Dopo la Fiamma, l’Alamaro, i Cappelli e le Armi dei primi cento anni di vita dei Carabinieri, a costituire il tema di questo inserto sono ancora le Armi, nella loro funzione primaria, la difesa della Patria. Il periodo sto-rico affrontato vede, più che mai, l’Arma impegnata nel suo duplice ruolo di arma combattente e di forza di polizia, che ne giustifica la necessità di adeguare costante-mente la dotazione di armi alle innovazioni tecniche. L’arco di tempo considerato, partendo dalla Grande Guerra e chiudendosi col Secondo Conflitto Mondiale,attraversato altresì dalla campagna per la conquista dell’Africa orientale, si configura come un lungo momento di trasformazione dell’assetto interno del nostro Paese,che per l’Arma comporta una parallela esigenza di aggiornamento delle dotazioni operative, tra cui le armi,strumenti non primari della sua funzione istituzionale,ma essenziali.
Cosicché, dopo un secolo di vita, i Carabinieri sono chiamati a combattere per la Patria, non più con le carabine o con le sciabole, ma con le crepitanti armi di reparto, le mitragliatrici, anche per mano degli esordien-ti Carabinieri piloti, pionieri dell’aviazione militare. La precedente monografia sulle armi dei Carabinieri, apparsa sull’Agenda dello scorso anno, si è conclusa con la descrizione del Moschetto mod. 1891, anticipando che esso“avrà una lunga storia”. Nella sua duplice versione, corta con baionetta ripiegabile e lunga con baionetta innestata, il Carcano 91 – è questo il suo vero nome – è stato infatti, ininterrottamente, il fedele compagno dei militari dell’Arma, sui campi di guerra e sul fronte dell’ordine interno. È da precisare che la versione TS, ossia Truppe Speciali, non risulta essere stata mai assegnata ufficialmente a personale dell’Arma, ma la documentazione iconografica pervenutaci autorizza a ritenere che di essa fossero dotati i militari impegnati sul Podgora. Riprendendo la narrazione dell’armamento dei Carabinieri nel terzo cinquantennio di vita dell’Istituzione, è utile scorrere panoramicamente la situazione degli Stati europei nel settore degli arsenali militari, specificamente per quanto attiene alle armi individuali. Il fucile e il moschetto restavano i mezzi di dotazione individuale maggiormente utilizzati, ancor più della pistola, non essendo l’assegnazione di quest’ultima generalizzata a tutti gli uomini in armi. Sul fucile, pertanto, si concentrarono gli studi dei laboratori balistici di tutti gli Stati. Il nostro Carcano, ossia il moschetto 91, adeguandosi agli standard dell’epoca, si dimostrò una valida e progredita arma individuale. Contemporaneamente venne riservato un attento interesse per le armi di reparto, che si accin-gevano ad esordire in campo bellico con risolutiva predominanza. Dalla tabella a piè di pagina si può rilevare che soltanto la Francia ci aveva preceduti nell’adozione di un fucile di concezione moderna, il Lebel, il cui prototipo risaliva al 1886. E non deve sorprendere. Lo Stato transalpino, era già stato pioniere, nel1866, con lo Chassepots a ricarica rapida, feli-cemente sperimentato a danno dei garibaldini l’anno successivo a Mentana. Quanto alle pistole, il confronto con la produzione europea non poneva il nostro Paese all’avanguardia. La nostra Glisenti 9 mm, ideata nel 1910, si rivelò poco robusta, tant’è che,interrottane la produzione, venne sostituita dal revolver Bodeo, risalente al 1889 e, più tardi, dalla Beretta 7,65 automatica. Gli altri Eserciti europei, che sarebbero stati coinvolti nella Grande Guerra (1914-18), disponevano di pistole destinate ad una carriera longeva, se non addirittura al mito, come la tedesca Luger 9 mm Po8. I Carabinieri, in quanto arma combattente, sischierarono in battaglia col Primo Reggimento Mobilitato già al momento dell’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria, nel maggio 1915. Nel luglio successivo, parteciparono alla Battaglia sulle pendici del Podgora. Dal Diario di guerra del proprio Comandante, il Colonnello Luigi Vannugli, rileviamo che il Reggimento comprendeva anche delle “Sezioni Mitragliatrici”al comando dei Tenenti Pietro Gaveglio, Gu-stavo Fiore e Ulrico Carozzi. Tali reparti, per-tanto, furono tra i primi ad essere dotati della nuova arma di reparto, esattamente la mitragliatrice FIAT-Revelli Mod.1914, con la quale svolsero la preparazione alla battaglia del 19luglio 1915. Però, durante l’epico fatto d’arme,essa non sparò un solo colpo, avendo il Reggimento Carabinieri ricevuto l’ordine di portare l’attacco alla quota 240 esclusivamente all’arma bianca. E così fu, mentre dall’alto gli au-striaci riversavano sugli uomini del Col. Vannugli, con accanimento, tutto il loro potenziale di fuoco. Il progetto di quest’arma di reparto risaliva al1910, per opera di Abiel Revelli, che modificò la mitragliatrice Perino Mod. 1908, ritenuta ormai obsoleta. Prodotta in grandi quantità durante il conflitto dalla MBT (Metallurgica Bresciana Tampini), la FIAT-Revelli Mod. 14sirivelò inizialmente poco affidabile, in quanto soggetta a inceppamenti. Tale