Bari: Guardia di Finanza, operazione anti-usura “Nuda Proprietà”. Sequestrato un immobile del valore di un milione (video)

(261) La Guardia di Finanza di Altamura – coordinata dal I Gruppo Bari – ha eseguito, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, un decreto di sequestro preventivo nei confronti di un condannato in via definitiva per delitti contro la Pubblica Amministrazione, residente a Gravina in Puglia (BA), avente per oggetto un intero stabile del valore di oltre 1 milione di euro, profitto del reato di usura.

Si tratta di M.C., nativo di Gravina in Puglia (BA), classe 1960, pluripregiudicato e con carichi pendenti per reati – tra gli altri – di usura, turbata libertà degli incanti ed estorsione, nonché con precedenti di polizia per reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, ricettazione, riciclaggio, in materia di armi e di sostanze stupefacenti.

Le indagini sono state avviate a seguito della presentazione di una denuncia da parte di una vittima di usura – casalinga e senza reddito – residente a Gravina in Puglia (BA), la quale, trovandosi in stato di bisogno, si era rivolta al pluripregiudicato gravinese chiedendogli un prestito. In particolare, il denaro le serviva anche per far fronte alle spese di ordinaria e straordinaria amministrazione che avrebbe dovuto affrontare a seguito della morte del padre, con il quale viveva – unitamente alla madre – nello stabile di proprietà del defunto genitore. Sebbene la denunciante avesse assicurato la restituzione del prestito una volta che la propria madre avesse ottenuto la pensione di reversibilità, l’indagato, invece, aveva subordinato la dazione del denaro alla donazione in proprio favore della nuda proprietà dell’immobile, del quale la madre avrebbe conservato l’usufrutto fino alla sua morte. Tenuto conto del rilevante valore dell’immobile, pari a oltre un milione di euro, la vittima non aveva, tuttavia, accettato la proposta.

Con l’aggravarsi del disagio economico, però, la donna non riusciva più a sostenere finanche le spese quotidiane, come ad esempio il pagamento delle bollette per le utenze domestiche o del meccanico per la riparazione dell’auto. Tale situazione, dunque, la induceva ad accettare 20.000 € in contanti consegnati dall’usuraio, accondiscendendo – suo malgrado – alla donazione del 50% della nuda proprietà dell’immobile.

A seguito di un ulteriore prestito concesso dall’indagato sotto forma di pagamento delle bollette e di altri debiti contratti dalla vittima nei confronti di altre persone relativi alle spese quotidiane, l’usuraio – approfittando della grave situazione di difficoltà finanziaria della donna – riusciva ad ottenere la donazione del restante 50% della nuda proprietà dell’immobile. Da quel momento i rapporti fra i due si deterioravano profondamente raggiungendo il culmine del disaccordo a giugno 2017, quando la madre della vittima veniva a mancare e l’uomo acquisiva la piena proprietà dell’immobile donato, conseguendo così un vantaggio usuraio, pari al 3.000% del prestito concesso alla vittima.

I Finanzieri baresi hanno ricostruito l’intera vicenda grazie alla preziosa collaborazione della malcapitata, nonché incrociando le numerose dichiarazioni di persone informate sui fatti con la copiosa documentazione (tra cui, assegni, matrici di assegni contenenti appunti manoscritti riferiti ai pagamenti dei debiti della vittima, bollettini di conto corrente) sequestrata nel corso di una perquisizione effettuata presso l’abitazione dell’usuraio.

L’immobile sequestrato – che è stato oggetto di un’importante ristrutturazione effettuata da parte dell’indagato allo scopo di adibirlo a B&B – è stato affidato in custodia ad un amministratore giudiziario nominato dall’A.G., ma alla vittima dell’usura ne è stato, comunque, concesso l’utilizzo.

La presente attività costituisce un’ulteriore testimonianza del presidio anti-usura assicurato dalla Guardia di Finanza che è stato, da ultimo, rafforzato in questo particolare momento di crisi anche economica e finanziaria che sta interessando il nostro Paese a causa della diffusione dell’epidemia da COVID-19. Infatti, in questo complicato scenario le famiglie in difficoltà, i lavoratori in nero e/o stagionali potrebbero rappresentare un ulteriore bacino di utenza per le attività usurarie della malavita, ragione per cui le Fiamme Gialle baresi hanno incrementato gli sforzi investigativi per alzare ancora di più la guardia nella prevenzione e nel contrasto di questa insidiosa “piaga” sociale.

