Calcio, serie bwin, XXX^ giornata: Livorno-Reggina 3-3

Livorno-Reggina: 3-3. Livorno (3-4-2-1): Fiorillo: Bernardini, Emerson, De Carli; Salviato (dal 76° Ceccherini); Molinelli (dall’83° Vacca), Duncan, Lambrughi; Schiattarella, Dionisi (c) (dal 67° Dell’Agnello); Paulinho. In panchina: Aldegnai, Gemiti, Bigazzi. All.: Nicola. Reggina (3-4-1-2): Baiocco; Adejo, Di Bari, Bergamelli; Antonazzo, Hetemaj, Armellino (dal 64° Barillà), Rizzato (c); Sarno (dall’81° Bombagi); Di Michele (dal 67° Comi), Gerardi. In panchina: Facchin, Lucioni, D’Alessandro, Giannattasio. All.: Dionigi. Arbitro: Merchiori di Ferrara. Assistenti: Melloni e Valeriani. Quarto uomo: Maresca. Marcatori: Rizzato al 33°, Dionisi al 40° (rig.), Paulinho al 43°, Dionisi al 62°, Gerardi al 73° e Barillà all’80°. Ammoniti: Paulinho al 17°, Armellino al 18°, Hetemaj al 39°, De Carli al 52°, Barillà al 70° e Schiattarella al 70°. Espulso: Dionigi nell’intervallo. Corner: 2-3. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’ (s.t.).

Note. FINALMENTE! Ciò che noi sapevamo da tempo, finalmente, l’hanno capito anche in via delle Industrie: Sarno deve giocare! Dev’essere stato l’impetuoso scirocco di questi ultimi giorni a portare un po’ di saggezza nelle teste del presidente-direttore-allenatore tanto da “consigliare” all’allenatore pro-forma di riesumare Vincenzino dall’esilio in cui era confinato. Il talentuoso giocatore era, infatti, lo ricordiamo, stato messo ai margini della rosa, in punizione, per aver commesso il “reato” di vilipendio alle casse amaranto avendo lo stesso rifiutato la cessione in Lega Pro. “Reato” acuito alla massima gravità considerato il suo essere in scadenza di contratto e, quindi, libero di accordarsi con chi vuole (dal 2 gennaio in poi) per, poi, andare via da Reggio dall’1 luglio prossimo senza, però, portare pecunia nelle casse amaranto. Un “reato” gravissimo e per il quale, in passato, sono stati pesantemente “condannati” gente del calibro di Tedesco e Bonazzoli (solo per fare due esempi tra i tanti). Sarà stato lo scirocco o, piuttosto, la precaria, difficile quasi drammatica situazione di classifica in cui versa la Reggina? Ricordiamo che, dopo la giornata odierna, la Reggina è mestamente terz’ultima a quota 31 (assieme al Vicenza). Dietro di lei solo Pro Vercelli (22) e Grosseto (19). Scirocco e/o disperazione, quindi, consentono a Sarno di tornare in campo dopo due mesi trascorsi dietro la lavagna. Vergogna! Altra novità è la panchina riservata a Barillà dopo la disastrosa prova di Novara. La Reggina deve rinunciare a Campagnacci, Freddi e Fischnaller oltre agli squalificati Colucci ed Ely. Cronaca e commento. Primo tempo. La gara inizia a ritmi alti, soprattutto sponda livornese. Per i labronici è diventato fondamentale vincere dopo la vittoria del Verona a Grosseto ed il conseguente essersi portato a -1 dal secondo posto occupato dal Livorno stesso. All’11° il Livorno è il primo a rendersi pericoloso. Cross da destra per Lambrughi largo sulla sinistra che prova la sponda per Schiattarella dall’altro lato. E’ attento Bergamelli a mettere in corner. Al 12° il Livorno sfiora il gol. Corner da destra e palla sulla testa di Paulinho che incrocia e manda la palla a lambire il palo alla sinistra di Baiocco. Il Livorno conquista metri, la Reggina inizia la sua sofferenza. Al 14° ci prova l’ex Emerson con una punizione da una quarantina di metri. Il pallone è alto sulla traversa. Al 15° prova a rendersi pericolosa la squadra di Dionigi. Più per demerito degli