(141) Dopo solo tre mesi si ripresenta il problema difficile della spazzatura e ci troviamo a discutere al centro pierre di poesia, cultura, narrativa in mezzo a cumuli di spazzatura che arrivano quasi in mezzo alla strada.
Siamo strabiliati di tanta indifferenza come se non riguardasse la collettività e assistiamo attoniti al modello che si vuole dare, anche inconsapevolmente, alle nuove generazioni. Possiamo mai dire ai nostri figli: “Metti la carta nella spazzatura non buttarla per terra” o al vicino: “Non fare urinare il cane sul nostro portone o sulla ruota della nostra auto” quando la spazzatura ci invade in maniera romantica, spazzando via la poesia di quello che viene definito Reggio città turistica. Ripetiamo quello già detto in altre occasioni cioè che quello che sta succedendo nella nostra città, le brutture che ci vengono trasmesse resteranno indelebili impresse in noi nei piccoli e negli adulti, attraverso montagne di spazzatura che si stagliano nel nostro animo e se continua cosi ci impediranno di sognare e di creare poesia unico mezzo per crescere e vivere meglio tra di noi. I sogni lavorano con odori, sapori, paesaggi chissà come si comporterebbe Trilussa, o l’esteta D’annunzio o ancora il nostro poeta Giunta di fronte a cotanto scempio in via Santa Caterina 124. Se continua così non sforneremo poeti ma mostri di brutture e della città turistica rimarrà solo l’odore…di spazzatura.