inconveniente era causato dal sistema di alimentazione dotato di una pompetta per l'olio, il quale lubrificava ogni colpo prima di incamerarlo,cosicché potesse scorrere meglio. Purtroppo,l'olio si univa con la polvere che entrava nel meccanismo, creando una pasta granulosa che faceva bloccare il meccanismo stesso. L’arma disponeva di un sistema di raffreddamento ad acqua, che operava attorno alla canna a mezzo di un manicotto in cui era con-tenuto il liquido raffreddante. Esistevano due versioni dell'arma, una con manicotto liscio,un'altra con manicotto ondulato con nervature di irrigidimento, che aumentava la dissipa-zione del calore. Una ulteriore caratteristica era lo scatto dell'otturatore, che permetteva la raffica sia continua che intermittente. Il calibro dell’arma si dimostrò insufficiente, infatti, le munizioni, contenute in una cassa da 50 colpi,erano le stesse del Carcano Mod. 91,il fucile in dotazione all'Esercito Regio. Le cartucce erano pertanto facilmente reperibili. Altro pro-blema riguardava il caricatore fisso, i cui 50colpi erano divisi in 10 compartimenti, il che diminuiva la capacità di fuoco. In seguito al Primo conflitto mondiale, la FIAT 1914fuanche utilizzata in Libia contro i ribelli fino al1931. La sua produzione terminò nel 1935,quando poi fu modificata e sostituita dalla FIAT-Revelli 35.La Grande Guerra offrì l’occasione agli eserciti di tutto il mondo di sperimentare ogni tipo di arma scaturita dalle ricerche effettuate a cavallo del XIX e XX secolo. Per quanto riguar-da l’Esercito Italiano, abbiamo già riferito della mitragliatrice. Per il fucile, ampiamente descritto sulla passata Agenda, limitatamente alla versione corta, ossia con baionetta ripiegabi-le, nelle pagine precedenti abbiamo delineatole caratteristiche delle versioni lunghe, con baionetta separata. Questo modello, di cui erano dotati tutti i reparti a piedi, compresi i Carabinieri in prima linea,era stato adottato in sostituzione del moschetto T.S. mod. 70/87, il 6gennaio 1900. Le nuove pistole. Per le pistole, occorre premettere che durante la Grande Guerra i vari Corpi, pur essendo dotati di modelli specificamente prescritti, sitrovarono in casi non infrequenti a utilizzare tipi diversi di cui disponevano gli arsenali delle Grandi Unità. I Carabinieri, infatti, ven-nero dotati di pistole Glisenti, Brixia, Tettoni,Beretta e addirittura della Bodeo del 1889,obsoleta, ma destinata ad una longevità a prova di due guerre mondiali, la prima del1914-18, la seconda del 1939-45. Su questo revolver è opportuno soffermarsi per alcune considerazioni, che concernono il problema dell’armamento affrontato da vari Stati, com-preso il nostro. Se alcuni eserciti, primo fra tutti quello tedesco, si presentarono al conflitto con sufficienti scorte di armi e munizioni,altri sottovalutarono le proporzioni dello scontro armato che stava per sconvolgere l’intero pianeta e si trovarono nella necessità di correre urgentemente ai ripari. Questa situazione favorì il revolver Tettoni, praticamente scono-sciuto fino alla scoppio della Grande Guerra. La prima delle Nazioni belligeranti ad entrare in crisi produttiva fu la Francia, seguita dall’Italia. Le due nazioni dovettero rivolgersi alle fabbri-che spagnole specializzate nella produzione di un revolver derivato dal Bodeo 1889, che differi-va dall’originale soltanto per la presenza delmarchio. Calibrata per l’Esercito Italiano in mm.10,35, prese il nome della ditta importatrice di Brescia, la Tettoni, e non ebbe mai una adozio-ne formale, ma solo lo status di arma integrativa. In effetti sulle guancette e sul lato destro figura soltanto il logo del produttore, una "OH"che attribuisce la produzione dell'arma alla“Orbea Hermanos”, ditta basca di Eibar, specializzata nella produzione armiera. Nessun mar-chio ne indica l’appartenenza alle forze armate del nostro Paese e la stessa ditta Tettoni non tentò nemmeno di assegnare il suo nome a quel revolver, che, seppure senza una assunzione ufficiale, ebbe notevole utilizzazione da parte delle nostre truppe col nome di Modello 1916,ma generalmente confuso col revolver Bodeo.Una storia meno contorta ha la pistola Glisenti,derivata da un modello progettato nel 1905dall’ufficiale di artiglieria Abiel Bethel Revelliper conto della Società Siderurgica Glisenti di Carcina (BS). Inizialmente di calibro 7,65, l’arma ricalcava nella concezione e nelle linee la tedesca Luger, di cui però non eguagliava l’efficienza. La versione impiegata nella Grande Guerra risaliva al 1911 col nome di Pistola mod.1910.Era caratterizzata da una canna lunga 95mm. a sei righe interne destrorse, avvitata alla culatta, questa di forma squadrata, entro cui si muoveva l’otturatore. La culatta scorreva, a sua volta, sul castello dell’arma tramite due guide. Il caricatore, con una capacità di sette cartuc-ce, era alloggiato nell’impugnatura con inseri-mento dal basso. Dalla Glisenti mod. 1910 derivò nel 1912 la pistola Brixia, versione semplificata e anche migliorata rispetto al modello da cui traeva origine. Il