(361) Una tavola rotonda ha inaugurato a Rimini,l'insediamento del Coordinamento Nazionale antimafia “Riferimenti” in Riviera Romagnola. Referente provinciale è stato nominato l'avvocato Vainer Nanni.
All'incontro hanno partecipato i magistrati Cesare Sirignano per la Procura di Napoli, Paolo Giovagnoli Procuratore Capo di Rimini, il prefetto Claudio Palomba, Arcangelo Badolati capo redattore della Gazzetta del Sud e Adriana Musella con un collegamento in videoconferenza che ha aperto i lavori. I relatori hanno evidenziato come Rimini sia diventata la capitale italiana del riciclaggio grazie all'evasione e alla vicina San Marino. La mafia in Riviera lavora in camicia e cravatta, è quella che è più difficile da combattere rispetto a quella che lascia a terra morti ammazzati. Veste i panni puliti dell'intermediazione finanziaria;gli usurai hanno i colletti bianchi. Il turismo e' uno dei settori maggiormente esposto al rischio riciclaggio e la mafia tende ad impossessarsi delle attività economiche per lavare i proventi dei propri traffici illeciti. Ristorazione, alberghi, night club, bische, gioco d'azzardo, abbigliamento, edilizia, finanziarie, sono i settori più esposti alle infiltrazioni mafiose e anche quelli dove si verificano diversi turnover nella titolarità delle aziende. Camorra e 'ndrangheta sono le due associazioni criminali che si spartiscono gli affari. Le mani della Mafia sugli alberghi della riviera: la voce gira ormai da anni. Prima sono sussurri, poi voci, poi inchieste giornalistiche e, alla fine, arriva la conferma. Dati alla mano, dieci hotel sono sospettati di essere controllati dalla mafia. E' quanto emerge dal monitoraggio fatto dalla Prefettura di Rimini su duecento alberghi dell’intera provincia. Strutture ricettive che negli ultimi tre anni sono passate di mano o hanno registrato cambiamenti nell'assetto societario. Il sostituto procuratore di Napoli,Cesare Sirignano, ha evidenziato che la Camorra in Riviera è quella dei casalesi. L'operazione "Minor" ha portato all'arresto di 20 persone e al sequestro di beni per milioni di euro tra cui due nightclub club. Non bisogna dimenticare che proprio a Rimini è stato arrestato Carmine Schiavone, figlio di “Sandokan” che ,a capo del clan dei casalesi, controllava il flusso finanziario tra la Riviera e San Marino. La 'ndrangheta, invece, ha ribadito Badolati, fa capo alla cosche cosentine e crotonesi. Sequestrate bische, hotel, pizzerie, stabilimenti balneari. Attività estorsiva aggravata che ha ridotto alla fame decine di imprenditori romagnoli da Rimini a Riccione a San Marino. La teoria che la mafia attecchisce al sud per mancanza di lavoro è profondamente errata. Questo può valere per l'utilizzo di giovani disoccupati cui le organizzazioni offrono lavoro sporco, assoldandoli per pochi soldi. La mafia al sud ha le sue radici, il proprio radicamento territoriale ma li dove investe è il nord. E' proprio qui che finiscono i soldi che puzzano di morte e sangue. Il pensiero comune ha dovuto abbandonare, la visione tradizionale del mafioso legata al proprio territorio e capire che lì dove prospera un'economia florida, la mafia ha interesse a mettere le mani. Questo è stato il caso dell'Emilia Romagna ma anche della Lombardia, del Piemonte, del Veneto e della Liguria. “Prendendo in prestito le parole di Leonardo Sciascia possiamo affermare – ha concluso il procuratore Giovagnoli – che così come le palme, da piante esotiche, trovano nuovi terreni fertili verso il nord del pianeta così la mafia risale la Penisola”.