosenza e nella Reggina Rizzato.

La cronaca. Le due squadre iniziano la gara al “Dal Conero” tutto sommato a buoni ritmi, ma studiandosi e tenendosi sott’occhio l’un l’altra. Il primo tiro verso una delle due porte è di De Falco al 7° che, però, manda al lato. Immediatamente, sull’altro fronte, risponde Cacia che vede il suo tiro deviato in corner. Occasionissima per la Reggina al 9°. Missiroli, da destra, cerca di mettere al centro ma svirgola malamente. Ci pensa, però, con un controllo difettoso, il difensore De Falco che consente a Brienza di ritrovarsi a tu per tu con Da Costa salvo poi tirargli addosso il pallone e sprecando. Al 12° risponde “la Vipera” Mastronunzio provandoci ma calciando fuori. E’ una buona Reggina, per il momento. Determinata e tenacemente propensa a dare il primo dispiacere casalingo del campionato alla squadra di Salvioni. Al 14° altra occasione per la Reggina, Barillà ci prova di piatto sinistro ma il tiro è respinto. Ma è solo il prologo al goal del vantaggio degli amaranto che giunge sempre al minuto 14. Tedesco scodella al centro da destra, Cacia liscia in rovesciata e la palla, dopo un batti e ribatti, arriva ancora a Barillà (nella foto) che, questa volta, non sbaglia e porta in vantaggio i suoi. Terzo goal stagionale per “Nino il reggino” e secondo consecutivo dopo quello del parziale vantaggio contro il Lecce. Gioca e macina gioco la Reggina soprattutto sulla fascia sinistra dove l’ex capitano dorico Rizzato mette al centro ma senza trovare compagni. Questo è l’atteggiamento giusto per evitare la Prima Divisione. Bene! E’ ancora Reggina al 25°. Azione in diagonale Cacia – Missiroli – Brienza con quest’ultimo che, di sinistro, prova “a giro” sul palo più lontano ma la palla termina al lato di non poco. Ancora Reggina, ancora Brienza al 27°. Riceva palla da Carmona in verticale e, dal limite dell’area di rigore, calcia bene verso la porta. Da Costa è attento e respinge a terra. La Reggina gioca al calcio ed ha voglia e si vede. Al 29° Carmona recupera palla sulla propria trequarti e verticalizza per Cacia che, appena controllato il pallone, tira di destro non di molto alto con i dorici che protestano con Conca per un presunto fuorigioco di quest’ultimo. Al 31° è ancora Reggina, e che Reggina! Brienza tunnel su un avversario, in diagonale taglia tutto il campo da destra a sinistra per Rizzato, cross di quest’ultimo e Cacia, di testa, colpisce bene ma manda al lato. Goal fallito goal subito. E’ ancora il 31° e l’Ancona pareggia. Colacone, in area, calcia in diagonale ma Marino devia allungandosi a terra alla sua destra. Valdez dorme ed il più lesto è “la Vipera” Mastronunzio che, da grande uomo d’area opportunista e cinico, non ha alcuna difficoltà ad appoggiare in rete di piatto sinistro a porta sguarnita siglando così il suo 18° goal stagionale. La Reggina, si sa, subito un goal è avvezza a crollare. Vedremo. Al 37° i reggini chiedono il secondo giallo per De Falco per un intervento scomposto e duro su Tedesco. Velotto sorvola e Carmona, poi, sul calcio di punizione conseguente, manda al lato. Ancora Reggina al 40°. Rizzato, al suo ennesimo cross, non trova però nessuno dei suoi al centro dell’area e la difesa mette in corner. Peccato! La Reggina spinge senza sosta. Ha un furore agonistico meritevole d’attenzione e troppe poche volte visto in questo torneo. Al 42° combinazione veloce Rizzato – Tedesco e cross al centro dove Cacia, spalle alla porta, non riesce nel controllo e l’azione sfuma. La Reggina produce e l’Ancona va vicinissima al goal. Dalla trequarti d’attacco, lancio millimetrico di Miramontes per Mastronunzio che ci arriva con la punta dello scarpino destro ma, per fortuna, mette fuori. E’ il primo dei due minuti di recupero concessi dall’arbitro. Il primo tempo finisce sul risultato di parità e, comunque, dopo ottimi 45 minuti disputati dagli uomini di Breda. La Reggina inizia la ripresa sullo stesso filo conduttore del primo: vuole “fare” la partita e vuole farla sua. E’ l’Ancona, però, a rendersi pericolosa con Miramontes che, di prima intenzione, da qualche metro fuori area, calcia verso la porta di Marino mandando al lato. Mai abbassare la guardia, se i dorici cono lassù e non hanno mai perso in casa un motivo ci sarà. La conferma arriva al minuto 57 con De Falco che, da fuori area, colpisce la parte alta della traversa grazie anche ad una provvidenziale deviazione di un giocatore amaranto. Partita apertissima e ricca di capovolgimenti di fronte in cui entrambe le squadre danno l’impressione di poter passare in vantaggio. Al 58° Carmona, su punizione da corner corto, impensierisce la difesa dorica che si salva in corner. Sugli sviluppi dello stesso Cacia è pescato in offside dopo un cross proveniente da destra. Sul rapidissimo ribaltamento di fronte, è bravo Adejo a tagliare in diagonale ed a respingere un pericoloso tocco al centro di Miramontes per Mastronunzio. E’ una bella partita, nulla da eccepire. Al 63° altra occasione per la Reggina. Brienza riceve palla da sinistra, arpiona il pallone e mette al centro per Cacia che, però, vanifica tutto scivolando un attimo prima del contatto con il pallone. Un minuto dopo ed il pubblico anconetano dedica il giusto tributo al suo ex capitano Simone Rizzato con un coro prolungato e gli applausi di tutto lo stadio. Bello il segnale di gratitudine per i suoi 3 anni tra i marchigiani (due in C1 ed uno in B). Al 66°, forse casualmente, ci prova Missiroli con un cross trasformatosi in tiro che passa un soffio sopra la porta difesa da Da Costa. Al 69° è ancora Rizzato al cross da sinistra per l’ancora “scivolato” Cacia al centro dell’area. Al 72° ci prova Castiglia (subentrato a Tedesco ed alla prima partita dopo quella d’esordio a Cittadella, rigore sbagliato annesso), ma il tiro è centrale e parato senza problemi da Da Costa. Risponde un minuto dopo Miramontes che, però, manda alto sulla traversa. La partita rimane avvincente, ma il ritmo inesorabilmente cala. La ravviva l’espulsione di Cacia al 79°. Breda chiede il cambio, entra Pagano per Cacia che deve fare mezzo campo per uscire. Velotto non interviene per interminabili secondi, ma si ricorda di ammonirlo un attimo dopo che lo stesso giocatore dà il “cinque” al compagno ormai entrato in campo. Cacia lo guarda e Velotto tira fuori il secondo giallo per l’inevitabile espulsione. Complimenti al segretario generale amaranto, Calveri, per la bestemmia in diretta tv e, peraltro, molto vicina ai microfoni di SKY. Complimentoni davvero. Per gli accompagnatori non è prevista la squalifica/espulsione per vilipendio o è riservata solo ad allenatori/giocatori? Ci sarebbe piaciuto assistere al “rosso” diretto per lui, senza nessuna pietà! Breda cambia l’attacco, dopo Pagano per Cacia, ecco Bonazzoli per Brienza. Le squadra sono stanche, hanno corso e prodotto entrambe tanto. Quando tutto sembra volgere al termine sul risultato di parità, Missiroli (nella foto) s’inventa un dribbling pazzesco sulla sinistra. Supera un avversario, si porta sulla linea di fondo, supera un altro avversario ed insacca in diagonale alto battendo Da Costa nell’angolino alto a quello opposto di tiro. E’ il goal del vantaggio, è il goal della vittoria! Meritatissima quanto inaspettata. Questa è la strada giusta, basta percorrerla fino alla fine. Bravo Breda, brava Reggina!

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A.S.D. Team Basket Viola Liomatic RC e Pallacanestro Nautica Alcaro CZ scrivono a Loiero

In una lettera congiunta inviata al Presidente della Regione Calabria On. Loiero, La ASD Team Basket Liomatic Viola (nella foto durante un time out) e la Pallacanestro Nautica Alcaro Catanzaro  hanno lamentato la mancata erogazione di un contributo economico a sostegno delle attività sportiva delle due massime espressioni della pallacanestro calabrese in ambito nazionale. Il sostegno alle attività sportive, vuoi sotto forma di sponsorizzazione., vuoi sotto quella di contributo, fa parte dei compiti istituzionali delle regioni e, nel caso delle società maggiori, quali indubbiamente sono l’ASD Team basket Viola RC e la Pallacanestro Catanzaro, tali interventi rientrano nella normale attività amministrativa dell’ente.

La Regione Calabria, del resto, ha concesso da sempre contributi, talvolta anche molto cospicui, alle realtà sportive calabresi che militano in campionati nazionali, nonché agli organizzatori di manifestazioni sportive di vario genere. Non si comprende dunque perché le più importanti società calabresi del mondo dei canestri, siano state finora escluse da questa ripartizione. Eppure, su istanza delle società stesse, regolare richiesta di concessione di contributo era stata effettuata attraverso un emendamento, a numerose firme, regolarmente presentato in commissione bilancio; ma, stando a quanto si è detto (e che i fatti sembrano purtroppo confermare), non esaminato, né da alcuno riportato successivamente in discussione. La ASD Team Basket Liomatic Viola e la Pallacanestro Nautica Alcaro Catanzaro, altrimenti in grave difficoltà per il mancato impegno della regione, auspicano che il presidente Loiero voglia intervenire immediatamente per rimediare alla pesante discriminazione della quale sono state finora fatte oggetto. (La nota è firmata dai presidenti della Liomatic e della Nautica Alcaro, Domenico Comandè e Giuseppe Parentela).

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Reggina Lecce 2-4: interviste post gara

Qualora avessimo mai pensato che il fondo fosse stato toccato, ahinoi, ci siamo sbagliati. Qualora avessimo mai pensato che peggio di quanto sinora fatto non si poteva fare, ahinoi, ci siamo sbagliati. Qualora avessimo mai pensato che saremmo tornati in A in un fiat, ahinoi, ci siamo sbagliati (da mesi). Qualora avessimo mai pensato che, in A, ci saremmo tornati passando per i play off (da mesi), ahinoi, ci siamo sbagliati. Qualora stessimo pensando che ci salveremo senza patemi, ahinoi, ci siamo sbagliati. Qualora pensiamo che forse ci salviamo, ahinoi, abbiamo ragione. Quanti sbagli che abbiamo commesso, visto? Ma, più di noi, quanti sbagli ha commesso chi, con negligenza e/o omissioni è il timoniere dell’ormai alla deriva barca amaranto? Pare abbia indirizzato la prua verso gli scogli e che, lentamente, la corrente diriga la scialuppa, già abbondantemente alla deriva, verso un presumibile schianto. E che schianto! L’ipotesi più probabile, adesso, con i dati che abbiamo, suffragati dalle indecorose prestazioni degli undici/quattordici uomini in maglia e pantaloncini amaranto, è che l’obiettivo “seconda retrocessione” consecutiva stia per essere raggiunto. Non è possibile, per certi versi appare tutto inverosimile.

