Caro Maurizio, ti conosco come persona intelligente e capace di critica serena. Per questo motivo affido al tuo giornale online (grazie per annoverarmi tra i suoi collaboratori) questo articolo che altro non è che una riflessione pacata sulla Reggina. Ho fatto alcune fotoverbali, eccole. I due portieri (Baiocco e Facchin) hanno di mostrato di essere all'altezza della situazione. La difesa ha dimostrato di avere uomini validi purché non si distraggano scioccamente: Adejo è sontuoso, Ely è autorevole, Freddi un mastino e una crescita grande hanno fatto registrare Lucioni e Bergamelli inquadrando l’intero reparto in linea con la sufficienza.
A centrocampo Sarno e Bombagi non sembrano avere i 90 minuti nelle gambe. Il napoletano vorrebbe fare di più solo la fase di rifinitura, il sardo sta bene davanti alla difesa ma spesso perde lucidità nella fase della rifinitura. Non si discute Rizzato, Barillà bene ma discontinuo. Hetemaj è il migliore del gruppo di faticatori del pallone (che annovera anche Rizzo e Armellino). Insomma, un centrocampista di qualità nella distribuzione del gioco al posto dei faticatori e la salvezza (non posiamo aspirare ad altro) è in tasca. L'attacco, punta su Comi (ma deve giocare al ridosso dell'area), Ceravolo (deve solo cercare di fare bene l'ultima cosa di azioni travolgenti), Fishnallere (deve crescere, non può toglierci lui le castagne dal fuoco) e Viola (tecnicamente ottimo ma deve maturare caratterialmente). Il mister, Davide Dionigi: va sostenuto con convinzione e passione da tutte le componenti (nostra categoria compresa), e non bisogna dargli l'impressione di essere “solo” in una impresa impegnativa. Direttore, se riterrai sensato pubblicare questo articolo, mi piacerebbe che fosse accompagnato da un tuo commento. Caro Domenico, come vedi pubblico ciò che mi hai gentilmente inviato e, pacatamente ma in maniera molto risoluta com’è mia prerogativa, lo commento. Hai fatto una disamina completa, giocatore per giocatore, reparto per reparto. Io, invece, giudico la squadra nel suo insieme giacché a calcio si gioca in 11 e non singolarmente. 11 giocatori, come sai, se amalgamati bene possono anche sorprendere come nelle stagioni di Mazzarri per intenderci. Il mio giudizio schietto, diretto e leale è che la Reggina (intesa come squadra) sia semplicemente… scarsa in qualità (quindi in doti tecniche) e, di concerto, in quantità di gioco espresso e, ovviamente, di punti conquistati. Domenico, ti conosco da tempo per averti ascoltato durante le tue ospitate radiofoniche e molto meglio dopo averti conosciuto personalmente al ritiro di Saint Christophe nell’estate 2010. So, anzi sappiamo entrambi, che sei uno degli ultimi “inguaribili romantici” (ricordi quante te ne ho dette scherzosamente durante la partita Reggina-Varese, se non erro, allorquando la seguimmo uno accanto all’altro al “Granillo”?) eternamente innamorato della sua Reggina tanto da quasi non vederne i limiti e i difetti. Te lo giuro, sei davvero encomiabile per questo ma, se permetti, lo ascrivo al tuo amore per Reggio e al tuo contemporaneo viverci lontano da molti anni. Se vivessi qui, più vicino a tutto quello che qui succede intendo, riusciresti a percepire l’umore, persino l’odore, dei fatti che a queste latitudini avvengono e non solo attraverso tv, radio o internet ch’è vero trasmettono qualcosa seppur freddamente come gli strumenti che propagano le loro notizie. Vedi, caro Domenico, a Reggio, da anni, attorno alla Reggina, si respira un clima gelido. La gente, lo sportivo, persino il tifoso più acceso, ha deciso di disertare il “Granillo”. Non già, sia ben chiaro, per disaffezione rispetto alla propria squadra del cuore (ti garantisco che in ogni angolo della Città si parla, purtroppo, dei suoi scarsi risultati e, come sai, l’importante è che se ne parli) ma bensì per quella sensazione di nausea causata da uno e uno solo: il suo presidente pro-tempore. La gente, in sostanza, come ebbi modo di dire a Tribuna Amaranto (se non ricordo male proprio nella serata in cui eri ospite anche tu), non tollera più il suo essere padre-padrone piuttosto che pater familiae e, come ho ancora detto, sono assolutamente certo che, seppur in una serie inferiore, il “Granillo” tornerebbe pian piano a riempirsi a una sola condizione: l’assenza di tale personaggio. Credo di poter affermare (tu che ami le statistiche potresti fare una ricerca e darmi conforto e/o smentirmi) che quello della Reggina sia il presidente con più deferimenti, inibizioni e multe d’Italia e, di concerto, la Reggina la squadra più volte penalizzata e deferita (nel campo sportivo). Per quanto riguarda la giustizia ordinaria (fatta salva l’attesa del terzo grado di giudizio), lo stesso personaggio mi pare abbia già racimolato un anno e mezzo di condanna a seguito della famigerata “Calciopoli”, abbia ancora sul capo (mi pare) la denuncia dell’ex patron del Bologna Gazzoni-Frascara per via delle fidejussioni fallocche (ricordi la San Remo s.p.a.?) nell’estate del 2005 e ancora, fresca di qualche mese, la spada di Damocle riguardante l’inchiesta della Procura di Milano inerente le fatture false e la distrazione di denaro dalla società Reggina verso altri lidi (a questo si riferiscono gli ultimi due anni