Spezia-Reggina: 1-0. Spezia (4-3-1-2): Iacobucci; Piccini, Schiavi (dal 39° Benedetti), Goian, Garofalo; Bovo, Sammarco, Lollo; Di Gennaro (dal 59° Pichlmann); Sansovini (c), Antenucci (dal 75° Critesig). In panchina: Russo, Rui Mario, Porcari, Mandorlini. All.: Serena. Reggina (3-5-2): Baiocco; Adejo, Ely, Di Bari; D’Alessandro (dal 76° Melara), Armellino, Hetemaj, Barillà, Rizzato (c); Ceravolo (dall’83° Comi), Fischnaller (dal 58° Sarno). In panchina: Facchin, Bergamelli, Lucioni, Bombagi, Comi. All.: Dionigi. Arbitro: Gavillucci di Latina. Assistenti: Manna e Del Giovane. Quarto uomo: Borriello. Marcatore: Sansovini al 56°. Ammoniti: Goian al 20°, Armellino al 24° e al 62°, Garofalo al 73°, Sammarco all’84°, Di Bari all’86° e Barillà al 93°. Espulso: Armellino al 62°. Corner: 6-5. Recupero: 1’+40" (p.t.) e 4’+30" (s.t.).
Note. Reggina con il raccolto di un solo punto nelle ultime quattro giornate (sconfitta a Verona 2-0, pareggio con il Modena 2-2, sconfitta a Padova 3-2 e in casa con il Lanciano 0-1) che si presenta a La Spezia al cospetto di uno “squadrone” (come gli addetti ai lavori definiscono la compagine ligure nonostante gli attuali risultati che lo vedono reduce di 3 sconfitte consecutive). Dionigi sembra voler abbandonare il 3-4-3 (o 3-4-1-2 che dir si voglia) per un più prudente 3-5-2 (in fase difensiva trasformato in 5-3-2 con D’Alessandro e Rizzato da esterni di centrocampo a esterni di difesa e, di conseguenza, con Adejo e Di Bari da esterni a centrali difensivi). Dopo l’esordio di Facchin contro il Lanciano (costellato di qualche indecisione) in porta torna Baiocco: non perché frutto del turnover bensì della ricerca di “un” portiere. La squadra di mister Dionigi non è (come ampiamente e precedentemente già riferito in altre parti del giornale) una squadra tecnicamente all’altezza per recitare un ruolo di tutto rispetto in questo torneo. Sembra, invero, una compagine mediocre che, come spesso accaduto in questi ultimi anni, sarà destinata ad un campionato anonimo e, nella migliore delle ipotesi, a raggiungere nient’altro che il mantenimento della categoria. Del resto se uno dai piedi duri come mattoni come Rizzo si autocelebra come “regista” vuol dire che si è arrivati ben oltre la frutta (al limoncello, insomma).Vi siete mai chiesti perché Genoa e Cagliari, che da un paio d’anni si legge essere interessate al giocatore messinese, non l’hanno mai effettivamente acquistato? La risposta è scontata nonostante Foti cerchi in tutti i modi di appiopparlo a qualcuno! Le responsabilità del (lungo) periodo buio? Ovviamente solo ed esclusivamente della Società, o meglio, visto la Società è lui (gli altri azionisti sono solo spettatori passivi), del Presidente Foti impegnato più a far cassa che ad investire nella “sua azienda”. Perché le responsabilità sono solo le sue? E’ semplice: se i giocatori in rosa sono mediocri il tecnico (chiunque sia) non può fare miracoli; se necessariamente devono costare poco (o, meglio, niente soprattutto considerando il loro cartellino) altrettanto poca è la loro qualità. Il ragionamento è logico, no? E Giacchetta? Che sia un DS “senza portafoglio” (quindi senza possibilità d’azione in fase di mercato) lo ha dichiarato lui stesso nel corso della passata stagione. Che si arroghi il titolo di intromissioni, più o meno direttamente, sulle scelte tecniche del mister e/o sui giocatori anche questo è notorio. E nel mentre la Reggina paga, senza avvantaggiarsene delle prestazioni, un altro DS (Martino), un altro preparatore atletico (Mondilla) e ben altri 5 giocatori (Bonazzoli, Pietro e Antonio Marino, Zizzari e Colombo), la Società inizia ad incolpare loro delle scarsità delle proprie casse. Come se i giocatori avessero sottoscritto contratti unilateralmente o come se avessero l’obbligo di