Reggina-H. Verona: 1-1. Reggina (5-3-2): Baiocco; Antonazzo, Adejo, Freddi, Di Bari, Rizzato (c); Hetemaj (dal 66° Bombagi), Colucci (dall’87° Armellino), Barillà; Di Michele, Comi (dall’82° Fischnaller). In panchina: Facchin, Bergamelli, D’Alessandro, Hetemaj, Campagnacci. All.: Dionigi. Hellas Verona (4-2-3-1): Rafael; Cacciatore, Maietta, Moras, Agostini; Bacinovic (dal 63° Laner), Hallfredsson (dall’88° Cocco); Gomez (dal 63° Martinho), Sgrigna, Jorginho; Cacia. In panchina: Berardi, Ceccarelli, Rivas, Crespo. All.: Mandolrini. Arbitro: Pinzani di Empoli. Assistenti: Ciancaleoni e Fiorito. Quarto uomo: Fiorito. Marcatori: Cacia al 25° e Comi al 73°. Ammoniti: Hetemaj al 19°, Gomez al 50°, Bacinovic al 50°, Freddi al 61° e Hallfredsson all’80°. Corner: 3-7. Recupero: 1’ (p.t.) e 3’ (s.t.).
Note. Chiuso il mercato riparatore, da oggi il “vice” del presidente-direttore-allenatore sa su che uomini contare sino a maggio. Presi Antonazzo, Colucci, Di Michele (oggi per la prima volta insieme in campo) e, giusto ieri, Gerardi (l’attaccante da 17 gol in 134 presenze tra A – 1 presenza 0 reti -, B – 112 presenze e 13 reti – e C1 – 21 presenze e 4 reti -) e ceduti Ceravolo, Castiglia, Melara, Viola e, fortunatamente (oltre che miracolosamente), Rizzo, nelle casse del padre-padrone amaranto è entrato anche qualcosa come un milione di euro (forse uno e mezzo visto gli ulteriori 500.000 previsti per l’esordio-cessione a titolo definitivo di Rizzo – sul 5-0 in Sampdoria-Pescara, n.d.r. –). Le operazioni di mercato, che hanno reso entusiasti i tifosi, sono (in entrata): Antonazzo e Di Michele a costo 0 per aver rescisso i rispettivi contratti con Grosseto e Chievo Verona; ancora a costo 0 Gerardi giunto in prestito e in comproprietà dall’Udinese; ancora a costo 0 Colucci giunto a Reggio dal Pescara con 500.000 euro (o un milione?) al posto di Rizzo (vendere Rizzo è stata, secondo noi, l’operazione più arguta del Number One amaranto dopo quella di Cirillo all’Inter per 13 miliardi delle vecchie lire). 4 giocatori presi; totale spesa: 0 euro; totale incasso: 500.000 euro (o un milione?). In uscita, invece: venduti Ceravolo alla Ternana (altri 500.000 euro) e, come detto, Rizzo al Pescara e prestati Melara e Viola al Carpi e Castiglia al Catanzaro. 5 giocatori ceduti; totale incasso 500.000 euro. Intanto, un altro aiuto alla “causa” è arrivato dall’ex amato e fors’oggi odiato Martino. Il DS, infatti, accordandosi con il Barletta ha rescisso il contratto che lo legava alla Reggina fino a giugno. 6 mesi in meno di stipendi, quindi, per Foti e un guadagno che si aggira tra 60 e 90 mila euro (atteso che presumiamo l’accordo vertesse su una cifra mensile tra i 10 e i 15 mila euro). In scadenza a giugno 2013, oltre ai già citati Sarno, Rizzato e, appunto, Martino, ci sono il preparatore atletico Mondilla e, nientepopodimenoche, il “direttore senza portafoglio” Giacchetta. Non sappiamo se quest’ultimo sarà ancora in amaranto a luglio, sappiamo però che circola la voce di un avvicendamento con Amoruso (in sostanza, la conferma della regola secondo cui il responsabile del settore giovanile passa a DS). La Reggina, in verità, ha tentato, invano, di cedere anche Sarno (ormai neppure convocato sia per Vercelli che per stasera). Il talentuoso giocatore, però, visto che fesso non è (e neppure tecnicamente scarso), ha rifiutato con fermezza e legittimamente il trasferimento in Lega Pro. In scadenza di contratto (così come Rizzato), già da oggi può liberamente accordarsi con qualunque società gli aggradi con decorrenza 1° luglio 2013. Non giocherà più partite ufficiali? Sarà alienato sul campo 28 del Sant’Agata? Non gli sarà perdonato lo “sgarro”? E che problema c’è? 5 mesi ancora e sarà un uomo libero con buona pace del presidente-direttore-allenatore che non ricaverà un centesimo dalla sua partenza salvo colpi di coda con annesso rinnovo del contratto (stessa cosa dicasi per il capitano Rizzato). Che il de cuius non guadagni dall’arrivederci di Sarno a fine giugno c’importa ben poco. Molto di più c’importa che il suo “vice” Dionigi non possa utilizzare un giocatore talentuoso come Vincenzino. Ma a quelle latitudini ci sono “uomini d’onore”: “Non te ne vai? Bene, io mi castro