Reggio di Calabria: presentata da Nucera la proposta di legge recante “Norme per la tutela e la valorizzazione della capra aspromontana”

“Non può un settore come quello agricolo, che in Calabria rappresenta il 60% del Pil, continuare a vivere con provvedimenti ed atti deliberativi, o con bandi. C’è bisogno di interventi organici, programmatori, che possano essere accompagnati da certezze e riferimenti sul piano del diritto”. Queste le parole con le quali il Segretario Questore del Consiglio regionale on. Giovanni Nucera ha accompagnato la presentazione della sua proposta di legge recante “Norme per la tutela e la valorizzazione della capra aspromontana”.

 

La proposta dell’on. Nucera è stata il tema della tavola rotonda organizzata assieme alla Coldiretti di Reggio Calabria, l’Associazione culturale “Nuovi Sentieri” e l’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Reggio Calabria. Un incontro che ha cercato di mettere a fuoco criticità e potenzialità della zootecnia calabrese ed aspromontana in particolare. Giuseppe Napolitano  direttore Coldiretti di Reggio Calabria ha esortato politica ed associazioni di categoria “a fare squadra, per le risposte che i nostri allevatori ed i nostri imprenditori agricoli si aspettano, per favorire nuove iniziative imprenditoriali, sostenere la produzione e la commercializzazione e la vendita dei prodotti, per daqre futuro ai territori ed offrire – ha concluso – lavoro ai nostri giovani”. Nel portare il saluto dell’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Reggio Calabria, il dr. Rocco Racco si è soffermato sui guasti ambientali e sanitari provocati dall’importazione di zootecnie estranee alla Calabria, ed ha illustrato le iniziative in itinere per dotare il mercato professionale di figure di veterinario complete, “che lavorano a fianco dell’allevatore e non ne sono la controparte”. L’agronoma Enza Aricò ha sostenuto la necessità di valorizzare il comparto, “soprattutto in Calabria regione dalle enormi potenzialità economiche ed imprenditoriali”. Ma è stato il prof. Floro De Nardo, consigliere nazionale dell’Associazione RARE (Associazione italiana razze autoctone a rischio di estinzione) a fornire il quadro complessivo dei caprini di Calabria, “seconda regione d’Italia, dopo la Sardegna, per numero di capi”, che secondo i dati del 2011 sono circa 155.739 divisi tra  “Nicastrese”, “Rustica di Calabria”, e “Capra dell’Aspromonte”, indicando l’esatta denominazione di questa razza.  “Dal 2003 – ha informato De Nardo – la Calabria ha redatto lo standard di razza della capra d’Aspromonte, per la quale è attivo un “registro Anagrafico”, “volto principalmente – ha affermato – alla conservazione ed alla valorizzazione della razza”. Tra le criticità indicate da De Nardo, la caseificazione, “punto debole del nostro territorio”, ha affermato, ricordando la presenza di un  pacchetto igiene e da altri regolamenti riguardanti la sicurezza alimentare”. Il direttore provinciale di Coldiretti Francesco Saccà evidenziando le criticità del settore ha affermato che solo attraverso leggi adeguate è possibile introdurre soluzioni adeguate “per difendere – ha detto – un patrimonio inestimabile del nostro territorio”. Sui dati statistici ed i dati sanitari inerenti la zootecnica caprina in Calabria si è soffermato il dr. Luca Racinaro, Consigliere nazionale dell’Ordine dei Medici veterinari che nell’illustrare il potenziale sviluppo del settore zootecnico, e le Misure del PSR cui fare riferimento, ha definito gli allevatori “operatori dispensatori di salute pubblica”, aggiungendo che le Regioni oggi non possono fare a meno di strumenti importanti come l’istituto per l’incremento zootecnico e l’osservatorio per la zootecnia. La dr.ssa Ornella Falcioni, revisore dei conti dell’ordine dei Medici veterinari della Provincia di Reggio Calabria,  si è soffermata sulle interessanti prospettive del comparto caprino calabrese, dal punto di vista socio economico, “con un potenziale economico che si aggira – ha spiegato –  rispetto alle scelte di sola produzione del latte o di attività casearie ad essa collegate,  dai 4 ai 6 mln di euro annui”. A seguire il presidente dell’Ordine regionale degli Agronomi della Calabria, Stefano Poeta che ha dedicato una riflessione all’impalcatura generale dei PSR, “che secondo la  filosofia dell’Europa non possono prescindere dal reddito. Ecco perché oggi non dobbiamo parlare più di  agricoltori, ma di imprenditori agricoli”. Poeta ha quindi aggiunto che  la legge di tutela della capra dell’Aspromonte proposta dall’on. Giovanni Nucera  “si incastona perfettamente in un contesto importante come il nostro caratterizzato da antiche tradizioni, cultura, e rappresente di per sé una interessante occasione di attrazione turistica”. Chiudendo il ciclo di relazioni, il Presidente regionale della Coldiretti della Calabria Pietro Molinaro ha esortato ad un maggiore interesse ed a nuove politiche per l’agricoltura. “Non è un problema di risorse – ha affermato – ma di politiche che vadano a sostegno delle risorse e delle strategie che intendiamo darci, una burocrazia più efficiente”. Insomma, un invito a cambiare ritmo ed individuare gli obiettivi, lanciando bandi monotematici, per  invertire la tendenza delle risorse non spese, “perché finora utilizzate con un metodo sbagliato”. Nuove indicazioni sulle opportunità offerte dai bandi regionali sono venute dal prof. Giuseppe Zimbalatti, Direttore generale del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria”.  “Siamo a fine programmazione  –  ha esordito Zimbalatti  che però ha indicato tre progetti riguardati la capra dell’Aspromonte. “Azioni – ha affermato – che ci consentiranno di mettere in campo delle risorse per l’accesso di giovani imprenditori agricoli, il finanziamento per la vendita diretta e l’ammodernamento degli impianti di trasformazione. Un terzo bando riguarda la ricerca e coinvolge Università ed aziende agricole”. Nel chiudere la tavola rotonda l’on. Giovanni Nucera, proponente il testo di legge, fermo in Commissione, ha affermato la necessità di riaprire il dibattito in Calabria, “e questa legge è nata proprio per stimolare il governo regionale che è chiamato a dare risposte alle tante domande che sono state poste oggi.  E’ anche questo un modo – ha aggiunto – per sensibilizzare la politica. La politica che mi appartiene nel ruolo in cui mi trovo e che necessariamente deve interrogarsi sul perché questa Calabria, nonostante le tante buone intenzioni, non sia mai riuscita a dare una risposta esaustiva, o almeno sufficiente ai problemi. L’argomento di questa legge non è di poco conto – ha sottolineato l’on. Giovanni Nucera –  E’ invece importantissimo. E’ un settore monotematico, ma è importante per tutta la filiera che in esso si nasconde”. Nel rilevare che lo spopolamento delle montagne calabresi sta mettendo sotto pressione le aree dei nostri litorali, l’on. Nucera  si è soffermato sulla necessità, insita nel progetto di legge, “di tornare all’antica tradizione dell’uso  e dell’abitare i territori montani, non solo per la sopravvivenza ed il benessere socio-economico delle famiglie, ma anche e soprattutto per garantire quella coltivazione dei terreni che significa sostanzialmente garantire anche dal punto di vista idrogeologico i nostri territori”. “Oggi – ha concluso Nucera – siamo chiamati ad una assunzione di responsabilità. Questa è una legge apertissima alla quale chiunque potrà fornire elementi di modernità. Per questo la offro alla valutazione della Calabria, e prima ancora che del Consiglio regionale, la offro alla valutazione degli imprenditori, delle aziende agricole, delle Università ed a quanti fanno ricerca. Voglio che diventi la legge di tutti perché possa essere integrata, recuperata, vissuta, meglio approfondita, e perché la Regione Calabria, attraverso la sua ampia approvazione, porti un ulteriore contributo all’assessorato regionale ed alle sue politiche”. g.n.   

 

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Author: Maurizio Gangemi