Come ci si può essere ritrovati in questa situazione quando le premesse erano ben altre? Come si può mandare in frantumi un “progetto” dopo solo 10 giornate di campionato? Come si può, poi, affidarsi, per riprendere e risanare lo stesso “progetto”, non a degli specialisti ma ad umili (qualità lodevole) e saccenti (“qualità” disdicevole) operatori del mondo del calcio? Come si può avere una squadra formata da giocatori di spessore per poi trasformarla in un insieme di giocatori dal tasso tecnico certamente inferiore di quelli ceduti e frettolosamente acquistati? Come si può operare solo ed esclusivamente per raccattare denaro in giro ed impinguare le proprie casse a scapito di una situazione, adesso si, drammatica? Come si può restare immobili a guardare la propria barca andare incontro al naufragio? Come si può essere insensibili pensando a far cassa anziché rimboccarsi le maniche e lavorare? Come si può dismettere, lentamente, una Società ed una squadra “fu” gloriosa? Qual è l’intento di chi è l’unico timoniere e l’unico responsabile? LA Reggina non esiste più! Esiste un lontanissimo ricordo di ciò che, appunto, fu! Nulla è più nemmeno simile a ciò che abbiamo avuto la fortuna di vedere negli anni passati. La Società, come detto, è in continua, lenta ed inesorabile dismissione. Non c’è un direttore generale, non c’è un direttore sportivo, non c’è un preparatore atletico, non c’è un addetto stampa. Dove sono tutte quelle figure che, tutte insieme, hanno reso grande la Reggina? Quanti soldi si sono risparmiati ancora ed a farne le spese è la Reggina assieme ai suoi tifosi? Possibile che ci sia ridotti così male da dover tagliere tutte le spese e tirare a campare così? Si, è possibile! La gara di ieri sera è stata solo l’ultima dimostrazione di come si sia arrivati all’ultima spiaggia. Niente gioco, niente idee, niente risultato, niente di niente. Breda è serio, ma più che ripetersi non può. D’altro canto coerenza vuole che anche la Reggina non si smentisca ma si ripeta con le sue prestazioni. E che prestazioni! Una favola. In sala stampa è un mortorio. Nel mentre il collega Na.Lic. sorridendo cerca di far sorridere anche noi parlando del suo Milan, con i colleghi ci guardiamo negli occhi e cerchiamo di ragionarci su, ma le verità che già conosciamo sono argomenti su cui, noi, possiamo ragionarci quanto vogliamo trovando magari sfumature, ma sempre di fatti innegabili si tratta. Ad animare, o “rianimare”, un po’ la serata arriva l’allenatore ospite Gigi De Canio già a Reggio nel corso della stagione 2002/2003 (sostituendo Bortolo Mutti sulla panchina amaranto, n.d.r.) culminata con la salvezza dopo lo spareggio vinto a Bergamo. E’ difficile per chiunque parlare, ma dobbiamo. Buonasera mister e ben ritrovato. Il suo Lecce, al rientro in campo dopo l’intervallo, ha deciso che doveva cambiare il corso della gara (era sotto per 1 a 0) e così ha fatto. In 4 minuti prima il pari e poi il vantaggio, fino a poi dilagare dimostrando perché è prima in classifica e che le 5 sberle prese in casa dal Cittadella una settimana fa sono ormai solo un lontano ricordo. “Io penso che anche nel primo tempo la partita sia stata abbastanza equilibrata (perché, nel secondo tempo lo è stata? n.d.r.). Sia la Reggina che il Lecce hanno dimostrato di poter fare propria la gara. Noi siamo andati in svantaggio su un errore su palla inattiva e questo, sotto il profilo emotivo, ha dato una spinta maggiore alla mia squadra. Un atteggiamento quello dei miei che, a parte la gara con il Cittadella, è sempre stato simile contro tutti”. Qual è la caratteristica principale della sua squadra? “Abbiamo tanti giocatori abbastanza compassati che hanno bisogno di tempo. Non sono molto reattivi, diciamo. Magari durante il primo tempo non sono capaci di esprimersi come sanno, ma quando il ritmo delle altre squadra cala, poi, i miei crescono e, stasera, nel secondo tempo, abbiamo intravisto la possibilità concreta di fare risultato”. Si aspettava una Reggina così tanto brutta? “No, guardi, io ho un’idea diversa. Ho visto tante partite della Reggina perché, a prescindere che sul campo sono comunque un avversario, sono legato ancora molto a questa città. Devo dire cha la squadra mi piace come gioca. Mi è piaciuta all’inizio con Novellino, poi con Iaconi ed adesso con Breda, c’è una buona circolazione di palla, ci sono delle buone trame di gioco. Poi, certo, è una squadra che va in difficoltà appena messa sotto pressione e prende, sistematicamente, goal. Credo che sia un problema che nasce da lontano. Non dovrei dirlo perché sono l’allenatore di un’altra squadra, ma sono anche un tifoso e quindi ne parlo come tale, ma credo che probabilmente non c’è la giusta mentalità da parte della squadra. La squadra non ha ancora preso coscienza di quello che è il campionato (ancora? dopo 30 partite giocate? n.d.r.). Poi c’è un altro aspetto. La Reggina per tantissimi anni ha disputato delle stagioni calcistiche stupende e, quindi, come tutte le cose c’è anche nel calcio un ciclo. Nella storia di un club c’è comunque un periodo in cui le cose non vanno molto bene, quasi senza che qualcuno sappia darsi una risposta o una spiegazione logica. Probabilmente questo è il periodo in cui la Reggina sta vivendo questo genere di situazione. A me, sinceramente, dispiace ma oggi abbiamo vinto dopo una brutta sconfitta e riprendiamo a correre.” Cos’ha visto nei suoi dopo la batosta contro il Cittadella? “Ho visto soprattutto la mia squadra reagire e comportarsi così come aveva fatto per tutto il resto del campionato e, quindi, come allenatore sono un po’ più sereno. Anche al di là della vittoria, credetemi. Avevo chiesto ai ragazzi una prestazione all’altezza dei primi in classifica e quindi sono più sereno.” E la Reggina? “Mi auguro che anche la Reggina si riprenda il più presto possibile anche perché, poi, c’è bisogno di una squadra e di una città così forte in questo campionato. Poi, sulla partita di oggi, posso dare un giudizio per quello che ho visto anche per quello che ho visto in cassetta. Appena il Lecce ha iniziato a giocare con intensità e continuità, credo che sarebbe andato in difficoltà chiunque. Quindi credo che i demeriti della Reggina siano così evidenti più che in altre circostanze. Credo che, mi lasci dire, che siano molti di più i meriti del Lecce. Nelle altre gare, invece, credo che la Reggina abbia espresso un buon calcio. Ho visto la partita con il Modena dove ha perso con mezzo tiro in porta su un cross in verticale, poi, dopo, ha giocato, ha creato. E’, come dicevo prima, un periodo negativo.” Fermo restando che tutte le partite si giocano per vincere, lei pensava di venire a Reggio e farlo senza problemi? “Allora non mi conosce. Ha visto anche le sostituzioni che ho fatto? Ha visto la composizione della mia panchina? Ci sono 4 attaccanti, sempre. Ha visto quanti goals abbiamo fatto? Noi abbiamo un solo attaccante che ha fatto 10 goal, poi abbiamo fatto goal in campionato con 14/15 giocatori diversi. Abbiamo dato un giocatore esperto e bravo alla Reggina (Cacia, n.d.r.) e siamo andati a prendere un giocatore di ventanni. Giochiamo per vincere, sempre. Questa è la mia filosofia. Anche in serie A con la Reggina, se se lo ricorda. Siamo andati a giocare a Milano, abbiamo preso 3 goals ma giocavamo con 2 attaccanti ed una mezza punta (contro l’Inter, Di Michele, Bonazzoli e Cozza) e con un giapponese (Nakamura, n.d.r.) che faceva il centrocampista centrale. Io ho rispetto per qualunque avversario e sono convinto che la Reggina, così com’è composta, per la qualità dei suoi giocatori, sulla carta, è una delle squadra più forti. Io, però, gioco tutte le mie partite per vincerle. Poi, ovviamente, dipende dai momenti, dalle situazioni, così come si possono vincere le partite si possono anche perdere.” Fin qui Gigi De Canio che ci riporta indietro nella memoria e ad accennare, quindi, un timido sorriso. I tempi che furono e che, ahinoi, non sono più! Ha ragione lui, tutto ha un ciclo e, probabilmente, quello della Reggina è al capolinea. Abbiamo l’impressione che da dove siamo venuti stiamo per ritornarci. Adesso Roberto Breda con, ovviamente, ben altro spirito e ben altro umore. Mister, com’è possibile che una squadra, la sua, si sfaldi nel momento esatto in cui prende il goal del pareggio visto che la Reggina è scomparsa dal campo proprio sull’1-1? “E’ successo questo, al pareggio siamo scomparsi, siamo crollati psicologicamente e non va bene. Non va bene per il tipo di partita che avevamo fatto, per com’è la classifica non possiamo sciupare nemmeno una sola opportunità. E’ successo! Abbiam perso tutti i nostri riferimenti, abbiamo perso quelle poche certezze che fino al goal subito ci avevamo permesso di fare una buona partita. Dobbiamo guardarci in faccia, analizzare questo stato di cose e capire tutti quanti, io per primo, dove abbiamo sbagliato. Dobbiamo togliere noi stessi, i nostri interessi, e mettere davanti a tutto la squadra. Capire cosa dobbiamo fare di più per sfruttare al massimo ogni opportunità. Tutto quello che va fatto dev’essere fatto pensando all’interesse della squadra.” Atteso che la direzione intrapresa è quella della seconda retrocessione in sue anni, lei crede davvero che si possa ancora, dopo 30 giornate, cambiare le cose, invertire la tendenza che ha caratterizzato questo campionato per risalire la china fino a raggiungere il primo posto utile per la salvezza? Lo crede oltre ogni suo dovere nel farlo? “Io non ho il dovere, ci credo e basta. Ci credo con tutte le mie forze. Dobbiamo farlo tutti quanti, dal magazziniere al presidente dobbiamo crederci. Fino ad adesso abbiamo avuto torto, non ci sono scuse da accampare, però ogni nostra energia, ogni nostro pensiero devono essere spesi pensando a salvarci. Partita dopo partita. Sono cambiati gli obiettivi durante la stagione? Dal dover lottare per il vertice si è passati alla salvezza, dobbiamo avere solo un obiettivo e vivere ogni gara come se fosse uno spareggio e non come fosse una finale perché non possiamo permetterci finali ma solo spareggi.” La squadra la segue? Perché qui è evidente che non c’entrate niente lei, Novellino o Iaconi ma il discorso è più complesso ed ampio. La tifoseria fuori rumoreggia e contesta. C’è amarezza anche tra noi della stampa che assistiamo allo scivolare senza soste della Reggina verso il baratro. Siamo in una situazione drammatica, insomma. “Mi segue o non mi segue, devo fare di tutto per farmi seguire. Con le buone o con le cattive, in tutti i modi. Non c’è altro da fare. Io ho tanto rispetto per questi ragazzi perché sotto il profilo dell’impegno, della volontà ed anche della partecipazione non gli posso dir niente. Però non basta. Dobbiamo andare un pochino contro noi stessi e scuoterci per dare ancora di più. Io per primo. Bisogna solo mettere davanti a tutto quanto l’interesse della Reggina, il resto sono solo tutte chiacchiere. Dobbiamo affrontare ogni partita da qui alla fine come se fosse la partita della vita.” Ferme restando le condizioni in cui la Reggina gioca e le prestazioni che ci offre, l’unico giocatore che lei ha a disposizione che vede la porta è Cacia. E’ pensabile, quindi, costruire, per quanto possibile, una squadra tenendo presente che Cacia dev’essere un punto fermo e che gli altri 10 in campo debbano sopportare il fatto che lui non è un uomo che gioca per la squadra (come Bonazzoli, per esempio, n.d.r.) supplendo a questo ma aiutandolo? “Credo che il campionato disputato sin qui non debba trovare un unico colpevole, non è giusto che sulla graticola finisca un unico giocatore (si riferisce a Bonazzoli, è evidente, accusato di scarsi risultati in zona goal, n.d.r.). Qui c’è bisogno di tutti quanti. Cacia ha giocato come ha giocato Bonazzoli, come ha giocato Pagano, come ha giocato Brienza e via dicendo. Certamente sono io a dover trovare la soluzione, ma non credo che in questo momento ci sia solo un giocatore importante e gli altri no. Di importante ci dev’essere la Reggina e basta! Tutti quanti dobbiamo capirlo, tutti quanti non dobbiamo solo dirlo davanti ai microfoni, me compreso, ma dobbiamo dimostrare, attimo dopo attimo, che quello che veramente vogliamo è venir fuori da questa situazione.” Ha parlato con il presidente? “Si, il presidente era negli spogliatoi ma abbiamo ancora parlato di questa situazione (ma come? mica è una novità o un fulmine a ciel sereno? sono mesi che siamo in questa situazione, anzi adesso è la peggiore di tutte, n.d.r.). Non ci stiamo nascondendo dietro un dito e non sottovalutiamo niente, difficoltà comprese. Ne siamo tutti ben consapevoli e siamo tutti quanti alla ricerca di una soluzione.” La squadra rimane più schiacciata dalle proprie responsabilità che dall’avversario? “Noi in questo momento dobbiamo cercare risposte concrete. Le risposte le trovi analizzandogli errori, cercando le soluzioni, guardandoci in faccia e mettendo da parte un po’ l’orgoglio (ma come? è proprio l’orgoglio che va tirato fuori, sentiti i tifosi che vogliono in campo la squadra Primavera? n.d.r.), pensando tutti quanti a quello che possiamo far di più.”  Pensa che sia migliorata la squadra con Missiroli al posto di Pagano? “Pagano ha fatto il suo dovere fino in fondo, non ho nulla da rimproverargli. Certo, con il senno di poi magari avrò sbagliato qualche scelta, anzi di certo ne ho sbagliate visti i risultati. Però i ragazzi le risposte che dovevano dare come impegno e volontà le hanno date. Hanno sbagliato in quanto a determinazione, a mantenere la concentrazione, ad avere la capacità di superare l’ostacolo.” Le condizioni di Vigiani? “Ha tanto male al ginocchio, credo che dobbiamo aspettare a domani per saperne di più.” E qui si chiude anche questo capitolo relativo alla trentesima giornata di campionato. 3/4 di torneo già giocati e la situazione è quella che è visibile a tutti. Pensiamo, ad onor del vero, che non arriveremo ultimi sol perché alla Salernitana hanno rifilato 6 punti di penalizzazione. Solo per questo. Felici di sbagliarci a fine campionato, ma la situazione, ad oggi, è davvero drammatica. Ad majora!

