Calcio, serie bwin, XI^ giornata: Reggina-Ascoli 2-0

Reggina-Ascoli: 2-0. Reggina (3-4-1-2): Baiocco; Adejo, Ely, Bergamelli (dall’85° Lucioni); Melara, Arrmellino, Hetemaj, Barillà; Sarno (dal 69° Rizzo); Ceravolo (c), Comi (dal 67° Fischnaller). In panchina: Facchin, Castiglia, Bombagi, D’Alessandro. All.: Dionigi. Ascoli (3-5-2): Guarna; Prestia, Faisca, Ricci; Scalise (dal 64° Dramè), Di Donato (c) (dall’85° Colomba), Loviso, Morosini (dal 67° Capece), Pasqualini; Feczesin, Zaza. In panchina: Maurantonio, Fossato, Giallombardo, Conocchioli. All.: Silva. Arbitro: Baracani di Firenze. Assistenti: Pegorin e Liberti. Quarto uomo: Adduci. Marcatori: Sarno al 28° e Ceravolo all’80°. Ammonito: Loviso al 64°. Corner: 14-5. Recupero: 0’ (p.t.) e 4’ (s.t.).

Note. Dionigi, complici le assenze di Rizzato (infortunio) e Di Bari (squalifica), ha un moto d’orgoglio e agisce (finalmente) secondo la sua “scienza e coscienza” piuttosto che obbedire ai voleri presidenziali. Torna a schierare il suo 3-4-1-2, o 3-4-3 che dir si voglia, utilizzando Bergamelli al posto di Di Bari, Barillà sulla fascia di Rizzato, Sarno dietro le due punte (sarebbe meglio dire più semplicemente attaccanti) di cui, però, una sola è davvero definibile prima punta (Comi). Altra nota piacevole è il posto in panchina di Rizzo (non potendo noi ambire per lui alla tribuna). In panchina, sponda Ascoli, c’è il figlio di Franco Colomba Davide. Prima della gara, osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Tiziano Chierotti, ennesimo militare italiano ucciso in Afghanistan. Pubblico sempre più numericamente scadente al “Granillo”: crediamo che non siano presenti nemmeno la metà degli abbonati dichiarati dalla Società amaranto (poco oltre quota 2700). Cronaca e commento. Primo tempo. Ascoli che sembra più dinamico nelle prime fasi della gara. La prima conclusione a rete è, però, di marca amaranto. All’8°, Sarno, ricevuta palla da Ceravolo sul vertice destro dell’area di rigore, si accentra e calcia bene di sinistro. E’ bravo Guarna a volare alla sua destra e a deviare in corner. Al 9° Scalise crea preoccupazione allo stesso Guarna con un retropassaggio per poco non preda di Sarno che, così, si sarebbe trovato a tu per tu con il portiere ospite se quest’ultimo non fosse stato pronto all’uscita a terra. Al 12° occasione per l’Ascoli. Zaza riceve palla, spalle alla porta, in area. Si gira, lasciando sul posto Bergamelli, e prepara il sinistro da posizione favorevolissima. Provvidenzialmente interviene da tergo Ely che soffia la palla all’attaccante ospite uscendo dall’area palla al piede. Al 14° ci prova Barillà dalla distanza, Guarna è attento e bravo e respinge. Il gioco, però, è fermo per la posizione in fuorigioco di un reggino. Al 17° altra occasione amaranto. Cross da destra di Melara, al limite dell’area del portiere ci sono Comi e Sarno con il primo a concludere alto sulla traversa. Anche in questo caso, però, Comi è giudicato in offside. Il modulo è diverso ma la Reggina non cambia (né mai ci siamo illusi che potrebbe succedere): la qualità della rosa è scadente così come scadente è il gioco espresso con trame lente, lentissime, quasi noiose, e passaggi sbagliati tra giocatori a un metro l’uno dall’altro. Eppure, per il presidente-direttore-allenatore Foti, “La Reggina è forte!”. Al 21° ancora Reggina, ancora Sarno. Il suo sinistro, indirizzato nell’angolino basso alla destra di Guarna, è raggiunto dal portiere bianconero che lo devia in corner. Onestamente, guardando la Reggina, ci sembra di assistere a una gara di torneo amatoriale e non invece a una del secondo torneo nazionale. Tanta approssimazione, tanti errori, squadra ancora una volta inguardabile e fors’anche improponibile. Al 24° punizione da lontanissimo di Loviso, nessuno interviene e Baiocco, evidentemente sorpreso, manca la presa mandando in corner. Al 26° combinazione Armellino-Ceravolo con il primo cha va al tiro conquistando un corner grazie alla deviazione di un difensore. Al 27° episodio strano. Corner da destra di Sarno, palla in area e Bergamelli prova, senza saltare ma spostando la testa in avanti, a colpire di testa. Peccato, però, che la palla gli passi sopra di un metro. Al 28° la Reggina passa in vantaggio. Azione personale di Sarno qualche metro fuori dall’area di rigore. Il “7” amaranto si accentra partendo da sinistra, controlla, supera un paio di uomini e calcia, di destro, in diagonale sorprendendo Guarna che nulla può. Poi, Sarno, si mostra