ridursi una, due o tre volte l’ingaggio per “aiutare” la Società stessa. Vuoi vedere che quest’opera di convincimento di Foti troverà seguaci? Tutto è possibile, soprattutto nella “città del nulla”. Tornando al calcio giocato, invece, la gara di oggi si prospetta difficile per gli amaranto di Dionigi. Difficile mentalmente e tecnicamente, insomma. Staremo a vedere. “Rialzate la testa e giocate col cuore”, recita uno striscione esposto dagli spezzini in una curva del “Picco” di La Spezia. Cronaca e commento. Primo tempo. Al 2° minuto Sansovini chiede il rigore per un intervento subito dal centrale Ely. Gavillucci lascia proseguire e non sbaglia. L’iniziativa pare saldamente in mano ai padroni di casa. La Reggina attende. All’8° la prima conclusione è dei padroni di casa: Garofalo prova il sinistro da fuori area con pallone sul fondo alto sulla traversa. Al 10° un’azione inusuale e difficile da vedere nel calcio dei nostri tempi: il portiere Baiocco rinvia da calcio di fondo e manda il pallone in fallo laterale all’altezza della linea di centrocampo! All’11° azione amaranto con Fischnaller fermato (in ritardo e senza convinzione) dall’assistente Manna che ferma l’attaccante amaranto lanciato in solitaria verso il duello con il portiere Iacobucci. Dionigi legittimamente protesta e deve intervenire Gavillucci a calmarlo. Al 14° grandissima doppia occasione per gli amaranto. Ceravolo, a centrocampo, supera il diretto avversario e s’invola. E’ decentrato sulla sinistra, si accentra e calcia a giro di destro. Il pallone aggira il portiere Iacobucci e si stampa sulla base del palo alla sinistra dell’estremo difensore. La palla arriva suoi piedi di Fischnaller che si coordina e batte a rete in diagonale (questa volta da destra). Salva tutto l’intervento disperato di un difensore che devia in corner. Molto bravo Ceravolo, sfortunato Fischnaller. La Reggina, dopo i primi 10 minuti di gara appannaggio dei padroni di casa, sembra aver conquistato metri e minutaggio nel possesso palla. Lo Spezia, di contro, dopo la paura del palo subito, sembra essere più prudente. Al 25° si rivedono i liguri in area amaranto con Sansovini che gira in porta un cross da sinistra con palla sul fondo. Al 28° Baiocco replica il rinvio fatto 18 minuti prima con simile e scadente risultato. Al 29° occasione amaranto con Barillà: tiro-cross da sinistra con palla sul fondo. Al 33° Baiocco è protagonista di un quasi strafalcione quando, su un cross da destra, rischia di combinarla grossa rendendo pericoloso ciò che era senza pretese. Al 34° altra occasione per gli amaranto. Contropiede di Ceravolo che, nei pressi del limite dell’area, batte a rete (forse peccando di egoismo) ma questa volta in maniera fiacca con Iacobucci che para agevolmente. Al 35° ci prova Armellino ma il suo tiro è alto sulla traversa. Al 39° Serena è costretto ad effettuare il primo cambio della gara: fuori Schiavi per problemi muscolari e dentro Benedetti. Al 40° ancora un’occasione per la Reggina ancora con Ceravolo. Palla sul vertice sinistro dell’area di rigore, staffilata dell’attaccante amaranto con Iacobucci che, coi pugni, devia in corner. Al 44° è bravo, questa volta, Baiocco. Palla di Sansovini in verticale per l’ex Di Gennaro. Tiro mancino di prima intenzione e Baiocco è costretto a volare alla sua sinistra togliendo, di fatto, il pallone dalla fine certa in fondo al sacco grazie alla mano destra aperta. Il primo tempo finisce a reti inviolate con la Reggina a reggere il confronto senza giocare affatto male (ferme restando le già denunciate e ataviche carenze tecniche). Anzi, a tratti, si è pure espressa meglio dei padroni di casa (neo-promossi ma super-attrezzati quale frutto di notevoli investimenti estivi). Secondo tempo. Al 48° prima occasione della ripresa: Di Gennaro prova il