(45) Riceviamo e pubblichiamo. Siamo un gruppo di famiglie affidatarie che da anni vivono l’esperienza dell’affido. L’affido viene regolamentato dalla legge 149/01, che modifica la legge 184/83, e tratta del diritto del minore a vivere, crescere ed essere educato nell’ambito di una famiglia, perciò il minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo è affidato ad una famiglia, preferibilmente con figli minori, o ad una persona singola, in grado di assicurargli il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e le relazioni affettive di cui egli ha bisogno.
Ognuna delle famiglie affidatarie ha motivazioni individuali che spingono in questa direzione, ma sicuramente tutte abbiamo dei denominatori comuni: il desiderio di compiere un servizio alla società civile; la volontà di offrire una possibilità di riscatto a minori, che altrimenti sarebbero segnati, prima ancora di nascere, dalle enormi difficoltà in cui la famiglia di origine vive e da cui non riesce a districarsi; la consapevolezza che la responsabilità educativa dei minori sia un atto che può dare grandi soddisfazioni, ma estremamente faticoso. Certo nessuno ci obbliga a fare affido: è una scelta! Una scelta che, lo prevede la legge summenzionata, lo prevedono le linee guida della Regione Calabria, dovrebbe essere supportata dalle Politiche sociali (regionali e comunali), dall’Azienda sanitaria (locale o provinciale), dal Tribunale per i minorenni, ecc.. Dalla nostra Regione, addirittura, ogni anno viene fatta un’opera di sensibilizzazione e promozione all’affido in risposta al dictat di cui sopra che il minore ha diritto a vivere in una famiglia, piuttosto che in istituto, che, tra l’altro dovrebbero essere chiusi fin dal 2006. Sembrerebbe quindi un lavoro di cooperazione positivo. Ma la nostra esperienza di affido dice tutt’altro… A parte la fatica naturale che la scelta porta con sé e di cui ognuno di noi, come dicevamo sopra, è consapevole, noi dobbiamo districarci fra uffici, burocrazie e provvedimenti di cui non siamo attori, ma dobbiamo subirli, senza sapere né chi, né come, né quanto. Per esempio: le nostre richieste al Tribunale dei minori, quali: autorizzazione a fare la carta d’identità al minore, chiarificazione di provvedimenti sui minori fatti senza consultarci, rinnovo del provvedimento di affido scaduto o quant’altro, rimangono nel silenzio per anni e a nulla vale reiterare la richiesta o addirittura servirsi, a proprie spese, di un legale. Sappiamo che i bambini in istituto hanno diritto all’esenzione del ticket, qualcuno (?) dice che tutti i bambini in affidamento ne hanno diritto, ma, a parte la libera interpretazione di qualche pediatra, non siamo riusciti ad avere chiarezza su questa cosa. Le linee guida, sopra menzionate, emanate dalla Regione Calabria, fin dal dicembre 2007, sono un bel Testo normativo, che darebbe risposte e soluzioni a tanti problemi, ma ancora non sono stati messi in pratica, nel suo insieme. Il contributo economico previsto dalla legge, diventa una battaglia fra noi, politiche sociali, assessorato alle finanze, ufficio del Sindaco (ora commissari) ecc. ecc. Attualmente siamo con oltre un anno di ritardo e ogni volta dobbiamo fare la figura degli accattoni elemosinando il nostro diritto, a volte ci trasformiamo in detectives, per riuscire a sapere se sono arrivati contributi dalla Regione oppure dipende dall’amministrazione locale. Infine vogliamo fare una riflessione. La Legge 149/01 prevede un periodo massimo di due anni eventualmente prorogabili con provvedimento del Tribunale per i Minorenni. L’affido può essere progettato per brevi periodi, medio lunghi, in base all’esigenza del minore e alle caratteristiche delle relazioni familiari e delle motivazioni dell’affidamento. Di fatto non è così. Abbiamo affidi che durano una vita e finiscono con il raggiungimento della maggiore età del minore, senza che la situazione della famiglia di origine cambi, perché allora non pensare a soluzioni diverse ed eventualmente rendere adottabili tali bambini? Ecco esposta, senza entrare nei dettagli che potrebbero essere anche inquietanti, una panoramica delle nostre difficoltà che sempre più ci fa gridare: QUALE AFFIDO A REGGIO CALABRIA? Lettera firmata.