di Federica Morabito*. Chiusura in grande stile per il ciclo di forum che, nel corso del mese di ottobre, ha alimentato la conversazione relativa a “Le città metropolitane di Reggio e Messina nelle prospettive di sviluppo dell’Area dello Stretto”, offrendo, così, alla città, uno sguardo sul futuro. Lo sviluppo economico, sociale, culturale, commerciale e turistico, come sottolineato nei vari incontri, potrebbero divenire una realtà se veramente si riuscisse a tradurre in fatti concreti la sinergia tra le due sponde che si affacciano sullo Stretto.
Tanti i relatori che si sono susseguiti nell’aula consiliare del Palazzo della Provincia reggina tra rappresentanti istituzionali, rappresentanti del mondo accademico, mass media, associazioni e semplici cittadini, offrendo i due punti di vista, quello calabrese e quello siciliano, in merito alle modalità di cambiamento ed alle modalità con cui questo dovrebbe avvenire. Ultimo appuntamento, dunque, che ha visto protagonisti i giornalisti chiamati a fare il punto sul ruolo fondamentale che gioca l’informazione nel processo di integrazione dell’Area dello Stretto. Cultura ed informazione, quindi, un connubio vincente che non poteva che avere come moderatore Eduardo Lamberti Castronuovo, che combina perfettamente entrambi i settori, in qualità di Assessore provinciale alla cultura e di editore di ReggioTv. “La cultura – ha spiegato Lamberti – è la conoscenza non solo delle cose più complesse ma anche di quelle più semplici. Spero che la comunicazione diventi il trait d’union dei paesi, delle città e degli agglomerati che andranno a comporre la città Metropolitana; ciò significa far convergere cultura, coscienza, idee e mentalità, e tutto questo non è facile”. A rappresentare Gazzetta del Sud, Vinicio Leonetti che parla del suo giornale come “precursore nell’ambito dell’area metropolitana tra Reggio e Messina. Il vero ponte – ha spiegato Leonetti – Gazzetta lo ha creato in carta ed inchiostro, segno che la comunicazione non ha confini. L’area dello Stretto esiste già, solo che ora va istituzionalizzata ed il percorso non è semplice”. L’esigenza di una stampa meridionalista che possa portare al Nord la nostra voce è stata rappresentata da Pasquino Crupi, direttore della Riviera: “Libertà di pensiero e di espressione, questo, prima di tutto, deve rappresentare la stampa. Oggi è difficile avere la prima pagina se non si tratta di un fatto di sangue così, giornalisti come La Tella se ne vanno nel silenzio più totale”. Questa la denuncia di Crupi che rivendica la necessità di una stampa che possa diffondere i nostri problemi senza alcun confine. “La comunicazione e l’informazione – sono state le parole di Giusva Branca, direttore di Strill.it – contribuiscono con funzione sinergica alla diffusione della cultura che deve essere funzionale alle esigenze della gente. Tutte le testate sia quelle che nascono digitali, sia quelle che lo diventano, anche solo in parte, devono far arrivare la propria voce fuori dai confini territoriali, esprimendo un messaggio univoco”. I giovani ed il giornalismo è stato l’incipit di Claudia Tamiro, del Quotidiano della Calabria. “Vanno messe da parte le questioni campanilistiche – ha affermato Tamiro –, per il raggiungimento di una vera e propria integrazione le parole devono diventare fatti concreti”. “La conoscenza delle situazioni che si evolvono – è poi intervenuto Tonino Massara, giornalista di Radio Touring, storica radio reggina – creano conoscenza e cultura, e non si può prescindere da queste. Una informazione adeguata contribuisce alla crescita del territorio e lo valorizza”. A margine dell’incontro sono intervenuti Pietro Morabito, Presidente onorario dell’Accademia del Tempo Libero, che ha sottolineato la centralità giocata dalle associazioni di cittadini per la realizzazione dell’area dello Stretto ed il ruolo determinante dell’informazione per la creazione della sinergia. “Questo – ha evidenziato Paolo Romeo, responsabile del comitato organizzatore – è il più importante dei forum sin qui svolti. Riteniamo la realizzazione dell’ area vasta può dar vita a politiche di sviluppo solo se mettono in primo piano cultura, informazione e comunicazione. La cultura va implementata per creare un attrattore verso i nostri territori e per ricostruire la nostra identità. All’informazione ed alla comunicazione, poi, il compito di accendere i riflettori”. Domenico Pietropaolo, referente del comitato promotore ha concluso affermando che “Nasca o no l’area metropolitana, Reggio e Messina devono integrarsi per avere una prospettiva di sviluppo. Non si può prescindere da questo per la crescita dei territori”. *Ufficio Stampa.