perfezionamento consisteva nell’ir-robustimento di alcune parti e nella modifica alla sicura. Fu proprio questo secondo inter-vento ad assegnare al meccanismo la scher-zosa definizione “sicura a prova di stupido”, riferita al fatto che la stessa sicura serviva ad evitare la percussione a caricatore estratto senza tener conto che sarebbe potuto rimanere il colpo in canna. La Brixia, il cui nome derivava da quello latino di Brescia, aveva il pregio di costare molto meno rispetto alla Glisenti, il che ne giustificò la produzione su larga scala nelle fasi finali della Grande Guerra. Il conflitto era da poco iniziato quando lo Stato Maggiore italiano si rese conto che lo scontro armato tra Francia, Germania, Austria-Ungheria, Inghilterra, Russia e Italia rischiava di assumere dimensioni imprevedibili e il coinvolgimento di altri Paesi, giustificando l’aggettivo “mondiale”, per la prima volta attri-buito ad una guerra. Tale considerazione comportava la necessità di adeguare con urgenza il proprio armamento alle esigenze emerse già agli inizi del 1915. Una prima deci-sione fu quella di rivolgersi ad una antica armeria, la “Pietro Beretta” di Gardone Val Trompia (BS), che aveva da qualche tempo realizzato un prototipo di pistola automatica ideata dal capo progettista Tullio Marengoni.Si trattava di un’arma di facile costruzione,dalla meccanica ridotta all’essenziale e, cosa più importante, dal basso costo. La produzione venne avviata in tutta fretta e i primi esemplari furono già pronti nel giugno del1915. Si trattava di una pistola assai maneggevo-le, semiautomatica, con canna in acciaio solcata da sei righe destrorse, in calibro 9 mm. Glisenti. Quest’ultimo dettaglio era di grande rilevanza, in quanto consentiva che l’approvvigionamento delle cartucce fosse unico per due diversi modelli di pistola. Della stessa arma, prodotta in oltre 15.000 esemplari per gli Ufficiali di tutte le Armi, venne successiva-mente realizzata una versione calibro 7,65,che differiva dal modello da cui derivava perle dimensioni minori, per l’assenza della sicura posteriore sul castello e della molla ammortizzatrice di rinculo e per la mancanza dell’esplulsore, oltre che per altri dettagli minori relativi al disegno. La calibro 7,65 venne assegnata ai reparti combattenti dopo la sua presentazione alla Direzione di Artiglieria, avvenuta nel luglio 1917. Il successo della pistola Beretta nelle versioni iniziali incoraggiò la casa di Brescia a sperimentare nuove soluzioni tecniche, atte a migliorare l’arma, anche nella prospettiva di soddisfare la crescente richiesta da parte dei privati. Nel 1922, venne quindi messo in produ-zione un modello che risultò poco convincente,le cui innovazioni tecniche riguardavano in particolare l’espulsione dei bossoli attraverso un’unica apertura sul carrello, la leva della sicu-ra e il fissaggio della canna ottenuto con un incastro longitudinale. Esteticamente, l’unica variante di rilievo era nelle guanciole dell’impugnatura, non più in legno, ma in metallo bruni-to. L’Arma dei Carabinieri esitò nel prenderlo in considerazione per i suoi Ufficiali, in attesa che venisse avviata la produzione di un ulteriore modello, presentato l’anno successivo con la sigla M° 23, che venne adottato in coincidenza con il ritorno al turchino della divisa da Carabiniere, avvenuto in quegli anni dopo la parentesi della Grande Guerra e del successivo periodo di ristrutturazione ordinativa. La M° 23,tuttavia, non ebbe il successo sperato: gli stessi Ufficiali la consideravano alquanto ingom-brante e piuttosto massiccia. Ciò nonostante, sebbene prodotta in poco più di 10.000 esemplari, sopravvisse fino al 1934,in buona compagnia del revolver mod. 89, che continuava ad equipaggiare i Sottufficiali e i militari di truppa. Occorsero circa venti anni alla casa Beretta di Brescia per assicurare al suo nome una fama duratura, ottenuta col Modello 1934. Ma prima,nel 1932, aveva sperimentato nuove soluzioni intervenendo innovativamente sul M° 23conuna linea decisamente più elegante e con l’a-dozione del calibro 9 corto in sostituzione del calibro 9 Glisenti, definitivamente abbando-nato. Si trattò di una pistola dalla vita molto breve, giustificata dal carattere sperimentale del prodotto, da cui derivò l’arma corta più longeva mai adottata dalle Forze Armate italiane, chiamata Modello 34 dall’anno in cui apparvero i primi esemplari. A partire dal1938, la Beretta M 34 venne distribuita a tutti i militari dell’Arma, di qualunque grado, per restare in dotazione fino al 1977, quando sarà sostituita dal Modello 92/S calibro 9 mm. parabellum. Le caratteristiche di tale arma sono descritte nella pagina seguente, correlate aduna esauriente documentazione fotografica. Le sciabole. Parallelamente all’evoluzione nel settore delle armi da fuoco individuali, sia corte che lunghe, nel periodo storico che stiamo esaminando non si è verificata alcuna innovazione di rilievo relativamente alle armi bianche, ossia riguardo alle sciabole. Rappresentativa delle origini dell’Arma e delle