Lettera al Direttore: quando si è creditore delle Istituzioni è un calvario. Salvatore Strangi “Sig.ra Squillacioti, pur non avendo io le opportune conoscenze, paghi quanto dovutomi da 3 anni!”

(331) Riceviamo, pubblichiamo e…

Sig.ra Squillacioti, buongiorno

sono il Dr. Salvatore Strangi, Consulente del Tribunale di Palmi dal quale sono stato incaricato di svolgere diverse CTU per ricostruzioni contabili di differenze retributive avviate da dipendenti di codesta Azienda Sanitaria.

 

Svolgo tali incarichi a partire dal 2009 e per taluni di essi, per i quali  il Tribunale ha posto a carico di codesta ASL le relative spese, ho inoltrato richiesta di giusto pagamento con invio anche delle relative fatture. Quelle rimaste ancora non pagate, sono le seguenti 5, per il cui saldo mi vengono rappresentate (sic!) da parte degli uffici di D.G. di codesta ASP (per ultimo il 14.10.2013 pomeriggio), delle situazioni a dir poco, paradossali, assurde, kafkiane (se non ricorda il termine o non lo conosce, se ne faccia spiegare il significato da qualcuno, non è un'offesa alla sua cultura o intelligenza, è che i manager come lei a volte non si ricordano bene di certe analisi, presi come sono da cose molto importanti e Kafka, poveretto, rimane lì…), dicevo, vicende che cozzano non solo con la corretta gestione della P.A., ma a mio modesto avviso possono integrare anche gli estremi di comportamenti omissivi (da parte di chi li ha attuati) penalmente rilevanti; ma di questo se ne occuperà sicuramente il Giudice in sede penale che andrò a interessare. Ecco i dettagli: 1) Sentenza n. 1384/2010 per la cui ctu redatta ho emesso la fattura di € 380,10 al lordo in data 9.11.2010 esattamente TRE anni addietro e per la quale c'era già stata proposta di delibera n. 323 del 2.3.2011; a distanza di anni dopo ripetuti solleciti, pomeriggio del 14 c.m. un solerte funzionario della D.G. mi comunica che per tale pagamento non vale più quella proposta (proprio così !)  ma se ne deve fare un'altra con i connessi tempi tecnici per il relativo pagamento (tradotto in termini popolari, significa mesi a venire per una persona normale come me); 2) Sentenza n. 1361/2010, con fattura emessa per € 381,00 per la quale c'é stata una proposta n. 324 del 2010, identica cosa della precedente; 3) Sentenza n.702 / 2011 per la cui ctu redatta ho emesso fattura di € 430,40, c'è stata la proposta n. 650 del 22.06.2011, identica cosa delle precedenti; 4) Sentenza n. 231/2012 per cui ho redatto la fattura di € 479,80 rimessa a codesta ASP in data 17.10.2012 con racc. AR n. 21312493 (insieme con la documentazione di cui alla fattura sotto riportata al seguente n. 5) e regolarmente ricevuta dai competenti uffici,  SE NE SONO PERSE LE TRACCE NEL SENSO CHE NESSUNO DEGLI IMPIEGATI DA ME CONSULTATI  SA DOVE SIA ANDATA A FINIRE; 6) Sentenza n. 1995/2011 per cui ho redatto fattura di € 671,90 il 18.01.2012 (poi rettificata il 16.10.2012 in € 793,70 per intervenute variazioni fiscali), liquidatami per un importo non corrispondente al credito vantato, con bonifico pervenutomi in data 22.10.2013 (proprio ieri !!). Non sono qui ad importunarla riepilogando le circa 200 (diconsi DUECENTO) telefonate da me fatte tendenti ad ottenere il pagamento delle mie spettanze, durante le quali mi sono sentito più volte umiliato pur richiedendo cose mie legittime, e pensi poi come mi sia potuto sentire quando qualcuno dei suoi collaboratori mi disse di venire di persona lì e fare un pò di anticamera da lei, perchè è lì che avrei risolto il problema (ovviamente il malcapitato oltre un sostenuto