Reggio di Calabria: Filomena Cutrupi “Come si combatte la ‘ndrangheta?”

(50) Riceviamo e pubblichiamo. “La nostra azienda è stata vittima di una richiesta di estorsione, la mia famiglia ha subito forti minacce, ma nonostante tutto ha deciso di ribellarsi alla 'ndrangheta denunciando gli estorsori che sono finiti in carcere.

 

Ma lo Stato invece di tutelarci ha preferito "marchiarci" con un'interdittiva antimafia (basata su un processo riguardante mio padre, dal quale è risultato assolto in tutti i gradi di giudizio). Ancora una volta l'ingiustizia si accanisce contro le persone oneste. Questo per me rappresenta una profonda sconfitta: come madre che ha deciso di "creare futuro"; come figlia orgogliosa di un padre che, contro tutto e tutti, non ha mai smesso di essere una persona onesta; come socia e dipendente di un'azienda che dopo ad aver denunciato la 'ndrangheta si trova costretta a dover licenziare 30 persone; e come donna calabrese che si batte ogni giorno per creare qualcosa di bello, di innovativo e di pulito in questa terra che viene sporcata con disonestà e squallore. Allora vi chiedo a gran voce: come si combatte la 'ndrangheta? Vorrei una risposta in un paese in cui la legalità sembra combattersi solo a parole”. Filomena Cutrupi.

Gentilissima signora Menia, è evidente come il suo crudo interrogativo presume una ed una sola risposta: la 'ndrangheta si combatte facendo quello che ha fatto Lei e la Sua famiglia! Denunciando! La vicenda che sinteticamente ci ha raccontato ha chiaramente del paradossale e del contraddittorio al tempo stesso. Un'interdittiva antimafia a chi la mafia ha denunciato, un provvedimento di quello stesso Stato che dovrebbe proteggerci e cautelarci e che invece ci disillude, non avrebbe potuto e dovuto abbattere la Vostra azienda soprattutto se scaturita da vicende giudiziarie da cui Suo padre è uscito assolutamente indenne. E' vero, "l'ingiustizia si accanisce contro le persone oneste". A volte, però, sembra riuscirci bene anche la giustizia (con la g minuscola). Chi Le scrive sa cosa si avverte in simili situazioni ed è per questo che, adesso, La invito a non mollare ed a non lasciarsi vincere dallo scoramento. Sarà difficile e tortuosa la strada ma, come si suol dire, il tempo è galantuomo e la Giustizia (stavolta con la G maiuscola) arriverà a restituirLe quel sorriso con cui è immortalata nella foto che ho scelto. Con stima, Maurizio Gangemi.   

 

 

Qui il video che ha ricevuto migliaia di condivisioni pubbliche: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/02/28/imprenditore-denuncia-clan-e-viene-colpito-da-interdittiva-antimafia/344285/#disqus_thread

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Author: Maurizio Gangemi