(182) Reggina (3-5-2): Lagonigro; Fazio, Lancini (R. Girasole dal 59′), Baldan; Baggi (Guida dal 76′), Rotulo (Jallow dal 67′), Acquadro (Laaribi dal 67′), Rossetti, Toscano; Alma (Reis dal 59′), Magrassi. In panchina: Madia, De Mori, Abonckelet, Specker. Allenatore: Marchionni.
Vibonese (3-4-3): De Simone; D’Agata, Bertolo, Cess; D’Onofrio, Cerutti (Barile dal 92′), Ledesma, Semenzin; Cosendey (Castro dal 63′), Simpson (Mirashi dal 72′), D’Onofrio (Malafronte dall’85’), Ledesma; Cosendey (Castro dal 63′), Marsico (Piriz dall’80’). In panchina: Simeoli, Moises, Spanò, Varone. Allenatore: Marra.
Arbitro: Sarcina di Barletta. Assistenti: Liuzza di Milano e Scorrano di Lecce. Marcatori: Toscano al 29′ e Cosendey al 55′. Ammoniti: Rossetti al 25′, Cerutti al 78′ e Guida all’94’. Espulso: Castro al 71′. Spettatori: 6945 (3593 abbonati) di cui 317 ospiti. Recupero: 5′ (s.t.).
Note. In casa Reggina, Marchionni cambia rispetto alla gara contro il Trapani: fuori Abonckelet sostituito nel ruolo da Rossetti e Guida sostituito da Alma. Acquetatesi le acque, che hanno contraddistinto le trasferte di Capaci e Barcellona Pozzo di Gotto, ci si attende una prova da Reggina. Senza “se” e senza “ma”, pur tenendo presente che la squadra ospite non è la sparring partner designata. La Vibonese gioca col 3-2-1-4 che spesso diventa 3-2-5, dipende dalle circostanze. Hanno molta gamba e cercano di lasciarsi campo da attaccare, quando ce l’hanno riescono a riempire bene l’area di rigore. Le punte Cosedey e Marsico dialogano spesso, Rioko ha tanta fantasia. Semenzin a destra può mandare in tilt Toscano ma anche essere mandato in tilt da lui. In non possesso pressano in avanti ad inizio azione con il 3-2-2-3, a difesa schierata alternano 5-2-1-2 e 5-3-2. Le punte stanno larghe per costringere gli avversari a finire nell’imbuto centrale dove in genere il capitano Cerutti e Ledesma giocano a protezione della difesa. Dietro i centrali non sono velocissimi e soffrono se presi in velocità, specie Bertolo.
Cronaca e commento. Primo tempo. “Vorrei che fosse ogni giorno domenica. Vorrei che fosse sempre con te. Perché sei quella che non si dimentica. Perché io sono cresciuto con te”: è il testo dello striscione esposto dai tifosi della Curva Sud prima dell’inizio della gara. Al 1′ si rende pericolosa la Vibonese con Simpson che, dal limite, allarga troppo ed il suo rasoterra termina sul fondo. Al 5′ doppia occasione per gli amaranto: prima Toscano crossa da sinistra, un difensore devia e De Simone si supera a respingere e, nel prosieguo dell’azione, ci prova Baggi particolarmente defilato a destra con il portiere ospite che stavolta blocca sicuro. Al 13′ ancora Vibonese: Semenzin è lanciato sulla destra ed ha metà di campo libero, all’altezza dell’area di rigore mette al centro dove Cosendey (dopo il velo di Simpson) batte di prima intenzione mandando alto sul fondo. Ancora Vibonese pericolosa al 18′: calcio di punizione da destra, in area Bertolo si libera e si muove indisturbato fino a colpire di testa ed a mandare sul fondo (non di molto). Al 19′ risponde la Reggina: cross di Alma dalla sinistra, Magrassi indirizza a rete di testa ma il pallone sorvola la traversa. Al 28′ ci prova con un tiro a giro Rotulo, De Simone è bravo a deviare in corner sugli sviluppi del quale la Reggina passa in vantaggio (è il 29′): Toscano, al limite dell’area, raccoglie un pallone allontanato dalla difesa, se lo porta sul sinistro e con un rasoterra micidiale supera la selva di gambe dei giocatori in area ed insacca nell’angolino basso alla destra del portiere. Che gol!!! Nel quarto d’ora successivo, di fatto, non accade nulla di particolare anzi, a dire il vero, la partita accusa una flessioni sia in termini di ritmi che di occasioni. Il primo tempo finisce così.
