Calcio, serie B Eurobet, VI^ giornata: Varese-Reggina 1-0

(370) Varese-Reggina: 1-0. Varese (4-4-1-1): Bressan (c); Laverone, Ely, Rea, Lazaar (dal 73° Franco); Fiamozzi, Barberis, Damonte, Cristiano (dal 59° Zecchin); Tremolada (dal 59° Bjelanovic); Pavoletti. In panchina: Bastianoni, Calil, Corti, Lupoli, Forte, Spendhlhofer. All.: Sottili. Reggina (3-4-3): Benassi; Adejo, Lucioni, Ipsa; Da Silva, Rigoni, Dall’Oglio (dal 59° Strasser), Foglio; Fischnaller (dal 73° Sainz Maza), Di Michele (c) (dal 73° Gerardi), Cocco. In panchina: Zandrini, Di Lorenzo, Caballero, De Rose, Falco. All.: Atzori. Arbitro: Fabbri di Ravenna. Assistenti: Vicinanza di Albenga e Soricaro di Barletta. Quarto uomo: Aversano di Treviso. Marcatore: Pavoletti all'83°. Ammoniti: Cocco al 30°, Dall'Oglio al 32°, Tremolada al 35°, Bjelanovic al 60° ed al 62° ed Adejo all'84°. Espulso: Bjelanovic al 62°. Corner: 6-5. Recupero: 1' (p.t.) e 4' (s.t.).