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Cuneo: Guardia di Finanza, operazione “Secure Mask”. Eliminati dal mercato più di 80.000 DPI non sicuri per un valore di un milione

(260) L’azione del Corpo della Guardia di Finanza, a tutela dei consumatori e della salute pubblica continua costante in questo delicato momento, anche attraverso il presidio dei mercati nazionali ed il monitoraggio delle importazioni da Paesi extra UE.

Nell’ambito di un’autonoma attività istituzionale, posta in essere a seguito di una segnalazione pervenuta da un Reparto del Corpo nel bergamasco, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Cuneo hanno sottoposto a controllo un carico di dispositivi di protezione giunto dalla Cina.

Dalle prime evidenze, infatti, i prodotti venduti al dettaglio nell’area lombarda, distribuiti in Italia da un commerciante all’ingrosso braidese, non erano corredati della documentazione prevista dalla normativa vigente, pur considerando le recenti semplificazioni dettate dalla decretazione emergenziale.

In particolare, dalle indagini svolte dai finanzieri del Gruppo di Bra, è emerso che la Società di importazione cuneese nelle ultime settimane ha introdotto nel territorio nazionale più di 80.000 dispositivi di protezione (FFP2: Filtering Face Piece 2), per un valore all’acquisto di circa mezzo milione di euro ed un valore commerciale al dettaglio di più di un milione, non assistiti dalle richieste certificazioni di conformità, in violazione, tra l’altro, del Regolamento UE 2016/425, né legittimati dalla procedura in deroga di recente introdotta dal Governo italiano.

L’efficace sinergia operativa tra i diversi Reparti del Corpo, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Asti, ha consentito di intervenire in maniera immediata, evitando che la gran parte dei prodotti irregolari venissero acquistati da ignari consumatori.

Con il contributo di ben 26 Reparti della Guardia di Finanza, distribuiti su tutto il territorio nazionale, si è proceduto quindi al sequestro dei dispositivi non certificati, prima della scoperta erogati ai commercianti al dettaglio, eliminando prodotti inidonei a tutelare la salute dei cittadini e lasciando spazio alla vendita di beni regolarmente immessi sul mercato.

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Roma: Guardia di Finanza, operazione “Opium”. Disarticolata organizzazione narcotrafficante pakistana ed afghana che riforniva la capitale di eroina (video)

(259) Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del locale Tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, nei confronti di 10 persone originarie del Pakistan e dell’Afghanistan, accusate di far parte di un’associazione per delinquere dedita al traffico di eroina su scala internazionale.

Le indagini, eseguite su delega della D.D.A. e sviluppate con la proficua collaborazione della National Crime Agency britannica, anche grazie al coordinamento assicurato dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Ministero dell’Interno, hanno permesso di riscostruire l’operatività di un agguerrito sodalizio, facente parte di un vero e proprio network del narcotraffico, dotato di notevoli risorse economiche e di importanti disponibilità di stupefacente da destinare ai propri sodali dislocati in vari Paesi europei (oltre all’Italia, Gran Bretagna, Grecia, Olanda e Francia).

 

In particolare, l’organizzazione criminale, capeggiata da ZAD GUL Muslim (classe 1970) – destinatario del provvedimento coercitivo – e che aveva stabilito a Roma la base operativa da cui coordinare le importazioni per tutta l’Europa, in gran parte operate utilizzando i cosiddetti “ovulatori” o “ingoiatori”, era contraddistinta da una “doppia anima”, locale e globale:

