
Secondo atto della poco edificante querelle tra Hinterreggio s.r.l. e Reggina Calcio s.p.a. circa l’utilizzo dello stadio comunale “Oreste Granillo” nel corso della prossima stagione calcistica 2012/2013. Com’è notorio la società del Presidente Foti ha ottenuto 5 anni fa la concessione dell’impianto di viale Galileo Galilei da parte dell’Amministrazione comunale di Reggio di Calabria allora guidata dall’attuale Governatore Scopelliti.
Le considerazioni su questo fatto, da noi da sempre considerato come compiuto ai danni della collettività reggina (infatti, oltre alla concessione del "Granillo" alla Reggina – che s'impegnava alla realizzazione di opere le quali dubitiamo fortemente siano state realizzate – per una durata ventennale – se la memoria ci sostiene ancora -, l'Amministrazione Scopelliti, in un sol colpo, abbuonò alla Reggina di Foti lustri e lustri di canoni d'affitto mai pagati in barba alle più elementari norme democratiche tanto da indurre "Le Iene" ad occuparsi della deprecabile vicenda), oggi, ritornano attuali e, quantomeno, fanno riflettere. E se, un giorno, considerata la situazione in cui versa il Comune, si verificasse lo scioglimento del Comune stesso, su questo capitolo, come ci si giustificherà davanti al commissario prefettizio? Boh!!! Vedremo… Avremmo di gran lunga preferito vedere il derby Reggina-Hinterreggio disputato sui campi di gioco ed invece… Probabilmente la "colpa" è della società di Pellicanò e del suo eccezionale risultato sportivo ottenuto al termine della passata stagione dall’Hinterreggio (promozione in Lega Pro) che ha significato l’annovero nel calcio professionistico della seconda squadra di calcio reggina. La problematica nasce, quindi, dalle norme federali che non consentiranno più alla squadra del Presidente Pellicanò di disputare le partite casalinghe presso l’impianto di Ravagnese. Ecco che, quindi, Hinterreggio e Reggina, unitamente all’Ente concessionario (il Comune) si sono confrontate affinché la nuova realtà cittadina possa esordire tra i professionisti disputando le proprie gare al “Granillo”. Quando tutto sembrava essersi risolto, ecco che ieri un fulmine a ciel sereno ha oscurato “Minosse” ed i suoi 40 e passi gradi. L’Hinterreggio, infatti, ha diramato un comunicato stampa in cui denuncia la mancata iscrizione al campionato di Lega Pro 2 per colpa della Reggina che, a suo dire, non le avrebbe concesso l’uso del “Granillo” o, per meglio dire, lo avrebbe fatto solo dopo aver dettato condizioni economicamente ritenute inaccettabili dalla società biancazzurra. La vicenda ha dello sconcertante e noi, pur senza esprimere particolari giudizi sui comportamenti delle parti (opinabili e/o condivisibili) ci rifacciamo ad una nota poesia del nostro illustre concittadino Nicola Giunta. Il titolo è “’Nta ‘stu paisi ‘nc’esti sulu ‘a piria” e, testualmente, recita: “'Nta 'stu paisi 'nc'esti sulu 'a piria, 'a strufuttenza fissa, a 'grandi bboria; n'ta 'stu paisi cunta sulu a 'mbiria, pirciò non sunnu tutti chi cicoria… Erba nana ed amara, erba pirduta: senza mâ provi, 'a ggiùrichi â viruta; e cca, sarbu a carcunu di ll'affritti, su' tutti storti ammanicati ddritti! Nani su' iddi e vonnu a tutti nani; nci vannu terra terra, peri e mmani; e, pâ malignità bbrutta e superba, cca non crisci chi erba, erba, erba… Arburi?… Si ccarcunu 'ndi sciurisci, 'nci minunu petrati non mmi crisci… Arburi, nenti!, comu all'âtri baandi, ch'unu s'asciala chi mmì viri randi!… Ambatula tu fai.. Rresti cu 'ngagghiu… Si senti sempri chi 'nc'è fetu d'agghiu… Cca 'a fortuna non varda a ccu' s'annaca, ma passa ammenzu all'erba mi 'nci caca… Paisi d'erba i ventu' e non di pianti: va facitila a 'n culu tutti quanti! Si 'nc'esti 'nu cartellu aundi rici: “Sti 'ggenti tra di iddi su' nnimici!” Nimici i cui? Oh, frabbica di storti! Sunnu sulu nimici da so' sorti! Nimici d'iddi stessi pi ppuntiggiu, e i cchiù fissa dû mundu sunnu a Rriggiu!” Ecco, questa è la piccola Reggio e quelli descritti sono i “riggitani”. Di certo, augurandoci che entrambe le nostre formazioni giochino le rispettive gare casalinghe in quello che è lo stadio dei reggini (“comunale” altro non vuol dire), ad oggi, chi esce “sconfitto” da questa vicenda è Reggio, la stragrande maggioranza dei suoi cittadini e la regginità. Di seguito il comunicato diramato dalla Reggina Calcio pochi minuti fa. “La Reggina Calcio, premesso che della teatralità non ha mai fatto il proprio stile di comportamento, incentrato sempre alla massima concretezza ed operosità, lette le gratuite ed inesatte affermazioni della Hinterreggio, con riferimento alla concessione in uso dello stadio, ritiene necessario precisare quanto segue. La società Hinterreggio dal 16.6.2012 è a conoscenza