Note. VI^ di campionato = VI^ formazione diversa: Atzori, evidentemente, non ha ancora le idee chiare. Cambia anche il modulo il trainer amaranto, anche qui dimostra ch’è ancora alla ricerca della quadratura del cerchio. Mah! A nostro modesto avviso, l’Atzori di oggi non è lo stesso conosciuto e stimato 3 anni or sono: non ci sono piaciute le esternazioni fuori luogo ed inopportune subito dopo Lanciano; non ci è piaciuta le cervellotiche scelte nell’ “11” iniziale della nefasta trasferta di Trapani; non ci piace, oggi, che Strasser sia nuovamente in panca. Eppure, ehm ehm, sabato scorso sembrava aver rapidamente smaltito i 5 kg accumulati in 10 giorni di ritiro con la sua Nazionale (?!?). Meglio lasciar perdere le stupidaggini che si sono sentite dire e sollecitare gli ingenui a togliere il prosciutto dagli occhi. Cronaca e commento. Primo tempo. Più dinamico il Varese nei primi minuti di gioco. Al 4° il primo tiro dei padroni di casa: Lazaar in diagonale molto largo. All’ “Ossola” di Masnago, gli amaranto (stasera in un’inconsueta maglia azzurra abbinata a pantaloncini e calzettoni neri) tengono botta e mantengono la gara in equilibrio. Al 13° la prima occasione da gol: Tremolada, di sinistro, raccogliendo un pallone alto, calcia bene e forte ma centrale con Benassi a bloccare sicuro. Al 16° l’occasione più grossa capita ancora al Varese: corner da sinistra, palla colpita di testa nella mischia che arriva sul destro di Ely che, a porta vuota, ad un paio di metri dalla linea, manda altissimo anticipando Ipsa. Al 17° ci prova ancora Lazaar con un sinistro potente che termina sul fondo non molto lontano dal palo di sinistra della porta difesa da Benassi. Il Varese sembra spingere sempre più insistentemente. Al 19° si vede, per la prima volta, la Reggina con Di Michele che, ricevuta una sponda di Cocco, spara altissimo sulla traversa (reclamando un corner che Fabbri non concede). Al 26° occasionissima anche per gli amaranto: Fischnaller si decentra verso destra e batte in diagonale con Bressan che, distendensi a destra, smanaccia. Sul pallone arriva Cocco che, a colpo sicuro, manda il pallone a sbattere sullla gamba destra protesa di Rea che riesce, così, a respingere. Un minuto dopo, è ancora la Reggina a rendersi pericolosa con Di Michele. Al 30° altra occasione da gol per gli amaranto: Dall'Oglio serve in verticale Di Michele posizionato sulo vertice destro dell'area piccola, il capitano si gira indirizzando il pallone sul primo palo ma Bressan è attento e devia in corner. Al 40° il Varese chiede un calcio di rigore con Pavoletti: ha ragione il giocatore di casa ad urlare giacché Ipsa tocca vistosamente ed apparentemente in maniera volontaria il pallone con il braccio destro togliendolo dalla portata dello stesso Pavoletti. Durante l'unico minuto di recupero del primo tempo, la Reggina si ripresenta dalle parti di Bressan: un difensore anticipa di un soffio Fischnaller e mette in corner. Nulla ne scaturisce e Fabbri decreta la sospensione delle ostilità. Non dispiace questa Reggina: coriacea e per nulla arrendevole. Secondo tempo. Al 50° la Reggina va vicinissima alla marcatura: cross da sinistra di Di Michele, Lazaard si dimentica di Da Silva che, però, non arriva puntuale all'appuntamento con il pallone da ottima posizione sprecando l'occasione. La partita, nella ripresa, pare essere iniziata a ritmi abbastanza sostenuti con la Reggina che non soffre affatto, anzi acquisisce sempre più padronanza nel possesso palla. Al 53° si rifà vivo il Varese: cross dalla trequarti destra di Laverone, Pavoletti ci prova id testa ma il pallone termina sul fondo. Al 59° triplo cambio: doppio nel Varese e singolo nella Reggina: tra i padroni di casa escono Cristiano e Tremolada ed entrano Zecchin e Bjelanovic e nella Reggina esce Dall'Oglio ed entra Strasser. Bjelanovic crediamo riesca ad entrare nel Guinnes dei primati: al 60° riceve il primo giallo ed al 62° il secondo per due fallacci ingiustificati a metà campo. In sostanza, la sua gara è durata la bellezza di 3 minuti! Reggina, quindi, in superiorità numerica per 28 minuti più recupero. Al 66° azione del Varese: Lucioni (sì, Lucioni), nel tentativo di appoggiare all'indietro, serve Pavoletti che, dal limite, calcia altissimo. Al 67° è la Reggina a rendersi pericolosa: cross da destra di Da Silva e l'ex Ely salva in angolo anticipando Di MIchele già proteso in scivolata alla ricerca del pallone. La Reggina prova a sorprendere l'avversario con azioni manovrate quasi sempre sulla propria fascia destra (incredibile il lavoro di Da Silva). Al 73° ancora un triplo cambio: questa volta (ovviamente) doppio nella Reggina che fa uscire Di Michele e Fischnaller per Gerardi e Sainz Maza e singolo per il Varese che richiama Lazaar per Franco. La Reggina attacca costantemente cercando di sfruttare la superiorità numerica. Qualche azione di rimessa, invece, per il Varese. Al 77° Sainz Maza ci prova da fuori, Bressan devia in corner. Al 78°, sugli sviluppo del corner battuto dallo spagnolo, Lucioni colpisce e Bressan compie un miracolo deviando sulla traversa. All'81° Reggina ancora vicina al gol: Strasser, pescato in verticale, calcia in diagonale con sainz Maza che non arriva al tap-in. All'83° la doccia fredda: calcio di punizione da metà campo battuto da Zecchin in area di rigore. A saltare più di tutti è Pavoletti che, di testa, in diagonale, indirizza sul palo più lontano. Benassi è troppo basso e non ci arriva seppur proteso alla propria destra. Il gol di Pavoletti ricorda il raddoppio di Djuric con il Trapani. La Reggina, adesso, è confusa e confusionaria alla ricerca spasmodica del pareggio. Difficile dire, adesso, quali siano stati gli errori tecnici commessi dagli amaranto (allenatore compreso). Certo è che, in 11 contro 10 per 21 minuti, non solo non si è stati capaci di andare a segno ma, addirittura, si è molto vicini a perdere la seconda gara stagionale sulle sei disputate (una sola vittoria – Juve Stabia – e tre pareggi – Bari, Lanciano e Novara – le restanti quattro). Al 91° (primo dei 4 minuti di recupero concessi da Fabbri) la Reggina l'occasione per pareggiare ce l'ha: Cocco serve Da Silva che, di prima, di sinistro, manda alle stelle da posizione favorevolissima. Questa Reggina ha dei limiti, evidentissimi. Caratteriali, soprattutto. La squadra di Atzori (tecnico a cui contestiamo l'esclusione iniziale di Strasser) continua l'arrembraggio ma le suddette lacune impediscono la riuscita di qualcosa di buono. Fabbri emette il triplice fischio, la partita finisce ed il pubblico di casa è in estasi per una vittoria giunta in inferiorità numerica. La Reggina sciupa una ghiotta occasione e non le resta che leccarsi le ferite. Sabato prossimo, quando al "Granillo" verrà il Carpi eliminato in Coppa Italia, siamo certi si respirerà aria pesante attorno all'allenatore che, come detto all'inizio, ci pare diversamente motivato rispetto a quello della stagione 2010/2011. Sbagliamo? I risultati, solo i risultati sono il giudice inappellabile. Le chiacchiere, i proclami e gli alibi (presunti per lo più) preferiamo lasciarli a chi ha tempo da perdere presumendo che gli altri abbiano l'anello al naso. 6 punti in 6 gare, ne mancano 79 da conquistare in 36 partite con una media da tenere di 2,2 punti a partita nonostante, adesso, si viaggi ad una media da playout o, addirittura, da retrocessione. Ad maiora!

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Author: Maurizio Gangemi