(369) L’associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria dopo aver inaugurato ufficialmente il suo 27° anno di attività, ha dato il via alla nuova programmazione per il biennio 2026/2028, con i suoi appuntamenti domenicali.
Domenica scorsa infatti si è tenuto l’evento dal titolo “Extraterrestri saremo noi Come l’umanità si prepara a vivere e lavorare oltre la Terra”. Il concetto ha dichiarato il prof. Giuseppe Livoti – presidente del sodalizio reggino, evidenza come l’umanità si prepara a vivere e lavorare oltre la Terra” e sintetizza l’inevitabile evoluzione dell’esplorazione spaziale: nel momento in cui la nostra specie stabilirà colonie permanenti sulla Luna, su Marte o in orbita, diventerà a tutti gli effetti la popolazione “aliena” di quei mondi.
Un incontro che è stato un dibattito contemporaneo su diversi punti fondamentali tra i quali la preparazione biologica, l’adattamento ed il fattore umano. La manifestazione è stata organizzata da due delle aree all’interno dell’Associazione “Le Muse, ovvero l’Area Scientifica, che vede come coordinatore il prof. Raffaele Schimio e -l’Area Beni Culturali e territorio- che vede come coordinatrice l’arch. Cinzia Basile.
Raffaele Schimio si è soffermato sul ruolo della NASA che ha aggiornato i suoi piani di esplorazione spaziale, abbandonando il progetto della stazione orbitale Lunar Gateway per concentrarsi direttamente su una base permanente sulla superficie lunare e sull’utilizzo della Luna come trampolino di lancio verso Marte. Nel marzo 2026, la NASA ha sospeso il progetto della stazione in orbita lunare per dare priorità a un’infrastruttura stabile al suolo. È in fase di sviluppo un insediamento nella regione del Polo Sud lunare con habitat. La base lunare ha concluso Schimio non è solo un traguardo, ma un laboratorio di prova fondamentale per testare tecnologie di sopravvivenza, reattori nucleari, habitat e sistemi di supporto vitale necessari per le future missioni umane su Marte.
L’arch. Cinzia Basile si è soffermata sul concetto di abitazione che si è evoluto nel corso della storia trasformandosi da semplice rifugio fisico (per proteggersi da intemperie e predatori) a spazio sociale, economico e identitario legato all’organizzazione della società. Nella Preistoria (Paleolitico) la casa non esiste ancora; l’uomo usa ripari naturali (caverne, alberi) o tende e capanne temporanee nomadi. La funzione è solo la sopravvivenza. Ed ancora con Mondo antico (Mesopotamia, Egitto, Grecia e Roma): Compaiono materiali durevoli come il mattone crudo o cotto e la pietra. Nel Medioevo in città e nei borghi la casa coincide spesso con la bottega o il luogo di lavoro; salgono in altezza le torri e si diffondono i castelli in pietra per la difesa. Mentre in Età moderna e contemporanea: la separazione tra spazio privato e sociale si definisce nettamente. E’ con il Movimento Moderno (XX secolo) che l’abitazione diventa una “macchina da abitare”, standardizzata, funzionale e pensata per il benessere collettivo ma nel prossimo futuro cosa ci aspetta – ha concluso la Basile -.
L’ing. Gabriele Carrozza Founder & CEO — iSaisei Corporation S.r.l. ha sin da subito affermato che «..per oltre mezzo secolo la grande sfida dell’esplorazione spaziale è stata raggiungere nuove destinazioni. Oggi stiamo entrando in una fase diversa: dobbiamo imparare a costruire le infrastrutture necessarie per viverci e lavorarci. La Luna rappresenta uno dei primi grandi laboratori di questa trasformazione». E ancora «Credo che la Calabria debba ambire non soltanto a utilizzare tecnologie sviluppate altrove, ma anche a partecipare direttamente alla loro progettazione. Il nostro obiettivo è dimostrare che un’impresa nata a Reggio Calabria può sviluppare idee e competenze capaci di confrontarsi con sfide internazionali».
