
Padova-Reggina: 3-2. Padova (3-4-1-2): Anania; Piccioni, Trevisan, Cionek; Rispoli, Viviani (dall’82° Nwankwo), Cuffa (dal 63° Zè Eduardo), Renzetti; Farias; Babacar (dal 32° Granoche), Cutolo. In panchina: Silvestri, Franco, Legati, Jelenic. All.: Pea. Reggina (3-4-1-2): Baiocco; Adejo, Di Bari, Bergamelli; D’Alessandro (dal 71° Melara), Rizzo, Hetemaj, Rizzato (c); Barillà (dal 56° Fischnaller); Viola (dal 56° Sarno), Ceravolo. In panchina: Facchin, Ely, Armellino, Comi, All.: Dionigi. Arbitro: Candussio di Cervignano del Friuli. Assistenti: Citro di Battipaglia e Ceccarelli di Terni. Quarto uomo: Ros di Pordenone. Marcatori: Farias al 33°, Viola al 41°, Cuffa al 45°+3, Cutolo al 51° e Adejo all’84°. Ammoniti: Anania al 41°, Hetemaj al 46°, Farias al 58°, Cutolo al 66°, Viviani all’80° e Nwankwo all’84°. Corner: 5-4. Recupero: 2’ (p.t.) e 5’ (s.t.).
Note. Modulo (speculare rispetto a quello proposto da Pea) confermato per Davide Dionigi rispetto alla gara interna contro il Modena: Barillà trequartista dietro le due punte Ceravolo e Viola (sabato scorso in tribuna); in difesa Bergamelli, esterno sinistro, esordisce dal primo minuto dopo l’infortunio a Freddi durante la gara contro i canarini con Di Bari centrale; a centrocampo la novità è Hetemaj (anche lui all’esordio stagionale). Il tutto è da ritenersi un vero e proprio turnover in vista delle 3 gare in 8 giorni (Padova oggi, Lanciano martedì e Spezia sabato prossimo) che la Reggina, come tutte le altre ovviamente, disputerà. Padova alla ricerca della prima vittoria stagionale (tre pareggi ed una sconfitta nelle prime 4) e Reggina con sul groppone una vittoria (Pro Vercelli), due pareggi (Empoli e Modena) ed una sconfitta (Verona). Cronaca e commento. Primo tempo. Inizia in attacco il Padova. Al 1° corner da destra e Babacar, di testa, manda il pallone lontano dalla porta di Baiocco. Al 3° duro intervento a centrocampo di Hetemaj su Cuffa con l’amaranto che, sinceramente, meriterebbe il giallo. All’8° si vede la Reggina con Barillà che calcia di sinistro da fuori area, il suo tiro è deviato in corner. La gara scorre su ritmi lenti e frastagliata da molti falli nella zona mediana del terreno di gioco. I padroni di casa sembrano essere più decisi degli ospiti e, con il pallino del gioco in mano, cercano di superare la resistenza degli amaranto. Gara, quindi, che appare equilibrata con entrambi i portieri assolutamente inoperosi sino quasi alla mezz’ora. Al 29° tegola sul Padova di Pea: s’infortuna Babacar (noie muscolari per lui) e Granoche inizia il riscaldamento. 3 minuti dopo Pea effettua il cambio con “El diablo” in campo al posto di uno sconsolato Babacar. Al 33° il Padova va in vantaggio. Farias, servito da Cutolo (che va in penetrazione) un paio di metri fuori dall’area di rigore, da sinistra, si accentra lasciando sul posto prima Adejo e poi Di Bari (complimenti ad entrambi) con quest’ultimo che lo rincorre a vuoto. Palla sul destro e botta in diagonale rasoterra che batte Baiocco sul palo più lontano alla sua sinistra. La Reggina, subito il gol, sembra svegliarsi dal torpore che il tiepido sole di Padova sembra averle consegnato. Ci prova Barillà (primo tiro nello specchio della porta) ma il suo tiro si rivela un passaggio ad Anania. Il Padova non è irresistibile, la Reggina men che meno. Al 37° ci prova Cutolo con pallone sopra la traversa. Il pallino del gioco resta appannaggio dei padroni di casa con la Reggina incapace di reagire al cospetto di una squadra, oseremmo dire, mediocre. E s’è mediocre il Padova, la Reggina… Il calcio è strano e al 41° la Reggina pareggia. Calcio di punizione sulla trequarti sinistra. Ceravolo si defila e a calciare è Barillà: palla in area dove Hetemaj, sfiorando di testa, manda a vuoto due difensori patavini ed allunga la traiettoria del pallone. Sul secondo palo spuntano Adejo e Viola con quest’ultimo che, in tuffo, di testa, mette il pallone nell’angolino basso con Anania inutilmente proteso in tuffo. L’assistente Ceccarelli non segnala nulla di anomalo e Candussio fischia ed indica il dischetto. Anania protesta e viene ammonito. Rivedendo l’azione alla moviola si nota che Hetemaj (come detto) tocca di testa e Viola, in quel momento, è evidentemente in off-side. Diversamente sarebbe stato se il centrocampista non avesse sfiorato il pallone considerato che, sul lancio di Barillà, Viola risulta essere, invece, perfettamente in gioco. L’aver toccato il pallone, invece, azzera il lancio di Barillà e quindi… Al 42° ci prova Rizzo ma il suo tiro è parato a terra da Anania. Al 44° è un crossa da sinistra di Barillà a creare apprensione ai padroni di casa. Il pallone attraversa tutto lo specchio della porta senza nessun amaranto pronto. Per il cambio e per l’ammonizione dopo il pareggio Candussio ordina 2 minuti di recupero. 