non facendoti giocare – ma pagandoti lo stesso, n.d.r. – e tu ti alleni coi birilli”. Un ragionamento che non fa una grinza, giusto? Intanto, è innegabile, la Reggina ha bisogno di Sarno! Quattro ex nella gara di stasera: tra i reggini il neo-ritornato Colucci e Di Bari e tra i veneti l’islandese Hallfredsson (non capito a Reggio e rivalutato altrove) e il catanzarese Cacia, spesso negativamente nei pensieri dei tifosi amaranto per via della sciagurata permanenza reggina nel corso della stagione 2009/2010 (quella del “Sono qui per vincere” del sovrastimato Novellino e del “Voglio giocare di più” – 27 presenze e 4 gol – dello stesso Cacia). Cacia, che a Reggio ha disputato una delle sue peggiori stagioni, non è stato per nulla apprezzato dai tifosi non solo per le sue scadenti prestazioni ma anche per le sue dichiarazioni offensive allorquando cambiò casacca. Certo è che sarà pure un buon giocatore (lo ha dimostrato, altrove purtroppo) ma in quanto all’essere Uomo ne ha ancora da fare strada. Intanto, il “vice” (o il “titolare”), memore dell’assoluta inefficacia dell’attacco schierato in casa Pro Vercelli, ha un barlume di saggezza e, finalmente, schiera Comi accanto a Di Michele. Un centravanti assieme a una seconda punta, insomma. Cronaca e commento. Primo tempo. 10” appena e la Reggina è già in attacco dove guadagna una punizione una decina di metri fuori dall’area sulla destra. A calciare, dopo un conciliabolo con Barillà (mancino), è Di Michele ma il suo tiro si stampa sulla barriera. La gara si svolge su ritmi alti ed è piacevole da guardare. In fondo, qualora lo avessimo dimenticato, l’ospite amaranto è la terza forza del campionato (a oggi direttamente in A senza necessità di disputare i playoff considerati i 10 punti di vantaggio sulla quarta in classifica). Al 9° la prima occasione da gol è per il Verona. Cross da destra di Cacciatore con l’ex e odiato Cacia che, coordinatosi bene, anticipa Freddi e colpisce di testa indirizzando sul palo più lontano ma sul fondo. Risponde Di Michele con uno stop a seguire e relativa conclusione che termina a lato. Al 17° straordinaria azione in progressione di Di Michele (37 e non sentirli). Su lancio di Adejo, il “9” amaranto supera sullo scatto il diretto avversario (Moras) e tenta l’esterno destro a servire Comi assolutamente solo qualche metro fuori dall’area di rigore. Miracolosamente sulla traiettoria interviene Maietta e neutralizza. Peccato! Resta, comunque, entusiasmante il modo in cui Di Michele si è disfatto di Moras. Nulla da eccepire: David Di Michele ha tutte le carte in regola per diventare il valore aggiunto di questa squadra che, comunque, al momento, rimane nella mediocrità. Al 25° il Verona passa. Cross da sinistra di Agostini, Freddi e Di Bari si perdono Cacia e per lui è un giochetto da ragazzi battere Baiocco di testa. Sarà felice un collega in tribuna stampa (di sicuro avrà esultato a denti stretti), suo vicino di casa e primo sponsor e sostenitore nell’intera stagione televisiva 2009/2010. La mediocrità complessiva della squadra sta tutta nell’errore gravissimo di Freddi e Di Bari: in due non riescono a marcarne decentemente uno! La Reggina, sotto di un gol, fatica a rialzarsi ma c’è e il migliore in assoluto si conferma Di Michele assolutamente indomito. Al 40° un cross di Hallfredsson si trasforma in tiro e scheggia la faccia superiore della traversa. Alla Reggina, come sottolinea anche Nucera di Sky, manca il centrocampo con Barillà ed Hetemaj non pervenuti. E se mancasse anche Sarno? E se la sua qualità facesse al caso della Reggina? Chissà se ci pensa il “vice”? E chissà se, anche per questo, ancora maledica il giorno in cui ha accettato il biennale propostogli? Al 45° la Reggina ha l’occasione per pareggiare. Con chi? Con Di Michele ovviamente. Rimpallo al limite dell’area e palla che Di Michele si ritrova tra i piedi, puntata verso la porta e tiro di destro in diagonale. E’ bravo Rafael a tuffarsi alla propria destra e a negare la gioia del gol all’attaccante reggino deviando in corner. A battere l’angolo va Barillà che fa del suo meglio e calcia la palla direttamente sull’esterno della rete. Lo stesso collega che al gol di Cacia ha “urlato” a denti stretti, a tal proposito