Calcio, serie bwin, XXVII^ giornata: V. Lanciano-Reggina 3-1

Virtus Lanciano-Reggina: 3-1. V. Lanciano (4-3-3): Leali; Almici, Aquilanti, Amenta, Mammarella (c); Paghera (dal 67° De Cecco), Minotti, Volpe; Piccolo, Fofana (dall’80° Falcone), Plasmati (dal 59° Falcinelli). In panchina: Casadei, Rosania, Scrosta, D’Aversa. All.: Gautieri. Reggina (5-3-2): Baiocco; Antonazzo (dall’80° Campagnacci), Adejo, Ely, Di Bari, Rizzato (c); Bombagi (dal 76° Gerardi), Colucci, Barillà (dal 63° Hetemaj); Di Michele, Comi. In panchina: Facchin, Freddi, Louzada, D’Alessandro. All.: Dionigi. Arbitro: Tommasi di Bassano del Grappa (VI). Assistenti: Paiusco di Vicenza e Ranghetti di Chiari (BS). Quarto uomo: Pezzuto. Marcatori: Fofana al 19°, Comi al 62°, Falcinelli al 73° e Mammarella al 90°. Ammoniti: Antonazzo al 18°, Volpe al 45° e Almici al 48°. Corner: 4-2. Recupero: 1’ (p.t.) e 3’ (s.t.).

Note. Assente ancora per scelta societaria (di “tecnico” non c’è nulla, nemmeno l’allenatore pro-forma in panchina) Vincenzino Sarno (che, così, espia ed espierà le sue “colpe” fin’oltre la fine del torneo), si aggiungono alla lista degli indisponibili per lo scontro-salvezza di oggi anche gli infortunati Bergamelli, Fischnaller e Lucioni. A Dionigi, quindi, viene “concesso” di schierare l’ “11” migliore senza uno dei migliori da parte del presidente-direttore-allenatore. La “ragion di Società”, pertanto, giustifica l’alienazione del talentuoso giocatore in barba allo schierare la migliore formazione possibile (considerata l’intera rosa). Dionigi tace, acconsente, si piega, magari non si spezza, ma dimostra ancora una volta – qualora ve ne fosse bisogno – che con il sapore di “autonomia” ha solo i km percorribili che gli segnala il computer di bordo della sua auto (sempre se ha ricordato di far rifornimento). A proposito di DS, quello sulla carta e “senza portafoglio” per intenderci, anch’egli è in scadenza di contratto. Voci dicono che il presidente-direttore-allenatore, in regime di spending review, potrebbe risparmiare su un altro contratto e, quindi, continuare a far tutto lui. Senza Giacchetta e con ancora Dionigi in panchina il prossimo anno (salvo stravolgimenti che, però, non convengono a nessuno: né a Foti perché Dionigi non gli dà pensieri nè allo stesso Dionigi che manterrebbe l’occupazione anche per il secondo e ultimo anno di contratto), Foti otterrebbe il massimo. Non sarebbe una novità visto che ai tempi di Mazzarri la casella “DS” era ufficialmente vuota salvo essere colma quella alla voce “consulente tecnico”. Lanciano in serie positiva da 6 turni, Reggina da 4 turni. 30 punti in graduatoria il Lanciano, 29 la Reggina. La gara inizia con una non perfetta visuale causa la leggera nebbia che avvolge il “Biondi” unita alla pioggia costante. Un’ultima nota di colore. Stamane abbiamo ascoltato in radio l’amico e collega Domenico Durante. Presentando la registrazione di una sua chiacchierata con Foti (l’argomento ci è sfuggito) ha presentato l’ospite sostenendo come quest’ultimo sia più amato lontano da Reggio che “in patria”. In automatico e senza sacrificio alcuno ci è saltata in mente una battuta, cinica ma reale: certo ch’è più amato fuori, con le squadre mediocri che da anni allestisce per gli avversari è una pacchia pressoché assicurata! Cronaca e commento. Primo tempo. Al 4° prima conclusione a rete. E’ Piccolo a provarci con Baiocco a parare a terra. Il Lanciano di Gautieri sembra essere più intraprendente in queste prime fasi di gara. La Reggina, come al solito, inizia particolarmente coperta e attenta. All’11° il primo calcio d’angolo per gli amaranto. Calcia Barillà (dopo la solita finta inutile di Bombagi), colpo di testa-spalla di Comi e palla verso