
Sassuolo-Reggina: 3-1. Sassuolo (4-3-3): Pomini; Laverone, Bianco, Terranova, Longhi; Bianchi (dal 74° Chibsah), Manganelli (c), Missiroli; Troianello (dal 72° Berardi), Pavoletti (dal 79° Troiano), Boakye. In panchina: Pigliacelli, Marzorati, Frascatore, Catellani. All.: Pierini. Reggina (3-4-1-2): Baiocco; Adejo, Lucioni, Di Bari; Melara (dal 64° Rizzo), Armellino, Hetemaj, Barillà; Sarno; Ceravolo (c) (dal 73° Fischnaller), Comi (dall’82° Viola). In panchina: Facchin, Freddi, D’Alessandro, Rizzato. All.: Dionigi. Arbitro: Velotto di Grosseto. Assistenti: Manna di Isernia e Citro di Battipaglia. Quarto uomo: Aversano di Treviso. Marcatori: Boakye al 18°, Ceravolo al 22°, Troianiello al 32° e Boakye al 48°. Ammonito: Hetemaj al 64°. Corner: 1-5. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’ (s.t.).
Note. Dionigi conferma il suo 3-4-1-2 (chissà se anche il presidente-direttore-allenatore si sarà convinto ch’è l’unico modo di giocare senza far ridere gli spettatori e, soprattutto, senza far vedere così tanto le evidenti lacune tecniche di un organico mediocre) ma deve rinunciare sia a Ely ingiustamente espulso sabato scorso contro la Ternana e, quindi, squalificato (3 giornate sembrano una punizione esagerata e ancor di più fuori luogo) che a Bergamelli ridisegnando la difesa con Lucioni centrale. A centrocampo confermati i 4 migliori (con Rizzo legittimamente schierato al centro… della panchina). In attacco, scontata la giornata di squalifica, torna Comi accanto a Ceravolo. Nel Sassuolo, meritatamente primatista, c’è l’ex Missiroli (insieme a Laverone) ma non è diretto in panchina da Di Francesco squalificato. Cronaca e commento. Primo tempo. La prima conclusione verso la porta è dei padroni di casa: al 1° il sinistro di Laverone è ampiamente largo e la palla termina sul fondo. Al 3° Comi viene fermato dall’assistente Manna in presunta posizione di fuorigioco: le immagini chiariscono che l’attaccante è tenuto in gioco da un difensore in alto nell’inquadratura. Al 5° occasione da gol per i padroni di casa. Missiroli lancia Troianiello in verticale che si presenta davanti a Baiocco assolutamente indisturbato. In neroverde si allarga alla destra del portiere amaranto, lo supera ma di piatto sinistra manda sul fondo a porta sguarnita. Al 7° Comi prova a sorprendere Pomini con un colpo di testa frutto di un cross di Melara da destra ma il portiere è attento a tuffarsi sulla sua destra e respinge. Al 12° ancora Reggina al tiro: il destro di Ceravolo da fuori area è parato a terra da Pomini. Al 13° si vede il Sassuolo con Boakye che tenta da fuori area con il suo destro largo sul fondo. Buona la prova della Reggino finora al cospetto di una corazzata. Al 15° altra palla gol per la Reggina. Cross al centro da destra di Ceravolo, la palla è lunga è finisce tra i piedi di Di Bari che rimette al centro a mezz’altezza con un difensore che mette in corner anticipando di un soffio l’accorrente Comi. Al 18° il Sassuolo passa, inaspettatamente si può dire, in vantaggio. Missiroli ha la palla sui piedi e lancia in verticare Boakye. Melara lo perde, Adejo è sorpreso e non fa in tempo a chiudere la diagonale e lo stesso Boakye non ha difficoltà a superare con l’esterno destro un Baiocco in disperata uscita. Ancora una volta, quanto di buono fatto finora viene disperso da una (l’ennesima) distrazione difensiva. Peccato! Al 22°, al vantaggio di casa, risponde la Reggina raggiungendo meritatamente il pareggio. Sarno, con la palla sul sinistro, si accentra da destra e lancia in profondità Comi. L’attaccante amaranto si coordina e batte a rete con Laverone che, in scivolata, devia il pallone nella zona dove c’è Ceravolo il quale è prontissimo, di