Il cordoglio dei Giornalisti dell’UCSI Calabria per la scomparsa della mistica di Paravati

E’ morta Fortunata Evolo (nella foto), al secolo Natuzza. “E il dolore è grande per tutti noi – commenta il presidente dell’Ucsi Calabria, Carlo Parisi, dopo aver appreso la notizia della scomparsa della mistica – pur nella consapevolezza che Natuzza ci lascia in dono una preziosa eredità: quella fede incrollabile in Dio e nella Madonna, di cui è stata umile testimone per tutta la vita”.
Un’umiltà vera, ma piena di forza che ha saputo dare conforto a migliaia di persone e che “ho avuto il privilegio di constatare personalmente – racconta Parisi – nei numerosi incontri avuti con Natuzza: posso testimoniare, come già hanno fatto e continuano a fare i suoi tanti figli sparsi nel mondo, che nella semplicità dei suoi gesti e delle sue parole si è sempre palesata una risposta. O meglio la risposta che ognuno cercava, rivolgendosi a lei”. Alla mistica di Paravati, scomparsa all’età di 85 anni, lo stesso Parisi aveva consegnato ad honorem la tessera numero 1 dell’Unione Stampa Cattolica della Calabria il 7 giugno del 2008, alla presenza degli arcivescovi Salvatore Nunnari e Luigi Renzo, conferendole anche un Premio, l’Affabulatore d’oro (nella foto), “per le sue straordinarie doti di comunicatrice di verità”. Una scelta non casuale, quella della sede della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime di Paravati, la Fondazione di Natuzza, per ospitare l’occasione che ha segnato la ripresa del cammino dell’Ucsi Calabria, dopo oltre 10 anni di assenza. Così come non è casuale la volontà di intitolare a Natuzza Evolo la stessa sezione calabrese dell’Unione Stampa Cattolica. All’immenso cordoglio per la scomparsa di Natuzza partecipano, naturalmente, tutti i giornalisti calabresi dell’Ucsi, che si stringono attorno a padre Michele Cordiano, vicepresidente dell’Ucsi Calabria e padre spirituale della mistica, alla famiglia ed a tutta la comunità della Fondazione di Paravati, guidata da don Pasquale Barone. “Ora sta a noi – conclude Parisi – completare il progetto di Natuzza per la realizzazione di quella grande casa per alleviare le necessità di giovani, anziani, e di quanti altri si troveranno nel bisogno, e una grande chiesa che si chiamerà Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”. Un progetto affidato in sogno dalla Madonna a Natuzza nel lontano 1944, che sta diventando, pian piano, realtà, ma che necessita ancora del contributo di tutti.

Si tinge subito d’azzurro la XXV Mediterranean Cup di vela che, stamani, ha preso il via nelle acque antistanti il lungomare di Reggio Calabria. Ben 104 giovani regatanti italiani, maltesi e greci si sono dati battaglia nella prima giornata di gara della manifestazione organizzata dal Circolo Velico Reggio del presidente Carlo Colella. Le sette gare in programma oggi, riservate agli “under 14” su imbarcazioni Optimist e Laser 4.7, hanno preso il via a mezzogiorno per concludersi alle 15.58, anche per via delle numerose false partenze. Ottime le condizioni di regata (vento a 14 nodi), nonostante la nuvolosità, in tutte le gare in programma, che hanno avuto una durata di circa 55 minuti ciascuna. 

Reggina-Salernitana: 3-1. Reggina (3-4-3): Cassano; Lanzaro (c), Cascione e Costa; Buscè, Carmona, Morosini e Rizzato; Pagano (dal 77° Missiroli), Brienza (dall’89° Capelli) e Cacia (dal 63° Bonazzoli). In panchina: Marino, Adejo, Bonazzoli, Barillà, Viola A., Capelli e Missiroli. All.: Iaconi. Salernitana: (4-3-1-2): Polito; Bastrini, Fusco (c), Stendardo e Galasso; Carcuro (dal 67° Millesi), Jadid e Soligo; Cozza (dal 50° Statella); Fava e Caputo (dal 60° Ferraro). In panchina: Iuliano, Pestrin, Ferraro, Statella, Russo, Millesi e Machado. All.: Cari. Arbitro: Giannoccaro di Lecce. Assistenti: Bernardoni (Modena) e Masotti (Bologna). Quarto uomo: Paparazzo (Catanzaro). Marcatori: Buscè al 32°, Cascione al 54°, Missiroli all’89° e Jadid al 93°. Ammoniti: Rizzato al 24° e Jadid al 26° per comportamento non regolamentare. Corner: 6 a 6. Tiri in porta: 3 a 5. Tiri fuori: 1 a 4. Fuorigioco: 1 a 2. Falli fatti: 15 a 11. Recupero: 1 (p.t.) 4 (s.t.). Spettatori paganti: 1053 per un incasso di € 9.156,00. Abbonati: 5184 per una quota di € 40.263,67. Spettatori totali: 6237 per un incasso complessivo di € 49.419,67.