sue tradizioni, la sciabola ha conservato per i Carabinieri soprattutto un significato emblematico. Le variazioni succedutesi nel tempo nella sua forma, nelle misure e nel peso hanno inciso minimamente sulla sua funzione e utilizzazione, slittata progressivamente verso un ruolo unicamente uniformologico. Pertanto, proprio in ossequio alla sua finalità conservatrice dell’immagine del Carabiniere, le innovazioni sono state nel tempo contenute a irrilevanti interventi nella forma del fornimento, ossia dell’elsa e della manopola, tant’è che a partire dal Modello 1871,descritto nella precedente Agenda, si può dire che la sciabola da Carabiniere si sia avviata verso una standardizzazione irreversibile. Tale modello, con modifiche quasi impercettibili, è lo stesso in uso ai giorni nostri, cioè il Mod.71/29, dove 71 sta per l’anno iniziale di adozione e 29 per l’anno di aggiornamento. Si tratta, in sostanza, della stessa sciabola nichelata adottata per i Marescialli a piedi il 7 luglio1927, con lama ad un filo, leggermente curva,guardamano a due else, cappetta corta, pomoa spicchi, impugnatura di legno zigrinata e fodero in lamiera d’acciaio a due campanelle. Le differenze, invero modeste, furono: guarda-mano più stretto ed impugnatura in legno naturale liscio. Nel 1933 l’uso di questo modello venne esteso anche ai Marescialli a piedi, con la modifica dell’impugnatura, che per questi era di ebanite nera zigrinata. I Brigadieri a piedi,con la grande uniforme e con l’ordinaria, in ser-vizio dovevano però portare la dagamodello1814/34. I Marescialli a piedi hanno ancora oggi la sciabola mod. 29/33, che però non è più indi-viduale, ma è in dotazione di reparto. La sciabola mod. 71/29per i Brigadieri a cavallo, tuttora in uso, è la normale 71, nichelata, con impu-gnatura in legno naturale e fodero a due campanelle. I Marescialli l’avevano e l’hanno tuttora con impugnatura in legno nero. Altri dettagli sono riportati nella tavola della pagina a fronte. Per quanto attiene alla sciabola da Ufficiale, i Regolamenti relativi al periodo di cui trattiamo sono particolarmente sobri. La “Modificazione alla divisa degli Ufficiali”del 17 novembre 1927si limita laconicamente al Capo I, paragrafo 4, ad indicare “sciabola con pendagli e dragona di grande uniforme”. Nel successivo “Regolamento sull’uniforme” del 20 luglio 1931, all’art. 139 si precisa: “Sciabola -È quella prescritta per gli ufficiali di cavalleria; è obbligatoria con tutte le uniformi”. Andando a ritroso, scopriamo che la prescrizione risale al 1873, anno in cui ne ven-nero precisate le caratteristiche, rimaste prati-camente invariate, salvo che nelle tre fenditu-re della guardia, che dai documenti fotografici pervenutici risultano più ampie. Verso l’epoca attuale. Un passo rilevante nell’armamento dei Corpi armati italiani, parallelamente a quanto avve-niva nel resto del mondo, si verificò già agli inizi degli anni ‘20, quando l'Esercito Italiano radiò tutte le armi automatiche leggere in dotazione, per poi riequipaggiarsi con le mitragliatrici leggere FIAT 24e la Breda 9C, la cui vita fu breve e scarsa di successi. Fu con la presentazione, nel 1930, della Breda 30, che ebbe inizio l’epoca attuale delle armi automa-tiche italiane, sia individuali che di reparto. Classificato come fucile mitragliatore, il Breda Modello 30fu prodotto dal 1931 fino al 1946 e venne largamente impiegato dall'Esercito Italiano in tutti i teatri di guerra. Già nel 1940risultavano costruiti oltre 30.000 esemplari. Queste le caratteristiche: Peso: 10,80 kg;Lunghezza: 1,23 m.; Lunghezza della canna:520 mm.; Calibro: 6,5 ×52 mm.; Azionamento automatico con canna e otturatore rinculanti;Cadenza di tiro: 475 colpi/min.; Velocità alla volata: 618 m/s; Tiro utile: 800 – 900 m.;Alimentazione: caricatori da 20 colpi. Nel 1938 venne presentata un’arma intera-mente automatica ideata dall’inesauribile Tullio Marangoni, il già citato capo progettista della Fabbrica d’Armi Beretta di Gardone Val Trompia. Si trattava di un’arma a ripetizione leggera, dalla straordinaria capacità di fuoco, cui venne subito assegnata la definizione di fucile mitragliatore per la sua maneggevolez-za. La differenza rispetto alle preesistenti mitragliatrici era nel suo carattere di arma indi-viduale, che la distingueva dalle pesanti e ingombranti armi a fuoco continuo di reparto. La sua omologazione da parte dell’Ispettorato di Artiglieria avvenne nel 1938 con la sigla M.A.B 38, modificata in M.A.B. 38/A dopo una breve fase sperimentale, durante la quale l’ar-ma subì perfezionamenti non rilevanti, ma definitivi. Le caratteristiche erano: Peso 4.8 kg;Calibro 9 mm x19; Tipo di munizioni, 9 M38Fiocchi, 9 mm parabellum; Cadenza di tiro, 550 colpi al minuto; Velocità alla volata, 390m/s (9mmx19 Para), 410-420 m/s (9M38 Fiocchi9x19); Tiro utile 100-200 m; Alimentazione caricatori da 10, 20, 30 o 40 colpi. L’imminenza del Secondo Conflitto Mondiale, il cui pericolosi avvertiva incombente, indusse il nostro Stato Maggiore Generale ad accelerare la pro-duzione della nuova arma, l’unica che in qual-che misura consentiva al nostro Paese di affrontare, minimamente preparato, l’even-tuale partecipazione al conflitto. E fu proprio il M.A.B. 38/A a consentire ai nostri militari di esprimere il loro eroismo, anche in situazioni di estrema inferiorità numerica, come accadde in Africa Orientale, sulle aspre alture di Culqualber, ove nel 1941 il Battaglione Carabinieri Mobilitato tenne lungamente testa ad un intero esercito agguerrito. 