piatto destro, a mettere la palla sotto la traversa con Pomini spiazzato e impossibilitato a intervenire. Bene! Da segnalare la massiccia presenza di reggini al “Braglia” che, al gol di Ceravolo, esultano dando perfino l’impressione di essere in maggior numero rispetto ai padroni di casa (fatto verosimile). La Reggina è, oggi, una buona Reggina. Al 31° ci prova Sarno a far male, il suo tiro è sull’esterno della rete da posizione decentrata a sinistra. Al 32° il Sassuolo torna in vantaggio. Missiroli (ancora lui, vero presidente-direttore-allenatore?) lancia Troianiello che, entrato in area, tira in diagonale con Baiocco che respinge. La palla, però, resta nella zona dell’attaccante di casa che, prim’ancora che il pallone tocchi terra dopo la respinta di Baiocco, colpisce al volo mandandolo sotto la traversa. Al 34° la Reggina replica. Corner da destra (il quarto a zero), palla in area e Lucioni, di testa, indirizza a rete. Il pallone, con Pomini battutto, sbatte sull’incrocio dei pali e rientra in campo. Al 35° ancora Reggina. Questa volta ci prova Barillà con un fendente di sinistro che Pomini devia in corner. La Reggina, nonostante l’immeritato svantaggio, gioca bene e gestisce la gara in casa della capolista Sassuolo. Questo è lo spirito giusto dettato dal gran carattere di Dionigi. Se il presidente-direttore-allenatore si fa i fatti suoi, la Reggina (nonostante il vuoto dettato dalla mediocrità dell’organico, a fare da contraltare alla pienezza delle casse – non della Reggina, del presidente-direttore-allenatore -), agevolmente, può tirarsi dai bassifondi della graduatoria. Guardando la gara, giunta a 3 dal termine dei primi 45 minuti di gioco, desumiamo che: 1) Dionigi è il vero valore aggiunto della Reggina; 2) l’”11” schierato in campo oggi da Re Davide è il migliore schierabile (con il ritorno di Ely al posto di un comunque positivo, finora, Lucioni); 3) la presenza di Sarno è imprescindibile; 4) Baiocco è migliorato tantissimo dall’inizio del torneo; 5) Comi è l’unico attaccante di ruolo in squadra risultando, quindi, assolutamente necessaria la sua presenza in campo; 6) non sarà affatto facile reinserire in squadra Rizzato atteso che l’esterno di sinistra di centrocampo Barillà non sembra demeritare, i centrali Armellino ed Hetemaj sono in forma e si vede e Melara idem come Barillà e, per finire, come da sempre sosteniamo, 7) Rizzo non deve giocare ch’è meglio! Il primo tempo finisce qui: buona Reggina e risultato, al momento, non giusto. Secondo tempo. La ripresa, di fatto, inizia con il terzo gol per i padroni di casa. Al 48° Boakye riceve palla sulla sinistra, si accentra assolutamente indisturbato con la difesa bassa e lontana dall’attaccante che, da posizione centrale, batte di destro con palla che s’insacca a fil di palo alla destra di un Baiocco che nulla può. Al 54° ancora Sassuolo vicino al gol, ancora Missiroli in versione assistman. Palla in verticale per Pavoletti che gira di sinistro al volo, Baiocco c’è e para a terra (in due tempi). Sul 3-1 è il Sassuolo a giocare bene e a convincerci del perché è primo in classifica: velocità, precisione e qualità sono le prerogative su cui si basa il gioco della squadra di Di Francesco. Al 58° tentativo amaranto con Armellino al tiro dal limite, Pomini para in due tempi. Al 60° il Sassuolo va vicinissimo al quarto gol. Troianiello corre sulla destra e mette al centro dove c’è solissimo Pavoletti. Il giocatore di casa, piuttosto che appoggiare in rete a porta sguarnita, cerca lo stop con il pallone che gli sbatte sul piede e termina sul fondo. Al 62° Dionigi effettua il primo cambio: esce Melara ed entra Rizzo (?). Il giocatore messinese, un minuto dopo il suo ingresso in