Regione Calabria: coronavirus, il bollettino di oggi 9 aprile 2020

(50) In Calabria ad oggi sono stati effettuati 14.248 tamponi. Le persone risultate positive al Coronavirus sono 874 (+15 rispetto a ieri), quelle negative sono 13.374.
Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:
Catanzaro: 55 in reparto; 7 in rianimazione; 82 in isolamento domiciliare; 16 guariti; 24 deceduti;
Cosenza: 50 in reparto; 4 in rianimazione; 191 in isolamento domiciliare; 10 guariti; 17 deceduti;
Crotone: 18 in reparto; 80 in isolamento domiciliare; 4 guariti; 5 deceduti;
Reggio Calabria: 37 in reparto; 4 in rianimazione; 181 in isolamento domiciliare; 17 guariti; 11 deceduti;
Vibo Valentia: 8 in reparto; 48 in isolamento domiciliare; 1 guarito; 4 deceduti.
Le persone decedute vengono indicate nella provincia di provenienza e non in quella in cui è avvenuto il decesso.
I soggetti in quarantena volontaria sono 8119, così distribuiti:
Cosenza: 2488
Catanzaro: 1552
Crotone: 1365
Reggio Calabria: 2226
Vibo Valentia: 488
Le persone giunte in Calabria che ad oggi si sono registrate al sito della Regione Calabria sono 13.921
Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione Civile Nazionale.
È attivo per donazioni alla Protezione civile regionale il c/c IBAN IT 59 S 03111 04599 000000000917 intestato a Regione Calabria emergenza Covid 19.

 

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L’Arma dei Carabinieri esprime le condoglianze per la morte dell’Appuntato Scelto Q.S. Mario Soru, addetto al Reparto Servizi Magistratura del Comando Provinciale di Milano, vittima del coronavirus

(110) Nelle scorse ore, a causa delle complicanze di una polmonite da coronavirus, è deceduto l’Appuntato Scelto Q.S. Mario Soru, addetto al Continue reading “L’Arma dei Carabinieri esprime le condoglianze per la morte dell’Appuntato Scelto Q.S. Mario Soru, addetto al Reparto Servizi Magistratura del Comando Provinciale di Milano, vittima del coronavirus” →

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Coldiretti Calabria: emergenza Covid-19, un patto sociale tra le associazioni di categoria per fronteggiare la crisi e dare voce unitaria ai corpi intermedi

(49) Quello che l’Italia e la Calabria stanno vivendo è uno dei periodi più difficili dal dopoguerra sul piano sociale, sanitario ed economico.

Questo, ma non solo, ci spinge a ribadire comportamenti che consentano di evitare i contrasti e che siano invece generatori di coesione.

Non solo, vogliamo ribadire alla Politica e alle Istituzioni che è con noi che debbono interloquire, secondo il dettato della Costituzione repubblicana, quando sono chiamati a compiere scelte ed adottare decisioni che impattano sul mondo produttivo e del lavoro.

È con questo spirito che le Associazioni Datoriali della Calabria hanno stipulato un patto sociale che permetta di dare una voce unica, pur nelle sane distinzioni dialettiche.

Un atto di responsabilità, che mira a mettere da parte gli interessi dei singoli e a portare sui tavoli istituzionali e della politica gli interessi generali, con posizioni chiare, forti e condivise da tutti.

Le parti, inoltre, con la firma del patto si impegnano a garantire tra di loro la massima collaborazione, anche deontologica, il rispetto reciproco e l’unità di intenti pur nella sana dialettica collaborativa.

La nostra regione ha bisogno, più che mai in questo momento, di responsabilità evitando rivendicazioni o inutili discussioni, ma producendo solo atti concreti che facciano ripartire il territorio.

E proprio il richiamo alla deontologia e ai messaggi rivoluzionari nella loro semplicità, che consentano un cambio di passo per affrontare nodi presenti da tempo e che necessitano di essere sciolti per liberare le imprese, garantire l’occupazione e creare sviluppo.

Non c’è più tempo da perdere, ed è da una scuola di pensiero che bisogna partire se vogliamo evitare che, superata la fase di emergenza, si apra una crisi economica e sociale, che inevitabilmente avrà delle ripercussioni catastrofiche sulle nostre imprese e sui nostri lavoratori.