rimprovero, ha ricevuto un vaffa di quelli da stadio ); son qui però per dirle solamente, citando un esempio che indirettamente mi riguarda, quanto si è partigiani, tracotanti e prepotenti in qualche settore presso codesta Azienda: delle spese di ctu a me spettanti, i cui dettagli ho riportato sopra al n. 5, mi sono state già liquidate proprio ieri, insieme con quelle del dipendente interessato (mandato n.16402-delib.n.482) che probabilmente avrà avuto … i suoi buoni uffici per sollecitare tale liquidazione (anche se con errore da parte di codesti uffici per un importo non esatto, per la fretta forse dettata dalla celerità inconsueta); ma comunque non è tanto quest’aspetto dell’errore che importa, quanto invece, che ciò è sintomatico del fatto che se c'è qualcuno che sollecita, che possiede le giuste conoscenze, le liquidazioni si effettuano, altrimenti rimangono ferme per anni (e per le mie, siamo ancora al primo triennio!!!!). Mi chiedo, cosa hanno fatto i responsabili dell'ufficio personale, di quello proposte delibere e ragioneria, per fare scorrere correttamente le priorità, se lo chiede lei questo di tanto in tanto ? e per tornare al caso, vediamo se ci riesce, se è all'altezza di verificare il perchè di questa fretta a liquidare le spettanze di cui le ho detto, lasciando indietro anni di altre liquidazioni precedenti, sarà forse lei in grado di intervenire presso quell'aitante autore della marachella della liquidazione al creditore più recente…ne dubito!!! Ma le vorrei anche chiedere, non prova vergogna a sentire che avvengono queste cose, nella qualità di amministratore apicale unico di quest'Azienda che l'ha vista competere in mille battaglie giudiziarie a difendere e/o a conquistare codesto posto ambito da tanti? Ma non prova vergogna ad incassare le migliaia di euro al mese per le sue spettanze stipendiali/manageriali quando c'è chi, come me, che attende da anni una liquidazione di spettanze molto più modeste?, forse finora non ne era a conoscenza, altrimenti…!!! Ma non si sente non realizzata per l’incarico ricevuto, a sedersi in quell’ufficio che notoriamente e quotidianamente è destinatario di proteste della utenza, dei dipendenti (la cui totalità – salvo poche eccezioni – è fatta di lavoratori attenti e coscienziosi) e delle Istituzioni locali, che guarda caso accusano i vertici di inefficienza e/o di non proficua amministrazione, senza potere incidere nemmeno su situazioni paradossali come queste che le ho detto? Ma lei ritiene sia normale per un creditore attendere circa tre anni per ottenere il pagamento di proprie legittime spettanze? Le sue spettanze, di grazia, sono in arretrato? Mi chiedo ancora (e termino con le domande) se racconta alla propria famiglia ed ai propri collaboratori cosa ha fatto di buono ad ogni giornata per quest'Azienda e per le popolazioni purtroppo da lei amministrate, senza badare solo ed esclusivamente ad una pseudo produttività sul cui altare sacrificare tutto!!! Io sono, mio malgrado, per traslato di posizioni e di tempi, un suo suddito, dal punto di vista amministrativo/sanitario, ma mi creda che non le riconosco proprio le qualità per così dire regali. Le aggiungo infine, che già in data 22.11.2011 tramite l’Ufficiale Giudiziario di Palmi avevo notificato a codesta Azienda la richiesta e il sollecito di pagamento delle mie spettanze. Con i risultati che le ho riepilogato. Assuefatto a queste angherie ??? ma proprio NO ! Le auguro di stare bene in salute, principalmente, e di andare a … fare tanta produttività aziendale. Dr. Salvatore Strangi. Gioia Tauro, 23.10.2013.