campo, si mette subito in luce spedendo sulla via Emilia un retropassaggio di Sarno. Un’altra perla di Rizzo? Possesso palla amaranto e fallo inutile su Missiroli a restituire il pallone ai padroni di casa. Nel frattempo, si odono nitidamente, i cori dei tifosi amaranto presenti al “Braglia” di Modena inneggiati al presidente-direttore-allenatore che, scommettiamo, se ne starà ridacchiando sotto i baffetti pensando alla cospicuità del suo patrimonio costruito in barba e alla faccia di chi ancora segue con amore la sua squadra del cuore nonostante la sua presenza. Lo abbiamo detto in tv e lo ribadiamo qui: qualunque sia la categoria, chiunque altro ne sarà il presidente, l’allenatore o i componenti della rosa, i tifosi amaranto torneranno allo stadio al solo patto che lui non ci sarà più! La Reggina ha ancora i suoi tifosi, lui li ha allontanati quasi tutti dal “Granillo”. Tre cambi tra il 72° e il 74°: nel Sassuolo escono Troianiello e Bianchi ed entrano Berardi e Chibsah e nella Reggina esce Ceravolo ed entra Fischnaller. Al 75° il Sassuolo va ancora vicino alla quaterna. Ripartenza velocissima con Boakye solo davanti a Baiocco. Il suo destro è largo di un niente e così sfuma la tripletta del colored di casa. Nulla da eccepire, il Sassuolo è di un altro pianeta rispetto a quello, mediocre, dove da anni (grazie al solo presidente-direttore-allenatore) alberga, vegetando, la Reggina. La squadra di Dionigi, qui lo confermiamo, ha giocato un gran bel primo tempo. Nulla da eccepire, quindi. Certo è che il terzo gol del Sassuolo, dopo 3 minuti nel secondo tempo, ha, di fatto, tagliato le gambe agli amaranto mettendo in luce tutti i loro difetti ed esaltando la qualità degli emiliani. Al 79° il Sassuolo effettua il suo terzo e ultimo cambio: esce Pavoletti ed entra Troiano. All’81° ancora Sassuolo vicinissimo al quarto gol. Troiano riceve in area ma non calcia. Concischia, perde tempo e quando tira in porta un difensore devia in corner. Dopo Pavoletti anche Troiani si divora un gol già fatto. All’82° cambia anche Dionigi: fuori Comi e dentro Viola. All’85° ancora Sassuolo. Combinazione Berardi-Boakye-Berardi con quest’ultimo solo davanti a Baiocco ma decentrato a destra. Il suo tiro in diagonale è largo e finisce sul fondo. Meno eclatante degli errori di Pavoletti e Troiano ma anche Berardi divora un gol praticamente già annotato da Velotto sul suo taccuino. Dal 48° la partita non ha più storia da raccontare se non le 3 nettissime occasioni per i padroni di casa per chiudere il set sugli amaranto per 6 a 1. Di positivo, però, c’è da segnalare che gli uomini di Dionigi, come lui in panchina, in campo sono indomiti. Non cessano di giocare e di tentare di ridurre quantomeno le distanze ma, è chiaro, che la mediocrità degli elementi mette in mostro tutto il suo “valore” e le lodevoli iniziative degli 11 in campo risultano essere vane. Ormai, come dice il commentatore, si aspetta solo la fine della gara. Rimane un po’ d’amaro in bocca per quanto visto nei primi 45 minuti di gioco. E’ quella la strada da percorrere e Dionigi lo sa. Certo, ben consapevoli che con i “se” non si va da nessuna parte, chissà che partita avremmo visto se, dopo soli 3 minuti nel secondo tempo, non fosse giunto il terzo gol a tagliare le gambe alla Dionigi-band. Non lo sapremo mai, di certo sappiamo che la differenza tra le due squadre in campo oggi è stata abissale ed è un demerito per il presidente-direttore-allenatore. La partita, dopo 3 minuti di recupero, finisce con il risultato di 3 a 1 che, però, sarebbe potuto essere tranquillamente molto più pesante. E ora il Crotone in quello che, impropriamente, viene definito derby seppur derby non lo sia affatto. Ad majora!