Il dott. Giancarlo Coppola Chief Financial Officer (CFO) — iSaisei Corporation S.r.l.. è entrato nell’argomento specificando che iSaisei Corporation S.r.l. è una startup innovativa italiana costituita nel 2022, con sede a Reggio Calabria, impegnata nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie avanzate per la realizzazione di infrastrutture destinate alla presenza umana nello spazio e in ambienti terrestri estremi. La società opera attraverso un approccio interdisciplinare che integra ingegneria, architettura spaziale, materiali avanzati, automazione e sistemi intelligenti. Il progetto principale dell’azienda è OXYGEN, un programma di sviluppo tecnologico finalizzato alla realizzazione di habitat modulari ed espandibili per le future missioni di esplorazione lunare. La visione industriale nasce da una trasformazione fondamentale del settore spaziale per Gabriele Carrozza: il progressivo passaggio dalle missioni di esplorazione di breve durata alla necessità di sviluppare infrastrutture capaci di sostenere una presenza umana più continuativa oltre la Terra. In questo scenario, iSaisei intende contribuire allo sviluppo di tecnologie abitative e infrastrutturali progettate per operare in condizioni ambientali particolarmente complesse.
Per vivere sulla Luna il programma OXYGEN – Oxygen Lunar Habitat (OLH) si concentra sullo sviluppo di un habitat lunare intelligente basato su un’architettura ibrida, composta da una sezione rigida e da una struttura espandibile. Il principio progettuale è consentire il trasporto di un modulo in configurazione compatta, per poi aumentarne il volume abitabile una volta raggiunta la destinazione. L’architettura attualmente studiata prevede un modulo destinato a ospitare fino a quattro astronauti, con un volume interno di progetto di circa 280 metri cubi e sistemi dedicati alla protezione dell’equipaggio. Il progetto si trova in una fase di ricerca, progettazione e maturazione tecnologica. Le caratteristiche descritte rappresentano obiettivi progettuali soggetti a verifiche ingegneristiche, sviluppo sperimentale e successive attività di validazione.
La Space Economy comprende le attività economiche collegate allo sviluppo, all’impiego e allo sfruttamento delle tecnologie e delle infrastrutture spaziali. Accanto ai settori consolidati, come telecomunicazioni, navigazione satellitare e osservazione della Terra, stanno emergendo nuovi ambiti industriali legati alla logistica spaziale, ai servizi commerciali in orbita e alle future operazioni sulla superficie lunare. Il programma Artemis della NASA e le iniziative di esplorazione sviluppate da agenzie spaziali e operatori privati contribuiscono a creare interesse verso nuove capacità infrastrutturali. In prospettiva hanno concluso i due esperti una presenza umana più continuativa sulla Luna richiederà non soltanto mezzi di trasporto, ma anche strutture operative, sistemi energetici, comunicazioni, logistica e habitat. Progettare un habitat lunare significa confrontarsi con condizioni caratterizzate da isolamento, difficoltà logistiche, disponibilità limitata di risorse e necessità di garantire sicurezza e continuità operativa. Alcuni principi ingegneristici studiati per questi ambienti possono offrire spunti per progettare infrastrutture destinate a territori remoti o colpiti da eventi calamitosi. Da questa riflessione nasce OXYGEN Emergency, un concetto di possibile trasferimento tecnologico verso infrastrutture modulari e rapidamente dispiegabili per applicazioni di emergenza.
L’obiettivo esplorativo non riguarda soltanto la progettazione di una struttura abitativa temporanea, ma l’integrazione tra moduli, servizi essenziali e predisposizione preventiva del territorio. Il tema si collega alle ricerche sulla resilienza urbana e sulla pianificazione preventiva dell’emergency housing, nelle quali la risposta alle emergenze viene considerata anche come problema di organizzazione del territorio. L’esperienza di iSaisei evidenzia come anche un’impresa nata nel Mezzogiorno possa affrontare tematiche tecnologiche di dimensione internazionale, mantenendo un collegamento con il proprio territorio. L’iniziativa ha previsto inoltre il contributo artistico su «Decoro e spazio – Schizzi concettuali degli Artisti Muse» con gli interventi delle artiste Patrizia Crupi e Cristina Benedetto.
La Crupi ha presentato elaborati grafici che evidenziano una ipotetica decorazione o illuminazione delle superfici all’interno di un futuro spaziale con strutture a nido d’ape che permettono di creare composizioni modulari che uniscono armonia e dinamismo. La Benedetto ha invece utilizzato il cerchio come decoro per la sua versatilità poichè grazie alla sua geometria priva di spigoli, il cerchio trasmette un senso di armonia, continuità e fluidità, adattandosi perfettamente ad uno stile minimalista ed a inserire figure stilizzate anche su studi scientifici.