e più in generale, esclamerebbe un laconico ed esaustivo “Non c’è nenti!” In effetti… Secondo tempo. Al 49° il Verona dimostra perché è secondo in graduatoria. Ripartenza fulminea di Hallfredsson in 3 contro 3. Palla a sinistra verso Sgrigna con l’ex Torino che entra in area e prova a battere a rete. Adejo c’è e respinge in corner. Al 52° la Reggina va ancora una volta vicino al pareggio. Sugli sviluppi di un calcio di punizione si accende una mischia in area con il pallone che passa di piedi in piedi fino ad arrivare a Di Michele che calcia di destro con palla che colpisce la parte bassa della traversa e ritorna in campo. Sfortunata la Reggina che, nonostante i suoi limiti, disputa stasera una partita gagliarda. Al 56° risponde il Verona. Palla in verticale ad Hallfredsson, spalle alla porta l’islandese si gira e di sinistro impegna severamente Baiocco bravo a distendersi alla sua sinistra con deviazione in corner. La Reggina c’è, Di Michele è un indomito trascinatore. Al 60° ancora Reggina. Invenzione di Di Michele che, da terra, serve Rizzato. Cross teso verso Comi con Maietta a intervenire provvidenzialmente. Di Michele imperversa: è dappertutto e sostiene la squadra sulle sue spalle. Al 63° doppio cambio per il “marchiato” Mandorlini: fuori Bacinovic e Gomez e dentro Laner e Martinho. Perché “marchiato” l’allenatore-razzista Mandorlini? E’ facilmente detto: squalificato tempo addietro per comportamenti razzisti, è stato condannato e costretto a scriversi addosso la scritta “Rispetto” e non solo. In ogni conferenza stampa ha l’obbligo di rimarcare quelli che sono i valori dello sport. Beh, che dire? Un allenatore così potrà anche vincere tutti i campionati a cui partecipa ma è e sarà sempre un piccolissimo uomo. Al 66° primo cambio per il “vice”: esce Hetemaj ed entra Bombagi. Al 71° si rivede il Verona. Cacia riceva palla sulla destra da Sgrigna, tunnel a Barillà e rapido tiro di sinistro. La palla termina sul fondo alla sinistra di Baiocco. La Reggina, pur sottomessa nel punteggio, non demorde e macina gioco. E’ evidente, in questi casi più che in altri, che il modo scriteriato in cui è stata costruita la fa da padrone. La tenacia e la determinazione amaranto suppliscono alla qualità e al 73° pareggia. Rimassa laterale lunghissima da destra di Antonazzo, colpo di testa di Comi, poi ancora di testa un difensore, palla che non si allontana e che ricade nello stesso punto. Stavolta è ancora Comi ad anticipare il difensore e a mettere nell’angolino basso alla destra di un sorpreso Rafael. Colposo certamente il forte portiere veneto che non esce in nessuna delle due occasioni. Al 76° la Reggina va vicina al raddoppio. Magia di Di Michele a liberarsi del diretto avversario, palla a seguire in area ma tiro fiacco (probabilmente stoppato da un difensore) e parata facile di Rafael. Nulla da ridire: Di Michele combatte, gioca a tutto campo, recupera, entusiasma. All’82° secondo cambio per Dionigi: esce Comi (bomber amaranto arrivato a quota 8) ed entra Fischnaller. Chissà se l’unico centravanti di ruolo e il miglior marcatore stagionale è riuscito stasera a convincere il “vice” o il “titolare” sulla necessità di essere schierato? Ah già, Comi non è patrimonio della Reggina e quindi… Come dire: un’altra opportunità per prendersi a randellate gli zebedei facendosi del male pur di non pensare al bene della squadra ma solo ai propri interessi. All’87° terzo cambio amaranto: esce un Colucci applauditissimo ed entra Armellino. All’88° anche Mandorlini cambia: esce il fischiato Hallfredsson ed entra Coco. Al 90° brivido per gli amaranto. Indecisione tra Adejo e Baiocco con Cacia che interviene anticipando il portiere che, in tuffo, manca il pallone e mette giù l’attaccante catanzarese. Pinzani non interviene ma forse… 3 di recupero alla fine di questa battaglia che, meritatamente, la Reggina sta per vincere al cospetto della terza forza del campionato. Al 93° l’ultima azione è per i reggini. Cross da sinistra di Rizzato e Armellino non ci arriva per un soffio. La partita finisce. Applausi per gli amaranto che meritano il pareggio bloccando la corsa del Verona con un Di Michele semplicemente sontuoso. E con Sarno in campo piuttosto che in punizione… Ad maiora!