Calcio, serie bwin, XIX^ giornata: Reggina-Cittadella 0-1

Reggina-Cittadella: 0-1. Reggina (5-3-2): Baiocco; D’Alessandro (dal 46° Melara), Adejo, Freddi, Lucioni, Rizzato (c); Armellino (dal 71° Fischnaller), Hetemaj, Barillà; Ceravolo (dal 57° Sarno), Comi. In panchina: Facchin, Ely, Rizzo, Bombagi. All.: Dionigi. Cittadella (4-3-3): Cordaz (c); Sosa, Martinelli, Pellizzer, Biraghi; Vitofrancesco (dall’87° Paolucci), Baselli, Schiavon; Di Roberto (dal 67° Coly), Di Carmine, Maah (dal 76° Di Nardo). In panchina: Pierobon, De Vito, Bellazzini, Ciancio. All.: Foscarini. Arbitro: Roca di Foggia. Assistenti: Schenone e Di Iorio. Quarto uomo: Abisso. Marcatore: Schiavon al 90°. Ammoniti: Hetemaj al 62° e Melara all’89°. Corner: 9-1. Recupero: 0’ (p.t.) e 4’ (s.t.).

Note. Dionigi ne lascia 5 a casa per scelta tecnica: Bergamelli, Campagnacci, Castiglia, Di Bari e Viola. In diffida sono Armellino, Barillà ed Ely. Rumors più o meno credibili danno Dionigi vicino all’esonero qualora non battesse i veneti. E’ una voce che gira già da un po’ alla quale replichiamo con un “peccato che l’eventuale esoneratore non possa essere invece lui l’esonerato”. Lo ribadiamo con fermezza (qualora ve ne fosse bisogno): le uniche responsabilità per una rosa mediocre e, quindi, per un cammino in campionato altrettanto mediocre sono di uno e uno solo. Il presidente-direttore-allenatore piuttosto che esonerare (eventualmente) Dionigi dovrebbe cospargersi il capo di cenere e chiedere scusa. A Dionigi (che, qualche tempo fa, ebbe già a rimpiangere la sua scelta di essere tornato alla Reggina pur conoscendo Foti) per non avergli messo a disposizione una squadra completa e ai tifosi per l’ennesima stagione anonima ormai quasi giunta al giro di boa (la scarsissima affluenza di pubblico è un segnale chiaro per tutti eccetto per lo stesso Foti che, imperterrito, continua sulla sua strada allontanando la gente dal “Granillo” salvo, chiaramente, guadagnar denari). Sul di lui curriculum, inerente le vicende giudiziarie (sportive e non), invece, preferiamo soprassedere (abbiamo già detto e scritto in tempi remoti con riscontri reali dopo appena qualche mese e condanne giust’appunto qualche giorno addietro). Comunque, riferito dei rumors dobbiamo però costatare che, prima che eventualmente venga esonerato, Dionigi riesce ancora a esonerare se stesso autonomamente (o indotto?). Infatti, abbandona il 3-4-1-2 (o 3-4-3) che ottimi frutti (i migliori) ha prodotto per sfoderare un 5-3-2 al grido di “non prendiamole”. Un atteggiamento tattico, questo, di cui tra poco vedremo i risultati ma che, oggettivamente, non ci piace per nulla. Pollice verso per Dionigi, quindi, augurandogli buona fortuna. La Reggina non vince al “Granillo” da fine ottobre (3 pari nelle ultime 3 apparizioni). Cronaca e commento. Primo tempo. La Reggina prova a prendere in mano le redini della gara ma le manovre sono macchinose, lente e, quindi, prevedibili. Il Cittadella, dal canto suo, aspetta sornione senza nulla rischiare. Tanti sono gli errori in fase di costruzione per gli amaranto, compresi quelli di Baiocco direttamente su rinvio dal fondo (ricordando La Spezia). Al 13° la prima occasione da rete è degli ospiti. Di Roberto aziona sulla destra e mette al centro rasoterra. Palla a Di Carmine che, spalle alla porta, si gira sul destro e colpisce rasoterra in diagonale con Baiocco pronto ad allungarsi a terra e a bloccare. Il Cittadella gira il pallone gestendolo tranquillamente tra i piedi, la reggina accenna a qualche azione ma le conclusioni latitano e lo scarso pubblico presente rumoreggia. Chissà quando Dionigi (o chi per lui) capirà che il 5-3-2 travestito da 3-5-2 non è affatto redditizio. La squadra di Foscarini non è l’ultima arrivata e i suoi 25 punti in classifica e la vittoria sul Verona lo testimoniano. La Reggina, ultima non è, ma quasi “forte” dei suoi 16 punti in graduatoria (terz’ultimo posto in condominio con Lanciano e Novara rispettivamente vittorioso e sconfitto al “Granillo”) con alle spalle solo Pro Vercelli e Grosseto. Al 18° la difesa amaranto si addormenta e ci deve mettere una pezza Adejo a chiudere in diagonale da destra a sinistra. Al 24° ci prova ancora il Cittadella con Vitofrancesco con palla alta e distante dalla porta di Baiocco. Al 27° si vede la Reggina in area veneta: cross di Rizzato, la palla rimane lì con Ceravolo a terra e la palla tra i piedi fino a quando arriva Armellino che cerca la conclusione con il pallone che sbatte sullo stesso Ceravolo finché la difesa non libera. Al 32° la Reggina reclama un rigore: D’Alessandro tenta il cross e Pellizzer tocca con il braccio destro. Il tocco c’è ma è difficile capire se dentro o fuori area (le immagini