I firmatari: Eugenio Blasi (CASARTIGIANI), Nicodemo Podella (CIA CALABRIA), Francesco Rosa (CNA CALABRIA), Franco Aceto (COLDIRETTI CALABRIA), Alberto Statti (CONFAGRICOLTURA CALABRIA), Francesco Napoli (CONFAPI CALABRIA), Roberto Matragrano (CONFARTIGIANATO CALABRIA), Klaus Algieri (CONFCOMMERCIO CALABRIA), Vincenzo Farina (CONFESERCENTI CALABRIA), Damiano Sorace (COPAGRI CALABRIA) e Marcella Infusino (UECOOP CALABRIA).

 

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San Giorgio Morgeto (RC): i Carabinieri reggini consegnano computer portatili ai bambini per lo studio a distanza. Iniziativa solidale organizzata dal dirigente scolastico, con l’aiuto dei Commissari prefettizi e dei Carabinieri della Stazione

(109) Ieri mattina i bambini delle medie che frequentano l’Istituto Comprensivo di San Giorgio Morgeto hanno ricevuto una consegna Continue reading “San Giorgio Morgeto (RC): i Carabinieri reggini consegnano computer portatili ai bambini per lo studio a distanza. Iniziativa solidale organizzata dal dirigente scolastico, con l’aiuto dei Commissari prefettizi e dei Carabinieri della Stazione” →

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Petilia Policastro (Kr): la Stazione Carabinieri dona delle uova di Pasqua per i più piccoli

(108) I Carabinieri della Stazione di Petilia Policastro hanno donato trenta uova di pasqua alla locale Caritas, al fine di distribuirle ai bambini Continue reading “Petilia Policastro (Kr): la Stazione Carabinieri dona delle uova di Pasqua per i più piccoli” →

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Coldiretti Calabria: pranzo di Pasqua al tempo del coronavirus “Non mancherà nei piatti la qualità e la tradizione”. Circa 20 mila i pacchi spediti dai familiari ai calabresi in Italia e in Europa

(48) I consumi sono nettamente calati, ma anche con la Pasqua blindata, comunque ligi all’impegno a “restare a casa”, i calabresi cercano di trovare soddisfazione nel cibo, in cucina e a tavola, dove si stima che in Calabria verranno spesi per le festività pasquali circa 20milioni di €uro per prodotti tipici, vino e gli ingredienti delle ricette tradizionali. Per il pranzo di Pasqua al tempo del coronavirus – afferma Coldiretti – non mancherà nei piatti la qualità e la tradizione. L’emergenza coronavirus, che ci ha costretto a casa, ha cambiato solo in parte le abitudini di coloro che non vogliono rinunciare ai piaceri del palato, anche se si fa pesantemente sentire – sottolinea la Coldiretti – la chiusura forzata al pubblico di ristoranti, trattorie e agriturismi dove negli anni passati si registrava il pienone, con un taglio di almeno il 30% della spesa complessiva per il pranzo di Pasqua. Il pranzo di Pasqua e Pasquetta sarà rigorosamente ristretto al proprio nucleo familiare, quindi non ci potranno essere le consuete tavolate e gite fuori porta, ma le famiglie, non dimenticando gesti di solidarietà per chi è nel bisogno, si stanno organizzando ricercando le migliori ricette della tradizione nel rispetto della stagionalità, con menu realizzati in casa e tipici della tradizione. In un periodo che ha costretto tutti a industriarsi con le nuove tecnologie, c’è uno scambio anche in videoconferenza da parte dei più giovani con le proprie mamme e nonne per ricevere consigli preziosi. Il motivo conduttore – aggiunge Coldiretti – è l’utilizzo di prodotti freschi e di qualità nell’ambito della campagna #MangiaItaliano a difesa del Made in Italy. Quest’anno – annota Coldiretti – molti calabresi, a causa delle restrizioni imposte dalle ordinanze del Governo nazionale e regionale, non potranno fare, giustamente, ritorno a casa per passare come di consueto le festività della Santa Pasqua con i propri cari. Si tratta prevalentemente di lavoratori, lavoratrici e famiglie che risiedono in Italia e in Europa. Queste persone non vogliono, però, rinunciare alle prelibatezze calabresi e sta accadendo che dalla Calabria in questi giorni siano stati spediti circa 20 mila pacchi fatti in casa o da aziende specializzate per mantenere vivo legame e tradizione. Un pezzo di Calabria, prevalentemente agroalimentare, che rende felici le persone che sono lontane dalla propria terra e che racchiude un grande valore di affetto che scaturisce dal cuore di chi invia. Insomma, ci si ritrova, anche se lontani, insieme a tavola con le nostre eccellenze simbolo di unione e fraternità.