  • locale poiché aveva accentrato in alcuni quartieri romani, in particolare a Torpignattara – zona caratterizzata da una forte presenza afghana e pakistana – le fasi di stoccaggio e consegna della droga;
  • globale in quanto capace, grazie a un’articolata rete di conoscenze e connivenze, di: proiettarsi in diverse aree geografiche, invadendo piazze di spaccio anche solo per brevi periodi; reperire l’eroina attraverso molteplici canali internazionali, mantenendo costanti e dirette relazioni “commerciali” e criminali con i Paesi d’origine, Afghanistan e Pakistan.L’approfondita analisi del circuito relazionale di tutti gli indagati permetteva di scoprire, tra l’altro, come due degli elementi di spicco dell’organizzazione – MAROFKHIL Bakhtulla (classe 1985) e MAROOF Khan Zaman (classe 1978) detto Zazai, entrambi oggetto di misura cautelare – avessero tra i loro contatti di facebook un soggetto con cui avevano condiviso fotografie in cui venivano ritratti nella locale Piazza Vittorio. In altre foto postate sul social network quest’ultimo soggetto veniva immortalato armato di pistola e fucile mitragliatore AK 47.

Nel corso degli accertamenti, durati oltre un anno, gli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma hanno arrestato 9 corrieri di nazionalità pakistana, afghana e siriana e sequestrato oltre 25 chili di stupefacente di altissima qualità.

Analogamente a quanto avviene in seno alle organizzazioni di più elevata caratura criminale, gli indagati reagivano ai vari interventi repressivi cercando di comprenderne le “cause”, pianificando nuove strategie operative e garantendo ai corrieri tratti in arresto una sorta di “mutua assistenza criminale”, ossia assistenza legale nel processo e aiuti economici ai familiari.

L’esecuzione dell’odierno provvedimento cautelare testimonia l’impegno profuso quotidianamente dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalle Fiamme Gialle capitoline nella tutela della legalità e nel contrasto alla criminalità organizzata, anche internazionale.

 

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A.S.P. di Reggio Calabria: SarsCoV2, il bollettino di oggi 27 maggio 2020

(253) La Direzione Sanitaria dell’ASP di Reggio Calabria comunica che il 27 maggio 2020, sul Territorio Provinciale, sono stati sottoposti allo screening per “COVID19” 160 nuovi soggetti.

Gli esami diagnostici, eseguiti presso il Laboratorio del Polo Sanitario Ex-INAM di via Willermin di Reggio Calabria, sono risultati positivi per 1 solo soggetto.

I pazienti in “Assistenza Sanitaria Domiciliare” sono 25, con monitoraggio quotidiano delle loro condizioni da parte del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’ASP-RC in collaborazione con i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta.

I soggetti posti in “Quarantena Domiciliare” sono in totale 1884, gran parte dei quali provenienti da fuori regione.

Si raccomanda alla cittadinanza in caso di sintomi sospetti di non recarsi al Pronto Soccorso, ma di rivolgersi al proprio Medico di Medicina Generale, al Pediatra, o di contattare il Numero Verde 1500 del Ministero della Salute o il Numero Verde 800 76 76 76 della Regione Calabria.

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G.O.M. di Reggio Calabria: SarsCoV2, il bollettino di oggi 27 maggio 2020

(252) La Direzione Aziendale del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria comunica che in data Continue reading “G.O.M. di Reggio Calabria: SarsCoV2, il bollettino di oggi 27 maggio 2020” →

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Regione Calabria: SarsCoV2, il bollettino di oggi 27 maggio 2020

(251) In Calabria ad oggi sono stati effettuati 63.372 tamponi. Le persone risultate positive al Coronavirus sono 1.158 (+1 rispetto a ieri), quelle negative sono 62.214.

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Dipartimento della Protezione Civile: SarsCoV2, il bollettino di oggi 27 maggio 2020

(250) Continua l’impegno del Dipartimento nelle attività di coordinamento di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale Continue reading “Dipartimento della Protezione Civile: SarsCoV2, il bollettino di oggi 27 maggio 2020” →

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Coldiretti Calabria: Aceto “La discarica di Campolescio a Castrovillari deve essere tombata. No a soluzioni dilatatorie”

(249) Ritorna di grande attualità, oltretutto all’inizio della stagione turistica che già ha i suoi problemi a causa del Coronavirus, il tema delle Continue reading “Coldiretti Calabria: Aceto “La discarica di Campolescio a Castrovillari deve essere tombata. No a soluzioni dilatatorie”” →