6/7 secondi oltre i quali il Padova torna in vantaggio. Cross di Rispoli da destra e Cuffa, di testa, fors’anche fortunosamente giacché scoordinato, appoggia il pallone in diagonale dove Baiocco non può arrivare. Non eccelso il colpo di testa del padovano, non eccellente la posizione di Baiocco preso controtempo, sì, ma non crediamo perfettamente posizionato avendo abbozzato un’uscita che, poi, non c’è mai stata. Non c’è il tempo nemmeno di portare il pallone a centrocampo e il primo tempo finisce così con la Reggina, tutto sommato, meritatamente in svantaggio. Una nota tecnica: sia sui calci d’angolo che sui calci di punizione c’è sempre Ceravolo affiancato al compagno designato salvo poi defilarsi (?). Secondo tempo. La ripresa inizia male per gli amaranto. Prima è Baiocco a salvare la propria porta in due occasioni ravvicinate (Cutolo e Cuffa) e, poi, è ancora l’ex Crotone Cutolo a triplicare per i suoi. Al 51° il giocatore di casa scarica uno splendido sinistro da fuori area che s’insacca nel “7” alla sinistra di un incolpevole Baiocco. Qualora ve ne fosse bisogno, la conclusione dell’attaccante è esaustiva del perché Dionigi avesse chiesto (inutilmente) Cutolo al Presidente Foti. Tutti sappiamo che la qualità costa e se la si vuole la si deve pagare. Lo sa anche Foti che, però, vuole solo ed esclusivamente incassare o, come minimo, ottenere i giocatori in “regalo”. O no? Al 56° doppio cambio amaranto: escono Viola e Barillà ed entrano Sarno e Fischnaller. Sarno, quindi, va a fare il trequartista dietro le due punte Ceravolo e Fischnaller. La Reggina conferma le nostre impressioni: ha evidentissime lacune, tecniche e ancor più strutturali. Questa squadra, ad oggi, sembra persino essere ancor più debole tecnicamente di quella della passata stagione. Il che è tutto dire. All’infuori di Dionigi, che gode della nostra stima a prescindere, non crediamo che questa Reggina abbia punti di forza o giocatori in grado di dare una svolta alla gara grazie alle proprie qualità tecniche. E’ una squadra mediocre, con qualche buona individualità ma senza qualità tecniche che possano lasciar pensare a nulla di più che all’ennesima stagione anonima cercando di evitare la Lega Pro. Al 61° Sarno prova ad imbeccare Ceravolo che, davanti ad Anania, non trova il passo vincente con il portiere di casa ad intervenire prontamente. Al 63° Pea effettua il suo secondo cambio: esce Cuffa ed entra Zè Eduardo. Al 69° Padova vicino alla quaterna. Corner di Cutolo da destra e palla sul secondo palo. Baiocco segue la traiettoria spostandosi lungo la linea di porta ma non interviene e Trevisan, di testa, manda sull’esterno della rete. La Reggina, lo ribadiamo, è poca cosa e un dato salta agli occhi: nelle cinque gare sin qui disputate solo in una la difesa non ha subito reti (Pro Vercelli) e, con le 3 subite oggi, sale ad 8 il computo delle reti incassate. Ciò vuol dire che, eccezion fatta per la gara conclusa con la vittoria (l’unica) per 1-0 sui piemontesi, nelle restanti 4 gare la squadra di Dionigi ha subito una media di 2 gol a partita. Insomma, se pensiamo che il Taranto, allenato dall’attuale tecnico amaranto, è stata la squadra meno battuta in Italia tra i professionisti allora vuol dire che il solo Di Bari (proveniente anch’egli dal Taranto) non può far nulla se ha al suo fianco Adejo e Freddi (o Bergamelli) e dietro un portiere-cadeau (giacchè giunto dal fallito Siracusa) come Baiocco. Ma, secondo il Presidente e il DS “senza portafoglio”, meglio gratis e tecnicamente limitato piuttosto che oneroso e tecnicamente adeguato. Ad una decina di minuti dalla fine il Padova è vicino alla sua prima vittoria stagionale. Dopo 3 pareggi ed una sconfitta ecco la “generosa” Reggina che rende facile facile una vittoria. All’82° l’ultimo cambio della partita è per i padroni di casa: esce Viviani ed entra Nwankwo. All’83° Farias prova a sorprendere nuovamente la retroguardia amaranto ma il suo tiro soft finisce non molto distante dal palo alla sinistra di Baiocco. All’84° la Reggina accorcia le distanze. Calcio di punizione sulla trequarti destra questa volta calciata da Ceravolo (con Barillà in panchina). Questa volta è la difesa di casa ad addormentarsi e, dalle retrovie, spunta Adejo che, di testa, insacca indisturbato alla destra di Anania per quello che è il suo primo gol in carriera. La Reggina prova, adesso, a sfruttare le ultime forze a sua disposizione. 5 saranno i minuti di recupero assegnati da Candussio. L’assalto amaranto a Fort Padova, però, non sortisce alcun effetto e la Reggina incassa la sue seconda sconfitta consecutiva nelle ultime due trasferte dopo lo 0-2 subito a Verona. Solitamente, in queste occasioni, si dice che c’è molto da lavorare. Ebbene, fatte le dovute valutazioni ed essendo ottimisti, onestamente, non vediamo il materiale tecnico su cui Dionigi può lavorare. Stando così le cose e senza alcuna speranza circa aggiustamenti di qualsivoglia natura, non ci resta che affidarci alla benevolenza Dea bendata (come sempre)! In ultimo, conoscendo Dionigi, crediamo che saperlo incazzato sminuire il suo stato d’animo. Presidente “squattrinato” e DS “senza portafoglio” che ne pensate? Ad maiora!