Calcio, serie bwin, III^ giornata: Hellas Verona-Reggina 2-0

Hellas Verona-Reggina: 2-0. Hellas Verona (4-3-3): Rafael; Crespo, Moras, Maietta (c), Cacciatore; Laner, Jorginho, Martinho (dall’87° Fatic); Rivas (dal 66° Grossi), Cacia, Gomez. In panchina: Andrade, Abbate, Albertazzi, Bertolucci. All.: Mandorlini. Reggina (3-4-3): Baiocco; Adejo, Freddi, Di Bari; Melara (dal 59° D’Alessandro), Rizzo, Barillà (dal 76° hetemaj), Rizzato (c); Ceravolo, Fischnaller, Comi (dal 67° Louzada). In panchina: Facchin, Bergamelli, Armellino, Viola. All.: Dionigi. Arbitro: Irrati di Pistoia. Assistenti: Tegoni e Fiorito. Quarto uomo: Pairetto. Marcatori: Laner al 9° e Gomez al 51° (rig.). Ammoniti: Rizzo al 13°, Fischnaller al 42°, Barillà al 51° e Laner al 92°. Corner: 2-7. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’ (s.t.).

Note. Il Verona deve rinunciare a Bacinovic ed all’ex Hallfredsson impegnati con le rispettive nazionali per cui Mandorlini ha dovuto ridisegnare il centrocampo scaligero. In panchina va Bojinov neo-acquisto di una squadra che, a detta di molti, è la favorita numero 1 per la vittoria del campionato cadetto dopo la sconfitta nella doppia finale playoff contro la Sampdoria al termine dello scorso torneo. Nella Reggina assenti Bombagi e Sarno. In campo un altro ex, quel Daniele Cacia pessimo protagonista della Reggina targata Novellino 2009/2010 e per nulla rimpianto nella città dello Stretto. L’Hellas non ha ancora vinto in campionato (due pareggi in altrettante partite) mentre la Reggina è imbattuta con un pareggio all’esordio ad Empoli (1-1) e la successiva vittoria casalinga contro la Pro Vercelli (1-0). L’Hellas non perde in casa dall’ottobre del 2011 (sconfitta dal Torino). Grande l’entusiasmo al “Bentegodi” che ricorda quello al “Granillo” dell’epoca Novellino quando, per molti, la Reggina avrebbe dovuto fare un solo boccone degli avversari. Sappiamo tutti come finì. Cronaca e commento. Primo tempo. La gara inizia su buoni ritmi con la Reggina che non sembra temere i padroni di casa. Al 6° iniziativa di Melara sulla destra (imbeccato da Barillà) e cross. Un difensore devia in corner. Sugli sviluppi colpo di testa di Melara e palla sulla traversa. Le prime note negative in casa amaranto provengono da Adejo e Rizzo capaci di lanci assolutamente fuori misura. Al 9° il Verona passa in vantaggio grazie a Baiocco. Cacia si presenta davanti al portiere amaranto, lo aggira e batte a rete a porta sguarnita. Sulla linea interviene Rizzato che salva chiudendo la diagonale difensiva. La palla arriva tra i piedi di Baiocco che, invece di allontanare immediatamente il pallone dall’interno dell’area piccola, lo stoppa, si guarda in giro, si addormenta così tanto profondamente che un giocatore scaligero (Rivas), sopraggiunto da dietro, tocca per Laner che non ha alcuna difficoltà ad insaccare a porta vuota. Grave, gravissima la negligenza di Baiocco che, dopo aver regalato il rigore del vantaggio all’Empoli, regala anche il vantaggio all’Hellas. Se non farà cose eccezionali nei restanti 81 minuti di gara il suo voto in pagella sarà 3 (per l’errore gravissimo e per il colpo psicologico dato ai suoi compagni che, da oggi, sapranno di non essere sicuri alle proprie spalle)! Il Verona è padrone del campo. Il fattore-vantaggio la fa da padrone ed anima gli scaligeri che gestiscono il possesso palla. La Reggina attacca ma oltre i 5 calci d’angolo a 0 il nulla. Al 22° la Reggina va al tiro con Rizzo da distanza siderale. Il suo destro termina più vicino alla bandierina che alla porta. Il Verona è più intraprendente forte com’è del vantaggio, la Reggina cerca di riorganizzarsi e di mettere in ordine le idee. Al 31° gli amaranto vanno vicinissimi al pareggio. Rizzo porta palla ma la perde, la sfera arriva nei pressi di Barillà che, senza troppo pensarci, da una trentina di metri, colpisce al volo di prima intenzione e vede il suo sinistro finire sul fondo non distante dalla porta difesa da Rafael alla destra del portiere. Al 33° ci prova Rizzo ma il suo tiro è l’ennesima ciabattata e la palla termina lontanissima dalla porta dei padroni di casa. Al 38° gioco di prestigio di Martinho sulla sinistra che lascia secco sul posto Freddi, il brasiliano si accentra e prova la botta su cui interviene provvidenzialmente Adejo a salvare deviando in corner. Al 43° ci prova Di Bari da sinistra, il suo tiro è forte ma centrale e Rafael para in due tempi ma senza difficoltà. Senza recupero, anzi forse con qualche secondo di anticipo Irrati manda le due squadre negli spogliatoi con la formazione amaranto a prendere atto che, evidentemente, le ultime due stagioni sono, al momento, accomunate dalla stessa problematica: dopo P. Marino e Kovacsik lo scorso anno (fino a migliorare decisamente con Zandrini e Belardi) ecco Baiocco quest’anno (in attesa del