(33) Nell’aprile del 1915 – esattamente cento anni fa – veniva pubblicata negli Stati Uniti una raccolta poetica che ebbe subito uno strepitoso successo di vendite al punto che il suo autore, Edgar Lee Masters, un avvocato della grande provincia americana, che amava la letteratura e la poesia, divenne immediatamente celebre.
La “Spoon River Anthology”, questa grande raccolta di epitaffi funebri dell’America profonda, il cui modello fu fornito all’autore dagli epigrammi della Antologia Palatina, una raccolta poetica che raccoglie il meglio della poesia epigrammatica greca, e soprattutto dal libro VII che contiene una serie di brevi epitaffi funebri, come raramente suole accadere per un’opera di poesia, incontrò il favore del pubblico che nei diversi componimenti, dove uomini e donne, giovani e meno giovani, narravano in breve la propria vita e la propria morte, vide specchiata la propria stessa esistenza intessuta di poche grandezze e grandi miserie morali e materiali, le proprie aspirazioni spesso frustrate, i fallimenti e il venir meno degli ideali. Pur specchio della realtà americana più profonda la “Spoon River Anthology” contiene comunque nei propri versi quella universale umanità dolente che ne ha fatto un testo poetico di successo anche in Europa e in paesi, come l’Italia, dalle tradizioni letterarie più ricche e sofisticate anche se talora più fredde e compassate. La traduzione in lingua italiana dell’Antologia – tuttora un classico – risale al 1941 ed è opera di una Fernanda Pivano, ancor giovanissima, alla quale Cesare Pavese diede in dono il testo di Masters. La pubblicazione avvenne nel 1943, in piena guerra mondiale, e da allora il testo poetico ebbe nel nostro Paese numerosissimi lettori, divenendo il testo preferito anche di decine di adolescenti che nei versi dell’Americano scoprivano e nascondevano l’ansia un po’ romantica, tipica degli adolescenti, di crescere e amare, nascosta e confusa con il timore della morte. A cento anni di distanza che ne è dell’opera di Masters e dell’Antologia? Risponde e mantiene oggi la sua forza, può offrirsi quale modello per la più giovane generazione di poeti? E’ quello che l’Associazione Culturale Anassilaos tenterà di scoprire attraverso una serie di manifestazioni dedicate all’opera che avranno inizio martedì 20 gennaio alle ore 17,30 presso la Sala di San Giorgio al Corso con una conversazione della Prof.ssa Francesca Neri. In un secondo incontro – da definire – i poeti dei Lunedì di Anassilaos renderanno omaggio al poeta Masters con un recital di testi tratti dall’Antologia, tradotti e rielaborati per l’occasione da Carlo Menga. Un terzo incontro infine renderà omaggio all’Antologia di Spoon River nella interpretazione musicale di uno dei più grandi artisti del nostro Paese, Fabrizio de Andrè. Sarà Nanni Barbaro, responsabile della sezione teatro dell’Anassilaos e il gruppo teatrale e musicale dallo stesso organizzato, a riproporre l’ormai classico lavoro dell’artista ligure pubblicato nel 1971 “Non al denaro, non all’amore né al cielo”. Ai poeti del Lunedì infine l’invito – che è anche una proposta – avanzato dalla responsabile e dalla vice responsabile Poesia Pina De Felice e Lilly Arcudi di provare a confrontarsi con i temi della poesia dell’Antologia – che in Italia ha l’esempio grandissimo dei Sepolcri di Foscolo – realizzando una Antologia reggina. Quale migliore omaggio infatti ad un poeta che quello di continuarne l’opera?