Di Bari. Il terzino amaranto è nettamente trattenuto per la maglia da un difensore (Almici?) tanto che le immagini evidenziano la maglia numero 21 tirata e la conseguente caduta all’indietro dello stesso Di Bari (foto 1). Rigore netto che Tommasi non vede (o fa finta di non vedere) e, quindi, non sanziona l’intervento difensivo con un penalty sacrosanto. Al 16° ci prova l’esterno D’Aversa con un bolide da destra, il tiro è forte e teso ma ampiamente largo e non crea preoccupazione alcuna. Al 19° il Lanciano passa in vantaggio. Schema su calcio da fermo: Mannarella, dalla trequarti sinistra, palla in orizzontale verso Volpe che, di sinistro, di prima intenzione, mette in mezzo. Con la difesa schierata, qualcuno si dimentica di Fofana che, quindi, non ha difficoltà alcuna a schiacciare di testa superando un sorpreso Baiocco (foto 2). Ancora l’ennesimo regalo della difesa amaranto agli avversari e ancora una partenza con handicap. Il Lanciano garbatamente ringrazia e passa avanti nel punteggio fin qui senza particolari meriti. Al 25° contropiede abruzzese. Palla a Piccolo sulla sinistra, Fofana è liberissimo dal lato opposto ma il passaggio in orizzontale è debole e intercettato. Al 26° altra occasione gol per i padroni di casa. Piccolo questa volta agisce sulla destra, ha davanti due difensori che supera, palla in area verso Plasmati che, anch’egli con molto spazio a disposizione (era necessario raddoppiare su Piccolo lasciando solo Plasmati?), fortunatamente sbaglia lo stop e la palla termina tra le braccia di Baiocco in uscita. Lanciano mediocre, Reggina inguardabile. Al 31° la prima conclusione amaranto verso la porta rossonera. E’ Di Michele a tentare la “bicicletta” indirizzando a rete, la palla però termina alta sulla traversa e Leali continua la sua “disoccupazione”. Al 33° ci prova dalla distanza il capitano Mammarella, il suo esterno sinistro termina sul fondo lontano dalla porta reggina. Al 34° timida azione offensiva degli amaranto: cross di Rizzato, deviato, e Leali para senza opposizione alcuna. Al 38° ancora un’occasione per i padroni di casa: calcio di punizione dalla trequarti sinistra calciata da Mammarella (come in occasione del vantaggio), questa volta la palla è indirizzata a centro area con Fofana (ancora lui), ancora una volta indisturbato, che colpisce di testa indirizzando, questa volta, sul fondo. Un dubbio ci attanaglia: ma Colucci è nell’ “11”? Si, c’è: lo inquadra la telecamera e ci tranquillizziamo. Questo a sottolineare, qualora ce ne fosse bisogno, l’assoluta inconsistenza della manovra amaranto in fase offensiva: se Colucci si stenta a vederlo vuol dire che pochi sono i palloni che passano dai suoi piedi. E, se tocca pochi palloni, lui che ha i piedi buoni, vuol dire che c’è ben poco da attendersi. Un solo minuto di recupero e i primi 45 minuti di gioco si chiudono qui. Secondo tempo. Una serie infinita di errori e palle perse caratterizza l’inizio ripresa degli amaranto ma anche quello dei padroni di casa che se avevano, prima dell’inizio di questa gara, un punto in più dei reggini – uno in meno se considerassimo la classifica senza penalizzazioni – vuol dire che qualcosa più di un punto in comune con la Reggina l’avranno avuto. E non è un complimento! Fino al 55° non accade nulla di che: le due squadre si affrontano, spesso sbagliando, ma si equilibrano nel non creare azioni degne di nota. Al 58° primo tiro verso una porta: è Volpe a raccogliere un cross basso da destra, a battere di prima intenzione accentrandosi e a sfiorare l’incrocio dei pali alla sinistra di Baiocco. Al 59° Gautieri cambia: esce Plasmati ed entra Falcinelli. La Reggina cerca di arrampicarsi sugli specchi ma non riesce a cavare un ragno dal