delle condizioni minime, indispensabili per l'utilizzazione dello stadio. Hinterreggio srl rappresentata dal suo presidente, il 9.7.2012 ha comunicato di non voler sottoscrivere il contratto pretendendo che i costi necessari per l'organizzazione dei suoi eventi (partite) rimanessero a carico di Reggina Calcio. Deve imputare, pertanto, solo a se stessa la conseguenza di tale comportamento.” Per completezza d’informazione riportiamo di seguito il comunicato stampa diramato dall’Hinterreggio del Presidente Pellicanò. “Un’occasione persa. Non per un gruppo, non solo per chi ha lavorato sodo e ha creduto fino in fondo ad un progetto nato in sordina e diventato grande: ma per tutta la città, la nostra città. La vicenda kafkiana che ruota attorno alla mancata iscrizione dell’Hinterreggio alla Lega Pro ha il gusto amaro delle cose interrotte, delle belle storie d’amore lasciate a metà. Perché sognare, guardare oltre, pensare in grande, in una città come Reggio Calabria, rammarica dirlo, forse non è consentito. In seguito all’ufficializzazione della notizia, la società Hinterreggio interviene con questo comunicato non solo per esprimere la dovuta e fisiologica amarezza che, giocoforza, scaturisce da una sconfitta ingiusta, ma anche perché ha l’obbligo morale di individuare tutte le responsabilità evidenziatesi a conclusione di questo brutto capitolo. Perché di brutto capitolo si deve parlare, seguito però ad un crescendo di successi che solo in pochi, i sognatori, avrebbero potuto immaginare. L’Hinterreggio è nata dal nulla e seguendo un cammino glorioso – ma glorioso davvero – dall’eccellenza è arrivata in soli 6 anni alle soglie del calcio professionistico, diventando la seconda squadra della provincia di Reggio Calabria. Traguardi, questi, che avrebbero dovuto inorgoglire, far battere forte il cuore, fare “sognare”, spingere la città, intesa non solo come insieme di persone ma individuata in tutte le sue componenti istituzionali. Non ogni città, o addirittura regione, può vantare una seconda squadra all’interno di una competizione così prestigiosa, che – come è noto – avrebbe di certo dato lustro a tutta la provincia, avrebbe rappresentato una vetrina importante per la stessa, avrebbe comportato, in poche parole, un ritorno non solo di immagine, ma anche in termini di indotto economico. La società Hinterreggio ha fatto tutto ciò che doveva fare per iscrivere il proprio club al Campionato Nazionale Professionistico Lega Pro. Ha adempiuto a tutti gli oneri e obblighi che erano posti a suo carico. Era pronta all’iscrizione, mancava soltanto la dichiarazione di disponibilità relativa allo Stadio “Granillo” da parte del Presidente della Reggina Calcio S.p.A., titolare di un rapporto di convenzione con il Comune (si rammenta, infatti, che la scelta del suddetto stadio comunale era obbligata, dal momento che nessun’altra struttura comunale è a tutt’oggi idonea, considerata la recentissima riforma, per disputare un campionato professionistico, né tantomeno sarebbe stato possibile mettere a norma uno degli impianti già esistenti). L’Hinterreggio si è sempre sentita figlia di questa città e, dunque, sorella della più grande e titolata Reggina Calcio, che ha sempre guardato con ammirazione, esultando sinceramente ad ogni vittoria e ad ogni traguardo amaranto, proprio come fa una sorella più piccola quando guarda alla primogenita. Tuttavia, con grande tristezza, non si possono sottacere le pesanti responsabilità del Presidente della Società Reggina Calcio (che in questa vicenda è bene tenere separato dalla “passione amaranto”). La Reggina Calcio ha mantenuto sin dal primo momento un atteggiamento ambiguo e dilatorio nei confronti dell’Hinterreggio. Ad ogni incontro ha avanzato sempre nuove richieste, sino a rendere le condizioni dell’accordo sulla disponibilità dello stadio eccessivamente gravose e incomprensibili. Sottoscrivere l’accordo proposto sarebbe stato come firmare un assegno in bianco perché, in buona sostanza, non sarebbe stato possibile prevedere (a parte l’importo fisso da pagare per ogni gara casalinga, pari a 5.000,00 € più I.V.A.) una spesa neanche approssimativa per usufruire dello Stadio Comunale. Probabilmente la Reggina Calcio non ha considerato l’Hinterreggio come una sorella minore, ma come una fastidiosa realtà. Di fronte ad una situazione del genere non ci resta che affidare le sorti dell’Hinterreggio al Sindaco di Reggio Calabria, in qualità di rappresentante dell’Amministrazione comunale. Al Primo cittadino, dunque, l’ultima parola, perché dello straordinario percorso biancoceleste non rimanga che il ricordo di una bella storia finita male.Un’altra occasione persa da questa città. La nostra città.” (Fonte www.tuttoreggina.com)