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Reggina Lecce 2-4: tabellino e cronaca

Reggina – Lecce: 2-4. Reggina (3-5-2): Marino; Adejo, Cascione e Lanzaro (c); Vigiani (dal 12° Barillà), Carmona, Tedesco, Costa (dal 74° Cacia) e Pagano (dal 64° Missiroli); Brienza e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Cacia, Barillà, Viola, Rizzato, Santos e Missiroli. All.: Breda. Lecce (4-4-2): Rosati; Belleri (dal 59° Di Michele), Ferrario, Terranova e Mazzotta (dal 41° Munari); Angelo, Vives, Giacomazzi (c) e Mesbah; Baclet (dall’80° Schiavi) e Marilungo. In panchina: Petrachi, Di Michele, Bergougnoux, Munari, Corvia, Schiavi e Loviso. All.: De Canio. Arbitro: Massimiliano Saccani di Mantova. Assistenti: Mauro Bernardoni di Modena e Giancarlo Rubino di Salerno. Quarto uomo: Gaetano Intagliata di Siracusa. Marcatori: Barillà al 22°, Marilungo al 62°, Angelo al 66°, Marilungo 77°, Cacia al 90° e Marilungo al 91°. Ammoniti: Tedesco al 27°, Pagano al 28°, Vives al 47°, Mesbah al 55°, Adejo al 58° e Bonazzoli al 61°. Recupero: 3’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Corner: 4 Reggina e 6 Lecce. Andata: 2-3 [Bonazzoli (r), Marilungo, Pagano, Baclet e Baclet]. Tiri in porta: 8 Reggina e 6 Lecce. Tiri fuori: 2 Reggina e 2  Lecce. Falli fatti: 23 Reggina e 23 Lecce. Fuorigioco: 3 Reggina e 3 Lecce. Spettatori paganti: 629. Abbonati: 5184. Incasso al botteghino: € 5.525,00. Quota abbonati: € 40.263,67. Spettatori totali: 5813. Incasso totale: € 45.788,67.

La cronaca. Prima parata di Rosati al 1°. Cross basso di Pagano da sinistra, troppo sul portiere. Al 5° primo vero tiro in porta degli amaranto. Brienza vorrebbe lanciare in verticale Bonazzoli, ma quest’ultimo è in evidente posizione di fuorigioco. Serve, quindi, Tedesco che calcia di sinistro. Rosati para a terra. Il centrocampista amaranto si ripete un minuto dopo, ma stavolta il suo tiro termina fuori alla destra del portiere ospite. Al 12° Breda è costretto al primo cambio dall’infortunio a Vigiani. E così un mancino puro come il “Nino reggino” si ritrova a giocare esterno di centrocampo a destra (?). Al 13° occasione per il Lecce dell’ex De Canio. Cross da sinistra, dapprima colpisce di testa Lanzaro e poi la palla resta là in prossimità del dischetto di rigore. Interviene Marilungo che si gira e tira, per fortuna un difensore respinge ma, nel frattempo, Baclet (“giustiziere” amaranto nella gara di andata) era terminato in off side. Al 21° ancora un’occasione pericolosa del Lecce. Vives lancia Mesbah in verticale approfittando di un buco grande quanto una casa nella difesa amaranto. Il leccese entra in area e calcia sul primo palo, Marino è ben posizionato e non corre alcun rischio in una presa a due tempi. Al 22° è, però, la Reggina ad andare in goal. Tedesco, calcia una punizione sulla trequarti sinistra cambiando gioco per l’accorrente Barillà. Il “Nino reggino”, favorito dal saltare a vuoto di Mazzotta, entra in area, si porta il pallone sul sinistro e batte Rosati in diagonale. Buono lo schema, ancora meglio la conclusione. Bene! Reagisce il Lecce al 28°. Calcio di punizione causato da Pagano (nell’occasione ammonito), cross al centro e Terranova, di testa, manda al lato con Marino che controlla. La Reggina amministra stando molto attenta e senza sbavature di alcun genere, il Lecce, invece, tenta di offendere ma con “cautela” a dimostrazione che, evidentemente, le cinque sberle casalinghe prese sabato scorso in casa dal Cittadella hanno lasciato il segno. Al 42° ci prova, comunque, Angelo che da fuori consente a Marino di esibirsi in quella che, un tempo, in gergo, si poteva definire “una plastica parata” degna dell’album Panini. Dove non ci arriva il Lecce ad essere protagonista, ci pensa Saccani che, con un paio, e forse più, decisioni cervellotiche indispettisce pubblico e giocatori amaranto. Il primo tempo si chiude con l’unica “emozione” dell’arrivo all’interno dello stadio di una cinquantina di tifosi leccesi. Al 55° occasionissima per il Lecce. Mesbah calcia una punizione da sinistra, un corner corto praticamente, ed al centro dell’area Marilungo calcia di prima intenzione al volo di sinistro. Un difensore devia in corner. De Canio tenta la carta Di Michele (altro ex) togliendo il difensore Belleri. Saccani continua il suo personalissimo show e la Reggina resiste agli attacchi, seppur blandi, della formazione ospite. Complimenti al parco arbitri che ha a disposizione Collina, e pensare che Saccani è tra i migliori. Al 62° il Lecce pareggia. Pagano perde palla a centrocampo, da sinistra giunge un cross in area da parte di Munari e Marilungo (in goal anche all’andata nella partita di esordio di Iaconi) è fortunato che il pallone si ferma lì e, girandosi, insacca. Saccani è soddisfatto ed inizia a fischiare “pro-Reggina”. Al 64° fuori Pagano (tardivamente secondo noi) e dentro Missiroli. Riportarsi in vantaggio sarà dura e con il Lecce esaltato dal pari bisogna stare attenti, molto attenti. E così che, due minuti dopo, ecco che Angelo porta in vantaggio gli ospti. Di Michele recupera palla sulla propria trequarti, lascia ad un compagno che lancia a centrocampo dove lo stesso ex amaranto, di prima intenzione, lancia Angelo liberissimo sulla destra. Il colored entra in area e, dal vertice destro, lascia partire un fendente rasoterra che, in diagonale, batte sulla parte del palo più lontano e s’insacca. Un bel goal davvero, sia per preparazione che per conclusione. Se prima era dura adesso è durissima. Il Lecce si è risvegliato ed in 4 minuti 4 ha ribaltato il risultato a proprio favore. La Reggina è in balìa dei leccesi e non dimostra reazione alcuna. Peccato. Al 73° gli uomini amaranto ci provano d’astuzia. Calcio di punizione quasi al limite dell’area decentrato un po’ a destra, Tedesco approfitta della disattenzione generale e serve in verticale per Barillà. Questa volta, però, il “Nino reggino” non coglie l’attimo ed arriva in ritardo anticipato da Rosati in uscita. Il Lecce è padrone del campo, gioca sul velluto giovandosi di ampi spazi e di una Reggina colpita e, quasi, affondata. L’affondamento arriva al minuto 77. Cross da sinistra, difesa assolutamente ferma, Munari fa sponda di testa e Marilungo, ancora lui, segna il più facile dei goal. Situazione, adesso, sempre più drammatica. Tedesco ci prova al 79° da fuori area, Rosati para a terra. Doppio turno casalingo e 0 punti in classifica. Dopo il Modena anche il Lecce fa il pieno di punti e la Reggina sprofonda sempre più in classifica destinazione… Prima Divisione. I tifosi della Sud iniziano la contestazione contro il presidente, considerato l’unico responsabile della difficilissima situazione di classifica, mentre i giocatori provano a far qualcosa ma, considerati gli evidentissimi limiti, non riescono a cavare un ragno dal buco. Breda segue attonito la gara dalla panchina e possiamo solo immaginare i pensieri che gli frullano in testa. Il Lecce, in campo, fa quello che vuole e la Reggina gli fa da spalla spettatrice. Davvero critica la situazione, onestamente non vediamo nulla di positivo all’orizzonte. “Il pesce puzza dalla testa”, così come noi denunciamo da svariate settimane e tutto questo è il frutto non solo di errori pacchiani ma, addirittura, di disinteresse e disattenzione in quello che, sempre secondo noi, è quel processo di dismissione di una Società e, quindi, di una squadra, che è solo la brutta copia di quella che ha disputato gli ultimi 9 campionati in A su 10. Il Lecce, dicevamo, giochicchia come il gatto con il topo e va vicino al quarto goal con Munari che, con un tiro “a giro”, prova a superare Marino salvato solo dalla sua altezza. Ci prova la Reggina all’88° con Cascione che, da fuori area, impegna Rosati in una deviazione in corner. A proposito di Rosati, il DS amaranto che fine ha fatto? Terminata l’era Iaconi si è defilato e non compare più a dispensare saccenza. Il pubblico si spazientisce ed urla “vogliamo la Primavera” (alludendo, ovviamente, alla squadra giovanile e non alla bella stagione). Nel corso del coro Cacia, con un bel tiro da fuori, supera Rosati e porta il risultato sul 2 a 3. Nemmeno il tempo di alzare il tabellone che indica il recupero che il Lecce ristabilisce le distanze. Di Michele crossa da sinistra e Marilungo, ancora lui, comodamente appoggia di testa in rete. La partita finisce sotto un’orda di fischi e ce ne torniamo a casa ancora una volta sconfitti e con le pive nel sacco. Ogni ulteriore commento è superfluo, la Prima Divisione aspetta la Reggina e la Reggina pare impegnarsi a non farla aspettare molto.