polemico con qualcuno aprendo e chiudendo le mani e facendo il cenno del silenzio diretto a qualcuno (probabilmente Dionigi e il vicepresidente Remo parlano tra loro proprio di questo). Un minuto dopo la squadra di Dionigi ha la possibilità di raddoppiare con Ceravolo (oggi capitano per via dell’assenza di Rizzato) che, lanciato in verticale, si presenta in area di rigore, defilato a sinistra, fino ad arrivare quasi sul fondo da dove calcia con il pallone che attraversa tutto lo specchio della porta per poi finire sul fondo. Al 33° altra occasione amaranto. Ceravolo, sulla destra, affonda sin quasi al limite. Piuttosto che crossare in area per Comi, l’attaccante amaranto esegue un retropassaggio per l’accorrente Sarno. Stop, palla sul sinistro e tiro secco che Guarna è costretto ancora a deviare in corner tuffandosi alla propria destra. Da qualche minuto, obiettivamente, la Reggina gioca meglio e si vede. Al 40° prova a ripartire l’Ascoli in contropiede. Zaza temporeggia oltre il lecito ed è molto bravo Barillà a chiudere la diagonale da sinistra a destra e a rubare la palla dai piedi del giocatore ospite. Il primo tempo, senza recupero aggiuntivo, finisce qui. Buoni Ely e Sarno, sempre brutta la Reggina nonostante il vantaggio. Secondo tempo. Al 58° Reggina pericolosa. Ceravolo a sinistra per Barillà, cross al centro rasoterra su cui, di tacco, non ci arriva Sarno e, successivamente, nemmeno Comi. Al 60° ci prova Ceravolo dalla distanza, la palla finisce sul fondo senza patemi per Guarna. Al 62° calcio di punizione battuto da Ceravolo e palla in corner deviata da un difensore. Al 64° primo cambio per l’Ascoli: esce Scalise ed entra Dramè. Sempre al 64° Comi, di testa, sfiora il raddoppio. Al 67° anche Dionigi cambia: esce Comi ed entra Fischnaller. Replica Silva con Capece per Morosini. Da segnalare che il pubblico di casa non gradisce l’uscita di Comi fischiando l’ingresso in campo di Fischnaller. Al 69° altro cambio non gradito dal pubblico: esce Sarno ed entra Rizzo. Secondo cambio e seconda bordata di fischi per le scelte di Dionigio o, più verosimilmente, per i panchinari chiamati in campo giacché sia Comi che Sarno escono tra gli applausi. Al 71° la Reggina va ancora una volta vicina al raddoppio. Percussione di Fischnaller che si ritrova da solo davanti a Guarna. Tiro in diagonale da sinistra a destra e palla che termina sul fondo sfiorando il palo. La partita non si può dire assolutamente bella, oseremmo dire soporifera, ma, probabilmente, di più non si può pretendere. Al 72° ci prova l’Ascoli con Capece. Il suo tiro è sul fondo non di molto. Al 79° occasionissima amaranto. Combinazione Ceravolo-Barillà al limite dell’area, il reggino di Reggio s’incunea in area e si presenta davanti al portiere. La battuta è di destro (notoriamente non il suo piede migliore) e Guarna respinge con prontezza di riflessi invidiabile. La Reggina ha spazi ampissimi. All’80° arriva il meritato raddoppio. Palla ad Armellino, lancio in verticale per Ceravolo, diagonale da destra a sinistra e stavolta Guarna non può farci nulla. Meritato il gol del capitano, criticato stupidamente senza motivi e sempre generoso in campo. La Reggina vede, così, il ritorno alla vittoria dopo Novara. Non crediamo che neppure oggi vinca convincendo ma è pur sempre meglio che perdere. In sostanza, Dionigi, “esonerando” il presidente-direttore-allenatore e riproponendo il suo modo di giocare, vince la partita e, forse, zittisce l’uno e trino. All’85° doppio cambio: nella Reggina esce Bergamelli ed entra Lucioni e nell’Ascoli esce Di Donato ed entra Davide Colomba di Franco. La gara si avvia verso la fine con la Reggina che trova la sua terza vittoria stagionale (Pro Vercelli, Novara e oggi Ascoli), sempre al “Granillo”. 4 saranno i minuti di recupero. Al 93° prova a riaprire la gara Loviso direttamente su calcio di punizione, il suo piatto destro è deviato in corner dalla barriera. La partita finisce qui, con i tifosi della Sud a cantare cori contro Foti e, subito dopo, a inneggiare a Davide Dionigi. E’ evidente anche a loro chi è il responsabile della mediocrità della squadra e chi, invece, è colui il quale cerca di rendere meno mediocre possibile la rosa che gli è stata messa a disposizione senza il suo beneplacito. La Reggina vince ma non convince. Chi vince e convince è Dionigi. Chi perde è il presidente-direttore-allenatore Foti. Ad maiora!          

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Author: Maurizio Gangemi