avversari che per merito suo, a dire il vero. E’, infatti, De Carli ad appoggiare imprudentemente all’indietro per Fiorillo (altro ex) con quest’ultimo costretto ad uscire di piede per evitare l’intervento di Di Michele. La tensione sale e Paulinho ed Armellino sono i primi due a farne le spese vedendosi estrarre il giallo. Al 21° altra occasione per i padroni di casa. Paulinho riceve al limite spalle alla porta. Si gira lasciando sul posto il diretto avversario (Adejo), si porta la palla sul sinistro e calcia con il pallone che non finisce di molto sul fondo alla destra di Baiocco. Reggina, come al solito, inconcludente nonostante i buoni propositi. S’è mediocre è mediocre. Con Sarno in campo diventa poco più che tale ma i miracoli non avvengono da soli se il materiale calcistico (la squadra) è quella che è. Al 33°, improvvisamente, senza mai aver calciato verso la porta livornese, la Reggina passa in vantaggio. Sarno gestisce un pallone sulla trequarti, vede Rizzato scorrere sulla sinistra e lo serve. Il capitano è bravo a coordinarsi ed a colpire al volo di collo pieno. Il diagonale è nello specchio e non sembra poter essere determinante. Invece, Fiorillo, si piega su se stesso e va a bloccare. Il pallone gli passa sotto il fianco sinistro e, lentamente, s’insacca (foto 1). Sarno assist-man e Rizzato goleador! Al 38° prova a rispondere il Livorno. Cross da destra di Schiattarella e Paulinho, di testa in tuffo, colpisce a rete. Baiocco è attento e ben posizionato e para senza problemi. Al 39° il Livorno pareggia. Palla per Schiattarella sulla destra. Hetemaj entra scomposto e colpisce il giocatore di casa. Il fallo è netto e Merchiori, giustamente, decreta il penalty. Sul pallone va il capitano Dionisio che spiazza Baiocco (portiere a sinistra e palla a destra) e riporta in parità l’incontro (siamo al 40°) (foto 2). Al 43° il Livorno raddoppia. Cross da destra di Salviato. Adejo si addormenta e perde Paulinho ch’è lestissimo ad allungare la gamba destra ed a battere un sorpreso Baiocco (foto 3). Da 0-1 a 2-1 in poco più di 3 minuti! Forte il Livorno (secondo in classifica), scarsa la Reggina (terz’ultima). Il primo tempo finisce qui. La Reggina non ha di che recriminare: sono, ormai, 30 giornate che tutti denunciamo la sua bassissima statura tecnica. La qualità costa! La Lega Pro è praticamente gratis! Secondo tempo. La ripresa inizia con la novità Dionigi in tribuna: espulso nell’intervallo? Oppure, per esempio, esonerato seduta stante? Ovviamente scherziamo. Per chi ci segue è facile ricordare come, soprattutto dopo la gara della settimana scorsa a Novara, invochiamo l’esonero. I limiti tecnici della squadra sono evidenti, imbarazzanti e stucchevoli per il loro ripetuto manifestarsi. I limiti, invece, del tecnico sono da cercarsi nella gestione della squadra, nei cambi di formazione, nell’essere particolarmente (spesso oltre il legittimo) accondiscendente nei confronti del presidente-direttore-allenatore. Il mister (o chi per lui) può urlare il suo essere autonomo quanto vuole ma spreca fiato perché non gli crede nessuno e, oltretutto, i fatti gli danno torto. Così come torto gli stanno dando i risultati (non solo per la mediocrità della squadra ma anche per limiti suoi). Al 49° è Di Michele a rendersi pericoloso con un interno destro dal limite che Fiorillo vola a deviare in corner. Con Dionigi in tribuna (il suo vice Spagnulo in panchina a comandare le operazioni e il Team Manager Carrozza in costante collegamento al telefonino a riportare), con al suo