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Città Metropolitana di Reggio Calabria: il Sindaco Falcomatà “Momento positivo per il porto di Gioia Tauro, ma sia resa operativa la Zona Economica Speciale”

(217) “E’ uno dei momenti migliori per il Porto di Gioia Tauro. L’aumento dei traffici e la presenza di una nave cosi importante e prestigiosa, Continue reading “Città Metropolitana di Reggio Calabria: il Sindaco Falcomatà “Momento positivo per il porto di Gioia Tauro, ma sia resa operativa la Zona Economica Speciale”” →

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Gioia Tauro (RC): Autorità Portuale, primo porto del Mediterraneo per l’ultra-large portacontainer Sixin MSC (video)

(216) La Sixin Msc ha fatto il suo ingresso nel Mediterraneo, toccando per la prima volta il porto di Gioia Tauro. Per celebrare l’evento, questa Continue reading “Gioia Tauro (RC): Autorità Portuale, primo porto del Mediterraneo per l’ultra-large portacontainer Sixin MSC (video)” →

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Salerno: Guardia di Finanza, scoperta falsa cieca. Dal 2013 percepiva 700€ al mese, sequestrati beni e liquidità per oltre 73.000 euro (video)

(257) La Guardia di Finanza, su disposizione della Procura della Repubblica di Salerno, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca, emesso dal Tribunale di Salerno, per un importo complessivo di oltre 73 mila euro, relativo a beni e denaro nella disponibilità di V.C., di anni 66, indagata per il reato di truffa aggravata ai danni dell’INPS.

L’attività investigativa dei militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Salerno, con pedinamenti, appostamenti e videoriprese, ha permesso, infatti, di riscontrare che V.C. conduceva in realtà una vita del tutto normale, incompatibile con la patologia a lei riconosciuta e che quindi la donna aveva percepito indebitamente per oltre sette anni l’indennità di accompagnamento pari a 700 euro mensili riservata ai ciechi assoluti.

 

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Napoli: Guardia di Finanza, smantellata associazione per delinquere dedita al traffico di abbigliamento contraffatto prodotto in Turchia e Cina (video)

(256) Dalle prime ore di questa mattina, i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli stanno dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, nei confronti di 10 soggetti (9 italiani e uno straniero), di cui 4 destinatari di arresti domiciliari, 2 di divieto di dimora nella Regione Campania e 4 di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I destinatari del provvedimento sono ritenuti gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata alla produzione e commercializzazione di prodotti contraffatti, frode nell’esercizio del commercio, vendita di prodotti industriali con segni mendaci e ricettazione.

Le attività di indagine, coordinate dalla locale Procura della Repubblica – D.D.A., hanno permesso di raccogliere gravi indizi di reità nei confronti di un’articolata organizzazione criminale, strutturata secondo una definizione di ruoli e incarichi puntualmente determinati, in grado di contare su canali di approvvigionamento anche stranieri (Turchia e Cina) e su una fitta rete distributiva sia fisica che on-line, dislocata in maniera capillare nelle province di Napoli, Bologna, Caserta, Salerno e Roma.

I prodotti, identici agli originali, venivano commercializzati in negozi e outlet multi brand (unendoli ad articoli genuini), ovvero venduti on-line, truffando in tal modo gli ignari consumatori sia in Italia che all’estero.

Per l’approvvigionamento della merce dall’estero l’associazione poteva disporre di un proprio diretto referente, con precedenti specifici, stabilmente domiciliato a Istanbul, da dove curava i rapporti con i fornitori di quel Paese, oramai divenuto punto di riferimento internazionale per il rifornimento di capi contraffatti.

Per il commercio via internet, l’associazione poteva contare su una sede operativa in Nocera Inferiore dove disponeva di uffici attrezzati con strumenti informatici, un vero e proprio call center per i contatti telefonici con i clienti e un annesso deposito e show-room, da dove veniva gestito il traffico di abbigliamento e accessori contraffatti, venduti in Italia e all’estero attraverso un apposito sito internet, sfruttando altresì piattaforme di vendita di prodotti on- line. Sono state monitorate vendite a clienti ubicati oltre che in Italia, anche in Germania, Slovenia, Francia, Grecia e Danimarca.

