Reggio di Calabria: Maria Stella Piccolo ci scrive “Delfino strumentalizza un tema di rilevanza sociale: il discorso patrimonio-S.At.I. non è politico”

di Maria Stella Piccolo. "Mi preme commentare quanto da pubblicato da Demetrio Delfino (PD), considerando l'articolo di ieri uscito su Calabria Ora dal titolo “Patrimonio, incubo nullità dopo la revoca alla Sati” da cui sembra che abbia attinto le informazioni. Parlo in qualità di cittadina con un proprio pensiero politico, maturato in anni di studio nel campo, obiettivo e critico sia nei confronti della destra che della sinistra contemporanee.

 

Credo che a tutti piacerebbe avere la palla di vetro per poter vedere le conseguenze delle proprie decisioni, sarebbe troppo facile; inoltre, non dobbiamo avere la presunzione di dire che siamo detentori di una verità assoluta solo per attirare più consensi. Da quanto ho letto sul giornale, il giornalista ha inteso porre l'accento sui problemi e sulle difficoltà che sorgono dalla revoca dell'atto di affidamento alla Sati. Questioni importanti solo relativamente per il Comune, che adesso si troverà a fare i conti con la gestione del patrimonio tramite risorse interne (non mi sembra però che mai fino ad ora il Settore Patrimonio, e uffici correlati, abbiano dimostrato tutta questa volontà di agire in tal senso e spero di ricordare male). Sono i cittadini che hanno già versato caparra o importo totale a non sapere le sorti delle proprie pratiche. Ecco da cosa nasce il dilemma del giornalista. A me dispiace che con il suo intervento, Delfino abbia strumentalizzato un tema di rilevanza sociale, ponendolo sul piano politico di inefficienza e sprechi da parte della gestione di destra. La dismissione del patrimonio, al di là degli introiti "pronosticati" cui potrebbero derivare, assume una rilevanza cruciale per i cittadini che vogliono e possono comprare una casa propria tra quelle messe al bando e questo interesse dovrebbe andare oltre le fazioni politiche o le posizioni di parte, prese per pregiudizio o ignoranza o credo. La politica dovrebbe tutelare gli interessi della collettività, non giocare alla distruzione del nemico politico o di quanto di buono è stato fatto fino ad oggi dall'amministrazione, anche attraverso la Sati (tenendo conto che, in base a quanto scritto, da ottobre 2012 le attività sono state bloccate per decisione dello stesso dirigente che oggi ha preso le redini… come mai prima stoppa e poi chiede di procedere da sé?). Mi rammarico del fatto che troppo spesso la sinistra si finga dalla parte del popolo quando, invece, predilige assumere comportamenti atti a tutelare interessi propri (riconosco che è un atteggiamento troppo diffuso tra le parti). Piuttosto che distruggere il nemico o ipotizzare un controllo che l'amministrazione dovrebbe fare su se stessa (cosa innegabilmente impossibile!), ci si dovrebbe chiedere quali sono le cause che hanno portato al rallentamento delle attività, in modo tale da agire su di esse. Questo è il comportamento positivo e costruttivo che i cittadini, secondo me, si aspettano da una politica che ad oggi si è solo preoccupata di accaparrarsi denaro…".

 

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Author: Maurizio Gangemi