di inibizione ricevuti e l’associata multa pecunaria). Come se non bastasse, è notizia fresca di un paio di giorni il nuovo deferimento per l’affaire Cirillo del 2008 associato all’agente Pastorello. Un curriculum di tutto rispetto, non credi? E allora se le premesse sono queste, se si lamenta che non ha più quattrini (la Reggina, non lui: e la distrazione dei fondi? e l’ammissione di aver prodotto fatture false per esportare denaro?), se è vero com’è vero che, nella sua storia, la Reggina ha sempre più incassato che speso, come può allestire una squadra con qualità (che costa) piuttosto che una squadra mediocre tanto nel valore dei giocatori quanto nel loro rendimento? Come vedi, caro Domenico, a prescindere dalla tua corretta analisi, è il contesto che non c’è e che, quindi, inficia tutto il resto. La gente ha gli zebedei stracolmi dell’arroganza, della presunzione, dell’atteggiamento del personaggio di cui sopra. La Reggina, invece, ne risente anch’ella di tutte queste sue di lui caratteristiche. Dionigi? Sai quanto siamo legati tutti quanti a Re Davide, ma questo non basta. Ha iniziato la stagione bene salvo poi cedere ai dettami del presidente-direttore-allenatore e, quindi, snaturare il suo credo per far posto a quello esclusivamente aziendalista. No, così non va né può andare. Dionigi è l’allenatore, lo faccia o se ne vada. Le figure barbine che sta facendo non sono le sue (rosa mediocre e ingerenze dirigenziali) ma le fa lui. Se un contratto biennale contempla il mettere sotto i piedi la propria dignità professionale allora sono fatti suoi. Tanto più che, a microfoni spenti, ha avuto modo di dichiarare tempo addietro di essersi pentito di aver accettato la Reggina presumendo che il presidente fosse “cambiato”. Tu, Domenico, conosci qualcuno che, nato tondo, morì quadrato? Ecco perché, e concludo, la Reggina, oggi, sembra essere destinata alla Lega Pro che, come dissi, accetterei di buon grado (da lì, quando si chiamava C1, provengo tanto come tifoso quanto come giornalista) se e solo se questo significasse minor guadagno e, quindi, abbandono della società del personaggio di che trattasi. Ti aggiungo una cosa, e poi chiudo veramente, che credo sia esaustiva: dal 1978 al 2012 credo di esser mancato dal “Granillo” in tutto una decina di volte e di aver compensato con molte più trasferte, ma l’ultima partita che ho visto dal vivo è stata proprio Reggina-Varese di inizio novembre scorso. Sai perché? Sono l’ennesimo tifoso a cui ha fatto passare la voglia, il piacere, l’amore di seguire la Reggina. Ovviamente, lui, non se ne preoccupa: o direttamente dal “Granillo” o da casa abbonato su Sky il guadagno ce l’ha comunque! E questo è l’importante, il resto conta poco! Un saluto affettuoso, Maurizio. Maurizio ti chiedo un piccolo spazio per una breve replica (è possibile metterla in coda, in modo che i nostri lettori abbiano un quadro esaustivo?). Dici delle cose che hanno fondamento e che tanti a Reggio condividono. In tutto il vostro ragionamento c'è un vizio procedurale: quando si pensa quello che voi sostenete bisogna orientare con forza i fatti verso soluzioni alternative che a Reggio, caro Maurizio, non ci sono, perché nessuno vuole assumersi l'onere di gestire la più grande azienda di Reggio, di cui è la migliore icona. P.S:: l'onore di seguire la Reggina al “Granillo” assieme a te l'ho avuto nella gara culminata con la vittoria contro il Novara. Pubblicata la tua replica, replico a mia volta ancora in maniera risoluta: chi ha detto che non c’è nessuno in Città disposto ad assumersi gli oneri (certo il de cuius non la lascerebbe con nessun “onore” a suo vantaggio, non foss’altro perché non lascerebbe se ci fossero ancora vantaggi pro domo sua)? Ricordo, e certamente ricorderai anche tu, che nel lontano 1986, quando furono consegnate all’allora Sindaco della Città Mallamo, le “chiavi” della Reggina i reggini misero mano alle proprie tasche e diedero vita alla sottoscrizione popolare. Ovviamente, chi aveva più denari ne mise di più e si accaparrò la presidenza dell’ormai ex A.S. Reggina 1914 e da lì iniziò le sue grandi fortune economiche. A proposito, sai che fine fecero i “soci” o gli “azionisti” che misero quanto poterono nelle casse della nascitura Reggina Calcio 1986? Sono ancora “azionisti” o furono liquidati con un “vaffa” e chi s’è visto s’è visto salvo restare, nel corso degli anni, in pochi, anzi in pochissimi? Come vedi, caro Domenico, la storia è fatta di alti e bassi e, non credendo che non ci sia nessuno a prendere la Reggina in caso il “padrone” mollasse (anche se, onestamente, non so come qualcuno potrebbe acquistare senza libri contabili giacché mi pare, se non erro, che a cadenza biennale o triennale quest’ultimi soffrano di fenomeni di autocombustione e/o di furti) io, da tifoso, da giornalista con la schiena dritta, da Reggino, mi auguro di rivedere a Reggio la Paganese ma senza il personaggio. E’ lui che tiene la gente lontana dallo stadio mentre la Reggina ha sempre i suoi tifosi che la portano nel cuore. Hai ragione, abbiamo goduto delle reciproca compagnia nela gara contro il Novara. Sappi, quindi, ch’è dal 6 ottobre che soffro di nausea così tanto forte da tenermi lontano dal “Granillo”. Un abbraccio e buone Feste.