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Reggio Calabria: è qui il basket del futuro

Ieri, al Palacalafiore di Reggio Calabria, si è tenuta la presentazione del “Raduno Interregionale Sud” per giovani cestisti nati nel 1996. Nell’ambito del “Progetto di qualificazione nazionale”, la Federazione Italiana Pallacanestro, il Comitato regionale della Fip, con il patrocinio del Coni, hanno radunato i 24 migliori giocatori delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia che, giunti in riva allo Stretto mercoledì scorso, staranno insieme fino a domenica prossima. Sotto la guida del responsabile tecnico del Settore Squadre Nazionali Maschili, Gaetano Gebbia, del tecnico federale, Antonio Bocchino, e dell’allenatore Pasquale Iracà, l’iniziativa mira, oltre ad osservare da vicino le migliori promesse del basket giovanile, a “favorire la crescita del movimento cestistico generale”.

“Infatti – ha precisato il tecnico Gebbia – oltre gli atleti dalle cinque regioni coinvolte, abbiamo invitato cinque giovani allenatori, cinque giovani arbitri ed i tecnici delle società dei ragazzi selezionati”. Alla conferenza, moderata dal giornalista Giuseppe Dattola, hanno partecipato, oltre a Gebbia, i presidenti regionale e provinciale del Coni, Mimmo Praticò e Giovanni Filocamo, il presidente regionale della Fip, Sandro La Bozzetta, e l’ex campione azzurro Nando Gentile. “Aver scelto Reggio Calabria come sede per questa importante manifestazione – ha dichiarato Giovanni Filocamo –  rende merito alle tante società sportive che investono in questa attività e che portano avanti, quotidianamente, la promozione dello sport. Auguro che iniziative come questa possano coronare le loro aspettative”. In merito al ruolo e all’impegno di molti dirigenti di società calabresi, è intervenuto il presidente regionale del Coni. “Se non ci fossero – ha evidenziato Mimmo Praticò – che fine farebbe lo sport? Le istituzioni, purtroppo, non comprendono la valenza di un’attività che può essere utile per educare i giovani. Per questo ringrazio quei dirigenti e quelle società che, spesso, per amore del sano spirito sportivo e per cercare di dare un futuro migliore ai nostri ragazzi, investono tempo e denaro per iniziative di questo tipo”. Sulle pessime condizioni del Palacalafiore (e di molti impianti sportivi reggini), Praticò ha ricordato che “è un problema atavico, per il quale mi batto da oltre trent’anni. Fin quando difficoltà di questo tipo vengono discusse e affrontate in maniera isolata, non si troverà mai una soluzione. Bisogna, invece, essere compatti per cercare di risolvere il problema in maniera equa, chiedendo il rispetto dei nostri diritti”. Condivido in pieno le parole di Praticò, il presidente della Fip, La Bozzetta, ha denunciato che “non si capisce perché a Reggio Calabria i nostri rappresentanti istituzionali sono completamente assenti in materia di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti. Non a caso, anche per questa iniziativa, purtroppo, abbiamo trovato una serie di difficoltà che, per fortuna, sono state superate grazie all’impegno ed al sacrificio dei nostri dirigenti”.

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Pizzo Calabro (VV): l’Olimpiade Giovanile della Magna Grecia

Nell’anno che ha segnato la fine della fase nazionale dei Giochi sportivi studenteschi, a Pizzo Calabro tante scuole e, soprattutto, tantissimi giovani alunni di medie e superiori, hanno partecipato alla finale regionale di corsa campestre. Il cattivo tempo ha impedito la partecipazione di alcuni istituti, riducendo ad una trentina le scuole presenti ed a 150 gli atleti in gara, senza comunque frenare l’organizzazione curata dalla responsabile delle attività motorie dell’Ufficio Scolastico vibonese, Sabina Nardo, e dal presidente provinciale della Federazione italiana di atletica leggera, Pasquale Mazzeo. A premiare l’impegno, l’entusiasmo ed i risultati dei ragazzi che hanno gareggiato nella storica pineta di Contrada Colamaio, sono stati il presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò (nella foto con alcuni dei ragazzi premiati), ed il coordinatore regionale per l’educazione motoria, fisica e sportiva dell’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria, Rosario Mercurio.

“Un appuntamento storico – ha commentato Praticò – che vede il Ministero dell’Istruzione, la Federazione di atletica leggera ed il Coni, lavorare in sinergia per regalare momenti indimenticabili ai giovani che si avvicinano con tanto entusiasmo allo sport”. Infatti, mentre i ragazzi si cimentavano in gara, i rappresentanti regionali del Coni e del Miur, si riunivano per definire gli ultimi dettagli di quella che si preannuncia come una prima olimpiade giovanile della Magna Grecia, che si terrà dal 3 all’8 maggio a Crotone. “Un momento di confronto sportivo, culturale e sociale – ha sottolineato Praticò – che coinvolgerebbe migliaia di persone. Ci auguriamo che Comune e Provincia di Crotone riconoscano l’importanza di questo progetto e sostengano l’iniziativa”. Quest’anno 14.000 sono stati gli alunni calabresi che, in 33 discipline sportive, hanno disputato le fasi preliminari dei Giochi. 446 le scuole che hanno aperto i cancelli allo sport. L’idea è, dunque, di premiare gli alunni che hanno conquistato la fase regionale, con una settimana da vivere insieme, ricca di attività e di valori positivi. Un contenitore di gioie e di speranze, all’insegna dello sport, dove l’unione di giovani, istituzioni e famiglie, sarà già una risposta positiva alle tante emergenze che la Calabria sta vivendo: educativa, criminale, ambientale, interculturale.

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Liomatica T. B. Viola RC – Cisa Massafra: 60-66

Liomatic Viola RC – Cisa Massafra 60-66 (21-12; 35-26; 45-46). Liomatic: Dip 8, Di Lembo 13, Pellegrino, D’Iapico 11, Negri 4, Manzotti 2, Scozzaro ne, Roselli 6, Grasso 12, Dalla Vecchia 4. Coach: Bianchi. Massafra: Padova 7, Chiarastella 12, Paparella 10, Cavallo, Cappanni 5, Di Viccaro 12, Magini, Gottini 11, Capitanelli 4, Birindelli 5. Coach: Ciani. Arbitri: Antonio Lanzone e Gianluca Grillo di Torino. Una partita spettacolare tra Liomatic e Massafra. Un sabato pomeriggio ricco di emozioni regalate da una Viola come non si vedeva da tanto tempo. Esce sconfitta dalla gara ma a testa alta la compagine NeroArancio contro la prima in classifica, che ha festeggiato in Riva allo Stretto il primato conquistato durante la stagione.

Le due squadre hanno dato vita ad un match contraddistinto dall’eccessivo agonismo da parte di Massafra che ha messo in campo tutto ciò che poteva per ottenere il risultato, e dalla prestazione della Viola che, con grande tenacia, non ha risparmiato cuore e anima. Una lunga partita dominata, punteggi alla mano, dalla Liomatic che tiene sotto Cisa Massafra per i primi due quarti e per parte del terzo. Nessuno si si tira indietro, mettendo il massimo impegno, ed ognuno da il suo apporto per un’avvincente partita, visto il pregio della squadra avversaria, che lascia ben sperare. Una buona difesa quella degli uomini di coach Massimo Bianchi che, però, alla fine, non ce la fa contro la precisione, sul finale, di Di Vicaro che col 57% sui tiri da tre (4 su 7) allontana definitivamente le speranze reggini su questi due punti. All’orizzonte, adesso, l’ultima gara della regular season (vista l’esclusione di Siracusa dal campionato) da giocarsi contro Ambrosia Bisceglie.