100 ANNI FA. GENNAIO. 1° gennaio. Esce a Firenze L’acerba, rivista letteraria fondata da Giovanni Papini e Ardengo Soffici con la collaborazione di Aldo Palazzeschi e Italo Tavolato, che si pone su posizioni vicine al Futurismo. 5 gennaio. La cerimonia per l’insediamento del Viceré delle Indie, lord Hardinge, nella città di Delhi, viene funestata da un attentato rivoluzionario diretto contro la persona del Viceré. Lord Hardinge, seduto a dorso di un elefante bardato a festa procede dalla stazione verso la città santa dell’India, quando dalla sommità di un’abitazione uno sconosciuto lancia una bomba che colpisce il sedile posteriore del baldacchino, uccidendo uno dei servitori. Il Viceré viene invece colpito da alcune schegge e rimane leggermente ferito. 12 gennaio. A Los Angeles, in California, viene arruolata la prima donna poliziotto, miss Alice Stebins Wells. Non viene rivelata la sua età, a dalle fotografie pubblicate dalla stampa s’intuisce che ha certamente superato i trenta anni. È da considerare la prima donna al mondo ad intraprendere tale carriera. 12 gennaio. L'Arno straripa a Pisa provocando l'inondazione della zona di Porta a Mare, non risparmiando le fabbriche della SaintGobain ed altri opifici. 15 gennaio. Entra in servizio la Dante Alighieri, unità da battaglia italiana varata nel 1910. Si tratta della prima nave da monocalibro (tipo dreadnought) della Regia Marina ed è la prima al mondo ad avere l'armamento principale in torri trinate, con 12 cannoni da 305 mm. in 4 torri corazzate. 17 gennaio. Si svolge a Versailles la solenne cerimonia dell’insediamento del nuovo Presidente della Repubblica francese Raymond Poincaré. L’uomo politico è stato Ministro delle Finanze e poi dell’Istruzione nei due più recenti governi. Il Presidente Poincaré è sposato con una signora italiana. 26 gennaio. Un pallone sonda, lanciato dall’Osservatorio di Pavia a scopo scientifico, raggiunge la sorprendente altezza di 37.000 metri. È la più alta ascensione mai realizzata in cielo da uno strumento di indagine. Precedentemente il primato era detenuto dall’esperimento eseguito nel 1910 in America, nei laboratori di Huston, con 30,4 chilometri. FEBBRAIO. 1° febbraio. A New York viene inaugurata la stazione ferroviaria più grande del mondo. Alla mezzanotte un treno parte tra il giubilo della grande folla radunata per l’evento. Il costo è stato di novecento milioni di lire. Il primo tronco delle linee, per una lunghezza di venticinque miglia, è a trazione elettrica. Da quel punto i motori elettrici vengono sostituiti dalle locomotive a vapore. 8 febbraio. Da qualche tempo le sartine di New York sono in sciopero per ottenere miglioramenti salariali dai produttori di abiti a basso costo. Lo stesso Presidente Roosevelt ha incoraggiato la protesta, dicendosi disposto a scendere in piazza a fianco delle lavoranti. L’ultima protesta pubblica delle sartine si è conclusa con un vero corpo a corpo con gli agenti di polizia, ai cui manganelli le scioperanti hanno opposto dei lungi spilloni da cappello, con i quali si sono difese con energia, ferendo gravemente numerosi agenti. 10 febbraio. Canne al vento è il titolo di un nuovo romanzo di Grazia Deledda, in cui viene sviluppato il tema della fragilità umana. Il rapporto di similitudine tra la condizione delle canne e la vita degli uomini, celebrato nel titolo del romanzo, proviene da un'opera (Elias Portolu) del 1903. 23 febbraio. Si conclude tragicamente l’esplorazione del Polo Sud intrapresa dal capitano inglese Robert Falcon Scott insieme ai suoi quattro compagni Wilson, Bowers, Oates e Evans. A bordo di una baleniera il capitano era partito dall’Inghilterra nel dicembre 1909, raggiungendo il Polo Sud il 18 gennaio 1912. Sulla via del ritorno il piccolo drappello è stato bloccato per oltre due mesi da una tormenta, che ha portato alla morte tutti gli intrepidi esploratori. MARZO. 4 marzo. Il democratico Woodrow Wilson s’insedia alla Presidenza degli Stati Uniti d’America, succedendo al repubblicano William Taft. Wilson è il 28° Presidente degli Stati Uniti. 8 marzo. A Salonicco, viene assassinato il Re Giorgio di Grecia. Fiducioso dell’affetto dei suoi sudditi, il sovrano rifiutava di essere scortato e soleva camminare per le strade fra la gente. Per l’attentatore è stato facile sparargli un solo colpo, che è stato fatale. Quando i greci nel 1863, dopo che era stato deposto Ottone I di Baviera, gli offrirono la corona ellenica, Re Giorgio aveva solo diciotto anni. 9 marzo. Tragico episodio della rivoluzione messicana: il Presidente Madero e il gen. Suarez, fatti prigionieri dai rivoltosi capeggiati da Diaz, vengono uccisi durante il trasferimento in prigione. Nei giorni precedenti, sanguinosi combattimenti erano avvenuti nella capitale davanti al Palazzo del Governo, ove si era asserragliato Madero con i suoi ministri. 