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Giffone (RC): spara diversi colpi di pistola contro l’autovettura dello zio, 24enne arrestato dai Carabinieri

(197) Una tensione famigliare che si protraeva nel tempo, qualche litigio e sguardo di troppo in strada, è questo il movente ricostruito dai Continue reading “Giffone (RC): spara diversi colpi di pistola contro l’autovettura dello zio, 24enne arrestato dai Carabinieri” →

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Rizziconi (RC): arrestato 20enne per violenza sessuale aggratava nei confronti di un minore di 14 anni

(106) Nel pomeriggio di lunedì, a Rizziconi (RC), su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, diretta dal Continue reading “Rizziconi (RC): arrestato 20enne per violenza sessuale aggratava nei confronti di un minore di 14 anni” →

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Torino: mascherine, la Guardia di Finanza scopre maxi frode doganale. Fioccano denunce per ricettazione, contrabbando aggravato, falso in atto pubblico, ricettazione e frode in commercio (video)

(119) In pochi giorni ha importato illecitamente e immesso in commercio centinaia di migliaia di mascherine.

La Guardia di Finanza di Torino ha scoperto il sistema truffaldino organizzato da un imprenditore trentaseienne di origini cinesi, titolare di un’azienda con numerosi punti vendita a Torino, che, approfittando della situazione emergenziale connessa alla diffusione del COVID 19, ha importato dalla Cina diversi containers di mascherine fornendo alla dogana false dichiarazioni con il solo fine di garantirsi uno “svincolo” rapido delle merci e, soprattutto, di superare eventuali operazioni di requisizione.

I Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego Torino, in collaborazione con il personale della Polizia Municipale e dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, hanno perquisito l’azienda coinvolta dove hanno sequestrato oltre 20.000 mascherine filtranti per le quali, in sede di importazione, era stata falsamente indicata quale destinazione, alcuni comuni della provincia di Cuneo i quali, successivamente, le avrebbero destinate alla popolazione tramite la Protezione Civile. Ad aggravare la posizione dell’imprenditore anche le diciture indicate sulla documentazione che accompagna la merce, che sempre al fine di sviare i controlli, riportavano la voce “capi d’abbigliamento” invece di articoli protettivi.

Effettivamente, una modesta quantità è poi finita a questi enti locali facenti capo al Comune di Caraglio (CN), “capo fila” per altri comuni tra di loro consorziatisi per questa necessità; ma altre 400.000 mascherine sono state rivendute ad aziende e privati in totale spregio delle direttive in questo momento in vigore.

Le mascherine importate illegalmente dall’imprenditore cinese sono state rinvenute anche in un’impresa di Settimo Torinese. Qua i Finanzieri hanno sequestrato oltre 25.000 dispositivi dove sulle scatole era ben chiara l’indicazione di destinazione: “Ospedale di Varese”. Il titolare dell’azienda è stato denunciato per ricettazione.

E così in pochi giorni i furbetti del “Qualcosa da dichiarare?” hanno intascato circa 1 milione di euro frodando così lo Stato. Ora dovranno rispondere di una sequela di reati: contrabbando aggravato, falso in atto pubblico, ricettazione, frode in commercio. Oltre 45.000, per ora, le mascherine sequestrate dai Finanzieri.

Le attività d’indagine sono state coordinate dalle Procure della Repubblica di Torino e Ivrea che consentiranno inoltre di procedere con le operazioni di requisizione, destinando così il materiale a contesti emergenziali attualmente in crisi.

Le indagini sono ancora in corso e dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino si raccomanda di porre la massima attenzione nell’acquisto dei dispositivi di protezione individuale; in questi giorni numerose aziende italiane hanno avviato delle produzioni lecite a prezzi concorrenziali che potranno garantire loro una ripartenza per il post emergenza.