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Paolo Surace, il basket alle nuove promesse

altLa stagione sportiva è in pieno corso. I vari campionati regionali stanno per dare il via ai rush finale di regular season prima dei play-off. Contemporaneamente allo svolgimento dei campionati in cui militano le società semiprofessionistiche, prosegue il lavoro della Federazione Regionale Calabrese. Il presidente Labozzetta ed il suo staff stanno investendo tanto tempo e risorse soprattutto nel settore giovanile del movimento regionale. “Anche quest’anno stiamo facendo un lavoro a trecentosessanta gradi – dice Paolo Surace, uno dei più stretti collaboratori del presidente- il nostro obiettivo è di dare spazio e possibilità alle nuove leve con tante iniziative e manifestazione che possano stimolare gli atleti tipo il Join The Game organizzato a fine Gennaio in cui hanno preso parte tantissime realtà della provincia di Reggio Calabria. Bisogna proseguire su questa strada e continuare a dare tante possibilità di sana competizione ai ragazzi.” L’obiettivo è anche riscattare una stagione difficile per quanto riguarda le selezioni regionali: ”Quest’anno siamo molto fiduciosi perché l’annata 1995 promette bene.

Ci sono alcuni prospetti interessanti che possono avere un buon futuro. Ad Aprile, ci sarà il classico appuntamento con il Trofeo delle Regione di Montecatini e contiamo di arrivare nelle migliori condizioni di forma possibili.”. Il rapporto con le società presenti nel territorio?:”Siamo in contatto diretto con tutte le realtà calabresi. La Federazione cerca di invogliare le società ad investire nel settore giovanile ed i presidenti hanno capito che non possono fare a meno di farlo. Ci sono state alcune compagini che hanno lavorato molto bene negli ultimi anni. La mia impressione è che, purtroppo, ognuno lavora bene singolarmente ma non si riesce mai ad allestire delle sinergie produttive. Nelle altre piazze italiane succede questo con risultati che sono tangibili. Qui in Calabria, c’è tanta rivalità che non sfocia nella crescita del movimento ma piuttosto è un ostacolo per fare ulteriori progressi.”. Un’altra bella notizia dell’ultimo anno è il ritorno in auge della Viola:” La Federazione calabrese è felice per la rinascita del team neroarancio. E’ inutile ripetere che, per oltre trent’anni, la Viola è stato il traino del movimento regionale. Sarebbe un fattore senza dubbio positivo se si ritornasse ai fasti del passato. La nostra speranza è che questa nuova dirigenza continui a far crescere il vivaio neroarancio come è stato fatto sin dagli albori. Il ritorno ai massimi livelli sarà senza dubbio più semplice se dietro ci sarà una struttura giovanile forte e pronta a fornire un ricambio alla prima squadra.”. si punta a far crescere gli atleti ma anche gli insegnanti di basket:”Lavoriamo anche su questo fronte; il nostro obiettivo è formare istruttori competenti che possano aiutare nel modo migliore possibile la maturazione tecnica dei ragazzi. Organizziamo stages e corsi di aggiornamento in cui sono presenti grandi firme del basket italiano per fare in modo che i nostri tecnici possano confrontarsi ed apprendere nozioni da addetti ai lavori che sanno come si lavora con le nuove leve”.

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Reggina Modena 0-1: interviste post gara

Il clima che si respira in sala stampa è, purtroppo, quasi rassegnato. Non ha giocato male la Reggina contro il Modena, ha creato tantissime palle goal, ha chiuso gli ospiti nella propria metà campo, ma non è riuscita lo stesso a cavare un ragno dal buco. I giocatori di Apolloni, con un tiro in porta ed un goal, hanno vinto l’incontro senza demerito a dire il vero. Già, perché i demeriti sono ancora tutti per gli uomini di Breda che, seppur all’arrembaggio per quasi tutto l’intero incontro, con 4 o 5 attaccanti in campo, non sono riusciti a realizzare nemmeno il goal del pari “conquistando” la 14ma sconfitta in 29 incontri. Questo, evidentemente, qualora ce ne fosse ancora bisogno, manifesta ancora i grossi limiti che ha la squadra di Foti. Limiti palesi e patologici, una stagione – l’ennesima – nata male e che, speriamo, non finisca peggio. I reggini sono tornati ad essere la terz’ultima forza del campionato appaiati alla Triestina che ha una partita in meno. Nella peggiore delle ipotesi se gli alabardati non perderanno a Bergamo contro l’Albinoleffe, la Reggina sarà terz’ultima da sola salvo che il Mantova non vada a vincere sul lanciatissimo Grosseto dell’ex Gustinetti. Se anche questa evenienza accadesse, allora non si sarebbe più al terz’ultimo posto ma al penultimo proprio con i lombardi. Insomma, non c’è che dire, proprio lusinghiero il campionato amaranto. L’ennesimo purtroppo.

Ad una Società che latita e che pare proprio essere messa in dismissione da tempo (mamma mia che fine sta facendo!), fa da riscontro una squadra che non può non essere che l’immagine riflessa della stessa. E Foti? Pare che non sia affar suo, o meglio, crediamo abbia altro di cui occuparsi da qualche tempo a questa parte. “LA Reggina non è più”, così potrebbe recitare l’epitaffio. Ma comunque. Il primo ad entrare in sala stampa è Biagio Pagano (nella foto), al rientro in campo sin dal primo minuto e schierato per la prima volta accanto a Brienza entrambi alle spalle di Bonazzoli. Si è fatto di tutto per andare a rete, ma non c’è stato nulla da fare. “Penso che oggi c’era una sola squadra in campo e lo si è visto. Purtroppo, però, come già successo in altre occasioni si è persa comunque la partita. Colpa nostra, certamente. Siamo stati disattenti e poco lucidi in fase conclusiva. Aggiungeteci, poi, anche un po’ di sfortuna e la bravura del portiere loro e la frittata è fatta. Non può andarci sempre male, prima o poi dovrà girare la ruota. Oggi abbiamo dominato però, ancora una volta, i tre punti li portano a casa gli altri.” La situazione è drammatica secondo te? “Drammatica non direi, mi sa di parolone. Critica certamente, così com’è stata sin dall’inizio dell’anno. Speriamo di tirarci fuori da questa situazione.” Ti sei autodefinito un attaccante esterno, il tuo allenatore, invece, sostiene che tu sia un centrocampista offensivo. Dov’è la verità? “Per caratteristiche sono un attaccante esterno, ma è chiaro che giocando con questo modulo il ruolo di attaccante esterno non esiste quindi mi devo adattare io, così come altri giocatori, a giocare in altre posizioni.” E’ mancato solo il goal, ma siamo sicuri che si è tentato davvero tutto? “Penso di si. Penso che avremo messo 30 cross in area di rigore loro e non ricordo azioni loro davvero pericolose (Pagano dimentica le 3 nitide occasioni da rete fallite per “merito” di Catellani, n.d.r.). Di certo si può fare ancora di più essendo più lucidi in zona goal, ma su un campo come quello di oggi così pesante credo che non potevamo fare altro.” A tal proposito, non si potevano evitare tutti quei cross così scontati? E poi, sui 14 calci d’angolo battuti, almeno la metà sono stati calciati malissimo. “Di certo, da questo punto di vista, possiamo migliorare, certo. Noi abbiamo uno schema su corner e non sempre riusciamo a mettere la palla dove vorremmo.” Giocare palla a terra, oggi, era difficile ed aggiungiamo che loro, in area, avevano dei corazzieri che l’hanno presa sempre. Altre soluzioni? “Dietro loro erano molto bravi, ma comunque qualche palla è passata come, per esempio, nell’occasione di Carmona o in quella di Cacia. Forse avremmo potuto tentare il tiro maggiormente da fuori area, questo si.” Hai reclamato un rigore nei primissimi minuti di gara. “Il portiere mi ha preso in pieno, ma se prima ha toccato la palla allora è tutto regolare. Se ha preso prima me e poi la palla, invece, allora è rigore netto. Mi sono arrabbiato, più che altro, sull’azione successiva quando, cioè, Giampà ha passato indietro a Narciso la palla con la mano. Era l’ultimo uomo, io ero diretto in porta, fate voi.” Cambio dietro la scrivania, fuori Biagio Pagano e dentro Giacomo Tedesco (nella foto), oggi capitano per l’assenza di Lanzaro. Il terreno di gioco vi ha penalizzato? “Sicuramente non era nelle migliori condizioni, ma il fatto è che il Modena, con una palla goal, ha vinto la partita. Non ricordo che abbia superato la metà campo, né nel primo né nel secondo tempo. E’ una partita difficile da commentare, sono stati fortunati a trovare subito il goal e poi a pensare solo a difendersi bene.” E la Reggina? “La Reggina le occasioni da goal le ha create. Siamo stati poco concreti soprattutto dentro l’area.” I demeriti della Reggina? “Demeriti credo che non ce ne siano visto che non credo si possa contestare nulla. Abbiamo dato l’anima, abbiamo dato tutto, ci siamo impegnati.” E dal punto di vista tattico? “Da quest’altro punto di vista non credo nemmeno. Quando loro ci hanno messo in difficoltà? Non ricordo.” Che senso ha crossare 30 volte in area? “Il senso ce l’ha. Avevamo 4 attaccanti in area e, in alcune circostanze, anche 5 o 6. Le palle goal le abbiamo create anche grazie a cross. Non siamo stati lucidi, ma le occasioni le abbiamo create eccome.” Fin qui i protagonisti in campo, il primo degli allenatori ad arrivare in sala stampa – con un accompagnatore di lusso qual è Franco Jacopino (di cui riferiamo in altra parte del giornale, n.d.r.) è quello ospite e vincente, Apolloni. Al di là dei 3 punti, importanti di certo, quanta gloria c’è in questa vittoria da parte vostra? “C’è la soddisfazione che i ragazzi hanno interpretato nella maniera giusta la partita. Conoscevamo la Reggina ed i suoi alti valori e sapevamo che era in un buon momento. L’avevo vista giocare con il Frosinone e lunedì scorso a Piacenza. I ragazzi sono stati bravi e sono davvero orgoglioso di loro e di allenarli. Hanno lottato tutti insieme e questa, per me, è la cosa più importante.” Avete stazionato per gran parte della gara nella vostra metà campo, la Reggina è stata poco lucida e questo vi ha permesso di vincere. “Io, di occasioni grosse della Reggina, non ne ho viste. Certo, la Reggina ha spinto ma era inevitabile che accadesse. La Reggina, come detto, è una grande squadra. Elementi come Brienza, Bonazzoli, Cacia e Pagano sono giocatori importanti. Noi abbiamo avuto la possibilità di fare altri 2/3 goals e non ci siamo riusciti però sono contento lo stesso perché i miei ragazzi hanno interpretato la gara nella maniera giusta.” Ha detto che aveva seguito la Reggina in altre occasioni, però oggi, per la prima volta, Breda ha schierato Brienza e Pagano dietro Bonazzoli. Se l’aspettava? “Viste le altre gare, no sicuramente. Brienza e Pagano insieme possono giocare e ci hanno creato parecchia apprensione. Io, però, guardo la mia squadra e la prestazione che ha fatto, come detto, interpretando nella maniera giusta la partita e riuscendola a vincere. Permettetemi di dire due cose prima di andare. La prima è che, oggi, ci è venuto a mancare Rickler che ha perso la madre. Gli siamo vicini con il cuore e questa vittoria è dedicata a lui e ad un nostro tifoso, un capo ultrà, Andrea Zoboli, che ha perso il padre. Ci tenevo a precisarlo perché sono due persone importanti per noi.” La sua difesa è stata brava ed attenta. “Si, è stata brava ma anche perché ha funzionato bene il centrocampo. Così come dobbiamo essere bravi quando, in fase offensiva, dobbiamo accompagnare gli attaccanti. Brava la difesa, quindi, ma brava tutta la squadra.” Catellani ha divorato due/tre palle goal. “Io sono contentissimo di Andrea, non dategli addosso ma semmai prendetevela con me. Ha sofferto l’esclusione però è entrato con il piglio giusto. Quello che mi è piaciuto di lui è che è stato abile ed attento. Magari non è stato preciso, magari è stato anche sfortunato però sono contentissimo anche della sua prova.” Il vostro obiettivo? “E’ esclusivamente la salvezza. Quando la raggiungeremo magari si apriranno altre porte e poi si vedrà.” Da mister a mister, da Apolloni a Breda (nella foto). Come definirebbe la partita? “Una partita persa ed altri 3 punti persi. Alla fine conta solo questo. Il calcio, purtroppo, non è uno sport in cui si vince ai punti ma si vince con i goal fatti e, da questo punto di vista, è stato più bravo il Modena. Paradossalmente, poi, se devo analizzare la prestazione, per intensità, per la voglia dimostrata dai ragazzi, è stata la miglior partita sotto la mia gestione. Però, ovviamente, non siamo riusciti a segnare nonostante tanto impegno, tanta voglia e tanta intensità. Purtroppo sono andati male anche i risultati delle altre partite, dobbiamo ripartire da questi dati e rimetterci a lavorare.” Pagano e Tedesco hanno parlato di mancanza di lucidità, lei cosa aggiunge? Perché questa deficienza in fase conclusiva? “A volte si sente il risultato che ti scappa di mano e ci vuole un pizzico di convinzione in più. Magari anche un po’ di più fiducia nel compagno. Dobbiamo lavorare, non ci sono altre risposte. Questo è un dato che dimostra che le risposte che abbiamo avuto finora non sono ancora soddisfacenti e dobbiamo lavorare sulla convinzione, sulla determinazione, sulla voglia di far goal e sul cinismo.” Ha qualcosa da recriminare? “Ai ragazzi non ho nulla da dire. Sul fatto che non abbiamo fatto goal c’è solo da lavorare. Nel calcio contano i fatti, i risultati. Non siamo riusciti a fare goal e dobbiamo tutti quanti lavorare.” La novità dell’impiego di Montiel com’è venuta fuori? “Si sta allenando con noi da 15 giorni, è un ragazzo di qualità. Ha lavorato con una squadra fino a quando è arrivato. Secondo me è un ragazzo di enormi qualità e può far parte di questo gruppo e dar un mano a questa squadra.” Finisce qui la chiacchierata con la stampa da parte dei protagonisti. Credeteci, non abbiamo più parole per definire la rovina in cui versa la Reggina. Come detto prima, la squadra ed i risultati lusinghieri che ottiene non può che essere la trasposizione su un rettangolo di gioco di quello che è ormai la Reggina intesa come Società. Una Società assente, presa da altre cose, senza quelle figure importanti che l’hanno resa grande fino a qualche anno fa. Il deus ex machina Foti è distratto e se lo è lui chi può supplirne la mancanza? Nessuno, dicasi nessuno. Un uomo al comando rimasto solo (per sua scelta, in primis, ma anche perché molti lo hanno scaricato), senza un valido team a supporto, senza persone fidate che dividano e condividano con lui oneri ed onori. La mania di onnipotenza fa sempre più vittime che eroi e, modestamente, “maniaco” lo è e lo è sempre stato. Ad majora!