Secondo tempo.Primi minuti in cui la Reggina è costretta a subire con la Vibonese assai più intraprendente. Ciò che abbiamo evitato di dire nei primi 45 minuti di gioco è che solo Marchionni pare non essersi accorto dell’assenza dal campo di Rotulo e Rossetti che, di fatto, ha consentito agli ospiti di essere costantemente in superiorità numerica nella zona nevralgica del campo. Al 55′ la Vibonese, legittimando il proprio predominio, pareggia: Cosendey, ricevuta palla rasoterra da sinistra, non ha alcuna difficoltà ad appoggiare il pallone alla destra di Lagonigro portanto, meritatamente, la partita in parità. Il pubblico mugugna ed ha ragione. Al 59′ Marchionni cambia: escono Lancini ed Alma entrano R. Girasole e Reis. Sia ben chiaro, il risultato di parità è giusto e sacrosanto: è la Reggina a giocare sotto gli standard a cui ci aveva abituati. Lagonigro, intanto, si prende gli improperi del pubblico della Tribuna per via di un gioco macchinoso con i piedi che l’hanno portato a liberarsi del pallone in maniera affannosa ed imprecisa. Anche Marra cambia: al 63′ esce l’autore del pareggio Casendey ed entra Castro. Al 67′ altro doppio cambio per la Reggina: escono Acquadro e Rotulo ed entrano Laaribi e Jallow. La Reggina continua a sbagliare anche le cose più elementari con il pubblico, spazientito, che rumoreggia. Al 70′ occasionissima Reggina: Toscano al centro, Jallow non ci arriva di testa ad un metro dalla riga di porta. Al 71′ la Vibonese resta in 10: Castro colpisce R. Girasole e Sarcina non ha dubbi ad estrarre il cartellino rosso diretto. Al 72′ Marra cambia: esce Simpson ed entra Mirashi. La Reggina, adesso e solo adesso, pare reagire conquistando metri. Al 75′ occasione amaranto: R. Girasole arriva prima su un pallone vagante ma il suo tiro è impreciso e finisce alto. Nel frattempo, continua a distinguersi in negativo Rossetti abulico a qualsiasi manovra ma ancora in campo. Al 76′ Marchionni effettua l’ultimo cambio: esce Baggi ed entra Guida. La Reggina produce azioni su azioni ma, in termini di conclusioni pericolose, è ferma. Il pubblico è spazientito e si fa sentire. All’80’ altro cambio tra gli ospiti: esce Marsico ed entra Piriz. E’ una triste verità ma bisogna ammettere come la Vibonese stia giocando meglio della Reggina sotto tutti i punti di vista. Gli errori elementari che la squadra di Marchionni ha manifestato oggi sono davvero inaccettabili se commessi da una squadra considerata forte in tutti e reparti e tutt’oggi candidata numero 1 alla vittoria del campionato. Onestamente, oggi, se dovessimo scommere sulla vittoria finale, non saremmo così certi come qualche settimana addietro. E’ evidente che qualcosa non giri per il verso giusto, altrimenti non si spiega l’involuzione della squadra e la mancata capacità di sovrastare l’avversario e di imporgli la propria vittoria. All’85’ cambio rossoblu: esce D’Onofrio ed entra Malafronte. La Reggin attacca ma il suo attacco è sterile e colmo di erroracci. All’88’ ci prova Jallow dalla distanza, De Simone para a terra. La superiorità numerica dal 71′ non ha, di fatto, prodotto nulla di concretamente pericoloso tanto da giustificare il nostro giudizio se scrivessimo che la Reggina le ha provate tutte per vincere. Il risultato di parità è legittimo, la Vibonese vista oggi è una signora squadra (e lo si sapeva). Il possesso palla è ininfluente in termi di occasioni e, quindi, di pericolosità. Al 92′ ultimo cambio ospite: esce Cerutti ed entra Barile. Al 93′ un tifoso della Curva Sud, con la Reggina protesa in avanti, non trova di meglio da fare che invadere il terreno di gioco, correre sino all’area opposta, conquistare il pallone e mettere in rete. Al 94′ Guida stramazza al suo appena entrato in area, la simulazione è evidentissima e Sarcina lo ammonisce. La Reggina è costantemente nella trequarti avversaria ma di pericoli per la porta di De Simone non se ne parla. La partita finisce in parità. Il pareggio è giusto. E’ la Reggina che si conferma “diversa” da quella ammirata fino alla partita di Capaci con il Trapani ed oggi divenuta inguardabile. E’ evidente che l’ultimo aggettivo è severo perchè commisurato alla forza della squadra, alle velleità ed alle grandi aspettative che si ripongono in essa. La Società, Romairone e Marchionni capiscano ed agiscano di conseguenza. Intanto, per le statistiche, quello di oggi è il primo pareggio della stagione ed anche il primo dopo le 3 vittorie consecutive al “Granillo”.

