Riferimenti: la Musella “Scioglimento per mafia degli enti locali: non basta privare i politici dei loro ruoli!”

(366) Adriana Musella, presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”, facendo seguito alle osservazioni fatte dal Procuratore di Reggio Calabria Cafiero De Raho sullo scioglimento per mafia degli Enti locali, giudica indispensabile una revisione della legge ritenendola la non idonea ma alquanto insufficiente al fine del corretto funzionamento della macchina amministrativa.

 

La Musella rileva che “Nonostante le infiltrazioni della criminalità organizzata negli enti locali non si contino, il legame mafia-politica, malgrado tutto, è sempre più serrato e diffuso”. Secondo la presidente di “Riferimenti” “Non basta arrestare i politici o allontanarli dai loro ruoli, sciogliendo gli enti sia esso Sedriano in Lombardia o  Plati in Calabria. Al di là della politica troppo spesso rappresentante ed espressione degli interessi mafiosi – sottolinea – l'esistenza di  una burocrazia che è lo strumento indispensabile per le operazioni illecite”. Per la Musella “Nei comuni sciolti per mafia la burocrazia dovrebbe essere destinata con comandi ad altre sedi si da impedire la reiterazione del reato. Così però – rileva ancora – non avviene: ciascuno resta al proprio posto e scompaiono soltanto i consiglieri comunali per dare luogo al commissariamento”. "Ci sarebbe da auspicare – dichiara – una rivisitazione della legislazione antimafia ma la politica non pare interessata all'argomento, visto che la parola mafia sembra ormai abrogata dal loro dizionario. Il problema rimane per intero a chi vive la trincea quotidiana, molto lontana dagli scanni aurei di Camera e Senato. L'antimafia come la mafia, è una cosa seria che non può essere affrontata se non vivi o hai vissuto il problema. Purtroppo nel nostro Paese anche questo diventa un argomento di comodo e di convenienza, in barba alle vittime e ai morti ammazzati. L'antimafia, l'ho detto sempre, è un sentimento e come tale può appartenenti o meno ma certo non si può consentire che divenga strumento di potere, d'immagine o peggio ancora di business".

 

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Author: Maurizio Gangemi