In italiano si dice sfortuna, o “sfiga” secondo il gergo più comune, chiamatela come vi pare. In dialetto reggino invece è invece la "cutra", che non è la sfortuna che si verifica di tanto in tanto, ma una sorta di maledizione, qualcosa di “strano e misterioso” che ti perseguita e ti condiziona la vita, o semplicemente ti fa perdere una partita. Ed è, di fatto, quello che è accaduto alla Reggina a Lecce martedì sera. Una Reggina ritrovata sotto il profilo del gioco, con la guida Iaconi, perde sotto i colpi di un francese sconosciuto, tale Baclet, che s'inventa due tiri “della domenica” (pur essendo di martedì sera) e fa sprofondare la Reggina in zona play-out.
A Lecce arriva la quarta sconfitta consecutiva, la sesta in undici partite giocate. Cambia il tecnico, cambia il modulo, cambiano gli uomini, l’unica cosa a restare intatta è il risultato finale di ogni gara. Anche in terra salentina gli amaranto hanno lasciato l’intera posta, nel contesto di una partita decisamente diversa, però, rispetto a tutte le precedenti. Mister Iaconi, al suo debutto in panca, ha rivoltato come un calzino formazione e modulo, tornando al 3-5-2 che diventava uno spregiudicato 3-4-3 in fase offensiva.
La Reggina di mister Iaconi (nella foto di Ketty D'Atena) gioca molto meglio che fino a qualche giorno addietro, ma ottiene lo stesso risultato che troppo spesso abbiamo registrato e che ha caratterizzato negativamente la gestione Novellino. Due volte in vantaggio, due volte raggiunta, fino addirittura a prendere l’ennesimo goal in “zona Cesarini”. La gara, però, nonostante la sconfitta, induce ad essere un po’ più ottimisti che venerdì sera. Ha ragione il mister “In primis pensiamo a tirarci fuori dalla zona retrocessione”.
Lecce-Reggina: 3-2. Lecce (4-4-2): Rosati; Vives, Schiavi, Terranova e Giuliatto (Baclet dal 74°); Angelo, Edinho, Giacomazzi e Defendi; Marilungo e Corvia (Mesbah dal 67°). In panchina: Petrachi, Fabiano, Belleri, Mesbah, Bergougnoux, Lepore e Baclet. All.: De Canio. Reggina (3-4-3): Cassano; Lanzaro (c), Valdez e Santos (Costa dal 78°); Adejo (Buscè dal 60°), Cascione (Volpi dal 72°), Morosini e Rizzato; Pagano, Brienza e Bonazzoli. In panchina: Marino, Volpi, Buscé, Viola A., Costa, Missiroli e Cacia. All.: Iaconi. Arbitro: Pinzani di Empoli. Assistenti: Passeri e Dobosz. Quarto uomo: Citro. Marcatori: Bonazzoli al 25° (rig.) Marilungo al 45°, Pagano al 73°, Baclet all’82° ed al 90°. Ammoniti: Santos, Terranova, Adejo, Valdez, Angelo ed ancora Valdez per gioco falloso. Espulso: Valdez all’85° per doppia ammonizione. Corner: 3 a 1 Recupero: 2 (p.t.) 5 (s.t.).