…, ad ogni buon conto, ricordiamo: Il Corriere della Calabria, 28 febbraio 2013: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/12723_la_squillacioti_verso_le_dimissioni/; Il Corriere della Calabria, 28 marzo 2013: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/13454_la_procura_di_catanzaro_apre_un_fascicolo_sulla_squillacioti/; Il Dispaccio, 24 aprile 2013: http://www.ildispaccio.it/reggio-calabria/20676-pasquale-tripodi-sferza-scopelliti-sull-ospedale-di-melito-porto-salvo-e-attacca-la-dirigenza-dell-asp-non-ha-requisiti-ex-lege; Il Corriere della Calabria, 29 aprile 2013: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/politica/14242_come_ti_cambio_la_sanit_nominando_i_miei_amici/; Il Dispaccio, 29 aprile 2013: http://www.ildispaccio.it/dossier/20867-il-reggino-monteleone-racconta-per-report-il-sistema-calabria-della-sanita; Il Corriere della Calabria, 31 maggio 2013: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/politica/15066_gli_incompatibili_della_sanit/; Il Corriere della Calabria, 25 luglio 2013: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/16494_manager_incompatibili_invito_a_comparire_per_squillacioti_e_orlando/; Il Corriere della Calabria, 04 agosto 2013: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/Politica/16719_caso_squillacioti_laut_aut_del_dg_orlando/.

Il Direttore risponde. Egregio dr. Strangi, ho ricevuto la Sua lettera giratami per cortesia e, so, inoltrata anche al Ministero della Salute ed al Governatore on. Scopelliti. Dopo la garbata conversazione di ieri, la Sua vicenda non fa altro che rafforzare in me la certezza che, in Italia, c'è moltissima gente che vive tra mille difficoltà anche perchè creditore nei confronti dello Stato e delle sue Istituzioni periferiche. Ricordo qualche tempo fa un servizio giornalistico che, più o meno, titolava così "Chiuso per crediti". In sostanza, tra le migliaia di aziende che quotidianamente abbassano le proprie saracinesche, oltre che per i debii accumulati anche per pagare le tasse, ve ne sono alcune che chiudono perché non ricevono in tempi utili quanto spettantegli proprio dalle casse statali. Lei è un libero professionista ma la Sua storia è assimilibile a quelle di tantissime persone perbene che, vantando crediti – non da privati ma dallo Stato – sono costretti quasi ad urlare affinché gli venga riconosciuto un proprio diritto. L'Italia non è certo più un Bel Paese, questo lo sappiamo tutti, e si figuri se mai lo possa essere la Calabria che di esso è uno spaccato dove, a volte, tutto viene amplificato per le notorie sue contraddizioni. E' evidente che ciò che chiede Le spetta di diritto ma, ahinoi, la parola "diritti" l'ascoltiamo nelle campagne elettorali in cui tutti si riempiono la bocca demagogicamente salvo poi fottersene pensando ai propri interessi. Gentile dr. Strangi, personalmente, da anni ormai, ho cominciato a dubitare e ad avere sempre meno fiducia in quelle che una volta con rispetto si chiamavano Istituzioni. Quotidianamente vivo sulla mia pelle di semplice cittadino, direttamente o indirettamente, ingiustizie sociali al limite dell'immaginazione. Leggendo i giornali o guardando i telegiornali a volte resto basito dal lerciume che mi/ci circonda. Ovunque mi volti vedo, purtroppo, malaffare, truffatori, corruzione, abusi, violenze (anche e soprattutto psicologiche) e sempre più distante il significato della parola "diritto". Ciò che ci tocca c'è sempre qualcuno pronto a farcelo passare come un favore. Parrebbe che abbiamo solo doveri, mai diritti. In ogni ambito veniamo vessati, offesi nella nostra dignità, quasi mortificati. Ha fatto bene a scrivere a chi di dovere, farà ancora meglio a denunciare chi le sta causando un danno patrimoniale e psicologico. Vede, dr. Strangi, sebbene spesso l'interrogativo mi baleni in mente sempre più insistentemente, la Giustizia con la G maiuscola esiste. Troppo spesso non si vede, ma c'è! Forse, e sottolineo forse, è questo l''ultimo baluardo in cui credere. Cordialmente. Maurizio Gangemi.

(Foto: in alto Rosanna Squillacioti – fonte www.corrieredellacalabria.it; in basso la lettera ricevuta dal dr. Salvatore Strangi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Author: Maurizio Gangemi