sinistro da fuori area, Baiocco para in due tempi. Lo Spezia sembra essere ripartito come aveva iniziato: attaccando e costringendo la Reggina prevalentemente nella propria metà campo. Al 54° guizzo di Salsovini che, ricevuta palla spalle alla porta, si gira e conclude a rete. Il tiro, però, è respinto da un attento Adejo. Al 56° lo Spezia va in vantaggio. Sugli sviluppi del quinto corner (primo della ripresa) battuto da destra da Di Gennaro, capitan Sansovini è più lesto del diretto marcatore (D’Alessandro) e, di testa, indirizza a rete. Baiocco è sorpreso, tocca, ma non sufficientemente per neutralizzare il pallone che termina la sua corsa in rete sotto la traversa. Al 58° primo cambio amaranto: Dionigi fa uscire Fischnaller per Sarno. Un minuto dopo risponde Serena: fuori Di Gennaro e dentro Pichlmann. Al 62° Gavillucci la combina grossa: un normalissimo fallo di gioco sulla trequarti spezzina commesso da Armellino (già ammonito) fa estrarre il secondo giallo all’arbitro della gara. Assolutamente inadeguata la sanzione al cospetto, lo ribadiamo, di un normalissimo fallo privo di cattiveria e/o aggressività. Una decisione assurda che penalizza oltremodo la Reggina già penalizzata dalle scelte Societarie in sede di allestimento di una squadra senza capo né coda e evidentissime lacune in ogni reparto del campo: i soli 5 punti al momento conquistati in 7 gare sono l’emblema più esaustivo della pochezza tecnica della squadra di Dionigi. Al 74° prima palla gol della Reggina nella ripresa: Ceravolo si accentra da sinistra, calcia a giro sul palo più lontano ma la traiettoria è larga e la palla finisce sul fondo. Al 75° ultimo cambio per la squadra di casa: esce Antenucci ed entra Critesig. Al 76° secondo cambio amaranto: esce D’Alessandro ed entra Melara. Per questa Reggina è tutto difficile in 11 contro 11, figuriamoci in inferiorità numerica rispetto a qualunque avversario. Al 78° lo Spezia va vicino al raddoppio. Palla in verticale per Sansovini, girata rapida e Baiocco respinge. All’83° anche Dionigi effettua l’ultimo cambio: fuori Ceravolo e dentro Comi. All’84° Cavillucci sbaglia ancora: fallo di Sammarco e l’arbitro tira fuori il cartellino sbagliato. Piuttosto che il giallo estrae il rosso come se il giocatore di casa fosse già stato ammonito in precedenza (cosa non vera). Stavolta Gavillucci torna sui suoi passi ed ammonisce Sammarco che, giustamente, resta in campo. La gara si anima e la Reggina prova a ristabilire la parità. Onestamente non capiamo con quali mezzi. Dionigi, in panchina, è nervosissimo e si agita. Vuoi per la gara in corso e vuoi anche per la sempre maggiore consapevolezza che gli è stata messa tra le mani un gruppo di giocatori, se possibile, meno dotati tecnicamente perfino rispetto a quelli della passata stagione. Al Presidente tutto questo, è dimostrato, poco importa: ciò che conta sono i soldini nelle sue casse. La città, i tifosi, gli sportivi sono solo un’appendice ininfluente. La quarta sconfitta nelle ultime 5 gare si avvicina sempre di più: adesso è crisi vera. Chissà se le colpe, il Presidente, le girerà su Dionigi che, ovviamente, colpe non ne ha? Nel frattempo, al 93°, Gavillucci sbaglia ancora: Comi anticipa in area un difensore che rinviene ed atterra nettamente l’attaccante amaranto. Gavillucci preferisce non intervenire completando la sua gara disastrosa. Tante e giustificabili le proteste amaranto contro una mancata decisione apparsa ai più clamorosa. Dopo 4 minuti e mezzo la partita finisce. Gavillucci a parte, la Reggina perde anche oggi e si ritrova in fondo alla classifica. Quello che lascia più perplessi è, però, il timore di non riuscire a capire quale possa essere la via di uscita considerando il materiale tecnico dato in dotazione a Dionigi. La Reggina è poca cosa. Punto! Ad maiora!