17 marzo. Si ha notizia degli straordinari svluppi della radiotelegrafia. Nel South Kensington, in Inghilterra, l’Imperial College ha fatto una nuovissima applicazione del telegrafo senza fili; un minuscolo apparecchio tascabile, che consente di comunicare in un raggio di 15 miglia. APRILE. 6 aprile. Grande risalto viene dato dalla stampa al varo avvenuto a La Spezia della nave da guerra Andrea Doria, quinta della serie di sei grandi navi con cui l’Italia si accinge a fronteggiare le corazzate delle altre nazioni. La potenza dell’apparato motore dell’unità è di 24.000 cavalli,capace di imprimere alla nave una velocità massima di 23 miglia all’ora. 13 aprile. Il Re Alfonso XIII di Spagna subisce un attentato, fortunatamente fallito. Mentre il Re passa in rivista le truppe a Madrid, un anarchico uscito dalla folla afferra le briglie del cavallo e spara contro il Sovrano due colpi di rivoltella. Il cavallo, impennatosi, fa cadere a terra l’attentatore, che viene subito arrestato. 19 aprile. Gli stati balcanici avevano realizzato nel 1912 una serie di accordi in funzione antiturca, che portarono alla Prima Guerra Balcanica, conclusa con la Conferenza di Londra del 17 dicembre 1912. Le condizioni di pace furono però giudicate inaccettabili dall'Impero ottomano, sicché le ostilità ripresero fino a un nuovo armistizio. Dopo la caduta di Adrianopoli, Sciukri Pascià, l’eroico difensore della città, arrendendosi, aveva consegnato la sua sciabola al Generale Ivanoff, che la respinse con le parole: “Tenetela, generale, la vostra sciabola è quella di un eroe”. MAGGIO. 4 maggio. Viene inaugurato a Roma il monumento al poeta dialettale Giuseppe Gioacchino Belli, opera dello scultore Tripisciano. Il modello che ha posato si chiama Antonio Toppi (nella foto), di Anticoli Corrado, un paesino del Lazio divenuto famoso da quando numerosi artisti di Roma utilizzano uomini, donne e bambini di quella contrada come modelli per le loro opere. La scoperta della bellezza degli anticolani è avvenuta grazie alle fioraie che affluiscono a Roma dal loro paese per vendere fiori sulla scalinata di Trinità dei Monti, frequentata da pittori e scultori della vicina via Margutta. 11 maggio. A Roma salta in aria lo stabilimento pirotecnico Marazzi. Il Maresciallo dei Carabinieri Babucci non esita ad affrontare le fiamme per porgere soccorso all’interno del l’edificio, dove una giovane rischiava di rimanere schiacciata da travi pericolanti. Grazie all’audacia del militare la donna viene posta in salvo. All’eroico gesto, la Tribuna Illustrata dedica una copertina a colori. 22 maggio. Ricorre il primo centenario della nascita di Riccardo Wagner, la cui musica vanta molti estimatori nel nostro Paese, in modo particolare a Bologna, città in cui ha soggiornato prima di affermarsi presso i musicologi italiani. 29 maggio. Da quando le associazioni di lavoratori hanno adottato il metodo dello sciopero per ottenere il riconoscimento dei loro giusti diritti, per i Carabinieri è iniziato un ruolo imprevisto, quello di pacificare le opposte tendenze all’interno delle stesse categorie di lavoratori. 29 maggio. Nel Palazzo di Giustizia di Roma, da poco completato, tra i primi ad essere giudicati saranno proprio coloro che lo hanno costruito. La sua laboriosa costruzione e problemi di instabilità hanno suscitato sospetti di corruzione, promuovendo un’inchiesta parlamentare e quindi un processo. GIUGNO. 8 giugno. Sulla stampa illustrata grande risalto viene dato alle nuove uniformi dell'Esercito Italiano e, in particolare, all'adozione del colore grigio-verde. Un analogo aggiornamento è in corso in quasi tutti gli Eserciti europei, nel tentativo di ottenere un aspetto mimetizzante. Gli in-glesi hanno già adottato il color kaki, i russi hanno optato per il kaki-oliva, mentre gli austro-ungarici per il grigio-azzurro. Nessuna preferenza è stata ancora espressa dai francesi. Le nuove uniformi non saranno adottate contemporaneamente dai vari Corpi italiani, in particolare, i Carabinieri le vestiranno nel 1915. 11 giugno. A Costantinopoli viene ucciso il Gran Visir Mahmud Chefket, che in automobile aveva appena lasciato il Ministero della Guerra. Chefket era un esponente dei Giovani Turchi, una setta molto avversata in Turchia peri suoi programmi rivoluzionari. 25 giugno. Lo Stato, che si è sempre riservato la facoltà di intervenire sui contenuti di rappresentazioni pubbliche, offensivi della morale e del buon costume, per iniziativa del ministro Facta emana un'apposita legge che introduce un vero e proprio intervento censorio sulle proiezioni, allo scopo di impedire la rappresentazione di spettacoli osceni o impressionanti o contrari alla decenza, al decoro, all'ordine pubblico e al prestigio delle istituzioni ed elle autorità11 giugno. Il Re Vittorio Emanuele III compie un volo sul dirigibile "P 4". Alzandosi da Bracciano, l'aeronave presto raggiunge la quota di 400 metri ed effettua un largo volo, volteggiando sopra Anguillara, Trevignano e Bracciano, su cui effettua delle evoluzioni, creando trepidazione nella folla, consapevole dei rischi corsi dal sovrano. Toccando nuovamente il suolo, il re esprime viva soddisfazione. LUGLIO. 