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Roma: operazione “The Mask”, la Guardia di Finanza arresta imprenditore per turbativa di una gara milionaria bandita da CONSIP (video)

(118) Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito questa mattina, su delega della Procura della Repubblica capitolina, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del locale Tribunale nei confronti di Antonello IEFFI (classe 1978), indagato per i reati di turbativa d’asta e inadempimento di contratti di pubbliche forniture.

Le attività investigative, condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, hanno tratto origine da una tempestiva denuncia effettuata da CONSIP S.p.A. alla Procura della Repubblica di Roma, con riferimento a una serie di anomalie riscontrate nell’ambito della procedura di una gara, del valore complessivo di oltre 253 milioni di euro, bandita d’urgenza per garantire l’approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale e apparecchiature elettromedicali.

In particolare, il lotto n. 6 della gara, dell’importo di circa 15,8 milioni di euro, relativo alla fornitura di oltre 24 milioni di mascherine chirurgiche, veniva aggiudicato alla BIOCREA Società Agricola a Responsabilità Limitata. La medesima BIOCREA, con la sottoscrizione di apposito Accordo Quadro con CONSIP, si impegnava, tra l’altro, alla consegna dei primi 3 milioni di mascherine entro 3 giorni dall’ordine.

Sin dai primi contatti con la stazione appaltante pubblica, finalizzati all’avvio della fornitura, però, IEFFI, che interloquiva per conto dell’impresa sebbene non risultasse nella compagine societaria, lamentava l’esistenza di problematiche organizzative relative al volo di trasferimento della merce, asseritamente già disponibile in un punto di stoccaggio in Cina. Permanendo l’inadempimento alla data di scadenza prevista nel contratto per la prima consegna di mascherine, attraverso la collaborazione dell’Agenzia delle Dogane, veniva effettuata presso l’aeroporto cinese di Guangzhou Baiyun un’ispezione, che accertava l’inesistenza del carico dichiarato.

I successivi approfondimenti facevano emergere a carico di BIOCREA anche pregresse posizioni debitorie per violazioni tributarie, per oltre 150 mila euro nei confronti dell’Erario – non dichiarate in sede di procedura dalla società che, di converso, aveva invece falsamente attestato l’insussistenza di qualsiasi causa di esclusione –. Tale situazione comportava l’esclusione di BIOCREA dalla procedura e l’annullamento in autotutela da parte di CONSIP della intervenuta aggiudicazione.

L’indagine – definita dal G.I.P. «tempestiva rapida ed efficace» – ha consentito di dare pieno riscontro dei fatti denunciati e fornire ulteriori elementi idonei a rinforzare il quadro accusatorio, grazie anche alle intercettazioni telefoniche disposte d’urgenza dal PM e poi convalidate dal GIP .

In particolare, è stato ricostruito come IEFFI, essendo gravato da precedenti sia giudiziari (seppure non ancora definitivi) che di polizia, che avrebbero potuto inficiare la partecipazione alla gara, abbia cercato di dissimulare la riconducibilità a sé della BIOCREA – pur rimanendone l’esclusivo dominus – nominando come amministratore, in concomitanza con la pubblicazione del bando, un mero “prestanome” scevro da precedenti, V.S. (classe 1980), cui ha poi “ceduto” l’intero capitale sociale al prezzo di € 100.000, da corrispondere però tra due anni.

Inoltre, le risultanze acquisite hanno dimostrato come la BIOCREA, che ha un oggetto sociale del tutto estraneo al settore merceologico relativo alla gara (“coltivazione di fondi, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse”), fosse una “scatola vuota” destrutturata, caratterizzata da un vero e proprio stato di inoperatività, sintomatica della originaria e assoluta inidoneità della stessa, per totale assenza di dipendenti, strutture, mezzi e capitali, a far fronte alle obbligazioni nascenti da un contratto come quello originariamente aggiudicato.

Nonostante la palese incapacità operativa e finanziaria della BIOCREA, IEFFI ha partecipato all’appalto, accettando il rischio di non essere in grado di adempiere alla fornitura di milioni di mascherine nei tempi brevissimi dettati dallo stato emergenziale in atto, chiaramente indicati nel bando di gara: «una puntata d’azzardo – come evidenzia il G.I.P. nell’ordinanza – giocata sulla salute pubblica e su quella individuale di chi attendeva, e attende, le mascherine, che bene rende la capacità a delinquere del soggetto».