Tra i destinatari dell’odierno provvedimento figurano anche alcuni commercianti al dettaglio che dopo essersi riforniti di abbigliamento contraffatto dai promotori dell’organizzazione lo univano ad altri articoli regolari proponendolo per la vendita

GENERALITÀ DEI SOGGETTI DESTINATARI DEL PROVVEDIMENTO:

Arresti domiciliari:

  1. CALIFANO Aniello, nato a Pagani (SA) il 22 gennaio 1978, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.
  2. GRAMMATICA Mario, nato a San Marcellino (CE) il 20 gennaio 1972, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.
  3. OZENC Ahmet, nato in Turchia il 2 dicembre 1950, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.
  4. PANNULLO Dario, nato a Nocera Inferiore (SA) il 8 ottobre 1986, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.

Obbligo di divieto di dimora nella Regione Campania:

  1. MELE Vincenzo, nato a Napoli il 7 gennaio 1977, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.
  2. VITOLO Gianfranco, nato a Pagani (SA) il 27 febbraio 1976, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.

Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria:

  1. BIANCO Massimo, nato a San Giuseppe Vesuviano (NA) il 29 novembre 1970, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.
  2. NACCHIA Fabrizio, nato a Pagani (SA) il 15 aprile 1986, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.
  3. GARZILLO Catello, nato a Nocera Inferiore (SA) il 30 aprile 1990, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.
  4. RUGGIERO Tripoli Giovanni, nato a Nocera Inferiore (SA) il 20 marzo 1991, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.

 

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Brindisi: Guardia di Finanza, operazione “San Silvestro 2018”. Esecuzione di misura cautelare nei confronti di 9 soggetti per traffico internazionale di sostanze stupefacenti (video)

(255) Questa mattina, i Finanzieri del Comando Provinciale di Brindisi, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, nei confronti di 9 indagati (di cui 5 in carcere e 4 ai domiciliari) residenti nelle province di Brindisi, Lecce e Bologna.

Le indagini hanno svelato l’operatività di un’organizzazione criminale radicata nel territorio brindisino, dedita al traffico internazionale di ingenti quantitativi di marijuana proveniente dall’area balcanica.

Le attività, avviate dai militari della Compagnia di Brindisi nel 2017, hanno consentito di ricostruire l’intera filiera dell’illecito traffico, dall’approvvigionamento presso le consorterie criminali balcaniche sino alla ricezione dello stupefacente lungo il litorale pugliese ad opera di soggetti residenti.

Una volta giunte sulle coste italiane, le partite di stupefacente venivano temporaneamente stoccate sino al successivo trasferimento verso acquirenti finali dislocati su tutto il territorio nazionale.

Al termine delle investigazioni, alla luce degli elementi di prova raccolti, la D.D.A. di Lecce nella persona del Sostituto Procuratore – Dott.ssa Giovanna CANNARILE – richiedeva al competente G.I.P. l’emissione di un’Ordinanza di Custodia Cautelare eseguita, oggi, nei confronti di n. 9 indagati.

L’attività odierna, nel confermare la perfetta sinergia operativa attuata tra i Comandi territoriali e il Reparto Operativo Aeronavale di Bari, nonché la stabile e consolidata collaborazione con le Autorità di Polizia albanesi, per il tramite del Nucleo di Frontiera Marittima della Guardia di Finanza di stanza a Durazzo ha permesso di sgominare il sodalizio criminale e, in sintesi, di:

  • denunciare 24 soggetti, appartenenti all’organizzazione;
  • arrestare 15 responsabili in flagranza di reato;
  • sequestrare, complessivamente: 3.750 kg. circa di marijuana, 50 kg. di hashish, oltre 1 kg. di cocaina, 1 kg. di eroina, 6 imbarcazione e 3 autovetture.

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Oristano: Guardia di Finanza, maxi confisca di beni appartenenti all’ing. Pinna in applicazione della normativa antimafia. Il Tribunale di Nuoro dispone la definitiva requisizione di un patrimonio di quasi 9 milioni (video)

(254) Importantissimo risultato conseguito dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della G. di F. di Oristano a tutela del buon andamento del mercato dei beni e servizi e del bilancio della Regione Sardegna e degli Enti locali.