fianco il proprio datore di lavoro e di “suggerimenti” tecnici Foti, la Reggina sembra più reattiva e prova a rientrare in gara. Al 61° Sarno assiste Duncan che parte dalla propria trequarti palla al piede. Una sessantina di metri senza problemi e palla a Dionisi che colpisce mandando il pallone sul fondo. Al 62° il Livorno triplica e chiude la gara. Palla sulla destra per Dionisi. Il capitano si accentra e, dal limite, batte di sinistro. Baiocco non ci arriva e la palla s’insacca alla sua sinistra (foto 4). Troppa la differenza tra Livorno e Reggina. Al 64° primo cambio per Dionigi/Carrozza/Spagnulo: esce Armellino ed entra Barillà (?). Al 67° doppio cambio: nel Livorno esce il match-winner Dionisi (giustamente applauditissimo) per Dell’Agnello e nella Reggina esce Di Michele ed entra Comi. La Reggina è completamente in balìa dell’avversario che, giustamente, adesso si limita a controllare. Al 73° la Reggina accorcia le distanze. Palla a Gerardi sulla sinistra, qualche metro accentrandosi e gran destro che Fiorillo tocca senza evitare che il pallone s’infili sotto l’incrocio alla sua destra (foto 5, Gerardi è l'ultimo uomo in bianco sulla destra). Gran gol, davvero, quello di Gerardi. Al 76° secondo cambio anche per Nicola: esce Salviato ed entra Ceccherini. La squadra reggina prova a credere nella dodicesima rimonta stagionale ed avanza a testa bassa. All’80° la fortuna dà una mano alla squadra di Dionigi. Palla a Barillà, giusto il tempo di coordinarsi e di battere di sinistro da distanza siderale (se non sono 40 i metri di distanza dalla porta, sono 35 sicuramente). Sulla traiettoria Fiorillo c’è e sembra non avere difficoltà nel bloccare a terra. Ma lo stesso Fiorillo ci ricorda perché è stato fischiatissimo a Reggio ai tempi di Novellino: s’inginocchia e va a parare a mani aperte, la palla scivola via e quando Fiorillo la recupera smanacciandola è ben oltre la linea di porta (foto 6). E’ gol e Merchiori convalida. Che cuore, la Reggina! E’ una squadra mediocre ma in quanto ad impegno non le si può muovere alcuna critica. E che gol, oltretutto, quelli di Gerardi e Barillà: due missili terra aria su cui, però, ha grossissime responsabilità Fiorillo (come ce l’ha anche sul primo gol di Rizzato). Insomma Livorno in 10 e Reggina in 12 o, se preferite, Livorno-Fiorillo 3-3! Sia lodata la scarsezza dell’ex amaranto (se potesse Nicola, stasera lo spedirebbe in Siberia). 3 saranno i minuti di recupero. Al 91° doppia occasione per i padroni di casa con Baiocco protagonista: prima respinge il tiro di Ceccherini e, qualche istante dopo, blocca quello di Dell’Agnello. La gara finisce qui. La Reggina conquista un altro punticino, supera il Vicenza ed aggancia il Bari a quota 32. Non è più terz’ultima ma quart’ultima. La Lega Pro si avvicina e manca una gara in meno (12 alla conclusione). Un interrogativo ci impensierisce: il presidente-direttore-allenatore ne ha avute abbastanza per poter esonerare la delusione Dionigi o, invece, persevererà con la sua tipica arroganza e presunzione e lascerà che sarà l’ex cannoniere amaranto a condurre la sua squadra in Lega Pro? Vedremo… Di certo c’è che è stato il pareggio del cuore, della tenacia e della determinazione. E della fortuna: qualunque altro portiere al posto di Fiorillo non avrebbe saputo fare peggio con gravissime responsabilità su tutte e tre le marcature reggine. Un po’ di fortuna non guasta mai! Ad maiora! (Foto fonte www.sky.it).

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Author: Maurizio Gangemi