Sebbene il tentativo non sia andato a buon fine, IEFFI si è immediatamente riorganizzato per provare ad aggiudicarsi un altro appalto pubblico, questa volta relativo alla fornitura di guanti, occhiali protettivi, tute di protezione, camici e soluzioni igienizzanti, per un valore complessivo di oltre € 73 milioni di euro, utilizzando altro soggetto giuridico, essendo la BIOCREA ormai “bruciata”.

La nuova società – DENTAL EXPRESS H24 S.r.l. – presentava, però, una inesistente capacità economica pressoché sovrapponibile a quella della BIOCREA; in aggiunta, un socio e membro del consiglio di amministrazione risultava gravato da precedenti penali.

Anche in questo caso, all’esito dei controlli, CONSIP S.p.A. rilevava l’incompatibilità con i requisiti di partecipazione richiesti ed escludeva l’operatore economico dalla procedura.

Le investigazioni hanno consentito di accertare come IEFFI, nonostante tale provvedimento, si stesse adoperando per far figurare l’uscita dalla compagine sociale della persona gravata da precedenti in una data antecedente all’indizione della gara, sì da poter ricorrere alla giustizia amministrativa e rientrare in corsa per l’aggiudicazione dell’appalto.

Sfruttando la possibilità di depositare presso la Camera di Commercio l’atto di passaggio delle quote entro 30 giorni dalla sottoscrizione, si stava organizzando per predisporre, ora per allora, una retrocessione della partecipazione, sostenendo che sarebbe avvenuta «senza passaggio di denaro, altrimenti avremmo l’obbligo di far vedere anche il transito di denaro», per tornare formalmente in bonis.

L’indagine dimostra l’impegno quotidianamente profuso dalla Procura della Repubblica di Roma e della Guardia di Finanza per la tutela della salute e sicurezza pubblica, anche nel contrastare tutti i tentativi di illecita strumentalizzazione dell’attuale situazione emergenziale connessa alla diffusione del virus COVID-19.

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G.O.M. di Reggio Calabria: coronavirus, il bollettino di oggi 8 aprile 2020

(47) In seguito ai chiarimenti della Regione Calabria riguardo agli aggiornamenti sui dati relativi all’andamento dell’epidemia di COVID-19, il Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria riprende la divulgazione dei bollettini giornalieri specificando che il dato è cristallizzato alle ore 14.30, come disposto dal Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie della Regione.
La Direzione Aziendale del Grande Ospedale Metropolitano comunica che oggi sono stati sottoposti allo screening per CoViD-19 248 soggetti. Di questi, 1 è risultato positivo al test.
Ad oggi, i pazienti affetti da COVID-19 ricoverati in ospedale sono 41: 37 in degenza ordinaria e 4 in Terapia Intensiva. I pazienti deceduti sono 11 (oltre il signore deceduto all’ospedale di Melito Porto Salvo). I pazienti dimessi perché guariti sono 15.
Si raccomanda a chiunque voglia chiedere informazioni o in caso di sintomi sospetti di non recarsi al Pronto Soccorso, ma di contattare il numero Verde 1500 del Ministero della Salute e il numero Verde 800 76 76 76 della Regione Calabria.
Si esorta tutta la cittadinanza a rispettare le norme di sicurezza e restare in casa.

 

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Regione Calabria: coronavirus, il bollettino di oggi 8 aprile 2020

(46) In Calabria ad oggi sono stati effettuati 13527 tamponi. Le persone risultate positive al Coronavirus sono 859 (+26 rispetto a ieri), quelle negative sono 12.668.

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Dipartimento della Protezione Civile: coronavirus, il bollettino di oggi 8 aprile 2020

(45) Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento Continue reading “Dipartimento della Protezione Civile: coronavirus, il bollettino di oggi 8 aprile 2020” →

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Città di Metropolitana di Reggio Calabria: la Regione “censura” il G.O.M., Falcomatà “Torni indietro sui suoi passi e si scusi”

(145) «Il popolo di Reggio vuole sapere i reali motivi che si nascondono dietro la scelta di censurare l’informazione che, quotidianamente, il Grande Ospedale Metropolitano forniva sulla situazione dei contagi da coronavirus in città». Lo afferma il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà criticando la scelta dell’Ente guidato dal presidente Jole Santelli di «avocare a se l’intera filiera della comunicazione istituzionale sul Covid-19».