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Reggina Modena 0-1: tabellino e cronaca

Reggina – Modena: 0-1. Reggina (3-5-2): Marino; Adejo, Valdez, Costa (dal 65° Cacia); Vigiani (dal 63° Montiel), Pagano (dal 78° Missiroli), Tedesco (c), Carmona e Rizzato; Brienza e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Montiel, Cacia, Barillà, Cascione, Santos e Missiroli. All.: Breda. Modena (5-3-2): Narciso; Perna, Diagouraga, Gozzi (dal 78° Ricchi), Giampà e Tamburini; Bianco (dal 94° Spezzani), Colucci e Troiano; Pinardi (c) (dal 48° Catellani) e Bruno. In panchina: Silvestri, Carini, Ricchi, Spezzani, Napoli, Catellani, Girardi. All.: Apolloni. Arbitro: Riccardo Tozzi di Ostia. Assistenti: Gianluca Vuoto di Livorno e Onofrio Fiore di Molfetta. Quarto uomo: Paolo Lo Castro di Catania. Andata: 0-1 (Bruno). Marcatore: Troiano al 14°. Ammoniti: Carmona al 14°, Valdez al 34°, Troiano al 57°, Giampà al 65° e Tamburini all’84°. Recupero: 1’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Corner: 14 Reggina e 0 Modena. Tiri in porta: 5 Reggina e 1 Modena. Tiri fuori: 8 Reggina e 3 Modena. Falli fatti: 11 Reggina e 14 Modena. Fuorigioco: 6 Reggina e 2 Modena. Spettatori paganti: 548 Abbonati: 5184. Incasso al botteghino: € 2.486,00  Quota abbonati: € 40.263,67. Spettatori totali: 5732 Incasso totale: € 42.759,67. Le note. Quinta formazione diversa in altrettante partite della gestione Breda. Missiroli va in panca a favore del rientrante Pagano che dovrebbe, almeno in teoria, far passare lo schieramento dal 3-5-2 al 3-4-2-1 con lo stesso Pagano e Brienza alle spalle di Bonazzoli. Così anche Cacia che lascia il posto a Bonazzoli. Novità Montiel in panchina al posto di Castiglia. Nella Reggina è squalificato il capitano Lanzaro e nel Modena lo sono Luisi e Cortellini. I diffidati sono, nella Reggina, Castiglia, Valdez, Barillà e Vigiani e, nel Modena, Gozzi e Rickler (assente per l’improvvisa scomparsa della madre, motivo per cui gli emiliani giocano con il lutto al braccio).

La cronaca. Al minuto numero 2 prima occasione per la Reggina. Pagano, lanciato da Tedesco, entra in area defilato a sinistra a, proprio al vertice alto dell’area, Narciso si tuffa e, scivolando per il terreno viscido, va addosso al giocatore amaranto che abbozza una timida protesta per un eventuale rigore. Un minuto dopo arriva il primo tiro in porta per la Reggina. E’ di Brienza che, conquistata palla sulla destra, calcia di prima intenzione ma Narciso blocca a terra. All’8° ci prova il Modena con Tamburini che, di sinistro, manda di molto al lato alla destra di Marino. Al 10° occasione da rete ancora per gli amaranto. E’ Pagano, direttamente su calcio d’angolo (il primo) a calciare a rientrare indirizzando sul palo più lontano dove è bravo Narciso ad arrivarci deviando ancora in corner. Il pubblico protesta al 14° per l’ammonizione comminata a Carmona che, entrato in scivolata da dietro, colpisce sia palla che avversario. Al 14° il Modena passa in vantaggio. Calcio di punizione, proprio per il fallo di Carmona, calciato dalla trequarti da Pinardi. Troiano, in area, si coordina benissimo e di testa manda il pallone a fil di palo alla sinistra di Marino che nulla può. Al 21° doppia occasione per la Reggina. Prima con Brienza che, dall’altezza del dischetto di rigore, non riesce a trovare spazio per calciare di sinistro e poi per Pagano che, ricevuto dallo stesso Brienza, calcia al lato. Un minuto dopo è ancora Reggina, è ancora Brienza. Calcia di sinistro ed impegna Narciso in una deviazione a terra in angolo. La partita s’infiamma anche per “merito” dell’arbitro Tozzi protagonista di alcune diverse interpretazioni sui falli commessi dai giocatori delle due squadre: clamorosa la non ammonizione a Bianco arrampicatosi a Pagano. Al 29° azione pericolosa ancora della Reggina. Cross di Brienza da sinistra e Diagouraga, in tuffo, manda in corner dando l’illusione ottica che potesse incorrere nel più clamoroso degli autogoal. La Reggina gioca e ci prova. Non offre una brutta prestazione, ma incontra oggettive difficoltà per l’ottimo schieramento difensivo del Modena. Il goal sembra essere nell’aria, ma qualcosa manca ed il terreno inzuppato e viscido di certo non aiuta la Reggina nei suoi giocatori più dotati tecnicamente. Al 37° forse la migliore delle occasioni per la squadra di casa. Cross di Vigiani da destra, palla che arriva a Brienza che, coordinandosi, colpisce un po’ male il pallone che tocca terra e si innalza lasciando ad un difensore la possibilità di liberare. Un minuto dopo è ancora Reggina in area. Carmona s’incunea e tira in porta ma un difensore ribatte. La Reggina preme, il Modena regge e, trovato il goal, non esce più dalla propria metà campo se non sui rinvii del proprio portiere. E’ un assedio vero e proprio quello degli amaranto, ma un po’ la difesa di Apolloni ed un po’ l’arbitro erettosi a protagonista dell’incontro, negano il goal agli uomini di Breda che attaccano indefessamente. Al 41°, in una delle rarissime occasioni in cui i “canarini” riescono a superare la linea di metà campo, Tamburini, d’appena fuori area, tenta il pallonetto ai danni di Marino, ma manda alto. Al 42° risponde la Reggina con Vigiani che, da fuori area, calcia ma il pallone è troppo centrale e Narciso para senza troppe difficoltà. Durante il primo ed unico minuto di recupero la Reggina va ancora vicino al goal con Vigiani che, divincolatosi in area, riesce ad indirizzare verso la porta ma il pallone termina di pochissimo alto. Nulla da fare, si va al riposo con gli ospiti in vantaggio e con i padroni di casa padroni anche del gioco e della partita nonostante non siano riusciti a realizzare. Il terreno di gioco così inzuppato e viscido, aiuta chi difende e svantaggia chi attacca. Al 49° ci provano ancora gli amaranto. Brienza serve in verticale Pagano, il bomber amaranto entra in area e calcia ma il tiro viene respinto. E’ un vero e proprio arrembaggio, infruttuoso purtroppo. Al 53° ancora Reggina. Pagano calcia una punizione ma sulla barriera, riprende Tedesco che lancia morbido in area ma il più lesto è Narciso che esce e blocca a terra. Al 53° ancora occasionissima per la Reggina. Pagano in verticale per Vigiani, cross di prima intenzione e Carmona, accorrente da dietro, dall’altezza del dischetto, ci prova di destro ma è troppo centrale e l’azione sfuma tra le braccia di Narciso. Al 54° la Reggina ci prova ancora con Tedesco. Sospinta dal pubblico che apprezza l’impegno, la Reggina va al tiro con capitano amaranto che calcia d’interno sinistro sul palo di sinistra. Narciso c’è e blocca. Al 60° la Reggina crea ancora. Bonazzoli, di testa, fa sponda per Vigiani al centro dell’area ma l’esterno destro liscia il pallone togliendo, di fatto, anche l’opportunità a Brienza di calciare. Intanto è pronto Montiel ad entrare al posto di Vigiani. Occasionissima per il Modena al 64°. Catellani, partito sul filo del fuorigioco, è solo in area, supera Marino ma perde l’attimo per calciare a porta sguarnita. Fortunatamente recupere Costa che, in tackle, gli ruba palla. Ma che rischio per la Reggina. Entra Cacia ed esce Costa. La difesa “a 3” rimane composta da Adejo, Valdez e Rizzato. A centrocampo Tedesco, Carmona e Montiel. In avanti Brienza e Pagano dietro Bonazzoli e Cacia. Al 70° calcio di punizione da una trentina di metri dalla porta emiliana. Calcia Montiel di potenza, ma il tiro termina fuori non di molto alla destra di Narciso. L’assedio continua con la Reggina che produce il suo massimo sforzo. Il Modena è tutto chiuso nella sua area di rigore. Al 73° ancora Reggina. Scambio veloce Cacia-Pagano-Bonazzoli con l’ariete che prova la percussione ma un difensore manda ancora in angolo. Reggina che spinge sull’acceleratore, ma non trova il pari. Da sottolineare la splendida prova di Adejo in copertura, Bruno non vede palla. Al 75° occasione per Cacia, cross da sinistra e l’ex piacentino prova a colpire in semi-rovesciata lisciando il pallone. Al 76° ancora una palla goal per Cacia. Narciso, su un cross, non trattiene il pallone che cade sui piedi di Cacia il quale, cincischiando, vanifica tutto. Al 78° ancora Catellani ha l’occasione per raddoppiare. Si presenta davanti a Marino e prova il “cucchiaio” che, per fortuna, termina alto. Un minuto dopo ancora Cacia, ancora un’occasione sprecata. In area, defilato a destra, si ferma e crossa  basso in una zona dove non c’è nessuno. E giù una pioggia di fischi per lui. All’82° ancora Reggina. Cacia riceve al limite dell’area, prova a girarsi ma non c’è spazio, appoggia all’indietro per Missiroli che calcia malissimo molto lontano dalla porta difesa da Narciso. Ogni tanto il Modena si fa in avanti ed è sempre pericoloso sempre con Catellani. All’87° ci prova in diagonale, da sinistra, e la palla termina di poco alto. Oggi non c’è niente da fare, 80 minuti in avanti, non sappiamo più nemmeno quante occasione, ma 0 goal per Breda ed i suoi uomini. Apolloni gongola su quell’unico tiro in porta del primo tempo che vale il goal di Troiano e, fin qui, la vittoria. All’89° ancora Reggina, ancora Brienza. Tiro dal limite e palla fuori di molto. Al 90° Montiel ci prova dalla lunga distanza senza particolari pretese. Narciso para tranquillamente. L’assedio continua, ma niente. 14 corner a 0 più che testimoniarlo non possono. Finisce così, il Modena vince e la Reggina impreca per una quantità di occasioni non sfruttate.