Le Fiamme Gialle, al termine di complesse indagini di natura patrimoniale durate quattro anni, coordinate dalla Procura della Repubblica di Oristano, hanno eseguito il decreto di confisca emesso dal Tribunale di Nuoro (divenuto esecutivo con sentenza della Suprema Corte di Cassazione) su un significativo patrimonio appartenente o riconducibile al PINNA e ai suoi familiari.

Gli accertamenti di natura economico-finanziaria fatti dagli uomini della Guardia di Finanza di Oristano, anche attraverso mirate indagini bancarie e patrimoniali, hanno consentito di dimostrare come il PINNA abbia, nel tempo, accumulato ricchezze e tenuto un tenore di vita sproporzionati rispetto ai suoi profili reddituali.

L’articolata opera di analisi e la certosina ricostruzione delle dinamiche relative al patrimonio dell’intera famiglia, infatti, hanno permesso di delineare compiutamente l’esistenza di una netta sproporzione tra le “entrate” ufficiali e le “uscite” dei suoi componenti, a fronte dell’effettivo tenore di vita manifestato (al netto, pertanto, dei redditi derivanti da fonti lecite).

Gli atti di confisca riguardano beni, quali, tra gli altri, conti correnti, quote sociali di n. 3 società, terreni e immobili di pregio nel territorio dei comuni di Cagliari, Aglientu, Palau e San Teodoro nonché n. 4 autovetture e n. 1 motoveicolo, per un valore stimato complessivo di oltre 8,6 milioni di euro.

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Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, operazione “Le Piramidi”. Maxi truffa per oltre un centinaio di risparmiatori, disarticolata associazione per delinquere ed eseguiti sequestri di beni immobili, disponibilità finanziare e preziosi per 1,5 milioni in Italia ed all’estero (video)

(253) Questa mattina è stata data esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso, su richiesta della Procura della Repubblica, di Reggio Calabria diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, dal G.I.P. presso il locale Tribunale, per un valore complessivo di circa 1.500.000 di euro nei confronti di n.3 soggetti appartenenti ad una associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti di truffa aggravata mediante la raccolta e gestione di risparmi, la vendita di strumenti finanziari fasulli ed a struttura piramidale, in assenza delle prescritte autorizzazioni in danno di oltre un centinaio di risparmiatori dislocati su tutto il territorio nazionale.

Tra gli indagati anche un funzionario – ora in pensione – di un Istituto di credito che ha fornito il proprio supporto ai membri dell’associazione nell’individuazione dei potenziali clienti.

Le complesse indagini eseguite dal Comando Provinciale della Guardia di Finanzia di Reggio Calabria e dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria hanno consentito, tra l’altro, di tracciare le ricchezze illecitamente accumulate dagli indagati, e pertanto sono stati sottoposti a sequestro disponibilità finanziarie detenute su conti corrente ubicati in Italia e nell’isola di Tenerife (Spagna), terreni siti in Reggio Calabria e 127 oggetti preziosi tra cui diamanti, collane, bracciali, anelli in oro, orologi di alto valore altre pietre preziose e 241 monete di argento.

La citata misura cautelare reale deriva dalla convergenza di più attività investigative coordinate dal Dott. Gerardo Dominijanni, Procuratore Vicario, e dal sostituto procuratore Marco Lojodice, che hanno consentito di rilevare come gli indagati, agendo sotto lo schermo di società finanziarie appositamente costituite in Italia e all’estero, si facessero consegnare somme di denaro dai malcapitati clienti prospettandogli il reinvestimento in fondi di risparmio promettendo tassi di interesse particolarmente allettanti, talvolta anche fino al 40%.

I membri dell’associazione incameravano, quindi, le somme e – successivamente al fine di rendere più credibile lo schema truffaldino – provvedevano al rimborso, ancorché solo parziale delle stesse, in piccole “tranche” e mediante ricariche su carte prepagate.