«La Regione – aggiunge Falcomatà – torni indietro sui suoi passi, chieda scusa e, piuttosto, ampli lo spettro delle comunicazioni diffondendo, come io stesso ho richiesto attraverso una nota ufficiale, dati precisi sui contagi divisi per sesso, fasce d’età ed ogni singolo Comune. Non è recidendo il rapporto di fiducia fra istituzioni e comunità che si risolvono problemi evidentemente interni e che, come affermato dalla stessa Regione, riguardano la gestione univoca dei flussi d’informazione».

«Non è accettabile – dice il sindaco – che mentre i cittadini pretendono, giustamente, chiarezza e massima trasparenza accettando sacrifici e ristrettezze sotto ogni punto di vista, adesso si impedisca d’imperio al Gom di divulgare il bollettino giornaliero sul numero dei tamponi effettuati e sugli eventuali esiti positivi degli stessi. Il Gom, anche sotto questo profilo d’interesse etico, era diventato centrale in quella che è la funzione sociale della medicina, basata sull’aggiornamento costante fornito alla popolazione, tenendola continuamente informata su ogni passo in avanti fatto nella battaglia contro questo virus beffardo. Quindi, non ci stancheremo mai di ringraziare medici, infermieri e operatori sanitari per la professionalità, i sacrifici ed anche per il modo ed metodo col quale si sono, fino a ieri, interfacciati con la gente. Attraverso i bollettini quotidiani ci hanno fatto sentire protagonisti, insieme, nella prima linea di una battaglia sociale che appartiene a tutti noi».

«La nota della Regione – afferma il sindaco Falcomatà – è priva di ogni senso. Anziché approfondire, allargare, integrare e migliorare l’informazione su quelli che sono i numeri della pandemia nella città di Reggio Calabria, da Catanzaro hanno deciso di chiudere l’informazione, ovvero l’unica cosa che doveva rimanere aperta in una regione che avrebbe dovuto tenere chiuso tutto il resto».

«Avevamo chiesto – ricorda infine il sindaco Falcomatà – dove fossero finiti i nuovi 15 contagiati riscontati dalla Protezione civile regionale, ma mai certificati dal Grande Ospedale Metropolitano. Che fine hanno fatto? Si sono persi? Dove sono questi numeri? Ciò basti a comprendere che non si può tagliare l’informazione quando, invece, servono maggiori chiarimenti. Chiedete scusa. Abbiate l’umiltà di farlo e dite che avete sbagliato perché nessuno è infallibile in questo mondo. E non ve lo chiede uno sindaco di un Comune che ha un’appartenenza politica diversa dalla vostra. Non c’entrano niente queste cose. Ve lo chiede un’intera comunità che sta facendo enormi sacrifici. Ve lo sta chiedendo un popolo. E le istituzioni, nei confronti del popolo, devono essere sempre credibili, altrimenti ognuno può arrogarsi il diritto di diffondere fake-news e bufale alimentando sospetti, incertezza e confusione. Tornate sui vostri passi: abbiate la serietà di saper chiede scusa e di dire che avete commesso un errore, che avete preso una decisione avventata senza tenere conto delle ricadute sociali sulla comunità».

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Comune di Reggio Calabria: l’Assessore alle Attività Produttive Anghelone “Grave carenza di liquidità delle imprese artigiane”

(144) L’Assessore alle attività produttive Saverio Anghelone interviene sulla grave carenza di liquidità che interessa le imprese artigiane Continue reading “Comune di Reggio Calabria: l’Assessore alle Attività Produttive Anghelone “Grave carenza di liquidità delle imprese artigiane”” →

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Brescia: arrestato spacciatore a passeggio col cane per evitare i controlli

(117) Nell’ambito delle misure urgenti varate dall’Autorità di Governo attinenti al contenimento e contrasto dei rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus COVID-19, le pattuglie di tutti i Reparti del Comando Provinciale di Brescia, provvedono nell’alveo delle specifiche competenze istituzionali, al controllo sulle limitazioni attinenti alle attività commerciali, disciplina dei prezzi, contraffazione dei marchi, rispetto del codice del consumo e, contestualmente, ai controlli sulla limitazione della circolazione delle persone.