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Liomatic T. B. Viola, impegno durissimo contro Massafra

Non ha più subito una sconfitta dopo aver perso la gara di andata contro la Liomatic Viola Reggio Calabria. La squadra di cui parliamo è Cisa Massafra ed è la compagine che affronteremo domani, sabato 13 marzo, alle ore 18, al PalaCalafiore. Imbattuta, dunque, per tutto il girone di ritorno, Massafra sarà una vera e propria sfida per i NeroArancio che anelano ai primi posti della classifica alla vigilia di tre scontri diretti. Ce la metteranno tutta i ragazzi di Coach Bianchi per ottenere altri due punti dopo l’ultima vittoria portata a casa dalla Puglia, contro Martina Franca. “Una sfida stimolante – così Massimo Bianchi ha definito l’incontro contro Massafra –. E’ una bella squadra che costruisce le sue partite sin dalla difesa, è una compagine molto fisica. Noi dobbiamo farci trovare pronti ed evitare tutto ciò che possa portarci ad una perdita di energie fisiche e, soprattutto, psichiche. Dobbiamo ripetere la prestazione dell’andata per proseguire sulla scia della vittoria della scorsa settimana. Nonostante la difficoltà della gara una cosa è certa: noi non ci riteniamo battuti sulla carta, e ce la metteremo tutta per regalare ancora un’emozione ai nostri tifosi”.

I roster: LIOMATIC VIOLA REGGIO CALABRIA: 4 DIP Marcelo, 5 DI LEMBO Massimo, 7 NICCOLAI Gabriele, 8 PELLEGRINO YASAKOV Vladimir, 9 D'IAPICO Peppino, 14 NEGRI Claudio, 15 MANZOTTI Francesco, 16 SCOZZARO Dario, 18 ROSELLI Michele, 19 GRASSO Sebastiano e 20 DALLA VECCHIA Luca. Coach: BIANCHI Massimo. Vici Coach: BOLIGNANO Domenico e TOLOTTI Gustavo. CISA MASSAFRA: CAPPANNI Christian, 5 CHIARASTELLA Albano Maximo, 6 PAPARELLA Santiago, 8 PADOVA Andrea, 9 CAVALLO Eligio, 10 DI VICCARO Vincenzo, 11 MAGINI Michele, 14 GOTTINI Matteo, 17 CAPITANELLI Andrea, 20 BIRINDELLI Duilio. Coach: CIANI Franco.

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La Reggina proiettata verso la gara casalinga contro il Modena

altSe è vero che il pareggio di Piacenza, nonostante la brutta prestazione messa in mostra, ha dato maggiore fiducia alla squadra almeno sul piano della continuità, presto lo scopriremo, attraverso quello che sarà l’impegno di sabato pomeriggio con il Modena. E’ chiaro che per la Reggina diventa fondamentale, giunti a questo punto della stagione, sfruttare al massimo soprattutto gli impegni casalinghi ed il calendario in questo senso offre una buona mano di aiuto agli uomini di Breda (nella foto). Quest’ultimo alle prese in questi giorni con la scelta degli uomini da mandare in campo contro i canarini. E’ probabile che l’undici titolare non si discosti molto da quello visto qualche giorno addietro in quel di Piacenza. Con l’ovvio e scontato rientro di Tedesco dopo la squalifica e la perdita di Lanzaro appiedato dal giudice sportivo. Sarà Santos a riprendere il suo posto nella linea a tre dei difensori, o verrà riproposto in quel ruolo Emanuel Cascione.

Secondo quelle che sono le indicazioni degli ultimi giorni e soprattutto secondo quello che è il pensiero del tecnico, è molto probabile che insieme ad Adejo e Valdez, ci sia proprio il brasiliano. In attacco nessun dubbio sull’utilizzazione di Brienza, semmai le incertezze riguardano il suo compagno di reparto, infatti per una maglia da titolare a battagliare ci sono Cacia e Bonazzoli. E’ chiaro che la scelta va fatta anche in base a quelle che sono le caratteristiche difensive dell’avversario e per quello che dovrà essere il gioco che la Reggina intende praticare per sdradicare una delle retroguardie meno battute di questo campionato. C’è da dire che in occasione della trasferta piacentina i lunghi lanci sono stati per gran parte dell’incontro il tema offensivo degli amaranto ed in questo senso Bonazzoli sembrerebbe il più indicato, ma è anche vero che sotto la guida di Breda, soprattutto al Granillo, la Reggina ha praticato un gioco diverso, molto più dinamico, palla a terra e fatto di scambi veloci ed in questo senso forse Cacia ha una maggiore predisposizione. Freme dalla voglia di poter tornare utile alla causa anche Pagano, per lui ultimamente solo qualche sprazzo di gara. Il giocatore, meriterebbe per gol segnati, assist e qualità espresse, un posto tra i titolari, ma come le altre, anche questa è una scelta difficile che spetta ovviamente a mister Breda.

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Vela: Italia Cup, il Circolo Velico Reggio apre con un l’en plein

En plein per il Circolo Velico Reggio (nella foto i ragazzi del CVR) che, nella prima prova dell’Italia Cup classe “Laser”, ha ottenuto due primi posti con Valerio Colella (Radiale) e Giovanni Giordano (4.7). La regata, impeccabilmente organizzata dal Circolo Velico Reggio del presidente Carlo Colella, è iniziata in ritardo per l’assenza del vento, che solo nella tarda mattinata ha ripreso a soffiare fino a raggiungere i 22 nodi. Un percorso “ridisegnato” dal giudice di regata Giuseppe Delfino, con le condizioni meteorologiche, peggiorate nel corso della gara che hanno messo in risalto le doti tecniche marinaresche dei dodici equipaggi presenti.

Nella classe “Laser 4.7”, il podio è stato tutto dei ragazzi allenati da Claudio Spanò. Dietro Giordano, infatti, si sono classificati, nell’ordine, Francesco Ielo e Sacha Ruffo. Nella “Laser Radiale” Valerio Colella ha preceduto il fratello Fabio. Roberto Raffa del “Windsurfer dello Stretto”è giunto terzo. CLASSIFICHE LASER 4.7: 1. Giovanni Giordano (Circolo Velico Reggio); 2. Francesco Ielo (idem); 3. Sacha Ruffo (idem); 4. Demetrio Morabito (idem); 5. Bruno Barreca (Circolo Nautico Reggio); 6. Samuele Tarantino (Circolo Velico Reggi); 7. Antonio Laganà (Circolo Nautico Reggio); 8. Carlo Delfino (Circolo Velico  Chilà). CLASSIFICHE LASER RADIALE: 1. Valerio Colella (Circolo Velico Reggio); 2. Fabio Colella (idem); 3. Roberto Raffa (Windsurfer dello Stretto); 4. Antonio Pilò (Circolo Velico Catanzaro) 5. Sgrò Rocco (Windsurfer dello Stretto).