6 luglio. Un nobile atto di umanità della principessa Letizia d’Aosta nella Basilica di Superga. Durante un servizio funebre di suffragio, uno dei Carabinieri addetto al servizio d’onore si accascia al suolo per un improvviso malore; la principessa, accortasene, si affretta a soccorrerlo premurosamente. 16 luglio. Continua a suscitare scalpore il ballo di moda a Parigi, il tango. Lo si balla con frenesia nelle case private, nelle sale pubbliche, nei caffè dei boulevards, nelle bettole di Montmartre. Ma oltre che far ballare, il tango fa discutere vivacemente a causa di alcune “figure” giudicate immorali. Il grande problema che tutti si pongono è questo: possono ballarlo anche le fanciulle? Alcuni giornali aprono un’inchiesta al riguardo. 20 luglio. La malavita sarda è agonizzante, grazie all’efficace opera dei Carabinieri. Nelle campagne di Lanusei, in provincia di Nuoro, una banda di malviventi, composta da una quindicina di uomini, saccheggia e uccide senza scrupoli. La paziente opera degli uomini dell’Arma porta alla cattura e al conseguente arresto dei malviventi. 30 luglio. Il Canale di Panama è compiuto, l’oceano Atlantico e il Pacifico, divisi da una striscia di terra di 87 chilometri, uniranno presto le loro acque e il traffico marittimo ne sarà enormemente avvantaggiato. La spesa complessiva per la realizzazione della ciclopica opera viene calcolata in 1900 milioni di lire e in 160 milioni annui, quella della gestione. AGOSTO. 3 agosto. Gli alabardieri svizzeri del Vaticano sono in rivolta. Alcuni loro rappresentanti si recano dal colonnello Repond per protestare contro i sistemi introdotti dal fiero comandante. Le proteste delle guardie svizzere sono causate dagli esercizi militari imposti dal comandante Repond: manovre sui tetti dei palazzi apostolici, esercitazioni in tempi di notte, turni di servizio troppo impegnativi.
10 agosto. È in costruzione la ferrovia direttissima RomaNapoli, che ridurrà a meno di duecento chilometri la distanza tra le due città. L’opera comprende viadotti, gallerie e soprattutto interventi nella città di Napoli, come il traforo di Posillipo, il cavalcavia di Piedigrotta e un lungo traforo sotto il corso Vittorio Emanuele. 24 agosto. Una pattuglia di donne poliziotte di Chicago opera il suo primo arresto, davanti ad una folla incuriosita, nei confronti di una donna, che esercitava il meretricio. L’adescatrice, presa solidamente per le braccia dalle risolute poliziotte, viene accompagnata a piedi al più vicino posto di polizia. 30 agosto. È in corso di completamento il grande fregio che ornerà la nuova aula parlamentare del Palazzo Montecitorio a Roma. L’opera avrà uno sviluppo di 120 metri e un’altezza di 3,80 metri. L’autore, Aristide Sartorio, si è impegnato a raffigurarvi la storia d’Italia attraverso i secoli, mediante 285 figure, tra uomini e cavalli grandi due volte il vero. SETTEMBRE. 1° settembre. I dirigibili italiani vivono un periodo di grande attività. Il P4 ha compiuto evoluzioni notturne sopra Roma prima di un lungo viaggio di dieci ore da Bracciano a Campaldo, presso Venezia. Inoltre, il ministro della Marina, ammiraglio Millo, a bordo dell’M2 ha compiuto un volo da Roma a Civitavecchia e ritorno della durata di due ore. 1° settembre. Il direttissimo RomaNapoli, giungendo nella capitale partenopea, invece di rallentare alla curva di Poggioreale, ha continuato la corsa causando un vero disastro: una delle due locomotive, il bagagliaio e una vettura passeggeri si sono rovesciate, fracassandosi. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Carabinieri, che hanno liberato dai grovigli gli sventurati viaggiatori feriti. 4 settembre. Per celebrare il prossimo centenario della nascita di Giuseppe Verdi è stato allestito uno spettacolo senza precedenti all’arena di Verona, con la messa in scena dell’Aida. L’architetto Ettore Fagiuoli ha curato le grandiose scene dello spettacolo, che sono in parte fisse e in parte mobili. 14 settembre. A New York i grattacieli, capaci di ospitare fino a diecimila persone, hanno portato a proporzioni allarmanti l’ingombro della circolazione per le vie circostanti. La rivista “Scientific American” ha ideato una ripartizione del traffico: la strada propriamente detta, destinata ai tram, alle automobili e alle vetture a cavalli; per i pedoni sono riservati i marciapiedi rialzati; i trasporti pesanti e collettivi viaggeranno sottoterra. OTTOBRE. 