Nello specifico, sabato scorso, un 59enne di Botticino, nel pieno rispetto delle norme sulla mobilità, stava portando a passeggio il proprio cane nelle immediate vicinanze dell’abitazione. Nonostante sembrasse una situazione ordinaria, l’uomo, dopo aver visto una pattuglia dei “baschi verdi” della Compagnia di Brescia che si stava avvicinando, sorprendendo anche il proprio animale, improvvisamente accennava una corsa per allontanarsi a piedi.

L’insolito comportamento ha insospettito i militari che hanno immediatamente il fermato l’uomo che in quel momento non riusciva nemmeno a riferire il motivo per cui fosse fuori casa. I Finanzieri, dopo aver proceduto all’identificazione della persona, riscontravano che si trattava di una persona con precedenti penali per vari reati, tra cui l’illecita detenzione di armi e lo spaccio di stupefacenti. Approfondendo il controllo, i “baschi verdi” scoprivano che il tranquillo uomo a passeggio con il cane nascondeva sulla persona 12 dosi di cocaina già pronte e confezionate per lo spaccio da consumare molto presumibilmente a seguito di appuntamento. L’attività proseguiva con la perquisizione dell’abitazione in cui venivano rinvenuti ulteriori 10 grammi di cocaina, 20 grammi di marjuana, un bilancino di precisione e materiare per confezionare le dosi.

Il 59enne veniva quindi arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio e sottoposti a sequestro, oltre alla droga, 870 euro in contanti ed un telefono cellulare.

In applicazione del protocollo per la celebrazione da remoto delle udienze di convalida dell’arresto e successivo rito direttissimo sottoscritto in data 20.03.20 tra Tribunale, Procura della Repubblica ed Ordine degli avvocati di Brescia, il lunedì successivo si è svolto in video-collegamento il processo per direttissima che si è concluso con il patteggiamento da parte dell’arrestato della pena di 1 anno e 5 mesi di reclusione ed una multa del valore di 3.500 euro. L’arrestato ha partecipato telematicamente all’udienza dalla

postazione appositamente predisposta presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia.

L’intervento eseguito conferma l’attenzione e l’efficacia dei controlli delle Fiamme Gialle bresciane anche in questo periodo di particolare e delicato impegno operativo a tutela della sicurezza e della salute pubblica.

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Brindisi: la Guardia di Finanza scopre truffa delle mascherine, denunciato imprenditore di Francavilla Fontana e sequestrati oltre 700.000 euro (video)

(116) I finanzieri della Compagnia di Francavilla Fontana, nell’ambito dei servizi di polizia economico-finanziaria, predisposti dal Comando Provinciale di Brindisi, per contrastare le condotte di chi – approfittando dell’attuale situazione emergenziale correlata alla diffusione del c.d. “Coronavirus” – si rende responsabile di pratiche anti-concorrenziali attraverso manovre speculative sui prezzi ovvero vende prodotti sanitari non conformi alle norme vigenti, hanno scoperto un piano truffaldino, nella fornitura di “mascherine FFP3”, perpetrato in danno di oltre 100 tra farmacie, parafarmacie, associazioni di volontariato operanti sull’intero territorio nazionale.

Tenuto conto dell’onda lunga dell’attuale ingente richiesta di dispositivi di protezione individuale, i prodotti pubblicizzati, attraverso il web, venivano falsamente proposti come disponibili e già pronti per la spedizione, previo pagamento anticipato del corrispettivo a mezzo bonifico bancario.

Dopo aver riscontrato le preliminari informazioni acquisite sul territorio e, all’esito della ricezione di una denuncia inoltrata da uno dei soggetti truffati, i responsabili delle condotte illecite ovvero il titolare di una ditta di Francavilla Fontana (BR) che opera nel commercio all’ingrosso di imballaggi unitamente a suo padre, sono stati segnalati all’A.G. per il reato di truffa.

Successivamente, la Procura della Repubblica di Brindisi ha disposto l’esecuzione di perquisizioni locali ed acquisizioni telematiche, che hanno permesso di acclarare l’assoluta indisponibilità dei prodotti reclamizzati, a fronte di ordini raccolti per circa 100.000 unità, con prezzi che oscillavano tra i 5,80 euro e 7,50 euro per singola mascherina. Sono state, altresì, sottoposte a sequestro le somme relative a tutti i bonifici seguiti dalle vittime della truffa per un totale oltre 700.000 euro.