Peraltro, a fronte delle somme ricevute a titolo di investimento, gli indagati facevano in modo che i soggetti truffati stipulassero polizze assicurative fittizie a garanzia degli investimenti, riuscendo così ad incamerare indebitamente ulteriori somme di denaro. Tali falsi piani assicurativi, gestiti da uno dei sodali mediante una società nel padovano, oltrea dare una parvenza di garanzia all’investimento, incoraggiavano i potenziali clienti a stipulare i predetti strumenti finanziari.

Le articolate indagini esperite hanno consentito altresì di rilevare che gran parte degli investimenti avveniva mediante la stipula di contratti di associazione in partecipazione all’interno di strutture piramidali (c.d. “Multi level marketing”), tra le quali i networks “Adamax”, “Unetenet”, “TelexFree” e “Lirbertagià”, gestiti dal principale indagato.

In particolare si tratta di tipologie di reti il cui core business è il sistema di pacchetti di affiliazioni e di vendite, tipico del c.d. “Schema Ponzi”, che prospetta agli investitori un rendimento proporzionale alla capacità di reclutamento di nuovi sottoscrittori dei piani di investimento. I clienti venivano, pertanto, posti di fronte ad una allettante possibilità di conseguire guadagni mediante il loro inserimento a titolo oneroso in una c.d. “Catena di Sant’Antonio”, facendo credere loro che, per ottenere maggiori compensi, avrebbero dovuto far inserire e dunque “reclutare” nuovi soggetti. In realtà, gli indagati hanno rimborsato i malcapitati clienti solo parzialmente, trattenendo gran parte delle somme investite.

Anche in questa vicenda è stata determinante la ricostruzione dei flussi finanziari, agevolata dal supporto informativo contenuto in alcune segnalazioni di operazioni sospette pervenute al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria per fini di prevenzione antiriciclaggio. Lo sviluppo investigativo di tali preziose informazioni ha costituito, come spesso capita in questo tipo di indagini, un imprescindibile strumento di supporto utile ad orientare le investigazioni ed aggredire i patrimoni di provenienza illecita.

Il provvedimento cautelare eseguito costituisce la conclusione di un complesso iter investigativo che dimostra – ancora una volta – la costante azione della Guardia di Finanza nella ricerca e repressione dei più gravi crimini di matrice economico – finanziaria e nell’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati.

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A.S.P. di Reggio Calabria: SarsCoV2, il bollettino di oggi 26 maggio 2020

(248) La Direzione Sanitaria dell’ASP di Reggio Calabria comunica che il 26 maggio 2020, sul Territorio Provinciale, sono stati sottoposti allo screening per “COVID19” 199 nuovi soggetti.

Gli esami diagnostici, eseguiti presso il Laboratorio del Polo Sanitario Ex-INAM di via Willermin di Reggio Calabria, non hanno evidenziato nuovi soggetti positivi.

I pazienti in “Assistenza Sanitaria Domiciliare” sono 25, con monitoraggio quotidiano delle loro condizioni da parte del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’ASP-RC in collaborazione con i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta.

I soggetti posti in “Quarantena Domiciliare” sono in totale 1820, gran parte dei quali provenienti da fuori regione.

Si raccomanda alla cittadinanza in caso di sintomi sospetti di non recarsi al Pronto Soccorso, ma di rivolgersi al proprio Medico di Medicina Generale, al Pediatra, o di contattare il Numero Verde 1500 del Ministero della Salute o il Numero Verde 800 76 76 76 della Regione Calabria.

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G.O.M. di Reggio Calabria: SarsCoV2, il bollettino di oggi 26 maggio 2020

(247) La Direzione Aziendale del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria comunica che in data Continue reading “G.O.M. di Reggio Calabria: SarsCoV2, il bollettino di oggi 26 maggio 2020” →

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Regione Calabria: SarsCoV2, il bollettino di oggi 26 maggio 2020

(246) In Calabria ad oggi sono stati effettuati 62.255 tamponi. Le persone risultate positive al Coronavirus sono 1.157 (+0 rispetto a ieri), quelle negative sono 61.098

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Dipartimento della Protezione Civile: SarsCoV2, il bollettino di oggi 26 maggio 2020

(245) Continua l’impegno del Dipartimento nelle attività di coordinamento di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale Continue reading “Dipartimento della Protezione Civile: SarsCoV2, il bollettino di oggi 26 maggio 2020” →

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