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Piacenza Reggina 0-0: tabellino e cronaca

Piacenza – Reggina: 0-0. Piacenza (4-3-3): Puggioni; Avogadri, Tonucci, Iorio e Meliente; Amodio, Paro (dal 58° Greco) e Parfait; Foti, Moscardelli (c) e Sivakov (dal 58° Sambugaro). In panchina: Capodici, Rincon, Capogrosso, Greco, Sambugaro, Cani e Guerra. All.: Ficcadenti. Reggina (3-5-2): Marino; Adejo, Lanzaro (c) e Valdez; Vigiani, Carmona, Cascione, Missiroli (dal 83° Rizzato) e Costa; Brienza (dal 74° Pagano) e Cacia (dal 69° Bonazzoli). In panchina: Kovacsik, Castiglia, Bonazzoli, Rizzato, Santos, Barillà e Pagano. All.: Breda. Arbitro: Stefanini di Prato. Assistenti: Bernardoni e Cini. Quarto uomo: Romani. Andata: 1-2 (Cacia, Zammuto e Pagano). Ammoniti: Lanzaro al 9°, Tonucci al 37°, Carmona al 59°, Avogadri al 70° e Costa all’84°. Corner: 4 Piacenza e 6 Reggina. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Note. Nel Piacenza sono indisponibili Graffiedi, Piccolo, Maurantonio, Anaclerio e Zammuto; nella Reggina Fiorillo e Camilleri. Serena è squalificato (sospeso) nel Piacenza e Tedesco lo è nella Reggina. Nel Piacenza i diffidati sono Guerra, Graffiedi, Bini, Tulli, Puggioni, Anaclerio, Parfait e Tonucci e nella Reggina Lanzaro, Castiglia, Vigiani e Barillà. Tre gli ex tra campo e panchina: Puggioni e Ficcadenti tra i padroni di casa e Cacia tra gli ospiti. Nella Reggina cambio in corsa rispetto alla formazione che ha battuto il Frosinone domenica scorsa: esterno di sinistra di centrocampo agisce Costa a “scapito” di Rizzato destinato in panchina.

La cronaca. Il posticipo della settima giornata del girone di ritorno si gioca di fronte ad una cornice di pubblico assai scarna fors’anche (come biasimare gli emiliani) per via dell’unico grado sopra lo 0 al calcio d’inizio che, comunque, non impedisce ad una ventina di tifosi amaranto di essere presenti. Gara veloce con continui ribaltamenti di fronte, Reggina ben disposta in campo che predilige il gioco di prima e prova, fin da subito, a graffiare. Primo “batticuore” per la Reggina creato dal proprio portiere che, rinvia di prima intenzione un retropassaggio di Valdez svirgolando fortunatamente senza conseguenze. Si gioca molto a centrocampo con le due formazioni impegnate a superarsi senza, però, fortuna. Il primo ammonito della gara è il capitano della Reggina Lanzaro che, diffidato, salterà la gara casalinga di sabato prossimo con il Modena del grande ex Franco Jacopino. Al 14° la prima conclusione a rete è dei padroni di casa. Amodio crossa basso da destra, Moscardelli aggancia in area e, seppur fortunato per un rimpallo, riesce a girarsi ed a calciare di sinistro, Marino è attento e para a terra tuffandosi alla sua destra. Reggina buona in fase difensiva, ma non altrettanto dalla cintola in su dove non offende particolarmente. Il Piacenza, invece, proprio per questa “latitanza” offensiva degli amaranto, prende coraggio ed alza il proprio baricentro costruendo azioni su azioni che non vanno a buon fine o, come detto, per l’attenzione difensiva dei reggini o perché i suoi attaccanti si ritrovano in posizione di fuorigioco. Al 28° prima conclusione (se così si potesse definire) verso la porta piacentina da parte degli uomini di Breda. Da 35 metri ci prova Brienza su calcio di punizione, la barriera respinge e nulla di fatto. Cacia (nella foto), invece, inizia la sua personalissima collezione di off-side tanto che Cristina Cini, l’assistente che agisce dal lato opposto alla tribuna, non può non segnalarli in quasi rapida successione. Nel Piacenza il primo ammonito è Tonucci ed anche lui, diffidato come Lanzaro, salterà la prossima gara degli emiliani contro il Frosinone. Pericolo al 39°. Moscardelli calcia molto bene un calcio di punizione da destra. Il tiro, d’interno sinistro, è insidioso e Marino, forte dei suoi quasi 200 cm d’altezza, ci arriva e devia in corner. Al 42° la Reggina tira finalmente nello specchio della porta. Costa si propone da ala sinistra, mette al centro per Brienza che appoggia all’accorrente Missiroli che, di prima intenzione, calcia ma centrale e debolmente. Puggioni non ha alcun problema a parare a terra. Un attimo dopo ci prova Cacia che, lanciato in verticale, cerca di aggirare lo stesso portiere biancorosso ma calcia sull’esterno della rete. Fin quando Cacia cercherà ossessionatamente la rete per dimostrare chissà cosa, non sarà mai lucido in fase conclusiva e risulterà assolutamente fumoso vanificando gli sforzi comunque profusi con generosità. Il primo tempo termina a reti inviolate dopo 45 minuti, onestamente, non piacevoli dal punto di vista dello spettacolo offerto dalle due squadre, Forse, però, ci sta anche questo visto la posizione in classifica non certo lusinghiera di entrambe ed il “peso” che i punti in classifica cominciano ad avere da qui in avanti. Seconda frazione di gioco che inizia sulla stessa falsa riga dei primi 45 minuti. Piacenza molto attento a centrocampo, Reggina che fatica a crearsi spazi e gioco concentrato nella zona centrale del terreno di gioco. Gli uomini delle due panchine iniziano a scaldarsi e Ficcadenti è il primo a smuoversi tra i due allenatori facendo entrare in campo Sambugaro e Greco al posto, rispettivamente, di Sivakov e Paro cercando, così, diverse soluzioni. La Reggina cala, arretrando, ed il Piacenza avanza grazie, anche, ai due cambi che sembrano portare nuova linfa tra le fila dei padroni di casa. Il primo “pericolo” per la difesa del Piacenza lo porta Brienza (nella foto) al 64° direttamente su corner. Da destra, d’interno sinistro, palla sul secondo palo, ma Puggioni è sicuro e non si fa sorprendere. Dobbiamo ammettere che, fino al momento, la scelta di Costa per Rizzato non è stata per nulla felice. Probabilmente Breda avrà pensato, nella fattispecie, più a difendere che ad offendere. Ancora probabilmente, nei pensieri del mister amaranto, alla ricerca del primo risultato positivo in trasferta, un punto può essere ben accetto. Al 69° finisce la partita di Cacia che lascia il campo al posto del rientrante, dopo due giornate di squalifica, Bonazzoli. Applausi (e qualche fischio) da parte del suo ex pubblico. Al 70° ci prova ancora il Piacenza con il proprio capitano Moscardelli. Da buona posizione, in area ma leggermente defilato sulla destra, calcia malamente alto. Un paio di minuti dopo ci prova ancora il Piacenza con Meliente ma è bravo Marino a neutralizzare. Al 74° Breda cambia completamente la sua coppia d’attacco iniziale: dopo Bonazzoli per Cacia ecco Pagano per Brienza. Al 75° la migliore occasione da rete è per i padroni di casa. Anzi, l’occasione è doppia. Prima Greco, di sinistro, da fuori area, colpisce il palo alla destra della porta difesa di Marino e poi, con il  pallone che ritorna in campo finendo sui piedi di Moscardini, lo stesso, incredibilmente, liscia di sinistro finché la difesa spazza via. Due grandi occasioni, quindi, fortunatamente non sfruttate dai giocatori di casa e Reggina fortunata. All’80° la Reggina crea un’occasione seppur non calciando in rete. Pagano, sfruttando un errore difensivo sulla linea di fondo, mette al centro per l’accorrente Cascione che piedi buoni non ha e sbuccia il pallone da posizione centralissima e, quindi, agevole per tentare la via della rete. All’83° esce Missiroli ed entra Rizzato. Breda prova a dare maggiore spinta sulla fascia sinistra sino ad allora, offensivamente s’intende, lasciata sguarnita. Se dovessimo cercare una nota positiva, questa potrebbe sicuramente essere l’avvicinarsi della seconda partita conclusa a difesa imbattuta per gli amaranto. Vedremo se almeno questo obiettivo sarà raggiunto dagli ospiti. All’89 occasione per la Reggina. Calcio di punizione di Pagano dalla destra, ma il cross in area è facile preda di una zona del campo dove il rosso delle maglie del Piacenza la fa da padrone. Nulla di fatto, quindi. Piacenza certamente più tonico e maggiormente desideroso di raggiungere l’obiettivo “3 punti” e Reggina, invece, più propensa a non perdere. Ripetiamo, di positivo possiamo solo cogliere il primo punto conquistato in trasferta da Breda & Co. e la seconda partita senza goals subiti per gli amaranto. A 33 punti la Reggina aggancia Triestina e Gallipoli ed a quota 31 il Piacenza aggancia il Padova. Appuntamento con la vittoria (?) rinviato a sabato 13 allorquando al Granillo si presenterà il Modena.

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Reggina: Tedesco, l’insostituibile

altaltLa diffida, un cartellino giallo abbastanza ingenuo, la squalifica. Viene fermato per un turno dal giudice sportivo Giacomo Tedesco e questa per la Reggina è una perdita pesantissima. Riteniamo il mancino palermitano un elemento insostituibile nello scacchiere di mister Breda, soprattutto in questo particolare momento della stagione. Lo ha dimostrato nelle sei partite disputate dopo il suo ritorno a Reggio Calabria, fortemente voluto dal massimo dirigente Lillo Foti. Esperienza al servizio della squadra, grande capacità di adattamento ad un campionato difficile come quello di B, personalità e carattere e soprattutto qualità in mezzo al campo.

Finalmente dopo diversi anni, la Reggina ha ritrovato quel centrocampista in grado in più circostanze di ribaltare le azioni da difensive in offensive attraverso accelerazioni e verticalizzazioni improvvise, oltre ai tiri dalla lunga distanza che lo hanno sempre caratterizzato. Breda poi, gli ha dato una collocazione in mezzo al campo a lui ancora più congeniale, liberando il tanto sacrificato Carmona che, dall’arrivo proprio di Tedesco sembra avere un passo diverso. Per questi motivi riteniamo davvero pesante la sua assenza lunedi sera, con l’aggravante che si gioca in trasferta e sul terreno di una diretta concorrente come il Piacenza. Mister Breda dovrà cercare all’interno del proprio organico un elemento che in qualche modo possa avvicinarsi alle sue caratteristiche ma, come detto, Tedesco per le doti appena elencate è davvero insostituibile. In ballottaggio per un posto Cascione e Castiglia, con quest’ultimo visto solo in occasione della trasferta vicentina, dove tra l’altro ha fallito un calcio di rigore. L’ex Cittadella ha pienamente recuperato dall’infortunio e già la scorsa gara con il Frosinone era tornato a disposizione seppur per scelta tecnica mandato in tribuna. Ancora tre giorni di tempo per il tecnico per poter decidere al meglio e con calma.

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