Non sono ancora trascorse 72 ore dal nuovo repulisti in casa amaranto che già si torna in campo. Esonerati Novellino e, prima volta nella storia recente della Reggina Calcio S.p.A., anche il direttore sportivo Martino, la Reggina del nuovo tecnico Iaconi e del “sono e faccio tutto io” (forse, n.d.r.) Lillo Foti (nella foto con Iaconi) sarà tra meno di un paio d’ore di scena a Lecce. Non vogliamo, però, parlare di calcio giocato, di moduli, di giocatori. Stavolta, vogliamo invece andare a vedere, analizzandole, per rifletterci un pò su, le “perle” a cui abbiamo assistito nel corso dell’ultimo lustro della storia amaranto. E’ sotto gli occhi di tutti che qualcosa non quadra, ma non da adesso. Quella che per molti anni era stata una Società solida, modello, lungimirante, capace di ottenere nel 1999 la storica promozione in serie A, di mantenerla, di essere portata ad esempio in tutto il panorama calcistico nazionale, di essere per molti anni l’orgoglio dell’intero meridione, dal 2004 ha cominciato a dare segni di cedimento sotto più di un punto di vista.
Finisce in parità l’incontro tra la Cadi Reggio (nella foto di Mimmo Notaro)ed il Gragnano. Le due neopromosse di questo campionato di A2 hanno dato vita ad un incontro bello a metà. Nel senso che nella prima parte si è visto bel gioco e gol, mentre nella seconda parte tanta confusione e nessuna rete. E’ successo tutto nei primi minuti con il vantaggio di Marcianò al secondo e la replica immediata di Serginho per gli ospiti. 


È stata siglata a Londra, nella sede dell’ambasciata italiana, la firma del contratto per l’affidamento della progettazione del Waterfront di Reggio Calabria. Presenti alla cerimonia, svoltasi il 5 febbraio scorso, il sindaco Giuseppe Scopelliti e gli architetti Zaha Hadid e Patrick Schumacher vincitori del concorso internazionale di progettazione indetto nel 2006 dall’amministrazione comunale.
Altra partita, altra sconfitta e buonanotte Serie A. Sollevato dall'incarico Novellino, squadra affidata a Iaconi, progetto promozione ridimensionato, cosi come si sono ridimensionati i sogni dei tifosi amaranto intervenuti telefonicamente nel corso della trasmissione talk sport su Touring104.
Di ruolo difensore, esordì in Serie C negli anni '70, con la maglia del Giulianova. Giocò nel ruolo di libero, alto e prestante fisicamente, le sue doti migliori furono il colpo di testa ed il senso tattico. Sfruttando la statura, andava spesso in avanti sui calci piazzati, realizzando parecchie reti. Vestì le maglie della Fermana, del Carpi e del Francavilla, squadra con la quale vinse un torneo di Serie C2. Tornò al Giulianova, all'inizio degli anni '80 diventando una bandiera della squadra giallorossa per dieci anni e indossando per diverse stagioni la fascia di capitano.
Delicato impegno per la Cadi Reggio questo pomeriggio alle ore 16 al PalaBotteghelle. Di fronte il Gragnano, una vecchia conoscenza per i reggini, la scorsa stagione infatti, le due compagini a lungo si contesero la promozione diretta salvo poi approdare entrambe ai playoff.
La nottata è passata, il presidente Foti al termine di Torino-Reggina, sconsolato e deluso, aveva chiesto 24 ore di tempo per decidere il futuro del tecnico Novellino (nella foto). Si aspettano notizie a momenti, l’ennesima ferita di questa assurda stagione è freschissima, al Comunale di Torino è arrivata la quinta sconfitta su dieci partite giocate, media da zona retrocessione, dove d’altronde la Reggina si trova in questo preciso momento.
E’ quasi notte a Torino, è già notte profondissima a Reggio “grazie” ai risultati della sua squadra di calcio. Nulla da salvare nemmeno nella gara del Comunale. Nulla di nulla, se non forse solo un po’ il ritmo, diverso dai precedenti, con cui la Reggina ha giocato per almeno tutto il primo tempo. Ma non serve se non ad amareggiarsi ancor di più per l’assoluta inconsistenza del gioco, ed ovviamente dei risultati, da parte degli uomini di mister Novellino (nella foto). Se non arrivano i punti, magari anche giocando male (esteticamente intendiamo), il ritmo, la corsa, la grinta, l’agonismo (che, peraltro, sia ben chiaro, non ci sono!) e quant’altro d’immaginabile da mettere in campo a nulla servono. A nulla! Altro che “sono qui per vincere”, qui – si, proprio qui – si deve abbassare il tono e più umilmente mutuare l’assai più consono “io speriamo che me la cavo”!