Riceviamo e pubblichiamo. “Reggio Calabria città ingannata? Credo proprio che questa definizione data dal magistrato della dda reggina Giuseppe Lombardo sia quanto mai appropriata. La falsità,l'ipocrisia, l'economia drogata sono elementi dell'habitat così come le mancate verità di indagini che tendono a dare fumo ma sostanza ben poca. Ancora si attendono risposte a tantissimi interrogativi inquietanti; ancora c'è qualcuno che dipinge la 'ndrangheta come un fenomeno rurale fatto da rozzi manovalanti.
Purtroppo la realtà à ben altra. La linfa della malavita si annida proprio in quella società definita "bene" che veste il doppio petto e rimane impunita. Professionisti di questa città gestiscono i patrimoni dei mafiosi, li assistono legalmente, aiutano e sostengono i loro sporchi interessi; politici che stringono mani sporche di sangue in cambio di voti che elargiscono favori, sostenendo non l'imprenditoria sana ma il malaffare. Non si sa mai chi sia realmente il tuo interlocutore, nomi insospettabili che mai avresti minimamente immaginato, scopri poi essere d'appoggio e funzionali alla 'ndrangheta. D'altra parte macchine di alta cilindrata, barche, ville sono proporzionate al tenore mediobasso che la città vive? E si scoprono legami con mondi insospettati addirittura multinazionali e Lega. Ecco perché l'inganno, ecco perché il tradimento verso la città di Reggio Calabria che non vive una dimensione reale. Fino a quando si continueranno a tenere gli occhi chiusi, fino a quando si starà a guardare, fino a quando regnerà l'impunita del sistema e i cognomi altisonanti resteranno intoccabili, a questa città non sarà restituita la dignità.”