10 ottobre. In ogni angolo d’Italia viene commemorato Giuseppe Verdi nel centenario della sua nascita. Due monumenti a lui dedicati sono stati inaugurati, uno a Busseto, suo paese natale, e uno a Milano, in piazzale Buonarroti. Per l’occasione, al Teatro alla Scala, il maestro Arturo Toscanini ha diretto magistralmente la Messa da Requiem. Un’allegoria per il centenario della nascita 10 ottobre. Il Presidente degli Stati di Giuseppe Verdi. Uniti Wilson, premendo un bottone elettrico nel suo studio alla Casa Bianca a Washington, fa scoccare una scintilla a 6000 chilometri di distanza, che va ad accendere una mina da 400 tonnellate di dinamite, il cui scoppio fa saltare l’ultimo diaframma tra l’Oceano Atlantico e quello Pacifico. Il Canale di Panama viene così inaugurato dopo otto anni di colossali lavori, che hanno impegnato circa 40.000 operai e, purtroppo, provocato la morte di centinaia di essi. Si tratta della “catena di montaggio", che consente di far scendere il tempo di completamento di una vettura da 12 ore e mezza, a meno di 2 ore, ottenendo così il popolare “Modello T Ford”, alla portata della classe media. Di conseguenza, il prezzo del prodotto finale scende vertiginosamente. Col nuovo sistema, Ford si propone di trasformare i suoi operai nei più pagati del mondo, introducendo la giornata lavorativa di otto ore con salari portati da 2,10 a 5 dollari al giorno. 20 ottobre. La contesa per le imminenti elezioni a suffragio allargato si fa sempre più accesa, particolarmente nel meridione. A Bagnoli, nei pressi di Napoli, i Carabinieri sono dovuti intervenire per comporre un dissidio tra opposte fazioni, che intendevano far valere le proprie opinioni politiche a suon di randellate. 13 ottobre. Convinto che l'auto non sia solo un oggetto di fabbricazione artigianale e dal costo proibitivo, come crede la gente, Henry Ford introduce nella fabbrica di Dearborn un nuovo metodo di lavoro, che permetterà un notevole risparmio di tempo nella produzione. NOVEMBRE. 2 novembre. La “Vergine col Bambino”, il pregevole dipinto del Pinturicchio trafugato dalla chiesa di S. Maria Maggiore di Spello (nella foto), in Umbria, è stato recuperato grazie alle indagini sollecitamente avviate dalla locale Stazione dei Carabinieri. Il quadro, sostituito con una copia, era in procinto di partire alla volta di Londra. I Carabinieri, che lo hanno rinvenuto occultato in una vecchia cassapanca, hanno denunciato il priore Santarelli, il marchese Barnabò, trafficante di quadri antichi, e l’autore della copia, certo Scaramucci. La popolazione ha esultato per il ritrovamento e ha manifestato gratitudine ai Carabinieri. 2 novembre. Prime elezioni politiche a suffragio universale maschile: gli elettori passano da 3 a 8,5 milioni; Giolitti mantiene la maggioranza grazie al voto dei cattolici e alla loro alleanza con i liberali. I socialisti ottengono 79 seggi, i radicali 73, i repubblicani 17, i cattolici 20. 3 novembre. I Carabinieri hanno liberato la zona di Sassari dal pericoloso bandito Sebastiano Pitanu, responsabile di una serie di delitti contro le persone e il patrimonio. Asserragliatosi in un casolare e circondato da una squadra di Carabinieri comandati dal Maresciallo Melis, il bandito ha aperto il fuoco contro i militari che hanno risposto, ferendolo mortalmente. 29 novembre. Ricorre il centenario della nascita del grande editore Giambattista Bodoni. Nel 1789 aveva disegnato un carattere, che porta il suo nome, destinato a costituire il punto di partenza dei caratteri tipografici moderni. DICEMBRE. 1°dicembre. Suscita curiosità la notizia che a Napoli, per supplire all’assenza dei conducenti delle tramvie in sciopero, il Principe di Forino, scortato da un drappello di Carabinieri, si è improvvisato conduttore, in qualità di assessore alla viabilità. 5 dicembre. A Vienna viene rinnovata la Triplice Alleanza, il patto militare difensivo stipulato il 20 maggio 1882 dagli Imperi di Germania, AustriaUngheria e dal Regno d'Italia. Viene aggiunto un protocollo che sancisce il riconoscimento della “sovranità dell'Italia sulla Tripolitania e sulla Cirenaica”. 8 dicembre. In seguito ad un incendio alla centrale elettrica di SaintDenis, Parigi rimane completamente al buio. 12 dicembre. Muore a Trento, Vigilio Inama, filologo, storico, epigrafista, studioso dell'età romana e della Grecia antica. 12 dicembre. L’asso dell’Aviazione francese Roland Garros, dopo aver compiuto la sensazionale trasvolata TunisiTrapaniRoma, stabilisce il nuovo record mondiale di altezza, portandosi con il suo aeroplano a 5.801metri. 13 dicembre. Il porto di Napoli è devastato da un violentissimo incendio. I danni si calcolano in due milioni di lire. 15 dicembre. Terribile disastro ferroviario a Guardia Mangano, frazione di Acireale, in provincia di Catania: due treni, uno merci e l’altro passeggeri, si scontrano frontalmente: si contano 12 morti e 50 feriti. 17 dicembre. Alle ore 15,30 inizia a Londra, alla presenza degli ambasciatori dei Paesi interessati,la Conferenza per la pace nei Balcani. 18 dicembre. Un incendio rade al suolo l’Ateneo di Mons, una delle glorie del Belgio. 21 dicembre. Muore a Parigi Emile Lemoine, matematico francese, noto per i suoi contributi allo studio della geometria del triangolo.