presumiamo imminente esordio in campionato di Facchin). Secondo tempo. Al 47° prova a far male agli amaranto il catanzarese Cacia. Il suo tiro è alto sulla traversa. Al 48° ancora Verona vicino al raddoppio. E’ Rivas ad impegnare Baiocco che, stavolta, è attento e respinge. Un attimo dopo Verona pericolosissimo con un cross da sinistra su cui Cacia arriva con un attimo di ritardo all’appuntamento con la zampata vincente (a porta sguarnita). Al 49° ancora Cacia incrocia di testa indirizzando sul palo opposto. La palla termina sul fondo. Al 51° il Verona raddoppia. Palla in verticale per Cacia affrontato da Di Bari. L’ex cade stramazzato al suolo e Irrati decreta il rigore. Le immagini dicono che, se contrasto c’è stato, non è stato certo dell’entità sufficiente a giustificare la caduta di Cacia che, obiettivamente, esagera e, forse, trae in inganno il direttore di gara. E’ lo stesso Cacia ad impossessarsi del pallone avvicinandosi al dischetto tant’è la voglia di andare in gol contro la Reggina. Qualcosa non gli va per il verso giusto ed è Gomez a presentarsi al tiro. Il suo destro è secco e rasoterra e s’insacca alla destra di Baiocco. 2-0 e partita, virtualmente, finita! Al 59° un problema fisico per Melara costringe Dionigi a sostituirlo con D’Alessandro. La diretta mostra Tommasi (presidente dell’Assocalciatori) dialogare con Foti. Chissà se parlano dei 6 “appestati” (così sono trattati dalla società sol perché non accettano il “consiglio” di Foti a pagare loro a lui per giocare, chissà perché mai dovrebbero atteso che quei contratti – lunghi ed onerosi – li ha proposti ed accettati colui che li vorrebbe decurtare? Mah!) di casa amaranto? La partita, come detto, è, di fatto, finita. Persino Carletto Muraro, estraneo alle vicende amaranto, si accorge che la squadra di Dionigi è “leggerina” in avanti. E Bonazzoli (per esempio)? E Zizzari (non un fenomeno ma comunque probabilmente utile)? E Colombo e Castiglia (probabilmente anch’essi utili ed utilizzabili? Tra il 66° ed il 67° due cambi, uno per parte: Mandorlini manda in campo Grossi per Rivas e Dionigi inserisce Louzada per Comi. Cerca soluzioni d’attacco Re Davide ma immaginiamo imprechi non poco avverso il suo presidente responsabile, come sempre, delle carenze d’organico. Prima vendere e far cassa e poi, forse, acquistare (se proprio deve). Al 76° Dionigi effettua il suo ultimo cambio: esce Barillà ed entra Hetemaj. Al 78° Baiocco è bravo a deviare un tiro rasoterra. Interviene sul pallone Cacia che, però, è in fuorigioco. Al 79° ci prova, come nel primo tempo, Di Bari. Il suo diagonale di sinistro finisce sul fondo. La gara si avvia al termine e l’unico obiettivo sembra essere rimasto quello di non far andare a segno l’odiato Cacia (chi lo sentirebbe poi? già due anni fa, dopo il gol realizzato con la maglia del Piacenza – poi retrocesso in Lega Pro – farfugliò una serie di idiozie). All’81° ci prova Ceravolo a tentare la soluzione personale con Rafael che para a terra. Mancano 5 minuti più recupero al termine e la gara scivola sul binario della tranquillità per i veneti ormai vicini alla prima vittoria in campionato. Per la Reggina, invece, si tratta della prima sconfitta stagionale ufficiale in 5 partite (comprese le due gare di Coppa Italia). All’87° secondo cambio per Mandorlini: esce Martinho ed entra Fatic. All’88° Adejo dimostra (qualora ve ne fosse ancora bisogno) di avere due pale per piedi calciando da rugbysta. All’89 Mandorlini ci fa un favore: fuori Cacia e dentro Bojinov. Al 90° ci prova timidamente Ceravolo con palla fuori. Il “Bentegodi” è una bolgia e Mandorlini gongola. E la Reggina? Non è male ma, come sempre, ha evidenti lacune non solo tecniche ma soprattutto in ruoli non ricoperti degnamente. Quali? Quello del regista, del fantasista, dell’ispiratore: Rizzo non è nulla di tutto questo, è un incontrista dalla media di quasi un’ammonizione a partita. Quello della prima punta, dell’uomo da una dozzina di gol certi. Comi e Fischnaller sembrano leggerini e Ceravolo non è costante (ma aspettiamo Campagnacci). Quello del portiere. Baiocco ha deciso la gara di stasera e lo ha fatto così tanto presto che i restanti 81 minuti di gara quasi non hanno avuto più senso atteso il duro colpo subito. La gara finisce ufficialmente qui. Dionigi ha molto da recriminare, non con i suoi uomini (“chiddi sunnu”) ma con il presidente ed il suo direttore sportivo “senza portafoglio”. Occhi, però, se i risultati minassero la tranquillità della squadra quest’ultimo ci sguazzerebbe e troverebbe gioco facile così come già successo. Il Presidente? Non crediamo sia necessario aggiungere altro: ha la “€” nel cuore ed il “se teni teni” quale regola maestra. Tutto il resto è superfluo. Ad maiora!                    

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Author: Maurizio Gangemi