Turino e Infortuna (Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale) rispondono al prof. Galli della Loggia “Sicuro che gli interessi dei calabresi sarebbero meglio tutelati da un prefetto?”

(125) Riceviamo e pubblichiamo. “E magari sentire dire anche a qualcuno di loro che l’interesse dei calabresi e dei siciliani onesti sarebbe molto meglio tutelato da qualunque prefetto nominato da Roma, anziché dai miserabili politicanti di Reggio, di Cosenza o di Palermo”.

 

Parole dure quelle di Ernesto Galli della Loggia apparse domenica scorsa sul Corsera in un articolo di fondo, in parte condivisibile, salvo la gaffe su cui l’illustre penna è “inciampata” su un tema particolarmente sensibile in terra calabra, quello dei commissariamenti dei comuni. A rispondere nel silenzio di tutte le forze politiche, che si definiscono “principali”, è solo Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, che per il Prof. Galli della Loggia ha una domanda: “E’ proprio sicuro che gli interessi dei calabresi onesti sarebbero meglio tutelato da un prefetto nominato da Roma? Eppure l’esempio di Reggio Calabria dovrebbe essere emblematico – proseguono Gianfranco Turino, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e Manuela Infortuna, delegata reggina all’Assemblea nazionale del partito -. Dopo quasi 2 anni di commissariamento invitiamo Galli della Loggia ad intervistare un qualsiasi reggino e chiedergli se preferisca il “miserabile politicante” o ancora quell’Uomo di Stato, rappresentato dal commissario prefettizio, che alla ghiotta occasione di una poltrona romana prepara lesto la valigia e abbandona la città dello Stretto. Cosa ha significato il commissariamento di Reggio Calabria? La risposta la danno proprio i due esponenti di FdI-AN: «Asili nido chiusi, terzo settore azzerato, costante emergenza spazzatura, impianti sportivi chiusi, acque inquinate, uno dei tassi di disoccupazione più alti d’Italia, economia stagnante e con tasse alle stalle per servizi, quelli di cui sopra, inesistenti. Commissari sempre trincerati nelle stanze di Palazzo San Giorgio, che non partecipano alle commemorazioni della rivolta di Reggio Calabria o il 19 Luglio scorso non commemorano la strage di Via D’Amelio, ma sono così immediatamente pronti a concedere il patrocinio al Gay Pride”. La condanna all’operato dei commissari prefettizi è, dunque, totale da parte del partito di Giorgia Meloni. Adesso con le imminenti elezioni Reggio Calabria, la prima città capoluogo ad aver subito l’onta di un commissariamento prefettizio, vuole solo archiviare una delle pagine più brutte della sua storia, quella appunto dei prefetti nominati da Roma e guardare al futuro. “Siamo certi – concludono Turino e Infortuna – che qualsiasi amministratore locale, anche il più inetto, anche uno di sinistra, non sarebbe riuscito a fare peggio di questi “uomini dello Stato” che hanno fatto capire quanto in realtà lo Stato sia lontano da Reggio e da tutta la Calabria”.

 

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Author: Maurizio Gangemi