buco e le sue azioni sono, come sempre, macchinose, corollate da errori e frutto di mancanza di idee. O, forse, molto più semplicemente, ciò che manca è la qualità Al 62°, però, nonostante tutto, la Reggina pareggia. Bombagi apre sulla sinistra per Rizzato che, al volo, mette al centro dove arriva Comi in spaccata a insaccare in anticipo sul diretto marcatore (foto 3). La qualità, comunque, le manca ma almeno la fortuna l’assiste. Non che il gol sia frutto fortunoso ma fortuna intesa come “mal comune mezzo gaudio”. Come già detto, Lanciano e Reggina sono vicinissimi in classifica: decidete voi se sono forti o, se preferite, scarsi uguali. Al 67° secondo cambio per Gautieri: esce Paghera ed entra De Cecco. Al 73° il Lanciano ritorna in vantaggio con Falcinelli. Cross dalla trequarti destra di Almici, colpo di testa dal limite dell’area di Falcinelli e Baiocco, sorpreso e fuori posizione, viene superato dal pallone che s’insacca (foto 4). Falcinelli da chi avrebbe dovuto essere marcato? Da Di Bari? Da Ely? In sostanza, anche lui come Fofana, era solo al limite. Reagisce la Reggina al 75° con Bombagi il cui tiro è parato a terra da Leali. Al 76° secondo cambio anche per Dionigi: esce Bombagi ed entra Gerardi. Dionigi si affida alla fortuna o, se preferite, all’uomo della provvidenza: quel Gerardi che, acquistato dall’Udinese l’ultimo giorno di calciomercato (di riparazione), partendo sempre dalla panchina, all’esordio siglò il gol del pari contro il Modena al 93° e, la settimana dopo, pareggiò ancora il vantaggio del Padova al “Granillo” (gara poi vinta dagli amaranto). All’80° doppio cambio per Gautieri e Dionigi che, così, finiscono i le sostituzioni a loro disposizione: nel Lanciano entra Falcone ed esce Fofana e nella Reggina esce Antonazzo ed entra Campagnacci. All’85° match-point per il Lanciano: è Piccolo a trovarsi sul sinistro il pallone che potrebbe chiudere l’incontro. Tenta di piazzare il pallone alla destra di Baiocco che, però, è bravo e blocca in tuffo. Match-point che, regolarmente, arriva al 90°. Rinvio corto di Baiocco, colpo di testa di un centrocampista verso Piccolo che innesca velocemente Mammarella (forse in posizione di fuorigioco di rientro, bisognerebbe vedere meglio la posizione sulla fascia sinistra amaranto di Rizzato) il quale, senza difficoltà alcuna, con un colpo sotto, supera l’incolpevole Baiocco (foto 5). Dopo 3 minuti di recupero Tommasi decreta la fine delle ostilità. La Reggina perde con merito e perdere contro il Lanciano (che aveva già vinto al “Granillo” all’andata) vuol dire essere davvero oltre l’indecenza. Dionigi ingoi l’ennesimo boccone amaro e Foti non si lamenti: la colpa è sua! Intanto martedì sera c’è lo Spezia al “Granillo”. Spezia che, dopo aver perso nettamente il set disputato venerdì scorso in casa con il Novara (0-6 contro la squadra piemontese in netta ripresa dopo l’arrivo dell’amato Aglietti), arriverà a Reggio senza l’ex Atzori (legittimamente esonerato) in panchina ma con il neo-tecnico Gigi Cagni. Le probabilità di salvezza per la Reggina diminuiscono ma, come detto, le colpe sono da scrivere a uno e uno solo: quel presidente-direttore-allenatore che, anche oggi, ha spiegato all’amico Domenico Durante (uno dei pochi a non averlo ancora capito) perché non è più amato a Reggio ma solo oltre i confini cittadini. E’ una pacchia per chiunque giocare (e vincere) contro la Reggina che da anni ci propina in disprezzo a Città, tifosi, sportivi e appassionati. La Reggina è ancora (nonostante tutto) amatissima e seguitissima. Lui, onestamente, è l’unico motivo per cui il “Granillo” è vuoto da anni. (Foto fonte www.sky.it). 

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Author: Maurizio Gangemi