non chiariscono il dubbio anche se si propoende più per il fuori area). L’impressione è il gioco della Reggina abbia subito l’ennesima involuzione (qualora sia possibile involversi un gioco gia di per sé scadente). Il primo tempo si chiude dopo 45 minuti desolanti (ovviamente da parte amaranto) sul risultato di 0-0 (fortunatamente per gli uomini di Dionigi). Nell’intervallo, Dionigi lascia sul terreno di gioco sia Sarno che Melara a riscaldarsi in vista di un loro impiego nella ripresa. Secondo tempo. In effetti Melara entra subito in campo al posto di D’Alessandro ma non cambia il 5-3-2 iniziale (probabilmente, ce lo auguriamo, muterà anche il modulo con l’ingresso in campo di Sarno). Al 47° azione amaranto. Ceravolo, dalla trequarti destra, apre cambiando fascia per il suo capitano Rizzato. Cross di quest’ultimo a centro area dove Comi non ci arriva e Cordaz respinge di pugno. Al 48° ci prova Vitofrancesco da fuori ma Baiocco blocca sicuro. La Reggina prova a farsi più intraprendente ma i piedi sono quelli e gli errori si susseguono uno dietro l’altro. Al 53° spunto di Ceravolo sulla sinistra, saltato Martinelli crossa al centro dove nulla può Comi ma sopraggiunge Armellino che batte a rete con il pallone deviato in corner. Sul corner da destra è Adejo a colpire di testa spedendo il pallone sul fondo. Al 54° è il Cittadella a chiedere con veemenza il penalty per una presunta spinta subita da Viraghi in area di rigore da parte di Melara. Al 57° arriva il previsto inserimento di Sarno. E’ solo che Dionigi sorprende tutti (o conferma?) e, piuttosto che far uscire un centrocampista, chiama fuori Ceravolo schierando una sorta di 5-3-1-1 con lo stesso Sarno dietro l’unica punta Comi. E’ evidente che Dionigi ha paura e, se di paura trattasi, allora persevera nei suoi errori. Che paura può avere una squadra che è terz’ultima in classifica e che neppure in casa sa osare? Mah?!? Al 60° la Reggina protesta chiedendo il secondo rigore per un presunto fallo di mano di Vitofrancesco. Al 63° si rivede il Cittadella con Schiavon che prova dalla distanza con palla sul fondo. La Reggina sembra essere calata, il suo allenatore è palesemente in bambola o, per meglio dire, “ostaggio” altrui. “Se un uomo non è disposto a lottare per difendere le proprie idee, o non valgono niente le idee o non vale niente lui” diceva Ezra Pound, una citazione che noi accostiamo a Davide Dionigi (deludente anch’egli dopo un avvio stagionale che lasciava presagire ben altro). Non molto altro, sia chiaro (considerando il materiale umano scadente a disposizione), ma nemmeno nulla di così tanto imbarazzante. Al 67° Foscarini effettua il suo primo cambio: esce Di Roberto ed entra Coly. Dionigi, intanto, fa scaldare Fischnaller (vuoi vedere che, a 20 minuti dalla fine, finalmente osa?). Al 71° ecco il cambio: esce Armellino ed entra Fischnaller. Sarà un 3-4-1-2 quello che vedremo sino alla fine? Al 76° secondo cambio ospite: esce Maah ed entra Di Nardo. La Reggina è, adesso, volenterosa ma confusionaria e imprecisa. Al 79° terza richiesta di rigore amaranto: cross di Sarno da sinistra e palla che sembra sbattere sul braccio destro di Martinelli che le immagini dicono essere attaccato o, addirittura, dietro il corpo. All’86° occasione amaranto: corner da sinistra, palla in area, salta Freddi che colpisce di testa schiacciandolo a terra con il pallone che s’innalza sopra la traversa. Al 87° ancora un’occasione. Cross da destra per Rizzato che batte a rete di prima intenzione con Coly a respingere sulla linea di porta. All’87° ultimo cambio veneto: esce Vitofrancesco ed entra Paolucci. Al 90° il Cittadella passa in vantaggio. Cross da destra, in area Di Carmine non ci arriva ma sopraggiunge Schiavone che batte a rete con Baiocco che respinge miracolosamente. La palla resta lì, Melara rimane inchiodato a terra e lo stesso Schiavon non ha alcuna difficoltà a insaccare a porta vuota. Una punizione forse un po’ troppo severa ma la Reggina non ha fatto praticamente nulla per vincere questa partita. La terza sconfitta casalinga stagionale (0-1 con il Lanciano e 1-3 con il Livorno) sta per arrivare così come, forse, la fine dell’era Dionigi sulla panchina amaranto (secondo i rumors). Purtroppo, in questi casi, paga l’allenatore e non chi è il vero responsabile. Staremo a vedere. Di certo c’è che la Reggina si conferma inguardabile e che mai come oggi la Lega Pro sembra vicina. Prima che dimentichiamo, si diverta presidente domani sera alla cena da 80 € a coperto. Si diverta e brindi al Natale dei tifosi amaranto che, grazie a lei, sarà un pò meno sereno (solo per chi ancora la segue, s'intende). Ad maiora!                    

Condividi sui social

Author: Maurizio Gangemi