Le indagini sono tuttora in corso tenuto conto che potrebbero esserci altri soggetti economici tuttora in attesa della spedizione dei dispositivi ordinati e già pagati.

La presente attività costituisce un’ulteriore testimonianza della costante attenzione rivolta dalla Guardia di Finanza di Brindisi, in un momento di particolare emergenza sanitaria ed economica dell’intero Paese, alla salvaguardia della salute dei cittadini ed alla tutela degli imprenditori onesti.

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Foggia: la Guardia di Finanza dona 9430 litri di alcool etilico (frutto di due sequestri) alla Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo ed all’ASL per la produzione in house di disinfettanti galenici (video)

(115) Il Comando Provinciale di Foggia, su autorizzazione del Tribunale e della Procura della Repubblica di Foggia, ha devoluto gratuitamente, all’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo ed alla ASL della Provincia di Foggia, 9.430 litri di alcool etilico per la produzione in house di disinfettanti galenici, da utilizzare in ambito ospedaliero e presso i servizi territoriali sanitari della Provincia.

Il prodotto devoluto proviene da sequestri eseguiti dai finanzieri delle Compagnie di Manfredonia e Foggia durante due distinte operazioni di polizia a contrasto del traffico illecito di prodotti alcolici immessi in consumo nel territorio foggiano senza assolvere le imposte dovute (IVA e Accise).

In relazione allo stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 sull’intero territorio nazionale, attesa la carenza sul mercato di alcool etilico e disinfettanti, è stata manifestata al Comando Provinciale di Foggia, dal Servizio farmaceutico della ASL della Provincia di Foggia e dall’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (FG), l’esigenza di potersi rifornire di alcool etilico da impiegare per la realizzazione di preparazioni galeniche disinfettanti e antisettiche.

Da una ricognizione dei sequestri di alcool etilico effettuati nel tempo dai Reparti della Guardia di Finanza di Foggia, sono stati individuati e rimessi alla valutazione delle strutture sanitarie alcuni lotti che per caratteristiche chimiche sono stati ritenuti idonei per la produzione di disinfettanti galenici.

Dopo aver selezionato il prodotto, sono state poste in essere pertinenti iniziative finalizzate alla devoluzione gratuita dell’alcool etilico agli Enti sanitari richiedenti.

È stato infatti chiesto e ottenuto il nulla osta dalle competenti Autorità giudiziarie (Tribunale – Sezione Penale Giudicante e Procura della Repubblica di Foggia), che hanno dissequestrato il prodotto e disposto la sua cessione gratuita a beneficio dell’ASL di Foggia e dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (FG).

Contestualmente, l’Agenzia Dogane e Monopoli – Ufficio delle Dogane di Foggia – ha rilasciato due distinte autorizzazioni “al trasferimento ed al successivo impiego di alcole etilico oggetto di sequestro giudiziario, per la produzione di disinfettanti galenici da utilizzare in ambiente ospedaliero”, a beneficio dei seguenti Enti, per le rispettive quantità:

  • litri 8.000 all’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, parte di un sequestro della Compagnia di Manfredonia di 32.500 litri di alcool;
  • litri 1.430 al Servizio farmaceutico dell’ASL della Provincia di Foggia, sequestrati dalla Compagnia di Foggia,

sequestri operati entrambi per le ipotesi di reato di cui agli artt. 41 e 43 del Testo Unico sulle Accise (D.Lgs. n. 504/195).

I trasferimenti dell’alcool, dal luogo di giudiziale custodia sino al nosocomio di San Giovanni Rotondo e al Servizio Farmaceutico della ASL di Foggia, sono avvenuti sotto la scorta dei militari delle Compagnie della Guardia di finanza di Manfredonia e Foggia.

L’evento di rilievo riportato testimonia l’attenzione e la vicinanza della Guardia di Finanza nei confronti di tutto il personale ospedaliero: medici, infermieri e operatori socio sanitari, impegnati in prima linea nelle strutture sanitarie dedicate all’emergenza epidemiologica nazionale da Covid-19, che devono essere messi nelle condizioni ideali per poter operare in sicurezza nell’interesse primario dei degenti e dell’intera collettività.

 

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